Finalissima La Sfida a Fuoco Fatuo

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Le fasi di gioco sono quattro:
1) Il due gennaio sveleremo il tema deciso da Alberto Buchi. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum.
2) Gli autori si leggeranno e classificheranno i racconti che gli saranno assegnati.
3) Gli SPONSOR leggeranno e commenteranno i racconti semifinalisti (i migliori X di ogni girone) e sceglieranno i finalisti.
4) Alberto Buchi assegnerà la vittoria.
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Finalissima La Sfida a Fuoco Fatuo

Messaggio#1 » martedì 13 febbraio 2018, 8:45

Immagine

Angelo Frascella Sfida l'ormai "sempre finalista" Eugene Fitzherbert.
Chi si aggiudicherà questo GAME?
La parola a Alberto Büchi!



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Re: Finalissima La Sfida a Fuoco Fatuo

Messaggio#2 » domenica 18 febbraio 2018, 20:20

Ecco l'annuncio del vincitore e i commenti.
Alberto ci tiene a sottolineare che se avete dei dubbi o delle domande da porgli non dovete farvi scrupoli!

Penombra

Il racconto ha un inizio davvero efficace… complimenti! Nonostante “Non è nostra la fame” sia un buon racconto, ammetto che dopo aver letto questa prima metà non avevo dubbi su quale dei due premiare. I problemi e i dubbi sono arrivati nella seconda metà, che ha richiesto un riflessione in più che nell’altro racconto non è stata necessaria data la sua linearità; c’era qualcosa che non mi convinceva e credo che sia da ricercarsi in due elementi: il punto di vista non sempre chiarissimo e il sempre necessario (a mio avviso) “mostra e non raccontare”.

Quella che aveva di fronte era invece la donna di sempre, un po’ più stanca, provata, ma Sarah in tutto e per tutto.

In questo caso, per esempio, avresti potuto descrivere qualche particolare del volto che il protagonista notava di diverso della moglie invece di ricorrere al narratore. A volte appare come una scorciatoia.
In ogni caso trovo che il racconto sia costruito bene e la scelta di passare da “interno ad esterno” molto azzeccata, anzi talmente azzeccata che forse, fuori dai limiti imposti dal contest, si potrebbe sfruttare meglio per aumentare la tensione e la curiosità nel lettore. Un po’ troppo frettolosa mi è parsa la confessione sulla vera natura della moglie/demone.
Detto ciò, caro autore, ti faccio i miei complimenti e ti consiglio caldamente di rimettere mano alla storia per farla diventare (almeno) un romanzo breve. Non dovresti incontrare troppi ostacoli per una pubblicazione in qualche collana digitale, come minimo. Ho trovato il tuo racconto molto efficace e decisamente migliore di altre pubblicazioni. Ha tutto quello che serve: tensione, sangue, sesso, quanto basta di realismo (likofopsia credo sia inventato, giusto?) e una struttura che rende intrigante, con la suddivisione in episodi, lo svolgersi della trama.

Non è la nostra fame.

Zilly mi piace! Somiglia per certi versi alla mia Cadaverina. Ottimo.
Mi è piaciuta molto questa immagine:

Il ragazzo annuì e strinse gli occhi per concentrarsi. Ada osservò, indifferente, Zilly che si posava sulla testa del paziente, estrofletteva, dalle dita, lunghe unghie appuntite e le infilzava nella testa di Renato.

La struttura è lineare, funziona, e lo stile adeguato alla storia.
Leggendo di un rapporto tra un ragazzo e una psicologa, o pseudo-psicologa, mi sono subito chiesto, caro autore, se saresti riuscito a rendere credibile nel poco spazio a tua disposizione il rapporto di fiducia e le inevitabili tensioni tra i due protagonisti. Beh devo dire che nulla mi è sembrato forzato o fuori posto. Non è cosa da poco, bravo!
La tua versione di zombie è quella più moderna che ci sia. Oggi siamo proprio tutti dei gusci che si stanno svuotando. Vedo ragazzini (e non solo) che perseguono la serenità o la loro idea di normalità ricercando il distacco emotivo. Non si sbilanciano in nulla, hanno paura di esprimere liberamente la propria personalità pensando che essere un “guscio vuoto” sia il modo migliore di affrontare la vita. Essere zombie, oggi, è proprio questo.
Il tuo racconto aiuta a porsi anche qualche domanda.
La letteratura di genere non è solo trama ma può avere anche del contenuto.


Bene, ora vi starete chiedendo chi ha vinto questa sfida…
Alt, un attimo.
Prima devo confessarvi che rispetto alle altre mie partecipazioni a Minuti Contati ho trovato questi due racconti decisamente buoni, i migliori che abbia letto finora. I più completi. Il livello si sta alzando e ne sono davvero lieto; sono certo che questo vale anche per gli altri partecipanti. I miei complimenti a voi e agli organizzatori. La perfezione non esiste, ma esiste il confronto, la revisione e l’autocritica.

Dunque il vincitore è… Penombra!
Scelta difficile ma alla fine ho deciso di premiare il racconto con il “tasso di difficoltà più alto”.
Nei vari laboratori e corsi che ho frequentato, ogni volta che sottoponevo un racconto, mi veniva detto che il lettore medio non fa mai una seconda/terza lettura. O capisce alla prima, o il racconto (o capitolo) ha qualcosa che non va.
È una regola valida che consiglio a tutti di seguire, la semplicità prima di tutto. Bene… se l’avessi applicata, il vincitore sarebbe stato “Non è nostra la fame”. Lo ammetto.
La sensazione che ho avuto, però, è che l’autore di “Penombra” abbia già ben chiaro questo concetto e che possa già spingersi un po’ più avanti nella complessità della struttura e dello stile.
Bravi tutti, mi sono divertito e spero anche voi.

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