Sangue sulla Route 44 - di Andrea Carbone

Lunedì 22 si scriverà la storia.
Minuti Contati ha il piacere di ospitare il "movimento letterario" di cui, presto, tutti sentiranno parlare. Partecipate numerosi e ricordate: un giorno potrete dire che voi c'eravate!
andrea.carbone
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Sangue sulla Route 44 - di Andrea Carbone

Messaggio#1 » martedì 23 gennaio 2018, 0:56

Sangue sulla Route 44 -

Lucia andava avanti ormai da diversi minuti e non voleva saperne di fermarsi.
I guanti di pelle nera borchiata si trascinavano ora ciuffi di capelli, ora frammenti di denti, e il suo viso era una maschera rossa. Il che era molto curioso, dato che il cadavere che veniva percosso apparteneva proprio alle Teste Rosse.
Ma facciamo un passo indietro, esattamente a quattro ore e venti minuti prima.
Il posto da assalire era una vecchia stazione di servizio, ovviamente prosciugata da anni, utilizzata come covo da parte di quei fanatici delle Teste Rosse che grazie alla Route 44 che passava lì di fronte, riuscivano a tenere sotto controllo gli spostamenti da e per la grande città.
Gli assaltatori erano in quattro. Mike il barbone, che picchiava col suo bastone ed era completamente rasato, anche sul corpo; Jerry il taccagno, di cui si narra la vicenda dei due centesimi, che vi racconterò un’altra volta; Moana la pulita, che col suo viso angelico ha conquistato molti cuori giù a New Las Vegas (cuori che hanno fatto una brutta fine).
E infine c’era lei, Lucia.
Lucia e basta, perché di lei nessuno sapeva nulla, se non che fosse particolarmente incazzata con il mondo.
Il motivo lo si sarebbe appreso da lì a poco.
Ma fino a quel momento, lo scopo primario era una semplice razzia.
Entrare, uccidere, prelevare. Solita prassi.
Quando l’auto corazzata si fermò davanti la stazione, i quattro scesero pompando al massimo le casse della stessa: si erano preparati bene per l’entrata in pompa magna, con un brano dei Queen i cui bassi facevano ribollire le viscere. Sembrava si muovessero al rallentatore agli occhi di chi, dentro la stazione di servizio, si chiedeva se aprire il fuoco oppure aspettare. Magari si sarebbero potuti salvare, magari quelli non erano i Quattro Bastardi, magari erano quattro sfigati capitati lì per caso.
Ma quando videro Moana estrarre due granate a frammentazione dal giacchetto militare e Jerry e Mike inizare a correre verso diverse direzioni, capirano che dovevano essere proprio i Quattro Bastardi di cui tutti stavano parlando. Assassini, noti in tutto il paese per la loro velocità nelle esecuzioni.
Anche questa volta la loro fama non venne scalfita.
Vi risparmio i dettagli, li immaginerete bene. Schegge di metallo che schizzano a trecentosessanta gradi, pallottole che penetrano bulbi oculari, pallettoni che squarciano petti, porte sfondate, tavoli ribaltati, urla di sgomento, tentativi di fuga, nessuna esclusione di colpi.
Ma veniamo a noi, a Lucia che in tutta la baraonda, non ha mosso un dito. Dopo essere andata sul retro, ha aspettato due minuti, dopo i quali la Testa Rossa di suo interesse è uscita fuori. Non è stato difficile per lei colpirla alle gambe, farla cadere a faccia in giù e constatare la sua identità. Era proprio lui, era Ernesto.

Mentre lasciamo Lucia a colpire Ernesto con tutta la forza che ha in corpo, lasciando che il pugno penetri ad ogni colpo sempre più a fondo nella scatola cranica, facciamo un altro passo indietro, esattamente a dodici anni e cinque mesi fa.
Potete vedere una ragazzina, immaginatela pure in bianco e nero, intenta a rovesciare una coperta piena di razioni per terra, nell’atrio di quello che un tempo doveva essere un grosso ufficio. Ora è spoglio, l’unico arredamento è quello di una decina di bambini dai cinque ai dodici anni, che giacciono appoggiati al muro per risparmiare le forze. Ma si alzano quando Lucia mostra loro il bottino della razzia. Lei è come una mamma per loro, e dal suo sguardo duro si intuisce che no, non possono toccare nulla, non prima di cena almeno, dove si preoccuperà di razionare per bene ogni cosa.
Tra questi c’è lui, il giovane Ernesto, che ha la stessa età di Lucia e che è arrivato da poco. Si da da fare, eccome se si da da fare. Trova sempre cose da mangiare, insegna ai più piccoli a combattere, pulisce gli escrementi e dà la caccia ai topi. Ernesto è l’ultimo arrivato, ma è diventato uno della famiglia.

Lucia si fida di lui, e domani lo lascerà solo a fare da guardia, mentre lei andrà via a razziare.
Ma quando tornerà a casa, Lucia perderà la sua fiducia, non solo in Ernesto, ma in tutta l’umanità.
Perché quella casa sarà priva di vita. I suoi fratellini, così li chiamava, saranno stati venduti alle camionette dei Parassiti. Li può vedere da lontano, trascinati là dentro a forza, consapevole che da lì a poco diventeranno cibo per gente ricca. E può vedere anche lui, Ernesto, mentre riceve la sua paga, con un ghigno stampato in volto.
Ora Ernesto non può più ridere, perché i suoi denti sono sul guanto in pelle di Lucia, che lo ha ritrovato dopo molte ricerche. I suoi amici l’afferrano dalle spalle, ma lei non vuole fermarsi.
Le lacrime si mescolano al sangue e i suoi fratellini si uniscono a lei, per questo è tanto forte.
E’ scesa la notte, è ora di andare.
Lucia è svenuta e devono portarla sulle spalle.

“Lucia la vendicatrice, è così che potremmo chiamarla”.






di Andrea Carbone



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antico
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Re: Sangue sulla Route 44 - di Andrea Carbone

Messaggio#2 » martedì 23 gennaio 2018, 1:04

Ciao Andrea! Tutto ok con i parametri, buona IGNORANZA EROICA EDITION!

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gianpiero.negri
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Re: Sangue sulla Route 44 - di Andrea Carbone

Messaggio#3 » mercoledì 24 gennaio 2018, 20:14

Un esordio e degli intermezzi abbastanza splatter, in qualche punto mi ha ricordato King che descrive morti macabre in IT o ne "L'Ombra dello Scorpione", calato però in una storia alla Mad max (non è certo un caso!). Ci avrei visto bene a questo punto anche un riferimento al cannibalismo, visto che nella scena della vendita dei fanciulli per finalità non precisate sembra prendere la direzione macabra e disturbante de "La strada".

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invernomuto
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Re: Sangue sulla Route 44 - di Andrea Carbone

Messaggio#4 » lunedì 29 gennaio 2018, 13:37

Ciao Andrea!
Non so se sia voluto o meno, ma nel momento in cui ho letto "Ma facciamo un passo indietro", in testa mi è rispuntata l'immagine indelebile del solo e inimitabile Carlo Lucarelli, naturalmente nella versione di De Luigi che fa "Paura eh?" col gesto della manina.
Proprio dallo stile "a flashback" Lucarelliano nascono alcuni dei miei dubbi riguardo la tua storia, che sembra voler essere così diretta ed esplosiva nel suo svolgimento ma viene un po' limitata dalla narrazione impersonale e dal continuo riavvolgersi degli eventi.
Quel che è certo è che l'ignoranza del quartetto e in special modo di Lucia ci sono tutti, così come lo scontro senza esclusione di colpi.

Spero di rileggerti presto per farmi un'idea migliore del tuo stile in diverse condizioni! Alla prossima!

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eleonora.rossetti
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Re: Sangue sulla Route 44 - di Andrea Carbone

Messaggio#5 » lunedì 29 gennaio 2018, 15:12

Ciao Andrea,
sul tema ci siamo appieno, abbiamo una scena vivida e ricca di dettagli che descrive pienamente la violenza di Lucia. E' il contorno, che a mio avviso gli rende meno giustizia, nel senso che la narrazione stile "resoconto documentario" (invernomuto mi ha preceduto e l'accostamento è azzeccato ^^ ) distacca troppo, forse, dalla dimensione emotiva. Risparmiando caratteri eliminando la forma discorsiva del narratore e provando a trasformare le ragioni di Lucia in flashback o comunque lasciando intendere, durante il pestaggio, le motivazioni di quella furia anziché relegarle sul fondo, sarebbe uscita fuori una piccola perla.
In conclusione, un buon racconto che, con qualche accorgimento, potrebbe dare molto di più a mio avviso.
Alla prossima!
Uccidi scrivendo.

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Eugene Fitzherbert
Messaggi: 414

Re: Sangue sulla Route 44 - di Andrea Carbone

Messaggio#6 » martedì 30 gennaio 2018, 9:32

Ciao, Andrea,
per la serie: ognuno deve guadagnarsi il proprio nome ed esserne all'altezza!
Le atmosfere postapocalittiche, la deriva sociale dell'intera umanità e la violenza che controlla e governa tutto rendono il racconto vivido e sanguinario, come d'altronde molte delle scene descritte.
Ciò che non mi piace è l'intromissione del narratore onnisciente, e non è solo una questione di gusti: spezza il ritmo, non lascia scoprire i personaggi, manovra i flashback come fossero le foto di un album, rendendo tutta la tragicità della vicenda poco più importante di un trafiletto su un rotocalco.
Un'altra cosa mi ha lasciato perplesso (ma è probabile che non abbia capito io): la storia è ambientata negli States, con New Vegas (ah, Fallout, quanti ricordi!) al Route 44 (rivisited) e tutto il resto. Allora perché i personaggi hanno nomi italiani?

A parte queste piccole chiose, il racconto è ricco di particolari e si lascia leggere con gusto fino alla fine. Complimenti!

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DavidG
Messaggi: 76

Re: Sangue sulla Route 44 - di Andrea Carbone

Messaggio#7 » giovedì 1 febbraio 2018, 1:42

Ciao ,anche a te mi sento di dire "Peccato!!"
E' tutto raccontato: mancano azione diretta e dialoghi. Dovresti farci vivere un po’ l’azione, invece in questo modo abbiamo una lista di eventi, cosa che uccide subito l’interesse del lettore.
La storia sarebb figa, e l'ambientazione di piú, ma alla fine non sfrutti tutto il potenziale.
Ultima modifica di DavidG il giovedì 1 febbraio 2018, 22:44, modificato 1 volta in totale.

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Peter7413
Messaggi: 478

Re: Sangue sulla Route 44 - di Andrea Carbone

Messaggio#8 » giovedì 1 febbraio 2018, 18:50

Mi è piaciuto davvero tanto. Setting ben delineato, personaggi più che ok, storia che va a creare una storia più grande, quella di questa società postapocalittica. Non ci vedo punti deboli, ogni scelta mi sembra corretta, un racconto dalla potenza ben gestita e assolutamente, almeno per me, soddisfacente.
Ultima modifica di Peter7413 il giovedì 1 febbraio 2018, 21:11, modificato 1 volta in totale.

Federico Martello
Messaggi: 66

Re: Sangue sulla Route 44 - di Andrea Carbone

Messaggio#9 » giovedì 1 febbraio 2018, 18:56

Ciao Andrea, una prova davvero eccellente! Un'ottima costruzione ambientale, splendidi personaggi, narrazione precisa e col giusto ritmo, sei davvero riuscito a portare in maniera magistrale questo spaccato di storia, capace sia di intrattenere che spingere a desiderare altri dettagli, altre informazioni, ci hai concesso una sbirciata ad un mondo che ora dobbiamo vedere tutto, davvero ottimo. Unica nota negativa, il narratore onnisciente, che però credo sia più una pecca per il mio gusto che non a livello oggettivo: la narrazione funziona e si vede, dirti "l'hai sbagliata" sarebbe una sciocchezza. Però. Non riesco proprio a non pensare che con una narrazione più vicina ai personaggi e di conseguenza immagini più vivide e dirette sarebbe potuto essere ancora meglio. Ma appunto, queste sono solo considerazioni fin troppo personali, il risultato è ottimo e tanto basta

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