Basta sognare!

Partecipa al live di Minuti Contati all'interno della programmazione del Terni Horror Fest.
Guest Star dell'evento: Daniele Picciuti
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alex.coman
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Basta sognare!

Messaggio#1 » sabato 28 ottobre 2017, 15:50

Minigonna, stivali fino alle ginocchia, cosce nude, corsetto a stringere la vita e il seno, a gonfiarlo, labbra viola, capelli sciolti, viso truccato e occhi che urlavano un'unica parola: sesso. Capello a punta, da strega. Camminata a gambe incrociate fino al bordo del letto. Si piega. Guanti fino ai gomiti, le mani che avanzano sulle lenzuola, poi le ginocchia.
Ora i seni si vedono meglio. La gonna copre a malapena il fondoschiena che la strega si porta dietro, come un vagone ondeggiante. Le mani della ragazza arrivano alle ginocchia. «Dolcetto o scherzetto?» chiede, con un dito tra le labbra.
Sdraiato sul letto, lui freme, ovvio che freme; chi non la vorrebbe una strega così? «Credo che assaggerò il dolcetto.» risponde.
La ragazza sorride, abbassa il viso, il vagone dietro è ancora alzato, la gonna lo scopre un po' a rivelare i glutei che, da quella posizione, ricorda vagamente la forma del cuore. Lei sbottona i jeans, preme con il palmo sull'eccitazione nelle mutande, e poi via anche queste.
«Oh, sì, Elisa.» sussurra senza volerlo. Sorride all'idea di quello che sta per fare la strega. Eccoci. Ci siamo. Si sta abbassando con le labbra schiuse...

*

Apre gli occhi. Merda, un altro sogno. Un altro fottutissimo sogno.
Elisa.
Si alza dal letto, va al bagno, pisciata mattutina obbligatoria. Lavandino: mani, denti, faccia possono aspettare. Torna in camera, apre l'armadio, prende la prima camicia, i jeans di ieri buttati sul comò. Si veste in fretta, va in cucina, beve un sorso di caffè direttamente dalla moka. Cellulare, chiavi di casa, chiavi della macchina. Esce.
Accelera, inchioda, accelera, inchioda. I semafori diventano rossi quando lui ci si avvicina, i vecchietti attraversano le strade, i motorini gli tagliano la strada. Dannazione, muovetevi, perdio! Sono le 8:20, l'ufficio è ancora chiuso, ma lui sa che qualcuno già si trova sul posto di lavoro. Tira fuori il cellulare, chiama: uno squillo, due squilli, tre, quattro. Niente. Elisa non risponde. Chiama a lavoro. Qualcuno risponde: «Pronto.» Voce maschile.
«Massimo, sono Carlo.» Inchioda di nuovo quando una Punto si infila sulla propria corsia.
«Ohi, Carlo, dimmi tutto.»
«Elisa è già arrivata?»
«Doveva stare qui da quasi un'ora, sai, per la riunione di oggi. Ma nulla, non c'è.»
Merda. «Okay, grazie.» Merdamerdamerda. Ci pensa: può dirlo, non può dirlo? Cosa penseranno poi se lo dice? Ma chi se ne frega? Lo dice: «Chiama la polizia. Elisa è in pericolo!»
«Aspetta, cosa?»
«Massimo, chiama la polizia e mandali a casa di Elisa, okay?»
«Carlo, ma cosa..?»
«Non ora. Vado a casa sua sperando di non fare un incidente prima. Tu chiama.» Chiude la chiamata.
Ecco, se poi non è vero? Lui sa che è verissimo invece, Elisa è in pericolo di vita, in un modo o nell'altro. Non può certo spiegarlo alla polizia, non con un fottutissimo sogno erotico. Ma lui sa che, se non interviene, qualcosa a Elisa succederà. Com'è successo a Claudia, Francesca, Marco, Luca... e a suo padre. E ora a Elisa.

*

Aveva otto anni, un lenzuolo sopra fare da vestito, due buchi per gli occhi. Nemmeno le maniche aveva. Nel cestino di plastica a forma di zucca c'era qualche caramella, niente di che in realtà: sperava che quella serata sarebbe stata più proficua. Rimaneva una casa da fare, ma neanche i grandi si avvicinavano a quella villa. Gli avevano detto che fosse abitata da una sorta di strega, alcuni avevano affermato che ci vivesse un demone, altri il diavolo in persona, altri un angelo caduto e mandato in castigo qui sulla terra. In ogni caso, chiunque abitasse in quella casa era malvagio, non poteva che essere malvagio. Lui non sapeva che credere. Si fidava degli altri, gli altri sparavano una storia più fantasiosa dell'altra su quella casa. Ma aveva poche caramelle e la casa davanti. Sarebbe bastato attraversare la strada per entrare nel vialetto, poche decine di metri, salire i gradini e suonare alla porta. Tre parole, dolcetto o scherzetto. Avrebbe ritirato il suo premio e poi a casa da suo padre.
La mamma diceva che il padre aveva una cosa chiamata cancro e che tra non molto non sarebbe più stato tra loro. Che sarebbe andato via, a giocare con gli angeli e roba così, ma lui sapeva la verità: suo padre sarebbe morto. Non sapeva quando di preciso, ma sapeva che da un giorno all'altro avrebbe tirato l'ultimo sospiro. Solo qualche altra caramella e poi sarebbe andato a leggere una storia al padre, per fargli vedere come aveva imparato a leggere bene.
Pensava e fissava il vialetto. Da dieci minuti ormai. Finalmente si decise.
Arrivato alla porta, suonò il campanello. La porta si aprì quasi subito dopo, come se qualcuno lo stesse aspettando. Una signora dai capelli grigi legati in una coda, con una vestaglia rossa e pantofole bianche lo stava osservando. Un sorriso sulle labbra screpolate, una cesta con le caramelle tra le mani.
Si schiarì la gola e sussurrò: «Dolcetto o scherzetto?»
«Oh, ma che tesoro!» esclamò.
Lui allungò la sua zucca di plastica, lei ci infilò una manciata di caramelle e dolcetti. La osservava e non riusciva a capire perché gli altri le avevano attribuito tutte quelle mostruosità. Non si contenne e chiese: «Ma lei allora non è una strega.»
L'anziana allargò il suo sorriso. «Ma certo che lo sono, tesoro.»
«Ma solo per finta.» spiegò lui. «Perché oggi è halloween.»
Lei rise. Si piegò verso di lui. «Sai mantenere un segreto?» sussurrò.
Il bambino annuì.
«Sì, sono una vera strega.» dichiarò. «E, visto che sei stato l'unico bambino coraggioso a suonare alla mia porta, voglio farti un regalo.»
Ma non poteva essere vero. «Un regalo?»
«Certo. Cosa vorresti, piccolino? Chiedi qualsiasi cosa.»
Forse non era vero, forse sì. Che differenza faceva se ci provava? Al massimo si accontentava delle caramelle da portare al padre. Deglutì. «Be', io vorrei sapere quando muore la gente.» disse. «Così saprei quanto posso ancora giocare con papà.»
«È un desiderio molto coraggioso per un bambino. Sei sicuro?»
«Sì.» Poi ci ripensò. «Però vorrei saperlo in modo carino, non voglio essere spaventato.»

*

Accelera, inchioda, gira a sinistra, cambia strada, bisogna arrivare da Elisa. Sta tremando. Merda. Era stato a casa sua due volte, in occasione di qualche cena organizzata dalla collega. Entra sulla strada. Qual'era la casa di Elisa? Sì, eccola. Parcheggia. Suona il citofono. Nessuna risposta. Bussa, colpisce, grida: nessuna risposta.
Si sposta alle finestre, cerca di guardare dentro, non vede niente. Ma dov'è la polizia? Massimo alla fine l'ha chiamata? Elisa è là dentro. Deve solo entrare e vedere come sta, fare qualcosa per impedire la morte.
Ancora grida, colpi alle finestre. Niente.
Non subito almeno.
Il viso di Elisa appare di colpo contro il vetro della finestra. Non ha nulla della strega sexy che ha sognato. Il naso schiacciato, gli occhi fuoriusciti dalle orbite, le labbra spalancate in un grido muto. Sotto il mento, un sorriso di sangue che va da una parte all'altra della gola.
Tardi. È arrivato tardi. Elisa è morta. Come tutti. Come suo padre.
Si affloscia a terra, piange: «Basta sognare!»



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antico
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Re: Basta sognare!

Messaggio#2 » sabato 28 ottobre 2017, 15:51

Benvenuto a Minuti Contati! Tutto ok con tempo e caratteri, buona Terni Live Edition!

Francesco.F
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Re: Basta sognare!

Messaggio#3 » mercoledì 1 novembre 2017, 22:21

Ciao Alex. Ho letto il tuo racconto due volte. Premetto, nessuna difficoltà di lettura in sé, tutto molto chiaro e ben scritto. Alla prima lettura, in particolare nel primo paragrafo, ho avuto un attimo di titubanza: “Oddio, ecco un serial killer strega…ah no, era un sogno!” ed ho proseguito. L’ansia del protagonista era palpabile, ma non ne capivo il motivo. Poi ho letto il flashback…è commovente! Già visto o già sentito? Non è un mio problema, mi è piaciuto davvero tanto. Il macabro finale ha finito il lavoro. Rileggerlo una seconda volta è stato un piacere, con una chiave di lettura acquisita. Un racconto completo, in linea con il tema che ci è stato fornito, emozionante. Davvero bravo, almeno per me. Complimenti!

Airali
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Re: Basta sognare!

Messaggio#4 » giovedì 2 novembre 2017, 14:34

Ma che idea figa! All'inizio avevo pensato che il fatto che lui stesse sognando significasse che Elisa era morta, ma non nel senso che intendevi tu: mi era venuto in mente che fosse un sogno ricordo della notte in cui era morta la sua ragazza. Una cosa del genere. Avevo immaginato una storia di fantasmi, non di streghe. Ma la tua idea è molto piú originale! L'ansia si impossessa bene del lettore, serpeggiando pian piano dal fondo del subconscio per poi esplodere nella climax finale. Bravo!

paola roela
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Re: Basta sognare!

Messaggio#5 » venerdì 3 novembre 2017, 17:55

Ciao Alex, è piaciuto moltissimo anche a me il tuo racconto.
Lo hai sviluppato in modo eccellente, partendo dal sogno al flashback (che tenerezza la strega che parla con il bambino) e tornando al presente nell'ultima parte.
Come hanno già rilevato gli altri, si avverte benissimo l'ansia del protagonista con il quale è facile immedesimarsi.
Mi ha colpito particolarmente l'espressione "sorriso di sangue". Bravo e in bocca al lupo per il contest!

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Monica Patrizi
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Re: Basta sognare!

Messaggio#6 » sabato 4 novembre 2017, 16:22

Ciao Alex!
Un bel racconto, ben scritto, equilibrato nelle parti, tra dialoghi, scene descrittive e il famoso don't tell, complimenti.
Anch'io, leggendolo, inizialmente ho pensato a una scena di sesso che sarebbe finita male, poi ad un sogno a sfondo erotico. Palpabile l'ansia del protagonista, in cui il lettore si immedesima facilmente, già al risveglio la mattina, di cui ne ben descrivi i rituali. Il flashback è ben calibrato, così come il finale. Complimenti e in bocca al lupo per il contest!

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alex.coman
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Re: Basta sognare!

Messaggio#7 » domenica 5 novembre 2017, 8:56

Grazie a tutti per i commenti. Contento che vi sia piaciuto :D
L'idea, secondo me, andrebbe sviluppata su più pagine (molte più pagine), ma va be', qualcosa dovevo pur scrivere :) E visto che nelle prime due ore di gara ho scartato varie idee, è già tanto se mi sono tenuta questa, di idea.
Bellissima gara, spero di poterlo rifare.

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beppe.roncari
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Re: Basta sognare!

Messaggio#8 » domenica 5 novembre 2017, 10:25

Ciao Alex, ben trovato!
Bel racconto e bel finale, mi ha fatto a un tempo ridere e tenerezza la frase di Carletto bambino alla strega: «Però vorrei saperlo in modo carino, non voglio essere spaventato.»
Terribile ironia, fra l’altro, soprattutto alla luce del sogno erotico premonitore della prima scena. Riesci in una cosa molto difficile, coniugare l’horror e il comico, due generi apparentemente opposti, come la carne e il pesce, ma che quando sono combinati con sapienza ci danno il vitello tonnato, uno dei piatti più buoni di sempre.
Complimenti, continua così. Cerca solo di dare ancora più coesione e continuità alla storia. Nel flashback ho un po’ di effetto straniamento, perché mi sembra che Carlo adulto e Carlo bambino siano un po’ due persone diverse, un piccolo dettaglio di comportamento o di personalità identico, nei due piani temporali, avrebbe creato meglio il personaggio, a mio parere. Non so se rendo bene l’idea. Tipo in IT di Stephen King, dove i personaggi sono diversissimi da bambini e da adulti… ma in realtà sono sempre loro, sempre bambini dentro. King usa anche degli espedienti, come l’asma o una paura ricorrente. Non aver paura di ricorrere a questi trucchi del mestiere!

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alex.coman
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Re: Basta sognare!

Messaggio#9 » domenica 5 novembre 2017, 10:46

Ciao Beppe. Grazie del commento.
Sono d'accordo con quello che hai detto. A mia discolpa, King ha avuto oltre mille pagine per disegnare bene il rapporto bimbo/adulto, io solo settemila caratteri. :) Nel caso decidessi di ampliarlo, terrò in seria considerazione le tue osservazioni.
Sono comunque contento che ti sia piaciuto, tutto sommato. Alla prossima!

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marco.roncaccia
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Re: Basta sognare!

Messaggio#10 » lunedì 6 novembre 2017, 10:06

Ciao Alex,
buon racconto il tuo. Ne ho apprezzato la trama e l’aderenza a tema e genere.
L’unico appunto che mi sento di farti è relativo alla scena del flashback. Come ti è già stato fatto notare si ha una certa difficoltà a ritrovare il personaggio adrenalinico della prima scena con la riflessività, la pacetezza e la triste consapevolezza del bambino.
Quando finisce il flashback diviene evidente il finale. Forse spezzando in due quella scena e rendendo noto il regalo della strega solo nel finale, potresti mantenere viva la curiosità del lettore fino alla fine.

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Flavia Imperi
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Re: Basta sognare!

Messaggio#11 » lunedì 6 novembre 2017, 14:18

Ciao Alex!
Ho apprezzato molto la costruzione del racconto, ben dosato nelle quattro fasi: il sogno-premonizione dalle tinte erotiche che cattura l’attenzione, la narrazione della scena in atto, il flashback e il finale di nuovo in atto. Anche la presa diretta del viaggio verso il lavoro è piacevole e trasmette una certa ansia, anche se non si sa perchè fino alla fine. E‘ una narrazione ben dosata che ti fa venire voglia di saperne di più, il che già è un grosso traguardo.
Un po‘ grossolane invece la prosa, soprattuto alcune descrizioni, come per esempio l’immagine del vagone. Ho trovato poi strano che un bambino di otto anni vada a fare dolcetto o scherzetto da solo senza genitori nè amici. Il tema è centrato e il racconto ha una sua freschezza.
Buon contest!
Le storie sono tatuaggi dell'anima

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antico
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Re: Basta sognare!

Messaggio#12 » domenica 12 novembre 2017, 16:59

Ci sono piccoli refusi sparsi ed è evidente che devi ancora affinare la scrittura in tempi ristretti (anche considerato che un live è più incasinato rispetto a quattro ore di scrittura in casa propria), ma il racconto funziona, è interessante, inquietante, ricco. Certo, il margine di miglioramento è notevole, soprattutto nella pulizia generale del testo, ma direi che qui siamo in un pollice tendente all'alto cui manca davvero poco per il su completo. Ottimo esordio su Minuti Contati, ti attendo alla prova dei 5000 nella prossima edizione regolare.

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