Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Lunedì 22 si scriverà la storia.
Minuti Contati ha il piacere di ospitare il "movimento letterario" di cui, presto, tutti sentiranno parlare. Partecipate numerosi e ricordate: un giorno potrete dire che voi c'eravate!
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Simone Cassia
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Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Messaggio#1 » martedì 23 gennaio 2018, 1:32

Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Goffredo era un soldato di ventura, un veterano di lungo corso, temprato da una vita dura, spesa su campi di battaglia. Era uno spadaccino formidabile, talmente era superiore ai propri avversari negli scontri , che si vociferava fosse nato facendosi largo tra le gambe della propria madre già con la spada in pugno; alcuni erano soventi aggiungere che quello di farsi largo tra le gambe delle donne fosse un vizio che non lo aveva abbandonato e infatti lo si trovava di sovente in compagnia di quel genere di donne che piacciono tanto ai mercenari, forse perché, alla lontana, un po’ somigliano loro.
Goffredo, tuttavia, non era famoso tra i suoi colleghi solo per le sue abilità bellatorie, pubbliche o private che fossero, ma anche per il suo peculiare carattere che gli era valso un soprannome a cui, nel tempo, si era affezionato. Il Lunastorta.

A quel tempo la compagnia Quadro di Picche, in cui militava il Lunastorta, era sotto contratto per un gentiluomo che aveva deciso di valere più del suo illustre cugino, il re, e che aveva messo assieme un discreto esercito, con cui sperava di conquistarsi il trono.
Per inciso, in questa storia si faranno pochi nomi per rispetto di sì illustri personalità e perché, in fondo, gli spioni non piacciono a nessuno.
Per farla breve, i primi compiti affidati alla compagnia non andarono male, anzi. Si combatteva poco, si guadagnava bene. Principalmente si trattava di tenere posizioni strategiche in terre di altri gentiluomini che non andavano a genio al pretendente al trono e raccogliere risorse in vista del protendersi dello scontro anche in autunno e in inverno.
Così, tra un saccheggio e l’altro, la Quadro di Picche raccolse risorse per quasi tutta l’estate, mentre altre compagnie, con incursioni più profonde in territorio nemico tenevano occupate le truppe lealiste che non erano ancora riuscite a radunare forze necessarie ad attuare un’efficacie controffensiva.
I primi giorni di settembre fu ordinato alla compagnia di lasciare le fertili terre della costa per addentrarsi in territorio collinare.
Il morale era buono, anche perché sembrava quasi che, fino a quel momento, fosse stato usato un occhio di riguardo nei loro confronti, ma questo non sembrava importare a nessuno, anzi, ne erano tutti piuttosto contenti, solo il Lunastorta sembrava giorno dopo giorno più sospettoso.
Così, riscattando qualche favore a credito e oliando gli ingranaggi giusti, venne a sapere niente meno che il Capitano della Quadri di Picche era amico d’infanzia del cugino del re.
L’autunno portò scontri sempre più aspri con i lealisti. Dopo il riposo estivo, alla compagnia fu affidato un territorio aspro e difficile da controllare, ed ebbe a che fare con un conte battagliero che diede loro non poco filo da torcere.
Sembrava che il cugino del re si fosse deciso ad accantonare la carota per il bastone, nel trattore con la Compagnia, e quel bastone stava per volgere un po’ troppo a sud per i gusti di uomini così virili.
Con i sacchi sempre più scarni e le fila afflitte da qualche ferito di troppo, si preannunciava un inverno da cani, ma qualcosa si mosse, e il corno dell’adunata suonò ancora una volta in vista della pugna.
Marciarono per giorni sotto piogge torrenziali in un terreno ostile, e giunsero finalmente al campo.
Tende e padiglioni dai colori sfolgoranti si susseguivano a perdita d’occhio per la vallata. Il puzzo dei fuochi, dei cavalli e delle latrine a cielo aperto riempiva i polmoni, il vino annacquato riempiva gli stomaci e donne procaci sfiancavano i lombi, Così passò qualche giorno, ma erano giorni delicati, giorni di paga e la paga, puntualmente, tardò ad arrivare.

Le vedette riportavano i movimenti dell’esercito reale, il terreno era scelto, la battaglia imminente.
Gli schieramenti si schierarono, mentre i vessilli garrivano e i cavalli nitrivano e le trombe tromb… squillavano. La giornata era bella, il sole era alto e il vento lievissimo, un buon affare per moschettieri e pistolieri, e con il terreno era ancora fangoso per la pioggia non ci si aspettava grandi manovre di cavalleria.
Alla Compagnia fu affidato il lato destro dello schieramento e si dispose in quadrato come loro solito, con picchieri e moschettieri alternati e qualche spadaccino nel mezzo pronto ad affrontare le situazioni più carogne.
“Siate saldi, uomini!” gridò il Capitano prima dello scontro.
“A me pare che siamo in saldo…” commentò a mezza voce il Lunastorta .
“Da domani saremo creatori di re!” Un boato dalle fila.
Si ruppero gli indugi e come porcospini le formazioni di picchieri si marciarono contro tra gli sbuffi di fumo e l’odore acre della polvere nera. Si preannunciava una carneficina.
Alcuni finirono impallinati e trascinati nelle retrovie prima che le formazioni entrassero in contatto. La compagnia si trovava di fronte una formazione di picchieri vecchio stampo, serratissima, una vera selva di punte, e in mezzo a loro si intravedevano con vesti sgargianti soldati con spadoni a due mani, pronti lanciarsi sulle loro picche per farne legna buona per il camino.
“Spadaccini pronti al duello!” sbraitò il Capitano. Era compito loro districarsi tra le picche e affrontare quelle bestie.
“Capitano, senza paga non muovo il culo dai ranghi!” disse il Lunastorta. Gli altri spadaccini ebbero di che pensare.
“Il nostro cliente si ricorderà di chi gli è stato fedele.”
“Parlate per tutti o solo per voi?”
“Come osi impertinente, non mi aspettavo simili vigliaccate da te!”
Il Lunastorta lo guardò con occhi di brace “Sono un professionista, non un vigliacco e dovreste esserlo anche voi! Non creperò a gratis per le terre che vi sono state promesse!”
La formazione si riscosse e arrestò l’avanzamento.
Un cerchio si era formato dentro in quadrato. Il campione e il capitano al centro, mentre fuori si faceva la battaglia.
“Non tollero una simile insubordinazione!”
“E’ un peccato che non abbiate più voce in merito…” disse Goffredo mentre uno dei suoi sgozzava il capitano e la compagnia iniziava ordinatamente a ritirarsi.



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antico
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Re: Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Messaggio#2 » martedì 23 gennaio 2018, 1:37

Ciao Simone e bentornato! Purtroppo avrai sia il malus minimo per la consegna in ritardo che il malus maximo per aver superato di molto il limite consentito di caratteri, ma sei dentro! Buona IGNORANZA EROICA EDITION anche a te!

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gianpiero.negri
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Re: Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Messaggio#3 » mercoledì 24 gennaio 2018, 20:24

Ricorda l'epica dei moschettieri, e il Lunastorta sembra una buona sintesi tra Porthos e D'Artagnan. L'antefatto sulle avventure della compagnia forse è un po' troppo lungo, e fa sacrificare spazio che avrebbe permesso di far risaltare di più un personaggio potenzialmente interessante. Complessivamente è godibile.

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invernomuto
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Re: Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Messaggio#4 » lunedì 29 gennaio 2018, 13:38

Ciao Simone!
Ha un bel passo ritmato, il tuo racconto, un bel lessico funzionale e la giusta dose di umorismo a far da contrappeso al testo volutamente verboso.
Purtroppo trovo che col nuovo format di 5000 caratteri le storie rischino di diventare eccessivamente "diluite" e il tuo racconto forse soffre un po' proprio di questo, tardando ad arrivare alla giusta e sacrosanta punchline.
Se l'ignoranza poi è presente grazie all'umorismo sboccacciato, lo scontro senza esclusione di colpi è un po' "limitato", con un solo vero sgarro alle regole per quanto importanti esse siano.
Se ho dato dei bonus points a Martelli per il corretto uso del termine "quadrello", non posso non rivelarti di essere impressionato dal fatto che tu abbia correttamente rappresentato l'uso delle zweihander come arma antipicche, chapeau!

Spero di rileggerti presto, alla prossima!

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eleonora.rossetti
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Re: Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Messaggio#5 » lunedì 29 gennaio 2018, 20:27

Ciao Simone,
concordo con invernomuto, anche perché è un format che ha rischiato di fregare anche me: con troppi caratteri a disposizione si rischia di stroppiare e di dover sforbiciare molto a posteriori, rischiando di escludere parti importanti senza privarsi di altre più superflue.
Mi è molto piaciuto il personaggio del Lunastorta e credo che se avessi sacrificato un po' dei preamboli iniziali (un buon terzo di tutto lo scritto) avresti potuto dargli molto, molto più spessore: non è emerso come avrebbe invece potuto.
Anche il finale l'ho visto più "tiepido", quello che doveva essere il punto di svolta (forse un poco prevedibile visto che hai insistito a sottolineare che la paga non s'era vista) passa quasi in trasparenza.
Peccato perché mi piace il tono umoristico di fondo che sai dare alla narrazione, lo fai spesso nei tuoi racconti ed è un tratto distintivo che mi piacerebbe vederti sviluppare con maggior spessore.
A rileggerci!
Uccidi scrivendo.

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Eugene Fitzherbert
Messaggi: 414

Re: Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Messaggio#6 » martedì 30 gennaio 2018, 19:29

Ciao, Simone!
interessante declinazione del tema, con una buona ambientazione storica, fatta di lotte di supremazia e mercenari mal pagati, più mal che pagati.
Il personaggio di Goffredo per altro sembra pure molto divertente, e ti dico sembra perché purtroppo nel corso della storia è quasi sparito. Dopo essere trattato come il protagonista indiscusso, dopo aver caricato le aspettative su questo combattente dal manico lungo, hai lasciato che venisse inghiottito dalle vicende guerresche politiche. Avrei voluto sapere qualcosa di più, magari ascoltare un racconto delle guerre attraverso i suoi occhi.

Sicuramente è una storia che merita una rimaneggiata e una riverniciata, con il focus puntato sul protagonista. Non lasciarla andare!

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Simone Cassia
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Re: Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Messaggio#7 » martedì 30 gennaio 2018, 22:28

CIao a tutti e grazie per i vostri commenti, ne farò sicuramente tesoro quando andrò a revisionare il racconto. Sull'introduzione troppo lunga stato fregato dai 5000 caratteri. E' la prima volta che partecipo ad una edizione con caratteri extra e mi sono detto "Wow! Sono quasi il doppio di quelli di prima!" e mi sono ritrovato a metà racconto con più di 4000 caratteri già usati, tra l'altro, iniziando a scrivere alle 23.30, non ho poi avuto modo di rivedere quanto scritto con la giusta calma, costringendomi a pubblicarlo in extremis (1.33 in punto) nonostante i legittimi dubbi in merito :P

@Invernomuto: si cerca di essere accurati quando si può :)

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DavidG
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Re: Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Messaggio#8 » giovedì 1 febbraio 2018, 1:17

Ciao Simone, il tuo racconto è interessante, peró troppo raccontato. Ci tocca aspettare la fine per vedere azione e dialoghi. Lo trovo un vero peccato, perchè l'ambientazione e la vicenda meritano di piú! Beh lo so che posso sembrare ossessionato dallo “Show don't tell”, ma penso davvero che il raccontato uccida l’interesse del lettore sin dall’inizio.
Ultima modifica di DavidG il giovedì 1 febbraio 2018, 22:49, modificato 2 volte in totale.

Federico Martello
Messaggi: 66

Re: Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Messaggio#9 » giovedì 1 febbraio 2018, 20:33

Ciao Simone, una prova interessante, e con un ottimo potenziale, ma che personalmente non sono riuscito ad apprezzare particolarmente, per tre motivi in particolare: la scelta del linguaggio è premiabile, solo non gestita benissimo, ci sono alcune ripetizioni di troppo e il testo in alcuni punti non scorre benissimo; sono rimasto molto poco colpito dal finale, l'ho trovato strano, come se ci fosse stato un crescendo fino a quel punto (che c'è, la narrazione riesce bene a creare il giusto ritmo e le giuste aspettative) che poi si è conclusa in un nulla di fatto, faccio un mea culpa con tutto il cuore se sono semplicemente io a non aver capito qualcosa di semplicissimo, ma davvero, il finale è per me strano e dimenticabile; ultimo, non si sente minimamente il tema, per quanto senza dubbio il testo rientri nell'ignoranza eroica, quel "senza esclusione di colpi" non riesco a vederlo, specie in un finale in cui appunto il tutto si risolve in un nulla di fatto. Detto questo il testo ha comunque degli ottimi spunti positivi, il protagonista è apprezzabilissimo e la narrazione, nonostante i problemi già citati sopra, riesce comunque nel suo compito di mostrarlo e valorizzarlo, e in generale ho Molto apprezzato la costruzione dell'intera vicenda. Insomma, nonostante tutto, non lo trovo per niente un cattivo testo, ma credo che migliorarlo e risolverne le sviste per valorizzarlo al meglio sia assolutamente possibile

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Peter7413
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Re: Goffredo il Lunastorta di Simone Cassia

Messaggio#10 » giovedì 1 febbraio 2018, 21:35

Racconto poco equilibrato. Mi spiego: parte e sembra quasi un Calvino, poi si spegne piano piano mentre lasci indietro il protagonista (che dopo averci ben presentato non metti più al centro dell'azione) e infine arrivi a un finale poco ispirato dove dalbnulla Lunastorta riprende in controllo della situazione e mette in atto l'ammutinamento. Ed è un peccato perché la lettura è godibile. Da revisionare per dargli la giusta personalità.

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