Eliminazione diretta - Andrea Partiti

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Andrea Partiti
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Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#1 » lunedì 18 settembre 2017, 23:48

La porta dell’arena si spalanca davanti a me.
Dagli spalti ancora nascosti sento urla, grugniti, barriti, stridii, suoni che non so descrivere.
Trentaquattro volte sono sceso in campo su arene come questa, e trentadue volte ho ucciso un altro essere umano. Prima erano vecchi, bambini, deboli, malati, moribondi. Poi sono iniziate le sfide più intense e pericolose.
Una sola costante ho osservato: ogni scontro finisce con un morto e con un vincitore che viene prontamente curato per esibirlo alla folla strepitante.
Altri hanno pensato di ribellarsi, di posare le armi e non combattere. Dalle gabbie li abbiamo visti squartati da forze invisibili come monito, per il divertimento del pubblico. La non violenza non era un’opzione per noi.
Ogni volta che si apre la mia gabbia, afferro l’arma che trovo sulla soglia e mi preparo a prendere una vita, fosse anche la mia. Nessuna alternativa, non si torna indietro.
Faccio qualche passo avanti e soppeso il tridente che stringo nella mano destra. È una buona arma. Ho dovuto usare pugnali e lame non pensate per dita umane. Ho provato a sollevare una spada ben più pesante di me, capendo con orrore che avrei dovuto battermi a mani nude. Il tridente taglia, è appuntito, può stordire col manico di solido metallo. Mi dà sicurezza.
Dal lato opposto il mio avversario già si avvicina. Ha lo sguardo spento, rassegnato. Ne ho visti molti come lui, sono i più pericolosi perché hanno perso la loro umanità. Non soffrono più nell’uccidere e ferire. Porta un’alabarda nera ma la impugna male. Devo impedirgli di spezzare l’asta del mio tridente per mantenere il vantaggio.
Il pubblico attorno si fa silenzioso, aspetta lo scontro. Non ci sono le distese di creature simili tra loro che vedevo nei primi incontri. Migliaia di grossi lumaconi blu, di corpi metallici, di creste palpitanti. Chi avrebbe assistito era sempre un mistero, ma erano sempre uniformi. Questa volta no. Il colpo d’occhio è incredibile, tra corna, tentacoli, bocche improbabili che digrignano parodie di denti. Dalle creature minuscole raccolte nelle file più vicine, ai pachidermi globosi sugli spalti più lontani, fino agli strani esseri gassosi che galleggiano qualche metro sopra gli spalti.
Un pestare di passi mi riporta alla realtà dell’arena. L’alabarda nera non riflette la luce. Salto verso destra e lascio che la foga del mio avversario lo sbilanci. I suoi addominali e le sue spalle si tendono nello sforzo di cambiare la direzione dell’arma per seguire il mio movimento, ma è troppo lento e il primo sangue è mio. Il braccio sinistro gli ricade inerte al fianco, coi tendini tranciati.
Danziamo colorando la sabbia vitrea col nostro sangue, ma quel primo vantaggio si rivela decisivo. Io sono all’attacco e il mio avversario si difende. Perde un arto alla volta e finisce aperto ai miei piedi, col tridente conficcato a inchiodare le sue interiora a terra. Lascio che muoia dissanguato. Alla folla piacciono le morti lente, ho imparato.
“Grazie” rantola chiudendo gli occhi.
Quando smette di respirare sento il calore familiare dei raggi che mi curano e mi trascinano, ma non verso la gabbia questa volta, qualcosa è cambiato. Mi depositano su un palco che troneggia sull’arena. Sento arti molli afferrarmi e inserirmi nell’orecchio un chiodo gelatinoso che si fissa con un pizzico. Ora capisco le voci: mi acclamano, mi festeggiano. “Campione degli uomini!” gridano senza tregua. Ma le creature attorno a me sono silenziose, fanno cenni di rispetto, non sono esaltate. Lente mi si stringono attorno e mi guidano verso un posto vuoto sulla tribuna speciale. Diversi tra loro hanno gli occhi appannati di chi è passato per l’arena.
In campo scendono due creature simili a grossi granchi bipedi e l’attenzione di sposta su di essi. Uno è più piccolo, la sua corazza sembra molle e le corna sbucano appena sopra agli occhi. Forse lo umanizzo, ma sembra spaventato.
Ripenso a quel “Grazie” e mi sento solo.
Ultima modifica di Andrea Partiti il lunedì 18 settembre 2017, 23:55, modificato 1 volta in totale.



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antico
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Re: Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#2 » lunedì 18 settembre 2017, 23:50

Ciao Andrea! Tutto ok con i parametri, buona DI DIO EDITION anche a te!

Ps: ti ricordo che hai tempo fino all'una per modificare il racconto a tuo piacimento (senza superare il limite di caratteri, però). Nel caso, invece, che tu lo modifichi dall'una e un minuto fino all'una e trentatre, incorrerai in malus.

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vito.ricco
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Re: Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#3 » martedì 19 settembre 2017, 15:17

Interessante il tema, interessante l'ambientaziome. Devo dire che lo schema narrativo è molto classico, mi sarei aspettato invece qualcosa di più originale in modo da abbinarsi con il tema originale che hai scelto. Mi piace parecchio la storia, mi piace parecchio come l'hai svolta, mi piace come scrivi. Hai azzeccato in pieno il tema della violenza senza per forza utilizzare solo personaggi umani. Veramente bravo, ma ti consiglio dimosare di più a livello di prosa la prossima volta.

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DandElion
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Re: Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#4 » mercoledì 20 settembre 2017, 22:03

Cavalieri.. Si affrontavano ogni giorno in estenuanti duelli.. MA un conto è andare a affronta' i cavalieri un conto è andare ad affrontare i draghi.
Ecco io la tua arena dei gladiatori l'ho immaginata così. Chi li spingeva? La violenza stessa diventa il cibo, il nutrimento e il motivo dei tuoi personaggi. Non è nemmeno più la sopravvivenza, ma la fame e la necessità di sangue. ME PIACE.
Tutto è molto visivo, molto concreto, tangibile. sono li:
Andrea Partiti ha scritto:La porta dell’arena si spalanca davanti a me.


Sarà che sono romana, ma la luce che si apre piano davanti ai miei occhi, mi acceca, la cavea le gradinate e la sabbia le vedo. Sento l'odore del sangue e dell'adrenalina.. e cazzo quanto mi piace.

Andrea Partiti ha scritto:Dal lato opposto il mio avversario già si avvicina. Ha lo sguardo spento, rassegnato. Ne ho visti molti come lui, sono i più pericolosi perché hanno perso la loro umanità. Non soffrono più nell’uccidere e ferire.

Per me il tuo personaggio è una donna. Un uomo queste considerazioni, di fronte al sangue, non le fa.


Qui mi perdo. Immaginazione o realtà??? Siamo in un impero romano intergalattico o è una visione deformata della realtà?

Andrea Partiti ha scritto:Non ci sono le distese di creature simili tra loro che vedevo nei primi incontri. Migliaia di grossi lumaconi blu, di corpi metallici, di creste palpitanti. Chi avrebbe assistito era sempre un mistero, ma erano sempre uniformi. Questa volta no. Il colpo d’occhio è incredibile, tra corna, tentacoli, bocche improbabili che digrignano parodie di denti. Dalle creature minuscole raccolte nelle file più vicine, ai pachidermi globosi sugli spalti più lontani, fino agli strani esseri gassosi che galleggiano qualche metro sopra gli spalti.



Qui mi riperdo. Percezione distorta o realtà?

Andrea Partiti ha scritto:Sento arti molli afferrarmi e inserirmi nell’orecchio un chiodo gelatinoso che si fissa con un pizzico. Ora capisco le voci: mi acclamano, mi festeggiano. “Campione degli uomini!” gridano senza tregua. Ma le creature attorno a me sono silenziose, fanno cenni di rispetto, non sono esaltate. Lente mi si stringono attorno e mi guidano verso un posto vuoto sulla tribuna speciale. Diversi tra loro hanno gli occhi appannati di chi è passato per l’arena.
In campo scendono due creature simili a grossi granchi bipedi e l’attenzione di sposta su di essi. Uno è più piccolo, la sua corazza sembra molle e le corna sbucano appena sopra agli occhi.



Andrea Partiti ha scritto:Forse lo umanizzo, ma sembra spaventato.
Ripenso a quel “Grazie” e mi sento solo.


È solo attraverso la violenza, è solo attraverso il dolore condiviso che si può giungere all'empatia?

Comunque dei tuoi racconti (tra quelli che ho letto finora ovviamente) secondo me è il migliore. Mi piace perchè nonostante i piccoli appunti che ti ho fatto sei stra- sul pezzo e funziona praticamente tutto! il resto sono piccole precisazioni per collocarmici meglio. Ma cazzo se ci voglio entrare nell'arena!
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
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Andrea Partiti
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Re: Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#5 » mercoledì 20 settembre 2017, 23:14

L'idea di partenza era una reinterpretazione del tema con il -genere umano- e la violenza al suo interno, con un "reality show alieno in cui rapiscono un'intera razza e la fanno combattere a eliminazione diretta" (da cui i 33 combattimenti che sono sufficienti per esaurire la popolazione umana attuale, 2^33 sono un po' più di 8 miliardi), e volevo raccontare l'ultimo combattimento, non in un'arena su un pianeta a caso (con spettatori uniformi) ma nell'arena "delle finali" con i campioni un po' depressi delle razze precedenti.
Ovviamente poi non passa proprio tutta questa idea, c'è quel che c'è :D
Lasciare un ultimo scontro tra un uomo e una donna avrebbe funzionato bene, a livello simbolico! Avrei voluto pensarci io!

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DandElion
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Re: Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#6 » mercoledì 20 settembre 2017, 23:35

Andrea Partiti ha scritto:Lasciare un ultimo scontro tra un uomo e una donna avrebbe funzionato bene, a livello simbolico! Avrei voluto pensarci io!


Eeeeh le donne, lo fanno. lo fanno.. :P
Un giorno che ci gira bene scriviamo un qualcosa a 4 mani. ;)
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raffaele.marra
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Re: Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#7 » domenica 24 settembre 2017, 13:07

Indubbiamente hai avuto la capacità di rendere la violenza la vera protagonista del tuo racconto, restando perfettamente in tema con il contest. Qui la violenza è sia "in genere", poiché i combattimenti nella tua arena sembrano non avere regole, e quindi ogni genere di violenza può essere funzionale alla sopravvivenza, sia "di genere", intesa come "genere umano" e, ovviamente, "genere alieno".
L'idea di fondo non mi sembra originalissima, ma comunque il racconto si regge su una narrazione che desta interesse e curiosità. Scopriamo a metà lettura che si tratta di un contesto futuristico in cui gli umani sono spinti a scontrarsi tra di loro da esseri di altri mondi. Poi sul finale scopriamo che non si tratta solo degli umani, ma anche altri "generi" sono costretti a scontrarsi per decretare il fortunato (o sfortunato) campione che sederà con gli altri sugli spalti. Bella l'idea, insomma, anche se a tratti ha qualcosa di "già letto" e "già visto".
Non del tutto convincenti, a mio parere, le descrizioni delle varie tipologie di alieni che mi ricordano un po' quelle dei vari Star Wars (non le ho mai sopportate, quelle tipologie pupazzoidi troppo infantili e per nulla inquietanti).
In definitiva si tratta certamente di un buon racconto, anche se, probabilmente, non è tra i tuoi migliori.

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Linda De Santi
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Re: Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#8 » mercoledì 27 settembre 2017, 22:41

Ciao Andrea, bello questo racconto in cui la protagonista è la violenza. L’idea di raccontare un combattimento per la sopravvivenza, mettendo in secondo piano il conoscere con precisione chi sia a portarlo avanti e perché, è davvero buona. Se però dal punto di vista dell’intuizione non posso che farti i complimenti, ho come l'impressione che la narrazione sia vagamente sottotono. Alla fine il protagonista vince e riesce a risollevare la propria posizione, ma non sento di essere con lui. Penso che se fosse morto mi sarei sentita allo stesso modo :)
Nel complesso si tratta comunque di una buona prova, con uno degli sviluppi più originali di questo tema.
Alla prossima!

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giancarmine trotta
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Re: Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#9 » mercoledì 27 settembre 2017, 23:28

Ciao Andrea,
con quel tema così "concreto" e reale, sei riuscito a tirare fuori una storia interessante ambientata in mondi e tempi lontani da quelli che stiamo vivendo. Una violenza quindi diversa, differita, totale se penso allo scontro finale nell'arena. La tua è al solito una scrittura molto ricercata: questo a volte appaga le voglie di lettore, altre volte appare come una forzatura, ma è un mio gusto personale. Il racconto quindi è certamente in tema e, strano caso, pur seguendo un filone classico come uno scontro tra esseri con tanto di pubblico, è proiettato in uno spazio-tempo lontano dal nostro. Racconto positivo e molto diverso da ciò che mi attendevo con il tema. Ma la violenza c'è, di genere non saprei, ma in genere sì!
Alla prossima,
G

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marco.roncaccia
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Re: Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#10 » giovedì 28 settembre 2017, 9:48

Ciao Andrea,
Questo è forse uno tra i migliori tuoi racconti che ho letto. Ha un suo ritmo e anche l’idea iniziale da cui sei partito (che racconti in un commento qui sopra) arriva al lettore in maniera equilibrata senza nulla togliere al ritmo del racconto. Quello che però mi rende difficile collocare questo tuo scritto è l’attinenza al tema. Il genere umano rende forse giustizia alla violenza in genere ma non di certo a quella di genere. A prescindere dalla posizione che darò in classifica (non l’ho ancora stilata) lo considero comunque un racconto molto buono.

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antico
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Re: Eliminazione diretta - Andrea Partiti

Messaggio#11 » sabato 30 settembre 2017, 11:04

Idea buona, realizzazione efficace anche se priva di picchi particolari. Ho compreso che la tua intenzione fosse di esaurire il genere umano, ma credo dovresti calcare di più sul concetto e sì, alla fine ci sta il combattimento contro una donna. Tema più che ok, in ogni caso. Lettura decisamente godibile. Mi è piaciuto parecchio e il mio giudizio finale è un pollice quasi su perché quei due appunti che ti ho fatto sono, a mio parere, determinanti. In classifica finisci dietro a Marra per un soffio e quel soffio è rappresentato dalla maggiore originalità della sua idea unita a una rappresentazione, a mio parere, più solida della stessa.

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