Sogni Senza Memoria - di Milena Vallero

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Il giorno prestabilito, il BOSS darà un tema e dei bonus. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum. A quel punto partirà la fase dei commenti e delle classifiche.
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Milena
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Sogni Senza Memoria - di Milena Vallero

Messaggio#1 » giovedì 13 luglio 2017, 11:07

9 luglio 2017

Stanotte ho sognato di nuovo.
È così strano. Non sono abituata ai ricordi del mattino, mi pare quasi di essere un'altra persona, in un altro mondo, un altro tempo. Un'altra vita.
Ma non è per il sogno, nonostante tutto, che ho preso in mano questo quaderno.
Il fatto è che, per quanto io mi sforzi, non riesco a ricordare nulla delle ultime ventiquattro ore.

Non so quanti individui al mondo possano dire di ricordare con precisione il giorno della propria nascita, o quello in cui hanno pronunciato la loro prima parola; quanti siano in grado di riportare alla mente l'esatta sequenza di un giorno qualsiasi della loro vita. Io lo posso fare. Ricordo ogni istante da quando sono venuta al mondo; nominate una data qualsiasi dell'ultimo secolo, o quasi, e sarò in grado di dirvi dov'ero, con chi, cosa stavo facendo.
Ho scoperto qualche anno fa che si tratta di una rara patologia; si chiama ipertimesia, o sindrome da memoria autobiografica superiore. Sembra che a oggi ne siano affette, almeno ufficialmente, circa un’ottantina di persone in tutto il mondo. Anche se, onestamente, dubito che qualcuno di loro sia esattamente come me. Una ragazza, per esempio, sostiene di ricordare ogni giorno della sua vita a partire dai quattordici anni, un altro dagli undici anni di età. Una giovane australiana rammenta «gran parte degli eventi vissuti» fin dai primissimi giorni di vita.
Io no. Io ricordo la bellezza di trentacinquemilatrecentocinquantasette giorni. E li ricordo tutti. Perfettamente.
Un dono, per molti versi, impagabile.
Posso rivivere e immedesimarmi nei momenti più belli della mia esistenza. Posso provare infinite volte l'orgoglio di muovere i primi passi; l'emozione del giorno del mio matrimonio; la gioia infinita per la nascita di mia figlia Lara, dei miei due nipoti e della mia pronipote Sofia. Nei giorni tristi mi basta ripensare a quei momenti per scacciare ogni traccia di malinconia.
Ma ogni medaglia ha il suo rovescio.
Non posso scegliere cosa ricordare e cosa no.
E quel giorno orrendo, quel terribile venerdì di novembre... il telefono che squilla. Io sto ricamando. Mi piaceva molto ricamare; avevo una meravigliosa Singer a pedali. Non ho più voluto toccarla dopo quel giorno. Io rispondo al telefono e quella voce, quell’inflessione al contempo inespressiva e scossa, e la sensazione di irrealtà, il mio cuore che si rifiuta di credere a quello che sto ascoltando...

Dio del cielo. Ho dovuto fare una pausa. Solo scrivere della morte del mio Eugenio ha scatenato ricordi che... non ce la faccio.
Devo ripensare al mio bouquet; a Eugenio sorridente di fianco a me; alla festa dopo la cerimonia; a noi due finalmente soli nella nostra piccola casa nuova...
Ora va meglio. Posso proseguire il mio racconto.
Stavo dicendo che la mia memoria mi permette di ricordare tutto della mia vita.
Tutto, tranne i sogni.
In quasi novantasette anni, non mi sono mai risvegliata in preda al panico, vittima di un incubo particolarmente vivido; non ho mai provato quella strana sensazione, di cui spesso ho sentito parlare, di dilatazione del tempo durante il sonno. Io non sogno. O, se lo faccio, non ne resta alcuna traccia.
Con una sola eccezione. Ironia del destino, l'unico sogno di cui ho memoria è anche il mio primo ricordo in assoluto. E risale a quando ancora mi trovavo nel grembo di mia madre; credo un paio di giorni prima del parto, in quel limbo liquido il tempo è un valore difficile da quantificare.
Lo so. Chiunque dovesse leggere queste pagine mi giudicherebbe una pazza furiosa. Ma è tutto vero.
Dal buio, ricordo un mormorio; una luce lattiginosa e forme indistinte che si muovevano lente. Poi, di nuovo buio e, infine, l'ansia e la paura del momento del parto.
Questa notte quelle forme indistinte sono tornate. Di nuovo hanno mormorato qualcosa, di nuovo non ho inteso nulla. Al risveglio, mi sono accorta di non ricordare niente della giornata di ieri.
Per questo sto scrivendo. Non ho mai tenuto un diario, non ne avevo bisogno. Ma questa improvvisa amnesia, e le creature viste stanotte… non posso fare a meno di pensare che le due cose siano collegate e devo, in qualche modo, riuscire a tenere traccia di ciò che sta succedendo.


10 luglio 2017

Rileggendo le ultime righe non posso evitare di rallegrarmi. Senza queste pagine sarei in balia dello smarrimento più totale.
Questa notte il sogno è tornato. Al risveglio mi sono stupita di indossare la camicia da notte di lino. Ricordavo di essere andata a dormire con il pigiama di lana, perché la giornata era stata fredda e la caldaia aveva fatto i capricci tutto il giorno, facendo stazionare la temperatura in camera da letto sui diciassette gradi. Mi sono alzata con il collo madido di sudore e una gran confusione in testa. Sono andata in cucina e ho cercato sul televisore il canale del telegiornale, per scoprire che oggi è il 10 luglio.
Il mio ultimo ricordo risale al 17 gennaio.
Ho dimenticato ogni cosa degli ultimi sei mesi.


11 luglio 2017

Cancellati altri due anni. L'ultimo ricordo che ho risale al primo gennaio 2015, a quando Sofia è venuta a trovarmi, ancora intontita dalla nottata in bianco per il veglione. Era il primo Capodanno che passava con gli amici ed era stanca ma emozionata. Chissà com'è ora... cambiano così in fretta a quell'età. Ho cercato una sua foto recente ma non ne ho nessuna. Devo telefonarle, dirle di venire a trovare la bisnonna. Vedere lei, mia figlia e i miei nipoti... non posso pensare che questo processo continui e che io presto possa dimenticarmi di loro.


12 luglio 2017

Sto per impazzire.
Ho perso i ricordi degli ultimi quindici anni. Mi sono guardata allo specchio ed è stato come vedere il volto di una sconosciuta. Sono così vecchia... l'ultimo ricordo del mio viso è così diverso. I capelli non erano così bianchi; le rughe intorno agli occhi non così marcate. E gli occhi, liquidi e stanchi... non posso essere io.
Eppure è così. Il telegiornale mi dice che oggi è il 12 luglio 2017, ma io sono ferma al 3 febbraio 2002. Il giorno in cui è nata Sofia. Ho trovato una sua foto. Lì deve avere per lo meno dodici anni. Ma io ricordo di averla vista poco fa ed era non più grande di un bambolotto.
E quel sogno, sempre uguale, sempre indecifrabile...
Non so come fare.
Chissà se nei giorni scorsi ne ho parlato con qualcuno. Forse ho raccontato tutto a mia figlia, o a uno dei miei nipoti, o alla mia vicina... non ne ho scritto su queste pagine, come posso saperlo? Ma no, non credo. Se ne avessi parlato con qualcuno probabilmente ora non sarei a casa, ma in qualche stanza di ospedale. Potrebbero in effetti essere sintomi di una grave forma di senilità, o di Alzheimer. Non si dice forse che gli anziani a un certo punto iniziano a ricordare alla perfezione eventi lontani nel tempo e a dimenticare quello che hanno fatto il giorno prima?
Sì, ma il mio caso è diverso. Così repentino... e poi il sogno. Di certo il sogno c'entra qualcosa.

13 luglio 2017

Questa sarà l'ultima annotazione.
Questa notte ho parlato con le creature nel mio sogno.
Non pensavo si potesse fare; ma a un tratto ho provato a pronunciare una parola.
«Perché?»
E tutto si è fermato. Le strane forme si sono immobilizzate e quella voce inintelligibile ha infine preso ad articolare suoni comprensibili.
«Hai portato a termine il tuo compito».
«Cosa significa?» ho chiesto.
«Stiamo raccogliendo i dati. Anni fa abbiamo seminato e ora è tempo di mietitura».
Ero confusa.
«Seminato? Non capisco...»
«Non ti sei resa conto di avere una capacità mnemonica fuori dal comune? Siamo stati noi a dartela. Il cervello umano è una macchina meravigliosa, ma ha molte limitazioni. Per poterlo studiare al meglio dobbiamo modificarlo. Poi raccogliamo i dati e possiamo procedere alla sua analisi».
«Perché studiate il cervello umano? E chi...?».
«Potremmo trovarvi indizi per curare le malattie degenerative. Voi siete creature grezze, ma il vostro sistema nervoso cela misteri che potrebbero aiutarci nella ricerca».
«Quindi ci usate come cavie?»
«Certo. Mi risulta che voi lo facciate con quelle creature inferiori del vostro pianeta che chiamate animali, no?»
«Ma non è la stessa cosa!»
«Se lo dici tu».
«E ora... che ne sarà di me?»
«Questo è un dettaglio che esula dalle mie competenze. Posso dirti, se ti può far piacere, che questa è la penultima sessione di download».
«Quindi domani notte resterò senza alcun ricordo...»
«»
Non sapevo cosa dire. Non ho più avuto il coraggio di parlare. Il sogno ha ripreso a scorrere come sempre e quando mi sono svegliata ho scoperto di ricordare gli eventi della mia vita solo fino al giorno del mio matrimonio.
Domani a quest'ora sarò un sacco vuoto. Forse rammenterò i sogni, ora sembrano l'unica cosa che mi resti in testa. Ma per il resto non sarò altro che un inutile involucro di pelle. Mi sveglierò senza sapere chi sono, senza conoscere nessuno intorno a me.
Potrebbe in effetti non essere poi un brutto modo di lasciare questo mondo. Nessun rimpianto, nessun dolore, nessuna consapevolezza.
Ma c'è una cosa che mi strazia. E in qualche modo devo porvi rimedio.

Ho preso la fotografia dal comò in camera da letto. Siamo io ed Eugenio il giorno delle nozze. Guardarla mi fa sentire a casa; in queste mura, circondata da oggetti che non riconosco, sto male. Sentirla tra le mani mi dà conforto; io sono quella donna in abito bianco, con i gigli tra le mani e gli occhi brillanti di gioia, non l'orrore grinzoso che lo specchio mi restituisce.
Ma spero che essa possa avere uno scopo più importante di quello di rasserenare il mio orgoglio di donna.
Non posso pensare che domani non mi ricorderò che Eugenio sia mai esistito.
Terrò la foto con me stanotte, prima di dormire. Guarderò il volto di mio marito finché non prenderò sonno. Cercherò di stamparmi nella mente ogni istante che ancora rammento della mia vita con lui; chissà che, così facendo, qualche scampolo di ricordo di lui, anche solo uno, anche infinitesimale, sopravviva alla cancellazione totale.
Perché non so se davvero ci sia un Aldilà, un mondo oltre la morte. Ma se c'è, Eugenio sarà lì ad aspettarmi.
E in quel caso, quando lo raggiungerò, voglio essere sicura di poterlo riconoscere.



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ceranu
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Re: Sogni Senza Memoria - di Milena Vallero

Messaggio#2 » lunedì 17 luglio 2017, 19:27

Ciao Milena, finalmente ti sei rimessa a scrivere e sono contento di avere insistito affinché lo facessi, il risultato è ottimo.
Partiamo dal presupposto che "odio" i racconti in forma di diario, però amo la buona scrittura che in questo caso prevale.
Il racconto è intelligente, attraverso il diario riesce a dire tutto sfiorando l'infodump senza mai vederci dentro, brava.
Però questo è un contest è siamo qui per affinare racconti e scrittura, quindi ho cercato il pelo nell'uovo.
Visto che di spazio ne hai, perché non ci prepari al cambio di prospettiva e all'arrivo degli alieni?
Magari un accenno a un rapimento della madre, a dei disturbi mentali iniziati con la gravidanza? Certo, sempre che la mia interpretazione letterale del racconto sia giusta.
Nel complesso è un ottimo racconto, bravissima!

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Milena
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Re: Sogni Senza Memoria - di Milena Vallero

Messaggio#3 » mercoledì 19 luglio 2017, 8:23

Ciao Francesco!
Caspita, troppo buono... grazie! Sono contenta che ti sia piaciuta la storia nonostante non ami particolarmente lo stile "diario". Per quanto riguarda l'appunto che mi fai, hai ragione, si potevano introdurre gli alieni (sì, hai interpretato correttamente) in precedenza, interessante l'inserimento di disturbi mentali in gravidanza; sinceramente non ci ho pensato, forse perché avevo in testa questa storia basata solo sulla protagonista e sulle sue emozioni... ma non sarebbe un cattivo spunto per, eventualmente, ampliare il racconto.
Grazie!

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kaipirissima
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Re: Sogni Senza Memoria - di Milena Vallero

Messaggio#4 » mercoledì 19 luglio 2017, 10:25

Ciao,
Bel racconto. Ho gradito molto il tono della narrazione. Pur essendo in forma di diario non è monotono e mantiene la tensione.
L'unica cosa che posso aggiungere, affinché il mio commento non sia del tutto inutile, ma ovviamente del tutto personale, è il passaggio in cui gli alieni spiegano alla protagonista cosa, quando e perché. Quello che voglio dire è che per tutto il racconto lei non ricorda il sogno/download , poi improvvisamente non solo ricorda ma pure questi le danno tutte le spiegazioni possibili.
Nella narrazione fino ad allora misteriosa appare come un grumo di info dump.

Ciao!

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Milena
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Re: Sogni Senza Memoria - di Milena Vallero

Messaggio#5 » mercoledì 19 luglio 2017, 14:42

Ciao Kaipi!
Grazie mille per i complimenti!
Sì, in quel pezzo avevo timore anche io che si potesse notare un eccessivo infodump... diciamo che io ho inteso che il meccanismo mnemonico fosse questo: non ho mai ricordato nemmeno un sogno per tutta la vita, ma ora che la memoria mi viene pian piano portata via i sogni prendono il suo posto e quindi inizio a ricordare benissimo quelli anziché la vita vera. E quindi riesco tranquillamente a riportare per filo e per segno un dialogo con uno degli alieni. Però mi rendo conto che comunque un po' stona... ti ringrazio del commento, le critiche costruttive sono sempre oro!
A presto!

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maria rosaria
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Re: Sogni Senza Memoria - di Milena Vallero

Messaggio#6 » venerdì 21 luglio 2017, 16:36

Ciao Milena.
Il racconto è ben scritto.
Molto bella l’idea di sostituire la memoria con i sogni. La protagonista, a causa di una patologia rara, ricorda perfettamente tutti i momenti della sua vita ma, nello stesso tempo non ricorda i suoi sogni. Questa specie di “superpotere” a un certo punto comincia a diminuire e la donna perde piano piano tutti i suoi ricordi, riacquistando però la capacità di sognare.
La cosa che un po’ mi lascia perplessa è la conseguenza logica degli eventi: la protagonista infatti scopre che tutto quello che le sta accadendo è a causa di un esperimento di un popolo alieno sul cervello degli umani.
Però questo lei lo sogna, quindi forse non possiamo essere certi che sia vero e che alla fine lei perderà completamente la memoria.
Inoltre se lei perde la memoria non dovrebbe neanche rendersi conto del tempo trascorso e di quello che ha perso come ricordo. Sto dicendo una banalità? Non lo so. Sono tutti dubbi, affascinanti, che mi hai fatto venire.
L’epilogo è, comunque, nel racconto la paura da parte della donna di rimanere completamente senza memoria. Questa metafora della morte, reale o apparente è un messaggio che ho apprezzato molto: si muore quando non si riesce più a ricordare.
Alla prossima.
Maria Rosaria

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angelo.frascella
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Re: Sogni Senza Memoria - di Milena Vallero

Messaggio#7 » venerdì 21 luglio 2017, 22:58

Ciao Milena e benvenuta.

Idea davvero molto bella e potente che hai sviluppato in un racconto gradevole.
Visto però la grandiosità dell'idea, secondo me avresti potuto sfruttarla in modo più efficace.

Ecco secondo me alcuni punti che potresti rafforzare:

- il dialogo con gli alieni è un po' innaturale e un po' infodumposo. Cercherei di non passare troppe informazioni: in fondo noi mica spieghiamo alle cavie perché li stiamo trattando così... anzi, a pensarci bene, il racconto potrebbe guadagnarne anziché se per una spiegazione calata dall'alto, il mistero si scoprisse per passi: per esempio ci potrebbero essere diversi sogni in cui lei riesce a prima a intravedere gli alieni, poi, piano piano, spiandoli, riesce a scoprire che stanno facendo senza che loro dicano/spieghino niente. Alla fine potremmo non avere una risposta da parte degli alieni, ma un insieme di indizi molto forte in quella direzione, ma che ci lasci margini di dubbio

- mi sembra difficile perdere la memoria e mantenere una tale lucidità... vorrei vedere sempre più confusa , man mano che la memoria le si cancella

- l'incipit non mi piace: troppo vago e pieno di digressioni. Secondo me dovresti modificarlo per andare dritta al punto e agganciare il lettore

Ovviamente i miei sono punti di vista legati alla mia visione di lettore-scrittore(dilettante). Sentiti libera di prendere quello di buono che dovessi trovarci.

A rileggerci,
Angelo

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Francesco Capozzi
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Re: Sogni Senza Memoria - di Milena Vallero

Messaggio#8 » lunedì 24 luglio 2017, 23:19

Sogni senza memoria – di Milena Vallero
Ciao Milena! Complimenti, ho apprezzato molto il tuo racconto e il come è scritto. Non sono una cima per quanto riguarda la parte oggettiva del testo, quindi lascio quel compito a gente più qualificata di me!!
Mi è piaciuto molto il crescendo che dai al racconto, anche se mi sarebbe piaciuto vedere più marcate le emozioni della protagonista nell’addormentarsi giovane e svegliarsi vecchia.. più che altro perché i risvolti psicologici della cosa possono dare molto da scrivere… forse troppo!!
Per il resto molto brava!

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