Girato dall'altra parte.

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DandElion
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Girato dall'altra parte.

Messaggio#1 » lunedì 18 settembre 2017, 22:21

vio·lèn·za/
sostantivo femminile
1.
Forza impetuosa e incontrollata.
"tu non conosci la violenza dell'uomo"


Sono legata ad un albero. Nuda. I polsi sanguinanti, le urla soffocate dalle mie stesse mutande.
Mi vede un passante, si ferma. Gli faccio pena. Va oltre. Sono una strega, sono alla gogna. Le terga roventi, il sangue rappreso. Chiunque ha abusato di me.
Ho 6 anni, mio padre mi ha venduto ad una carovana di passaggio, sono fulvo e molto bello. Canto come un usignolo. Non lo so ancora che mi sevizieranno per sentirmi cantare come un uccello nella gabbia del mio stesso corpo.
Sono un uccello, la mia colpa è essere nato pollo, nella memoria del mondo conosco il paradiso terrestre, si chiama “aia”, nel mio presente c’è solo merda.
Nel mio presente c’è solo merda, ho 15 anni, una bambina di due. Sono di nuovo incinta. Vivevo in una roulotte, ma ci hanno sgomberato. Adesso sono nel campo di Salone, un container di 8 mq, ci viviamo in 8. Se solo sapessi cosa è il progetto Antigone protesterei, ma io non ho potuto studiare e non lo so. Non ho una identità.
La mia identità me l’ha rubata il deserto e poi è affogata con me nel mare. Dovevo fare le Olimpiadi era il mio sogno immenso come immenso è il mare. Fa paura il mare, chi l’aveva visto mai?
Chi mi aveva visto mai? Sono birmana, ho 4 anni. Sono la numero 948, vivo in un orfanotrofio. Sono minuta e timida. Denutrita. Due mani mi hanno preso e sfamato, mi hanno portata via e adesso faccio la prostituta in un locale di Bankok.
A Bankok mi sono persa. Con la leggerezza dei miei ventidue anni mi sono lasciata innamorare dal mio ginecologo quarantatreenne. Che bello era, ma adesso gli ho messo il broncio. Mi ha lasciato da sola. Mi ha lasciato a morire qui, in un canale di scolo dopo che mi hanno stuprato a turno in tre. Non si lascia una donna sola a Bankok.
Non si lascia una donna sola. Sei sposata? Sto aspettando mia figlia. Peccato altrimenti venivi via con me.
Vieni via con me. Ho passato 12 anni della mia vita incatenata al buio di questa stanza, sono austriaca, ci hanno messo 12 anni a ritrovarmi. Sai? Lui in fondo era la mia famiglia. Lui mi manca.
Lui mi manca. Non si risveglia l’amore di una donna se non lo si può sostenere. Vent’anni più giovane di me. Animatore di villaggio turistico. Mi ha detto che ero bellissima. Nessuno me lo diceva da anni. Abbiamo fatto l’amore. Mi ha chiesto 200€ la mattina dopo, in prestito. Ed è sparito.
È sparito, e io ho 16 anni. È sparito con una scusa.. E adesso chi lo dice ai miei che sono incinta?
Dove trovare un posto per il corpo di questa giovane donna che è venuta da me ad abortire la sua ultima speranza, ma qualcosa è andato storto.
Qualcosa è andato storto, Dio non esiste. Perché se esistesse io non sarei nata in un paesino della Nigeria, da una madre rimasta vedova prima che il suo uomo vedesse la luce dei miei occhi schiudersi.
Ho 9 anni, mi hanno tenuta in 4, tutte donne e hanno iniziato a fare a pezzi il mio corpo, o meglio quella parte di me che ancora non avevo mai usato. Non conoscevo prima di oggi il sentimento che mi scuote insieme alle contrazioni del tetano e al dolore. Adesso so che ha un nome, si chiama: Odio.
Si chiama Odio perché altrimenti il mio viso non sarebbe stato ridotto così dallo sfregare continuo di un burqa. Guardami adesso, l’emblema dell’Afghanistan oggi: una vecchia bruciata dal sole e con gli occhi tristi. Un uomo mi ritrasse, da giovane ero bellissima.
Per mia mamma ero bellissima, ma per il mondo ero grassa, grassa da morire, ma non l’avrei mai saputo, se non me l’avessero ripetuto tutti in ogni momento. Balena. Vacca. Elefante. Cicciona. Grassa. Baldracca. Chissà perché baldracca, poi? Poi lui, che mi ha fatto sentire bellissima. Mi ha convinto a scoprire il mio corpo davanti a lui. È stato breve, brevissimo. Abbastanza da farmi innamorare. L’ho guardato mentre si rinfilava i jeans. “Ci vediamo domani?” – “Scherzi? Volevo solo sapere come è scopare una botrillona.”
Sono morta quel giorno, adesso finalmente peso 37 kg, adesso finalmente oggi muoio.
Voglio solo morire, da quel giorno che avevo 13 anni e un mio compagno di classe mi ha schiacciato la faccia contro la moquette. Mi ha strappato i vestiti e ha usato il mio corpo con l’inesperienza di chi per fortuna ancora non lo sa ma dura troppo poco.
Dura troppo poco? Non ti basta mai, finocchio? Mi hanno tenuto in 4, si sono alternati, 15 centimetri in profondità nel mio culo c’è ancora della sabbia, tra i tessuti lacerati e le ecchimosi. Tanto sono frocio e ai froci tutto questo si può fare. Perché non esistiamo, gridiamo diritti, ma la realtà è che è meglio girarsi dall’altra parte. Al massimo si girano verso di me se mi riduco a macchietta e faccio ondeggiare una borsa.
Ma fa freddo, troppo per uscire e per strada io sono sola, qui sul portone di una chiesa di Parigi, uno dei miei bambini non si muove quasi più, i rari veloci passanti si girano dall’altra parte, bisbigliano “poteva non scopare se non voleva rimanere incinta”.
Sognavo solo di essere libera.


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antico
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#2 » lunedì 18 settembre 2017, 22:33

Ciao Dand! Tutto ok con caratteri e tempo, buona DI DIO EDITION!!!

Ps: ti ricordo che hai tempo fino all'una per modificare il racconto a tuo piacimento (senza superare il limite di caratteri, però). Nel caso, invece, che tu lo modifichi dall'una e un minuto fino all'una e trentatre, incorrerai in malus.

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vito.ricco
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#3 » martedì 19 settembre 2017, 15:31

Ci ho trovato alcune scelte stilistiche nel linguaggio che non mi hanno entusiasmato. Questo però conta poco sul mio giudizio finale, perché devo dire che hai centrato pienamente il tema e che questo intreccio narrativo mi piace parecchio. Mi piace come hai usato le metafore e mi piace come hai incastrato bene i livelli di narrazione. Bello per davvero.

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giancarmine trotta
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#4 » giovedì 21 settembre 2017, 19:40

Ciao DandElion,
il tuo è il primo racconto che leggo e sono rimasto stordito. Dalla violenza e dalla costruzione originale. Una sequenza di violenze, vere e legate tra loro come se fossero una sola grande violenza, come se il mondo non avesse speranza.
Un racconto così non ha un genere, vive di vita propria. E' un manifesto contro la violenza di genere che fa riflettere. Sarà difficile classificarlo e per ora non ho idea della futura posizione. A prescindere da questo, ripeto, la lettura di "Girato dall'altra parte" porta a riflettere e credo sia uno degli obiettivi di chi l'ha scritto.
Alla prossima lettura, ciao,
G.

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DandElion
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#5 » venerdì 22 settembre 2017, 1:23

giancarmine trotta ha scritto:Ciao DandElion,
il tuo è il primo racconto che leggo(..)
G.

Me lo dici ogni volta ;) non so se "offendermi" che non mi ricordi o pensare che ogni volta ti stupisco.. A prescindere da questo spero che il tuo stordimento sia positivo ;)
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DandElion
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#6 » venerdì 22 settembre 2017, 1:23

vito.ricco ha scritto:Ci ho trovato alcune scelte stilistiche nel linguaggio che non mi hanno entusiasmato. Questo però conta poco sul mio giudizio finale, perché devo dire che hai centrato pienamente il tema e che questo intreccio narrativo mi piace parecchio. Mi piace come hai usato le metafore e mi piace come hai incastrato bene i livelli di narrazione. Bello per davvero.

Uau :) grazie
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giancarmine trotta
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#7 » venerdì 22 settembre 2017, 6:51

DandElion ha scritto:
Me lo dici ogni volta ;) non so se "offendermi" che non mi ricordi o pensare che ogni volta ti stupisco.. A prescindere da questo spero che il tuo stordimento sia positivo ;)

Dand!
Intendevo il primo del gruppo!
Infatti in risposta al tuo commento ho scritto "ben trovata" o qualcosa del genere :-)
A memoria: il tuo primo racconto su MC, qualche mese fa, mi piacque talmente tanto che scrissi una serie di complimenti a catena!
Un abbraccio virtuale, così ti dimostro la confidenza :-)

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DandElion
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#8 » venerdì 22 settembre 2017, 7:14

giancarmine trotta ha scritto:
Dand!
Intendevo il primo del gruppo!
Infatti in risposta al tuo commento ho scritto "ben trovata" o qualcosa del genere :-)
A memoria: il tuo primo racconto su MC, qualche mese fa, mi piacque talmente tanto che scrissi una serie di complimenti a catena!
Un abbraccio virtuale, così ti dimostro la confidenza :-)



Ahaha ok :) non avevo capito!! Ad un abbraccio del buongiorno non si può dire di no! Ricambio il tuo abbraccio :) buona giornata :)))) !!
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Linda De Santi
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#9 » mercoledì 27 settembre 2017, 22:35

Ciao Dand Elion!
Di sicuro dimostri abilità di scrittura e un bello stile. Noto anche una grande sensibilità verso molteplici aspetti della violenza di genere, non limitati alla violenza “pura e semplice” su una sola categoria di persone ma che riguardano diversi tipi di violenza in più situazioni. Quindi, su questo punto, brava.
Personalmente, però, quando si tratta di violenza di genere preferisco storie definite e articolate, che sviscerino bene le questioni andando oltre ciò che tutti conoscono. Con una serie di esempi di violenza di genere (per quanto scritti benissimo e con grande sensibilità), questo non è possibile.
Ovviamente in questo caso è una pura questione di gusti personali. Mi piacerebbe leggere qualcosa di tuo scritto con lo stesso stile, ma che racconti una storia (sono certa che hai già fatto cose di questo tipo in passato).
Alla prossima!

PS: “Bankok” si scrive “Bangkok” ;)

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raffaele.marra
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#10 » mercoledì 27 settembre 2017, 23:39

Certamente si tratta di un racconto che lascia il segno, che emoziona e spinge a riflettere. Lo stile è molto ben curato, denso, alto, a tratti poetico. Dal testo traspare l'emozione di chi lo ha scritto, se ne sente la commozione. Sono convinto di ciò, come quando ascoltando la voce di un cantante e riesco a riconoscere quanta passione ci sia, al di là di ogni tecnica. Questo è il lato positivo, davvero notevole, di questa opera che, tra le tante, resterà in qualche modo impressa. La lunga teoria di eventi, luoghi, nomi, è ricca di suggestioni, dosata con intelligenza, farcita con generosità. Sembra che non vi siano limiti geografici, di età, di situazioni. Così come non ci sono limiti alla violenza che descrivi in ogni forma, nessuna esclusa (e nessuna inventata, purtroppo). Probabilmente, tra tante storie accennate, suggerite con la voce rotta, manca una vera e propria "storia", uno sviluppo narrativo riconoscibile, classico. Probabilmente questa mancanza potrebbe anche non essere tale, vista l'attenta cucitura con cui rendi contigue e perfettamente ordinate le varie storie. Probabilmente sarebbe stato addirittura grandioso trovare un collegamento ancora più nitido ed elegante tra le vicende, magari radunando in qualche modo e in qualche luogo tutte le vittime di cui parli. O magari tutti i loro carnefici. Ma perché o per fare cosa non mi viene affatto in mente. Forse, e dico forse, un racconto può andare bene anche così, con l'equilibrio tra stile e trama fortemente sbilanciato verso il primo, cosa che a me non dispiace affatto, ma che certamente non metterà d'accordo tutti. Una cosa è certa: per me si tratta davvero di una gran bella prova.

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marco.roncaccia
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#11 » giovedì 28 settembre 2017, 9:50

Ciao Dand Elion.
Molto particolare il tuo racconto. Anzi una vera antologia. Cominciamo da quello che ho apprezzato. L’idea, ad esempio. Molto buona. La scelta delle storie, anche. Sei riuscita a costruire un patchwork che rappresenta bene il tema e lo sviluppa in maniera approfondita e originale. Quello che invece mi convince poco è la voce narrante. Mi arriva troppo monocorde e inadeguata e esprimere la pluralità di storie che proponi. Usi la prima persona per tutti i personaggi ma per tono e ritmo sembra che a parlare sia sempre la stessa persona. Uomo, donna, bambino/a adulto/a non si distinguono se non per le vicende che raccontano. Differenziare queste voci è forse una impresa difficile nell’ambito dei tempi, dello spazio e delle modalità di Minuti Contati, ma forse avrebbe dato alla tua idea una profondità che allo stato attuale non mi arriva.

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Andrea Partiti
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#12 » giovedì 28 settembre 2017, 15:51

Da lettore, sono impressionato. Alla seconda microstoria sono stato confuso per un attimo. Poi ho capito cosa stavi facendo. Poi ho iniziato a essere dubbioso "secondo me non può reggere così fino alla fine senza diventare ripetitivo". Poi ho iniziato a essere impressionato dalle nuove microstorie che continuavano a non ripetersi. Poi ho iniziato a pensare che davvero c'è tanta violenza nel mondo. Quindi, decisamente tema centrato, lettore impressionato, messaggio trasmesso in maniera impressionante.
Decisamente il mio racconto preferito, anche per il coraggio di scegliere una forma diversa da quella tradizionale e cavalcarla fino alla fine senza esitazioni.
A livello stilistico penso tu possa renderlo ancora migliore, rendere più fluide alcune connessioni tra le microstorie (una bellissima soluzione per legarle!), magari riordinandole in modo da sfruttare al meglio il meccanismo. In generale il riordino potrebbe separare storie che intuisco tu abbia pensato di seguito ma che proprio per questo nesso visibile potrebbero essere messe più in risalto isolandole una dall'altra: la storia in birmania lontana da quella in thailandia, la storia in Nigeria lontana da quella sull'infibulazione, per esempio.
Editing a parte, splendido racconto per un tema così difficile!

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DandElion
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#13 » sabato 30 settembre 2017, 12:16

Eh niente <3 Grazie
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#14 » sabato 30 settembre 2017, 16:16

Questo è uno di quei racconti che o metti primo o metti ultimo: opto per la prima opzione. Te ne sbatti di qualunque regola formale e procedi a narrare una moltitudine di microstorie legate tra loro dal tema della violenza, andando ad abbracciare una pluralità di zone geografiche e culture. Certo, a volte viene il dubbio che l'occhio dello straniero (soprattutto quando affronti realtà altre) possa essere viziato da eccesso di soggettività, ma qui il materiale su cui ha costruito il tutto è quello della sincerità e allora il problema sparisce. Per me pollice su.

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DandElion
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Re: Girato dall'altra parte.

Messaggio#15 » sabato 30 settembre 2017, 16:31

Grazieeeee *_____*
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