La Triàca Veneziana

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valter_carignano
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La Triàca Veneziana

Messaggio#1 » martedì 22 agosto 2017, 0:56

- E una goccia di estratto di bile di salamandra nera.
Plop! Subito, vampe arancioni screziarono il liquido latteo che riempiva la cucurbita. Luciano di Treviso si affrettò a sigillarla con la cupola in rame istoriata di formule cabalistiche, ravvivò il fornelletto sottostante con un poco di artemisia disseccata e attese.
Dalla serpentina prese a uscire un vapore, via via sempre più denso, quasi liquido, e infine…
– Niente! – esclamò, guardando la sostanza giallognola e fumante che fluiva dall’alambicco. – Ma possibile che questa benedetta rubedo non voglia riuscire! Eppure sono sicuro di aver seguito la formula per filo e per segno. Vabbè, per stassera lasciamo stare che è già tardi e fa un caldo dell’ostia.
– Ciano, vien su che la polenta l’è pronta!
– Arrivo, Gisa. Due minuti.
Lasciò l’alambicco così com’era, si spostò sull’altro tavolo e controllò nell’athanor a che punto fosse la Triàca. Poi salì le scale.
In cucina, vide la moglie tutta rossa e accaldata versare la polenta dal paiolo sul grande tagliere.
– Ma Gisa, possibile che devi fare ‘sti lavori da sola e con ‘sto caldo? Quante volte t’ho detto di prendere qualche cameriera? I soldi li abbiamo.
– Ma a mì non me piase far la signora, sghei o non sghei. Mi annoio a non far niente. – Riempì una ciotola di polenta di farro e formaggio e la diede al marito. – E tì? Anca tì non ti fermi mai, no?
– Mah, guarda, ci son dei giorni che mi vien voglia di prendermi una bella vacanza. – Si scolò un boccale di birra. – Ah, bella fresca. Ci voleva. Quasi quasi finisco l’ordine per il vescovo e poi ce ne andiamo in villeggiatura, cosa dici?
– Eh, sarei ben contenta, Ciano. A me ’sto tanfo di fogna dei canal di Venessia non m’è mai piaciuto. Rimane come un gustaccio in bocca. – E, per dimenticarlo, anche lei si fece fuori un boccale intero.
– Allora è deciso. Domani pomeriggio si parte. E stassera apriamo quella grappa che ha fatto tuo nonno buon’anima.
Mangiarono e bevvero in allegria. Luciano era il miglior alchimista della Serenissima, e se non fosse stato per la passione che ci metteva e per il piacere che gli dava il suo lavoro, già da un bel po’ avrebbe potuto ritirarsi. Ma quella sera, vuoi perché di nuovo non gli era riuscita la rubedo, vuoi perché preparare la Triàca coi suoi cinquantasette ingredienti l’aveva sempre stufato; quella sera sentiva un gran bisogno della sua villetta vicino a Treviso. Si fece anche un po’ malinconico, e la paturnia forse gli fece alzare appena appena il gomito. Fatto sta che quasi si finirono un barilotto di birra e un litro e mezzo di grappa in due.
– Gisa, scendo un attimo a mettere l’ultimo ingrediente. – La moglie aprì appena un occhio, sprofondata com’era in un piacevole sonno etilico.
Luciano scese con qualche difficoltà la scala, aprì l’athanor e controllò la pozione. Colore, densità, aroma, tutto era perfetto. Stava per aggiungere il quadrifoglio albino triturato quando un brontolio gli si manifestò nella zona ventrale. Crebbe rapidissimo, si fece strada attraverso lo stomaco, galoppò nell’esofago e finalmente si sfogò in un lungo e tonante boato attraverso la bocca. Lui rimase per qualche istante inebetito, quasi compiaciuto, e non si accorse che quel miasma di alcol, polenta e formaggio stagionato aveva messo in movimento la Triàca. Il liquido ribolliva, reagiva, si gonfiava. Infine, si sublimò in una evaporazione rapidissima. Luciano ne inalò una bella boccata, di quei vapori, e perse i sensi.
Quando si risvegliò, era giorno fatto. I vapori ormai erano usciti attraverso i fori d’aerazione, la luce inondava il laboratorio. Ricordava vagamente quanto accaduto la sera prima, ma la vista dell’athanor vuoto gli riportò tutto alla mente.
‘Pazienza. Vorrà dire che il vescovo rimarrà senza Triàca, questa settimana.’ pensò. E si tirò su in piedi. O meglio, cercò di farlo. Il suo corpo non rispondeva come al solito, era lento, sgraziato, una volta in piedi comincià a caracollare di qua e di là.
‘Mona, che sbornia! Non devo più esagerare così.’
Salì con parecchia difficoltà le scale. Gisa era ancora seduta al tavolo, ma con gli occhi aperti e un colorito bianchiccio. – Blarr-guargh-sskt – gli disse.
– Anche te sei messa bene. Ci siamo proprio divertiti, ieri sera – rispose Luciano. Qualcuno coprì le sue parole con dei versi: – Ffghnn-shom-rrik.
Si girò lentamente per veder chi ci fosse lì insieme a loro, e si vide riflesso in uno dei piatti da portata di metallo della sera prima. Anche lui sembrava pallido.
– Gisa, magari chiamo lo speziale, va bene?
Di nuovo sentì: – Zarss-pluerch-blaa.
Era la sua voce. Gisa adesso gli si era trascinata accanto. Si guardarono, barcollarono fuori. Le calli erano piene di persone come loro: storte, bavose, che grugnivano e vomitavano suoni indistinti. I vapori si erano mescolati all’umidità, avevano raggunto tutti, non c’era stato scampo.
Le teste di tutti si volsero verso il porto. Era l’ora del traghetto da Mestre, che portava gli operai che abitavano fuori. Luciano e Gisa si leccarono le labbra: avevano fame.



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antico
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#2 » martedì 22 agosto 2017, 0:59

Ciao Valter! Tutto ok con i paramentri anche per te, buona Zombie Edition!

Ps: potrai apportare correzioni o modifiche al racconto fino all'1.00. Ogni modifica successiva a questi orari (fino all'1.33 massimo perché poi bloccherò tale possibilità) ti comporterà dei malus.

Daniel Travis
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#3 » martedì 22 agosto 2017, 11:25

Ciao Valter.
Questo probabilmente è il mio pezzo preferito finora: ambientazione originale, tono familiare, forma che attira l'attenzione. Anche i primi passi dal punto di vista dei neonati zombie funzionano.
Unica pecca: l'attinenza col tema sembra (sembra, sottolineo, magari non lo è) aggiunta all'ultimo giusto perché ci andava a una buona idea sugli zombie che sarebbe stato un peccato sprecare.
Anche se fosse, sarebbe stato davvero un peccato sprecarla.
Complimenti.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

valter_carignano
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#4 » martedì 22 agosto 2017, 11:43

Grazie molte, Daniel, dell'apprezzamento.

Riguardo il tema, naturalmente ognuno deve giudicare secondo il proprio gusto e i propri parametri. Personalmente, mi piaceva l'idea di 'farla nascere', questa apocalisse zombie, e lei di fatto nasce a causa di... una digestione pesante :-) E proprio il giorno in cui Ciano e Gisa avevano finalmente deciso di ritirarsi in campagna.

In fondo, ho pensato, ciò che avverrà dopo l'hanno già descritto in tanti, in primis il buon Romero, molto meglio di come credo avrei potuto fare io; e personalmente mi sono sentito più a mio agio a concentrarmi sul 'prima'.

Ciao e alla prossima.

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eleonora.rossetti
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#5 » mercoledì 23 agosto 2017, 14:32

Ciao Valter,
finora è il racconto con la storia più originale che ho visto finora. Il tema è centrato: proprio il giorno prima di andare in vacanza, qualcosa va storto. Mi è piaciuta la parlata dialettale e la resa soggettiva ("qualcuno gli parlò sopra", a dividere intelletto e parlato) del dialogo zombiesco.
Una sola cosa mi stona un poco, ma a livello di stile, ovvero l'infodump centrale (" [..]Luciano era il miglior alchimista della Serenissima[..]") che mi rallenta la lettura.
Anche la frase di chiusura sa un po' di narratore onnisciente ("avevano raggunto tutti, non c’era stato scampo"), ma questo è già un dettaglio.
Bel lavoro ;)
Uccidi scrivendo.

valter_carignano
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#6 » mercoledì 23 agosto 2017, 16:12

Ciao
grazie molte dell'apprezzamento :-)
Io la parte centrale non la consideravo 'dump' ma solo 'info' in mancanza di spazio e tempo (traduzione: non sono stato capace) per evidenziare l'ambiente in altro modo. Ma appunto interessante e di cui terrò sicuramente conto.
Grazie e alla prossima.

LuigiDeMeo
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#7 » mercoledì 23 agosto 2017, 20:05

Ciao Valter

Per originalità e ambientazione questo è il miglior racconto letto finora. Mi piace il "palcoscenico" (Venezia) e la scelta di inserire dei dialettismi nei dialoghi. Per il resto tema centrato e buona stesura. Forse l'unica cosa che avrei tolto è il narratore onnisciente nel finale ( ...I vapori si erano mescolati all’umidità, avevano raggunto tutti, non c’era stato scampo...), visto che già descrivi l'orda degli zombie per le strade di Venezia è facile intuire che quello che ha trasformato l'alchimista e sua moglie si sia diffuso in strada ;)

valter_carignano
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#8 » mercoledì 23 agosto 2017, 20:14

Ciao Luigi, non credo che ci siamo già incrociati quindi piacere di conoscerti.

Innanzitutto, sono contento che ti sia piaciuto e grazie dell'apprezzamento.
Riguardo il finale, probabilmente in fase di revisione avrei girato la cosa in un altro modo, e nel caso una revisione ci fosse terrò sicuramente conto del tuo appunto. Lì per lì, fra i caratteri che scarseggiavano e il tempo pure... i Minuti Contati sono spietati :-)

Grazie e alla prossima.

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Polly Russell
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#9 » giovedì 24 agosto 2017, 16:38

Bellissima ambientazione, ottima la caratterizzazione dei personaggi. La Gisa è favolosa! Il dialetto è piacevole.
Ahimè, alcune "brutture". La parte che tu ritieni "info", fidati è anche dump. Potevi risolverla con un dialogo, tipo: "riposati anca ti, sarai mica l'unico alchimista della Serenissima!"
"L'unico no, ma sono il migliore."
Per esempio.
Anche il "due minuti e arrivo" non mi piace, non importa che il tempo fosse frazionato in minuti, mi da "di troppo moderno". Avrei preferito una cosa più neutra.
Sul finale la spiegazione non serve, si capisce che è stata la sua mistura.
Tieni la soggettiva fino alla fine, anche quando parli dei "pendolari" lo farei dal punto di vista di Luciano.
Per il resto, una lettura davvero piacevole.
Polly

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Polly Russell
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#10 » giovedì 24 agosto 2017, 16:50

Forse una delle più piacevoli lette fino a ora.
Polly

valter_carignano
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#11 » giovedì 24 agosto 2017, 17:07

Grazie dell'apprezzamento, Polly
e naturalmente anche delle critiche: lo ammetto, rileggendolo mi rendo conto che è 'dump', chino la testa e la cospargo di cenere.

LuigiDeMeo
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#12 » giovedì 24 agosto 2017, 22:36

valter_carignano ha scritto:i Minuti Contati sono spietati :-)


Ecco questa frase si potrebbe usare per fare merchandise di MC, la vedo bene su magliette e tazze. Antico prendi nota :D

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angelo.frascella
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#13 » venerdì 25 agosto 2017, 0:18

Ciao, Valter.

Racconto molto divertente e gradevole, basato su un’idea simpatica e originale, con una bella ambientazione. Come altri, avrei mi ha disturbato un po’ l0intrusione del narratore onniscente a metà racconto. Inotre ho avuto un po’ difficoltà con i termini specialistici dell’alchimia (come rubedo, triaca, ecc) che mi sono dovuto andare a cercare su Internet.
In ogni caso, una bella prova.

A rileggerci,
Angelo

valter_carignano
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#14 » venerdì 25 agosto 2017, 10:49

Ciao Angelo e grazie dell'apprezzamento.
Sull'onniscente dumpizzante ho già fatto ammenda, ahimè:-(
Sui termini alchemici, mi sono sembrati funzionali e a loro modo indispensabili, ma grazie del feedback, ora ci penso.
Alla prossima.

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Polly Russell
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#15 » venerdì 25 agosto 2017, 10:56

Do anche i miei 2C, sui termini. Se devo dirti, non ne conoscevo nmemo uno, però non mi hanno infastidito, mi son detta "saranno cose per fare cose". Quindi qui si entra nel soggettivo. In un discorso più ampio, puoi usare a più riprese dei sinonimi e quindi spiegate cosa sono senza infodumpare, in questo caso, boh, non ci stavano male, anzi davano al tutto quel che di alchemico, che ha reso superflua la spiegazione del lavoro del protagonista. Ma ribadisco, boh...a me non disturbavano a Mario sì, prova a fare un sondaggio! :)
Polly

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Polly Russell
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#16 » venerdì 25 agosto 2017, 10:57

Scusate, ad Angelo. :)
Polly

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DandElion
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#17 » mercoledì 30 agosto 2017, 16:34

Valter! Ma l'ambientazione è meravigliosa!! Facilissimo calarsi nel veneziano, molto meno semplice ripescare dalla memoria alcuni termini alchilici che mi erano già noti.. Ma se non li avessi saputi la Triàca poteva benissimo prendere forma nella mia (e altrui) testa come una teglia o una imbarcazione.. mi disturba un poco quella clausoletta che mi porta fuori dalla narrazione verso metà e ho visto che non l'ho notata solo io. Nel complesso è molto molto bello. sicuramente da limare, ma lo trovo delizioso!
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

valter_carignano
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#18 » mercoledì 30 agosto 2017, 16:37

Ciao DandElion
grazie dell'apprezzamento, davvero.
E maledetta quella frase! Avete ragione tutti :-(

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DandElion
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Re: La Triàca Veneziana

Messaggio#19 » mercoledì 30 agosto 2017, 18:35

valter_carignano ha scritto:Ciao DandElion
grazie dell'apprezzamento, davvero.
E maledetta quella frase! Avete ragione tutti :-(

<3
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Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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