IL BUCO DELLA CHIAVE

Lunedì 16 ottobre dalle 21.00 all'una.
Tema: LA PORTA.
Partecipanti in gara: 18
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marco.roncaccia
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IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#1 » martedì 17 ottobre 2017, 0:37

Non ci riesco a fare il bravo.
Se vedo una porta chiusa lo devo fare.
Devo guardare nel buco della chiave.
La mamma dice che non si fa.
Io ci provo a pensare ad altro, a giocare a qualcosa, ma poi lo faccio lo stesso.

La prima volta è successo un po' di tempo fa.
Ero più piccolo di ora e mi trovavo a casa di zia Gabriella.
Mia madre mi ci lascia spesso quando va a lavorare.
Cercavo di imparare a fare l’occhiolino.
Provavo a chiudere un occhio e a tenerne aperto un altro.
Ero arrabbiato perché mi si chiudevano tutti e due.
Allora ho deciso di tenerne uno chiuso a forza con la mano.
Una luce si è infilata in quell’altro.
Non era fortissima ma potevo vedere il raggio.
Sembrava il laser dei robot dei cartoni.
Ci ho giocato per un po'.
C'era un robot che mi sparava e io dovevo nascondermi per non farmi prendere.
Poi è arrivato il momento di passare all'attacco.
Ho messo su uno scudo spaziale e ho deciso di scovare il nemico.
Sempre con la mano in faccia ho deciso di seguire il raggio.
Ho attraversato il corridoio, che era quasi buio e mi sono trovato davanti alla porta chiusa del bagno.
Il raggio usciva da lì. Dal buco della chiave.
Quel buco era proprio davanti al mio unico occhio aperto.
Mi ci sono accostato e un soffio di aria mi ha fatto uscire una lacrima, tanto che ho dovuto chiudere e riaprire.

Ho visto una macchia rosa che non riuscivo a capire.
Poi mi sono abituato e ho potuto guardare meglio.
Dai vestiti di zia Gabriella uscivano delle cose fantastiche.
Tonde, rosa, morbide.
Apparivano e scomparivano.
Ogni volta che se ne andava lontano dalla porta pregavo Gesù che la facesse tornare di nuovo.
Mi sono sentito strano, una specie di gioia dentro.
Il mio cuore ha iniziato a battere forte, dappertutto.
Nel petto, nella testa, nella pancia e anche sotto.

Zia cantava una canzone che non conosco, ma la sua voce era bellissima insieme al rumore dell’acqua che scorreva nella vasca.
Mi è sembrato di andare in paradiso.
Cioè quando mamma mi aveva spiegato che cos’è il paradiso, non è che l’avevo capito bene.
Ma quando ho guardato nel buco della chiave sono stato subito sicuro.
Quello era il paradiso.

L’acqua ha smesso di scorrere.
Zia aveva chiuso il rubinetto.
Prima silenzio e poi di nuovo rumore d’acqua, come quando la muovo per far scappare i pesci nella fontana.
Davanti al mio occhio aperto la testa di zia Gabriella si è poggiata al bordo della vasca.
Le mani hanno tirato fuori i capelli e li ho visti scendere fino a coprire il pavimento di giallo.

Da allora, ogni volta che sono da zia Gabriella e sento la porta del bagno chiudersi, mi precipito.

Anche oggi.
Solo che stavolta ha fatto una cosa strana.
A un certo punto è passata davanti al mio occhio con in mano una puntura.
Ho sentito una cosa fredda sulla schiena e i capelli, come se volessero schizzare via dalla testa.
Io ho tanta paura delle punture!
Ho pensato che forse si è accorta che la spio e mi vuole punire.
Sono scappato via e mi sono nascosto sotto al suo letto.
Però forse mi sono sbagliato, perché zia è ancora in bagno e sento l’acqua scorrere.
Forse la puntura me la sono sognata e ora sono qui sotto invece che in paradiso.

Non ci riesco a fare il bravo.
Se c'è una porta chiusa lo devo fare.
Esco da sotto al letto e piano piano mi avvicino al bagno.
Il raggio di luce è sempre lì.
Chiudo un occhio, visto che nel frattempo ho imparato a fare l’occhiolino.
Accosto quello aperto al buco della chiave.

Zia Gabriella sta ancora facendo il bagno, i capelli sembrano d’oro e arrivano fino al pavimento.
Va tutto bene, è bella come sempre e non vuole punirmi.
Però stavolta non canta.
Ha gli occhi chiusi e un braccio steso sul bordo della vasca sul quale ha legato un laccio.
Ultima modifica di marco.roncaccia il martedì 17 ottobre 2017, 0:45, modificato 3 volte in totale.



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antico
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#2 » martedì 17 ottobre 2017, 0:40

Ciao Marco! Tutto ok con i parametri, divertiti in questa Schiavo Campo Edition!

Ps: ti ricordo che hai tempo fino all'una per modificare il racconto a tuo piacimento (senza superare il limite di caratteri, però). Nel caso, invece, che tu lo modifichi dall'una e un minuto fino all'una e trentatre, incorrerai in malus.

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marco.roncaccia
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#3 » martedì 17 ottobre 2017, 0:50

Grazie Antico! Qui si lotta contro il calo della palpebra.

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Flavia Imperi
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#4 » martedì 17 ottobre 2017, 9:24

Ciao Marco! A chi lo dici, anche io stentavo un po’ per il sonno ieri sera.

Comunque, veniamo al tuo racconto. Mi è piaciuto molto.

Il punto di vista del bambino è curatissimo, soprattutto per quanto riguarda fantasia, modo di pensare e linguaggio. Un bambino difficilmente chiama la siringa così, la chiama “puntura”; bella l’immagine dei pesci nella fontana, un po’ meno chiara forse quella del robot.

Anche il tema è rispettato, la porta nel tuo racconto assume diverse sfaccettatura, frapponendosi fra il lecito e il proibito, ma anche fra la fantasia del bambino e la dura, terribile realtà, molto meno romantica.

Ho trovato un po’ strana l’immagine dei capelli lunghi fino al pavimento, ma a una seconda lettura ho capito che la zia era semplicemente sdraiata nella vasca. Invece quando sente “una cosa fredda” si tratta dei brividi giusto? Questa immagine forse può essere meno chiara, leggendo mi sembrava più un qualcosa di fisico che gli accadeva e mi ha confuso, al momento.

Che dire, sembra assurdo che la zia si faccia il bagno (e si faccia) proprio mentre ha il nipotino in casa, tuttavia purtroppo può accadere. Forse per questo il finale lascia l'amaro in bocca.

In definitiva ottimo racconto.
Le storie sono tatuaggi dell'anima

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SalvatoreStefanelli
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#5 » martedì 17 ottobre 2017, 11:44

Ciao Marco. Trovo difficoltà a dirti cosa penso del tuo racconto in quanto ha già detto tutto Flavia. Sembra che lei abbia avuto le mie stesse sensazioni, tranne per il robot. Storia che non manca di emozioni e ci si cala perfettamente nei panni del bambino. A dire il vero, mi è sembrato un po' strano che avesse certi tipi di turbamenti già a quella età (immagino massimo dieci anni, dal modo di esprimersi), poi ho ripensato a me a quella età, e anche prima, e non mi è sembrato più così strano. La tua porta ha un grande fascino e anche il finale, per certi versi sorprendente, è molto bello, amaro o non amaro, sospeso. Ottima prova direi.

alexandra.fischer
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#6 » martedì 17 ottobre 2017, 19:38

Il BUCO DELLA CHIAVE di Marco Roncaccia Tutto o.k. con la specifica della porta. Il piccolo protagonista è ossessionato dalla luce che filtra dal buco della chiave (e dalle meraviglie che si possono vedere attraverso: le nudità di zia Gabriella). Rendi molto bene il punto di vista del bambino con i primi turbamenti (soprattutto nel paragone luce del buco della chiave-luce laser dei cartoni animati). Il finale è agghiacciante: il piccolo vede la zia morta nella vasca in seguito a un’iniezione letale.

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DandElion
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#7 » mercoledì 18 ottobre 2017, 23:20

MA che bello *_*
Ciao Marco, mi sono ritrovata piccola anche io, con quella curiosità tutta infantile dello scoprire cosa c'è "aldilà" di un ostacolo. Mi piace molto il tuo racconto e lo shock della dose letale arriva inatteso e tagliente come un rasoio. veramente bello.
La descrizione della zia Gabriella è perfetta, semplice, onesta ed equilibrata. Racconto molto ben riuscito. bravo!
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

viviana.tenga
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#8 » giovedì 19 ottobre 2017, 10:11

Ciao Marco,
Reso veramente bene il punto di vista del bambino, a livello sia di lessico che di immagini.
Mi unisco alla perplessità di Flavia sulla "cosa fredda" (anch'io ci ho messo un attimo a capire). Sul fatto che la zia faccia il bagno proprio quando ha in casa il bambino, anche a me è sembrato un po' stano (di più, l'impressione globale che ho avuto io è quasi che lui venga parcheggiato lì perché la mamma non ha altre opzioni e a lei del bambino non freghi niente), ma per il protagonista è la normalità e anche in questo la focalizzazione è coerente.
Non mi convince del tutto invece il "va tutto bene" nel finale. I bambini tendono a rendersene conto quando c'è qualcosa che non va, anche se magari non capiscono a pieno, e di sicuro la zia appare diversa da come è abituato a vederla.
Nel complesso, tema rispettato, idea ed esecuzione molto buona.

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LauSil
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#9 » giovedì 19 ottobre 2017, 20:40

Ciao Marco,
mi accodo agli altri per i complimenti: è davvero un racconto piacevole. La resa del linguaggio infantile è efficace, soprattutto in alcuni passaggi (quello che associa i primi turbamenti al paradiso è davvero delicato). Sul momento il fatto che un bambino in grado di sentire certe pulsioni non abbia mai visto dei seni e non sappia come chiamarli mi ha lasciata un po’ perplessa, ma poi ho pensato che la storia non è contestualizzata storicamente, quindi magari parliamo di giorni diversi dai nostri, dove il corpo femminile è in bella mostra in qualsiasi spot pubblicitario.
Il degrado, nascosto agli occhi del bambino ma chiaro al lettore adulto, con la zia che non si cura di sorvegliare il nipotino e arriva addirittura a bucarsi quando c’è lui in casa, arriva serpeggiando e lascia una grande amarezza. Bel racconto.

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raffaele.marra
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#10 » sabato 21 ottobre 2017, 8:56

Mi è piaciuto molto il modo in cui rappresenti i pensieri del bambino. Lo stile è perfettamente conforme al protagonista ed è funzionale a rendere credibile e interessante il personaggio (e con esso tutto il racconto). La storia narrata desta curiosità fin dalle prime battute, sebbene si intuisca abbastanza presto che, sbirciando dal buco della chiave, prima o poi verranno fuori le forme femminili (la mia infanzia è stata così bella che io nella zia di cui parli ci ho subito visto Edwige Fenech). In tal senso, mi è piaciuto il passaggio relativo al raggio di luce che esce dal buchino, che ho visto come una metafora della forza attrattiva del proibito e, contemporaneamente, della luce del Paradiso. Ciò che mi ha un tantino deluso è il finale, con la scena (piuttosto squallida) di questa donna che si fa nella vasca da bagno. Insomma, tutto il racconto è una attenta preparazione di qualcosa di eclatante che dovrebbe avvenire nel finale, ma la scena che hai scelto a mio parere non lo è sufficientemente. Non so cosa sarebbe stato meglio, al posto di quella "puntura", per rendere il finale ancora più segnante: forse si poteva cercare qualche idea più "hard" o magari pescare nel "thriller" o chissà cos'altro. Ad ogni modo, probabilmente, si tratta solo di gusti personali. Resta il fatto che il racconto è indiscutibilmente ben scritto e, in definitiva, si tratta di una prova senz'altro positiva.

Fernando Nappo
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#11 » domenica 22 ottobre 2017, 15:53

Ciao Marco,
ho letto il tuo racconto con piacere. Nonstante tu non dica nulla al riguardo, mi ha dato l'impressione di essere ambientato qualche decina d'anni fa, quando "ricerca del proibito" voleva dire guardare nei buchi delle serrature, o procurarsi qualche rivista vietata (a volte anche solo una pagina, e magari non intera). Insomma, una situazione da tempi andati, dato che oggiriono è molto più semplice raggiungere certi contenuti. Per i primi tre quarti il racconto mi ha intrigato, tra metafore del desiderio adolescenziale e della ricerca del piacere. Il finale, però, mi ha un po' deluso, non tanto perché la situazione non possa essere reale - e chissà quante volte è successo davvero -, ma perché, almeno a mio avviso, non mi è parso adeguatamente preparato. Ottima la voce del bimbo.

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marco.roncaccia
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#12 » lunedì 23 ottobre 2017, 9:39

Ciao a tutt*,
purtroppo sono stato parecchio assente, per impegni personali, in questa edizione e non ho avuto modo di ringraziarvi per i commenti e di puntualizzare.
Il racconto è ambientato a fine anni '70, quando in televisione si affacciavano i primi cartoni giapponesi pieni di robot che sparavano raggi laser. Ci si sparava anche altro, per esempio eroina nelle vene e non era per niente raro (per un bambino) assistere alle fatidiche iniezioni. Io ad esempio ricordo una macchina parcheggiata vicino la scuola e tutto il rito del buco visto dalla finestra della classe, oppure durante il gioco pomeridiano gli slalom tra le siringhe e i "drogati" che si facevano poco distante dalle porte improvvisate dei nostri campi di calcio in strada. Spesso "i drogati" erano parenti e conoscenti che facevano di tutto per dissimulare e tenere nascosta la loro "addiction", finché potevano. Per un bambino di estrazione cattolica (mamma mi ha spiegato il paradiso) il sesso era argomento tabù e il buco della chiave l'unica fonte di risposte sulle pulsioni sessuali.
L'immaginario ci porta a credere che una persona che sta nella vasca dopo essersi fatta una dose di eroina sia necessariamente in overdose.
Invece quel "va tutto bene" potrebbe anche significare che l'espressione paradisiaca di chi ha raggiunto il nirvana (questo fa l'eroina) rassicuri il protagonista.
Dico potrebbe, perché era nelle mie intenzioni lasciare il finale aperto e quindi ... ognuno ha diritto di vederci quello che vuole. Buona scrittura a tutt*

Daniel Travis
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#13 » martedì 24 ottobre 2017, 10:44

Ciao Marco.
Tema centrato in pieno, naturalmente, e tono impeccabile, anche se perde un po' se non si legge il tuo ultimo commento (senza, anche se la trama è chiarissima, l'ambientazione storica rischia di scappare: a me è venuta in mente, ma prima di leggere il tuo chiarimento non ne ero sicuro),
Il ritmo quasi da filastrocca ha senso, ma in certi punti diventa un po' troppo stucchevole per i miei gusti, a dispetto dell'appropriato protagonista e del contrasto con il finale (le prime tre righe, ad esempio, mi facevano pensare a una filastrocca vera e propria).
Ottimo il finale, anche se si trascina un po' troppo secondo me (a "puntura" è già chiara la meta, ma manca ancora non una o due frasi ad effetto ma un 25% abbondante di racconto).
Al di là di questi dubbi/difetti/possibii divergenze stilistiche e di gusto, senza dubbio un'ottima prova.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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jimjams
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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#14 » giovedì 26 ottobre 2017, 8:44

Ciao Marco,

Molto bella questa idea di miscelare la storia di un bambino che fa i conti con la sua curiosità e le prime scoperte e la tragedia della droga. Lo stile è molto asciutto, preciso, tagliente, forse un filo troppo asettico, vista la conclusione. Non c'è ironia, cosa già un po' strana per te. Ma mi pare che manchi un filo di pathos in più. Funziona bene il gioco del bambino, un po' debole forse quello del finale, ma forse è giusto così perché il tutto assume alla fine un tono dolce e amaro che rimane comunque delicato.

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Re: IL BUCO DELLA CHIAVE

Messaggio#15 » mercoledì 1 novembre 2017, 16:38

Racconto bello e senz'altro riuscito. Il problema, semmai, sta in una mancata contestualizzazione per cui lasci troppa libertà al lettore. Andrebbero seminati più indizi per definire l'epoca e non ci vedrei neppure male qualche elemento in più per caratterizzare Gabriella, ovviamente sempre dagli occhi del bambino, altrimenti il suo bucarsi giunge quasi gratuito ai fini del racconto. L'ho capito che va collegato alla riflessione sul paradiso, ma forse andrebbe marcato di più. Pollice tendente all'alto per me e lo piazzo dietro agli altri due con stessa valutazione per una mera questione di gusto personale.

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