Mamma - di Giancarmine Trotta

Lunedì 16 ottobre dalle 21.00 all'una.
Tema: LA PORTA.
Partecipanti in gara: 18
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giancarmine trotta
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Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#1 » martedì 17 ottobre 2017, 0:53

Mamma - di Giancarmine Trotta

“Prego”.
Tommaso e Lucia entrarono da una porticina stretta di un'anonima strada di periferia. L'uomo li invitò a seguirli nel lungo corridoio in penombra. I due si tenevano per mano, stringendo a turno le dita come se quella pressione fosse la loro lingua dei segni. Ma era solo paura e generava sudore.
La moquette in velluto tratteneva i suoni dei passi e il respiro diventava sottofondo proprio e comune, una sorta di musica che il cuore rendeva sempre più presente. Nell'atrio, le luci soffuse generavano strane ombre dai loro corpi e Lucia, guardandole, si sentì minuta e indifesa.
“Amore, se non vuoi entrare andiamo via subito, ora”. Tommaso ruppe il silenzio sussurrando la possibilità di non provare, ma Lucia, determinata, mosse più volte la testa in orizzontale, chiudendo definitivamente la questione.
L'uomo li guardava disinteressato.
Dopo una lunga attesa, il rumore della chiave nella serratura preannunciò l'arrivo del loro momento. Una ragazza dalla voce calma e sottile li invitò ad entrare ed accomodarsi nella Sala della Vita, dove ad attenderli c'era il Consigliere Spirituale. Colui che poteva.
“Accomodatevi”.
Lucia l'aveva immaginato col viso rigato dal tempo e dalla vita, con anelli e amuleti tutt'uno col suo corpo e quindi si stupì molto quando apparve un uomo dall'aspetto giovanile, elegante, con un camice da dottore dalla funzione tranquillizzante.
"Tommaso e Lucia vero?"
"Sì" risposero insieme.
“Ditemi qual è il vostro problema”.
“Noi non riusciamo ad avere figli”. Tommaso terminò la frase come se non avesse senso continuare a spiegare come erano finiti lì: le delusioni, le visite, gli esami, la diagnosi, le aspettative.
“Ma io non sono un medico, posso solo leggervi le carte. Cosa cercate?”
Erano stati avvertiti che quella domanda retorica sarebbe arrivata.
“Mi basta provare la sensazione”. Lucia ebbe il coraggio di fiatare e di fronte al silenzio dell'uomo continuò: “Sappiamo che lei può”.
Dopo un attimo di silenzio il Consigliere Spirituale annuì con la testa, si assentò per pochi minuti e al suo ritorno invitò la coppia a seguirli. Poi, finalmente, aprì la porta.

Lucia si sentì amata. Amava.
Il suo corpo era in simbiosi con la stanza, diventava parte del mondo di quella stanza, diffuso nello spazio, senza alcuna demarcazione territoriale. Assaporò la libertà di essere e non essere, di compiere salti e voli in luoghi che avevano pareti colorate e paesaggi infiniti, posti adornati da macchie sfumate, cerchi concentrici e spirali senza fine. Poi tutto si fece dolce e apparve un bimbo dalla cute rosa e paffuta.
“Vieni amore, vieni dalla mamma”. La sua voce echeggiava come musica d'orchestra.
Poi furono due, dieci, venti bimbi festanti dalle risa contagiose.
“Eccomi a voi, non vi lascerò mai”.
I bambini entravano nel suo campo visivo e tutti insieme la chiamavano 'Mamma', quindi i seni saziavano la loro fame di latte e affetto fino a renderli pronti per una dolce ninnananna. Anche quel canto veniva da lontano e tramite la gola si faceva strada riempiendo lo spazio in maniera totale. Il mondo dei bimbi aveva una mamma che li abbracciava tutti, un'entità soprannaturale che tutto poteva.

Gli schermi mandavano immagine di piccoli dai grandi occhi profondi.
Lui, dalla porta a vetri, la vedeva muoversi sul tappeto di gomma morbida in un moto felice e senza senso.
Piangeva e si sentiva padre anche lui.

I primi bimbi scomparvero lasciandola smarrita, altri divennero sedie, abiti, malefici oggetti di porcellana o pupazzi dalle smorfie crudeli. Lucia corse per la stanza senza contorno cercando di salvarne almeno uno, invano. I colori si macchiarono di odio e soffocarono la sua voglia di maternità.
I suoni si fecero ben presto rumori.

Tommaso la vedeva distesa sul letto, addormentata. Il Consigliere Spirituale andò da lui, sorridente.
“Credo che sia stata felice, estremamente felice per qualche ora. Credo che l'esperimento sia riuscito, ma attendiamo il suo risveglio e soprattutto il suo racconto. Gli allucinogeni tra poco non avranno più effetto, ma preferisco tenerla sedata un altro po'”.
"Ho Capito. Mi raccomando Consigliere Spirituale, quando Lucia uscirà da quella porta, le dica che è stata la mamma più bella del mondo".



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antico
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#2 » martedì 17 ottobre 2017, 0:59

Ciao Giancarmine! Tutto ok con i parametri, buona Schiavo Campo Edition!

Ps: ti ricordo che hai tempo fino all'una per modificare il racconto a tuo piacimento (senza superare il limite di caratteri, però). Nel caso, invece, che tu lo modifichi dall'una e un minuto fino all'una e trentatre, incorrerai in malus.

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Flavia Imperi
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#3 » martedì 17 ottobre 2017, 10:02

Ciao Giancarmine,
il tuo racconto mi ha lasciato un po’ di perplessità. Ti spiego, sperando di esserti utile per migliorare. Per prima cosa non è chiaro chi sia a vivere la storia, soprattutto nella prima parte: è un continuo rimbalzo di percezione di entrambi i personaggi e questo genera confusione. Sarebbe stato forse più efficace narrare sempre solo il punto di vista di Lucia per tutto il tempo, oppure Tommaso nella prima e l’ultima parte e Lucia nel mezzo. Poi, per es., “L'uomo li guardava disinteressato” è una frase che non funziona. Come fanno a sapere che è disinteressato? Che poi in realtà non lo è, no? Sono possibili clienti. Meglio magari “li guardava con aria disinteressata”, o “pareva non dare peso alla loro presenza” (frasi non eccellenti, ma le metto per esempio solo per farti capire cosa intendo).
Il tema a mio avviso è preso in parte, nel senso che la porta appare solo all’inizio e non ha un ruolo così importante nella storia. Poteva anche non esserci e la trama non ne risentiva.
Belle le atmosfere nella prima parte, la descrizione delle ombre e degli ambienti, mentre il pezzo sulle allucinazioni non l’ho trovato efficace, è un po’ strano, sicuramente difficile da rendere come situazione. Forse hai puntato in alto, scegliendo una storia molto difficile da narrare e il risultato finale ne risente un po’. Pollice in su per il coraggio!
Le storie sono tatuaggi dell'anima

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SalvatoreStefanelli
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#4 » martedì 17 ottobre 2017, 12:13

Ciao Giancarmine. Ho trovato davvero difficile entrare nella storia, che ha pure una idea di fondo interessante, ma che non mi ha preso. Come dice Flavia, chi legge ha bisogno di identificarsi bene con il personaggio cui sta vivendo la storia e, specie nella prima parte, questo non avviene. A me, invece, è piaciuto l'aspetto del sogno, pur se meritava un maggiore coinvolgimento che qui appare smorzato. Il finale mi ha lasciato "debole", non mi sembra chiudere il cerchio della narrazione. Altri note: quel "mosse più volte la testa in orizzontale", mio gusto personale, proprio non mi piace. L'appunto di Flavia sul "guardava disinteressato" lo trovo perfetto. Storia carina, ma che poteva dare di più.

alexandra.fischer
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#5 » martedì 17 ottobre 2017, 19:54

MAMMA di Giancarmine Trotta Tutto bene con la specifica della porta. Tommaso e Lucia attraversano quella che conduce dal Consigliere Spirituale (un tipo dall’aspetto di medico) per risolvere il problema della loro sterilità. L’atmosfera è orwelliana (a partire dal personaggio del Consigliere Spirituale fino all’allucinazione di Lucia, nella quale i bambini angelici si trasformano in pupazzi ributtanti e sedie) ma tu la rielabori in modo personalissimo. Amaro il finale: la voglia di avere figli della coppia è curata dal Consigliere Spirituale con un’allucinazione (e ci sta: lui può tutto, ma in modo spirituale).

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LauSil
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#6 » giovedì 19 ottobre 2017, 20:49

Ciao Giancarmine,
il tuo racconto tocca un tema molto delicato, e parte da un assunto importante: quando si desidera qualcosa con passione, ci si accontenterebbe anche soltanto di averne un assaggio, piuttosto che non provare mai la sensazione che ne potrebbe derivare. Ecco, la riflessione che mi è venuta spontanea, a seguire, è stata “ma questo assaggio non potrebbe fare più male che bene?”. Di qui l’idea che, come “cura”, una simile maternità olografica potrebbe non essere particolarmente efficace, e mi fa faticare a inquadrare il ruolo “sociale” del Consigliere Spirituale. Comunque, riflessioni contorte mie a parte (^_^’), collegandomi alle opinioni di chi mi ha preceduta, mi sarebbe piaciuto che il finale, la chiusura, risolvesse questo quesito, desse un’interpretazione dell’esperienza dal punto di vista dei protagonisti. Ad ogni modo, il racconto è scritto con un buono stile, piacevole e lineare, e ho particolarmente apprezzato la parte onirica. La porta mi sembra un po’ secondaria, ma c’è, e non ci formalizziamo. :)

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giancarmine trotta
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#7 » venerdì 20 ottobre 2017, 18:58

Ciao a tutti e grazie dei commenti puntuali.
I problemi ci sono e li avete evidenziati correttamente, in particolare:
Salvatore e LauSil: Finale debole. Vero, ho cercato di modificare il finale (perché ho cambiato idea sulla storia) fino all'ultimo, ma invano. Ho pagato il prezzo di aver iniziato a tarda ora e una volta nel panico per i "minuti contati" e la stanchezza ho desistito. A quel punto ho lasciato un finale semplice, che non graffia.
Flavia: "li guardava con aria disinteressata”. Corretta osservazione alla quale non aggiungo altro (poi leggerò anche il tuo, ma senza classifica!).

Sulla parte con allucinazioni e sui punti di vista sapevo di rischiare. In realtà ho perso molto tempo, del poco a disposizione, proprio per cercare le parole adatte a descrivere il periodo dentro la porta e con le allucinazioni di Lucia. E credo che quel periodo è l'unico che non cambierei.

L'idea di una porta da varcare per assaporare ciò che la vita non riesce a donare mi ha subito conquistato.
Grazie della lettura e mi spiace di non aver presentato l'idea in maniera completa come l'avevo immaginata lunedì.
Ciao,
G.

viviana.tenga
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#8 » lunedì 23 ottobre 2017, 10:55

Ciao Giancarmine,

Personalmente, l’alternanza dei punti di vista non mi ha particolarmente disturbata, anche se forse è vero che una gestione diversa avrebbe potuto dare più forza al racconto.

Nel complesso, l’idea è buona e l’argomento trattato potenzialmente molto forte. La storia in sé potrebbe fare l’effetto di una pugnalata emotiva, ma secondo me non sei riuscito a renderla incisiva come avrebbe dovuto essere.

Altri ti hanno già segnalato la debolezza del finale, ma secondo me potresti lavorare un po’ anche sul paragrafo prima, quando i bambini scompaiono, mostrare di più la disperazione di Lucia.
Non mi convince del tutto nemmeno l’idea di inserire così tanti bambini nell’allucinazione: avrei visto meglio la scelta di metterne solo uno o due e caratterizzarli un po’ (es: le somiglianze fisiche con Tommaso e Lucia, stanno giocando con una vecchia bambola di lei, abiti che lei era rimasta ad ammirare il giorno prima nelle vetrine di un negozio di abbigliamento per l’infanzia,…). Così invece i bambini rimangono un po’ vaghi e anonimi, facendo perdere di incisività.

Insomma, il racconto secondo me è già buono, ma ha ancora discreti margini di miglioramento

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giancarmine trotta
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#9 » lunedì 23 ottobre 2017, 17:52

Ciao Viviana,
anche la tua idea del bimbo con delle caratteristiche marcate è ottima.
Ti ringrazio per tutto il commento, alla prossima,
G.

Fernando Nappo
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#10 » lunedì 23 ottobre 2017, 22:03

Ciao Giancarmine,
temo che il tuo racconto non sia del tutto in tema, sebbene il tema col quale - di fatto - si confronta sia ben più forte. Ci sono alcune imprecisioni che ti hanno già fatto notare. Di mio posso solamente aggiungere che tutta la parte "onirica", quella in cui la donna immagina una folla di bambini da accudire, non mi ha del tutto convinto, perché non sono riuscito a capire che si trattava di un'allucinazione fino a quando non l'hai spiegata. Un racconto con un alto potenziale, che affronta un tema molto forte, ma che forse necessita di una leggera messa a punto per funzionare al meglio.

Daniel Travis
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#11 » martedì 24 ottobre 2017, 11:16

Ciao Giancarmine.
Complimenti, hai gestito una serie di temi e situazioni complesse in poco spazio e poco tempo, e ne sei uscito con un bel testo, in tema (tangenzialmente, ma in tema).
Confondere i punti di vista è potenzialmente una via per straniare il lettore, specie in un racconto "allucinato": potresti rivedere il racconto trasformando questa debolezza già notata in un punto di forza.
Non ho apprezzato troppo il padre che, pur condividendo apparentemente il desiderio della madre, si limita a guardare dall'esterno, e trova proprio nel farsi da parte il suo sentirsi padre.
Per il resto, il tono ampolloso funziona in certi punti e rischia di appesantire in altri, ma nel complesso, ti rinnovo i miei complimenti per questa bella prova.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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raffaele.marra
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#12 » mercoledì 25 ottobre 2017, 21:49

Decisamente si tratta di una delle declinazioni più originali del tema, questo mese. La porta è intesa come quella che separa la realtà dall'immaginazione (naturale o artificiale che sia). Io però ci vedo anche un concetto di porta "mancata", intesa come maternità che non si concretizza (e vedendo appunto la maternità come "porta" per la vita).
La storia risulta triste, addirittura dura, forse un po' troppo concreta nel suo finale che risulta pertanto un tantino frettoloso, poco progettato. Ovviamente si tratta di un limite temporale che ti ha impedito di pensare a qualcosa di meglio (fino all'ultimo ho pensato che la protagonista avrebbe iniziato a chiamare figli gli oggetti di casa cadendo in una sorta di follia cronica senza più vie d'uscita). Ora, non dico che il finale suggerito da me sia meglio (ci ho pensato ancora meno di quanto tu abbia impiegato per pensare al tuo, di finale), ma lo faccio solo per suggerirti di migliorare ulteriormente questo racconto pensando a qualcosa di più eclatante per terminarlo allo stesso livello di qualità con cui si evolve.
Ultima nota sullo stile: come sempre, si tratta di uno scritto molto ben trattato, sicuramente piacevole da leggere e, stilisticamente, mai banale.

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jimjams
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#13 » giovedì 26 ottobre 2017, 8:58

Un argomento non semplice da affrontare. Tu lo fai in un modo originale e interessante. Il gioco tuttavia mi lascia un filo deluso. OK, c'è la coppia senza figli e il grande desiderio di maternità, di sapere almeno cosa si prova. Poi c'è l'idea degli allucinogeni specificamente disegnati per provare un particolare sogno/allucinazione. Le emozioni della donna e del compagno. Ma poi tutto si risolve qui? La prima cosa che ho pensato verso la fine, mentre lei provava le gioie della maternità è stata: ora esce da lì e si uccide. Ecco, io l'avrei fatta suicidare subito dopo. Perché quando desideri qualcosa con quell'intensità, provare la sensazione di averla e poi perderla per sempre è un'esperienza devastante. Oh, però questo sono io eh

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giancarmine trotta
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#14 » giovedì 26 ottobre 2017, 20:08

Ciao a tutti e grazie dei commenti (e scusate il ritardo con cui vi rispondo).
Tra tutti credo che il suggerimento di Raffaele sia quello che avrei voluto inserire. La pazzia derivante dal figlio mancato e dalla sensazione di averlo posseduto. Una pazzia "felice" per la protagonista e deleteria per suo marito.
Mario un altro suicidio no! Ho fatto morire troppi protagonisti ultimamente... :-)
Come ho già scritto, il finale è una grave pecca del racconto e quindi i vs commenti sono in linea con questo assunto.
Ciao,
G.

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DandElion
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#15 » giovedì 26 ottobre 2017, 21:28

Ciao,
devo ammettere che all'inizio mi aspettavo (dal titolo) più una cosa del tipo: "sei sicura di voler conoscere mia madre?" ci vedevo l'ansia del primo fidanzato importante, che vuole presentarti ai suoi e la tua (la mia) ansia di essere sempre giudicata come "non abbastanza". Mi hai stupito e non poco- Sposo la tesi di Viviana aggiungendo che un eccesso innaturale di maternità vanifica un po' il risultato finale, ma riveduto e corretto secondo me può essere un ottimo racconto.
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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antico
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Re: Mamma - di Giancarmine Trotta

Messaggio#16 » martedì 31 ottobre 2017, 18:26

Finale che amplifica i problemi del racconto, questo è certo, Tanto più che sembra quasi che il prezzo da pagare per la "performance" sia un qualche allontanamento del compagno della donna, considerata anche la frase finale di lui. Sai che c'è? Manca anche un qualcosa che vada male in mezzo, alla fine hai mostrato al lettore la tua idea, ma è come una freccia che procede dritta fino alla conclusione, senza alcun contrasto. Serve variare, mostrare e poi complicare e sì, avrei messo qualche problema nella visione di lei. E per crearmi lo spazio avrei rinunciato a tutta la parte iniziale per concentrarmi subito su di lei pronta a "partire" e sugli sguardi con lui, cosa che, tra l'altro, avrebbe portato anche l'uomo ad avere una parte più centrale. E tutto il resto, il contesto, potevi inserirlo qui e là, nel flusso. Pollice ni per il momento.

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