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Il gioco della guerra

Inviato: sabato 19 maggio 2018, 17:36
da Myriam Magno
Le polveri di un bambino giacciono ora in una misera tomba,
perchè il suo peggior crimine è stato quello di esser nato da un liquido grembo innocente.
Quel bambino giocava con la palla e i suoi fratelli,
in quel mondo che amava pensare un Luna-Park,
pervaso da pirati bendati e soldati armati
con mimetiche che sembravan vere.
Nel cielo,
costellazioni di aerei rendevano il gioco eccitante;
i ridondanti boati la musica caricante il piccolo animo esaltato.
Ed il pupillo amava lasciarsi sbigottire dalle grida adulte,
dal pianto nero e tagliente delle donne,
dal color vermiglio su cui spesso sguazzava per le strade
insieme ai suoi fratelli.
Ma quel vivissimo Luna-Park,
mangiatore di anime,
un giorno lo chiamò a sè
ed il piccolo non potè rifiutarsi;
finalmente ad esser protagonista era proprio lui.
Il piccino fece allora quello che gli era stato ordinato di fare:
consegnare una magica sfera buia ad una fata tenebrosa,
coperta da testa a piedi da veli funesti.
Il bambino corse sorridendo,
attraversò il ciglio della sorte
e subito una carrellata di spari filtrarono il suo corpo,
facendolo cadere per terra
come una mela marcia.
Ed ecco il suolo colorarsi improvvisamente di carminio,
ma i fratelli non sguazzano più su quella pozza dilaniante;
adesso piangono
piangono
e piangono...

Stanno ancora piangendo,
mentre il corpo viene gettato in una fossa,
accanto a quello della madre.

Re: Il gioco della guerra

Inviato: domenica 20 maggio 2018, 23:10
da Il Dottore
Ciao, Myriam e benvenuta.
Spero ti troverai bene qui da noi

Re: Il gioco della guerra

Inviato: mercoledì 30 maggio 2018, 23:18
da DandElion
Mi piace, non dico di no. Il ritmo spezzato, però nn consente una vera e propria narrazione. Perchè non provi a riscriverlo non così come flash, ma sistematizzando la successione delle azioni con un filo logico comune?
Si capisce benissimo cosa è successo, questo si, ma questo pezzo è il canovaccio per un buonissimo racconto.

Re: Il gioco della guerra

Inviato: domenica 3 giugno 2018, 8:55
da White Duke
Ciao. La parte migliore del tuo testo è sicuramente nella forza delle immagini, tuttavia (come ti ha fatto notare DandElion) scritto così mi sembra un album di fotografie poco connesse tra loro. Da una parte questo è funzionale perchè rende meglio lo shock ma così mi sembra un poi eccessivo. Io proverei a tenere lo stesso (validissimo) soggetto ma riscriverei elaborando e collegando alcune frasi e rendendo il tutto un po' più fruibile.

Spero di esserti stato utile.

Re: Il gioco della guerra

Inviato: domenica 17 giugno 2018, 18:18
da alexandra.fischer
Più che di un racconto, si tratta di una poesia. Lo stile è quello della metrica libera, ma non ha niente a che vedere con una storia breve. Certo, ci sono immagini molto belle: quella del Luna Park che alla fine si rivela un gioco mortale per il piccolo protagonista, l’immagine della fata tenebrosa e della sfera buia e anche il paragone corpo fucilato-mela marcia lo è.
Ti suggerirei di riscriverlo per narrare la vicenda nella sua interezza, così il lettore capirebbe dove vuoi arrivare (a una favola dark fantasy? Oppure a un mondo distopico? E perché la madre è morta?).
Attenzione a:
polveri (inesattezza, si tratta di ceneri)

Re: Il gioco della guerra

Inviato: domenica 1 luglio 2018, 10:50
da roberto.masini
Immagini efficacissime, piene di pathos, allegorie e riferimenti fiabeschi per una trama tragica. Ma non so se possa diventare un racconto una bellissima poesia. La versione in prosa di una poesia è un'operazione avvilente e riducente. Secondo me sarebbe meglio inviarla a un concorso di poesie; otterrebbe il plauso di molti.

Re: Il gioco della guerra

Inviato: giovedì 15 novembre 2018, 17:08
da Il Dottore
Ciao, Myriam.

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