Riccioli di nebbia

Appuntamento per lunedì 18 dicembre dalle 21.00 all'una con gli autori de LA CORTE EDITORI capitanati direttamente da Gianni La Corte!
alexandra.fischer
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Riccioli di nebbia

Messaggio#1 » lunedì 18 dicembre 2017, 22:33

RICCIOLI DI NEBBIA di Alexandra Fischer
La casa è immersa nelle ombre della notte appena cominciata nel silenzio del quartiere.
Non ci sono rumori di traffico perché la zona è piuttosto fuori mano.
Il gelo dell’inverno, poi, ha messo a tacere i versi degli animali che popolano la boscaglia fitta di alberi.
Attraverso il cancello si vede un giardino illuminato da lampioni con i globi simili a piccole lune in miniatura che rischiarano un paio di panche di marmo e un paio di querce secolari prive di foglie.
Il grido manda in frantumi il silenzio come un vetro sottile.
Viene dal piano superiore rivolto verso la strada.
«UCCIDETELO STANOTTE!»
Un lume rischiara la stanza.
«ENTRO STANOTTE» ripete la voce con disperazione.
La lampada a petrolio rischiara un letto disfatto nel quale si dibatte una donna dai lunghi capelli neri e dalla camicia da notte bianca.
La persona che regge la lampada è un vecchio in veste da camera.
«Smettila, Tilde. Vuoi proprio farci stare peggio»
«Salirà e ci ucciderà tutti se non ti sbrigherai a farmi uscire di qui».
Il vecchio le accarezza la guancia e apre lo stipo del comodino estraendo un bicchiere, una caraffa e una polverina.
«No, zio, altrimenti sarà troppo tardi» lo avverte Tilde mettendosi a sedere sul letto.
«Sciocchezze» le dice il vecchio preparando la mistura «quando ti sveglierai domani mattina ti sentirai meglio».
Tilde rovescia il bicchiere e si alza dal letto nonostante i tentativi dello zio di trattenerla.
Spalanca la porta ed esce nel corridoio rischiarato da una lampada a petrolio uguale a quella rimasta nella stanza.
Nel corridoio si indovinano quadri appesi alternati a maschere di legno raffiguranti demoni e qualche pugnale.
Tilde pensa con amarezza che quei ricordi del suo povero padre sarebbero stati più che sufficienti a farglielo sentire vicino, ma lui aveva esagerato, portandole dal suo ultimo viaggio un regalo divenuto detestabile.
Il vecchio la insegue per come gli permettono le giunture rovinate dall’età.
Quando la donna raggiunge le scale, è costretto a rallentare, ma grida nella tromba delle scale: «Non ho potuto fare niente per trattenerla».
Tilde scende le scale sentendo l’odore secco e pungente dell’incenso messo a bruciare insieme a quello dolciastro dei grani aromatici messi nella scatola del dono arrivato pochi mesi prima della morte di suo padre.
Lo stomaco le si rivolta pensando che ormai non manca molto al momento in cui vedrà il regalo.
Sente il rumore di una cassa che viene aperta e un rumore di unghie sul pavimento dell’atrio.
Accelera il passo, mentre la ferita alla schiena ricomincia a bruciarle, facendola incattivire nei riguardi della creatura che gliel’ha inflitta.
Arrivata in fondo alla scala, vede i quattro abbigliati con tuniche dai colori sgargianti ravvivati da fili dorati e argentei.
Due di loro stanno bruciando incenso e grani aromatici in fornelletti di metallo ramato, mentre il terzo sta tenendo a bada con una catena l’animale arrivato da un’isola dell’Oceano Indiano neppure segnata sulle cartine geografiche.
La creatura le rivolge uno sguardo implorante, ma Tilde allontana lo sguardo dalle pupille serpentine.
Il fatto che sia ricoperta di lanugine biancastra l’ha ingannata soltanto una volta, quando ha aperto la porta dello studio di suo padre ignorando che l’animale si trovasse lì.
L’ultimo componente del gruppo è una donna vecchissima, anche più dell’uomo arrivato a sua volta nell’atrio e rimasto silenzioso, dopo che nessuno dei presenti ha risposto alle sue scuse.
La vegliarda squadra Tilde con occhi nerissimi e gelidi.
«Vuole soltanto tornare a casa» le dice, tentando un’ultima difesa della creatura.
Per tutta risposta la ragazza si alza la camicia da notte mostrandole la schiena.
«Capisco» le risponde l’anziana «sei stata coraggiosa a chiamarci»
«Non vedo come. Siete stati voi ad allevarla ed è giusto che la uccidiate»
La vecchia le rivolge un sorriso sdentato e unì i palmi delle mani facendole un inchino.
«Sia pure. Credo anch’io che tuo padre abbia sbagliato a donartela».
Poi si avvicina alla creatura, che comincia a ringhiare graffiando di nuovo il pavimento.
La vecchia le rivolge alcune parole in una lingua musicale e l’animale si lascia accarezzare.
Sotto le dita della vecchia, la creatura si trasforma infinite volte nel corso della notte, diventando sempre più piccola e amabile.
Verso la fine della notte assume l’aspetto di un agnellino in miniatura e scodinzola all’uomo che la tiene a bada con la catena.
Questi la libera mandandola incontro alla vecchia, che le sfiora la fronte facendola stramazzare al suolo morta.
Subito dopo si rivolge a Tilde e al vecchio: «La porteremo via noi, intanto vogliamo che distruggiate sotto i nostri occhi tutti i ricordi del vostro parente. Dobbiamo proteggere il resto del branco».
La ragazza e il vecchio lo sanno, ignorando che la creatura arrivata da tanto lontano appartiene a una specie detta Riccioli di Nebbia, addomesticabile soltanto con la magia.



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antico
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#2 » lunedì 18 dicembre 2017, 22:50

Ciao Alexandra! Tutto bene con i caratteri e il tempo, divertiti in questa Natale a LA CORTE Edition!

Ps: puoi modificare il racconto fino all'una, ma non oltre. Occhio che in tal caso andrò a modificare sia il tuo orario di consegna che a ricontrollare i caratteri! Se invece lo modificherai oltre l'una (fino all'orario massimo dell'1.33) sarò costretto ad assegnarti un malus tempo!

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SalvatoreStefanelli
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#3 » martedì 19 dicembre 2017, 17:17

Un racconto che mi ha incuriosito e speravo mi emozionasse di più. Invece, si è un po' spento nel finale. Specie l'ultima frase, quella che secondo me doveva farci capire il senso della storia, mi sembra la meno riuscita. Gli darei la sufficienza per le potenzialità.

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Sonia Lippi
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#4 » martedì 19 dicembre 2017, 17:53

La storia mi ha preso ... volevo capire cosa stesse succedendo, ma il finale mi ha deluso.
Forse è un limite mio ma non ho capito dove volevi andare a parare, e sono rimasta con tanto dubbi e domande...comunque ha in sé una grande potenzialità..
Buona serata

alexandra.fischer
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#5 » martedì 19 dicembre 2017, 18:00

Ciao Salvatore, grazie del commento. Mi spiace che il finale della storia ti abbia deluso, ma ti ringrazio di averne colte le potenzialità.


Ciao Sonia, grazie del commento. Mi rincresce dei dubbi senza risposta che la storia ti ha fatto venire in mente. Peccato per il finale.

Kuranes
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#6 » giovedì 21 dicembre 2017, 12:37

Ciao Alexandra! Prenderò in prestito le parole di altri per dire che in questo racconto hai fatto molto, e ottimo, world-building, ma poco storytelling... Si intuisce l'esistenza di un universo dietro quello che ci fai vedere, ma purtroppo quello che ci fai vedere risulta essere una serie elementi raccordati senza altro fine se non quello, appunto, di farci intuire "quel che sta dietro"... Il che a volte ti costringe a scadere nel "tell" al posto dello "show" (dato il poco spazio), come appunto proprio nel finale.

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Andrea Partiti
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#7 » giovedì 21 dicembre 2017, 22:56

Ho la sensazione che tu abbia scritto il racconto senza sapere a cosa mirare (e va bene così) e poi non si sia richiuso per bene su un finale credibile, spontaneamente come spesso succede.
Purtroppo l'effetto è che si accumula moltissima tensione durante il racconto, grazie alle descrizioni minuziose, al tuo soffermarti sui dettagli, sugli arredamenti, sui personaggi che entrano in scena. Tutto ci fa credere che tu stia rallentando apposta la scena per non farci arrivare al grande botto finale troppo presto. Non far sciogliere questa aspettativa lascia l'amaro in bocca, e anzi, lasciarci su un appunto quasi distaccato sul funzionamento dei Riccioli di Nebbia è una crudeltà :)
Il tema c'è e hai lavorato bene sulla notte e sugli eventi, ma penso serva assolutamente un finale diverso.

alexandra.fischer
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#8 » sabato 23 dicembre 2017, 21:32

Ciao Kuranes, mi dispiace che il finale sia apparso debole per via della gestione scarsa del mostra-non dire. Colpa mia, devo lavorare molto su quell'elemento, difatti sto usando Minuti Contati per staccarmi da quel modo di scrivere lì. Sono contenta che la costruzione della storia ti sia piaciuta.

Ciao Andrea, grazie del commento. Mi dispiace che la sorpresa finale si sia risolta in un finale afflosciato. Ho usato una tecnica che oggi non va più bene (la chiusura che lascia intendere senza spiegare nel dettaglio). Intendo starci attenta in futuro (proposito per l'Anno Nuovo), così nessuno avrà più l'amaro in bocca. Sono contenta che la storia per il resto ti sia piaciuta.

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jimjams
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#9 » mercoledì 27 dicembre 2017, 10:43

Ho l'impressione che sia stata scritta con qualche problema di tempo, perché noto molte imprecisioni e refusi, ripetizioni, qualche difficoltà anche nello sviluppo, che di solito non trovo nei tuoi racconti. Detto questo, il racconto lascia trapelare la possibilità di uno sviluppo molto più ampio, un vero e proprio mondo. Abbiamo un padre che evidentemente svolgeva un compito piuttosto misterioso, un mondo di magia e di creature fatate, pericolose ma gestibili da chi sappia come fare. Una figlia tenuta al di fuori da ciò tranne in un ultimo atto del genitore che le lascia questa misteriosa e pericolosa creatura. Forse un rimpianto e un ripensamento, ma tardivo e inutile, visto l'epilogo. In definitiva il racconto avrebbe penso bisogno di maggiore spazio per esprimersi bene, soffre forse del poco tempo o del poco spazio a disposizione, ma lascia trapelare un interessante ambientazione.

Mirtide
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#10 » mercoledì 27 dicembre 2017, 10:57

Una volta terminata la prima lettura non sono stata in grado di classificare esattamente ciò che avevo appena letto, ma decisamente a favore del racconto è il fatto che esso spinga il lettore ad una seconda lettura al fine di identificare i singoli passaggi ed elementi del testo. L’ambientazione fornita dalle prime righe suggerisce al lettore di porsi in una posizione guardinga nei confronti di quello che andrà a leggere a seguire, e a buon titolo. L’elemento che sicuramente spicca è la demonizzazione dell’animale, inizialmente visto come dono ed eventuale compagno della ragazza e poi elemento esterno e portatore di caos da eliminare. Ho rivisto nella scelta di questa tematica uno dei capisaldi dell’estetica del genere horror, molto ben gestito e corredato dall’elemento magico. La figura che mi ha molto incuriosito è quella della vegliarda dagli occhi gelidi, che sembra essere la custode di una sapienza antica ormai sconosciuta all’uomo moderno, che credo sia in questo caso rappresentato dal padre, che ignaro ha fatto di questa creatura un regalo per la figlia. Dal punto di vista narratologico il racconto sfrutta l’espediente della narrazione eterodiegetica omnisciente al fine di permettere un accesso ai punti di vista dei vari personaggi e aggiungere contemporaneamente un’informazione loro sconosciuta (peccato per l’errore di battitura che ti ha fatto saltare la negazione nell’ultima frase), che aggiunge nuova luce all’interpretazione del racconto. Un buon lavoro creativo, decisamente!

mezzomatto
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#11 » mercoledì 27 dicembre 2017, 16:59

Un racconto ben scritto nella prima parte, che si affloscia nel finale. Non è spiegato perché il vecchio voglia impedire a Tilde di uscire dalla sua stanza, né cosa stessero facendo, gli altri famigliari, a Riccioli di nebbia. Probabilmente lo stavano uccidendo, ma l'irruzione di Tilde avrebbe dovuto sconvolgere il rito, che invece prosegue come se niente fosse. I difetti sono probabilmente inerenti al meccanismo di Minuti Contati che preclude qualunque processo di revisione.

alexandra.fischer
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#12 » giovedì 28 dicembre 2017, 12:21

Ciao Mario grazie del commento, mi dispiace che tu abbia trovato errori nel racconto (dovuti, credo, a una mia pericolosa tendenza a sviluppare uno spunto e poi rinnegarlo a metà racconto, perché nel frattempo mi è venuto in mente altro. Devo starci attenta, ecco un ottimo proposito per il 2018, così mi verranno fuori storie un po' più decenti).

alexandra.fischer
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#13 » giovedì 28 dicembre 2017, 12:25

Ciao Mirtide, sono contenta che il racconto ti sia piaciuto. Mi dispiace per l'errore di battitura, e trovo positivo il fatto che la seconda lettura ti sia apparsa un pregio.

Ciao Mezzomatto, il vecchio cerca di impedire a Tilde di uscire perché spera che i soccorritori riescano a liberarsi della creatura senza interventi da parte della ragazza, che vede sconvolta. Nella casa ci sono soltanto loro (soccorritori a parte). Ecco, avrei dovuto spiegare meglio questa parte. Colpa mia.

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Vastatio
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#14 » giovedì 28 dicembre 2017, 13:26

Ciao,

non riesco a dare una voce "narrante" che non risulti fredda e assetica nella prima parte. Cerco di spiegarmi meglio (spero). Io generalmente "sento" un racconto, non lo "vedo". Per quanto le descrizioni (tue o di altri) possano essere particolareggiate io quasi mai "visualizzo" le scene. Le sento per come leggo nella mia testa. Ecco, la lunghezza, gli a capo e la struttura in generale delle frasi di apertura le leggo "fredde". Asettiche descrizioni. Ho provato a cambiare "voce" e "ritmo" nella mia testa, ma il risultato non è cambiato. E se un incipit fallisce, in un racconto breve, tutto il resto ne risente a cascata.
La fine poi è affrettata, buttata lì. Forse, a questo punto, meglio lasciare il lettore pieno di domande (ok, no, forse meglio di no... di solito è quello ch emi contestano), piuttosto che spiattelargli in faccia un infodump del genere.

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marco.roncaccia
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#15 » giovedì 28 dicembre 2017, 20:36

Ciao Alexandra,
pur condividendo quello che dicono gli altri, e cioè che soprattutto nel finale il racconto sembra non essere chiuso in modo completo, noto un buon lavoro soprattutto nelle ambientazioni e nel far trasparire da quello che avviene nel racconto l’Universo che costruisci, invece che produrti in lunghe spiegazioni.

Federico Martello
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#16 » giovedì 28 dicembre 2017, 21:05

Ciao Alexandra, sono molto combattuto nella valutazione perché una parte di me trova il racconto eccellente: ho apprezzato la storia, la narrazione, lo stile, il crescendo dall'inizio alla fine, bello il contesto, belle le descrizioni, insomma tutto positivo, ma un'altra parte di me trova il finale davvero tanto sotto tono, forse troppo. Posso solo immaginare che ci sia stato un problema nella gestione dello spazio, ma il finale giunge davvero troppo di colpo e paradossalmente stemperando immediatamente tutta l'atmosfera e l'emozione costruita fino a quel momento. Resto positivo comunque, per me è una buona prova, migliorabile ma comunque assolutamente positiva in partenza

alexandra.fischer
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#17 » lunedì 1 gennaio 2018, 10:49

Ciao Vastatio, grazie del commento. Mi dispiace che le descrizioni ti siano apparse fredde e il finale affrettato. Scusa, vedrò di rimediare.

Ciao Marco, scusa se il racconto è chiuso in modo incompleto (ecco un punto su cui lavorare. Grazie per avermelo fatto notare). Sono contenta che il resto della storia ti sia piaciuto.

Ciao Federico, scusa per il finale brutto (colpa mia, ho voluto tentare una chiusura a effetto stile rivista pulp, ma i tempi sono cambiati. Sono lieta che tu abbia gradito il resto del racconto).

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antico
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#18 » domenica 7 gennaio 2018, 19:57

Stai migliorando parecchio, ma cadi ancora nel finale non riuscendo a raccogliere il frutto di quanto costruisci. Come al solito, dalla lettura dei tuoi racconti ci si immagina scene ricche di colori, sature e mai banali. Peccato per il non sufficiente raccordo con il finale. Pollice ni per me.

alexandra.fischer
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Re: Riccioli di nebbia

Messaggio#19 » lunedì 8 gennaio 2018, 20:21

Ciao Antico, grazie di avermi fatto notare il difetto del finale. Vedrò di lavorarci su. Sono contenta che tu abbia trovato, per il resto, un miglioramento.

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