La cura del nulla

Appuntamento a lunedì 12 giugno alle ore 21 con il tema di Alberto Della Rossa, Campione della Quarta Era di Minuti Contati. Chi vorrà partecipare avrà tempo fino all'una di notte per postare un racconto di massimo 3000 caratteri spazi inclusi incentrato su quel tema.

NB: la partecipazione alla Della Rossa Night non preclude la partecipazione alla Frascella Night e alla Bertino Night. Volendo, si può partecipare anche a tutte e tre!
Daniel Travis
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La cura del nulla

Messaggio#1 » martedì 13 giugno 2017, 0:49

Io e Paolo, il mio migliore amico d'infanzia, facevamo irruzione nello studio di mio padre arrampicandoci sul davanzale della finestra anche quando la porta era aperta. Lui, senza togliere le dita dalla chitarra, sollevava un sopracciglio, in attesa della domanda con cui per anni l'avevamo assillato quasi quotidianamente.
“Cosa facciamo? Non succede mai niente.”
Nel tempo aveva elaborato una miriade di consigli pronti all'uso con cui bloccare le teatrali lamentele di due bambini afflitti da una serena infanzia di campagna. “Un giorno,” concludeva sempre, “vorrete annoiarvi. E rimpiangerete i giorni in cui non succedeva niente.”
Quando se n'è andato avevo tredici anni. Ci sono stati altri lutti, ma è così che si fa le ossa chi ha una famiglia numerosa: li guardi cadere e tieni duro per chi resta.
Martedì scorso Paolo ha avuto un infarto; ora sta recuperando. Era a Londra per lavoro e non sono riuscito a vederlo. Mi è dispiaciuto perché mi sono preoccupato per lui, per davvero: ho avuto brividi gelidi e le lacrime agli occhi per tutto il giorno.
Non mi succedeva da anni.
Ed ecco il momento della comprensione, che mi ha lasciato stordito e incerto come dopo un tamponamento.
Non mi succedeva da anni.
A trent'anni dall'ultima volta che ho scavalcato il davanzale dello studio di mio padre, mi sono reso conto che serviva un infarto per farmi interessare a qualcosa. Il lavoro e la spazzatura da portare fuori e i litigi con i vicini mi avevano nascosto questa ciclopica massa di nulla. Quintali di noia arretrati si sono riversati su di me: avrei voluto un lutto, tre divorzi, una dozzina di invasioni aliene.
Invece, ho messo un annuncio. Una richiesta d'aiuto, davvero.
Venerdì una madre disperata mi ha chiamato alle otto e due: sua figlia aveva visto in un vecchio cartone un compleanno con un pagliaccio e ne voleva uno alla sua festa di quel pomeriggio. L'aveva informata un mio collega, abituato alle stranezze che fa la gente per non soccombere allo stress dell'ufficio – lui, mi ha spiegato, fa lunghi giri in macchina su queste stradine di collina che a una certa ora diventano deserte. Fare il clown è stato divertente.
Sabato alle ventitré mi ha chiamato una mia vicina che ha visto i volantini; aveva appena perso il posto e non sapeva che fare. Le ho offerto un gelato e le ho chiesto se aveva mai pensato di fare il pagliaccio.
Domenica alle venti e sedici mi ha chiamato una prostituta: mi serviva compagnia? Non è stato il mio orgasmo più felice, ma ha fatto lei il caffè, dopo.
Do un'occhiata al telefono, perdendo di vista per un istante la silenziosa strada collinare su cui procedo a una velocità di crociera di ottanta chilometri orari: le ventitré e cinquantanove. Magari squilla prima della prossima curva; mi basterebbe, se non altro per la curiosità di conoscere la richiesta. Magari resta zitto.
Sorrido e chiudo gli occhi, accelerando.
In entrambi i casi, farò in modo che succeda qualcosa.
Ultima modifica di Daniel Travis il martedì 13 giugno 2017, 0:54, modificato 1 volta in totale.


Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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antico
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Re: La cura del nulla

Messaggio#2 » martedì 13 giugno 2017, 0:53

Ma guarda chi si rivede! Bentornato! Tutto ok con i parametri, buona CENTESIMA!

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ceranu
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Re: La cura del nulla

Messaggio#3 » martedì 13 giugno 2017, 14:40

Ciao Daniel, ben trovato.
Interpretazione interessante, mi piace la forza usata nella seconda parte che va in contrasto con l'aria sbarazzina dell'introduzione. Però, ho avuto l'impressione che ha un certo punto tu abbia perso il controllo del racconto, i periodi sono diventati frammentati e slegati. Il testo meriterebbe una revisione per essere apprezzato a pieno.
Nel complesso è una lettura gradevole.
Ciao, alla prossima.

Canadria
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Re: La cura del nulla

Messaggio#4 » mercoledì 14 giugno 2017, 12:27

Ciao, Daniel!
Ti chiedo scusa, ma credo di non aver capito bene. Provo a ricapitolare brevemente: il protagonista e Paolo sono dei bambini e, in quanto tali, si annoiano facilmente quando non trovano nuovi stimoli. Il padre del protagonista dispensa consigli saggi per il presente e per il futuro. Fin qui tutto chiaro. Il padre muore e si parla dei lutti che ti temprano in una famiglia numerosa. Poi Paolo ha un infarto. Si intuisce che c’è stato un grande balzo temporale (che forse poteva essere sottolineato anche visivamente da uno spazio bianco in più), ci dirai poco dopo che sono passati trent’anni: che cosa succede adesso? Il protagonista è colpito emotivamente, dice che “si è reso conto che serviva un infarto per farlo interessare a qualcosa”, che “il lavoro e la spazzatura da portare fuori e i litigi con i vicini gli hanno nascosto questa cicloscopica massa di nulla” ma…quale? Io ho interpretato il pezzo come una persona perduta nella quotidianità, tanto da non rendersi conto che sta sprecando il suo tempo. Mi lascia perplessa, però, la frase successiva: “avrei voluto un lutto, tre divorzi, una dozzina di invasioni aliene”, mi sembra strano che il protagonista, emotivamente colpito dall’infarto del suo migliore amico, pensi come prima cosa ad un lutto per risvegliarsi dal torpore dei suoi anni passati a litigare coi vicini e a portare fuori la spazzatura. Inoltre, quei “quintali di noia arretrati” richiamano la noia dei ragazzini tredicenni di inizio racconto, che però è una noia molto diversa da quella del quarantenne che sta parlando adesso. Non ho neanche ben inteso – ma probabilmente non è così importante – che cosa ci fosse scritto nei volantini, quale sia effettivamente la richiesta d’aiuto, considerato anche la gran diversità delle persone da cui verrà contattato.
In definitiva, ragionando sul tema, dopo questa disamina (scusami!) mi sono chiare le tue intenzioni, ma credo che potresti renderle in maniera migliore perché il racconto ha una grande forza considerato che tratta temi esistenziali di non poco conto.
Ti chiedo ancora scusa per il commento così lungo, ma ci tenevo a chiarire la mia idea al riguardo: il racconto è valido ma è, a mio parere, confuso, e per questo perde forza.

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patty.barale
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Re: La cura del nulla

Messaggio#5 » mercoledì 14 giugno 2017, 14:58

Ammetto di essermi un po’ persa…
Nell’introduzione ci mostri come la tua amicizia con Paolo abbia radici che affondano nell’infanzia e in questo modo ci “giustifichi” il forte contraccolpo psicologico del suo infarto e la crisi che consegue al rendersi conto di come la capacità di emozionarsi sia stata soffocata dalla noia e dalla ripetitività quotidiana.
Poi il volantino, la richiesta di aiuto: ti proponi come clown per le feste?
O semplicemente cerchi di riempire una vita priva di emozioni con ciò che emoziona gli altri (il fatto che ti trovi a guidare di sera sulle colline come il tuo collega mi ha fatto pensare questo)
E infine ho interpretato il finale come una corsa verso il suicidio (o mi sono fatta un film tutto mio, anche partendo dal titolo, il nulla, la morte come cura?):

Sorrido e chiudo gli occhi, accelerando.
In entrambi i casi, farò in modo che succeda qualcosa.


Infine non ho capito l’ossessione per gli orari:

Venerdì una madre disperata mi ha chiamato alle otto e due[/quote]

Sabato alle ventitré mi ha chiamato una mia vicina


Domenica alle venti e sedici mi ha chiamato una prostituta


Do un'occhiata al telefono, perdendo di vista per un istante la silenziosa strada collinare su cui procedo a una velocità di crociera di ottanta chilometri orari: le ventitré e cinquantanove.


Insomma il racconto mi lascia un po’ troppi punti interrogativi…

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Peter7413
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Re: La cura del nulla

Messaggio#6 » mercoledì 14 giugno 2017, 15:05

L'idea è molto buona, ma la nascondi. Tutta la prima parte è accessoria e a volte va anche un p' in conflitto (ha avuto tanti lutti, ma alla fine basta un infarto per risvegliarlo e allora desidera di avere avuto almeno tre lutti... Mmm, qui la logica fa alzare un sopracciglio). Il momento di svolta, quello in cui, presumo, mette l'annuncio chiedendo a chiunque di proporgli qualcosa, passa veloce e mal spiegato. La parte finale funziona, ma è troppo veloce e, per come la vedo, sarebbe dovuta durare tutto il racconto, dando vita a siparietti con gli individui che si erano fatti avanti. Da sistemare focalizzando prima e meglio, hai subito la tua idea non riuscendo a trovare la giusta strategia per farla esprimere: capita.

Daniel Travis
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Re: La cura del nulla

Messaggio#7 » mercoledì 14 giugno 2017, 16:34

Grazie per commenti e critiche.
Purtroppo ho poco da rispondere riguardo a queste ultime, dato che si concentrano più o meno tutte sul piano formale: un impegno troppo protratto mi ha impedito di partecipare fino a tarda sera, e ho dovuto leggere il tema e confezionare il racconto in poco più di un'ora (ma, come ho detto su FB, ci tenevo a partecipare per celebrare la centesima di MC).
Riguardo l'intreccio e il non detto di alcune parti della trama (tipo il fatto che i lutti facciano parte degli anni formativi del protagonista, o il motivo dell'esplicitare gli orari delle chiamate), che può creare confusione a qualcuno, quello invece continua a parermi giusto - ma i problemi di forma lo rendono più problematico (insomma, andrebbe non detto meglio).
Senza dubbio metterò una versione rivista da qualche parte a contest finito, nel frattempo, grazie ancora ;)
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TinaCaramanico1
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Re: La cura del nulla

Messaggio#8 » sabato 17 giugno 2017, 2:01

Hai svolto il tema in modo interessante e non banale. Però anch’io, come gli altri lettori che mi hanno preceduto, ho trovato poco chiari alcuni passaggi, tra l’altro fondamentali: cosa esattamente ha innescato la crisi del protagonista? Sembrerebbe l’infarto dell’amico d’infanzia, ma poi ci sono indizi diversi nel suo desiderare lutti ed altre sciagure piuttosto che la noia. Altro punto poco chiaro, e che invece a mio parere dovrebbe esserlo, è il contenuto dell’annuncio: cosa chiede esattamente? Perché il fatto che gli rispondano mamme che cercano clown per i compleanni dei bambini e prostitute che offrono prestazioni rende un po’ complicato immaginare il tenore della richiesta d’aiuto: a meno che sull’annuncio non ci fosse scritto proprio e solo questo, “Aiutatemi!”
Insomma interessante, ma da rivedere.

mezzomatto
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Re: La cura del nulla

Messaggio#9 » sabato 17 giugno 2017, 14:43

Molto materiale ammassato un po' disordinatamente, lasciando al lettore il compito di sbrogliare la matassa. Francamente non me ne è venuta la voglia. Non ho capito i nessi e i connessi della vicenda. Soprattutto la contraddizione fra la richiesta di aiuto del narratore e il ricevimento, invece, di richieste di essere aiutati.
Non riesco ad andare oltre nell'analisi e nei commenti.

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AmbraStancampiano
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Re: La cura del nulla

Messaggio#10 » martedì 20 giugno 2017, 14:51

Ciao,
a me il tuo personaggio distrutto dalla sua inerzia è piaciuto moltissimo. Difficile riscuotersi per chi vede anche il lutto come un'abitudine, ma l'infarto del suo migliore amico d'infanzia lo porta a desiderare un'emozione, qualsiasi emozione, che lo faccia sentire ancora vivo, ancora umano.
Ciò che mi è arrivato è questo, e lo trovo un'ottima interpretazione del tema (oltre che un gran bel messaggio).
Concordo con chi dice che c'è troppo materiale e che alcuni passaggi sono davvero disorganizzati, in particolare tre:
- La prima parte, con la descrizione dello studio del padre, serve a farci comprendere che genere di rapporto ci sia tra Paolo e il protagonista, ma il focus sul padre e su quanto un giorno i due desidereranno annoiarsi, senza alcuna azione o reazione in risposta, ci porta a pensare che continuerai a parlare del padre o del suo rapporto col padre. Forse in questo caso sarebbe bastata anche solo una battuta da bambini per agganciarci all'infarto di Paolo con più naturalezza.
- Il fatto che tu ometta il testo del volantino crea davvero tanta confusione: noi non sappiamo cosa lui proponga, e lo guardiamo passivamente ricevere telefonate sempre diverse e raccontare cose che non capiamo fino in fondo. Uno stratagemma del genere può funzionare al cinema, e deve comunque prevedere un disvelamento finale almeno parziale. Se però fai una cosa del genere in un racconto breve, senza mai poi esplicitare in effetti cosa lui faccia per gli altri e cosa abbia proposto, crei nel lettore un fastidioso sentimento di esclusione che lo indispone un bel po'. Chi legge vuole capire cosa sta succedendo, soprattutto se utilizzi una narrazione in prima persona che sottintende un rapporto più intimo col narratore, che ci rende partecipe anche dei suoi pensieri.
- La precisione con cui lui annota e ricorda gli orari. Non è un errore, ma lascia dietro di sè un gigantesco "Perché?", e anche in questo caso non ci fai nemmeno intuire una risposta.

Per me è un'ottima idea da cesellare e sistemare un po'.
Qui giace il mio cervello, che poteva fare tanto e ha deciso di fare lo stronzo.

Daniel Travis
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Re: La cura del nulla

Messaggio#11 » martedì 20 giugno 2017, 16:36

Come ho detto a causa della scarsità del tempo che ho potuto dedicare alla sfida, mi trovo costretto a dare ragione a tutti gli appunti - anche se uno, quello sugli orari, mi stupisce un po'.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
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Monica Patrizi
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Re: La cura del nulla

Messaggio#12 » martedì 20 giugno 2017, 22:37

Ciao Daniel, bentornato!
Il tuo racconto ha ottimi spunti.
Possiede una grande forza descrittiva innanzitutto, che fa da risonanza a quella emotiva che riesci a trasmettere al lettore (lo scavalcare la finestra da parte dei bambini, le curve in macchina fatte dal protagonista... sembra di vederli!). Anche il tema è trattato con grande originalità. Tuttavia al racconto manca, come hai tu stesso sottolineato, di essere rivisto con più calma e tempo, in modo da renderlo, in alcuni passaggi, più chiaro e incisivo. A rileggerci spero presto!

Daniel Travis
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Re: La cura del nulla

Messaggio#13 » venerdì 23 giugno 2017, 13:31

Grazie Monica :)
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
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