Odore di coraggio

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erika.adale
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Odore di coraggio

Messaggio#1 » martedì 16 maggio 2017, 0:59

Marco correva lungo l’argine a testa bassa, lo sguardo fisso sui ciottoli del terreno. Voleva nascondersi al più presto nella sua camera, come farebbe una lepre in un buco. All’improvviso si ritrovò con il naso contro il tessuto ruvido di un paio di calzoni. Ricadde all’indietro, il sedere a terra, di fronte a due piedi callosi.
“Ragazzino, guarda dove vai” gracchiò una voce.
Marco alzò gli occhi e riconobbe Oreste, un amico di suo nonno. Magro e allampanato, i capelli unti, non era certo un bello spettacolo. Marco dilatò le narici: il vecchio puzzava parecchio. Chissà da quando non si lavava. Il nonno aveva detto che, da quando gli era morta la moglie, Oreste non era più lo stesso. Aveva preso a bere, vagava instupidito dal vino e dalla disperazione.
“Stai piangendo?” chiese il vecchio curvandosi a fatica.
Ecco, di certo già lo chiamavano pisciasotto e adesso lo avrebbero soprannominato anche “frigna”.
“No, io...” non riuscì a proseguire, i singhiozzi presero il posto delle parole.
Con uno schiocco delle ginocchia Oreste si sedette e attese. Il pianto si esaurì in una soffiata di naso.
“Cos’è successo?” chiese allora.
Marco raccontò come avrebbe fatto con suo nonno.
Paolino, il capo indiscusso della banda dei ragazzini, aveva lanciato una sfida: salire sul muro di cinta della fabbrica abbandonata. Era altro tre metri, l’intonaco si era scrostato sui mattoni lasciando degli appigli su cui arrampicarsi. Paolino era salito agile come un gatto e ridisceso dalla parte opposta.
Marco aveva stretto i denti: a casa temeva persino di sporgersi dal terrazzo. L’altezza gli rimescolava lo stomaco, annebbiandogli i pensieri. Eppure si era fatto coraggio e si era arrampicato sul muro, tenendo gli occhi fissi sulle dita che si conficcavano nella calce. Aveva raggiunto la cima trattenendo il respiro. Poi, durante la discesa, aveva permesso allo sguardo di scivolare verso terra: gli era sembrato che il prato precipitasse e il muro si fosse inclinato. Con un salto disperato aveva raggiunto il suolo, ma si era accorto di avere il cavallo dei jeans fradicio. Aveva alzato gli occhi su Paolino e ne aveva colto l’espressione ironica. Non aveva atteso altro ed era scappato.
Oreste prese un’espressione pensierosa. Estrasse dalla tasca una sigaretta fumata a metà e se l’accese.
“Secondo me sei stato coraggioso.”
Marco scosse la testa, perplesso.
“Cosa ci vuole a scalare un muro, se non hai paura di farlo? Questo Paolino non ha dimostrato niente. Tu sì. Hai affrontato la via più difficile per te.”
Oreste si voltò a guardare il fiume che scorreva impetuoso. Si sfregò gli occhi e tirò una boccata di fumo.
“Dammi una mano.”
Marco lo sostenne mentre si rimetteva in piedi.
“Cercami le scarpe, le ho buttate lì fra le ortiche.”
Mentre il ragazzino gli porgeva le calzature, osservò i sassi che il vecchio si toglieva dalle tasche.
“Andiamo a casa.”
Marco sorrise e lo prese per mano. Non lo infastidiva più il cattivo odore: in fondo puzzavano di coraggio tutti e due.



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antico
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#2 » martedì 16 maggio 2017, 1:05

Ed ecco la vincitrice dell'ultima edizione! Ciao Erika! Tutto ok con i parametri, buona Franco Forte Edition!

Occhi che se modifichi da qui alle 01.33 incorri nel malus.

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Callagan
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#3 » martedì 16 maggio 2017, 12:29

Ciao, Erika. Son contento di ritrovarti qui e vederti trattata da campionessa, te lo meriti! ;)
E a livello di scrittura e di storia ancora una volta non ti smentisci. Riesci subito a far entrare il lettore all'interno della vicenda, delinei una storia affatto scontata e in poche righe conosciamo due protagonisti (e più) bene e ci facciamo già delle domande su di loro, riuscendo a immaginare il mondo che li circonda e la loro vita.
Mi hai fatto pensare, ragionare sul racconto e alla fine l'ho visto: il coraggio del vecchio.

SPOILER

Lui, palesando al piccolo quanto fosse in realtà coraggioso, si immedesima e prende una decisione coraggiosa: tornare a casa, ovvero combattere la paura di vivere senza di lei.

Boia, brava Erika.

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Polly Russell
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#4 » martedì 16 maggio 2017, 14:57

Call ha ragione, non ti smentisci mai! Un gran bel racconto, forte e pulsante, eppure, delicato e leggero, ma... Questa sei tu!
Il finale è quasi struggente, tanto più che arriva inaspettato. Ho trovato davvero confortante anche il messaggio che il vecchio cerca (e riesce) di trasmettere sl ragazzino.
La scrittura, cone sempre, è ptva di sbavature.
Mi piaci! :)
Polly

alexandra.fischer
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#5 » martedì 16 maggio 2017, 20:19

ODORE DI CORAGGIO di Erika Adale

Il racconto narra di una prova di coraggio: a sostenerla è il piccolo Marco, sfidato da Paolino, il capo indiscusso della banda alla quale appartiene, a scalare il muro della fabbrica abbandonata (alto oltre tre metri). Marco ci riesce, ma facendosela sotto (in senso proprio e figurato), dopo aver lottato contro il terrore delle vertigini. Mi piace il personaggio del vedovo Oreste, amico del nonno di Marco. Rincuora Marco facendogli capire che il coraggio non è altro che la capacità di controllare la paura. E Oreste, con il vizio del bere (puzza d’alcol e di abiti non lavati), usa i sassolini per combattere quella di smarrirsi.

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GabriSyb
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#6 » mercoledì 17 maggio 2017, 12:43

Hai evidenziato con delicatezza e grande bravura quella che è una antica verità: solo chi ha paura può essere coraggioso. Il coraggio non consiste nell'incoscienza, ma nell'affrontare la paura.
Ho molto apprezzato la tua scrittura, il tuo lavoro di cesello per far calare chi legge nei panni dei personaggi. Complimenti!

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eleonora.rossetti
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#7 » giovedì 18 maggio 2017, 12:11

Ciao Erika, ben trovata.
Racconto che, con molta delicatezza, ci mostra il coraggio inteso come l'affrontare le proprie paure, a volte ritenute insormontabili. Il bambino che, pur di essere accettato, fa ciò che più lo terrorizza al punto da farsela sotto, e il vecchio in procinto di suicidarsi (se ho inteso bene i sassi nelle tasche e i piedi scalzi, e i suoi sguardi al fiume) che alla fine desiste e sceglie la vita pur priva dell'amore della moglie. Hai tratteggiato due personaggi bellissimi, e l'empatia con entrambi è forte.
Bel lavoro, complimenti.
Uccidi scrivendo.

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Vastatio
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#8 » giovedì 18 maggio 2017, 13:35

Ciao,

un testo bello e d'impatto, ma si risolve in un "compitino" senza grandi slanci di originalità. Mi dici che il coraggio senza paura non è coraggio usando il classico espendiente della sfida tra bambini e relativo sfottò. Mi aspettavo che rimarcassi anche che l'acqua del fiume è bagnata. Però ci sta, è il tuo stile diretto e pulito. Ti rialzi un po' col mancato suicidio, ma caschi male nell'ultima frase: davvero Marco, nello stato in cui si trova, capisce che Oreste voleva suicidarsi? Siamo con Marco e quella frase, che vuole essere una chiusa ad effetto a richiamare il titolo (bel titolo e bella frase), mi suona forzata.

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SalvatoreStefanelli
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#9 » giovedì 18 maggio 2017, 18:36

Ciao Erika. Non dovrei commentare, non me lo impone il regolamento, almeno. Invece, sono qui a farlo con piacere. Ho trovato la tua storia davvero bella, ben ritmata. Forse, è solo leggermente affrettata nella svolta che dal precipitare porta alla risalita. La reazione di Oreste al racconto di Marco, che pure ci sta tutta, mi è sembrata troppo rapida, ma capisco che tremila battute non sono facili da gestire. Brava.

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maria rosaria
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#10 » venerdì 19 maggio 2017, 12:59

Ciao Erika.
Molto bello, davvero. Complimenti. C'è l'infanzia e c'è la vecchiaia, la paura di crescere e quella di vivere, c'è insomma la vita e tu sei stata brava a disegnare questi due personaggi così distanti ma pure così vicini.
Anche se la tematica del bambino pauroso preso in giro dai compagni può sembrare non originalissimo, c'è da dire che l'abilità sta proprio nello scrivere cose, forse, scontate in modo originale. Tu ci sei riuscita.
Il tema è centrato alla perfezione.
Alla prossima.
Maria Rosaria

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TinaCaramanico1
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#11 » lunedì 22 maggio 2017, 9:31

Un racconto piacevole, scritto in modo semplice e chiaro, che ti prende per mano e ti racconta in modo piano e tranquillo la storia del bambino pauroso e del vedovo aspirante suicida che, per una volta, riescono a essere più grandi di se stessi e delle proprie paure. Non mi ha colpito per originalità o accuratezza psicologica (ad esempio avrei immaginato un altro registro espressivo per il vecchio ubriacone, che sicuramente qualche bicchiere prima di suicidarsi se lo sarà fatto; inoltre non si capisce se l’ultima frase esprima il punto di vista del narratore o quello del bambino, ma in questo caso, come ti hanno già fatto notare, sembra un po’ strano che il bambino abbia capito dalle pietre nelle tasche che Oreste voleva suicidarsi e, soprattutto, che commenti con quelle parole la decisione del vecchio di continuare a vivere), ma nel complesso l’ho apprezzato.

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Jacopo Berti
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#12 » lunedì 22 maggio 2017, 22:32

Ciao Erika,
piacere di rileggerti! Perché in ogni caso scrivi bene e in modo chiaro, con alcune buone idee a livello di forma, indipendentemente dal contenuto.
Il racconto mi è piaciuto abbastanza, ma, come fa notare Roberto, la prima parte è davvero troppo semplice: confesso che la prova di coraggio tra bambini mi ha fatto sbuffare volgendo gli occhi al soffitto.
L'incontro di Marco con Oreste è molto bello e la sorpresa finale è ben preparata e funziona. Peccato - e anche qui riprendo Roberto - la focalizzazione sul finale. Anche io trovo difficile che il bambino abbia capito la situazione che aveva davanti.
«Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l'arte di inventare» (Novalis, Frammenti)

Niko G
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#13 » mercoledì 24 maggio 2017, 18:34

Racconto scritto veramente bene e molto profondo. Bello il parallelismo tra il coraggio dei giochi di un bambino, nel saltar giù da un muro, e quello del vecchio giunto quasi alla fine della sua vita, nel decidere di uccidersi. Anche se il personaggio del vecchio Oreste resta a mio avviso un po’ troppo “freddo” nel cambiare idea sul suo suo progetto suicida; avrei voluto capire meglio cosa esattamente lo spinge a desistere dal suo proposito. Forse prendere esempio dal coraggio dal bimbo e continuare a vivere?
Trovo anche poco coerente l’ultima frase “In fondo puzzavano di coraggio tutti e due”; fa pensare che il bimbo avesse compreso i propositi suicidi del vecchio Oreste, cosa poco verosimile a mio avviso.
Unico appunto sullo stile, credo che nel secondo periodo, “Voleva nascondersi al più presto nella sua camera, come farebbe una lepre in un buco” ci sarebbe stato meglio “ … come avrebbe fatto una lepre in un buco”.
Non so scrivere, ma ho bisogno di farlo.

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erika.adale
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#14 » sabato 27 maggio 2017, 23:18

Ringrazio per la lettura e gli apprezzamenti: condivido appieno le critiche che mi sono state mosse riguardo l'improbabilità che il bambino abbia capito gli intenti suicidi del vecchio.
Alexandra ha travisato la finalità dei sassi nelle tasche di Oreste e ha creato un personaggio più poetico di quello inventato da me: sei un mito Shanda!
Per quanto riguarda la banalità del messaggio, credo sia relativo: io sono scioccona e al fatto che spesso gli impavidi siano solo degli incoscienti ci sono arrivata davvero tardi. Sono felice che per altri sia scontato.

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antico
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Re: Odore di coraggio

Messaggio#15 » giovedì 1 giugno 2017, 14:07

Un buon racconto, scritto in modo pulito, senza arzigogoli che non gli sarebbero stati utili, con un messaggio chiaro. Però avrei voluto qualcosa di più e proprio, anche se non riesco a focalizzare bene cosa. Tutto è estremamente lineare: il bambino ha un problema, incontra un paria quale lui stesso mentalmente è, trova conforto nelle parole del vecchio, finale positivo. Non so, forse il rendere il vecchio parte della prova di coraggio (tipo "scova l'orco") portando l'azione direttamente da lui ed eliminando l'incontro casuale avrebbe potuto condurti su qualcosa di più incisivo. Ma sono solo speculazioni. Per me pollice tendente all'alto.

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