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[C] La primavera dentro

Inviato: lunedì 13 aprile 2015, 23:37
da willy
Fuori dalla finestra la primavera è uno scoppio di colori. Le aiuole della clinica sono fin troppo precise, contornate dal prato più verde che abbia mai visto. Che spreco! Nessuno ci passeggia mai in quei viali. Torno a girarmi verso Elena e mi avvicino piano al letto candido. Dov'è mia moglie? Cos'è quel corpo inerte che di vivo ha solo la temperatura corporea? Il senso di colpa mi ruba un battito e allungo la mano a sfiorarle la pelle del braccio che spunta dalle lenzuola. Come sempre il rumore prodotto dal respiratore mi dà fastidio, i beep dei macchinari mi penetrano nel cervello, mi snervano.
«E se ti lasciassi andare, amore mio?» le sussurro vicino all'orecchio. Quante volte le ho morso il lobo tenero e ho ascoltato i suoi gemiti, come mi mancano i brividi che le percorrevano la pelle al mio tocco.
Più di tutto mi manca la sua voce. Incazzata, a volte. Dolce e musicale quando le serviva qualcosa. Roca in certi momenti. Vorrei sentirla gridare, vorrei che mi dicesse cosa fare, perché era lei l'ago della bilancia quando dovevamo prendere le decisioni più importanti, quelle che ti cambiano la vita. E ora mi sento un incapace, un vile.
Torno a girarmi verso la finestra e la schiudo facendo entrare nella stanza un refolo di profumi, li aspiro con la bocca completamente aperta, avido di aria pura.
Un sibilo improvviso rompe la quiete. Mi giro verso il letto dove il monitor collegato ai macchinari lampeggia impazzito. Il respiratore è fermo. In un attimo sono vicino a lei e guardo il suo torace immobile. Come mai non arriva nessuno? Sono in panico. Anche se non serve, mi attacco al campanello. È domenica e il personale è ridotto, ma in quel reparto dovrebbe esserci la massima copertura.
Ho il tempo per pensare, e il tempo è maligno. È così che hai deciso di andartene, amore, cosa devo fare? L'allarme fischia, insopportabile. I secondi si dilatano, diventano eterni. Il profumo dei fiori si avvicina al letto e tu non puoi sentirlo.
E quello mi fa decidere. Tolgo delicatamente il tubo dalla tua bocca e, prendendo un bel respiro, mi appoggio e soffio l'aria dentro di te. Uno, due, tre. Ancora. Uno, due, tre. Le tue labbra lievemente ruvide. Il tuo viso schiacciato al mio. Quanto mi sei mancata. Respiro. Uno, due, tre. Lo senti, Elena, il profumo dei fiori? La senti la vita che ti soffio dentro? Tornerai da me? Non lo so. Uno, due, tre. Respiro.
Però anche morire con la primavera dentro, non è il modo peggiore per andarsene.

Inviato: martedì 14 aprile 2015, 15:58
da STEFANIA FIORIN
Eh, sì, il racconto mi ha trasmesso emozione, succede sempre quando trovo i sentimenti oltre le parole e con argomenti di questo tipo la commozione si centra di sicuro.
E’ una storia triste simile a tante altre che capita spesso di leggere, ( casi frequenti anche nella vita, purtroppo ) ma nella sua angoscia regala al lettore la leggerezza, i colori e i profumi della primavera, stagione della rinascita.
Scrittura scorrevole, piacevole.

Inviato: martedì 14 aprile 2015, 23:57
da angelo.frascella
Ciao Willy.

Racconto, coinvolgente e ben scritto, il tuo. Il tema, apparentemente, potrebbe sembrare “facile”, in quanto gioca su un dolore universale, ma proprio per questo credo sarebbe molto facile sbagliarlo eccedendo la misura o deviando sul melenso o sul melodrammatico. Invece, qui, la scena è affrontata con grande delicatezza e il finale è davvero poetico. Ottimo racconto.

A rileggerci
Angelo

Inviato: venerdì 17 aprile 2015, 15:48
da invernomuto
Racconto molto evocativo e senza dubbio uno dei più "sentimentali" del nostro gruppo.
Particolarmente d'impatto la presa di coscienza del narratore, che abbandona rapidamente il panico dimostrando invece una visione quasi poetica nel ben orchestrato finale.
In generale, tutti i sentimenti che hai voluto comunicare nel racconto giungono a destinazione e colpiscono duro, merito di un ottimo uso delle parole.
Complimenti.

Inviato: sabato 18 aprile 2015, 11:31
da andrea.viscusi
bel racconto, ci ho visto diversi punti in comune con il mio "bella dentro" che sta ancora combattendo nel contest best! mi è piaciuto perché sei riuscito a creare una situazione intesa senza usare artifici particolari. il guasto c'è, ma inaspettatamente non porta a una soluzione della vicenda, non sappiamo cosa succederà, ma è bello proprio così, con quell'ultima domanda in sospeso: tornerai? ma se anche non fosse, sarebbe un male? molto commovente e scritto in modo da trascinare da subito nelle emozioni del protagonista. ottima prova.

Inviato: domenica 19 aprile 2015, 17:50
da Linda De Santi
Ciao Willy,
ho trovato il tuo racconto davvero ben scritto e coinvolgente. Mi ha trasmesso in pieno le emozioni del protagonista, la nostalgia per la sua amata, il dolore di averla vicina a sé ma al tempo stesso in un luogo in cui non la può raggiungere.
Oltre a centrare molto bene la traccia, è ricco di belle immagini e ha un finale davvero molto poetico e commovente. Racconto ottimo, complimenti.

Inviato: lunedì 20 aprile 2015, 11:23
da willy
Grazie a tutti quelli che sono passati a commentare, sono felice che abbiate apprezzato ;)
Ho avuto difficoltà ad accedere al sito, per questo sono in ritardo con i commenti... provvederò al più presto.

Inviato: martedì 21 aprile 2015, 14:52
da Alessandro Duino
Bel racconto.Piacevole e scritto bene.Sinceramente la storia in se non mi ha colpito molto,sopratutto il finale con la respirazione bocca a bocca,per trasmetterle l'aria della primavera.Lui che respira ampie boccate di aria primaverile,la macchina che si guasta proprio in quel preciso istante e lui che decide di dargli un ultimo saluto fuori dall'ordinario.Mi è sembrato un po raffazzonato.

Inviato: mercoledì 22 aprile 2015, 17:59
da Adry666
Ciao Willy,
il tuo racconto mi ha emozionato fino agli occhi lucidi. Mi ha lasciato una sensazione forte di tristezza, forse per dei trascorsi personali. Ben scritto, preciso. Difficile da giudicare perché quando ci sono forti emozioni si sovrappongono a tutto il resto, una specie di sole accecante su un paesaggio a malapena visibile. Lo dovrò un po’ digerire, metabolizzare.
Complimenti per il coraggio e la lucidità.

Inviato: giovedì 23 aprile 2015, 12:04
da carolina.pelosi
Ciao Willy,

questo racconto è davvero forte. Davvero. Trovo incredibile il parallelismo tra un personaggio quasi senza vita e la primavera fuori, è una delle contrapposizioni che preferisco, in generale, e tu hai saputo sfruttarla molto bene. Mi piace tanto anche il titolo, azzeccatissimo. Non posso aggiungere niente di più rispetto a quello che la tua storia mi ha trasmesso: un brivido freddo, che rimane.
Bravo, bravo.

Inviato: giovedì 23 aprile 2015, 18:57
da antico
Benvenuta Willy nella mia Arena. Profumo di primavera anche lì in mezzo alla calca?
 
Un racconto molto delicato, commovente e rispettoso della morte e degli individui. In effetti non ho molto da dire, non mi sento di fare appunti, mi sembra tutto ben bilanciato, ponderato, equilibrato. Il tema è rispettato a più livelli, dal guasto della persona a quello della macchina. Anche il titolo è perfetto. Un pollice su senza riserve.