Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

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Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#1 » martedì 16 maggio 2017, 11:00

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BENVENUTI ALLA FRANCO FORTE EDITION, LA NONA DELLA QUINTA ERA DI MINUTI CONTATI!

Questo è il gruppo CALIGOLA della FRANCO FORTE EDITION con FRANCO FORTE nelle vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo CALIGOLA dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo NERONE.

I racconti di questo gruppo verranno invece commentati e classificati dagli autori del gruppo AUGUSTO.


Questo è un gruppo da DIECI racconti e per l'occasione saranno i primi TRE racconti ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da FRANCO FORTE. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere il più possibile vicino al rapporto di uno ogni tre.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro già in possesso di punti Rank d'Era (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che ancora non hanno punti rank d'Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo CALIGOLA:

La prima, di Polly Russell, ore 23.29, 2611 caratteri
Il guardiano, di Roberto Romanelli, ore 23.56, 2987 caratteri
La grigia, di Jacopo Berti, ore 23.53, 2975 caratteri
La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti, ore 23.33, 2969 caratteri
L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello, ore 23.47, 2977 caratteri
V75, di Nicola Gambadoro, ore 23.44, 2996 caratteri
Porta a Prato, di Filippo Puddu, ore 00.42, 2983 caratteri
Il visitatore, di Alexandra Fischer, ore 21.47, 2115 caratteri
Regalo di Natale, di GabriSyb, ore 23.07, 2764 caratteri
Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico, ore 23.57 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 25 MAGGIO per commentare i racconti del gruppo NERONE. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 26 MAGGIO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i DIECI racconti del NERONE e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete TRENTANOVE (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo NERONE.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA FRANCO FORTE EDITION A TUTTI!













ChiaradiLuna
Messaggi: 129

Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#2 » giovedì 18 maggio 2017, 0:16

Ecco la mia personale classifica per i racconti del gruppo Caligola:

1) Regalo di Natale
2) La verità non è solo un ricordo
3) Il guardiano
4) La grigia
5) L'unguento
6) Ho la luna alle spalle, stasera
7) V75
8) La prima
9) Porta a Prato
10) Il visitatore

E ora, i commenti.

1) Regalo di Natale
Tema: Direi che l’hai centrato in pieno. Una donna maltrattata da anni che finalmente trova il coraggio di ribellarsi. Certo è difficile essere d’accordo con la sua “soluzione”, ma hai centrato il tema.
Stile di scrittura: semplice ma lineare e scorrevole.
Chiarezza dei contenuti: Come si fa ad essere più chiari di così? Una moglie all'inizio è succube del marito e accetta qualunque maltrattamento e soprattutto crede di essere la vera causa della loro infelicità (cosa che purtroppo accade molto spesso nella realtà). Alla fine si ribella e prepara una vendetta da gustare fredda, anzi, in una tazza di caffè! ;)
Ecco, forse l’unico dettaglio che mi permetto di farti notare è questo passaggio da vittima a carnefice. Non c’è un vero motivo per il quale ha cambiato atteggiamento? Nel caso di donne maltrattate potrebbe essere il tentativo di proteggere i figli, per esempio, ma non è questo il caso. Quindi mi fa strano un cambiamento così repentino senza una ragione specifica.
Idea generale: forse non è l’idea più originale, ma sei riuscita comunque a renderla bene.
Conclusioni: Mi è piaciuto, credo sia un racconto valido.

2) La verità non è solo un ricordo
Tema: il tema era il coraggio e direi che l’hai centrato in pieno. O meglio, hai centrato in pieno il coraggio legato alla gioventù e al bisogno di sentirsi accettati, che ti porta a fare cose sconsiderate. Un coraggio stupido e, in questo caso, letale. Ottimo.
Stile di scrittura: Molto scorrevole, l’ho letto in un attimo e l’ho capito subito. Tutto bene!
Chiarezza dei contenuti: Alex è un ragazzino come tanti. L’esigenza di sentirsi parte di un gruppo lo “costringe” a compiere un gesto folle, nonostante l’opposizione del suo innocuo amico Nico. Dopotutto Nico ha le spalle già coperte, che ne può sapere di cosa vuol dire cercare l’accettazione degli altri?
La preparazione all’atto, il momento cruciale e la sua nuova forma di fantasma credo siano descritti bene, e il “contatto” finale con il suo amico è quasi commovente.
Direi che è tutto molto chiaro.
L’unica cosa che mi permetto di farti notare sono le ultime frasi che dice Nico: quel Continuo a pensarci, Alex e il Non ce la faccio più. (…) Avevi ragione tu. Sono un codardo mi fanno pensare che sia passato un po' di tempo dall’incidente. Per esempio, che Nico sia tormentato dai sensi di colpa e che, dopo diversi giorni, torni sul luogo della tragedia per alleggerirsi la coscienza pubblicando la verità. Il che cozza un po' con il resto del paragrafo, in cui sembra che Alex sia appena passato a miglior vita, tant’è vero che il treno si sta ancora allontanando.
Non so se sono riuscita a spiegarmi bene. Diciamo che non riesco a collocare bene il gesto finale di Nico in linea temporale: se lo compie subito dopo il fatto o se lo compie dopo qualche tempo.
Idea generale: dunque, hai rielaborato il bisogno di appartenenza (che sono certa ha toccato ognuno di noi almeno una volta nella vita) in un contesto attuale, parlando di gruppo, di selfie e di pubblicare sui social. Forse non è l’idea più originale del mondo, ma credo tu l’abbia resa bene.
Conclusioni: Hai centrato il tema, l’hai reso bene, in una situazione sentimentale nella quale è facile immedesimarsi.

3) Il guardiano
Tema: Nel tuo racconto ho potuto leggere tra le righe due aspetti diversi del coraggio: il primo di Saul, smanioso e forse sprovveduto, pronto ad affrontare nuove sfide nonostante la vecchiaia; il secondo di Gregorio, silenzioso e spavaldo, che riesce ancora a rubare monete facendo beffe a tutti. Il confronto tra questi due aspetti rende il racconto interessante. Perciò il tema credo sia ben reso.
Stile di scrittura Scorrevole, giusto. In ogni momento del racconto sapevo bene chi stava parlando, ed è un aspetto fondamentale, dato che il tuo scritto si basa sul dialogo tra i due personaggi.
Piccolo refuso offrì invece di offri
Chiarezza dei contenuti: Tutto molto chiaro. Ci sono due amici ormai anziani. Uno vorrebbe rivivere i suoi momenti di gloria, sfoderando di nuovo la sua spada e dimostrando ancora a tutti di valere qualcosa. L’altro, forse il più capace tra i due, preferisce passare in sordina, limitandosi a rubare monete a vittime ignare. Sei riuscito a renderli bene, sono ben delineati e realistici.
Idea generale: Mi piace il confronto tra i due personaggi e i loro modi diversi di affrontare la vecchiaia. Saul la nega, ripensando alle passate avventure, mentre Gregorio si arrende essa, continuando a fare le stesse cose di sempre seppur con risultati inferiori.
Conclusioni: Carino! Mi è piaciuto il parallelismo tra i due protagonisti e come sei riuscito a centrare il tema senza mai parlarne esplicitamente.

4) La grigia
Tema: Tu racconti di una donna che, trasformata in simil-aliena, cerca di riprendere la vita di sempre, seppur con un “incarico” in più. Però forse, più che il suo coraggio, traspare la sua arrendevolezza: le cose adesso stanno così, lei le accetta e va avanti. Certo deve affrontare sguardi, commenti e comportamenti sgradevoli, ma se penso a lei non me la figuro come una donna coraggiosa.
Stile di scrittura: Lineare, preciso, scorrevole. Usi vocaboli ricercati e azzeccati. Molto bene!
Chiarezza dei contenuti: La vicenda è chiara, le descrizioni della protagonista e del rapimento sono ben rese. Tutto questo è giusto, ma mi risulta leggermente povero. Nel senso, non ci sono messaggi da intuire, non ci sono sfumature da cogliere, non ci sono vere emozioni trascinanti, non ci possono essere seconde interpretazioni. Descrivi esattamente ciò che è. Il che va bene ma, almeno a mio parere, un pochino piatto.
Idea generale: Una donna che, nonostante sia stata rapita dagli alieni e trasformata, riprende a fare le solite cose senza pubblicità, senza pianti, senza cercare compassione. Certo non si può dire che ti manchi l’originalità!
Conclusioni: Carino. Come ho detto, a parer mio non hai reso perfettamente il tema e il racconto risulta un po' povero, ma tutto sommato piacevole.

5) L'unguento
Tema: il tema doveva essere il coraggio e sinceramente non l’avrei mai detto.
Probabilmente il coraggio a cui ti riferisci è quella della strega che sceglie di non scappare. Ma a questo punto potrei chiederti: di che coraggio ha bisogno per affrontare processo e rogo, sapendo già che ha tutti i poteri magici necessari per salvarsi? Come dire, quando qualcuno ha già la vittoria in tasca non vedo la sua necessità di avere/farsi coraggio.
Stile di scrittura: estremamente scorrevole, lineare e coinvolgente. Continua così!
Chiarezza dei contenuti: il tuo è un racconto genere fantasy-storico (se si può definire così) e credo che tu sia riuscita a rendere bene l’atmosfera: la caccia alle streghe con una vera strega, con tanto di inquisitori, cospirazioni e pozioni magiche. Tutto bene, ma ci sono un paio di cose che non mi sono ben chiare:
• Perché Giovanna vuole uccidere sua madre (che per di più è una grande regina e ha fatto molto per i suoi figli)? Ha veri problemi mentali o si tratta di semplice gelosia/invidia? E nel secondo caso, perché dovrebbe essere gelosa/invidiosa della madre dato che era diventata una strega più potente di quanto lei fosse mai stata?
Insomma ci troviamo di fronte all'estrema situazione in cui una figlia vuole togliere di mezzo la madre e io non ne ho ben compreso il motivo. Forse rendere un pochino più chiaro questo aspetto avrebbe giovato al racconto, almeno dal mio punto di vista.
• Se l’inquisitore è l’amante di Giovanna, convinto da lei a condannare Isabella, forse sarebbe il caso di farlo capire fin dall'inizio.
Come lettrice, all'inizio so che l’amante della figlia (chiunque egli sia) può fare qualcosa per uccidere la strega, poi c’è la preparazione dell’unguento, infine il processo e il rogo. Perciò solo alla fine della lettura, e senza dei chiari riferimenti, io comprendo la vera identità del compagno di Giovanna. Non so se sono riuscita a spiegarmi ^^’
• Giusto per curiosità, ti sei ispirata a Giovanna d’Arco?
Idea generale: Che dire, sarei curiosa di conoscere la vendetta della strega! Ci sarà mai un seguito? ^^
Conclusioni: Lettura avvincente e scritto bene. A parte qualche piccolo dettaglio che ho esposto nella “chiarezza dei contenuti” e che non trovo il legame nitido con il tema del contest, credo sia un racconto valido.

6) Ho la luna alle spalle, stasera
Dato che è la prima volta che partecipo al contest e che quindi devo per forza commentare le opere di altri autori, mi ero preparata un vero e proprio schema mentale per riuscire ad analizzare i vari racconti nel miglior modo possibile. In questo modo mi risultava più facile anche compilare la classifica.
Ebbene, nel tuo caso ho dovuto lasciar perdere tutto, perché non posso certo applicare ad una poesia gli stessi criteri che ho usato per racconti. Perciò mi limito a scrivere di getto e basta. XD
Dunque, non sono un’esperta di poesie, ma nel complesso mi è piaciuta. Intuisco una certa amarezza, ma anche la fermezza di continuare a camminare nell'ombra nonostante uno sguardo imponente alle spalle, e certo questa è una bella prova di coraggio.
Non so esattamente cosa ti suggerisse la luna, ma se ti ha fatto scrivere questa poesia ha fatto un bel lavoro! XD

7) V75
Tema: Praticamente tu hai fatto un tema sul tema! XD Come se a scuola ti avessero chiesto di scrivere “Che cos’è per te il coraggio” e tu avessi preso la penna in mano.
Sai, per quanto tu sia stato bravo a descrivere diversi aspetti del coraggio e a legarlo a diversi fatti della tua vita (rendendolo un racconto), non so se è esattamente lecito quello che hai scelto di scrivere. In pratica tu hai letteralmente detto cosa è per te il coraggio, e non so se questo fosse lo scopo del contest. Ti faccio un esempio per cercare di farmi capire meglio: se il tema fosse stato “fantascienza” tu avresti scritto un racconto di fantascienza o mi avresti parlato della fantascienza? C’è una bella differenza. È vero che siamo tutti liberi di scrivere quello che si vuole, ma ci si può davvero limitare a raccontare fatti e esprimere opinioni? Sarebbe da chiedere all'Antico!
Stile di scrittura: Molto lineare e coinvolgente, non ho nulla da dire.
Ho solo delle perplessità su come hai scelto di porre il racconto.
Ovviamente non posso sapere se si tratta di un racconto di fantasia o di uno scritto autobiografico.
Nel primo caso, ti consiglierei di non porlo in prima persona. Parla di un altro individuo, delle sue difficoltà, di come le affronta e di come infine le supera. Oppure lascia pure la stesura in prima persona, come se stessi scrivendo un diario, quindi senza discutere apertamente su cosa sia il coraggio. Ti assicuro che esso trasparirà lo stesso e verrà comunque colto da chiunque lo legga.
Se invece si tratta di un racconto anche solo parzialmente autobiografico, che posso dire… hai la mia stima, fratello!
Chiarezza dei contenuti: Sicuramente è un racconto profondo. Tocchi argomenti delicati quali l’uso e la dipendenza da farmaci, la disintossicazione da essi e l’accettazione dei propri limiti. Di sicuro non era facile rendergli giustizia in così poche righe, ma tu ce l’hai fatta, affrontandoli con serenità. E in questo posso solo togliermi il cappello!
Idea generale: credo che tu sia stato l’unico a trattare questo tema come un articolo di giornale. Hai raccontato fatti e hai espresso opinioni, riuscendo comunque a coinvolgere il lettore. Senza dubbio è qualcosa che non avevo ancora letto ma, come ho anticipato nel paragrafo ‘tema’, non so se è un racconto adatto al contest.
Conclusioni: ammetto che sono molto combattuta: da una parte lo trovo molto bello e toccante, dall'altra mi sembra di leggere il tema di un compito in classe; da una parte apprezzo che tu abbia voluto condividere delle tue esperienze (se sono vere), dall'altra non so se il contest fosse il posto giusto per farlo. Al momento davvero non so giungere ad una conclusione!

8) La prima
Tema: Dunque, una giovane ragazza si ribella agli ordini della madre ed è pronta a “sacrificarsi” sposando un pretendente malfidato. Forse si sarebbe potuto enfatizzare di più a cosa andasse incontro la ragazza, magari descrivendo meglio lo zio “cattivo”; in questo modo si sarebbe dato più risalto alla sua scelta e al suo coraggio nell'affrontare le conseguenze. Nonostante questo credo che il tema sia ben reso.
Stile di scrittura: Scorrevole, niente da dire. Ti faccio solo un paio di note:
- Il refuso Abbassò il capo e si portò di nuovi accanto alla parete;
- Nella seconda riga sposterei la virgola da prima a dopo sorrise.
Chiarezza dei contenuti: confesso che ho dovuto rileggere un paio di volte il tuo racconto per capire effettivamente chi-sposa-chi, e tutt'ora non ne sono molto sicura. Ho capito che lo zio aveva chiesto di sposare la nipote ma il padre aveva rigettato la proposta. Ora la ragazza sceglie di sposarlo lo stesso per proteggere la madre, nonostante il suo dissenso. Sbaglio?
Quello che mi chiedo è che bisogno ha di proteggerla dal cognato? Quello che mi viene in mente sono problemi di eredità vista la frase Non credo che mio cognato ci concederà di vivere qui. Tra le molte cose che invidiava al suo defunto fratello, c'era questa casa, ma di solito non è la moglie a ereditare tutto?
Idea generale: La figlia che cerca di proteggere la madre è un risvolto interessante, poiché di solito si pensa sempre al contrario.
Conclusioni: Purtroppo la mia confusione di quello che ho esposto sulla chiarezza dei contenuti influenza molto il mio giudizio. Ma forse mi sono solo persa in un bicchier d’acqua ^^’

9) Porta a Prato
Tema: ti sei concentrato sul coraggio dovuto alla ribellione, al desiderio di conquistare la propria libertà. Il mio problema è che nel caso di Denise non lo definirei esattamente coraggio. Lei non ha per niente paura di questi uomini. Per di più, dato che scrivi da tempo non ne sentiva uno spaccarsi sotto i suoi colpi, presumo avesse già ucciso in passato. E probabilmente avrebbe potuto uccidere Bruno in qualsiasi momento. Semplicemente lo fa fuori appena trova un motivo valido per farlo (nel suo caso il ritrovamento del giglio).
Stile di scrittura: è un po' troppo duro per i miei gusti (puttana, figa, pompini..) ma nel tuo racconto non parli certo di andare a raccogliere margherite. Perciò, per quanto non lo apprezzi, credo si adatti all'atmosfera che volevi creare.
Mi permetto di farti solo un appunto, in quanto donna: se vuoi rendere più verosimile il tuo racconto salta la parte in cui Allargò le gambe, mostrando la figa gonfia e insanguinata. Perché ti assicuro che una donna non allargherebbe MAI le gambe per far vedere una cosa del genere, neanche se si trattasse di un modo per attirare qualcuno in una trappola. Al contrario le chiuderebbe, si rannicchierebbe e farebbe il possibile per coprirsi.
Chiarezza dei contenuti: ci sono un paio di cose che non mi tornano:
• Bruno la schiavizza o è il suo uomo e complice? Perché all'inizio sembra un bastardo che la violenta, poi scrivi quando il suo uomo raggiunse lei e il cadavere. È uno dei refusi di cui parlavi?
• Ho come l’impressione che il paragrafo della Porta a Prato sia stato messo un po' a caso, tanto per far vedere Denise sotto la Porta che spera un giorno di trovare il giglio.
• In ultimo…perché Denise sputa al viandante che l’aveva soccorsa? Capisco il suo odio verso il genere maschile, ma è già a terra esanime e lei gli sputa in faccia senza motivo ^^’
Idea generale: scenario direi grottesco, uomini violenti, città in preda al degrado, ragazze che non sanno cosa sia un fiore. Direi che ha ben reso l’idea di un mondo verso cui valga la pena ribellarsi.
Conclusioni: non mi è piaciuto. Non dico che sia un brutto racconto, solo che ha un’atmosfera troppo pesante per me.

10) Il visitatore
Tema: il tema era il coraggio, e di certo il protagonista ne ha avuto per affrontare tutta la situazione. Però ho l’impressione che passi in secondo piano. Come se l’orrore e il grottesco siano gli interpreti principali del racconto.
Stile di scrittura: Rileggerlo una volta di più ti sarebbe tornato molto utile; ci sono molte ripetizioni che lo rendono farraginoso (la figura/sagoma ingobbita, ha in mano un ramo – afferrare la vanga con le mani – se prendo il ramo dalle sue mani – sfuggito di mano – le mie mani tremano, creature/emissari nodosi, l’Ade).
Non mi piace il termine incrostato riferito agli attrezzi pieni di ragnatele. Non sarebbe meglio ricoperti?
Chiarezza dei contenuti: perdonami ma non capisco che cosa sia questo culto del Ramo d’oro:
è una specie di setta devota alla terra?
Il giardiniere è posseduto o fa tutto di sua volontà? Perché la frase ricacciato dall’Ade mi fa pensare che sia già morto e che sia tornato sulla terra per cercare questo successore. Allora è uno zombie? ^^’
Cosa c’entra l’Ade in tutta questa faccenda? Se parli di antichi culti della fecondità della terra io immagino qualcosa di pacifico stile hippie, e fatico a capire il legame con il regno dei morti.
Idea generale: un ragazzo (o almeno io presumo sia un ragazzo, anche se non lo specifichi) affronta un’entità sovrannaturale, con tanto di creature che escono dalla terra. Riesce a sopraffarla ma invece di diventare il nuovo “custode” del Ramo d’oro lo butta con sdegno.
Ci sta. E posso dirti che il se lo tengano finale è la parte che preferisco.
Conclusioni: credo che abbia delle buone potenzialità, ma anche che ci siano molte cose da sistemare.

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Adry666
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Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#3 » lunedì 22 maggio 2017, 17:11

Bravi tutti! Complimenti!! La mia classifica per il gruppo è la seguente:

1. Porta a Prato, di Filippo Puddu, ore 00.42, 2983 caratteri
2. La grigia, di Jacopo Berti, ore 23.53, 2975 caratteri
3. L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello, ore 23.47, 2977 caratteri
4. Regalo di Natale, di GabriSyb, ore 23.07, 2764 caratteri
5. La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti, ore 23.33, 2969 caratteri
6. V75, di Nicola Gambadoro, ore 23.44, 2996 caratteri
7. Il visitatore, di Alexandra Fischer, ore 21.47, 2115 caratteri
8. La prima, di Polly Russell, ore 23.29, 2611 caratteri
9. Il guardiano, di Roberto Romanelli, ore 23.56, 2987 caratteri
10. Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico, ore 23.57 caratteri

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La prima, di Polly Russell
Ciao Polly,
tema il centrato.
Il racconto è scritto bene ma c’è un problema con la comprensione della trama: non sembra così lineare e così “easy” a una prima lettura. Penso che il tuo potrebbe essere un racconto molto valido con a disposizione un migliaio di caratteri in più.
Una frase mi è suonata stonata:
“La donna serrò i pugni con tale forza da far divenire bianca la punta delle dita”, secondo me sono le nocchie a diventare bianche, le punte delle dita non dovresti vederle nemmeno e se sì dovrebbero essere rosse (prova!)

Ciao
Adriano

Il guardiano, di Roberto Romanelli
Ciao Roberto,
tema centrato.
Racconto interessante il tuo, come al solito scritto bene, buon ritmo. I personaggi sono caratterizzati bene e sembra di vederli in scena.
Non è proprio il mio genere e quindi non mi ha catturato al 100%, ma so che è questo un problema mio.
Il fatto dell’anello non l’ho capito.
Bella l’immagine: “…oscillandola poi verso il vecchio amico”, molto cinematografica.
Nel complesso discreta prova.

Ciao
Adriano

La grigia, di Jacopo Berti
Ciao Jacopo,
tema centrato.
Racconto che mi ha fatto sorridere in molte parti; ci sono citazioni sparse che non passano inosservate ai cultori della fantascienza. Lo stile e il ritmo ci sono, mi pare una buona prova.
Una sola domanda, quando dici: “…i loro occhi pieni di entropia”, wow, mi sono detto, bella espressione ma poi pensandoci non riesco a immaginarmi/capire come può essere un viso con occhi pieni di entropia, cosa intendi esattamente?

Ciao
A presto
Adriano

La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
Ciao Eleonora,
tema centrato.
Tema triste e difficile, molto sentito da chi ha figli in età adolescenziale; in questi giorni ritornato in auge dopo i casi in Russia.
Il racconto è scritto bene, ho molto apprezzato la prima parte, notevole. Però avrei continuato sul quella linea realistica. Il ricorso al fantasma, un po’ in stile sesto senso, non mi ha convinto, mi è sembrato un po’ forzato, un qualcosa di già sentito.
Se fossi in te proverei a sviluppare in tal senso la seconda parte.
Nel complesso buona prova.
Ciao
Adriano

L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello
Ciao Maria,
non so dire con precisione se il tema è centrato, diciamo in parte.
Se ho capito bene la tua storia si tratta di un “prequel” della storia conosciuta di Giovanna D’Arco, bella idea, complimenti!
La frase finale è una chiosa perfetta che permette di capire il senso del racconto.
Non tutti i passaggi sono chiari, magari qualche carattere in più ti avrebbe giovato.
(ad esempio chi è l’amante che viene descritto nella fase iniziale? Non mi è chiaro)
Nel complesso è una buona prova con un’ottima idea.
Ciao
Adriano

V75, di Nicola Gambadoro

Ciao Nicola,
tema centrato anche per te.
All’inizio sembra di essere incappati in un meta-racconto sul tema del coraggio, poi si capisce che in effetti non è così. La tua è una scelta coraggiosa ( )) ) e piuttosto originale.
Il racconto è scritto bene anche in alcuni punti ci sono delle imperfezioni. Il messaggio è chiaro, un messaggio con cui mi trovo d’accordo, i peggiori mostri sono dentro la nostra testa.
Nel complesso buona prova.
PS: ma la V75 esiste veramente? Non l’ho mai sentita

Ciao
Adriano

Porta a Prato, di Filippo Puddu
Ciao Filippo,
ben trovato.
Tema centrato indubbiamente.
Il tuo è un racconto molto forte, coraggioso di per sé. Ci sono alcuni refusi, alcune imprecisioni che però non spezzano il ritmo e l’atmosfera cupa. Mi sono impersonato e ne sono uscito piuttosto spaventato. Hai fatto un buon lavoro con la caratterizzazione dei personaggi.
La frase: “…Erano stati i libri a farle sopportare le umiliazioni, a portarla fino a lì, quel giorno...” Mi sembra un inno alla lettura, l’unico intervallo positivo in una vita tetra.
Nel complesso buona prova.
Ciao
Adriano

Il visitatore, di Alexandra Fischer
Ciao Alexandra,
tema centrato.
Incipit potente ed evocativo.
A me la frase: “Ci sono ancora i loro attrezzi, per quanto incrostati di ragnatele.” Non dà fastidio, anzi, l’incrostato per le ragnatele mi fa pensare a una cosa molto vecchia che ha reso solide delle cose originariamente morbide e flessibili.
Dopo il ritmo si spezza un po’ per alcune ripetizioni e imperfezioni.
Ad es: “sfidando la mia viltà” mi suona troppo “old”.
Bel finale, chiude bene il racconto.
In generale lavorerei su una riscrittura della parte centrale.
Nel complesso prova discreta.
Ciao
Adriano

Regalo di Natale, di GabriSyb
Ciao Gabri,
tema centrato, direi che si tratta del coraggio di avere coraggio ))
Il racconto è scritto bene, il ritmo è buono, ci sono alcune imprecisioni ma a MC è normale.
In effetti manca qualche parola che giustifichi il “cambio di prospettiva”; è vero che spesso l’effetto soglia serva a giustificare da solo certi gesti estremi ma ancora più spesso ci sono degli avvenimenti che fungono da “switch” menytali (e sarebbe interessante conoscerli).
Nel complesso una buona prova. Complimenti.

Ciao
Adriano

Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico
Ciao Tina,
il tema, nella tua intenzione, è centrato, sei stata coraggiosa. ))
Mi dispiace dire che non sono un esperto di poesie, ma solo un ammiratore (in effetti ciò è altrettanto vero per i racconti, ma facciamo finta di no). Io ho avuto sempre un po’ di problemi a esprimermi in versi, sorry.
Comunque devo dire che la tua poesia mi piace, mi piace questa Luna spesso vista in accezione negativa che qui invece la connoti come una forza positiva, un angelo custode che veglia dietro le tue spalle. Anche il fatto della “percezione” mi sembra molto azzeccato.
Molto bello il verso:
“Non ho coraggio,
ho conosciuto troppo poche carezze
e nessuna fortuna.”
Nel complesso però non riesco a confrontarti con i racconti, e trattandosi di un contest: “Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche” ti devo considerare: NC

Ciao
Adriano

Fernando Nappo
Messaggi: 585

Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#4 » lunedì 22 maggio 2017, 21:56

La mia classifica:

1) Regalo di Natale, di Gabriella Grieco
2) La grigia, di Jacopo Berti
3) La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
4) L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello
5) Il visitatore, di Alexandra Fischer
6) La prima, di Polly Russell
7) Il guardiano, di Roberto Romanelli
8) V75, di Nicola Gambadoro
9) Porta a Prato, di Filippo Puddu
10) Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico


Regalo di Natale, di Gabriella Grieco
Ciao Gabriella,
il tuo racconto centra il tema affrontando una questione tristemente attuale. Forse non è l'idea più originale che ho letto, ma mi è piaciuto molto il finale, in cui recuperi l'indizio del latte cattivo, apparentemente buttato lì all'inizio, e lo trasformi nell'arma del delitto. Nonostante non approvi il comportamento della tua protagonista, sia chiaro. Probabilmente una motivazione più evidente del cambio di atteggiamento della donna avrebbe giovato ulteriormente, ma la scrittura in prima persona lo rende comunque intrigante

La grigia, di Jacopo Berti
Ciao Jacopo,
la sfumatura SF del racconto mi piace, e mi ha fatto tornare in mente vecchi servizi visti su alcuni canali TV o articoli letti in gioventù, dove si teorizzava la possibilità che alcuni esseri umani avessero sviluppato forme tumorali dopo essere stati rapiti dagli alieni. Ecco, in questo senso, forse, il tuo racconto non brilla molto per originalità, perché l'associazione cancro/alieni non è una novità. Se ben ricordo anche Scully in X-Files fu rapita e si ritrovò con un tumore, ma potrei non ricordare chiaramente.
La scrittura è, come tuo solito, molto buona, e il tema, a mio avviso centrato: il coraggio di affrontare gli altri portando sul volto i segni del cancro. Non importa come e perché si sia sviluppato.
Credo che nella frase iniziale ci sia un refuso:
Avevano percorso migliaia di anni luce,quelli quegli stronzi,
Altrimenti sembra che ad essere particolarmente stronzi siano gli anni luce, anziché gli alieni. O magari era proprio questa la tua intenzione?

La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
Ciao Eleonora,
il tuo racconto prende a piene mani dall'attualita, e, a mio avviso, centra il tema descrivendo una tipologia di coraggio che non è certo da ammirare, al contrario, ma che tale viene visto da chi lo affronta.
Mi è piaciuta molto la scrittura, brillante, dinamica e scorrevole, molto adatta alla storia che hai raccontato.
Però ho trovato la seconda parte un po' farraginosa, non chiarissima: sono certo che Alex sia morto nella (stupida) impresa, ma non mi è chiaro perché i ragazzi sul muretto siano spariti, né mi sono del tutto chiare le affermazioni di Nico. Forse la scena è descritta dal punto di vista di Alex, che rivive all'infinito il momento della sua morte (e questo spiegherebbe l'assenza dei compagni) e che Nico sia lì, in uno di questi momenti, a rimpiangere l'amico perduto. Ma se anche così fosse, l'ultima frase di Nico continua a non risultarmi di facile comprensione:
“Continuo a pensarci, Alex” sussurra Nico. “Non ce la faccio più. Sergio mi ha ordinato di non dire nulla a nessuno, ma ho più paura dei fantasmi che di lui. Avevi ragione tu. Sono un codardo.”


L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello
Ciao Maria Rosaria,
ho riletto un paio di volte il tuo racconto, ma, purtroppo, devo ammettere di fare un po' di fatica a trovare il tema del contest. Potrebbe essere l'intenzione di Isabella di non fuggire di fronta alla sorte certa, ma se è così trovo che non risalti a sufficienza, almeno non in relazione al contest. Inoltre, devo ammettere di condividere in toto le perplessità già espresse da ChiaradiLuna.
La scrittura è molto scorrevole, il racconto si legge bene e non ci sono intoppi.

Il visitatore, di Alexandra Fischer
Ciao Alexandra,
il tuo è un racconto davvero particolare, con una struttura strana, che incuriosisce e spiazza con quei periodi corti e i tanti a capo.
Il tema, il coraggio, c'è tutto, vista la situazione che il proragonista affronta, ma passa un po' in secondo piano rispetto alle sfumature horror, decisamente preponderanti. Mi ha fatto pensare a jeeper creepers.
Il culto del ramo d'oro non lo conoscevo, non ho mai letto il libro, e questo mi ha costretto a interrompere la lettura per fare qualche ricerca al riguardo. Come sempre in questi casi la sensazione è duplice: fastidio per aver dovuto sospendre temporaneamente la lettura, apprezzamento per aver scoperto qualcosa di nuovo. Esattamente come quando uno scrittore inserisce un termine ricercato o comunque difficile in un suo elaborato.
Comunque un racconto interessante, e che affronta il tema con una certa originalità.

La prima, di Polly Russell
Ciao Polly,
un racconto interessante, in cui la figlia decide di sacrificarsi per proteggere la madre. Il tema mi pare pienamente centrato - un sacrificio richiede una notevole dose di coraggio -, e l'ambientazione è chiara. Quello che a mi avviso risulta talvolta poco chiaro, soprattutto nella prima parte, e che rende un po' difficile la comprensione "al volo" del racconto, è chi stia parlando, quale sia il personaggio che tiene la scena.
Non sapere esattamente perché il cognato è laido e pericoloso, così come pare fosse il padre della ragazza, non è per me un grosso problema, dato che il racconto è più impontato sulle due protagoniste, sulle loro reazioni e emozioni alla notizia di doversi maritare con Servilio.
I due refusi te li hanno già segnalati.

Il guardiano, di Roberto Romanelli
iao Roberto,
a differenza di chi mi ha preceduto, faccio fatica a ravvisare il tema nel tuo racconto. Probabilmente è un mio limite, sono io che non ci arrivo. L'ambientazione invece mi piace molto, e i dialoghi sono brillanti, ben resi e identificabili e permettono di capire il carattere dei due vecchi. Il passaggio relativo alla cameriera l'ho dovuto rileggere un paio di volte per riuscire a decifrare la dinamica della scena. Inoltre non ho ben capito la questione della cintura di cuoio che si regola da sola. Mi è sfuggito qualcosa? Cosa possibilissima, peraltro, non sono un fulmine...

V75, di Nicola Gambadoro
Ciao Niko,
il tuo racconto affronta un prolema non di poco conto, se ho ben capito: quello della depressione, e della capacità di affrontarla/conviverci, rifiutando di nascondersi dietro l'effetto degli antidepressivi. Indubbiamente di coraggio ce ne vuole.
Però il racconto, in qualche modo, non mi lascia del tutto soddisfatto. La prima parte è troppo vasta, in senso temporale, e risolta in maniera così rapida, da non permettermi di entrare in empatia col personaggio. In tre righe passi dall'infanzia coi robot alla depressione conclamata, senza dare alcun indizio tangibile di cosa sia capitato, a parte quel "incappato nel mulino più duro di tutta la Mancha", che come citazione mi piace, ma non mi dà nulla di concreto per partecipare al dolore del tuo protagonista. Tra l'altro, manchi di segnalare in maniera esplicita la seconda definizione di coraggio (che secondo me è la prima volta che prende una V75), così che un lettore poco attento possa pensare che te la sei scordata e sei saltato da uno a tre. Inoltre, non si ha la minima prcezione degli effetti della pillola sull protagonista. Coma faccio io lettoe che non ha mai usato gli antidepressivi a capire quanto coraggio ci vuole per evitarli?
Ecco, queste le mie considerazioni. Riguardo alla scrittura, molto buona, come ci hai abituati a leggere. A mio avviso, un racconto con un ottimo potenziale che però, opinione personale, non coinvolge fino in fondo.

Porta a Prato, di Filippo Puddu
Ciao Filippo,
il tuo racconto è decisamente crudo, sia per la situazione che descrivi sia per il linguaggio che usi, ma la cosa di per sé non mi disturba. E comunque il tutto mi pare adeguato al racconto. Anche se non è il genere di storie che prediligo. Riguardo al tema, è vero che il coraggio si manifesta sotto molte forme e lo si può ravvisare in qualunque azione umana, come anche il coraggio di sopravvivere quando sembra non essercene una ragione. Così come è vero, almeno a mio avviso, che leggedo il tuo racconto, non è certo al coraggio che viene da pensare al primo colpo (e forse nemmeno al secondo).
La direzione che prende nel finale, comunque, con la donna che si rivela per ciò che davvero è, mi è piaciuto.
Nulla da dire sui refusi, hai già chiarito tutto tu.

Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico
Ciao Tina,
devo ammettere la mia totale ignoranza in materia di poesia, perciò non mi azzardo in interpretazioni.
Apprezzo comunque il tuo coraggio, ma devo anche tenere presente che MC è un contest dedicato ai racconti.
Edit: ho dimenticato di dirti, visto che l'hai chiesto espressamente, che, nonostante mi suoni bene - anche se non saprei dirti perché - l'immagine della luna alle spalle non mi ispira nulla di particolare, non riesco a dargli alcun senso specifico. Mi spiace.
Ultima modifica di Fernando Nappo il martedì 23 maggio 2017, 18:32, modificato 1 volta in totale.

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raffaele.marra
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Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#5 » martedì 23 maggio 2017, 0:35

Eccomi qui con commenti e classifica:

1) - Regalo di Natale, di GabriSyb
2) - La grigia, di Jacopo Berti
3) - La prima, di Polly Russell
4) - Il guardiano, di Roberto Romanelli
5) - La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
6) - V75, di Nicola Gambadoro
7) - Porta a Prato, di Filippo Puddu
8) - Il visitatore, di Alexandra Fischer
9) - L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello
10) - Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico


1) - Regalo di Natale, di GabriSyb
Mi è piaciuto, ovviamente soprattutto per il finale. Adoro i racconti con finale a sorpresa, quelli in cui la chiave di lettura è racchiusa nell’ultimo rigo, o addirittura nell’ultima parola. E c’è di più: da brava autrice di thriller hai anche aggiunto qualche indizio qua e là (il sapore del caffelatte) per suggerire al lettore come stessero realmente le cose. Insomma, si tratta sicuramente di un racconto ben scritto, progettato bene, con minuzia e furbizia, e realizzato con uno stile buono, funzionale e scorrevole. Complimenti.

2) - La grigia, di Jacopo Berti
Un’ottima idea, quella di porre l’attenzione sulla psicologia di una vittima di abduzione non nella fase “durante”, ma nel “dopo”, cioè nella successiva reintegrazione nella nuova normalità. Conduci il racconto con maestria e sei capace di destare la partecipazione del lettore stimolandone curiosità e, al contempo, empatia. Mi chiedo se sia giusto concludere così il racconto o se sarebbe stato meglio sviluppare un po’ di più l’interazione tra la protagonista e il suo mondo. Ovviamente ciò sarebbe stato difficilissimo da fare, vista la carestia di caratteri tipica di MC. A tua “discolpa”, comunque, gioca l’ultimissima parola del tuo racconto, che mi ha suscitato un forte brivido. È nato subito nella mia mente un triste parallelismo tra l’abduzione aliena e qualcosa di molto più terrestre che stravolge altrettanto intensamente la vita di qualche sfortunato cambiandola inesorabilmente e mutando definitivamente il suo rapporto con la vecchia normalità. Non so se questo parallelismo sia stato da te voluto, ma ha fatto salire il tuo racconto di un punto nella mia personalissima classifica.

3) - La prima, di Polly Russell
Un racconto molto originale in cui indubbiamente c’è da apprezzare il tentativo, almeno in parte riuscito, di ricreare un preciso momento storico attraverso usi, costumi, ambientazione e linguaggio. Tuttavia, al di là del contesto sicuramente ben delineato, non riesco a trovare sufficiente emozione nel leggerlo. Può darsi che sia un mio limite di lettore, ma la vicenda in sé non è tale da appassionarmi più di tanto. È possibile che ciò dipenda da una scarsa conoscenza del “modus vivendi” degli antichi Romani, che si traduce immancabilmente in una incapacità di immedesimazione totale. È possibile anche che ciò dipenda dai dialoghi che, a mio parere, sono forse un po’ troppo “freddi”, cioè non curati al punto da trasmettere una “humanitas” tale da coinvolgere il lettore incondizionatamente.

4) - Il guardiano, di Roberto Romanelli
Il pregio maggiore di questo racconto lo individuo nei dialoghi tra i due protagonisti: sono davvero ben gestiti, equilibrati, efficaci e funzionali alla definizione dell’ambientazione oltre che della personalità dei due personaggi. Per il resto, si tratta sicuramente di un buon racconto che però non mi ha entusiasmato più di tanto, forse perché il concetto di “coraggio” con cui hai scelto di declinare il tema del mese, mi risulta un po’ scialbo, poco avvincente. Per quanto riguarda lo stile devo dire che, come al solito, lo trovo impeccabile.

5) - La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
Un racconto che si basa su un preoccupante aspetto della nostra attualità per mettere in risalto l’interpretazione che molti danno al concetto di “coraggio”, inteso non come capacità di affrontare le avversità ma come stupida e inutile sfida fine a sé stessa. Lo sviluppo della storia mi è apparso fin dall’inizio un tantino scontato, piuttosto prevedibile. Per come hai impostato gli eventi iniziali mi aspettavo due possibili finali: una prova di coraggio (vero) consistente nell’opporsi alla stupidità di gruppo o, appunto, una tragedia.

6) - V75, di Nicola Gambadoro
Sono piuttosto combattuto nel giudicare questo racconto, ancor di più nello scegliere quale posto assegnargli nella mia classifica. Indubbiamente il testo è scritto molto bene, in uno stile attento, ben curato, capace di legare il lettore fino alla fine. Il tema è centralissimo, anzi il racconto si propone quasi come un saggio sul concetto di “coraggio”. E forse proprio questo è il difetto principale che un po’ mi confonde. Il racconto, a volte, sembra non essere un racconto. La trama è decisamente messa in secondo piano dalle riflessioni (belle e profonde, senza dubbio) che danno al testo un sapore molto diverso da quanto ci si possa aspettare. Forse avresti potuto ottenere un risultato davvero ottimo se fossi riuscito a trasmetterci le stesse idee inserendole in una storia un po’ più articolata, un po’ più “storia”.

7) - Porta a Prato, di Filippo Puddu
Un racconto di forte impatto, in cui trama, personaggi e stile si adattano reciprocamente in maniera quasi perfetta. L’effetto generale è quello di un forte colpo che non lascia dubbi né interpretazioni alternative: tutto è coerente nella sua coraggiosa ed esplicita durezza. L’unica obiezione, se mi è permessa, consiste nel fatto che un racconto dal colore così marcato, deciso, inequivocabile, va immancabilmente a scontrarsi con il gusto personale di chiunque lo legga. È un po’ come un piatto piccante presentato a un concorso gastronomico: puoi essere il giudice più imparziale e preparato, ma se la bocca ti brucia ti brucia!

8) - Il visitatore, di Alexandra Fischer
La lettura del tuo racconto è molto influenzata dalla necessità, per il lettore medio, di capire lo sconosciuto concetto del Ramo d’oro. Tutto è più o meno nuovo, quindi più o meno originale, e quindi si tratta di una caratteristica positiva. Ma ho la sensazione (almeno questa è stata la mia vicenda di lettore davanti al tuo scritto) che la voglia di capire, di imparare, di familiarizzare con questo nuovo sconosciuto concetto finisca per penalizzare la partecipazione emotiva e il fascino emozionale che ogni racconto dovrebbe garantire.

9) - L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello
La storia non è male, anche se non vedo particolari spunti di originalità né slanci emotivi tali da “lasciare il segno” nel lettore. Si tratta di un racconto piuttosto lineare, a tratti prevedibile, sicuramente ben scritto. Il vero problema è che non riesco a vedere il tema: il concetto di coraggio qui probabilmente c’è, ma non è affatto centrale come vorrebbe il contest.

10) - Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico
Che dire, si tratta senza dubbio della più bella poesia mai postata in Minuti Contati. L’ho letta e riletta più volte, e ancora non l’ho capita bene. Ma forse è proprio questo il bello: suscita pensieri, riflessioni, domande, a tratti inquietudine, malinconia e, forse, qualche timida speranza. Mi piace la musicalità implicita che l’accompagna ma, soprattutto, mi piace il sorriso che hai nella foto accanto al testo! Alla prossima, poetessa!

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ilVeltro
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Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#6 » mercoledì 24 maggio 2017, 16:38

I commenti (anche su ognuno dei vostri profili):

LA PRIMA
Ciao Vestale,
il tema del coraggio è pienamente centrato e delineato in tutto il plot.
Accurata la ricostruzione storica (da cui si evince una capillare cultura in materia) e pienamente condivisibile l'ambientazione Peplum in linea con la guest del contest (io stesso ho scelto questa line storica).
Il registro generale è piacevolmente scorrevole anche se molto lontano dal mio bizzarro sentire letterario, diciamo che il tuo è un rivo carezzato da una lene brezza mentre il mio è un Acheronte intasato (:-!!), e refusi a parte che ritengo ineludibili in sfide come queste il racconto regge bene il confronto nel gruppo.
A presto e buona Forte Edition!
Il Veltro

IL GUARDIANO
Ciao Arcitemplare,
spezzo subito una lancia in tuo favore poiché l'ambientazione fantasy/sword&sorcery/Ramastan mi sfagiola assai!
Il racconto vive di intuizioni e dettagli.
Mirabile il tenore dei dialoghi del ladro e del guerriero (nei panni ci vedrei bene un Clint Eastwood e un Morgan Freeman ...), il nome alla spada, e la frase esoterica
- Ne ha passate tante, ora fa la guardia a cose pericolose. Che gli sussurrano cose cattive.
che da sola regge le fondamenta.
L'unico appunto potrebbe essere il contesto in generale un pò criptico, ma se avrai la malasorte di leggere un mio racconto capirai che non sarò mai io il primo a muovertelo!
Grazie per avermi introdotto nel tuo universo,
a presto!
Il Veltro

LA GRIGIA
Ciao Abduttore,
il filone fantascientifico ha innumerevoli tentacoli e tu hai scelto uno dei più intriganti e "complottisti" a mio avviso interpretandolo con encomiabile originalità.
Ti plagerò credo in futuro (ma non nei contest di questo sito, tranquillo :-)...) un'immagine: occhi pieni d'entropia. Mondiale.
Unico appunto, personalissimo, è l'allusione ripetuta e penso voluta a riferimenti troppo terricoli come Enya, Incontri Ravvicinati e X-files che fanno scadere leggermente il tono tutt'altro che prosaico che adotti.
IN attesa della graduatoria finale,
buona Forte Edition!
il Veltro

LA VERITA' NON E' SOLO UN RICORDO
Ciao Shamalyana,
in effetti il Vedo la Gente Morta permea un pò la tua novella... :-)
Celie a parte, ho apprezzato le varie articolazioni della tua opera: il tema scottante e attuale, il riferimento a cose e situazioni apparentemente banali ma con una grande cura descrittiva, il pathos, il tuo stile da narratrice provetta capace di suggestionare il lettore.
Io però sono un maniaco degli estri, e segnalo i passaggi
Tutto sembra diverso. Il luogo. Il tempo. Se stesso. Tutto è più lento, distante, polveroso.
e
L’imbrunire rende tutto uniforme
come alta materia d'ispirazione.
Un in bocca al lupo per la Forte Edition
il Veltro

L'UNGUENTO
Ciao Belladonna (la pianta dico, non mi sognerei mai),
tralasciando il tema sul coraggio etc etc trovo il racconto uno dei tre meglio scritti e congegnati del tuo girone.
Sono un appassionato del genere inquisitoriale (alla Eymerich, per capirci) e al sorcery e vi ho riscontrato elementi e suggestioni molto marcate e ben rese di entrambi.
Il registro e lo stile sono ricercati e pregni di allusioni e rimandi alla letteratura, teologia e stregoneria medievale che ho apprezzato sgranandoli uno ad uno come un rituale divinatorio.
I riferimenti a Giovanna d'Arco (anche se Giovanna potrebbe benissimo essere un personaggio avulso da precise connotazioni storiche) non appesantiscono ma intarsiano l'opera.
Bene così,
il Veltro

V75
Ciao Intimista,
mi riallaccio un pò al mood degli altri commentatori nell'esprimere il mio giudizio, comunque positivo, al tuo lavoro.
Preso a sé è un godibile pastiche di umori, meditazioni, messaggi più o meno subliminali dal respiro quasi Redfieldiano, e può starci.
Il fatto è, come hanno abbaiato anche gli altri, che qui si partoriscono racconti e non saggi introspettivi!
Il tema del coraggio è si centratissimo, ma galleggia da solo in un mare di idee e potenzialità inespresse o autoreferenziali.
Un encomio alla tua scrittura, quindi, ma un pollice verso per questa tipologia di sfide al fulmicotone.
Un forte in bocca al lupo per il prosieguo,
Il Veltro

PORTA A PRATO
Ciao Toscanpunk,
ecco un racconto e un modus narrandi prepotentemente nelle mie corde!
Una schitarrata di bassi post-apocalittici alla fiorentina, di Maccartismo (Cormac, non Joseph) impudente, di Codici Genesi al ragù di chianina.
Linguaggi aspri, argomenti scabri, riferimenti a un universo immaginifico e dirupato che pulsa nella tua mente ma che è retaggio di ogni inconscio umano.
Chi critica o storce il naso per un pompino e un pò di fica tumefatta vada a leggersi Moccia.
Se ci fosse un romanzo dietro a questo scorcio, lo leggerei assai volentieri.
In bocca al lupo per il contest,
Il Veltro

IL VISITATORE
Ciao Nemorense,
il tuo non è solo un horror, è un weird dalle tinte potenti, evocative, tra Evangelisti e Machen.
La scrittura è calibrata sul registro dei grandi del ramo (non Il Ramo...:-) e di chi sa cosa vuole esprimere in ogni singolo passaggio.
Il tema del coraggio è effettivamente un pò criptico ma il tono ansimante e angoscioso e alcuni stralci come l'allusione agli orrori nodosi partoriti dal grembo terreno valgono da soli un plauso.
Con "Porta a Prato" il tuo è uno dei racconti più riusciti del girone,
in bocca al lupo per la Forte Edition
Il Veltro

REGALO DI NATALE
Ciao Esordiente al curaro,
egregissima prova narrativa considerati i ritmi incalzanti del contest e la poliedricità del tema.
Il coraggio è lampante e attraversa ogni fibra della storia, proiettata da un pow molto intimistico e non appesantente malgrado la complessità della problematica trattata.
A differenza degli altri mi immaginavo (o speravo...) un finale analogo e la mia intuizione non mi ha fatto vivere appieno il colpo di scena conclusivo.
Non rientrano nelle mie corde l'ambientazione e l'argomento in generale, ma questo è un mio problema.
In conclusione, opera che non stona con l'altissimo livello del girone.
In bocca al lupo per la Forte Edition,
il Veltro

HO LA LUNA ALLE SPALLE STASERA
Ciao Selenita,
una poesia che pensavo fosse il prodromo ad un racconto struggente, poi continuando ho visto che ti sei arenata ai blocchi!
Mi ricorda un pò la storiella del tema sul coraggio, lo scolaro che si alza dopo un minuto e consegna il foglio bianco al prof d'italiano con la scritta "QUESTO è CORAGGIO!"
Ammirevole e stentorea, ma non posso classificarla in quanto totalmente aliena al contesto.
Alla prossima,
il Veltro

La (dolente) classifica finale:
1. Porta a Prato
2. Il visitatore
3. L'unguento
4. Il guardiano
5. La prima
6. La verità non è solo un ricordo
7. La grigia
8. Regalo di Natale
9. V75
10. Ho la luna alle spalle stasera
Non è morto ciò che può vivere in eterno e in strani eoni anche la morte può morire.

Quando sento la parola "cultura" alzo il cane della mia Browning.

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Terribile
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Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#7 » mercoledì 24 maggio 2017, 20:46

Questa è la mia classifica finale, con i commenti a seguire:

1. Regalo di Natale, di GabriSyb
2. La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
3. Porta a Prato, di Filippo Puddu,
4. Il visitatore, di Alexandra Fischer,
5. La prima, di Polly Russell
6. Il guardiano, di Roberto Romanelli,
7. La grigia, di Jacopo Berti,
8. L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello,
9. V75, di Nicola Gambadoro,
10. Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico,



Regalo di Natale

Ciao Gabriella, il tuo racconto è scritto molto bene, fluido e rende bene la caratterizzazione dei personaggi, dando al lettore la possibilità di "vederli". Descrivi bene la disperazione della protagonista, le sua rabbia, la frustrazione nei confronti del compagno e il finale chiude bene la storia, anche se non riesco a immaginare come la donna se ne potrebbe uscire da una situazione del genere. Il che mi fa riflettere al fatto che il tema del coraggio c'è ma lo accarezza soltanto, la protagonista ha coraggio sì ma adesso come se ne uscirà?
La sorpresa finale mi è piaciuta molto però c'è una sorta di incongruenza tra il suo atteggiamento iniziale e quello finale. Perché essere arrabbiata se sa che a breve se ne libererà per sempre? E soprattutto quando pensa "Spero che non torni", perché sperare? Lei lo sa se torna o meno, non so se ho reso l'idea.


La verità non è solo un ricordo

Ciao Eleonora, il tuo racconto non lascia indifferenti senza dubbio, il tema del coraggio è affrontato in pieno, sia nella prima parte con Alex che cerca di inserirsi nel gruppo dei ragazzi sia di Nico che posta l'ultima foto dell'amico, con due esiti differenti immagino proprio; mentre Alex cerca di accattivarsi i ragazzi con una prova stupida Nico si assume tutt'altra responsabilità.
Ho dovuto rileggere più di una volta il racconto per capire il passaggio di consapevolezza, ma probabilmente l'avevo letto distrattamente, l'effetto sorpresa è reso bene dopottutto.
In bocca a lupo :)


Porta a Prato

Ciao Filippo, mi piace molto l'ambientazione della storia, se non ho capito male è una sorta di scenario italico post-apocalittico con una certa spruzzata di horror. Tuttavia non ho apprezzato molto la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto nei dialoghi, non fanno altro che insultarsi a vicenda, mi hanno fatto un po' sorridere. Sicuramente la concezione che aveva della donna Bruno era proprio barbara, peggio che di un film porno, e forse si meritava davvero la mazzata sulla testa, ma credo che la sottomissione e le umiliazioni di Denise potevano essere rese anche senza un linguaggio così volgare. Naturalmente non ho niente contro tale linguaggio, magari limitarlo un po' o cambiare frasi come questa: "– Stai zitta, puttana. Dammi un bacio" dove non riesco a immaginare la scena, se non in maniera buffa. Non so se ho reso l'idea.
In ogni caso, in bocca al lupo!


Il visitatore

Ciao Alexandra, trovo il tuo racconto affascinante anche perchè il genere horror è tra i miei preferiti, rendi bene l'atmosfera che si respira nel capanno. Questo racconto mi ricorda molto i racconti d'orrore dell'800. Il tema del coraggio è centrato, si parte subito in media res, ma troppo accellerato, ho dovuto leggere più volte il racconto per capirlo bene. In effetti non è molto chiaro in cosa consiste il rito per esempio, perché si parla di re e perché si fa riferimento a questo ramo d'oro, o anche del perché il protagonista si trovi lì e debba essere scelto. In ogni caso, non è indispensabile rispondere a tutti questi quesiti però giovava renderlo almeno più fluido non so se mi sono spiegato.


La prima


Ciao Polly, purtroppo nemmeno io ero a conoscenza di questi dettagli, in effetti importanti se si vuole capire la trama. Prima sembrava una pagina strappata da un libro e come racconto a sè stante può essere difficile capirlo. Potevano essere gestiti meglio i caratteri credo aggiungendo così qualche spiegazione in più, so che non è facile e nemmeno io ci sono tanto riuscito tuttavia poichè siamo stati chiamati a valutare in questo modo andiamo fino in fondo.
Per esempio si potevano eliminare alcune frasi superflue a mio parere, come "La donna serrò i pugni con tale forza da far divenire bianca la punta delle dita", poteva andare "la donna serrò così tanto i pugni da far divenire le nocche bianche", eliminare in "la ragazzina che aveva davanti..." bastava "la ragazzina sorrise e si avvicinò...".
Tocchi in pieno il tema del coragggio con la figlia che acconsente a sposare un uomo così laido pur di proteggere la madre, anche se mi sembra un sacrificio troppo grande per una figlia e la reazione della madre è pur che comprensibile, a meno che lei non lo voglia veramente, ma questa è un'altra storia.
Il tuo stile scorre scorrevole e dai un immagine vivida dei personaggi con le descrizioni e i dialoghi.
In bocca a lupo :)

Il guardiano

Ciao Roberto, del tuo racconto mi piace l'ambientazione, uno dei luoghi più classici del fantasy sicuramente. I personaggi sono resi bene nei dialoghi, sono d'accordo nel dire brillanti, forse qualche descrizione fisica in più non guastava, ma non è un problema.
Non ho ben capito invece a quale tipo di prova si riferisca Saul , certo è qualcosa che richiede coraggio, ma questo deve valutarlo il lettore. Il tema del coraggio s'insinua a metà, più che sul coraggio sembra un racconto sui bei tempi andati.
Poi purtroppo la scena della cameriera poteva essere meglio descritta certo, così come gli oggetti e vedere se trovano posto nell'economia della storia.
In bocca al lupo comunque!

La Grigia

Ciao Jacopo, mi piace il genere della fantascienza, e il tuo racconto ricorda appunto X-files con Mulder e Scully che da un momento all'altro sbucano nella scena mostrando il distintivo: «Mulder e Scully, F.B.I» :D.Tuttavia non è mi chiaro dove la tua storia voglia andare a parare. Dopo il rapimento, Amelia diventa una di loro, una specie di emissaria, ma non ho capito l'obiettivo di questi alieni. Hai accennato a una catastrofe imminente da evitare, quindi suppongo che non hanno degli scopi proprio pacifici, ma qual è il compito di questa donna? Riesci a sondare bene il suo stato d'animo e le sue sensazioni, ma indugi poco sui piani di quegli "stronzi". Immagino che si voglia ribellare ma queste dinamiche non vengono esplorate.
Il tema del coraggio viene affrontato in pieno, come ho detto riesci a sondare gli stati d'animo della donna, sia che si tratti di un rapimento alieno sia di un lutto o di qualsiasi altra disgrazia: affrontare il mondo, con la consapevolezza che gli altri ti guardino in un altra maniera può turbare a qualcuno.
Poi ho trovato un incongruenza dovuta a distrazione in riferimento al tempo: all'inizio è scritto un mese prima alla fine è scritto dopo sei mesi.


L'unguento


Ciao Maria Rosaria, la storia è scritta bene, sia nelle descrizioni sia nei dialoghi. Non riesco però a trovare molta attinenza con il tema del coraggio, la donna sapendo che si sarebbe salvata non credo mostri un così tanto coraggio ad affrontare il rogo. E' curioso, mi sono trovato a commentare due racconti che parlano del rapporto tra madre e figlia, uno di amore e uno di odio nel tuo caso. Manca il motivo per cui Giovanna odi tanto sua madre da vederla soffrire, meritava qualche approfondimento in più credo magari a discapito della descrizione sulla preparazione della pozione, scritta molto bene senza dubbio ma sacrificabile per l'economia del racconto.


V75

Ciao Nicola, il tuo racconto l'ho visto con un diario per lo più, il che credo vada bene, anche se non vengono descritte particolari situazioni ma pensieri. Tuttavia il tema fatico a trovarlo, mi spiego meglio: per il protagonista il coraggio è accettarsi per quello che è, sia nei difetti, nei pregi, accettare tutto quello che ci accade non come rassegnazione ma come partecipata consapevolezza, in poche parole accettarsi come essere umano, il che è giustissimo ma più che prova di coraggio questa dovrebbe essere una naturale condizione a mio avviso. La depressione è una malattia che colpisce sempre più persone purtroppo e come tutte le malattie va curata, quindi è utile in molti casi affidarsi a medici esperti. Una terapia farmacologica non è un male di per sè, se seguita con le dovute cautele, e per quanto riguarda la v75 non dà effetti di dipendenza spetta solamente al paziente affiancare ai farmaci anche una psicoterapia, così lo vedo io.


Ho la luna alle spalle, stasera


Ciao Tina, in effetti anch'io mi trovo in difficoltà con le poesie. Le poesie credo che nascono da sensazioni, stati d'animo, sono molto personali e mi mancano i parametri per una valutazione a livello tecnico. Sul tema sinceramente non ho trovato traccia di coraggio, eccetto forse il tuo coraggio nel pubblicare la poesia.
Il testo tuttavia mi suscita immagini molto vivide della luna e del paesaggio.
In bocca a lupo :)

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lordmax
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Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#8 » mercoledì 24 maggio 2017, 22:14

Bella, bellissima edizione
I racconti sono tutti meritevoli.
Non ho letto alcun commento prima di decidere la classifica tranne che nel caso della poesia di Tina.
Ho deciso di metterla al primo posto perché ha espresso il coraggio anche e soprattutto nella scelta di produrre qualcosa di lontano dallo standard di Minuti Contati. Una vera sferzata di energia e un colpo alle regole non scritte.


Classifica

1. Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico
2. La grigia, di Jacopo Berti
3. Il guardiano, di Roberto Romanelli
4. V75, di Nicola Gambadoro
5. La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
6. Regalo di Natale, di GabriSyb
7. La prima, di Polly Russell
8. Porta a Prato, di Filippo Puddu
9. Il visitatore, di Alexandra Fischer
10. L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello


Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico
Finalmente sdoganiamo anche la poesia su Minuti Contati, ok, non è proprio la prima volta in effetti.
Essendo un po’ un poeta (vorrei esserlo almeno) anch’io apprezzo molto la tua scelta e direi che il tema è centrato in pieno.
Passiamo alla parte più ‘tecnica’
La poesia è una classica poesia in versi liberi senza una corrispondenza in sillabe.
Sono due strofe di 7 righe ciascuna, devo ammettere che è una struttura anomale, mi sarei aspettato una divisione in tre strofe con la formula classica apertura, tema, chiusura.
La prima strofa presenta un’immagine statica molto forte, il punto di partenza della storia che deve essere trasmessa. L’ho trovato molto efficace con quella frattura fra ‘lo sento’ e ‘la sento’.
La seconda strofa mi è parsa meno forte della prima. Inizia con il tema e crea il protagonista, però poi non mi fornisce un motivo per l’azione successiva. Qui, a mio modestissimo parere, doveva essere spezzata la strofa per creare la terza.
La chiusura, che giustamente riprende l’immagine iniziale è valida perché va a concluderla e al tempo stesso realizza il movimento della storia.
Manca, come ho detto sopra, una parte centrale che faccia da legame e completamento.7
Ovviamente quanto detto sono solo mie considerazioni. Le poesie prendono forza dall’immagine che evocano e qualsiasi operazione di smontaggio lascia il tempo che trova.
Nel complesso una bella immagine e un racconto interessante.


La grigia, di Jacopo Berti
Apperò
Devo ammettere che non ho capito il vero nocciolo della storia fin quasi alla fine, fino a quando hai detto che non era ancora tornata a lavorare… cosa ovvia dopo una operazione così impegnativa.
L’ambientazione da fantascienza si adatta perfettamente alla storia che una matematica e fisica potrebbe raccontarsi per non soccombere sotto il peso del cancro.
Hai creato immagini stupende, veramente stupende.
Hai lasciato suggestioni per far capire che tutta la fantascienza era solo nella mente della protagonista e che serviva solo a mascherare qualcosa di molto peggio eppure non ho capito fino alla fine.
Molto azzeccate le immagini sulla scenografia di cartone, le luci da cinema e i rumori di peti per mascherare l’ambulanza che l’ha portata via.
Il tema lo trovo più che azzeccato già nella scelta di darsi al volontariato e poi, ancora di più, nel voler affrontare il pietismo dei ragazzi.
Prova direi eccellente.


Il guardiano, di Roberto Romanelli
Fafhrd e il Gray Mouser da vecchi. Bellissimo.
Trovo che il tema sia presente anche se in modo opinabile. Forse ci sono tanti ‘coraggi’ messi insieme.
La scelta del dialogo contrastato fra i due e l’avere due protagonisti/antagonisti che siano al contempo Jekyll e Hyde è più che azzeccata.
L’ambientazione è molto ben definita anche se mi chiedo quanti capiranno il riferimento a Elric e alla sua Stormbringer.
Bella la scena della cameriera e il riferimento alla perdita di abilità dovuta alla vecchiaia, rende perfettamente l’idea.
L’unica cosa che non ho colto è la storia.
E’ una bellissima fotografia di un momento ma finisce lì, sul finale con la citazione ‘gli sussurrano cose cattive’ molto in stile università della magia.
Direi che è una ottima prova ma sarebbe un ottimo incipit, così da solo mi lascia un senso di vuoto come se mancasse qualcosa.


V75, di Nicola Gambadoro
Racconto complesso, tanti piani di lettura per un brano autobiografico in prima persona, quasi un diario. Il metalivello di lettura, avere il coraggio di parlare del coraggio delle proprie scelte mi fa dire che il tema è centrato in pieno.
L’avvio è molto forte e fa presagire a un disastro successivo, che arriva immantinente.
Qualche dettaglio sugli effetti della pillola avrebbero fatto capire la difficoltà della scelta che invece sembra una scelta come tante, un mulino come tutti gli altri.
Infine il finale risulta un poco semplicistico rispetto al resto.
probabilmente proprio la mancanza di una parte centrale forte e spiazzante non permette di dare il giusto valore al racconto.
in ogni caso una gran bella prova, un racconto che è la storia di una storia.


La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
Direi che il tema è centrato in pieno, prova di coraggio adolescenziale piena con una spruzzata di attualità.
Lo stile è buono e scorrevole e abbastanza consono ai protagonisti.
Ci sono degli elementi che ho faticato a capire. Ad esempio ho dovuto fare mente locale al discorso iniziale della memoria per capire che Alex non è un vero fantasma ma un fantasma della memoria di Nico che si sente in colpa e lo rievoca ogni volta.
La partenza è perfetta, immagino che qualcuno dirà scontata ma è giusto che sia così a mio parere, dovresti lavorare un poco sulla parte finale per alleggerirla ulteriormente perché mi è sembrata più pesante.
Nel complesso una bella storia.


Regalo di Natale, di GabriSyb
Direi che il tema è più che azzeccato.
Un thriller degno di questo nome soprattutto per gli indizi lasciati a caso e recuperati alla fine del racconto.
Ottima idea quella della sigaretta per nascondere il vero intento della storia e il finale quasi a sorpresa è ben congegnato.
Lo stile è semplice e scorrevole solo il tono della conversazione è leggermente ‘alto’ per quello che ci immaginiamo essere il livello della protagonista.
Avrei visto bene qualche indizio che ci dica quale è il livello culturale della protagonista.
Immagino che la scelta di farla finita, scelta che approvo per altro, sia il leit motiv della storia però manca il momento, il punto della vita della protagonista in cui viene presa la decisione, manca l’epifania che da una svolta.
Bella storia e bella prova.


La prima, di Polly Russell
Direi che il tema è più che centrato. Mi è piaciuta l’inversione dei ruoli e l’evidente coraggio della figlia nello sfidare la madre.
Il primo appunto che posso farti è nell’ambientazione, non si coglie immediatamente mentre per il racconto che hai impostato è fondamentale.
Il secondo appunto è sulle descrizioni, ti dilunghi sulle descrizioni di alcuni dettagli anziché sulla descrizione dell’animo dei protagonisti. Non serve a nulla sapere che ha stretto le mani fino a farle sbiancare etc, basta uno stringe le mani con forza e i caratteri in più usali per parlarci del cognato e del pretendente. Fai capire il ribrezzo del pretendente e il disgusto per il cognato per dare vita alla psiche delle protagoniste.
Detto questo la trama è bella, la storia c’è ed è interessante, la narrazione scorre lineare. Bella prova.


Porta a Prato, di Filippo Puddu
Molto crudo, credo lo diranno tutti, ma perfettamente in linea con l’immagine che volevi dare.
Sono leggermente in dubbio sul tema, non mi sembra centratissimo a meno di pensare al coraggio necessario per scrivere il racconto stesso.
trattandosi di un racconto post apocalittico la scena della donna che allarga le gambe è accettabile, sembra più da film porno o da Mad Max di serie B.
Avrei ridotto un minimo le descrizioni della parte centrale per focalizzarmi sul rapporto fra i due e il rapporto della donna con la lettura al fine di far empatizzare di più i lettori.
Mi stona leggermente lo sputo sulla prima vittima perché denuncia un odio che fino a quel punto sembrava rivolto solo al suo amante.
Nel complesso una buona prova.


Il visitatore, di Alexandra Fischer
Un horror, un horror con un inizio ottimo.
Il tema faccio un po’ fatica a coglierlo. Non capisco che il protagonista è coraggioso o semplicemente non ha scampo e reagisce d’istinto. Di certo non si può parlare di coraggio per il giardiniere che si è invischiato in cose che non poteva controllare.
Bello il riferimento al Ramo d’Oro… spero almeno che sia un riferimento diretto al culto ma penso di averlo colto quando parli del re che deve essere sacrificato.
La parte centrale è debole rispetto all’incipit e fa perdere un poco di velocità al racconto insieme alle tante ripetizioni (cosa che faccio anch’io sempre e devo trovare il modo di renderla una feature e non un problema).
La chiusa finale è ottima, quasi in stile Armata delle tenebre.
Quello che mi manca però è l’empatia per il protagonista. Accenni qualche elemento ma non riesco a sentirmi partecipe della storia.


L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello
Partiamo dal tema, decisamente non lo trovo, non nel modo ampio in cui le due donne si affrontano, perché di fatto non si affrontano ne le sacrificio delle due, una che accetta un amante per uccidere la madre e l’altra che accetta il rogo invece di fuggire.
Credo di aver intravisto qualche riferimento a Isabella di Castiglia ma non sono certo.
Trovo l’inizio fuorviante. L’amante viene presentato e poi non compare più, potrebbe essere l’inquisitore ma non se ne trovano tracce. L’incipit è molto forte e lancia grandi promesse che trovo disattese nel resto del racconto.
La divisione in tre parti del racconto è buona però è come se non siano legate fra loro, mi ha lasciato un certo senso di mancanza.
In sostanza ho come l’impressione che tu abbia usato molti caratteri per delle descrizioni poco utili al racconto (il raccolto dell’aconito per esempio poteva essere completamente omesso dicendo che si cospargeva di unguento e fine) e hai tralasciato di farci gustare il rapporto e lo spessore dei personaggi.

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AmbraStancampiano
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Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#9 » giovedì 25 maggio 2017, 0:57

Ciao a tutti e complimenti! è stata un'edizione molto intensa :)
Classifica in cima e sotto i commenti in ordine sparso.

1)Porta a Prato
2)La grigia
3)Il visitatore
4)Regalo di Natale
5)Ho la luna alle spalle, stasera
6)La verità non è solo un ricordo
7)Il guardiano
8)L’unguento
9)La prima
10)V75

Ho la luna alle spalle stasera
Ciao Tina,
io di poesia non posso dire che me ne intendo, ma accetto volentieri la sfida di considerarla e commentarla come se fosse un racconto.
A livello narrativo c'è un'immagine molto forte: una donna che cammina per sentieri oscuri (mentali, topografici, fatti di ricordi ecc. ecc.) con la luna alle spalle.
La luna alle spalle in questo caso è anche una consigliera e forse una fonte di coraggio, anche se il suo messaggio passa per la sofferenza e l'incuria.
Mi dispiace un po' la sospensione finale, che non si può considerare come un finale aperto perché cristallizza la protagonista in un gesto un po' troppo vago.
Secondo me sei perfettamente a tema, e narrativamente e stilisticamente soffro solo un po' della mancanza di una terza strofa che possa concludere l'azione.
Sicuramente la prova è coraggiosa e originale.
Le parole che hai scelto sono molto belle.

Regalo di Natale
Ciao, e benvenuta su Minuti Contati!
Il tuo è un racconto molto forte, ben reso da uno stile volutamente colloquiale e di registro medio-basso ma non "ignorante", il che a volte suona lievemente forzato, ma non disturba lo scorrimento del testo.
Concordo con Chiaradiluna nel dire che servirebbe una motivazione narrativa, un plot twist che porti la protagonista a compiere un gesto mai compiuto prima; conosco bene il problema dell'eccesso dei caratteri, ma anche un semplice accenno a un evento che apra per sempre gli occhi alla protagonista sarebbe bastato a regalare al lettore una motivazione importante.
Bello lo scambio tra il coraggio di fumare una sigaretta e quello di cambiare la propria vita, ho molto apprezzato questa parte di testo col falso equivoco di fondo.
Una buona prova :)

Il visitatore
Ciao Alexandra,
che dire, wow!
Il tuo racconto mi ha ricordato molto Il re giallo di Chambers, e in alcuni tratti anche i racconti di Poe.
Non tutto è chiarissimo nella trama, ma non importa. Lo stile ci fa percepire la narrazione come un incubo, e negli incubi quasi niente è chiaro.
La setta del ramo d'oro è un riferimento interessante, che mi ha fatto appunto pensare al Re giallo anche in relazione alla serie tv True Detective.
Il tema mi sembra che ci sia, il tuo protagonista fa mostra di coraggio nell'affrontare il primo mostro, anche se poi fugge di fronte alle creature fatte di terra.
Ottima la frase conclusiva.

Porta a Prato
Ciao Filippo,
il tuo racconto mi ricorda moltissimo un fumetto pubblicato da Lanciostory anni e anni fa, si chiamava Danske.
Il post apocalittico, se focalizzato sulla miseria umana, è già di per sé un genere coraggioso, che implica una certa "educazione" da parte del lettore; personalmente ho molto apprezzato la crudezza del linguaggio, mimetica appunto con gli stilemi del genere, e le immagini forti.
La storia è una storia di ribellione, l'attimo cristallizzato è quello in cui Denise ha finalmente il coraggio di affrontare il suo oppressore e riprendere in mano il proprio destino.
La descrizione di Porta Prato è veramente bella. L'unica cosa che non ho capito è l'importanza che riveste il crocifisso per Denise; è semplicemente un bottino come un altro? Leggendo ho avuto la sensazione che per lei fosse speciale, ma non ho capito perché.
Secondo me è un ottimo lavoro.

V75
Ciao Nicola,
il tuo racconto affronta coraggiosamente (:P) il tema e la tua scelta di scandirlo per sottolineare i tre momenti chiave del pezzo mi sembra molto azzeccata.
Mi trovo però d'accordo con Fernando, almeno in parte: ho apprezzato molto il primo paragrafo, che però racconta una linea temporale troppo vasta rispetto al segmento così breve tra la prima e la seconda pillola. Per di più gli effetti della pillola rimangono un mistero, per cui non siamo in grado di comprendere fino in fondo la scelta del nostro narratore.
Forse (ma è solo una mia idea) tutto girerebbe meglio se il racconto fosse concepito in medias res, quindi non più come un monologo a posteriori, ma come un racconto enunciato proprio davanti alla prima pillola, e che finisca sulla decisione di non prendere quella successiva subito dopo aver vissuto l'esperienza, e non con la capsula già in mano.
Spero di essermi spiegata bene ^_^
Si soffre un po' della totale mancanza dei particolari che portano il protagonista alla depressione, soprattutto nel momento in cui tu vi fai aperto riferimento ma noi non ne sappiamo assolutamente nulla. In effetti questa è una cosa che ci si aspetta di più dai diari o dalle testimonianze psicologiche, in genere chi si vuole raccontare a un pubblico ci tiene anche che si capisca bene e a fondo quel che gli è successo. Questo approccio potrebbe in effetti indurre in errore e far pensare a uno sviluppo più "da tema" che da racconto breve, ma io vedo chiaramente la cristallizzazione dell'attimo che fa il racconto breve nel gesto dello stringere la capsula.

L’unguento
Ciao Maria Rosaria,
il tuo racconto secondo me presenta una struttura temporale in quattro paragrafi perfetta, ma ha anche un paio di problemini:
- Manca la ragione del conflitto tra madre e figlia; o meglio, il conflitto sembra un po' buttato lì. Nella prima scena vediamo Giovanna a letto con qualcuno, non sappiamo chi sia perché tu lo chiami semplicemente "l'uomo". Giovanna chiede all'uomo di far uccidere la madre perché è una strega, motivazione che mi aspettavo venisse poi accompagnata dalle ragioni di un astio personale che però non vengono mai manifestate, anzi: la madre è una grande regina che ha fatto molto per i suoi figli.
- Nel secondo paragrafo vediamo Isabella raccogliere gli ingredienti per l'unguento e prepararlo, però non se lo spalma subito addosso perché deve farlo poco prima di salire al rogo; è molto improbabile che dopo un processo venga permesso a una condannata per stregoneria di spalmarsi addosso l'unguento.
- Se Isabella è stata una grande regina, perché il popolo è contro di lei durante il processo e il rogo?
Nonostante questi problemi di coerenza, alcuni secondo me abbastanza importanti, il racconto si legge bene. Lo stile è scorrevole, i dialoghi ben resi, il processo credibile.
Forse avrei parlato un po' meno dell'aconito e della ricetta dell'unguento per approfondire il rapporto tra le due donne.

La verità non è solo un ricordo
Ciao Eleonora,
il racconto fila bene per tre quarti e pesca a piene mani nell'attualità.
La tua interpretazione del coraggio è la prova di coraggio che spesso bisogna superare per essere accettati dal gruppo, in età adolescenziale. L'idea mi sembra ottima, e legarla all'attualità con il discorso dei selfie estremi è perfetto. Mi chiedo una cosa però: per sua stessa natura il selfie va postato sui social network, quindi perché mai gli altri ragazzi dovrebbero stare seduti a guardare il protagonista mentre tenta il suo attimo di gloria? Non che sia impossibile, ma mi sembra un po' strano.
Per il resto la parte finale ha mandato un po' in confusione anche me: ho capito che Alex è morto e che Nico si sente in colpa, ma il meccanismo che hai spiegato nel tuo commento mi era in parte sfuggito.
A proposito del finale, non capisco perché debba sentirsi in colpa proprio Nico, che è stato l'unico a cercare di fermare Alex.
Lo stile è sempre ottimo.

La grigia
Ciao Jacopo,
è davvero un piacere rileggerti.
Il racconto è chiaro e preciso, le immagini davvero molto belle, la scrittura stilosa come al solito.
Mi piace moltissimo la professoressa irridente nel ripensare agli "alieni", più preoccupata per ciò che dirà ai suoi studenti che per il cancro; la declinazione del tema è delicata e interessante.
Ti confesso di non aver capito se il rapimento è davvero avvenuto o se sia stato solo un modo che la sua mente ha usato per proteggerla dalla verità, ma restare con questo dubbio dopo la rivelazione finale non mi crea alcun fastidio, anzi.
Ancora bentornato.

Il guardiano
Ciao Roberto,
il quadretto che ci offri è molto ben scritto, e nonostante l'atmosfera da gioco di ruolo sia preponderante riesci a regalarci un ottimo spaccato di taverna del villaggio X.
I personaggi ormai vecchi e un po' acciaccati mi hanno fatto molta simpatia, ma non sono sicura che il dialogo tra di loro basti a rendere questo pezzo un racconto: non c'è storia nè evoluzione, il massimo momento di tensione alla fine è lo schiaffo della cameriera.
Lo stile è molto scorrevole, tutti i contenuti sono chiarissimi, si legge che è una meraviglia. Il tema è un po' azzardato: è vero che ci sono diversi tipi di coraggio in gioco, ma sono tutti abbastanza marginali e accennati.

La prima
Ciao Polly,
il tuo stile è sempre molto chiaro e scorrevole e hai scelto per il tuo racconto un'ambientazione molto interessante.
Purtroppo i dettagli di cui parli nel tuo commento non sono proprio di dominio pubblico, quindi è facile rimanere spaesati e un po' insoddisfatti di fronte a una trama che accenna un retroscena di cui non sappiamo nulla.
Volendo comunque mettere in secondo piano le leggi imperiali, sarebbe stato utile sapere qualcosa in più sul pretendente che la madre e il padre di Prima rifiutano così fortemente. Anche un semplice aneddoto sussurrato di schiavo in schiavo sarebbe bastato a darci una dimensione reale dell'atto di coraggio di Prima.
Mi piace molto l'amore madre-figlia che traspare dal tuo racconto, il messaggio è molto bello.
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

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giuseppe.gangemi
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Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#10 » giovedì 25 maggio 2017, 22:35

Classifica
1. -V75, di Nicola Gambadoro
2. -Regalo di Natale, di GabriSyb
3. -Porta a Prato, di Filippo Puddu
4. -La grigia, di Jacopo Berti
5. -La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
6. -La prima, di Polly Russell
7. -L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello
8. -Il visitatore, di Alexandra Fischer
9. -Il guardiano, di Roberto Romanelli
10. -Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico

Commenti
V75, di Nicola Gambadoro

Ciao,
il tema del tuo racconto è molto interessante. Gli anti depressivi sono una brutta bestia nel mondo occidentale. Ormai siamo in un'epoca in cui si prendono come fossero caramelle. La scelta del tuo protagonista è molto coraggiosa. Però non mi piace il fatto che prende questa decisione subito dopo la prima pasticca. La vittoria sarebbe stata più grande se lo avessi fatto un po' rimanere all'inferno, senza la spina attaccata al cervello.
Bella la citazione di Cervantes e dei mulini a vento.

Regalo di Natale, di GabriSyb

Ciao,
racconto buono. Mi piace soprattutto per il linguaggio che hai usato e perchè è scritto bene. Bello il finale. La storia forse non è originalissima: una moglie che dopo anni di soprusi fa fuori il marito. però è resa molto bene. Anche il fatto che la tua protagonista uccide il marito avvelenandolo ti fa cadere nel cliché che le donne uccidono con il veleno. Buon lavoro.

Porta a Prato, di Filippo Puddu
Ciao,
anche qui come nel racconto di GabrySyb abbiamo la storia di una donna che ha il coraggio di ribellarsi e fare fuori un uomo aguzzino e padrone. Buono il linguaggio e il vocabolario crudo nella descrizione di certe scene. Bella anche l'ambientazione post apocalittica di una società allo sbando. tema rispettato.

La grigia, di Jacopo Berti
Ciao,
il racconto va bene. Molto belle le citazioni di film e telefilm legati al mondo della fantascienza. Anche se meno popolare di X Files a me è piaciuta la citazione di Fringe e degli Osservatori. Dorse il finale è un pò debole rispetto all'inizio più spumeggiante. Il tema del coraggio è presente, ma ho la sensazione che la tua protagonista sarà per sempre un outcast. Rinforzerei la seconda parte del racconto.

La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
Ciao,
tema presente. Siamo di fronte a una prova di coraggio dai tratti idioti che si trasforma in tragedia. A prima vista il tuo racconto spicca per questo cattivo esempio, ma poi ci si accorge anche di un amicizia che va avanti nonostante la morte di uno dei due. il tuo racconto mi ha fatto venire il mente film come Stand by me (la scena del treno) e Papà ho trovato un amico. nonostante il cattivo esempio della prova di coraggio nel tuo racconto sono presenti buoni sentimenti Buona prova

La prima, di Polly Russell
Ciao Polly,
l'ambientazione romana del tuo racconto è ben caratterizzata e definita. L'inizio tuttavia mi ha fatto pensare a un ambientazione greca e a Penelope che respinge i pretendenti. Ho avuto questa piccola falsa partenza. Poi sei andata bene fino alla fine. di diritto romana non sono un esperto e mi rimangono dei dubbi su alcuni punti del tuo racconto. è una storia molto piacevole da leggere. Tema rispettato.

Il visitatore, di Alexandra Fischer
Ciao,
il racconto è buono ed è ben scritto. mi hai fatto venire in mente un sacco di film da Grano rosso sangue a Nightmare. il tema del coraggio è presente, ma subito dopo aver affrontato il boss il coraggio scompare contro i subalterni. Lo stile è buono e la storia è semplice ma è appassionante e avvincente. Secondo me il finale è migliorabile.
Buona prova a rileggerti.

L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello
Ciao,
racconto buono e tema rispettato. Un classico racconto di streghe con in più un rapporto madre/figlia carico di contrasti. probabilmente il difetto del racconto sta nel fatto che per logica anche la figlia deve aver ricevuto qualche forma di lezione stregonesca da parte della madre . come minimo dopo la fuga della madre anche la figlia pagherà qualche forma di esclusione sociale da parte del villaggio. il racconto è molto piacevole da leggere.

Il guardiano, di Roberto Romanelli
Ciao,
buon racconto, molto arino e simpatico. due avventurieri attempati che hanno il coraggio di andare vanti con le loro avventure. Purtroppo fai delle citazioni che non ho capito completamente e il finale non l'ho capito completamente. buon incipit per un avventura fantasy sword and sorcery. Il punto di forza sono i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi. i difetti in alcuni rimandi.
buona prova

Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico
Ciao,
la tua poesia è ben scritta e rispetta il tema del contest. mi piace e mi ha fatto venire il mente alcune frasi motivazionali o motti latini tipo: Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare. (Lucio Anneo Seneca). Forse scritta in seconda persona caricherebbe di più il lettore. Con 4 o 5 righe in più può venire un ottimo lavoro. Buona prova anche per te. Hai dimostrato molto coraggio.

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antico
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Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#11 » martedì 30 maggio 2017, 14:52

Ecco a voi la mia classifica e a seguire i commenti:

1) Regalo di Natale
2) La Grigia
3) Porta a Prato
4) La verità non è solo un ricordo
5) V75
6) Il guardiano
7) La prima
8) Il visitatore
9) L'unguento
10) Ho la luna alle spalle, stasera

Regalo di Natale, di Gabriella Grieco
Racconto molto buono con un solo, piccolo ma determinante, difetto: la mancata determinazione del momento di svolta, cosa su cui non mi dilungo perché ho visto che è stata già trattata sia da molti altri commentatori che da te stessa (anche se oltre al IERI cercherei di aggiungere ancora della forza emotiva per dare il senso della misura piena). Per il resto, gran bella lettura, per me un pollice quasi su e ottimo esordio su MC.
La Grigia, di Jacopo Berti
Forse trascini troppo a lungo la cosa degli alieni e questo ha portato in molti a non capire che, sostazialmente, era una costruzione mentale fatta dalla tua protagonista al fine di dare una spiegazione irrazionale, ma pur sempre razionale all'irrazionalità della fine imminente per una malattia che l'ha colta nel pieno della vita... Resta il fatto che lo sottolinei con l'affermazione "Non avrebbe certo accennato al rapimento alieno, la storia che si raccontava un po’ per scherzo.", quindi devo richiamare molti a una lettura più attenta prima di passare al commento (sia chiaro, succede anche a me e più spesso di quello che vorrei, cosa per cui ripeto sempre di leggere e rileggere quando ci sono dubbi).
Passando al racconto, mi è piaciuto. Forse seminerei già un po' prima il dubbio riguardo alla situazione reale, ma per me è comunque un pollice quasi su.
Porta a Prato, di Filippo Puddu
Sono molto incerto nel valutare questo racconto. Potenzialmente è da pollice su, ma manca un elemento fondamentale: il perché del momento di svolta nella protagonista. Lo percepisco e in seconda lettura è più chiaro, ma resta il fatto che devi lavorarci meglio, senza eccedere, ovviamente. La sua rabbia repressa è ok, ma voglio sapere di più su di lei (e magari sul contesto, che la caratterizza) per riuscire a provare empatia con il tutto. Allo stato attuale vedo una struttura molto buona, ma che deve essere affinata. Pollice tendente all'alto per me.
La verità non è solo un ricordo, di Eleonora Rossetti
Racconto ben scritto, ma del resto ormai hai acquisito da tempo una tale skill da permetterti di mantenere costantemente un determinato standard. Non mi hai fatto dire wow, questa volta, ma ho letto e apprezzato. Il tema è di quelli scottanti, forse ho sentito poco naturali le linee di dialogo dei ragazzi, penso che tu ci possa ancora lavorare e meglio. Pollice tendente all'alto per me.
V75, di Nicola Gambadoro
Mi sembra che nel momento in cui prendi il ritmo, il testo migliori. Dopo una partenza decisamente promettente, ti perdi in una parte centrale che sembra arrotarsi su se stessa, non ben definita fino a quando non ti lanci verso il finale. Un racconto di revisionare perché il materiale è importante e il messaggio finale è bellissimo, ma allo stato attuale è poco funzionale proprio perché rischia di perdersi il lettore per strada. Proverei a svilupparlo senza limite di caratteri, credo che la sua dimensione sia sui cinquemila o poco più. Al momento, per me, è un pollice ni che guarda verso l'alto.
Il guardiano, di Roberto Romanelli
Grande qualità nella forma, ma troppi buchi che lasci che il lettore riempia da solo, il racconto, da questo punto di vista, mi sembra ben poco equilibrato. Tendi sempre a ricreare un mondo intero, nelle tue storie, però a volte fatichi nel decidere dove fermarti, nel lasciare passare ombre di tutto quello che sta intorno. Un pollice ni che tende verso l'alto per tutte le promesse che si scorgono.
La prima, di Polly Russell
Non mi resta che confermare quanto già detto da altri. Ho faticato anch'io, nel primo scambio di battute, a definire chi dice cosa. E poi, mancandomi il bagaglio di conoscenze a riguardo, ho faticato anche a capire perché la figlia volesse sposare Servilio e il quid del suo sacrificio. Una volta letta la spiegazione, tutto a posto, ma se mi trovassi il racconto al netto di tutto, non riuscirei ad apprezzarlo. Direi un pollice ni leggermente rivolto verso l'alto perché una volta fatti gli inserti giusti potrà assurgere al suo reale valore.
Il visitatore, di Alexandra Fischer
Non sono un grande estimatore dei racconti che richiedono una conoscenza esterna, lo ribadisco spesso. In più, qui mi sembra ci siano tante giunture da oliare. Le frasi brevi mi vanno benissimo, così come gli a capo, snelliscono il tutto. Poi però trovo delle forme che non mi convincono e rallentano la lettura (già rallentata dal fatto di cercare di capire di cosa si stia parlando, il culro del Ramo d'Oro). Di contro, tu hai la grandissima capacità di creare immagini forti che si piantano in testa piene di colori, è un talento unico. Mediando il tutto, un pollice ni per me.
L’unguento, di Maria Rosaria Del Ciello
Questa volta non sono riuscito a trovare segni del tuo ormai ben definito tratto. Ci sono delle leggerezza che in tremila caratteri si pagano, a partire dall'amante (chi è?) per arrivare alla strega che attende sul finale (ok, capisco che è la madre, ex regina, ma messa così sembra attenda l'uccellone che si è librato dal rogo). Poi manca totalmente la tensione narrativa, forse a causa del troppo materiale per così poco spazio. Questa volta mi fermo al pollice ni, mi spiace.
Ho la luna alle spalle, stasera, di Tina Caramanico
Trasmette sensazioni, quindi il pezzo è buono. Manca una storia, uno sviluppo, una terza strofa (come fa notare anche Ambra), qualcosa che dia il senso di conclusione, pertanto non posso salire molto con la valutazione e fermarmi al ni dell'incompiuto. Però ti lancio una sfida: elaborala, allargala, dalle una struttura più complessa, falla diventare una poesia che è anche un racconto, ma con una chiusa che sia definita (o indefinita nella sua "definitezza").

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TinaCaramanico1
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Re: Gruppo CALIGOLA: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#12 » martedì 30 maggio 2017, 22:40

Grazie ancora all' Antico e a tutti per la lettura e i suggerimenti.

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