Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Appuntamento a lunedì 17 luglio dalle 21 all'una con una Special dedicata a Franco Brambilla!
Dovrete scrivere facendovi ispirare da una sua immagine a vrete più caratteri del solito: 5000 spazi inclusi!
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jimjams
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Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#1 » martedì 18 luglio 2017, 0:19

…Otto anni fa vi parlai di un progetto ambizioso, vi promisi… la luna.
Risate.
Oggi si sta per realizzare un sogno persino più grande, mancano poche ore, minuti. Sono orgoglioso di rappresentare il popolo degli Stati Uniti, l’umanità intera.
Applausi. Bandiera in fermo immagine. Inno.


«Se fosse possibile un terzo mandato, Kennedy sarebbe eletto senza neanche fare campagna» disse Tony spegnendo il televisore.
«Io lo voterei di certo, nonostante il divorzio» disse Sally, tagliando le ultime due fette di pane in cassetta, poi ripose il coltello e iniziò a preparare i sandwiches. Aveva già pronto tutto il resto: lattuga verde, formaggio, bacon croccante, pomodoro a fette… e naturalmente le salse. Una volta finito rimase a valutare il risultato: sarebbero bastati?
«Quanti ne hai fatti, cara?» chiese il marito, dando corpo alle sue preoccupazioni.
«Sei. Tre per uno, dovrebbero bastare, tanto i ragazzi non ci sono» rispose, poco convinta.
«Fanne un altro paio con il burro di arachidi, e siamo a posto.»
Sally annuì e prese a tagliare le fette necessarie. Tony invece prese il barattolo dal frigo e il coltello largo dalla credenza. Si mise a spalmare il burro mentre la moglie lo abbracciava da dietro, carezzandolo sul petto, il viso appoggiato alla sua spalla.
«Buona Sally, altrimenti finiremo per fare tardi.»
La donna rise divertita. «Sarebbe così grave?»
«Be’, non so tu, ma io non mi perderei lo sbarco per niente al mondo. Sarei andato volentieri a vederlo con i ragazzi se tu non avessi la clustro… costru…»
«Claustrofobia» finì lei. «Non è colpa mia. Ho provato a mettere il casco, in fondo sarei stata all’aperto, ma mi pareva di impazzire, la testa chiusa in una boccia di vetro… Sto male solo a pensarci.»
Si staccò dal marito, aprì uno sportello e ne trasse un cesto di vimini dove sistemò dei tovaglioli, i sandwiches e un paio di birre fresche di frigo.
«Io sono pronta, si va dai Peterson?»
«Sì, usciamo ora, aspetteremo che inizi la diretta lì, tanto ci saranno già tutti.»
Si avviarono alla porta e uscirono, sarebbe stato un breve percorso.

«Jenny, cavolo, vai piano con quella bicicletta, se cadi e spacchi il casco sono guai!»
Sua sorella non pareva impressionata. «Smettila, non c’è mica pericolo, si respira anche senza casco.»
Bob si innervosì. Perché doveva essere sempre così avventata? Perché non si rendeva mai conto di tutti i pericoli che correva? Se cadeva il vetro poteva sfregiarla o tagliarle la gola. L’ossigeno della bombola poteva incendiarsi per una scintilla nell’urto. E l’aria poteva essere meno respirabile di quanto lei pensasse, visto che il fondo della valle era stato riempito di gas.
«Accidenti a te, Jenny, vai piano e aspetta gli altri, o racconto a papà di Roger» le disse a voce più bassa, in modo che solo lei lo sentisse. La sorella lo fulminò con lo sguardo. «Sei un deficiente» gli gridò, ma rallentò abbastanza affinché i loro amici li raggiungessero. «Comunque siamo quasi arrivati, il belvedere è dopo la curva.»
I sei ragazzi pedalarono in gruppo per un centinaio di metri, poi si fermarono in uno spiazzo da dove si dominava la valle sottostante, giusto dietro al pulmino Kombi del sindaco. Smontarono dalle biciclette e si misero a contemplare il paesaggio che si apriva davanti a loro.
«Per la miseria» commentò Arthur, nessun altro trovò niente di adeguato da dire.
Bob cercava di catturare ogni particolare, annotandolo mentalmente. Voleva ricordarsi di tutto, niente doveva sfuggire.
Sul fondo della valle aleggiava una sorta di nebbiolina giallognola, probabilmente dove il gas era più denso. Per quel motivo non si riusciva a scorgere bene le strutture e il paesaggio oltre quella coltre, nella parte più profonda della depressione, ma lo spettacolo al di sopra non mancava.
Un’immensa struttura lenticolare sembrava galleggiare come un tuorlo d’uovo su quella nebbia dorata. Forse è sostenuta da pilastri, pensò Bob, o magari vola. Sulla cima della lente c’erano edifici, una vera e propria cittadella dall’architettura mai vista. Agganciate alla base invece, stavano due piattaforme simili a nidi, uno dei quali occupato da quello che sembrava essere un razzo, l’altro sgombro. Bob capì che era lì che sarebbero atterrati. Percepì un rumore sordo che si faceva man mano più forte.
«Stanno arrivando» disse, con un filo di voce.

Il televisore dei Pater era davvero enorme. In quel momento la regia stava inquadrando l’astronave in fase di discesa. L’allegra caciara del gruppo di amici si era trasformata in silenzio. Anche lo speaker aveva perso la parola.
Il veicolo spaziale scendeva dritto come un fuso. Aveva attraversato l’atmosfera eppure la struttura di metallo era perfetta, senza alcun danno visibile.
«È bellissimo» esclamò Sally.
Lentamente la nave si avvicinò a terra fino a fermarsi, toccando il suolo.

Ricordate questa data amici telespettatori, 20 luglio 1969, per la prima volta una nave aliena tocca il suolo terrestre: un piccolo passo per i vegani, un grande balzo per l’umanità.



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antico
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Re: Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#2 » martedì 18 luglio 2017, 0:24

Tutto ok con i parametri, buona Brambilla Edition, Mario!

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maria rosaria
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Re: Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#3 » mercoledì 19 luglio 2017, 16:07

Ciao Mario.
Una storia alternativa che mi ha affascinato molto, la tua.
Un racconto ucronico in cui il 20 luglio 1969 non è la data dell'atterraggio sulla Luna bensì quella dello sbarco degli alieni sulla Terra.
E John Fitzgerald Kennedy è ancora in vita, divorziato, ma ancora presidente.
Bel quadretto di una tipica famiglia americana che va ad assistere allo spettacolo con entusiasmo e ammirazione.
Unico dubbio che ho: tu hai scritto "Il veicolo spaziale scendeva dritto come un fuso". Io sono completamente ignorante in materia, però mi viene il dubbio che non sia proprio possibile. Forse ci riesce perchè è una astronave vegana? ;)
Complimenti!
Maria Rosaria

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Eugene Fitzherbert
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Re: Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#4 » mercoledì 19 luglio 2017, 20:35

Ciao, Maario!
Come sempre, ti rinnovo i complimenti per il tuo stile pulito e asciutto.
Bella l'idea di vedere il razzo dell'illustrazione in fase di atterraggio, invece che in procinto di decollare, sicuramente è un'interpretazione meno immediata. Altrettanto divertente è la rappresentazione ucronica-distopica-extraterrestre della storia, con un '69 che è stato decisamente ricco di avvenimenti interessanti.
È pure molto bello dividere la narrazione in due prospettive, quella dei genitori e quella dei ragazzi, con le loro considerazioni e le loro reazioni (l'ammutolimento generale, per esempio.).

Si è capito che mi è piaciuto, no? Lo devo dire ancora?

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giancarmine trotta
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Re: Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#5 » venerdì 21 luglio 2017, 18:24

Ciao Mario e ben ritrovato.
Bella la tua interpretazione del tema: una revisione fantastorica di una delle epoche d'oro dell'uomo. Hai avuto una buona idea, invertendo i ruoli: ambientare una storia dal sapore futuro nel passato e lasciando ai terrestri il ruolo di occupato e non il solito di invasore.
Bella la rappresentazione della realtà americana, come fosse uno spettacolo del sabato sera.
Unico appunto: perché i terrestri non hanno paura? Anche se avessero avuto delle informazioni positive a riguardo, credo che un minimo di paura dovevano averla.
Detto questo, sul quale mi dirai, la storia si legge bene, lo stile è chiaro, il finale ironico.
Alla prossima,
G.

valter_carignano
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Re: Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#6 » sabato 22 luglio 2017, 18:15

ciao
poco da aggiungere a quanto scritto da altri, è indubbio che la storia fila diritta (come un fuso?) e c'è anche la sorpresa finale, in questo caso ucronica.
Mi rimane poco chiara la presenza dei caschi per respirare. Se ho capito bene, in pratica gli alieni hanno 'alienoformato' il luogo in cui hanno stabilito la loro base, o forse - visto che sembra che quello sia il primo sbarco - hanno dato istruzioni ai terrestri per costruire la base e rendere l'aria per loro respirabile tramite gas. Se è così, personalmente avrei reso questa parte più chiara.
Comunque, chiaramente un buonissimo lavoro.

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angelo.frascella
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Re: Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#7 » lunedì 24 luglio 2017, 23:04

Racconto divertente e godibile, in cui un'umanità tranquilla. attende l'arrivo degli extraterrestri. Mi è rimasto qualche dubbio sul mondo in cui si svolge la storia:.
- Come mai non c'è nessuno che abbia paura di un'invasione aliena? Immagino che ci sia stato un primo contatto di qualche tipo (il che spiega il fatto che siano tutti preparati all'arrivo, con il gas per rendere tollerabile l'atmosfera per gli alieni e il casco per gli umani). Magari un cenno a questa cosa sarebbe stata utile.
- considerando il comportamento dei gas, come si fa a riempire una valle senza che questo si disperda in atmosfera, lasciando gli alieni a respirare aria? (e se è un gas tossico, tanto che le persone devono andarci col casco, è davvero sensato che ci abbiano riempito una vallata?)
Inoltre, se capisco bene dalla tua descrizione tutta quella che ci sembra una cupola nel disegno, tu lo hai interpretato come un UFO. Ma il razzo, che tu cos'è? E perché nella figura lo vediamo acceso?
Insomma qualche cenno (senza infodump) che spiegassero i punti precedenti, secondo me ci sarebbe stato bene, ma il racconto rimane piacevole.

A rileggerci,
Angelo

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jimjams
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Re: Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#8 » martedì 25 luglio 2017, 23:37

Perdono ragazzi, è un periodo pieno e mi ero proprio dimenticato della 102. Ora cerco di votare e commentare l'altro gruppo, poi recupero gli appunti che mi ero preso durante la scrittura e spiego tutto, ovvero, spiego ciò che avevo in testa :-)

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DandElion
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Re: Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#9 » martedì 25 luglio 2017, 23:42

jimjams ha scritto:[i]
«Buona Sally, altrimenti finiremo per fare tardi.»
La donna rise divertita. «Sarebbe così grave?»


Poi non dite che sono sempre le donne che hanno mal di testa!!!!!!!




Racconto molto interessante, godibile. Mi rimane poco chiaro il perchè l'aria sia irrespirabile, ma sufficientemente respirabile da poter andare dal vicino. E mi fa un po' tristezza pensare che il vicino sia così ospitale da prestare la TV, ma farti portare il pranzo al sacco.. forse era meglio farle fare dei pancakes da portare per tutti.. Piccolo vezzo da donna, il mio..
Perfettamente calato su un piano parallelo agli USA che stavano cadendo negli anni '70. molto azzeccato il contesto e il clima dell'immagine di riferimento il tuo racconto, mi piace assai :)
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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lordmax
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Re: Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#10 » giovedì 27 luglio 2017, 11:13

Bella l’idea di dare immediatamente tutti i parametri temporali e indicare che siamo in una ucronia con una semplice frase. Ottimo modo di creare il corretto setting. Il quadretto bucolico del pic nic si sposa benissimo con il contraccolpo che si ha quando diventa ovvio che c’è qualcosa che non quadra. Il fatto che debbano mettere un casco, a boccia rende complesso capire dove ci si trova esattamente.
Presentare il racconto diviso in due parti, gli adulti con il loro pic nic fra vicini di casa e i ragazzi, scavezzacollo che sfrecciano pericolosamente in bicicletta rende benissimo il quadro e anche l’idea di far arrivare gli alieni anziché far andare gli umani fuori dal pianeta è una buona idea.
I dialoghi fra i genitori sono abbastanza formali ma possono starci, quelli fra ragazzi forse un po’ rigidi.
Quello che mi ha lasciato completamente spiazzato (ma in modo negativo) è che per uscire all’esterno serva un casco a boccia, quindi non ci sia ossigeno… e da quello che dici non ci sia ossigeno su tutto il pianeta perché altrimenti non servirebbe indossarlo anche durante il tragitto fino alla valle. La frase finale, quella che dice proprio che ci si trova sulla Terra è quella che mi ha confuso e mi ha impedito di godermi il racconto, crea sì una ucronia ma illogica e a cui non dai alcuna spiegazione.

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jimjams
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Re: Il grande balzo - Mario Pacchiarotti

Messaggio#11 » lunedì 21 agosto 2017, 22:39

Ci torno un attimo perché ho visto che in tanti hanno avuto questo dubbio. Naturalmente io pensavo di averlo chiarito nel testo, ma evidentemente non era abbastanza chiaro. L'idea mia è che stanno atterrando in una depressione, quindi "in alto" l'aria è normale, mentre "in basso", nella depressione, è irrespirabile perché resa più adatta agli ospiti e alla loro tecnologia. Dove lo dico, be' non lo dico così ovviamente, ma provo a renderlo con questa frase:

E l’aria poteva essere meno respirabile di quanto lei pensasse, visto che il fondo della valle era stato riempito di gas.


I ragazzini non hanno realmente bisogno dei caschi, è per prudenza che li usano, perché non sanno bene fino a che livello la valle sottostante, la depressione, è colma di gas.

Bye :-)

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