Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Fernando Nappo
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Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#1 » martedì 16 maggio 2017, 0:50

Rudy e le cheerleader

di Fernando Nappo


— Ecco, doc — disse Rodolfo. — Questa è l’astronave che comprerò, prima o poi.
Zumò l’immagine e la mostrò al dottore.
— Non dovremmo parlare di questo — rispose lo psicologo.
— La farò riverniciare di rosso, con bande gialle a forma di folgori qui — indicò i fianchi della nave — e qui. Sopra e sotto una quantità di luci da spettacolo e sul muso farò scrivere a caratteri cubitali il nome della band: Rudy e le cheerleader!
— Rudy?
— Il diminutivo di Rodolfo.
— Non sapevo che utilizzassi un diminutivo.
— Sarà il mio nome d’arte. Non trova che suoni bene?
Nella stanza cadde il silenzio, poi risuonò nuovamente la voce del dottore.
— Siamo preoccupati per te, Rodolfo.
Per tutta risposta il ragazzo fece scorrere alcune foto sul minivisore, e, trovata quella che cercava, la mostrò allo psicologo.
— Ecco. Loro sono le tre professioniste con cui dividerò la mia avventura. Questa — indicò quella più a sinistra — suona il basso elettrico.
— È un automa?
— Sì. È un modello dell’ultima generazione, non c’è giro di basso che non conosca. Questa, invece, suona la chitarra meglio del miglior chitarrista che mi sia mai capitato di ascoltare da civile.
Lo psicologo scosse il capo. — Farti queste illusioni non ti fa bene. Rammenti il contratto?
— E alla batteria metterò lei — continuò Rodolfo. — Non è un modello dell’ultima generazione, ma per ciò che ho intenzione di suonare garantirà un groove da paura.
— E che cosa vorresti fare con la nave e le sinto?
— Quando avrò finito questo lavoro me ne andrò. E finalmente vivrò come ho sempre desiderato. Girerò tutta la galassia, per la miseria! Scendo su un pianeta, faccio un concerto e via, riparto. Poi scendo su un altro, faccio un altro concerto, e via di nuovo.
— Non per i prossimi vent’anni, lo sai.
— E poi... via... — mormorò Rodolfo, il capo chino.
Nella piccola stanza cadde il silenzio, rotto solamente dal respiro del dottore e dal pianto sommesso del giovane.
— La scorsa settimana — riprese il dottore — pensavi a un allevamento di balene. Quella precedente di trasferirti a fare il taglialegna su Blisto III. Sappiamo che scavare Osmio in una miniera su un pianeta esterno è dura, e che tu hai firmato per un periodo lunghissimo. Ma perché tutte queste fantasie?
— Perché ho bisogno di sognare un futuro, altrimenti non ce la faccio. E io devo farcela, a tutti i costi — disse Rodolfo, pulendosi le lacrime con la manica della camicia. — Piuttosto, come stanno Silvia e le bambine?
— Meglio, grazie a te — rispose lo psicologo. — La terapia è lunga e costosa, ma guariranno completamente. Ma proprio non capisco perché non vuoi far sapere loro...
— No! — scattò Rodolfo. Fece un respiro profondo, gonfiò il petto e si tirò a sedere, composto. — Non devono sapere che sto pagando le loro cure, io che le ho quasi ridotte come vegetali.
— Così rischi la tua salute mentale.
— Ce la farò, dottore. Onorerò il contratto. Glielo devo. — Si alzò per andarsene. — E poi...
— Sì?
— Ho già in mente un pezzo per aprire i concerti.



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antico
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#2 » martedì 16 maggio 2017, 0:53

Fernando, bentornato! Tutto ok con i parametri anche per te, buona Franco Forte Edition!

Ps: ti ricordo che puoi modificare il racconto fino alle 00.59 senza incorrere in malus. Occhio a modificarlo dalle 01.00 alle 01.33 perché in tal caso lo considererò postato fuori tempo e quindi in malus. Ovviamente ripasserò per ricontrollare i caratteri in caso di tue modifiche.

Canadria
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#3 » mercoledì 17 maggio 2017, 22:17

Ciao, Fernando!
Questo è un racconto sul coraggio di assumersi le proprie responsabilità, dote in fondo non troppo comune. La storia è certamente ben scritta, è ordinata e scorre bene fino alla fine. Devo dire, però – ma questo è, molto probabilmente, un mio limite personale – che non ho ben capito che cosa sia successo. O forse non ce l’hai detto? Cioè: perché è stato lui a ridurre Silvia e le bambine in fin di vita? Inoltre, in che mondo siamo? La digressione sui tre automi mi ha tratto in inganno: credevo che alla fine sarebbe arrivata una spiegazione chiarificatrice che invece mi è mancata. Sembra, più che altro, l’introduzione ad un racconto molto più vasto.

mezzomatto
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#4 » sabato 20 maggio 2017, 10:42

Il coraggio descritto dal racconto è quello dell’espiazione, notevolmente originale, rispetto alla media generale. Lo sviluppo della narrazione è lineare: parte da una scena, ben descritta attraverso il parlato del protagonista, e si conclude col il flashback del pregresso, che chiarisce ogni cosa. Non mi ha disturbato l’ignorare di preciso quale sia l’atto che deve espiare. Certo, sarebbe stato meglio rendere più pesante e tormentata la consapevolezza della colpa.
L’atto di coraggio del sottoporsi all’espiazione è accompagnato dalla follia, o, comunque, dalla fuga nel sogno per sottrarsi alle conseguenze dell’atto di coraggio stesso. Che si riduce a un momento singolo, invece di proseguire con l’accettazione quotidiana della situazione.

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Linda De Santi
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#5 » domenica 21 maggio 2017, 21:48

Ciao Fernando! In un certo senso abbiamo scelto soggetti simili per scrivere il racconto: anche nel mio ci sono uno psicologo e un paziente particolare.
La prosa è scorrevole e l'incipit della storia invoglia la lettura. I racconti con dialoghi impostati in questo modo, tra l'altro, sono tra i miei preferiti.
All'inizio credevo che a parlare fosse un ragazzo, le fantasie del paziente sembrano più quelle di un adolescente che quelle di un uomo adulto (ad esempio pensa a delle cheerleader piuttosto che a delle ballerine o delle cantanti adulte), e anche il dottore gli si rivolge come se fosse un giovane ("siamo preoccupati per te...").
Inoltre ho trovato un po' brusca l'entrata in scena della moglie e della figlia: l'attenzione è tutta su Rodolfo e sul suo principio di follia, e poi di colpo il focus cambia e si sposta sulle cure psicologiche di altre persone. Forse questo passaggio avrebbe potuto essere gestito un po' meglio, magari facendo in modo che Rodolfo si fosse recato dal dottore apposta per chiedere di loro (all'inizio avrebbe potuto dire "Sono qui per sapere di loro... ma prima ascolti la fantastica idea che ho avuto oggi!").
Nel complesso, un racconto gradevole che si legge volentieri. Alla prossima!

Aristide Capuzzo
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#6 » lunedì 22 maggio 2017, 14:25

Ciao Fernando,
racconto aderente al tema senza dubbio, come scritto nei commenti precedenti, un po' confusionario in prima battuta perché non si capisce la direzione che prenderà la storia. A mio parere la rivelazione sulla miniera deve essere fatta quasi subito perché è l'elemento cardine del personaggio. Lui è così, fantastica a rotta di collo proprio perché è in quella situazione, perciò scoprirlo solamente verso la fine l'ho percepita come una forzata dosatura delle informazioni, un'ingerenza dell'autore per capirci. Inoltre devo aggiungere che vorrei conoscere la ragione dello stato vegetativo delle donne, e soprattutto: chi sono? Moglie e figlie dello psicologo? Di qualcun altro? Citandole hai creato in me l'aspettativa di una rivelazione finale che non è giunta, e questo mi ha lasciato in sospeso. Forse questo racconto ha bisogno di più respiro rispetto alle 3000 battute, o in alternativa di eliminare le donne. In fondo a me come lettore cambia poco conoscere il motivo per cui Rodolfo è lì; il suo coraggio può essere interpretato come il sogno del futuro intromesso nella routine infame della vita in una miniera spaziale, non necessariamente l'espiazione.

Kuranes
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#7 » martedì 23 maggio 2017, 15:19

Mmm, il coraggio c'è - ma ce lo dici, più che farcelo vedere. Quello che ci fai vedere è l'immaginazione, o meglio l'alienazione del personaggio, che comunque risulta un po' anomala... Ci viene suggerita come patologica, ma poi emerge come consapevole (allo scopo di arrivare dritti al punto del "dov'è il coraggio"). La sensazione che ho è che sei stato costretto a precipitare verso la quadratura del cerchio, pur avendo scritto un pezzo ottimo come ambientazione e ritmo del dialogo.

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marco.roncaccia
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#8 » mercoledì 24 maggio 2017, 16:50

Ciao Fernando,
Il tuo racconto è piacevole da leggere e molto ben scritto. La situazione che costruisci interessante tanto che viene voglia di esplorare l'Universo che crei per raccontarci questa storia. Il tema lo trovò un po' tirato per i capelli e si arriva al finale con l'impressione che il non detto abbia un peso un po' troppo rilevante.

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ceranu
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#9 » mercoledì 24 maggio 2017, 23:57

Ciao Fernando,
racconto che si legge tutto d'un fiato, scritto bene e con una buona chiusura. Però, temo che ci siano un paio di risposte che "devi" al lettore. Una su tutte è: cos'ha fatto a quelle che credo essere la moglie e la figlia. Ci sta che alcune cose non vengano dette in un racconto, ma questa mi sembra molto importante.
Altra cosa che mi scombussola è il suo bisogno di speranza; non lo trovo azzeccato, lui è andato lì perché aveva bisogno di una speranza ed era quella di salvare due vite. A questo punto è come se stesse rinnegando la sua scelta.
Non credo d'essermi spiegato, ma sappi che è la stessa confusione che hai creato in me! :P
Nel complesso è un bel racconto che con 500 battute in più sarebbe ottimo!
Ciao e alla prossima

Fernando Nappo
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#10 » giovedì 25 maggio 2017, 9:04

Ciao a tutti,
intervengo solamente ora, come più o meno d'abitudine, per non influenzare i commenti.
In generale la contestazione riguarda "Silvia e delle bambine", chi sono e cosa è successo loro. Il punto è che Silvia non è la moglie di Rodolfo, e di conseguenza le bambine non sono le figlie. Nelle mie intenzioni doveva trattarsi di una sconosciuta e delle figlie che Rodolfo (e qui sono dell'idea che il perché sia di secondaria importanza) ha in qualche modo ridotto in fin di vita. E ora sta massacrandosi di lavoro perché la sua coscienza gli impone di fronteggiare il problema che ha causato e che richiede cure lunghe e costosissime. Da qui la necessità di viversi futuri immaginari, per riuscire ad arrivare alla fine della sua "espiazione". Voleva essere, come idea, il coraggio di soccorrere ed assistere le persone a cui hai causato problemi (perché le hai investite o comunque hai causato loro delle lesioni). Probabilmente sarebbe già tutto più facilmente comprensibile sostituendo la frase "Silvia e le mabine" con "la donna e le figlie". Ci penserò su.

E comunque, grazie a tutti per i commenti.

alexandra.fischer
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#11 » giovedì 25 maggio 2017, 21:46

La tua storia mostra il coraggio di andare avanti nelle condizioni più avverse (compresa la follia lucida) immergendosi in fantasie dai colori sgargianti. Il protagonista Rodolfo ha accettato un contratto da minatore di Osmio su un pianeta allo scopo di pagare le cure per la moglie Silvia e le figlie, da lui quasi ridotte a vegetali e questo lo ha portato sull’orlo del crollo psicotico. Il medico che lo cura gli fa notare le manie di evasione (l’aspirazione di Rodolfo ad allevare balene, e quella di fare il taglialegna su Blisto III e ultima, quella del complesso musicale con automi sinto musicisti dall’aspetto di cheerleader con tanto di astronave rossa con il nome della band sul muso e folgori gialle sulla fiancata). Mi piace la descrizione di questa fantasia da parte di Rodolfo, il quale si serve di immagini digitali per darle credibilità. La battuta finale, seguita al breve momento di razionalità di Rodolfo (nel quale insiste nel suo distacco alla famiglia, che non intende rivedere pur avendoci provveduto), mostra al lettore con quanta intensità lui si veda come il cantante Rudy: ha già pronto il pezzo di apertura dei concerti galattici. E dà l’idea che si tratti della fantasia più coriacea di tutte (un premio di chiusura del contratto di lavoro?)

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antico
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Re: Rudy e le cheerleader - Fernando Nappo

Messaggio#12 » sabato 27 maggio 2017, 16:25

Mi è piaciuto. Non ho sentito un problema nel non sapere esattamente cosa il protagonista abbia fatto per rendere vegetali le due "vittime", anzi mi ha lasciato libero di immaginarmi diversi scenari mentre tu continuavi a delineare un uomo che sta cercando di espiare e che nel farlo si aiuta con la fantasia in un futuro scaturito dalla fantasia. Un fantascientifico atipico, insomma. Forse manca giusto qualche traccia del suo lui passato, quello da cui, in buona sostanza, sta fuggendo. Un pollice tendente all'alto in modo convinto.

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