La bestia

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vito.ricco
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La bestia

Messaggio#1 » lunedì 18 settembre 2017, 23:52

La vedo. È sul sedile di fronte al mio. Posso quasi sentirne l’odore. Arriccio il naso come un cane da tartufo. Ora lo sento. Sa di pesca e sudore. Mi piace. I capelli sono lisci e setosi, per un attimo ho l’istinto di allungare un braccio per infilarvi una mano dentro. Accenno ad allungare il braccio. Lo ritiro subito. Vorrei sentirli sotto le mie dita. Lisciarli. Non posso. Il bus è pieno di stupidi scarafaggi che hanno da poco finito il turno di notte. Potrebbe urlare come un’ossessa. Allora tutti gli scarafaggi mi punterebbero lo sguardo addosso. Io non li voglio i loro sguardi su di me. Mi comprimerebbero, mi schiaccerebbero. Io non voglio che mai nessuno mi guardi. Gli sguardi della gente mi mettono a disagio. Vedo scorrere le vie del centro dietro la sua bellissima testa, il finestrino le sta tagliando a fette. Spero non scenda presto. Spero scenda in periferia. Le vie del centro sono sempre così affollate. Anche a quest’ora. Anche quando le tenebre sono calate da un pezzo. Così potrò scendere anch’io e seguirla. Sarò discreto. Farò in modo che non mi noti. Le toccherò solo i capelli. Me lo giuro. Questa volta non farò vincere le mie pulsioni. Le terrò a bada. Non sono un animale, sono un uomo. Un uomo sa controllare i suoi istinti. Sarò bravo questa volta. Sì ho il cazzo il tiro, ma l’erezione non mi governerà. Mi hanno rinchiuso in una gabbia come un cane rabbioso, non permetterò che accada ancora. Il mio uccello resterà nelle mutande. Non tornerò in gattabuia. Me lo prometto ancora. Il bus supera il centro. Siamo entrati in periferia. Lei non è ancora scesa. Sento i freni del bus stridere. Il meccanismo delle porte automatiche sbuffare. Si spalancano. La ragazza si alza all’improvviso, come se avesse dimenticato di dover scendere. Per due secondi resto ancora incollato al sedile. Poi la imito. Non mi ha visto. Scendo dietro di lei. Ha le scarpe basse. Questo è un punto a mio sfavore. Devo stare attento. Devo toccarle solo i capelli. Sarò bravo. Non voglio più svegliarmi su una brandina. Non voglio più dividere una stanza quattro per quattro con dei loschi figuri. Vedere ogni santo giorno i loro stramaledetti tatuaggi. Non ci cascherò. Non cadrò nella trappola delle mie pulsioni. Ha i jeans. Sarebbe comunque difficile strapparglieli di dosso. Ha il passo svelto. Sono costretto ad accelerare il mio. Ora sono a pochi centimetri. Spero non si volti. Intorno a noi non c’è nessuno. Sa che sono dietro, ha paura. Lo sento il suo terrore. Le sue onde mi investono. Vibrano sulla mia pelle. La cosa mi eccita. È tesa. Non le piace avermi dietro di sé. Le toccherò solo i capelli. Urlerà e io scapperò con le braccia sul volto. Non mi riconoscerà. È il momento giusto questo. La paura è al picco massimo, l’urlo che ha caricato in canna, potrebbe non partirle. Le si potrebbe congelare in gola per la paura. Sarebbe la cosa migliore. Uno, due e tre. Lo faccio. La carezza dei suoi capelli sotto i polpastrelli distrugge tutti i miei buoni propositi. Sono troppo eccitato per contenermi. La spingo e la faccio cadere a terra. Urla. La volto e le strappo la maglietta all’altezza del petto. Mi basta solo un gesto per farlo. Il seno non è così grande come lo avevo immaginato sotto la maglia. Le abbasso il reggiseno dalle spalline. Metto uno dei suoi seni in bocca e inizio a succhiarle un capezzolo. Si agita come un’anguilla sotto di me. Faccio fatica a tenerla bloccata con le spalle sul marciapiede. Non riuscirò mai a penetrarla. Sono costretto ad abbassarmi i pantaloni e toccarmi mentre ho un suo seno in bocca. Arrivo in meno di due minuti. Le ho insozzato il vestito. Lasciato tracce organiche. Gli sbirri hanno il mio DNA schedato. Quei bastardi ci metteranno poco a risalire alla mia identità. Mi rialzo i pantaloni rapidamente. Ho commesso ancora una volta l’errore fatale. Scappo ma so già che verrò braccato. Mentre vado via do un ultimo sguardo alla mia vittima. Non riesce a muoversi. Ha l’orrore negli occhi. Non riesce nemmeno a piangere. Non provo pietà per lei. Ma quando passo davanti ad un auto e il finestrino rifletta l’immagine del mio viso, la provo per me. Tornerò in cella. Tornerò prigioniero a causa dei miei istinti. Sono una bestia.



Vito Ricco
18/09/2017



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antico
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Re: La bestia

Messaggio#2 » lunedì 18 settembre 2017, 23:54

Ciao Vito e benvenuto su Minuti Contati! Tutto ok con caratteri e tempo, divertiti in questa DI DIO EDITION!

Ps: ti ricordo che hai tempo fino all'una per modificare il racconto a tuo piacimento (senza superare il limite di caratteri, però). Nel caso, invece, che tu lo modifichi dall'una e un minuto fino all'una e trentatre, incorrerai in malus.

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vito.ricco
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Re: La bestia

Messaggio#3 » lunedì 18 settembre 2017, 23:58

Ok, perché qualche errore potrei averlo commesso qui e lì, se il sonno non mi blocca vedo se è tutto ok. Grazie.

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DandElion
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Re: La bestia

Messaggio#4 » mercoledì 20 settembre 2017, 22:12

Ben Venuto a bordo!!!
Il tuo racconto mi piace molto, MA lo trovo poco in linea con il tema della violenza. Mi spiego. Sì, ok, c'è una violenza sessuale, c'è una tensione bellissima (mi piace veramente molto!) e non ti nascondo che mi viene molto da simpatizzare col povero Cristo prigioniero di se stesso, delle sue pulsioni e della sua stessa incapacità di controllo.
Mi piace tantissimo il tuo stile, frammentato, ma lineare. Il ritmo è battente, come un ripetuto guizzo di pensieri che stillano come gocce d'acqua uno alla volta, ma persistenti in un climax stupendo. Ma c'è un altro ma: questa non è violenza, questo è tira-e-molla con se stessi, un misurarsi. Una volontà tradita. Un tentativo disperato di resistere a se stessi, per me lui non è una bestia, anzi è molto molto razionale. Poi non je la fa, ok, ma la bestialità, anche in come conduce il suo stupro non la vedo.

vito.ricco ha scritto: Scappo ma so già che verrò braccato. Mentre vado via do un ultimo sguardo alla mia vittima. Non riesce a muoversi. Ha l’orrore negli occhi. Non riesce nemmeno a piangere. Non provo pietà per lei. Ma quando passo davanti ad un auto e il finestrino rifletta l’immagine del mio viso, la provo per me. Tornerò in cella. Tornerò prigioniero a causa dei miei istinti. Sono una bestia.



FERMO restando che il racconto mi stra-piace.
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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giancarmine trotta
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Re: La bestia

Messaggio#5 » martedì 26 settembre 2017, 19:19

Ciao Vito,
il racconto mi ha preso. Le emozioni vengono fuori e questo è un gran merito. Sulla struttura, senza modificare praticamente nulla, ti consiglierei di andare a capo ogni tanto: facilita la lettura e, quando serve, enfatizza ciò che scrivi. Devo ammettere che la storia non regala sorprese o colpi di scena perché sin dall'inizio si immagina che le pulsioni l'avranno vinta sulla razionalità dell'uomo. In questo senso lui sembra fin troppo "razionale", anche se probabilmente molte persone affette da queste pulsioni sono prese da momenti in cui appaiono molto lontani dai mostri che poi si rivelano.
Mi è piaciuto il lato ossessivo dell'uomo, il suo ripetere di fermarsi a toccare solo i capelli. Mi è piaciuta la scelta dell'anonimato: l'uomo è un nessuno che potrebbe rovinare la vita di ragazze indifese, un mostro appunto.
In definitiva una buona prova, migliorabile in alcune parti.
Alla prossima,
G.

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raffaele.marra
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Re: La bestia

Messaggio#6 » martedì 26 settembre 2017, 23:53

L'aspetto migliore di questo racconto è senza dubbio la capacità che esso ha di coinvolgere il lettore in un climax ascendente di tensione. Tale ottima caratteristica è dovuta ovviamente alla scena descritta, ma soprattutto allo stile adottato, sufficiente a trasmettere uno stato ossessivo incontrollabile e mostruoso. Lo stile, dicevo, è ben curato, perfettamente funzionale alla tensione emotiva che il testo vuole alimentare frase dopo frase. Tutto serve a creare pathos e attesa, la scelta della prima persona, il continuo riferimento ai capelli, persino la scelta di non andare mai a capo, come se i pensieri del protagonista fossero incontenibili, affannati come un respiro eccitato e perverso. Il finale arriva presto, eppure sembra non arrivare mai; il lettore scende dal mezzo con i due protagonisti e li segue timoroso, quasi incapace di proseguire verso un epilogo che dovrebbe essere l'apice di una ascesa turbinosa. Il finale, però, non mi sembra poi totalmente all'altezza di quanto preparato precedentemente. C'è una violenza, sì, sicuramente scioccante e deprecabile. Ma non c'è quell'esplosione di "male" che mi sarei aspettato. O, al contrario, magari mi sarei aspettato un colpo di scena con una violenza che non si concretizzava affatto. Non so se si tratti di gusti personali o magari di errata interpretazione delle tue intenzioni, ma devo dire che, secondo me, il finale andrebbe un tantino rivisto per non sprecare tutto il bene (o "male", fai tu) che caratterizza i primi tre quarti del racconto. Detto ciò, concludo con il dire che sicuramente il giudizio resta positivo: racconto buono ma probabilmente migliorabile. Benvenuto!

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Linda De Santi
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Re: La bestia

Messaggio#7 » mercoledì 27 settembre 2017, 22:38

Ciao Vito!
In generale non amo i racconti fatti interamente di frasi brevissime e in cui non si va mai a capo, ma devo dire che non ho avuto problemi a leggere il tuo.
Sei riuscito ad entrare bene nella mente di un delinquente “qualunque” (non, quindi, di un serial killer o di un pazzo stupratore, ma in quella di chi tenta di costruirsi nella mente una giustificazione alle proprie azioni, pensando fino all’ultimo che non sta facendo niente di male e che non ci saranno conseguenze).
Ti consiglierei giusto di evitare i muri di testo, che richiedono un certo sforzo a chi legge.
Per il resto, mi sembra una buona prova. A rileggerci!

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marco.roncaccia
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Re: La bestia

Messaggio#8 » giovedì 28 settembre 2017, 9:52

Ciao Vito,
Ci porti nella tana del mostro, il suo cervello. La violenza della repressione sessuale e di quella sociale vissute dal protagonista non possono che sfociare in quella sessuale ai danni della povera ragazza incontrata sull’autobus. Perlomeno così mi sembra tu abbia interpretato il tema. Il racconto scorre dall’incipit al finale facendo identificare il lettore con il protagonista è la catena della violenza sembra impossibile da interrompere.

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Andrea Partiti
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Re: La bestia

Messaggio#9 » giovedì 28 settembre 2017, 15:52

Hai preso il tema molto di petto, forse troppo e rinunciando a un po' di finezza nel costruire la storia. C'è la violenza, ma il quadro che ci mostri è estremamente diverso dalla violenza di genere, la vedo come una violenza interna del protagonista che lotta con se stesso e perde. La vittima è una comparsa senza voce e senza volto, quasi non coinvolta nella storia.
Ho apprezzato il voler mostrare il lato più combattuto dello stupratore, quella parte di sé che gli fa credere che non succederà più e saprà contenersi e che perde nonostante tutti i tentativi di razionalizzare pensando al carcere, ma questa scelta ha anche lo svantaggio di volerci fare empatizzare con un protagonista con cui è davvero difficile empatizzare, per il modo stesso in cui ce lo racconti.
Detto questo, hai un ottimo stile e riesci a mantenere un ritmo avvincente per tutto il racconto, non ci sono tempi morti, cali di intensità. Sei sempre sul pezzo e ogni paragrafo ti butta in quello successivo. Non è facile riuscirci e lo ammiro.
"non voglio che mai nessuno mi guardi" > "voglio che a volte nessuno mi guardi" > quindi non gli importa che quasi sempre qualcuno lo guardi, contraddice la frase successiva, forse devi districare la matassa di negazioni!

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antico
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Re: La bestia

Messaggio#10 » sabato 30 settembre 2017, 17:49

Come mi sono approcciato al racconto ho pensato "Cribbio, non ci sono gli a capo... Testo pesante", ho dovuto ricredermi. La tua prosa permette una lettura veloce e l'apparente pesantezza della "forma" è funzionale alle intenzioni dell'autore. Il tutto funziona. Il problema è altro, semmai. Ci porti dentro la testa del protagonista e vuoi mostrarci i suoi tentennamenti, la sua costante dialettica interna, però non abbiamo mai, noi lettori, il dubbio su come possa andare a finire la situazione. Dovresti invece cercare di giocare con il lettore stesso portandolo ad aspettarsi il tutto e il contrario di tutto e questo potrebbe essere un valore aggiunto in grado far fare un ulteriore salto qualitativo al testo perché ti permetterebbe al tempo stesso di giostrare meglio con la psiche del tuo protagonista. Per me un pollice tendente all'alto e lo preferisco agli altri racconti con stessa votazione perché è riuscito, almeno a me, a colpirmi con più determinazione.

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