Voleva solo giocare.

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alessandra.corra
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Voleva solo giocare.

Messaggio#1 » lunedì 15 maggio 2017, 23:14

Voleva solo giocare.

Perché doveva gridare sempre? Cosa diavolo voleva da lei?
La città, seppellita dalla pioggia, si stava riposando. Nella strada si scorgeva appena qualche ombra scura muoversi come dentro un sogno.
Peccato che le grida non la lasciassero in pace. Un essere malefico venuto per rovinarle la vita, ecco cos'era.
Meno male che le amiche erano entusiaste:
- Chissà che bella, ha gli occhi come i tuoi? Ora che siete rimaste sole per voi sarà una consolazione. Hai saputo qualcosa di tuo padre?
C'era sempre da raccontare le stesse cose. I suoi genitori che non andavano più d'accordo. La mamma rimasta incinta per errore quando papà aveva iniziato a essere assente. Prima con la scusa del lavoro, poi era venuta fuori la storia dell'amante. Forse per questo, quando tornava a casa, aveva addosso sempre uno strano odore, come di frutta appassita. Poi, un mattino aveva lasciato un biglietto sul tavolo e da allora non si era più fatto vivo.
La mamma aveva aumentato le ore al lavoro. Così, chi doveva badare alla sorellina se non lei?
Che culo a quattordici anni stare nei calcagni di quell'esserino maleodorante.
Come se non bastasse, la sera precedente era arrivata la notizia migliore.
La mamma l'aveva presa da parte:
- Arriveranno tempi migliori, ma adesso devi aiutarmi. Ti avevo promesso che ti avrei fatto fare solo una pausa da scuola, ma invece non posso iscriverti al liceo come promesso. I soldi non bastano e i dolori alle gambe aumentano. Devi trovarti un lavoro. Aiutare me e Annina. Lei avrà un futuro migliore del nostro.
Quindi, niente liceo? E i suoi disegni? I suoi sogni?
Lavorare in una fabbrica, ecco quale sarebbe stato il suo avvenire. Diventare un automa, chiudere la mente e morire a poco a poco.
Anna continuava a frignare, se almeno avesse potuto capire cosa volesse. Ma, in fondo, che importava? Nulla contava più.
Adesso ciò che serviva era essere risoluti. Perché no? Sarebbe bastato poco, un cuscino sulla faccia e...
Un ghigno le si disegnò sul volto.
Mia cara Annina, urla pure, adesso vedrai.
Si fermò davanti alla culla, prese un cuscino e lo posò sul faccino della piccola.
Il sudore le pizzicava le ascelle, graffiandole la pelle.
Dopo pochi secondi Anna non piangeva più. Era davvero finita? Era stato tutto così semplice?
Sollevò il cuscino, tremando, ma la bimba scoppiò a ridere.
Era passato troppo poco tempo o, forse, l'aria era passata da sotto.
Ma perché adesso quella scema rideva così? Che la smettesse, cazzo!

Aveva cominciato e adesso doveva terminare il lavoro. E ritrovare la sua libertà.
Anna, pensando si trattasse di un gioco, iniziò a battere le manine:
- Baba coca, coca, coca.
Ecco perché rideva, adesso capiva: credeva che stesse giocando con lei.
Un senso di nausea le attraversò lo stomaco. Ebbe un conato di vomito e il cuscino le sfuggì dalle mani.
Mentre la bimba cercò di afferrarle le dita, solo allora, tra le lacrime che cominciarono a rigarle le guance, capì che il vero coraggio è saper accogliere la vita, sempre, nonostante tutto.



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antico
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#2 » lunedì 15 maggio 2017, 23:17

Ciao Alessandra! Erano alcune edizioni che mancavi! Felice di rivederti qui! Tutto ok con i parametri, buona Franco Forte Edition!

Ps: ti ricordo che puoi modificare il racconto fino alle 00.59 senza incorrere in malus. Occhio a modificarlo dalle 01.00 alle 01.33 perché in tal caso lo considererò postato fuori tempo e quindi in malus. Ovviamente ripasserò per ricontrollare i caratteri in caso di tue modifiche.

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Callagan
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#3 » martedì 16 maggio 2017, 14:03

Ciao Alessandra.
Mi chiedo, perché quello stacco di paragrafo? La narrazione è continuata e non c'è un salto temporale, un cambio di prospettiva, ecc.
Trovo il finale debole. La protagonista perde in realtà il coraggio per portare a termine il suo fine e quel che emerge dalla chiusura non è tanto il coraggio di affrontare di petto la vita che le si prospetta davanti, quanto la rassegnazione a subirla. Non capisco " il vero coraggio è saper accogliere la vita", in che senso accogliere la vita? Accettare la vita della sorellina? Accettare la sua vita. È una frase importante per il tuo racconto e posta in questo modo è davvero poco incisiva e, inevitabilmente, incide su quanto è venuto prima.
Purtroppo, poi, ai miei occhi da lettore il racconto è risultato molto telefonato, cosa che ha ammazzato la curiosità e le aspettative.

alexandra.fischer
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#4 » martedì 16 maggio 2017, 20:22

VOLEVA SOLO GIOCARE di Alessandra Corra Storia dura, molto ben scritta. La protagonista quattordicenne è costretta a rinunciare al liceo artistico perché la madre non riesce più a sostenere il ritmo del lavoro (si è ritrovata con una seconda figlia, Anna, da allevare. L’incidente di percorso è arrivato dopo la defezione del marito, staccatosi dalla famiglia per seguire l’amante). La sorella maggiore di Anna, colma di rabbia per il futuro che l’aspetta (un lavoro in fabbrica che spegnerà il suo talento), tenta di soffocare la sorellina nella culla, ma poi, davanti al candore della piccola, trova il coraggio di accettare il suo destino: preparare un futuro migliore per lei.

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Polly Russell
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#5 » martedì 16 maggio 2017, 22:47

Ciao.
Parto col dirti che non sono convinta, dal desiderare che tua sorella non esista a cercare, effettivamente, di ammazzarla ce ne corre. Il finale era scritto dall'inizio, quindi non sono riuscita a commuoverei, come avrei dovuto. La spiegazione, quindi, risulta inutile. ;)
Però è un buon tentativo. Con una sistemata è di certo migliorabile!
Polly

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GabriSyb
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#6 » giovedì 18 maggio 2017, 15:14

Il racconto in generale mi è piaciuto, tutta quella rabbia della protagonista nei confronti della sorella che le rovina la vita e per colpa della quale deve rinunciare ai suoi sogni è ben scritta. Trovo però il finale un po' debole, affrettato e prevedibile. Con un finale diverso sarebbe stato un gran bel racconto.

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eleonora.rossetti
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#7 » giovedì 18 maggio 2017, 16:39

Ciao Alessandra,
il racconto non mi è dispiaciuto, ci hai fatto calare bene nei problemi di una giovane che si vede tagliar via il futuro per "colpa" della nuova arrivata indesiderata. Ciò che mi ha lasciato un po' interdetta è stata la risoluzione nel finale, che ho trovato deboluccia. E' davvero bastato la risata e un vocalizzo di una bambina che stavi per uccidere a commuoverla e a farla desistere? Ce ne vuole di "fegato" solo per pensare di uccidere un bambino (infatti all'inizio pensavo che "il coraggio" trattasse quello, ma poi hai fatto intendere che fosse invece l'accettazione) e mi par strano che cambi repentinamente atteggiamento, tra l'altro con un pensiero così profondo, che mi dà più l'idea di un percorso di maturazione e non di un'epifania improvvisa.
Detto questo nulla da dire sullo stile: non trovo pecche stilistiche, la narrazione scorre fluida.
Alla prossima!
Uccidi scrivendo.

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alessandra.corra
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#8 » venerdì 19 maggio 2017, 11:37

@callagan, @Alexandra, @Polly, @Gabry, @Eleonora: Grazie per i commenti!
Mi rendo conto che il finale possa risultare un pò debole. Su un primo momento volevo scrivere che la protagonista uccidesse la sorellina, ma poi ho pensato che vivere la vita, anche se può essere dolorosa, può essere ancora più coraggioso, che non eliminare una persona a noi sgradita per nostro vantaggio.
Mi piaceva pensare che proprio l'ingenuità della bambina abbia potuto far arrivare questa intuizione alla ragazza... Ma capisco che la mia scelta è stata ingenua. In compenso, sono contenta che lo stile vada bene, e che avete trovato la narrazione fluida e scorrevole.

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Vastatio
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#9 » venerdì 19 maggio 2017, 11:49

Ciao,

dopo la lagna iniziale hai dato un bel colpo al racconto. Spietato, crudele. Peccato tu non abbia saputo mantenere questa potenza fino alla fine. Troppo politically correct. Ci sta che non riesca a uccidere un bambino, ho i brividi solo a pensarla una cosa del genere, ma proprio perché mi hai catturato in un "mostro" strapparmici fuori con un ragionamento così mieloso mi fa venire il diabete. Se davvero ha un "ritorno di coscienza" portala in bagno, falla vomitare, buttala davanti allo specchio con il suo volto stravolto in una smorfia e falle vedere le forbici, prenderle, fissarsi i polsi e poi far piangere la sorrellina e... chiudere lì
E' preferibile lasciarmi nel dubbio di cosa succederà, che darmi una chiusa infelice.

Niko G
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#10 » domenica 21 maggio 2017, 9:09

Mi sono piaciuti i flussi emotivi che permeano questo racconto… la rabbia per le ingiustizie subite dalla vita che si fa strada nei pensieri e nella vita della protagonista, fino a dirigersi contro la piccola creatura indifesa che con la sua innocenza la “salva” dal male che c’è dentro di lei in un finale commovente e catartico.Non mi ha convinto molto però il modo un po’ “telegrafico” in cui è stato costruito, ed il passaggio dalla voglia di uccidere alla catarsi finale mi è sembrato un po’ forzato e privo di gradualità.
Non so scrivere, ma ho bisogno di farlo.

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maria rosaria
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#11 » domenica 21 maggio 2017, 19:49

Ciao Alessandra.
Il racconto scorre senza intoppi e crea una forte tensione che poi, però, decidi di allentare e perdere così tutto il pathos che avevi costruito.
Ha ragione Vastatio quando dice che prima ci cali dentro al mostro e poi ce ne tiri fuori in modo un po' troppo soft.
Capisco perfettamente la tua spiegazione finale ma o questa la facevi solo intuire oppure premevi l'acceleratore fino in fondo e, con coraggio, completavi la tragedia.
Nel complesso un racconto buono.
Alla prossima
Maria Rosaria

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TinaCaramanico1
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#12 » lunedì 22 maggio 2017, 22:54

Ciao Alessandra. Condivido quanto ti hanno già detto in molti prima di me: il punto più debole del racconto è il finale. Malgrado la rabbia che la protagonista nutre contro la sorellina, non è proprio così facile (per fortuna) che una quattordicenne decida di uccidere. Però, una volta avviata su quella strada la protagonista, risulta ancora più difficile credere che, così istantaneamente, questa possa non solo rinunciare ai suoi propositi (o meglio impulsi) omicidi, ma anche filosofeggiare sul coraggio di accettare la vita comunque essa sia. Conclusione da rivedere, secondo me.

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Jacopo Berti
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Re: Voleva solo giocare.

Messaggio#13 » giovedì 25 maggio 2017, 22:19

Ciao Alessandra,
sono contento di rileggerti! Anche per te, come per tutti quelli che ho letto fino ad ora in questo gruppo, questa edizione o questo tema del coraggio hanno rappresentato un po' un calo nell'ideazione di una buona storia. Mentre la scrittura è rimasta pulita e piacevole come sempre.
Complessivamente il racconto non mi dispiace, e devo dire che mi ha coinvolto all'inizio. Si intuiva presto che la protagonista avrebbe tentato qualcosa di terribile, ma non si capiva se il "coraggio" sarebbe stato portare a termine o non portare a termine il suo gesto omicida. Avrei preferito un finale più incisivo e meno retorico. Non è che volevo che la ragazzina ammazzasse la neonata eh! Ma dopo, una volta che non è riuscita a farlo, manca qualcosa, un'idea, un'immagine, che non sia la spiegazione dei pensieri della quattordicenne.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

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