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Messaggio#1 » martedì 16 maggio 2017, 1:00

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di Alessio Terribile

Vomitò l'anima, la vista si appannò e la gola si contrasse come mai prima d'ora. Si asciugò le lacrime e si mise in piedi. Si allontanò dal water, come se fosse un mostro, aprì il rubinetto e si pulì il viso. Sentì dolore alla gola ma cercò di ignorarlo. Sentì di nuovo le lacrime riafforare e tirò su col naso.
Achille urlò:
<Ancora chiusa là stai, mocciosetta? Se non esci subito di lì, ti vengo a prendere io! Mi hai sentito?>
Marika asciugò le lacrime: <Ho finito.>
<Forza sta iniziando il secondo tempo!> disse Achille.
Lei uscì dal bagno, percorse il corridoio lentamente, diede una sbirciata nella camera da letto di sua madre e di lui. La porta era socchiusa, la luce spenta.
Dormirà? Perchè non è con noi?
Achille l'aspettava sulla soglia del soggiorno. Una mano appoggiata al fianco, l'altra impugnava il telecomando. Era un uomo alto, canottiera sporca di birra da cui traboccava una pancia prominente, pantaloni sbracati con cinta slacciata, così era pronto a usarla. La sua "fidata cinghia" come la chiamava lui.
<Quanto ci voleva?>
<Dovevo fare pip...>
<Va al diavolo, non mi interessa> la spinse. <Torna in camera tua. Da te verrò per ultima.>
Marika attraversò il corridoio fino alla sua stanza, accanto a quella di suo fratello. Avrebbe voluto essere con lui in quel momento ma non era così.
"Il suo braccio, oddio, aveva una strana forma quando l'ho visto entrare dentro."
Marika cercava di comunicare con lui attraversò le pareti, ma non ottenne risposta. Lo sentì solo piangere.
<Vi faccio vedere io come ci si comporta!> sbraitò Achille.
Mai fino a quel momento si trovò ad aver paura per tutti e due.
All'inizio non era così, gli faceva tanti regali e li portava spesso fuori. I miei mocciosetti li chiamava, con la mamma sembravano felici ma le cose presto cambiarono. Da gentile e generoso diventava violento e arrogante, soprattutto contro quei comportamenti che lui definiva "irrispettosi." E li picchiava, sempre attento a non lasciare segni, ma il terrore che incuteva in loro andava ben oltre il dolore.
La partita stava per finire, ma Marika non poteva aspettare doveva portare suo fratello fuori di lì.
Così aprì la sua porta e pian piano entrò da Tommaso, lui era accucciato in un angolo. Lei si avvicinò e tastò il suo braccio, sembrava gonfio in effetti, lui alzò la testa.
<Vieni con me> disse lei.
Tommaso si alzò, stavano uscendo dalla stanza quando la luce si accese. Achille se ne stava là davanti.
<Lasciaci and...> partì un ceffone che la fece precipitare a terra con l'orecchio fischiante.
Tommaso si buttò, Achille non se l'aspettava ma era troppo grosso per lui. Achille lo prese per i capelli e lo sollevò in aria. Marika gli conficcò una penna nella gamba, Achille urlò e lasciò andare il bambino.
<Maledetti.>
I due ragazzi lesti uscirono dalla casa e corsero in strada.
<Dove andiamo?> disse Tommaso.
<All'ospedale.>
<Voglio la mamma, Marika.>
<La mamma? Credo che non la vedremo per un bel po'.>



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antico
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Re: Ostile

Messaggio#2 » martedì 16 maggio 2017, 1:09

Ciao Alessio e benvenuto a Minuti Contati! Tutto ok con i parametri (il tempo al pelissimo!), buona Franco Forte Edition!

Occhio che se modifichi da qui alle 01.33 incorri nel malus,

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Terribile
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Re: Ostile

Messaggio#3 » martedì 16 maggio 2017, 1:20

Ciao, grazie :)

Canadria
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Re: Ostile

Messaggio#4 » mercoledì 17 maggio 2017, 22:26

Ciao, Alessio!
La tua storia è una storia difficile, di orribili abusi familiari. A mio parere viaggia un po’ troppo rapidamente. Credo che quando si trattano argomenti così importanti sia necessario muoversi con passo felpato, senza giungere troppo rapidamente alla conclusione e neppure dilungandosi troppo nei particolari. E’ un precario equilibrio. In questo caso, mi pare che l’equilibrio venga a mancare in quanto la prima parte della storia è molto più dettagliata della prima che, invece, sembra voler tagliare corto e portare i bambini fuori da lì. E’ vero, comunque, che la storia è molto pesante e sono stata ben felice di vedere presto un semi-lieto fine; “semi” perché non sappiamo bene che fine faccia la mamma né esattamente come potranno sopravvivere questi bambini da soli, di sera, in città, o come potranno raggiungere l’ospedale. Parlo di bambini perché Achille chiama Marika, la maggiore, “mocciosetta”, quindi suppongo che abbia al massimo 12 anni.
Scusami ma soffro un po’ le storie troppo pesanti, è uno dei miei limiti.
Alla prossima!

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Terribile
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Re: Ostile

Messaggio#5 » mercoledì 17 maggio 2017, 23:28

Ciao Claudia,
Grazie per il tuo commento, è una storia pesante in effetti lo so, volevo colpire il lettore e dalla tua reazione non so bene se ci sono riuscito appieno.
La seconda parte purtroppo, un po' per la fretta, un po' per i caratteri, è risultata più accellerata del dovuto e non ho dedicato il giusto tempo, infatti c'è anche qualche errore a livello di pronomi, avverbi ecc., poi avrei voluto aggiungere qualche altro elemento in più ma i limiti erano quelli e ho dovuto accomodare per questa volta.
Mi fa piacere che tu abbia visto questo semi-lieto fine, il mio intento era quello di dare ai ragazzi il coraggio di cambiare e di ribellarsi a ingiusti sorprusi per andare incontro all'ignoto, al buio, alla solitudine, ma considerando che Marika e il fratello hanno dimostrato una grande forza d'animo sono convinto che se la caveranno.
Per contro volevo anche evidenziare la paura e "l'assenza" della madre, probabilmente succube del marito padrone. La sua assenza di coraggio rischia di farle perderle i figli, e se poi si rivedranno presto o meno questo non è dato saperlo, sono solamente illazioni di una ragazzina di 12 anni.
Purtroppo questa è una realtà che esiste, pesante o no, soprattutto negli ambienti più degradati del Meridione, avrebbe meritato in effetti un maggiore sviluppo.

Canadria
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Re: Ostile

Messaggio#6 » giovedì 18 maggio 2017, 0:13

Ecco, per esempio non avevo colto "l'assenza di coraggio della madre" che mi sembra un ottimo spunto, degno d'essere approfondito.
Purtroppo i pochi caratteri sono davvero ardui da gestire e credo che questo racconto possa migliorare molto con una rivisitazione di maggiore respiro:)

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ceranu
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Re: Ostile

Messaggio#7 » venerdì 19 maggio 2017, 23:19

Ciao Alessio, piacere di conoscerti.
Il tuo racconto ha il difetto di passare la sensazione di già letto. Manca un aspetto che lo renda nuovo.
La narrazione sembra timida e forse è proprio quello il problema. Se non si ha una trama originale bisognerebbe compensare con la personalità. Secondo e dovevi osare di più.
Ti segnalo qualcosa dal punto di vista tecnico.
All'inizio c'è un errore sul tempo verbale:
Come mai prima d'ora
Credo dovesse essere: come mai prima d'allora.
Occhio ai dialoghi. Usare < > da un'impressione poco "professionale". Piuttosto usa " o « » (alt+174 e alt 175).
Anche il punto di vista traballa.
Dormirà? Perchè non è con noi?
Questa frase può andare bene, ma devi isolarla dal testo in qualche modo. Usa il corsivo oppure mettilo tra virgolette e dopo scrivei un "Pensò".
Ci sono un paio di refusi dati dalla fretta.
Nel complesso è un racconto che non mi ha colpito.
Ciao e alla prossima.

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Re: Ostile

Messaggio#8 » venerdì 19 maggio 2017, 23:43

ceranu ha scritto:Ciao Alessio, piacere di conoscerti.
Il tuo racconto ha il difetto di passare la sensazione di già letto. Manca un aspetto che lo renda nuovo.
La narrazione sembra timida e forse è proprio quello il problema. Se non si ha una trama originale bisognerebbe compensare con la personalità. Secondo e dovevi osare di più.
Ti segnalo qualcosa dal punto di vista tecnico.
All'inizio c'è un errore sul tempo verbale:
Come mai prima d'ora
Credo dovesse essere: come mai prima d'allora.
Occhio ai dialoghi. Usare < > da un'impressione poco "professionale". Piuttosto usa " o « » (alt+174 e alt 175).
Anche il punto di vista traballa.
Dormirà? Perchè non è con noi?
Questa frase può andare bene, ma devi isolarla dal testo in qualche modo. Usa il corsivo oppure mettilo tra virgolette e dopo scrivei un "Pensò".
Ci sono un paio di refusi dati dalla fretta.
Nel complesso è un racconto che non mi ha colpito.
Ciao e alla prossima.


Ciao Ceranu, piacere mio e grazie per il commento dettagliato. Una curiosità, sono d'accordo con il fatto che la trama non risulti proprio originale, ma cosa intendi con osare di più?
Le < > volevo sostituirle in effetti ma non ci sono arrivato. Grazie per il consiglio comunque :-)
Il punto di vista su - Dormirà? Perché... - mi ero dimenticato solo di mettere gli apici " " infatti in una frase l'ho usato.
Alla prossima, ciao

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ceranu
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Re: Ostile

Messaggio#9 » martedì 23 maggio 2017, 10:57

Ciao Terribile, scusa l'attesa ma sono giorni incasinati.
La storia che ci hai raccontato è molto cruda, ma la scrittura che hai utilizzato non lo è. Probabilmente per "paura" di schifare il lettore. Personalmente, invece, apprezzo quando lo scrittore trascina il lettore dove vuole lui. Vuoi farmi ripugnare? Allora osa.
Ti faccio un esempio partendo dalla prima frase:
Vomitò l'anima, la vista si appannò e la gola si contrasse come mai prima d'ora.

Da una frase del genere, esco molto tranquillo, non mi tocca. Prova a farmi "sentire" il vomito. Il sapore acido, i grumi che risalgono graffiando le pareti dell'esofago e la sensazione di soffocamento.
Questo è solo un esempio, ma spero di essermi spiegato meglio.
Ciao

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Terribile
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Re: Ostile

Messaggio#10 » martedì 23 maggio 2017, 12:58

Si in effetti crea una sensazione più pertinente e vivida, mi piace lo terrò a mente grazie ☺

Kuranes
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Re: Ostile

Messaggio#11 » martedì 23 maggio 2017, 14:42

Al di là di una banalità nella forma (il "< >" per i dialoghi non mi piace), forse manca un po' di consapevolezza sul punto focale del racconto. In qualche modo quel che accade alla donna resta sullo sfondo, anche se forse è proprio l'elemento più drammatico e risulta poco valorizzato (a favore di un pezzo di 'spiegone' che forse nemmeno serviva

Off Topic
All'inizio non era così, gli faceva tanti regali e li portava spesso fuori. I miei mocciosetti li chiamava, con la mamma sembravano felici ma le cose presto cambiarono. Da gentile e generoso diventava violento e arrogante, soprattutto contro quei comportamenti che lui definiva "irrispettosi." E li picchiava, sempre attento a non lasciare segni, ma il terrore che incuteva in loro andava ben oltre il dolore.
)

Sacrificare queste tre righe per un'attenzione maggiore sul momento in cui Marika prende coscienza della solitudine sua e del fratello (se ho beninteso la frase finale) forse migliorerebbe il tutto, e aiuterebbe a inquadrare di più il personaggio di lei e la sua "maturità" sovradimensionata.

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marco.roncaccia
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Re: Ostile

Messaggio#12 » mercoledì 24 maggio 2017, 9:01

Ciao Alessio,
mi piace come hai affrontato il tema. Ho però l’impressione che il tuo testo potrebbe essere migliorato. Così come mi arriva mi da l’idea del già visto, anzi già letto. Sei costretto a perdere molte battute per spiegare la situazione, cosa non buona, e peraltro non si capisce cosa sia cambiato da un inizio in cui “non era così”. Quel “poi le cose cambiarono” non è a mio avviso sufficiente.

Aristide Capuzzo
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Re: Ostile

Messaggio#13 » giovedì 25 maggio 2017, 14:39

Ciao Alessio,
al tuo posto cercherei di focalizzarmi meglio sul personaggio Achille che ho trovato non sufficientemente a fuoco, un po' debole. Dovrebbe essere rude, dovrebbe avere una personalità feroce ed essere anche più volgare. Forse per trasformarlo sarebbe sufficiente sostituire qualche frase.
A presto.

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Terribile
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Re: Ostile

Messaggio#14 » giovedì 25 maggio 2017, 15:10

Grazie a tutti per i commenti, cercherò di rispondere in generale anche perché i punti focali​ delle critiche si concentrano sullo stesso punto circa. In effetti avrei dovuto concentrarmi meglio su un personaggio, in questo caso sarebbe stata Marika anziché Achille, poiché si tratta di coraggio e sacrificare qualche rigo.
Insomma da rivedere

alexandra.fischer
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Re: Ostile

Messaggio#15 » giovedì 25 maggio 2017, 20:27

La tua storia mostra il coraggio di ribellarsi alle violenze domestiche da parte della giovane Marika (colpisce il perfido patrigno Achille con una penna affinché lasci stare il fratellino Tommaso e il finale suggerisce che lei e Tommaso non torneranno tanto presto a casa). L’atmosfera è claustrofobica e amara al punto giusto (insolito il paragone water- mostro; nella scena iniziale mostri subito l’inferno domestico di Marika e del fratellino).
Il patrigno è caratterizzato bene, sembra un orco (fisico sfatto dal bere, prepotente, e con tanto di cinghia a portata di mano). Assente la madre e non si capisce da cosa derivi la metamorfosi di Achille, da gentile a generoso a cattivo. Si tratta, purtroppo, di un tema attualissimo.

C’è qualcosa da aggiustare:
Attenzione ai simboli dei dialoghi: < questo non va bene, alle case editrici non piace. meglio usare i caporali (li trovi in: Inserisci Simboli di Word).
Dormirà? Perché non è con noi? (la riformulerei. Marika pensò: dormirà? Perché non è con noi?)
Dopo: vai al diavolo, non mi interessa, scriverei disse spingendola prima di passare alla battuta di dialogo successiva.
Gli faceva tanti regali (faceva loro tanti regali).
Forza sta iniziando il secondo tempo (manca la virgola dopo forza).
Avrebbe voluto essere con lui in quel momento ma non era così (manca la virgola dopo momento).
Prima di: “il suo braccio, oddio…” scriverei: Marika, a proposito del fratello, constatò nella sua mente terrorizzata: ”Il suo braccio, oddio…”.
Mai fino in quel momento si trovò ad avere paura per tutti e due la riscriverei: Fino a quel momento, Marika non si era mai trovata ad avere paura per tutti due.
Sembrava gonfio in effetti riscriverei: In effetti, sembrava gonfio.

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Re: Ostile

Messaggio#16 » giovedì 25 maggio 2017, 21:26

Ciao Alessio! La delicatezza stilistica per affrontare il tema dell'abuso sui minori non ti manca, e di sicuro non è una cosa da tutti.
Il tuo racconto, però, mi sembra poco equilibrato nelle sue parti: all'inizio fornisci molti dettagli, mentre la chiusa è affrettata. Probabilmente la parte in cui descrivi gli abusi di Achille sui bambini potevi giocarla di più sul non detto, cosa che forse ti avrebbe fatto guadagnare in incisività. Per contro, avresti potuto raccontare meglio la scena finale: da dove spunta la penna nelle mani di Marika, se un attimo prima era a terra? E come mai Achille decide di non inseguirli?
Secondo me è un racconto con un ottimo potenziale, che necessita di qualche ritocco prima di poter raggiungere la sua forma migliore. Alla prossima!

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antico
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Re: Ostile

Messaggio#17 » domenica 28 maggio 2017, 12:17

Un racconto che denota uno scarso equilibrio tra le sue parti, cosa che tendo a fare ricadere sul primo approccio del suo autore con Minuti Contati. Da un certo punto in poi si percepisce un'accelerazione eccessiva e sì, anche il personaggio di Achille avrebbe bisogno di uno spazio maggiore. In particolare non si capisce perché un individuo sempre così attento nelle sue sevizie, abbia sbroccato lasciando dei segni permanenti e per lui incriminanti nelle sue vittime, manca un punto di svolta. Allo stato attuale, un pollice ni, ma il Laboratorio esiste proprio allo scopo di revisionare e sentire nuovi pareri, quindi l'invito è a lavorarci ancora.

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Re: Ostile

Messaggio#18 » domenica 28 maggio 2017, 14:27

Grazie Antico, vediamo quello che si può fare

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