La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Appuntamento lunedì 20 febbraio dalle 21.00 all'una con il tema scelto da Eliselle!
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raffaele.marra
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La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#1 » martedì 21 febbraio 2017, 0:01

La vita dopo l'amore (di Raffaele Marra)

Lidia è in casa, illuminata dalla TV, persa in un divano troppo lungo per una donna sola. Se ne sta in silenzio a pensare mentre avanza la sera, bagnata di pioggia, Martini e qualche lacrima discreta.
La vita senza Alex è tutta qui, in fondo: nella dannata incapacità di dominare un presente muto e assordante al tempo stesso. E nell’ossessione contraddittoria di un ricordo bello e brutto, odioso e adorabile.
Alex è sulla porta, con le braccia conserte a guardarla con quegli occhi da “diosolosaquantapazienzacivuole”, con la pelata ereditata da suo padre e l’aria di superiorità di sua madre. Caspita quanto lo odia, quando fa così! Anzi, lo odiava.
Lidia lo osserva per un attimo, poi scuote la testa, tira su con il naso e si volta verso lo schermo.
Ora Alex è accanto a lei, seduto sul bordo del divano, le mani giunte e la schiena china in avanti.
È quasi trasparente, come se fosse di vetro, ma senza riflettere la luce. Lidia si chiede quanto sia fragile quell’immagine irreale.
Lui le osserva il bicchiere tra le mani e sta per rimproverarla. La donna gli dice di andarsene, di non tormentarla più, di aiutarla ad affrontare la vita senza di lui.
Alex-di-vetro non parla. Diosanto, quando si tratta di fare discorsi seri lui non parla mai!
Lidia raccoglie le gambe tra le braccia, poi cambia canale a caso, sperando di vincere la rabbia.
Alex è lì, nello schermo, ad osservarla con aria triste. Lidia si alza di scatto, spegne e va a letto, pur sapendo che non dormirà.

Alex è solo al volante, diretto non sa dove, in una lunga sera scandita dal tergicristallo e dai ricordi.
La vita senza Lidia è tutta qui, in fondo: in un monotono concerto di pioggia e motore che sottolinea un silenzio a volte confortevole, a volte incredibilmente insostenibile.
Si volta verso il sedile del passeggero senza rallentare. Lidia lo sta osservando con la solita espressione da “conoscoallaperfezioneognituopensiero”, con il naso a punta della madre e un’espressione a metà tra scherno e rimprovero, proprio come quell’idiota di suo padre.
Alex accelera, l’auto sbanda per un attimo, Lidia, che in realtà sembra fatta di vetro, oscilla avanti e dietro senza cambiare espressione.
L’uomo tossisce, impreca, si gratta la testa calva. Farebbe di tutto pur di nascondere la sensazione opprimente che lo divora da dentro, quella sensazione che neanche adesso che è solo riesce a riconoscere come angoscia.
Decide d’istinto, ancora una volta: rallenta, accosta al marciapiede, si ferma e chiude gli occhi. Quando riparte, Lidia-di-vetro è ormai lontana nello specchietto retrovisore.

È notte fonda e ormai piove da ore.
Lidia, alla fine, si è addormentata leggendo un libro di cui, domani, non ricorderà una sola parola. Alex è tornato al vecchio rifugio dove ha rovistato a lungo tra i dvd senza trovare nulla che valesse altra inutile insonnia.
Da qualche parte in città, una donna e un uomo di vetro, che nessuno vede, si incontrano, si riconoscono e, dopo essersi cercati per un giorno intero, finalmente si abbracciano.



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antico
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#2 » martedì 21 febbraio 2017, 0:03

Ed ecco il secondo classificato della Manco Edition, nonché recentissimo vincitore della Special Three Days Edition! Tutto a posto con i parametri, Raffaele! Buona Eliselle Edition anche a te!

joshua
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#3 » martedì 21 febbraio 2017, 8:43

Complimenti davvero. Ti sei attenuto pienamente al tema è sei riuscito a riproporlo in maniera sottile ma costante durante tutto il racconto con immagini stupende. Le continue contrapposizioni di parole come "odioso adorabile, confortevole insostenibile" rendono benissimo il tema è l'abbraccio finale credo ricomponga un po' tutti questi contrasti. I personaggi poi sono resi benissimo, sono riuscito ad intravedere le sfumature dei loro caratteri e a immedesimarmi nelle loro sofferenze. La migliore immagine è quel "di vetro" che rende tutto un po' confuso, nuvoloso ma che è la sintesi dell atmosfera del racconto. Una sola curiosità, quando l auto sbanda sono realmente insieme? Complimenti ancora

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raffaele.marra
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#4 » martedì 21 febbraio 2017, 11:31

Ciao joshua e grazie per il commento.
I personaggi di vetro sono in realtà immagini che vedono solo lui e lei, forse si tratta proprio delle anime dei due (ex) amanti che continuano imperterrite a cercarsi e finiscono per compiere in qualche modo un destino nonostante la separazione. Io le ho viste come fantasmi, esseri di vetro, appunto, che non si danno per vinti nonostante "l'odio" che ha separato i loro legittimi proprietari.

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Angela
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#5 » martedì 21 febbraio 2017, 12:52

Mi succede, quando leggo i tuoi racconti, di provare la stessa sensazione che avverto davanti a un libro d'autore. Un buon autore, intendo. Uno di quelli che ti aspetta sul comodino la sera e sai già che non ti deluderà; un appuntamento rassicurante e piacevole. Comincio a leggere e subito i personaggi si presentano con estrema semplicità: Lidia che raccoglie le gambe tra le braccia e il ricordo di lui proiettato nello spazio che una volta occupava. Quando ho letto di Alex che guida nella notte con l'ossessione-Lidia a fargli compagnia, mi è venuta in mente una bella canzone di parecchio tempo fa. Te la dedico per ringraziarti delle belle pagine e in particolare per il finale assolutamente perfetto ♥

Articolo 31 - Domani
https://www.youtube.com/watch?v=r6RjVZIn_OA
Uno scrittore è un mondo intrappolato in una persona (Victor Hugo)

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raffaele.marra
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#6 » mercoledì 22 febbraio 2017, 0:03

Ciao Angela e grazie per il bel commento. Non conosco bene gli Articolo 31 (amo generi musicali un po' diversi), ma devo dire che la canzone in qualche modo ci sta. Il fatto è che ognuno di noi, indipendentemente dal fatto che siamo scrittori, rappers, musicisti, cantanti, santi o marinai abbiamo vissuto quello stato che cerco di descrivere nel mio piccolo racconto.
Peccato non poter leggere un tuo racconto in questa edizione: sono convinto che avresti avuto ottime idee. Alla prossima!

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giancarmine trotta
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#7 » giovedì 23 febbraio 2017, 17:08

Un gran bel racconto.
Hai l'abilità di un narratore che sa perfettamente cosa vuole tirare fuori dal racconto: personaggi descritti ottimamente, luoghi familiari in cui immedesimarsi e un bel mistero. Quel mistero che solo alla fine viene svelato ma che ci tiene concentrati fino all'ultima parola.
In generale hai la capacità di centrare il tema perfettamente e, per non cadere nel banale, sai aggiungere un qualcosa che rende unici i racconti.
Una nota a margine: in una delle frasi finali avrei preferito leggere più velocemente. Non si tratta di un errore ma della possibilità di accelerare e rallentare la lettura, alternandola. Mi riferisco alle virgole di "domani": "Lidia, alla fine, si è addormentata leggendo un libro di cui, domani, non ricorderà una sola parola."
In definitiva il racconto è piacevole, ben descritto, con un bel finale legato perfettamente al titolo.
Ancora una volta, bravo!

mezzomatto
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#8 » venerdì 24 febbraio 2017, 21:56

Un racconto, oserei dire, di vetro, come i fantasmi che ossessionano la ex-copia. Un po' evanescente. Scritto bene, indubbiamente, evocativo, ma che coglie solo in parte il tema: l'amore, infatti non c'è più, e l'odio non c'è ancora, c'è solo risentimento, o meglio, delusione.

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angelo.frascella
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#9 » domenica 26 febbraio 2017, 18:25

Ciao, Raffaele.

Bel racconto tutto giocato sulle simmetrie e sugli ossimori (come quello contenuto nel tema). All'inizio credevo Alex fosse morto, poi, la seconda parte ha chiarito tutto. L'immagine degli uomini di vetro (che come quelli di Rodari sono sinceri e fragili (*)) che, spogliati da tutte le sovrastrutture e le recriminazioni, nel finale del racconto di ritrovano (a differenza di quelli di carne), rende bene l'idea della difficoltà di gestire in modo semplice l'amore nella vita di tutti i giorni.

(*)
"Tra gli uomini di vetro starebbe volentieri, perché sono trasparenti, perché sono sinceri: ma sono troppo fragili, troppo delicatini: se gli stringi la mano, cascano a pezzettini." (da "Il paese di Vetro" ne "I viaggi di Giovannino Perdigiorno)

mezzomatto
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#10 » lunedì 27 febbraio 2017, 16:00

Ripeto il commento e lo integro per non incorrere nelle penalità.

Un racconto, oserei dire, di vetro, come i fantasmi che ossessionano la ex-copia. Un po' evanescente. Scritto bene, indubbiamente, evocativo, ma che coglie solo in parte il tema: l'amore, infatti non c'è più, e l'odio non c'è ancora, c'è solo risentimento, o meglio, delusione. Il gioco su due piani, quello della realtà e quello del comesarebebellosefossestatopossibile, è abbastanza riuscito. ma la fragilità di quest'ultimo riempie di tristezza. Mi è difficile collocarlo in una classifica. Ma devo farlo.

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raffaele.marra
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#11 » lunedì 27 febbraio 2017, 16:28

Ciao mezzomatto e grazie per le tue osservazioni. Permettimi però di sottolineare che nel mio racconto l'amore e l'odio ci sono eccome, anzi è proprio dalla loro contraddittoria compresenza che nasce la dualità che caratterizza entrambi i protagonisti. La fragilità, poi, è presunta: tu la vedi così e va bene. Io, invece, nell'abbraccio tra i due personaggi di vetro vedo la caparbietà di un sentimento che non vuole soccombere all'odio (o al risentimento, fai tu).
Alla prossima!

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marco.roncaccia
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#12 » lunedì 27 febbraio 2017, 17:00

Ciao Raffaele,
Il tuo racconto è molto evocativo nelle immagini che propone, oserei dire poetico nel rendere lo stato di disperazione e solitudine dei protagonisti. Ho solo un problema con un racconto così: la mancanza di sviluppo, di movimento. I due ex amanti vengono resi in una istantanea che porta il lettore ad entrare nella situazione ma poi non c'è sviluppo e, a parte la bella immagine degli avatar di vetro che si abbracciano.

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AmbraStancampiano
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#13 » giovedì 2 marzo 2017, 14:15

Ciao Raffaele,
Il tuo racconto è scritto molto bene, ha un ritmo perfetto e un tono amaro reso alla perfezione.
Scolpisci molto bene le due scene nella mente del lettore, uomini di vetro compresi, che io ho interpretato come il fantasma del desiderio puro dei protagonisti, ciò che vorrebbero davvero al di là delle difficoltà del quotidiano. Si tratta di un sentimento che ho conosciuto e che qui vedo meravigliosamente raccontato; se così non era, sei comunque riuscito a fare presa sulla mia emotività in maniera forte.
Non trovo che manchi lo sviluppo, il racconto parla di piccole cose e lo sviluppo è legato più che altro ai fantasmi, non si sente la mancanza di avvenimenti, anzi l'avvenimento in sè è proprio la mancanza.
Insomma il tuo lavoro mi è piaciuto tantissimo, ma fatico davvero a trovarci quel "ti odio" espresso nel tema, qui vedo appunto l'amore e l'amarezza della perdita.
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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leonardo.marconi
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#14 » giovedì 2 marzo 2017, 19:55

Ciao Raffaele!!! L'accezione statica e senza movimento del tuo racconto secondo me può vivere di luce propria,a patto di non cercare necessariamente una verifica teleologica o semplicemente qualcosa che succeda a tutti i costi. Credo che il versante delle "sliding doors" abbia tutto il suo motivo d'esistere, nell'eterno gioco dei fantasmi che non si possono mai realmente abbracciare. Una costruzione complessa fatta di paradossi che alla fine si risolvono nelle difficoltà di ogni giorno e di ogni coppia. Uno sguardo lungo ( e lungimirante ) che m'è piaciuto. Nonostante l'assenza di un obiettivo o un finale. A presto!!!

diego.ducoli
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#15 » giovedì 2 marzo 2017, 23:30

Ciao Raffaele
Un buon racconto, evocativo e poetico.
Hai incastrato bene i due protagonisti e descrivi bene il dualismo amore-odio e forse anche un l'orgoglio dei due nel non voler chiedere scusa quando le loro immagini-anime non bramano altro.
Non ho molto da aggiungere, un ottima prova.

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antico
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#16 » sabato 4 marzo 2017, 12:03

Questo è un racconto a un passo dal capolavoro. Il problema è che quel passo è rilevante e non permette a tutti di gustarlo nello stesso modo. Anticipo il mio giudizio: pollice quasi su. E provo a cercare di suggerire interventi... Potrebbe non essere una cattiva idea quella di esplicitare prima che Alex non è morto, ma che si sono lasciati. Per come lo presenti, sembra quasi uno spirito e la cosa, più che creare mistero e intrigare, può confondere. Secondo: l'immagine è molto bella, ma ci lavorerei di più perché il suo essere "di vetro" può dare l'idea di artificioso, nel senso che non credo tu riesca a convincere tutti i lettori, nello spazio ridotto con cui hai avuto a che fare, riguardo questa metafora. Ultimo: chiudi ambientando il loro incontro notturno in città, credo sarebbe meglio esplicitare la dimensione onirica nella quale le loro anime si muovono. In ultimo, il tema è presente: due persone che si amano, ma che nella vita reale non sono ruscite ad andare oltre determinati, forse futili, aspetti negativi l'uno dell'altra.

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raffaele.marra
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Re: La vita dopo l'amore (Raffaele Marra)

Messaggio#17 » sabato 4 marzo 2017, 13:11

Ciao Antico, e grazie per il commento costruttivo. Ti spiego alcune delle mie intenzioni, tanto per chiudere il cerchio. Il fatto che, per un istante, possa nascere l'idea nel lettore che Alex sia morto è voluto: ormai mi conoscete, sapete che ho un debole per i "piccoli inganni" che ogni racconto può celare al suo interno. Da tale inganno, comunque, si esce fuori già a metà racconto quando la scena cambia e ci si ritrova nell'auto proprio insieme ad Alex vivo. Ammetto che persino il titolo "La vita dopo l'amore" è in questo senso una citazione del concetto di "vita dopo la morte" non tanto però per alimentare l'inganno ma soprattutto per creare un parallelo tra lo scetticismo che a volte riguarda l'idea di una possibile prosecuzione della vita dopo la morte fisica e lo scetticismo che riguarda l'idea che un amore possa continuare in qualche altra forma nonostante sia sopravvenuto l'odio. Per quanto riguarda l'essere di vetro concordo con te sul fatto che possa essere interpretato in vari modi, qualcuno dei quali sarebbe senz'altro sbagliato. A me è venuta di getto questa immagine del vetro che ha dell'evanescente, della trasparenza, eppure una consistenza e, addirittura, la capacità di diventare tagliente e doloroso se dovesse essere frantumato. Per quanto riguarda l'incontro notturno in città dei due personaggi di vetro non ho avuto dubbi: mi piaceva l'idea "wendersiana" di una coesistenza, tra le nostre strade grigie e monotone, di esseri concreti, visibili a tutti, ed esseri di vetro, anime, sentimenti, ricordi o quant'altro possa celarsi negli strascichi problematici di un amore che tarda a spegnersi.

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