L'altra vita (di Giulio Marchese)

La 65ª Edizione di Minuti Contati è una DEMO EDITON. La prima parte si è svolta come un contest parallelo alla Special 64ª Edizione, il Contest Live! Due scrittori, Marra e Marchese, hanno partecipato sul tema: Il passato è una bestia feroce, il titolo del primo thriller di Massimo Polidoro, Edizioni Piemme, il 28 febbraio 2015. E poi hanno lanciato la loro sfida agli altri partecipanti per il 4 marzo 2015.
Giulio_Marchese
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L'altra vita (di Giulio Marchese)

Messaggio#1 » sabato 28 febbraio 2015, 16:18

Il passeggiare ritmato del treno mi culla come era solito fare tempo fa. Quella biondina mi fissa da quando siamo partiti, magari abbiamo avuto una storia nell'altra vita oppure sono per lei un amore da treno. Sul tabellone luminoso scorre la scritta "prossima fermata Termini Imerese", lei se ne accorge tira giù la valigia e si sposta verso l'uscita. Si, era solo un amore da treno. Mi lascio cullare per un altra mezz'oretta, poi sul solito tabellone la scritta "prossima fermata Cefalù", mi sposto verso l'uscita come la ragazza bionda prima di me. Ormai ci siamo, sono a casa. Balzo giù dal treno, attraverso il binario che ho di fronte, e un'istante dopo sono fuori dalla stazione con lo zaino in spalla e il sole negli occhi. La città mi sembra la solita malgrado la lunga assenza, assecondo le mie gambe che hanno già ricordato la strada che porta a casa. Mentre cammino, tra vetrine sconosciute e luoghi che una volta mi erano cari, mi passo le mani tra i capelli. Cazzo quanto sono lunghi! E anche la barba avrebbe seriamente bisogno d'una sistemata. Beh, ho tutto il tempo del mondo, ci sarà un barbiere da qualche parte. Percorro un'altra trentina di metri ed eccone uno alla mia destra. Brava Cefalù! Non mi deludi mai. Entro ed è già il mio turno, ottimo! Il barbiere è un ragazzo della mia età, mi fa accomodare e si presenta;
-" Piacere Marco, come li facciamo? "-
Io rispondo "- Fai un po tu -" e gli strizzo l'occhio, poi aggiungo
-" e toglimi anche questa barba, non la sopporto più! "- lui annuisce e comincia a tagliare.
Intanto un ragazzo che avrà avuto la mia età entra nel locale, e senza nemmeno salutare si mette a sedere alle mie spalle.
-" Cicatrice? "-
-" Come scusa? "-
-" Cicatrice? "- ripete Marco
-" Si, ho avuto un incidente qualche annetto fa "- il barbiere annuisce ancora continuando a tagliuzzare ciocche.
Un ragazzino che avrà avuto 14 massimo 15 anni entra anche lui senza dir nulla, fa segno al ragazzo entrato in precedenza e insieme si dirigono verso il dietro bottega. Io li seguo con lo sguardo tramite lo specchio.
Marco vedendomi perplesso esclama -" Meglio qui che fuori, sai se uno può aiutare un amico... "-
Io accenno un sorriso. Un attimo dopo i due riappaiono, il ragazzino stavolta saluta e abbandona il locale, mentre l'altro si riposiziona al suo posto.
Finito con i capelli Marco comincia a tagliarmi la barba, è a questo punto che, dallo specchio, noto che il ragazzo seduto a cominciato ad interessarsi a me e mi osserva insistentemente. Ad un tratto si alza e con fare disinvolto si appoggia al banco. Mi fissa ancora un po poi mi chiede
-" Dove ti ho già visto? Sei di qui per caso? "-
-" Si i miei abitano qui ma io sto da un po a Palermo, è da un po che non tornavo a trovarli e quindi eccomi qui "- Accenno un sorriso ma Marco mi rimprovera con un gesto della mano.
-" Come ti chiami? "- Insiste il ragazzo.
-" Dennis "-
A quel punto assume un'espressione che non riesco a decifrare ed urla -" Dennis Lo Cascio!! Ti ricordi di me? Sono Paolo Marrone abbiamo fatto il campo scout insieme una volta! Madonna quanto tempo! "- Marco mi guarda anch'egli con aria sbigottita mentre mi toglie il telo e mi passa la tovaglia calda sul volto. Io mi alzo e gli porgo una banconota da venti. -" Ah si certo! Paolo! "- mento -" prima o poi dobbiamo farci una birretta insieme! Mi tratterrò per qualche settimana! "- Arraffo il resto e, con il sorriso migliore che riesco a fingere, esco da questa situazione imbarazzante salutando calorosamente.
Ok vivere nel presente ma ogni tanto ricordare qualcosa!
 
 
 
Marco è Paolo restarono impietriti. Ora che era uscito potevano dare sfogo alle loro emozioni, dopo qualche minuto di silenzio fu Paolo a esordire:
-" Mi ha riconosciuto! E' tornato per restare, siamo nella merda! Lo sapevo io che sarebbe successo lo sapevo! come cazzo fa ad essere vivo? "-
Marco invece rimase più calmo e rispose con tono pacato
-" Intanto non ti ha riconosciuto, era palese che stesse fingendo per educazione. Poi la colpa è tua, tu avevi il compito di risolvere la questione. Penso abbia una specie di amnesia perché non ti ha riconosciuto questo è sicuro. Certo però se è tornato per restare è troppo rischioso lasciarlo girovagare indisturbato... "-
-" Stavolta andrà diversamente, chiamo quattro amici e... "- Marco lo zitti con un cenno della mano -" Stavolta faccio io, non voglio rischiare, in questo momento è vulnerabile, non ha idea di quello che sta per succedergli "-



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Peter7413
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Messaggio#2 » sabato 7 marzo 2015, 16:56

Il cambio di tempo nell'ultimo paragrafo non mi convince. Ci sono refusi sparsi e mancano delle virgole, incidenti che possono capitare scrivendo di fretta. In ogni caso, il consiglio è di leggere con più attenzione prima di postare, molti di questi errori non passerebbero il setaccio di quella fase. Passando al contenuto, il tema è presente, anche se la storia di questo ragazzo che torna nella sua terra natale e subito incappa, per caso, in quelli che sono stati i suoi aguzzini, non ricordandoselo per la perdita di memoria sopraggiunta in seguito al fatto, non convince appieno. Non c'è un crescendo, il protagonista passa senza agire, il finale non fornisce una chiave di lettura e lascia aperte molte domande. Tutto accade in modo vagamente passivo, quasi determinato. Il consiglio è di bypassare la prima parte, le informazioni lì contenute possono essere inserite facilmente più avanti, e di concentrarsi maggiormente, anche in toto, sull'incontro con i due balordi giocando però di più sulla danza dei loro ammiccamenti reciprochi ("sporcando" da subito la figura del barbiere) e ampliando in tal modo il senso di mistero nel lettore. In poche parole, il focus dovrebbe essere incentrato unicamente su quanto accade dal barbiere, dall'ingresso del protagonista alla sua uscita, giocando molto di più sui sottintesi e sul mistero di quanto sta effettivamente accadendo.

luca.pagnini
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Messaggio#3 » sabato 7 marzo 2015, 17:32

Ciao Giulio!

Racconto davvero interessante. L’idea mi piace, però restano in canna troppi colpi e con il limite dei 5000 caratteri forse era inevitabile (dico forse perché la parte iniziale, essendo solo di ambientazione, poteva essere accorciata a favore di altro). Questo racconto potrebbe essere il capitolo di qualcosa di ben più ampio, così com’è lascia solo la voglia di saperne di più. Non che lasciare la voglia sia un errore, ma una cosa è chiedersi e poi immaginarsi da soli, da lettori, il contorno della storia letta, che comunque dovrebbe in sé un inizio, uno svolgimento e una fine, un’altra è rendersi conto che mancano elementi talmente fondamentali (per lo svolgimento e per capire la fine) che solo l’autore può e deve dare. Non basta segnalare una cicatrice e accennare a un campo scout, ecco. Elenco qualcuno dei miei dubbi, giusto per esemplificare: perché Dennis ha perso la memoria? Cos’ha combinato nell’altra vita? Chi sono Paolo e Marco? Com’è che Dennis è sfuggito alla morte se Paolo si stupisce di ritrovarlo vivo? Come fa Marco a sapere che Dennis è vulnerabile? E se avesse solo finto l’amnesia (i personaggi non sanno i pensieri di Dennis come noi lettori) per correre dai Carabinieri?

Detto questo, il racconto ha grandi potenzialità, io non lo metterei da parte.
Ci sono alcuni refusi, segnalo «po», che si scrive «po’», perché l’hai scritto due volte. Inoltre se metti le virgolette alte (“ ”) non serve il trattino (-), e comunque, caso mai, nei dialoghi è da usare quello lungo (–). Eviterei di ripetere “un ragazzo della mia età” e poco dopo “un ragazzo che avrà avuto la mia età”.
Tema colpito, ma secondo me non in pieno.

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marco.roncaccia
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Messaggio#4 » martedì 10 marzo 2015, 13:31

Ciao Giulio,
io mi considero una sorta di Mr. Refuso. Nel senso che dopo una o due riletture non riesco più a vedere le sbavature anzi, come nel caso del mio racconto in questa edizione ne aggiungo anche altre. Ma tu mi batti alla grande! Quindi, anche se il pulpito non è dei migliori, occhio al testo! Nel merito il racconto è interessante, il finale a sorpresa e il tema centrato. Forse però ti dilunghi troppo nella parte iniziale sul treno e anche il colpo di scena potrebbe essere reso meglio. Fare uscire il protagonista dal negozio del barbiere sulle sue gambe non mi sembra una buona soluzione. Io ci avrei messo una scena come quella iniziale de “Le promesse dell’assassino” di Cronemberg (un condannato seduto sulla poltrona del barbiere e con un rasoio alla gola non può pagare e andarsene!) ed a seguire la spiegazione sull’amnesia. Comunque bella idea.

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ceranu
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Messaggio#5 » martedì 10 marzo 2015, 15:57

Ciao Giulio, benvenuto nell'Arena di MC :) come ti sembra?
Parliamo del tuo racconto.
C'è un problema stilistico legato ai dialoghi. Hai usato sia il – che le “. Così butti via un sacco di caratteri. Usa uno o l'altro, ma ricorda con il – (che in teoria dovrebbe essere il trattino lungo) apri e chiudi il dialogo, non lo metti in chiusura solo se poi vai a capo. Con le “” il discorso è diverso, devi sempre chiuderle, fai come se fosse una parentesi, va sempre chiusa.
La storia è carina, mi piace molto l'ambientazione, molto semplice ma evocativa. Leggendo sono tornato con la mente sulla poltrona del barbiere sotto casa di mia mamma. La trama non è particolarmente originale, ma è funzionale. In alcuni tratti ho notato dei dialoghi un po' forzati, ma nel complesso un racconto piacevole.
Ci sono un po' di refusi, mancano degli apostrofi.
Ciao e alla prossima

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angelo.frascella
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Messaggio#6 » martedì 10 marzo 2015, 23:38

Ciao Giulio.
Come ha già detto qualcuno, ci sono un po’ di errori sparsi per il testo (per esempio, più volte scrivi “un po” senza l’apostrofo). Non mi convince nemmeno l’uso dei tempi nella frase ricorrente: “entra un tipo che avrà avuto vent’anni”. Io scriverei “entra un tipo che avrà vent’anni”.
La punteggiatura dei dialoghi è sbagliata. Prova a dare un’occhiata qui: http://pennablu.it/punteggiatura-dialoghi/. Quello che viene spiegato qui per le caporali, vale anche per le virgolette.
Venendo al racconto in sé, pur avendo un’idea interessante, lo sviluppo non la valorizza: la prima parte è piuttosto noiosa e si perde in dettagli inutili invece di focalizzarsi su elementi che potrebbero incuriosire il lettore. Anche il cambio di punto di vista e di tempo nell’ultimo paragrafo mi convince molto. Se dovessi decidere di lavorarci su, il mio suggerimento è di provare a riscriverlo tutto in terza persona con lo stesso tempo (scegli tu se usare il presente o il passato).

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beppe.roncari
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Messaggio#7 » martedì 17 marzo 2015, 21:48

Ciao Giulio, ben ritrovato. :-)
 
Allora il racconto mi è piaciuto, bravo. Però attento a un errore madornale nella voce narrante della scena finale.
Non può esserci la prima persona singolare a quelle rivelazioni se Marco dice:
in questo momento è vulnerabile, non ha idea di quello che sta per succedergli

Per il resto, bravo, bella storia. :-)
Attento alla mancanza di apostrofo: “un altra mezz’oretta”.
Molto “vero” questo periodo, e tu lo descrivi bene, il ritorno a casa dopo tanto tempo:
La città mi sembra la solita malgrado la lunga assenza, assecondo le mie gambe che hanno già ricordato la strada che porta a casa. Mentre cammino, tra vetrine sconosciute e luoghi che una volta mi erano cari, mi passo le mani tra i capelli.

Strano l’uso di trattino più virgolette alte per introdurre i dialoghi, e non sempre coerente, a volte inverti i segni. Tipo qui:
-” Piacere Marco, come li facciamo? “-
Io rispondo “- Fai un po tu -”

(Per me, l’unica vera regola è l’uniformità.)
Credo sia più corretto “il retro bottega” e non “il dietro bottega”.
Refusini: “un po’” vuole l’apostrofo, “sì” vuole l’accento.

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