La vera ombra - Andrea Partiti

Appuntamento per lunedì 18 dicembre dalle 21.00 all'una con gli autori de LA CORTE EDITORI capitanati direttamente da Gianni La Corte!
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Andrea Partiti
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La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#1 » martedì 19 dicembre 2017, 0:59

La prima lampada comparve in sala a fine pomeriggio, mentre il sole spariva.
Era un abat-jour di ceramica azzurra. Lo trovai sul tavolo del soggiorno, acceso di una luce fioca sotto a un paralume di carta opaca. Lo spensi, domandandomi da dove fosse sbucato.

La seconda lampada comparve mentre preparavo la cena. Passai dalla sala per lasciare fuori dalla porta un sacchetto di rifiuti da gettare al mattino, e trovai un candelabro elettrico di bronzo, decorato con foglie disordinate e piccole rose taglienti. Stava in un angolo della stanza, per terra, acceso come l’abat-jour sul tavolo. Li spensi entrambi.

La terza lampada comparve a sera tarda. Uscii dal bagno e trovai tre luci accese. Quella nuova si alzava su un lungo stelo fino a un fiore di vetro azzurro. Le spensi, ma avvicinandomi mi parve che le ombre che gettavano sui muri guizzassero per un attimo al mio passaggio.

Il mistero mi intrigava. E inquietava. Sentivo violato il mio spazio e volevo un responsabile, quindi decisi di non toccare nulla e aspettare. A mezzanotte in punto mi sedetti in poltrona nella stanza incriminata e feci ipotesi, sgranocchiai popcorn per tenermi sveglio, giocai con un rompicapo in legno per tenere le mani impegnate e il cervello attivo, ma sempre con un occhio fisso sulle lampade, perché nulla mi sfuggisse.
Ma la stanchezza mi raggiunse, chiusi gli occhi per riposare un istante e li riaprii alla luce di due nuove presenze: una lampada da parete da cui pendeva una singola lacrima di cristallo e un guscio di tartaruga in vetro colorato e piombo. Le cinque luci proiettavano un’unica ombra sulla parete: una sagoma alta e umana. Scattai in piedi per l’apprensione e sfiorai il muro freddo con i polpastrelli prima di spegnere tutto.

Era notte inoltrata e continuavano ad arrivare. Mi bastava dare le spalle alla scena, distrarmi, battere le palpebre troppo lentamente. Socchiudevo gli occhi per avvicinarmi in quel fulgore e combatterlo un interruttore alla volta, ma vedevo sempre più nitida la sagoma, ora chiaramente femminile. A ogni nuova luce era più definita. Prima si alzò fin quasi al soffitto, poi prese a piegarsi di lato, allungando braccia lunghe e flessuose, aperte in un abbraccio.

Non smisi di lottare contro il fenomeno ma nel giro di poche ore l’intera stanza fu invasa, riuscivo appena ad arginare le accensioni. Ogni superficie coperta da lampade di ogni sorta: piccole o incombenti; con luci fioche, baluginanti o brillanti; fatte d’argento, piombo, vetro, pietra; con superfici brunite, smaltate, incastonate, intarsiate, scolpite.

Sul muro rebbero dita nodose. Si sciolse una chioma di capelli che cadde fino al battiscopa. Comparvero due occhi neri. Più scuri dell’ombra da cui nascevano. Quando sentii quello sguardo su di me lottai con gli interruttori con più energia, perché non ne sopportavo il giudizio.

E le lampade continuarono ad arrivare.

***

Sento il calore violento di una nuovo accensione. Tutte le nuove presenze, più qualcosa di nuovo. Mi muovo rapido verso il bagliore e con gesti automatici mi affanno per rimediare, seguo fili e sagome fino al pulsante.
Ma qualcosa mi precede e la casa diventa silenziosa. Neanche il brusio di un elettrodomestico. È saltata la corrente, doveva succedere prima o poi.

Si accende l’abat-jour.

Di fianco alla donna ombra, per la prima volta vedo una nuova sagoma confusa.

Si accende il candelabro di bronzo.

La mia ombra?

Si accende la lampada a stelo.

Sollevo una spalla per accertarmene.

Si accende la lampada che piange.

La donna si incurva.

Si accendono la lampada tartaruga, una lanterna rossa, un’applique di cristallo.

Si affacciano gli occhi neri.

Ancora, e ancora e ancora.

È sempre più curva sulla mia ombra. Nasce una bocca tonda e nera.

Tutte le lampade sono accese, l’ultima — ardente — nasce alle mie spalle.

Il sole del mattino alla finestra? Mi domando.

Sento un respiro, sulla nuca.



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antico
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Re: La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#2 » martedì 19 dicembre 2017, 1:10

Ciao Andrea! Tutto ok con i parametri, buona Natale a LA CORTE Edition!

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SalvatoreStefanelli
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Re: La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#3 » martedì 19 dicembre 2017, 9:17

Ciao Andrea. Una strana e interessante storia horror. Mi piace molto come giungi al finale, in special modo la seconda parte della storia, molto più ritmata e veloce. L'unica cosa che mi manca, ma non ridarebbe il fiato perso negli spasmi della lettura, è il senso della storia, che non trovo. Mi sarebbe piaciuto avere un indizio del perché tutto questo accade, un accenno a chi sia l'ombra femminile (perché proprio femminile? volevi forse mostrare la signora morte?). Un horror non ha necessariamente un perché e in fin dei conti anche questa cosa lo rende orrifico, ma avrei gradito. Comunque, una buona storia.

alexandra.fischer
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Re: La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#4 » martedì 19 dicembre 2017, 18:25

LA VERA OMBRA di Andrea Partiti Storia particolarissima, dove le lampade e le ombre che acquistano corpo mentre la notte trascorre incuriosiscono il lettore. Mi sono piaciute le descrizioni del candelabro elettrico con le rose, dell’abat-jour blu e delle lampade lacrima e tartaruga. C’è una grande capacità nel rendere il fantastico puro (da dove vengono le lampade? Chi le accende? Come fanno a continuare ad accendersi nonostante il black-out? Domande senza risposta, ed è il pregio della storia).

Attenzione a:
refuso una nuovo accensione per una nuova accensione.
Rebbero per Crebbero.
Per cosa ne so io, l'abat-jour è femminile.

Fernando Nappo
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Re: La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#5 » mercoledì 20 dicembre 2017, 21:27

Ciao Andrea,
complimenti per la fantasia. La storia è molto particolare, strana e straniante. La prima parte, con tutte quelle lampade che appaiono e si accendono, e il protagonista che fatica a cercare di spegnerle è davvero inquietante. Il finale è tipico di certe storie horror, in cui non si spiega nei dettagli ciò che sta accadendo, non si sa il perché, e nemmeno chi siano le ombre e le sagome. Ma dato il tipo di storia ci sta bene. E tutto si svolge in una sola notte, per cui tema centrato.

viviana.tenga
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Re: La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#6 » giovedì 21 dicembre 2017, 12:12

Ciao Andrea,
Ottimo racconto, surreale e inquietante. Certo, arrivati alla fine rimane la curiosità di saperne di più sull'ombra misteriosa, ma probabilmente a far funzionare bene il racconto è proprio il mistero non chiarito. Belle le immagini delle singole lampade, ben gestito il ritmo e la tensione. Insomma, non riesco proprio a trovare appunti da farti. Complimenti!

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giuseppe.gangemi
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Re: La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#7 » giovedì 28 dicembre 2017, 10:54

Ciao Andrea,
del tuo racconto mi piacciono soprattutto le descrizioni delle ombre e delle lampade. È una storia inquietante e surreale. Mi piace molto.
I tentativi del tuo personaggio di spegnere le lampade mi hanno fatto ricordare un vecchio spot degli anni '80, quello dei rubinetti zucchetti.
https://www.youtube.com/watch?v=8Cfo06DvA5M
Sì li era una cosa ironica, il tuo racconto è più serio, ma io vedo ironia in ogni cosa.
Complimenti è un bel racconto ricco di belle immagini.
Tema rispettato.

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giancarmine trotta
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Re: La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#8 » giovedì 28 dicembre 2017, 16:41

Ciao Andrea,
la tensione è la vera protagonista del tuo racconto. Ottimo il ritmo, buona la struttura. Anch'io avrei preferito sapere qualcosa in più di questa figura, bramoso di assaporare le emozioni del protagonista, le sue paure, i suoi perché.
E' come se lo spot delle nove irrompesse sulla lettura.
Invece no.
In questo genere di racconti non è necessario scoprire le carte, anzi. Forse proprio il chiaroscuro con cui lasci il lettore stuzzica la voglia di continuare a leggere, e questo è un bene.
Tema centrato.
Prova per me superata.
Alla prossima,
G.

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raffaele.marra
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Re: La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#9 » giovedì 28 dicembre 2017, 20:16

Siamo su Minuti Contati anche per imparare (forse soprattutto per), e credo che tu lo stia dimostrando anche con questo racconto. Mi riferisco in particolare a un commento di una guest di qualche edizione fa a un tuo bel racconto (scusami, ma non riesco a rintracciare né il racconto né l'edizione, ma sono convinto che ti ricorderai subito). In quel commento ti veniva detto che non c'era bisogno di spiegare più di tanto, che il racconto era bello senza per forza tentare di rendere il tutto più giustificato o razionale. Credo sia proprio il caso di questo tuo nuovo racconto in cui lasci il lettore completamente a secco di spiegazioni, e proprio in ciò sta il lato terrificante della storia. La luce, che da sempre è associata al bene, è rassicurante e allontana le paure e le angosce, nel tuo racconto è vista in modo totalmente opposto. La luce è inquietudine, è terrore e angoscia, proprio perché non c'è spiegazione per la sua apparizione. Insomma, il racconto funziona e l'idea è a dir poco geniale. Complimenti. Come sempre, del resto.

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antico
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Re: La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#10 » domenica 7 gennaio 2018, 12:58

C'è qualcosa che mi stona in questo racconto. Tutta la prima parte è perfetta, ma quando nella seconda passi al presente mi si è sfasata la lettura, non ho capito il motivo della tua scelta. Se era per sfuggire al pericolo di fare raccontare a un protagonista che infine muore, non mi convince neppure così perché comunque la prima parte rimane. E poi l'ombra... Gli soffia sulla nuca, e poi? Se è la Morte, è morto e si entra nel cortocircuito che cerchi di evitare. Non lo mangia, descrivi una bocca nera, ma non grande. Non so, sto andando a braccio per trovare motivazioni che non vedo. Devo fermarmi a un pollice ne che tende verso l'alto perché, davvero, non riesco a comprendere il perché delle tue parti distinte e di sicuro è un problema mio, ma che diventa anche tuo perché a un lettore esterno non è che puoi spiegare sempre tutto :)

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Andrea Partiti
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Re: La vera ombra - Andrea Partiti

Messaggio#11 » domenica 7 gennaio 2018, 16:11

Eh, lo so che non ti piacciono i racconti che cambiano di tempo, una scena al passato e una scena al presente :D
Lo faccio regolarmente e ogni volta mi dici che ti si sfalsa la lettura e che non capisci perché lo faccio. Penso sia una tua preferenza stilistica e la accetto, ma ogni volta rileggo e penso "na, mi piace, funziona bene. E' esattamente l'effetto che volevo."
C'è un ricordo/antefatto che prepara la storia, poi la scena torna a quel che succede in tempo reale. Non è niente di esotico o così strano da creare confusione. Per di più c'è un solo personaggio, una sola stanza, non vedo come potrebbe confondere :)

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