Finalissima La Sfida a Dimenticami Trovami Sognami

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Il giorno prestabilito, il BOSS darà un tema e dei bonus. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum. A quel punto partirà la fase dei commenti e delle classifiche.
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Finalissima La Sfida a Dimenticami Trovami Sognami

Messaggio#1 » lunedì 7 agosto 2017, 18:10

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Ed eccoci alla Finalissima di Dimenticami Trovami Sognami.
Quasi quaranta giorni fa Andrea Viscusi ha dato il via a questa gara e finalmente abbiamo i due finalisti:
Francesco Capozzi con Logout e Eugene fitzherbert con Oltresogno.

Entrambi hanno superato diversi ostacoli per arrivare a questa finale, ma solo uno di loro potrà aggiudicarsi La Sfida a Dimenticami Trovami Sognami.

Che vinca il migliore!

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Re: Finalissima La Sfida a Dimenticami Trovami Sognami

Messaggio#2 » venerdì 11 agosto 2017, 19:50

Ecco un breve saluto di Andrea Viscusi:

Ringrazio tutti gli autori per la partecipazione e sono soddisfatto di come il tema è stato interpretato. Tra i due finalisti ho scelto Oltresogno, di Eugene Fitzherbert, quello che è riuscito a dare più completezza alla storia, utilizzando il sogno come un meccanismo che consente di alimentare anche i propri lati oscuri. Ancora complimenti a tutti, a rileggersi presto!

OLTRESOGNO

Una storia interessante, una sorta di cyberpunk onirico in cui il sogno è un modo per portare avanti le proprie ossessioni. Mi è piaciuto il modo in cui il protagonista prepara il suo piano per riportare indietro la figlia, anche se c'è qualche technobabble di troppo che comunque non pesa eccessivamente. Ma la parte più sorprendente è sicuramente il finale, in cui viene rivelato che la ragazza non vuole tornare indietro, e che probabilmente il padre già lo sa e continua a cercarla.

La dimensione di sogno condiviso a cui i protagonisti hanno accesso forse avrebbe meritato qualche spiegazione in più, non mi è del tutto chiaro se si tratti di un vero e proprio aldilà oppure se le persone presenti in questa dimensione siano generate dalla proiezioni oniriche di chi vi partecipa: in questo secondo caso (che mi sembra più probabile) non è del tutto coerente che la figlia scomparsa si comporti seguendo la sua vera personalità invece che quella che le viene attribuita dal padre. Un altro piccolo inceppamento è il suicidio della figlia, che viene rivelato solo nella parte finale. Credo che se si fosse capito che la ragazza si era uccisa la storia avrebbe acquisito maggior peso, per come è messa adesso inizialmente sembra che si parli solo di un qualche incidente, mentre conoscere già il suo malessere prima della morte avrebbe reso la loro conversazione finale più solida. Infine il personaggio di Zoe merita forse qualche paragrafo di background in più, perché il suo slancio nell'aiutare il protagonista rischiando personalmente sembra esagerato.

Comunque una buona storia, che con un po' di spazio in più potrebbe essere completata nelle parti che ora sono meno chiare e dare più profondità ai personaggi.


LOGOUT

C'è un episodio di Black Mirror che si basa più o meno sullo stesso assunto di base di questo racconto: una realtà simulata in cui i criminali sono rinchiusi per essere torturati a tempo indefinito fino al momento della loro confessione. Non dico che il racconto sia un plagio di quella puntata, ma quando si parte a leggere una storia di cui si conosce già una variante ben realizzata è più facile individuare i difetti.

In questo caso ne ho individuati alcuni, sia di forma che di sostanza. Per quanto riguarda la scrittura, ho notato diverse imprecisioni soprattutto nella gestione della punteggiatura, e dialoghi piuttosto didascalici e legnosi, con personaggi che si ripetono di continuo l'un l'altro i nomi (per inciso, alcuni nomi sono al limite del tollerabile: Simon Freud è troppo simile a Sigmund Freud, John Coffey è il nome del prigioniero del Miglio Verde condannato praticamente per lo stesso crimine). In generale quando si scrive un racconto in fretta cose del genere possono scappare e sono perdonabili, ma in questo caso ci sono state un paio di settimane per sistemare il testo e il fatto che tutto ciò sia rimasto non è un punto a favore.

In secondo luogo, c'è un errore strutturale secondo me piuttosto grave. Alla fine del racconto si capisce che tutto quanto viene raccontato è il sogno a cui è sottoposto Freud per fargli confessare l'omicidio: in questo lungo sogno lui stesso diventa un operatore del DSS e si trova in una situazione complicata per cui è costretto a confessare. Tutto questo mi sta bene, è un sogno-nel-sogno simile a quanto si vede in Inception. Ma se questo è vero, allora niente nel racconto può avvenire al di fuori dell'esperienza diretta di Simon, perché è lui che sta sognando. Eppure ci sono diverse scene in cui vediamo gli altri protagonisti (Mike, Jasper) agire in sua assenza o quando lui è collegato al DSS. Questi passaggi, alla luce di quanto scoperto alla fine, non hanno senso, non possono avvenire se la realtà è plasmata direttamente intorno a Simon nel suo sogno condiviso con l'operatore che alla fine lo arresta.

Il testo avrebbe bisogno di una ripulita abbastanza profonda e di una maggiore focalizzazione su quello che è l'obiettivo finale. Va bene preparare tutto per il twist delle ultime righe, ma quanto mostrato in precedenza deve rimanere coerente.

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