Gruppo Anna Cambi

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Le fasi di gioco sono quattro:
1) Il due gennaio sveleremo il tema deciso da Alberto Buchi. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum.
2) Gli autori si leggeranno e classificheranno i racconti che gli saranno assegnati.
3) Gli SPONSOR leggeranno e commenteranno i racconti semifinalisti (i migliori X di ogni girone) e sceglieranno i finalisti.
4) Alberto Buchi assegnerà la vittoria.
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Spartaco
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Gruppo Anna Cambi

Messaggio#1 » lunedì 29 gennaio 2018, 0:49

Immagine

Questo è il gruppo Anna Cambi de LA SFIDA A FUOCO FATUO con Anna Cambi come giudice.

Gli autori del gruppo Anna Cambi dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo Giovanni Lucchese.

I racconti di questo gruppo verranno commentati dagli autori del gruppo Giovanni Lucchese.

I 2 migliori racconti di questo raggruppamento accederanno alle semifinali e saranno valutati da Anna Cambi che deciderà quale dovrà finire al vaglio di Alberto Büchi
.


Al girone verrà assegnato un lettore esterno che stilerà una classifica che si sommerà a quelle degli altri.

I gruppi sono stati formati seguendo l'ora di consegna.

E ora vediamo i racconti ammessi:

Solo per amore, di Salvatore Stefanelli, 19987 caratteri, consegnato l' 11/01 alle 23:59.
Non è nostra la fame, di Angelo Frascella, 19122 caratteri, consegnato il 20/01 alle 22:52.
Inconscio, di Sonia Lippi, 19858 caratteri, consegnato il 28/01 alle 21:41.

Avete tempo fino alle 23.59 di lunedì 05 febbraio per commentare i racconti del gruppo Giovanni Lucchese.
Chi non postasse anche solo un commento verrà squalificato.
Chi non postasse la classifica verrà squalificato
Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che saremo fiscali e non accetteremo classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradiamo essere avvertiti, sapete come trovare i moderatori. Vi ricordiamo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo.

I racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a SPARTACO.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo Giovanni Lucchese.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA SFIDA A TUTTI!



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Wladimiro Borchi
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Re: Gruppo Anna Cambi

Messaggio#2 » lunedì 29 gennaio 2018, 14:41

Davvero difficile dare una valutazione sta volta.
Ho provato a mettere anche i voti a personaggi, dialoghi, immagini, trama e linguaggio, ma ancora una volta i punteggi finali si equivalevano.
Alla luce di tutto questo, l'unica strada che ho trovato è premiare l'originalità degli zombie.
Non me ne voglia Salvatore, il cui racconto mi è piaciuto davvero tanto, ma che (come me peraltro) è andato sulla classica storia zombie apocalittica.
La classifica, pertanto, è la seguente:
1) "Non è nostra la frame";
2) "Inconscio";
3) "Solo per amore".


"Inconscio"
Ormai quando si parla di zombie sono i film di Romero a occupare immediatamente l'immaginario, accompagnati, più di recente, dal particolarissimo clima, reinventato nella fortunatissima serie "th walking dead". Sonia ha voluto ricordarci la tradizione voodoo che ne sta alla base, creando un racconto originalissimo e davvero intrigante, carico di immagini suggestive e potenti.
Forse l'unico limite del racconto sta nei personaggi, davvero costruiti ad accettate. L'avvocato è stronzo oltre ogni umana possibilità, tant'è che non è possibile immedesimarsi in lui e soffrire per la sua sorte. Questo, accompagnato da alcuni dialoghi davvero troppo improbabili (almeno per i miei gusti) fa sì che un racconto che avrei potuto valutare 100, arrivi solo a 80.
Nulla che non si possa sistemare per dare allo sponsor il tuo bellissimo racconto a punteggio pieno.

"Non è nostra la fame"
Il racconto più originale del gruppo e, refusi a parte (peraltro già corretti, alla data della mia lettura) quello scritto in maniera più ricercata. Zombie diviene sinonimo di guscio vuoto, di assenza di emozioni, di voglia di cambiare. Un po' quello che voleva evidenziare Romero, quando metteva i suoi zombie in completo da lavoro, ventiquattrore in pugno, alla fermata dell'autobus. Siamo tutti zombie, quando perdiamo quell'anelito che ci contraddistingue e che ci spinge ad azioni sorprendenti e, quando è necessario, anche antisociali. Il punto più debole, forse, sta nel non averci datao immagini altrettanto potenti e suggestive, come gli altri due scrittori del gruppo, ma non credo che fosse possibile, vista la complessa tematica che hai scelto.
In fondo è rimasto un refuso: "te lo insegnerò lei stessa" -> "te lo insegnerà lei stessa".

"Solo per amore"
Racconto davvero godibile, sul tema zombie classico: l'epidemia, l'isolamento, la necessità di salvare un congiunto e di tentare di sopravvivere all'olocausto.
Finale tragico, in cui il protagonista accetta di mutarsi in zombie, pur di continuare a mantenere la propria compagna di vita.
Eliminati gli originari eccessi espositivi e creato l'adeguato crescendo, mi pare che l'unica pecca del racconto rimanga come hai sfruttato il bonus "fatina".
IMBUTO!!!

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Eugene Fitzherbert
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Re: Gruppo Anna Cambi

Messaggio#3 » venerdì 2 febbraio 2018, 21:50

Anche se sono 'solo' tre racconti da valutare, devo ammettere che il livello è alto e la qualità complessiva di tutti i lavori mi ha messo in crisi. Tutti gli scritti hanno degli elementi che mi hanno stregato, e tutti sono davvero ben scritti. Ma la classifica è qualcosa che purtroppo deve essere fatto, quindi mi tappo il naso e procedo...

1. Non è nostra la fame
2. Inconscio
3. Solo per amore

Solo per amore
Ciao, Salvatore!
Bella storia, inusuale. Da una parte inizia come un racconto zombie, che mi ha ricordato quello di stephen King Parto in casa (è su Incubi e Deliri, carino): c'è l'isola, c'è l'epidemia zombie e c'è una donna incinta.
La seconda parte, invece, vira completamente verso qualcosa di completamente inaspettato per arrivare al finale con il parto zombie. Devo ammettere di essermi divertito.

La cosa che mi stride un po' è che Mina non sappia nulla di quello che stia accadendo, ma sicuramente è complice la geografia dell'isola che l'ha tenuta protetta fino a quel momento.
Anche l'assenzio mi è sembrato un po' forzato, ma alla fine ci sta dentro, perché Carlo cerca semplicemente di affogare la pessima notizia nell'alcool.

Tutto sommato è una bella storia di amore tragico a tema zombie. Complimenti!

Inconscio
Ciao, Sonia, eccomi qui!

Un'idea alquanto bizzarra, arricchita da immagini oniriche e da incubo. L'idea dell'Uomo che cammina nei sogni mi ha fatto pensare a Freddy Krueger e alla serie Nightmare del buon Wes Craven. Il confronto tra l'avvocato e l'haitiano si porta appresso tutto il valore catartico del ribaltamento di fronti tra vittima e carnefice.
Anche lo zombie come figura della mitologia woodoo è una bella trovata, che ricorda molto il Serpente e l'Arcobaleno (altro meraviglioso film di Wes Craven! Vedilo non l'hai già fatto.) ed è una declinazione inusuale della materia zombesca.

Sparsi qua e là ci sono alcuni refusi; piccolo consiglio, se non lo sai già: per fare la È (al posto della E') basta pigiare ALT+0200 e risparmi un carattere che qua dentro ha lo stesso valore dell'aria che respiriamo.

Un piccolo appunto sulla parte finale, quella medica. Esiste la sindrome Locked In che rispecchia esattamente quello che succede al tuo protagonista (non reagisce ma ha consapevolezza di quello che accade intorno a lui). Le cornee sono le ultime a essere prelevate, il cuore, il fegato, i polmoni e i reni i primi. Non entro nel dettaglio della diagnosi di morte cerebrale, sul prelievo di organi e sulla loro distribuzione e sui pazienti riceventi, perché è un racconto, non un manuale, perdio! (e quest'ultima frase era rivolta a me! Dannazione!)

Bel lavoro, comunque! Complimenti!

Non è nostra la fame
Ciao, Angelo!
Inizio subito così: Bel Racconto. Senza aggiungere altro!

Veniamo al sodo: la storia è molto interessante con l'aspetto allegorico della zombificazione delle coscienze, più che delle persone. Certo soffre di qualche stereotipo: il ragazzino che si acconcia come un punk degli anni 80 mi ha fatto sorridere...
Ma altre cose mi hanno lasciato un po' perplesso, soprattutto per quel che riguarda alcuni dialoghi: un ragazzo che non studia, è un perdigiorno contestatore non può dire Lei ha affastellato solo un mucchio di luoghi comuni.; mi sarei aspettato più che altro un attacco di violenza verbale, parolacce, turpiloquio e cattiveria.
Allo stesso modo mi è parso un po' irreale che una perfetta sconosciuta (bollata come vecchia pazza dalla psicologa) sia invitata a bere un te a casa della signora Nettuno. Magari un incontro tipo stalking sarebbe stato più in linea con il personaggio. E per ultimo, la professoressa che dice tutte quelle cose al ragazzo non ci sta proprio. Io l'avrei fatta parlare con la madre, magari convocata a scuola.

Sono certo, piccolezze, chiose di poco conto che mi hanno fatto stridere i denti, in una storia per altro originale e ben controllata. Complimenti.

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roberto.masini
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Re: Gruppo Anna Cambi

Messaggio#4 » sabato 3 febbraio 2018, 14:46

Contrariamente al precetto biblico del "non giudicare per non essere giudicati" qui siamo costretti a farlo: sono le ormai risapute regole del gioco. Premetto di non amare particolarmente le storie di zombie (Romero escluso, naturalmente) e quindi mi sono lasciato guidare nel mio personale (e perciò opinabile) giudizio dal tema della sfida e dalla qualità della scrittura.
Questa è la mia classifica:
1) Inconscio
2) Solo per amore
3) Non è nostra la fame

INCONSCIO
Ottimo e originale racconto dove il sogno ma soprattutto l'inconscio consente intriganti variazioni sul tema proposto dalla sfida. Non concordo su chi afferma che il protagonista è troppo stronzo perché invece è VOLUTAMENTE stronzo. Solo così si giustifica la punizione finale che ci fa dire:"Giustizia è fatta!"
Non so se la priorità nella procedura degli espianti mette gli occhi alla fine ma direi che, in qualche modo, gli occhi devono essere la giusta conclusione dell'avvocato ancora cosciente.
Confermo che mi è piaciuto molto.

SOLO PER AMORE
Classico racconto di "Fuga dagli zombi!" Le location sono ben descritte e anche le personalità di protagonista e comprimari. Se il finale voleva essere a sorpresa per me non lo è stato ma invece l'ho visto come la coerente conclusione suggerita dal titolo.
Se proprio devo trovare qualche difetto ne individuerei due (peraltro già sottolineati dai commentatori precedenti):
1) Non è possibile che Mina ignori totalmente ciò che tutti sull'isola sanno;
2) L'episodio del cane, ucciso con un colpo di pistola, che avrebbe potuto attirare l'attenzione degli zombi, risulta in contraddizione con la lucidità del protagonista che fa in modo che l'animale non abbai. Non è necessario odiare gli animali per giustificare il suo gesto che è improvviso ma avrei visto meglio un'arma bianca.
Consiglierei quindi di emendare questi due aspetti nella successiva fase della Sfida.

NON È NOSTRA LA FAME

Dopo gli psyco-thriller, gli psyco-zombie. Un'allegoria azzeccata che rende la storia veramente originale ma c'è un ma. Quello che a me non piace è la mancanza di approfondimento della personalità del sedicenne che parla come un trentenne bocconiano, non usa espressioni volgari e non è. sostanzialmente, aggressivo. So che una delle cose più difficili è quella di far parlare le persone delle storie come se fossero vere e quindi con le loro differenze ma in questo caso la mancanza di un linguaggio giovanile inficia un po' la qualità del racconto. Anche la scena della signora Gobetti nella casa del ragazzo andava resa maggiormente plausibile.

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Spartaco
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Re: Gruppo Anna Cambi

Messaggio#5 » martedì 6 febbraio 2018, 10:15

Ricordo anche a voi che il Lettore Anonimo non vuole essere un commento di qualità. Piuttosto è la voce del popolo che compra e legge libri!
Ecco i vostri commenti:


Classifica:

1) Non è nostra la fame

2) Inconscio

3) Solo per amore



Commenti: premetto che non sono mai stata una fan degli zombie e The Walking Dead non mi ha fatto cambiare idea. Ho fatto di tutto per non partire prevenuta, ma i gusti son gusti. C'è da dire che con me l'handicap lo avevate tutti.



Non è nostra la fame: Mi è piaciuto tutto il racconto tranne un particolare, ma ci torno dopo. La tua fatina è decisamente la migliore di tutte quelle che ho letto. Non ha neanche bisogno di parlare, è un po' il tappeto di Alladin, che esprime emozioni e nessuno capisce come. La psicologa e la mamma come personaggi son completi e ben strutturati, il ragazzino parla in modo incoerente a come si atteggia, ma potrebbe essere scelta e non errore. Se così fosse cercherei di scrivere o alludere a una ragione da cui nasce l'incongruenza. Il particolare che non mi è piaciuto è la scena di sesso. Capisco lo stimolo del bonus, ma non ha filo conduttore con ciò che succede prima: la psichiatra non ammicca, non allude né seduce e di certo neanche il ragazzino. Non è una conclusione che vedo coerente col resto del racconto e ti ha fatto perdere dei punti ai miei occhi, sei rimasto primo, però, quindi congrats!



Inconscio: Dal mio punto di vista il vero difetto del tuo racconto sta nel'esagerazione dell' assurdo trip. Soprattutto nei cambi di scena che mi hanno confusa parecchio, perché improvvisi e senza apparente motivo. C'è da dire però che l'idea di fondo è buona, e il finale soddisfacente. Mi piace che non si capisca se l' haitiano ha davvero manovrato tutto o se la droga e una sottospecie di senso di colpa hanno portato al viaggio mentale e poi alla morte. Fossi stata in te avrei reso l'avvocato molto più cattivo: l'unico moto di irritazione che ho provato nei suoi confronti è stato quando ha detto di aver pagato i testimoni, per il resto mi sembrava un po' incattivito dalla vita, ma cedendo io fermamente nel diritto di difesa, mi è sembrato un avvocato semplice. Detto questo mi piace il tuo stile e il racconto fluisce abbastanza bene, quindi tutto sommato è un buon lavoro.



Solo per amore: Tu sei quello andato più sul classico per quanto riguarda gli zombie. Il che, con me non ti ha aiutato (ma non ci puoi fare niente). La prima parte, è parecchi confusionaria e ancora ho le idea confuse su come il protagonista sia finito con la pistola alla tempia. I dialoghi, non proprio realistici non ti hanno aiutato (Io sono qui mentre Mina è a casa, inconsapevole di essere in grave pericolo). Mi piace il gusto che prova nell'uccidere il cane, lo avvicina agli zombie prima ancora che ci si trasformi definitivamente, è una parte che analizzerei meglio e darei qualche accenno a questo suo lato oscuro in più durante il racconto. A parte il protagonista, tutti gli altri personaggi si vedono ben poco e quindi non hai potuto caratterizzarli, ma solo dar loro dei contorni, se mai decidessi di allungare il racconto (capisco il limite dei caratteri), punterei su questo.

Tutto sommato non è un brutto lavoro, hai avuto un po' di sfortuna sul fatto che non ha incontrato il mio gusto, ma temo che sarà una cosa che ti ri-capiterà.

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