Cambi dimensionali

Lunedì 16 ottobre dalle 21.00 all'una.
Tema: LA PORTA.
Partecipanti in gara: 18
Charlesdexter
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Cambi dimensionali

Messaggio#1 » lunedì 16 ottobre 2017, 22:50

Cambi dimensionali
di Alessandro Randone

“Magnifico, sensazionale, innovativo!” Tutti con l’aggettivo facile quella sera. Presa la sigaretta dal portacenere, si mise a guardare il fumo, perdendosi per un attimo. Poi uscì. Vento freddo che gli gelava il collo, su quella strada. Occhi dei fari e decadenza dell’asfalto in primo piano. Quella sera non voleva la solita rissa tra spacciatori o il chiacchericcio vuoto degli adolescenti ubriachi fuori dai pub. Raggiunse il lungofiume, era buio e percorso da alberi di pioppo che si susseguivano come soldatini. Non voleva neanche filari monotoni, tornò indietro e imboccò una scorciatoia che in pochi metri tagliava il parco fino alla periferia. Al termine del viottolo c’era una fabbrica dismessa, dei graffiti disegnati sulla facciata segnalavano una qualche interazione umana col luogo. La porta centrale era chiusa con lucchetto e alta tre metri. Percorse il perimetro dello stabile, fin quando non trovò una falla nella recinzione. Entrò smuovendo i vetri rotti di una finestrella: odore sedimentato di muffa e tanto spazio per pensare, si sedette e aguzzò gli occhi per guardarsi attorno, restava qualche pressa con ingranaggi arrugginiti e del metallo sbriciolato in giro per la stanza.
Rimase così, pensando all’insensatezza generale, per qualche minuto. Quel luogo, in quella situazione, lo poneva in una strana condizione fanciullesca. Esplorò con lenti passi il pavimento dello stabile, fin quando non sentì sotto i suoi piedi una superficie zigrinata. Tastatola a mano, scorse un’intercapedine: era una botola, ma non veniva su con lo sforzo della sola mano. Prese una grata metallica sotto una finestra rotta e usò le sbarre per far leva. Dopo qualche tentativo a rischio d’ernia il coperchio venne via.
Una scala conduceva al piano di sotto. Spense la pila del telefono e si lasciò guidare dal solo intuito.
La discesa terminava in una pozzanghera. Percorse qualche metro al suono delle proprie All Star zuppe che strombazzavano d’acqua. Dopo alcuni metri la via si stringeva in un corridoio: s’inginocchiò per percorrerlo. L’eccitazione stava lasciando il passo a un’emozione profonda, un misto di paura e febbrile brama di scoperta. Camminò per circa mezz’ora all’interno del tunnel, pensando solo ad andare avanti, impavido. Il tubo terminava in una leggera discesa che dava su un pavimento di terra. Una porta di legno vecchio era semichiusa lì davanti. “Ecco qui, ti ho trovato!”, si disse immaginando grandi avventuure. Varcò la soglia e vide il soffitto di una grotta, un laghetto che l’attraversava e dall’altra parte della riva un gruppo di persone che lo attendeva.
Cercò di non farsi notare, ma era come se il gruppo fosse stato avvertito del suo arrivo.
Presto si ritrovò circondato.
Lo legarono e presentarono al grande capo: un piccolo uomo canuto.
“Scioglietelo immediatamente e dategli il benvenuto, pronunziò quello solennemente”. Poi rivolgendosi al visitatore del mondo di sopra: «Di’ per sempre addio al mondo di sopra con le sue sciocchezze.»



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antico
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#2 » lunedì 16 ottobre 2017, 22:52

Ciao Alessandro e bentornato a Minuti Contati! Sbaglio o erano diverse edizioni che mancavi? In ogni modo, tutto ok con i parametri, buona Schiavo Campo Edition!

Ps: ti ricordo che hai tempo fino all'una per modificare il racconto a tuo piacimento (senza superare il limite di caratteri, però). Nel caso, invece, che tu lo modifichi dall'una e un minuto fino all'una e trentatre, incorrerai in malus.

Charlesdexter
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#3 » lunedì 16 ottobre 2017, 22:59

Grazie Antico, alcune edizioni le perdo causa poca presenza su facebook.
Proverò a ritoccarlo magari.
A dopo!

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Flavia Imperi
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#4 » martedì 17 ottobre 2017, 10:49

Ciao Alessandro,
il tuo racconto ruota intorno a uno spunto interessante, tuttavia a mio avviso resta troppo fumoso, potresti costruire meglio gli eventi intorno al protagonista, e dargli una motivazione più forte della improvvisa voglia di un giretto. Ti consiglio in generale di descrivere di più sia i passaggi che gli eventi, in modo da far vivere al lettore la storia in modo più vivido, altrimenti rischia di rimanere un po’ abbozzata.
Per esempio, nella prima scena il protagonista è a una festa? E’ in famiglia? Tutti commentano un qualcosa, ma cosa? Sembra una semina importante della storia, invece poi non ha seguito, come se te ne fossi dimenticato. E poi qual è la strana sensazione fanciullesca? Potresti descrivila, farla vivere, in questo modo conosceremmo meglio il personaggio e quello che si intuisce essere un senso di disagio esistenziale. Può essere ottimo, ma lo devi far vivere al lettore, sennò rimane solo dentro di te e a noi non arriva abbastanza. Dacci immagini, sapori, ricordi, profumi… e le tue storie ne beneficeranno tantissimo. Questo racconto sembra più l’inizio di una storia che un racconto a sé stante, se lo sviluppassi potrebbe venirne fuori una storia affascinante.
Le storie sono tatuaggi dell'anima

Charlesdexter
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#5 » martedì 17 ottobre 2017, 12:26

Flavia Imperi ha scritto:Ciao Alessandro,
il tuo racconto ruota intorno a uno spunto interessante, tuttavia a mio avviso resta troppo fumoso, potresti costruire meglio gli eventi intorno al protagonista, e dargli una motivazione più forte della improvvisa voglia di un giretto. Ti consiglio in generale di descrivere di più sia i passaggi che gli eventi, in modo da far vivere al lettore la storia in modo più vivido, altrimenti rischia di rimanere un po’ abbozzata.
Per esempio, nella prima scena il protagonista è a una festa? E’ in famiglia? Tutti commentano un qualcosa, ma cosa? Sembra una semina importante della storia, invece poi non ha seguito, come se te ne fossi dimenticato. E poi qual è la strana sensazione fanciullesca? Potresti descrivila, farla vivere, in questo modo conosceremmo meglio il personaggio e quello che si intuisce essere un senso di disagio esistenziale. Può essere ottimo, ma lo devi far vivere al lettore, sennò rimane solo dentro di te e a noi non arriva abbastanza. Dacci immagini, sapori, ricordi, profumi… e le tue storie ne beneficeranno tantissimo. Questo racconto sembra più l’inizio di una storia che un racconto a sé stante, se lo sviluppassi potrebbe venirne fuori una storia affascinante.

Ciao Flavia, quello di ieri era un mio esperimento, un tentativo di viaggiare sull'evocazione di sensazioni e di restare sull'abbozzo, non sulla canonica costruzione di un racconto con un senso preciso o col colpo di scena che sorprende il lettore. Ti ringrazio comunque per la critica: secondo i parametri classici è condivisibile e quando scriverò in modo logico e coerente mi tornerà in mente.

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Flavia Imperi
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#6 » martedì 17 ottobre 2017, 14:34

Qui è utile proprio sperimentarsi, hai fatto bene.
Le storie sono tatuaggi dell'anima

alexandra.fischer
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#7 » martedì 17 ottobre 2017, 20:37

CAMBI DIMENSIONALI di Alessandro Randone il viaggio notturno del tuo protagonista lo spinge ad aprire una porta che conduce in un mondo acquatico, nel quale lui viene accettato senza problemi. Quello che si è lasciato dietro è altrettanto affascinante nella sua decadenza (fabbrica dismessa, strada con pioppi in fila come soldatini, adolescenti ubriachi all’uscita dei pub). E lui è un tipo ruvido in cerca d’avventure. Il racconto incuriosisce nella seconda parte, tutta da sviluppare (la vedo bene come l’inizio di un romanzo breve, secondo me).

Attenzione a:
avventuure (togliere una u)

viviana.tenga
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#8 » giovedì 19 ottobre 2017, 10:11

Ciao Alessandro,
Ammetto che anch’io ho trovato il racconto un po’ troppo vago. Sulle descrizioni credo possa anche andare bene così, ma insisterei di più sulla volontà del protagonista di allontanarsi da tutto e da tutti. Così, sembra che lo faccia quasi per caso (quella sera specifica non gli andava di stare con altra gente, ma non è chiaro se sia una condizione più generale). Un po’ più di ribrezzo per la vacuità del “mondo di sopra” secondo me renderebbe molto più incisivo il finale.
A proposito della frase finale: occhio alla punteggiatura dei dialoghi: in un’unica battuta spezzata sei riuscito a mischiare virgolette alte e basse e chiudere le prime nel punto sbagliato.
Nel complesso, un’idea interessante, ma che andrebbe ancora un po’ rifinita.

Charlesdexter
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#9 » giovedì 19 ottobre 2017, 15:35

Ciao Viviana, grazie per la critica
viviana.tenga ha scritto:Ciao Alessandro,
A proposito della frase finale: occhio alla punteggiatura dei dialoghi: in un’unica battuta spezzata sei riuscito a mischiare virgolette alte e basse e chiudere le prime nel punto sbagliato.

Hai ragione, non ci avevo proprio fatto caso, ebbene ci sono riuscito a fare questo abominio.

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LauSil
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#10 » giovedì 19 ottobre 2017, 20:35

Ciao Alessandro,
…e chi non la vorrebbe vivere, un’avventura così? Questo racconto mi ha fatto rievocare quel senso di emozione, di completa libertà, che si prova da bambini esplorando luoghi sconosciuti (che poi magari sono dietro al cortile, ma va be’…). Purtroppo, crescendo smettiamo di addentrarci senza mappa, senza idea o previsione, e spesso ci lasciamo alle spalle pure questo desiderio di imprevedibilità, e la speranza di incappare in avventure sensazionali. Mi piacciono i tanti dettagli evocativi, le descrizioni lievi e accurate, un lieto fine che non mi aspettavo (ok, sono io che sono malfidata). Unico appunto: concordo con gli altri sul fatto che le motivazioni che spingono il protagonista all’esplorazione sarebbero state interessanti, anche soltanto accennate a inizio storia. Comunque, dato che si trattava di un esperimento, direi che sia ben riuscito.

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SalvatoreStefanelli
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#11 » venerdì 20 ottobre 2017, 23:14

Ciao Alessandro. Questo racconto fila via liscio fino a quando non scrivi "Spense la pila del telefono e...". Già questo inizio di frase non capisco cosa mi significhi, avrei scritto "Spense il telefono e...". Ma è quello che segue a non soddisfarmi più e a far deteriorare il mio piacere nel leggere. Sembra davvero che il protagonista sia regredito all'improvviso a un età fanciullesca. Quando, poi, scrivi "Ecco qui ti ho trovato" e quello che segue, il racconto finisce nello scivolarmi inesorabilmente verso il basso. Detto questo, la storia qui narrata potrebbe fare da incipit a un'altra dal carattere fantasy ben marcato e tutta da scrivere. In quanto allo stile non mi dispiace.
Salvatore

Charlesdexter
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#12 » sabato 21 ottobre 2017, 0:09

SalvatoreStefanelli ha scritto:Ciao Alessandro. Questo racconto fila via liscio fino a quando non scrivi "Spense la pila del telefono e...". Già questo inizio di frase non capisco cosa mi significhi, avrei scritto "Spense il telefono e...". Ma è quello che segue a non soddisfarmi più e a far deteriorare il mio piacere nel leggere. Sembra davvero che il protagonista sia regredito all'improvviso a un età fanciullesca. Quando, poi, scrivi "Ecco qui ti ho trovato" e quello che segue, il racconto finisce nello scivolarmi inesorabilmente verso il basso. Detto questo, la storia qui narrata potrebbe fare da incipit a un'altra dal carattere fantasy ben marcato e tutta da scrivere. In quanto allo stile non mi dispiace.
Salvatore

Grazie Salvatore, il tuo è un feedback onesto, purtroppo è un racconto nato male e scritto male, la regressione è la mia nel mondo dei sogni mentre lo scrivevo, meglio non scrivere proprio in certi casi o farlo senza pubblicare.

Fernando Nappo
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#13 » mercoledì 25 ottobre 2017, 12:52

Ciao Alessandro,
il tema mi sembra centrato, con la porta che segna il passaggio da una vita a un'altra. L'idea di base mi pare interessante, pur se non ultra-innovativa, ma la mia impressione è che meriti un maggiore sviluppo. In particolare non risulta ben chiaro che il protagonista sia alla ricerca di una alternativa alla sua vita. Nonostante tu dica all'inizio che non è alla ricerca delle solite cose già viste, questo non mi pare sufficiente a far passare l'impressione che lui stia cercando qualcosa d'altro. Inoltre quando dice "Ecco qui, ti ho trovato!", mi è sorto il dubbio di aver perso un pezzo d'informazione; mi sono detto, vuoi vedere che stava cercando proprio la porta e io non l'ho capito? Invece no, ma così sembra che capiti tutto per caso.
Lo stile mi piace, lo trovo scorrevole e ben leggibile.

Daniel Travis
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#14 » mercoledì 25 ottobre 2017, 16:46

Racconto in tema, un po' appesantito dalla mancanza di una cadenza udibile e da alcune uscite stilistiche cacofoniche o contraddittorie (ad esempio leggendo "Tastatola a mano, scorse un’intercapedine" la mente vola subito a interpretare il gerundio come espressione di causa o comunque correlazione con la parte seguente, problema che si poteva risolvere con un semplice "Mentre tastava in giro, scorse...", "Investigando i dintorni, scorse..." o simili).
Il lessico asciutto, grossolano, molto tell (tanto per citare il trito e ritrito show don't tell, che pur non sempre valido qui si applica benissimo) invita a concentrarsi sulla trama, che però delude nel momento in cui la tua intenzione era quella di scrivere un abbozzo evocativo.
Per scrivere un abbozzo evocativo, però, il lessico e il ritmo vanno curate nei minimi dettaglio. Consiglio tre piatti di Gaiman al giorno e una spolverata di aggettivi di Tarenzi prima della prossima revisione.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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raffaele.marra
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#15 » mercoledì 25 ottobre 2017, 22:47

A mio avviso manca un qualcosa che dia il senso del tutto, una conclusione importante, ad esempio, e che sia in grado di spiegare ciò che la precede. La tua conclusione non è male, ma, dopo tutto questo camminare, lascia un po' delusi, almeno secondo il mio parere. Il racconto così risulta un po' monotono, sebbene le immagini descritte siano comunque ben rese anche grazie a uno stile curato e appropriato. Non so. Secondo me andrebbe ampliato, arricchito per dargli più importanza e completezza. Ma forse si tratta solo di gusti personali, chi può dirlo?

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jimjams
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#16 » giovedì 26 ottobre 2017, 9:33

In questo racconto c'è secondo me un problema di base nella sua genesi iniziale. Per portarti dietro il lettore in quel tunnel devi giustificare con più forza le azioni del protagonista. Perché mentre gli andavo dietro, a ogni "svolta", pensavo: Ma perché lo fa? Ecco, non si capisce perché lo faccia. Per fare una passeggiata fuori dal solito percorso può non servire una ragione più grande di un po' di noia. Ma per entrare in una fabbrica abbandonata basta? Per infilarsi in una botola? Perché spegnere la torcia? E andare avanti così a lungo carponi? No, vince l'incredulità, secondo me. Devi dare insomma una ragione importante, un motore, per portare questo tizio fino a un luogo così speciale e particolare. Per il resto, e non è poco, ottimo stile, nonostante quanto detto il racconto si fa leggere e il tema è ben colto.

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DandElion
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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#17 » giovedì 26 ottobre 2017, 23:08

In una serata un tizio triste si infila di testa nel tombino di IT e mentre sembra che stia per incontrare Samara, in fondo viene solo rapito dal signore delle mosche. Non lo so. mi convince molto poco, scorre male, non capisco come una persona sana di mente possa spegnere la luce mentre cammina in un sotterraneo ignoto a meno che non sia una perifrasi del perdere la ragione.. insomma stavolta non mi convinci minimamente. Piuttosto avrei parafrasato vecchio Frac e l'avrei fatto piombare nel fiume.. e da li la corrente lo porta da qualche pizzo dove i tipi buffi lo ritrovano.. così.. boh..
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Re: Cambi dimensionali

Messaggio#18 » sabato 28 ottobre 2017, 13:41

Hai sottolineato che trattasi di un esperimento, cerco di valutarlo come tale. Correggimi se sbaglio, ma il tuo tentativo sembra un po' sull'onda di videogiochi quali Abzu e, soprattutto, Journey: un viaggio apparentemente senza senso che, infine, lo acquisisce. Mancanza apparente di contrasto, pura esperienza per il suo fruitore. Ecco, proprio sulla base di quanto esposto, devo rilevarti come, personalmente, abbia trovato farraginosa tutta la prima parte, quasi meccanica nel suo procedere di microevento in microevento. Insomma, mi è mancata la fluidità di fruizione, elemento imprescindibile, imho, di un esperimento di questo tipo. Inoltre, occhio alla ripetizione di "quella sera" nelle prime quattro righe... Lo so, quattro sono già tante, ma l'ho sentito ugualmente pesante. Per me è un pollice ni, un esperimento ancora in divenire che hai abbozzato, ma su cui devi ancora lavorare.

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