SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

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marco.roncaccia
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SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#1 » martedì 19 settembre 2017, 0:56

Sono a favore della violenza di genere.
Ma la violenza di genere non mi è favorevole.
Tipo stasera, cazzo.
Ho messo questa minigonna da urlo, tacchi a spillo e auto reggenti a rete.
Sopra un reggiseno push up e una magliettina nera trasparente.
Sono salita sull’autobus e ho cercato un negro che mi sembrasse abbastanza arrapato.
Ne ho visto uno che faceva al caso mio.
Si stava massaggiando il pacco e, mi sono detta,
Se non ora quando?

Mi sono seduta davanti a lui e ho iniziato piano piano a divaricare le gambe.
E questo cosa fa?
Si gira dall’altra parte a guardare fuori dal vetro.
A casa loro bisognerebbe mandarli, questi pezzi di merda.
Ma non mi sono data per vinta, quando è sceso alla stazione, l’ho seguito.
Aveva il passo lungo e facevo fatica a stargli dietro con questi tacchi, quindi, a un certo punto gli ho fatto «Ehi, scusa?»
Lui si è fermato e io l’ho affiancato.
«Ti va, di scoparmi»
«No» ha risposto
«E se ti facessi un pompino?»
«No, grazie» ha risposto lui e si è incamminato di nuovo
Negro di merda.

Per fortuna, lì vicino c’erano alcuni militanti di Casapound che se le davano di santa ragione.
Uno di loro stava prendendo a catenate in testa un camerata che a sua volta strizzava le palle a uno Skinhead che ci dava di tirapugni sul naso di quello con la catena.
«Ehi ragazzi!» ho fatto loro indicandogli il negro, «Quel clandestino mi ha importunata!»
Hanno smesso all’istante e si sono precipitati su quel finto profugo.
Catenate, pugni, strizzate di palle.
Come gridava quella specie di scimmia.
Così impara.

Devo confessare che la vista del sangue mi eccita.
Mi sono fatta un giro finché non ho trovato una macchina dei carabinieri ferma.
Prima di avvicinarmi ho dato un paio di sorsi alla fiaschetta del gin che tengo nella borsetta.
Dicono che l’alcol in questi frangenti aiuti.
«Ragazzi» ho fatto loro «mi sono persa, non trovo la strada di casa».
L’ho detto leccandomi lentamente il rossetto delle labbra. Mi ero sporta all’interno dell’abitacolo dal finestrino e facevo dondolare le tette. Ero riuscita a strusciarle fino alla fondina della pistola dell’agente.

Adoro le cose a tre, pensavo tra me e me. Mi vedevo già con il cappello con la fiamma in testa, nel bel mezzo di una doppia penetrazione.

«Signora, mi dia l’indirizzo che le faccio vedere il percorso su google maps»
Ha detto quello al posto di guida.
«Oppure, se vuole, le chiamiamo un taxi» ha aggiunto il collega.

Sbirri infami!
All Cops Are Bastard!

Ho spostato le tette, ho infilato il braccio e ho pescato nella fondina.
Ho tolto la sicura e ho fatto fuoco alla testa.

Io sono buona e cara, ma se mi si nega un thresome divento una belva.

Sarà complicato togliere i pezzi di cervello di quei piedipiatti dalla tappezzeria della volante.

Te l’ho già detto che il sangue mi attizza?

A questo punto non ce la facevo più.
Nel mio intimo non c’era Chilly ma un vero fiume in piena.

Ha iniziato a piovere e a tirare una Gianna da mandarti a puttane l’acconciatura.
Due ore di piastra! Non c’è giustizia in questo mondo.

Sono entrata in convento.

Le avverse condizioni meteo mi hanno suggerito una nuova strategia.
Mi sono ricordata di una vecchia storia di confessioni e di corda.


Ho chiesto di essere confessata.
Il frate era basso e sovrappeso.
Non proprio il mio tipo.
Ma si sa, la guerra è guerra!
Ho iniziato a raccontargli fantasie di tutti i tipi
Cercando di trovare quella che lo facesse eccitare.
Stavo descrivendogli una scena in cui mi metteva a novanta gradi sull’inginocchiatoio e mi sodomizzava mentre recitavo l’atto di dolore, quando ho sentito uno strano rumore.
Non ci crederai, stava russando il maledetto.

A volte so essere veramente silenziosa.
Quel baciapile pedofilo si è svegliato solo quando ho tossito sonoramente.
Mentre lui si faceva la pennica gli avevo messo la corda del saio intorno al collo e l’avevo fatta passare dalla mia parte del confessionale
Non ha fatto in tempo a darmi la penitenza.
Ho preso la corda e ho tirato e tirato.
Con la lingua di fuori e gli occhi a palla, faceva veramente schifo.

Alla fine mi sono arresa e sono venuta qui a bere qualcosa.
Mi piace questo locale. Da bere non costa molto e la musica non è male.
Per esempio senti questo pezzo, è la mia canzone preferita, spero non ti dispiaccia se canto!

Sweet dreams are made of this
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antico
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#2 » martedì 19 settembre 2017, 0:58

Ciao Marco, ti aspettavo! Tutto ok con i parametri, buona DI DIO EDITION anche a te!

Ps: ti ricordo che hai tempo fino all'una per modificare il racconto a tuo piacimento (senza superare il limite di caratteri, però). Nel caso, invece, che tu lo modifichi dall'una e un minuto fino all'una e trentatre, incorrerai in malus.

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marco.roncaccia
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#3 » martedì 19 settembre 2017, 1:05

Ciao, Antico! Sono arrivato per un pelo. Il tema mi stava dissuadendo, poi però ho messo una canzone ...

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vito.ricco
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#4 » martedì 19 settembre 2017, 11:27

Assurdo come tu abbia scritto, meglio di me, un racconto molto simile sia per stile che per trama, solo che il tuo rovescia il punto di vista. Devo dire che hai analizzato molto bene la mente di una donna che si eccita con lo stupro. ovviamente lo stile mi è piaciuto molto perché simile a quello del mio racconto. Mi piace.

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vito.ricco
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#5 » martedì 19 settembre 2017, 15:11

Assurdo come tu abbia scritto, meglio di me, un racconto molto simile sia per stile che per trama, solo che il tuo rovescia il punto di vista. Devo dire che hai analizzato molto bene la mente di una donna che si eccita con lo stupro. ovviamente lo stile mi è piaciuto molto perché simile a quello del mio racconto. Mi piace.

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marco.roncaccia
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#6 » martedì 19 settembre 2017, 15:42

Ciao Vito,
Grazie per il commento! A questo punto sono curioso di leggere il tuo racconto. Appena ho un po' di tempo, comincerò da lì

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Ace
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#7 » martedì 19 settembre 2017, 23:58

Ciao Marco, ho letto il tuo racconto e l'ho trovato acuto e divertente. La sua forza sta nel rovesciare ruoli e cliché, questo lo rende vincente. C’è ritmo, l’idea, lo humour nero che amo. Funziona pure la chiusa. Serve solo rivedere alcuni termini e qualche inesattezza qua e là, ma questi interventi, seppur necessari, non inficiano il valore del racconto. Cominciamo? Quel “divaricare” lo sostituirei; qua abbiamo una puttanella in calore che le gambe le deve spalancare e non divaricare. Le divaricherà quando andrà dal ginecologo. In verità pure quel “da urlo”, riferito alla minigonna, è trito. Così come toglierei quella virgola in “ti va di scoparmi”. “Adoro le cose a tre, pensavo tra me e me”: da rivedere, effetto filastrocca. Altra cosa, i Carabinieri: appuntato, brigadiere, maresciallo ecc. Agente [non] credo sia corretto. Magari controlla. Non ci metto la mano sul fuoco, però… Ancora: “ho pescato nella fondina. Ho tolto la sicura e ho fatto fuoco alla testa. Non sta in piedi, mancano minimo un paio di sequenze e io la rivedrei così: “Ho pescato nella fondina, estratto l’arma, tolto la sicura, fatto mezzo passo indietro e gli ho sparato alla testa”. Qualcosa del genere. A seguire: non ne sono certo, non ho googlato, ma penso che il termine corretto sia threesome e non thresome. Ancora, sui Carabinieri: la loro credo sia una Gazzella, la volante penso sia quella della Polizia. Pure qui, non ho googlato, se ti ho messo il dubbio e non ne sei certo, controlla. Per chiudere: mi hai molto divertito, e per me, come lettore, questa è la cosa principale. Quindi: bravo!

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DandElion
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#8 » mercoledì 20 settembre 2017, 18:58

marco.roncaccia ha scritto:Sono a favore della violenza di genere.
Ma la violenza di genere non mi è favorevole.
Tipo stasera, cazzo.


Ecco già qui ero innamorata di quello che sarebbe potuto succedere. Questo racconto è veramente- in my opinion- una perla nera. Tralasciando appunti del cazzo del tipo "la virgola più a destra, me lo faccia un po' più blu (chi coglie la citazione ha vinto un bacio)" il racconto funziona. Mi piace un sacco, c'è un meraviglioso rovesciamento dei ruoli e - non puoi saperlo, ma - mi hai fatto pensare da morire ad un collega che mi raccontata le gesta poderose di una sua amica per la serie " 'ndo' sta uno sconosciuto che mi voglia stuprare?" per cui nella mia testa queste due donne si sovrappongono in maniera perfettamente armonica. Ammetto che non riesco ad immaginare le fattezze reali di questa donna. bellissima, ma aggressiva? normale, ma con lo sguardo pericoloso? Così macchia che veramente nessuno se la scoperebbe manco con la famosa busta di carta in testa? Chissà..
E la canzone che hai scelto, beh.. è una delle mie preferite, fosse già solo per questo: AdoroH!


marco.roncaccia ha scritto:Sweet dreams are made of this
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#9 » giovedì 21 settembre 2017, 8:58

@Ace, grazie per il commento e per gli appunti che mi fai. In alcuni casi hai ragione tu, in altri, ad esempio la precisione della terminologia sui Carabinieri e le loro auto risulta poco coerente con il personaggio. Threesome, thresome, Trisom si usano indistintamente per indicare la stessa cosa.

@DandElion Grazie per il commento. È vero, il personaggio è difficilmente visualizzabile. È, in parte una scelta, proprio per mettere il lettore nella condizione di farsi le domande che ti fai tu è per evitare la riduzione del discorso a "donna cessa che non se la tromba nessuno"

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DandElion
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#10 » venerdì 22 settembre 2017, 13:33

[quote="marco.roncaccia] È vero, il personaggio è difficilmente visualizzabile. È, in parte una scelta, proprio per mettere il lettore nella condizione di farsi le domande che ti fai tu è per evitare la riduzione del discorso a "donna cessa che non se la tromba nessuno"[/quote]
Proprio questa mancata specificazione contribuisce al cliché.. già se la descrivevi bellissima e sensuale, ma con lo sguardo da matta o gli occhi diversi "per questo la gente ha paura" (un esempio tra mille) l'idea del cliché cadeva. Adesso la sto immaginando bella e procace come la Valentina di Guido Crepax, per dire.
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marco.roncaccia
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#11 » venerdì 22 settembre 2017, 14:12

Ciao DandElion,
Il racconto è del lettore e quindi ognuno è legittimato a immaginarsi il personaggio come meglio crede. Io però non ho voluto indurre neanche l'idea della strafica, perché, come nel caso della cessa, il racconto non ruota sull'aspetto di lei, ma su quello che lei rappresenta. Bisogni insoddisfatti, frustrazione per non essere considerata. La violenza in genere e di genere nasce da questo, secondo il mio modesto parere, e il riferimento a fatti recenti pompati dalla stampa vuole evidenziare come i media soffino sul fuoco degli istinti brutali presenti in ognuno e ognuna. Questo solo per spiegarti da cosa mi sono state dettAte le scelte che h9 fatto durante la scrittura, non certo per controbattere alla tua critica, che ci sta tutta.

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giancarmine trotta
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#12 » lunedì 25 settembre 2017, 21:03

Ciao Marco,
come sempre mai banale.
Sto leggendo pezzi tutti completamemti diversi, forse alcuni borderline rispetto al tema, ma certamente interessanti.
Il tuo racconto è "politicamente scorretto": ribalta cliché e punti di vista. A parte qualche sbavatura sulla punteggiatura (assolutamente perdonabile!), il racconto si legge bene perché ha ritmo. Mi è piaciuta molto la prima scena e la conseguente seconda. Nell'assurdità delle scene, infatti, sono entrambe verosimili. Quella dei carabinieri un po' meno come pure la battuta su Chilly. Buona la scena finale e ottima la chiusa.
In definitiva una buona prova, con un'idea al solito bella e spiazzante e qualche parte migliorabile.
Alla prossima lettura,
G.

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Linda De Santi
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#13 » mercoledì 27 settembre 2017, 22:36

Ciao Marco!
Interessante l’idea di capovolgere una situazione tradizionale della violenza di genere con una protagonista femminile che ne va addirittura in cerca. La brutalità esasperata qui è puramente fine a sé stessa, ma alla fine, nel quadro che crei, ci può stare.
Dal punto di vista stilistico, ho storto un po’ il naso davanti alle tante frasi brevi che vanno spesso a capo. Non le amo particolarmente, a meno che non siano supportate da una motivazione forte.
La scelta di Sweet Dreams forse è un po’ banale. Okay, è una canzone che è un po’ come le patatine fritte e sta bene ovunque, ma in questo caso mi ha saputo un po’ di trito.
Nel complesso, lo trovo un racconto con una buona idea di fondo e ben scritto, ma al di sotto dello standard a cui ci hai abituati.
Alla prossima!

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raffaele.marra
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#14 » giovedì 28 settembre 2017, 0:23

Trovo intelligente e originale la scelta che hai fatto nel declinare il tema del contest. Hai scansato del tutto ogni tentazione di cedere al patetico (come me, del resto, che sto cercando di imparare l'ironia alla tua maniera) e hai optato per un testo che, negando la tesi, dovrebbe portare alla negazione dell'ipotesi iniziale. E proprio così, come in ogni buona dimostrazione per assurdo, la tua storia termina con qualcosa che, dopo tanta esplicita contraddizione, sa di irreale. "Sweet dreams", si tratta di sogni, di immaginazione, di fantasie. Insomma, non siamo nella realtà, come volevasi dimostrare. Peccato che il tutto sia così "telefonato" fin dall'inizio, da quel titolo che spiega già tutto evitando una sorpresa finale. Lo stile è il solito, leggero (apparentemente) e ironico. Leggendo il testo mi sono chiesto come sarebbe stato il tuo racconto con uno stile un po' più severo, ricercato. Non so se la cosa funzionerebbe: forse no, forse i tuoi scritti rappresentano un bell'esempio di coerenza intrinseca tra forma e contenuto. Ad ogni modo, la prova è superata, come volevasi dimostrare...

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Andrea Partiti
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#15 » giovedì 28 settembre 2017, 15:49

Il tema era molto vincolante, hai trovato un buon modo per rispettarlo senza dover scrivere l'ennesima versione del Racconto Banale.
Mi piace il rovesciamento, perché hai scelto una serie di scene in cui a sessi invertiti le reazioni sia dei presenti sia quelle di noi lettori sarebbero profondamente diverse. Le molestie sull'autobus, le reazioni moderate dei poliziotti, l'indignazione fascista. Tutto avrebbe una conclusione diversa, denigratoria o più violenta. Più continua la follia, più viene automatico immaginare l'inversione e notare le differenze.
La canzone, meh, secondo me il racconto ne faceva anche a meno, non aiuta davvero a dare un filo conduttore alla storia, c'è un parallelo molto generico con le scene che racconti con use/get used/abuse/be abused che non sono completamente sicuro sia intenzionale. E' simpatico ma non così sconvolgente da meritare la citazione per esteso.

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antico
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Re: SWEET DREAMS di Marco Roncaccia

Messaggio#16 » sabato 30 settembre 2017, 9:22

Ho trovato eccessiva la canzone, il racconto si regge benissimo senza e la sua presenza appesantisce solo il finale. Potevi tranquillamente chiudere con parole tue, sarebbe stato, a mio avviso, più efficace. Per il resto, hai delineato uno dei tuoi personaggi classici e funziona. Il lavoro maggiore l'hai fatto nel dare un'interpretazione del tema originale e assolutamente non scontata, molto bene. Per me un pollice tendente all'alto perché quella canzone finale appesantisce proprio tanto.

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