La camicia

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Le fasi di gioco sono quattro:
1) Il due gennaio sveleremo il tema deciso da Andrea Atzori. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum.
2) Gli autori si leggeranno e classificheranno i racconti che gli saranno assegnati.
3) Gli SPONSOR leggeranno e commenteranno i racconti semifinalisti (i migliori X di ogni girone) e sceglieranno i finalisti.
4) Andrea Atzori assegnerà la vittoria.
Roberto Masini
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La camicia

Messaggio#1 » domenica 18 marzo 2018, 21:51

Certo, stretta tra le sue forti braccia, lei non aveva nessuna paura: lui avrebbe combattuto per lei e sconfitto ogni male proveniente da uomini o bestie. Sì, suo marito era davvero invincibile; lo dicevano tutti: era un eroe!
Forse non era molto fedele ma, dopo le sue scappatelle, tornava sempre da lei. Lei, perciò, gli perdonava tutto o quasi; c’era un’unica cosa che non sopportava: continuava a mangiare voracemente come un maiale.

* * *

Mancava da casa ormai da molto tempo e lei, preoccupata per la lunga assenza del marito, inviò il figlio a cercarlo. Poco dopo la partenza del giovane, però, giunse un messaggero che annunciava il suo ritorno. Con il cuore sollevato uscì dal palazzo reale per raggiungere la porta della città, quando incontrò l’araldo ufficiale:
«Mia signora, il mio signore è salvo; secondo il decreto dell’oracolo la città è stata conquistata. Ora è fuori dalle mura della città per compiere i sacrifici dovuti agli dei.»
Quando il marito entrò trionfante, lei gli corse incontro per abbracciarlo; lui la sollevò sul capo come fosse una bambina e la condusse nella sala del trono. Quella notte lei contò, esausta cinquanta amplessi.
Il giorno successivo volle recarsi nella prigione, dove erano tenute prigioniere le prede di guerra.
La vide: era una vecchia fiamma del marito:
«Che ci fai qui?»
«Sono la figlia del re e il re è morto!» rispose la giovane.
Sporca e rivestita di stracci non poteva che impietosirla. La fece liberare e la condusse a palazzo. Qui fu lavata e rivestita di abiti confacenti il suo rango: era nuovamente una bellissima fanciulla.
«Perché hai liberato la prigioniera?» domandò il marito con fare aggressivo. «I soldati avevano l’ordine non solo che nessuno potesse liberare i prigionieri ma anche che nessuno potesse rivolgere loro la parola!»
«Ma io sono la regina e questa tua vecchia amica e figlia del re meritava un trattamento migliore!»
«E sia come tu vuoi!»
I giorni si susseguirono lenti e noiosi perché il marito non aveva in mente di conquistare altre città. S’immalinconì e a nulla valsero gli sforzi della moglie. L’uomo non riscaldava più il talamo coniugale. Lei lo seguì una notte, certa che avrebbe fatto visita alla giovane amante. Invece lo seguì vagare per le stanze buie del palazzo; si teneva la testa tra le mani e invocava l’aiuto del padre. Si pentì di aver pensato che lui la tradisse e tornò a dormire.
Ma il giorno dopo il messaggero del re le chiese udienza:
«Mia regina questa notte ho fatto uno strano sogno. Mi trovavo in una stanza di questo palazzo e stavo origliando i discorsi di due persone attraverso una porta chiusa; non riuscivo a capire che cosa dicessero ma dopo un po’ capii che uno era tuo marito e l’altro era l’araldo ufficiale. Poi la scena scomparve. Mi trovavo ora a casa mia. Su un tavolo c’era uno scrigno ermeticamente chiuso che io dovevo assolutamente aprire; se non lo avessi fatto, ero certo che sarei morto. Finalmente, dopo vari sforzi, con la punta di un coltello riuscivo a forzarlo; madido di sudore contemplavo lo scrigno completamente vuoto e mi sentivo sollevato. Ho consultato l’indovino che mi ha spiegato il sogno: mi ha detto che gli dei mi hanno fatto capire che io sono depositario di un segreto che deve essere però rivelato. Ho pensato a lungo e ora so qual è.»
«Siccome sei venuto da me, penso che mi riguardi. Perciò, dimmi, su, parla!»
«Non è facile: non vorrei che la tua giusta ira cadesse su di me!»
«Non avere alcuna paura. Giuro che nulla accadrà a te e tutto quello che mi scoprirai io non lo riferirò a nessuno.»
«Mia regina, devi sapere che non solo tuo marito si è invaghito di nuovo della figlia del re ma che ha espugnato quella città che ben conosci solo per averla. E devi pure sapere che egli intende introdurla nella reggia per averla come concubina.»
«Va’, mio fidato messaggero: ora so cosa debbo fare.»
L’uomo si prostrò indietreggiando e uscì dalla sala.

La donna non provava rancore né per il marito che aveva ceduto all’incanto della giovinezza né per quella ragazza perché costretta con la violenza a seguire il marito. Però nel contempo era angosciata e impaziente di riguadagnarne l’amore.
Certo non solo il messaggero ma anche lei custodiva un segreto,
Contemplava l’ampolla ripiena di quel sangue scuro. Ripensava, rabbrividendo, a come se l’era procurato. Suo marito l’aveva difesa fulmineamente, come solo lui sapeva fare, da quel tentativo di stupro. Quel mostro immondo, colpito dalle sue frecce, non aveva avuto scampo ma prima di morire le aveva rivelato un segreto che era contenuto proprio in quell’ampolla, un segreto che forse un giorno le sarebbe tornato utile per tenere stretto a sé quel marito fedifrago.
Lui stava compiendo sacrifici alle porte della città e così lei versò su una tunica il contenuto di quell’ampolla. Il messaggero, che gli aveva rivelato l’infatuazione per la figlia del re, fu convocato e gli fu affidato il compito di consegnarla.
Pensava che tutto sarebbe tornato come prima.

* * *

Dopo la partenza del messo, la donna ebbe un cattivo presagio: il fiocco di lana con cui aveva tinto con quel sangue la tunica inviata al marito si era dissolto una volta esposto ai raggi del sole.
Mentre era testimone dell’insolito fenomeno, si precipitò nella stanza il figlio:
«Madre, vorrei che tu fossi morta!»
«Perché mi dici questo? Che ti ho mai fatto!»
«Tu hai ucciso mio padre!»
«Ma che dici?»
Il figlio con lo sguardo allucinato gli raccontò una storia pazzesca dalla quale capì di essere stata ingannata e di essere stata la causa involontaria della morte del marito.

Mentre stringeva il pugnale, pensò che non fosse vero quello che le diceva suo padre Oineo:Eros anikate maxan, l’Amore vince tutto. Quello che vince tutto è l’Ananke, il Destino.

Morendo, Nesso aveva detto a Deianira, mentendo, che il sangue avrebbe sortito l'effetto di filtro d'amore, garantendole l'amore di Eracle per sempre.



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Eugene Fitzherbert
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Re: La camicia

Messaggio#2 » lunedì 19 marzo 2018, 18:56

Ciao, Marco.
Credo che questo racconto è la prima cosa tua che leggo. O sbaglio? Va beh, tanto non cambia niente... :D

Hai scelto di reinterpretare il mito di Eracle e Deianira, solo che hai lasciato l'ambientazione mitica, per così dire, spostandola in una cornice fantasy medievale. È una scelta coraggiosa, perché adesso il tuo mito se la deve vedere con il mito greco...
Il racconto soffre di alcuni passaggi un po' frettolosi, che sono ben comprensibili per chi conosce il mito originale, ma restano un po' criptici per chi ne è a digiuno (tutta la storia intorno al sangue del centauro Nesso è un po' oscura nella tua versione). Poi il punto focale, il motivo per cui la Regina (Deianira) decida di far fuori il marito fedifrago (o presunto tale), è basato su un sogno più o meno rivelatore, che riaccende i sospetti.
Il personaggio del Re, che dovrebbe essere tormentato (probabilmente combattuto tra l'amore per la regina e l'attrazione carnale per la fanciulla, e che per questo vaga per le stanze del castello), è appena abbozzato, purtroppo.

La frase in corsivo in calce al racconto, che è una sorta di chiave di lettura, purtroppo non aggiunge niente ma anzi, rende tutto più criptico.

Credo che questo tuo lavoro, encomiabile per il tema trattato e per la conoscenza della mitologia greca, meriti un'ulteriore pulizia, necessaria per fargli raggiungere quell'identità propria che agogna, perché lo stile c'è, la voglia di raccontare anche e la capacità di farlo pure.
Buona prova lo stesso e ti faccio i miei complimenti.

PS Faceto:
50 AMPLESSI in una notte! Da una parte complimenti, dall'altra: durerà al massimo 2 minuti... :D

Roberto Masini
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Re: La camicia

Messaggio#3 » martedì 20 marzo 2018, 1:39

Eugene Fitzherbert ha scritto:Ciao, Marco.
Credo che questo racconto è la prima cosa tua che leggo. O sbaglio? Va beh, tanto non cambia niente... :D

Hai scelto di reinterpretare il mito di Eracle e Deianira, solo che hai lasciato l'ambientazione mitica, per così dire, spostandola in una cornice fantasy medievale. È una scelta coraggiosa, perché adesso il tuo mito se la deve vedere con il mito greco...
Il racconto soffre di alcuni passaggi un po' frettolosi, che sono ben comprensibili per chi conosce il mito originale, ma restano un po' criptici per chi ne è a digiuno (tutta la storia intorno al sangue del centauro Nesso è un po' oscura nella tua versione). Poi il punto focale, il motivo per cui la Regina (Deianira) decida di far fuori il marito fedifrago (o presunto tale), è basato su un sogno più o meno rivelatore, che riaccende i sospetti.
Il personaggio del Re, che dovrebbe essere tormentato (probabilmente combattuto tra l'amore per la regina e l'attrazione carnale per la fanciulla, e che per questo vaga per le stanze del castello), è appena abbozzato, purtroppo.

La frase in corsivo in calce al racconto, che è una sorta di chiave di lettura, purtroppo non aggiunge niente ma anzi, rende tutto più criptico.

Credo che questo tuo lavoro, encomiabile per il tema trattato e per la conoscenza della mitologia greca, meriti un'ulteriore pulizia, necessaria per fargli raggiungere quell'identità propria che agogna, perché lo stile c'è, la voglia di raccontare anche e la capacità di farlo pure.
Buona prova lo stesso e ti faccio i miei complimenti.

PS Faceto:
50 AMPLESSI in una notte! Da una parte complimenti, dall'altra: durerà al massimo 2 minuti... :D

La gatta frettolosa ha fatto i micini ciechi! Cercherò di ovviare alle tue giuste osservazioni su un racconto scritto all'ultimo momento. L'unico appunto che ti faccio e che io non sono il cantante: il mio nome è Roberto... e ho già scritto qualcosa, ho letto i tuoi racconti ma forse non ti ho mai commentato. Ad maiora!

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Sonia Lippi
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Re: La camicia

Messaggio#4 » martedì 20 marzo 2018, 13:53

Ciao Roberto ..felice di rileggerti.
L ambientazione del tuo racconto mi piace un sacco e tra l altro anche in questo racconto traspare la tua grande cultura .
Hai sempre delle belle idee ma secondo me usi troppe parole .
Certe volte dovresti essere più diretto ...usare più dialoghi.
In questo racconto dai troppo per scontato che il lettore conosca la storia mentre in altri passaggi dettagli anche troppo.
La storia mi ha coinvolto e mi è sinceramente piaciuta.
Quindi bella prova .
Ps:50 amplessi? La vedo dura ..sia per l uomo che per la donna .... ehehe

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Milena
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Re: La camicia

Messaggio#5 » martedì 20 marzo 2018, 14:36

Ciao Roberto, piacere di conoscerti.
La storia è interessante, anche se devo ammettere che a una prima lettura non avevo capito granché. Fortunatamente hai inserito alla fine quella sorta di spiegazione in corsivo, riguardante Deianira ed Eracle. Sono andata su San Wikipedia e, dopo aver scoperto il mito (che finora non conoscevo, quindi per questo ti ringrazio) ho compreso finalmente il senso del racconto. Il problema è che, se non avessi fatto questa piccola ricerca, non avrei potuto godere appieno della storia. Chi non conosca la leggenda originale, infatti, si perde molti passaggi (ammetto però che mi sono persa qualche passaggio anche dopo la sessione San Wikipedia, ma questo è un altro discorso! ;-) )
Primo momento un po’ criptico: come fa la regina a conoscere la fanciulla? Le chiede «cosa ci fai qui?», ciò significa che la conosce, ma non sa che ella sia la figlia del re; sa però che era una vecchia fiamma del marito. Non che non ci si possa arrivare con un po’ di immaginazione, ma sarebbe stato meglio lasciare un po’ di background in più. Stesso discorso per l’ampolla. Quale tentativo di stupro? Di chi stiamo parlando? Come funziona, esattamente, questo «sangue scuro»? Anche qui, ci si può arrivare un po’ per logica un po’ in base a quello che avviene dopo, ma lasci molte cose sottintese e chi, come me, non conosce il mito alla base della storia, resta disorientato. Ci sono altri punti simili ma credo di aver reso l’idea.
Un passaggio invece in cui secondo me dici troppo quando sarebbe bastato molto meno (lo so, sono incontentabile!) è il sogno del messo. Non mi sembra fondamentale per la trama e distoglie un po’ da quello che è il corso degli eventi.
Detto questo, comunque una bella storia che ho letto volentieri.

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Eugene Fitzherbert
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Re: La camicia

Messaggio#6 » mercoledì 21 marzo 2018, 10:40

Roberto Masini ha scritto:La gatta frettolosa ha fatto i micini ciechi! Cercherò di ovviare alle tue giuste osservazioni su un racconto scritto all'ultimo momento. L'unico appunto che ti faccio e che io non sono il cantante: il mio nome è Roberto... e ho già scritto qualcosa, ho letto i tuoi racconti ma forse non ti ho mai commentato. Ad maiora!


Marco, o come dicevan tutti, Roberto, mi spiace per la gaffe del nome! Posso solo dirti che vivo in uno stato crepuscolare perenne e che poco prima avevo letto e commentato un racconto che aveva come protagonista Mario Merola, quindi ero anche in un'ottica musicale...
-_-'

Spero tu non l'abbia presa sul personale! :D

Roberto Masini
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Re: La camicia

Messaggio#7 » mercoledì 21 marzo 2018, 18:24

Eugene Fitzherbert ha scritto:
Roberto Masini ha scritto:La gatta frettolosa ha fatto i micini ciechi! Cercherò di ovviare alle tue giuste osservazioni su un racconto scritto all'ultimo momento. L'unico appunto che ti faccio e che io non sono il cantante: il mio nome è Roberto... e ho già scritto qualcosa, ho letto i tuoi racconti ma forse non ti ho mai commentato. Ad maiora!


Marco, o come dicevan tutti, Roberto, mi spiace per la gaffe del nome! Posso solo dirti che vivo in uno stato crepuscolare perenne e che poco prima avevo letto e commentato un racconto che aveva come protagonista Mario Merola, quindi ero anche in un'ottica musicale...
-_-'

Spero tu non l'abbia presa sul personale! :D

Assolutamente no: sono abituato a questi lapsus musicali (Marco Masini per intenderci!).

Roberto Masini
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Re: La camicia

Messaggio#8 » sabato 24 marzo 2018, 15:35

Sonia Lippi ha scritto:Ciao Roberto ..felice di rileggerti.
L ambientazione del tuo racconto mi piace un sacco e tra l altro anche in questo racconto traspare la tua grande cultura .
Hai sempre delle belle idee ma secondo me usi troppe parole .
Certe volte dovresti essere più diretto ...usare più dialoghi.
In questo racconto dai troppo per scontato che il lettore conosca la storia mentre in altri passaggi dettagli anche troppo.
La storia mi ha coinvolto e mi è sinceramente piaciuta.
Quindi bella prova .
Ps:50 amplessi? La vedo dura ..sia per l uomo che per la donna .... ehehe


Fra le imprese del semidio vi fu quella del leone di Citerone; all'epoca ogni sera fu ospite di Tespio, e ogni sera giaceva con una delle sue figlie; almeno così pensava Eracle, infatti avendo cinquanta figlie Tespio fece in modo che per cinquanta notti l'eroe giacesse con tutte loro, una per sera; tutte rimasero incinte, e tutte partorirono; e i loro figli furono detti i Tespiadi. Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro II, 4,10.Diversi pareri riferisce Pausania in merito poiché in una versione si afferma che in una notte sola il figlio di Zeus giacque con tutte le donne. Nell'Antologia Palatina si racconta di tale episodio come la tredicesima fatica di Eracle (XVI 92, 13-14).

Roberto Masini
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Re: La camicia

Messaggio#9 » sabato 24 marzo 2018, 15:46

Milena ha scritto:Ciao Roberto, piacere di conoscerti.
La storia è interessante, anche se devo ammettere che a una prima lettura non avevo capito granché. Fortunatamente hai inserito alla fine quella sorta di spiegazione in corsivo, riguardante Deianira ed Eracle. Sono andata su San Wikipedia e, dopo aver scoperto il mito (che finora non conoscevo, quindi per questo ti ringrazio) ho compreso finalmente il senso del racconto. Il problema è che, se non avessi fatto questa piccola ricerca, non avrei potuto godere appieno della storia. Chi non conosca la leggenda originale, infatti, si perde molti passaggi (ammetto però che mi sono persa qualche passaggio anche dopo la sessione San Wikipedia, ma questo è un altro discorso! ;-) )
Primo momento un po’ criptico: come fa la regina a conoscere la fanciulla? Le chiede «cosa ci fai qui?», ciò significa che la conosce, ma non sa che ella sia la figlia del re; sa però che era una vecchia fiamma del marito. Non che non ci si possa arrivare con un po’ di immaginazione, ma sarebbe stato meglio lasciare un po’ di background in più. Stesso discorso per l’ampolla. Quale tentativo di stupro? Di chi stiamo parlando? Come funziona, esattamente, questo «sangue scuro»? Anche qui, ci si può arrivare un po’ per logica un po’ in base a quello che avviene dopo, ma lasci molte cose sottintese e chi, come me, non conosce il mito alla base della storia, resta disorientato. Ci sono altri punti simili ma credo di aver reso l’idea.
Un passaggio invece in cui secondo me dici troppo quando sarebbe bastato molto meno (lo so, sono incontentabile!) è il sogno del messo. Non mi sembra fondamentale per la trama e distoglie un po’ da quello che è il corso degli eventi.
Detto questo, comunque una bella storia che ho letto volentieri.


Il mio racconto era rivolto a due specie di lettori: quelli che conoscono il mito e quelli che non lo conoscono. Per quelli che lo conoscono ho dovuto nascondere un po' di particolari per rendere più difficile l'agnizione. Per quelli che non lo conoscono speravo facessero quello che hai fatto tu: ti sei documentata.
Deianira sapeva che tanto tempo prima Eurito re d'Ecalia aveva rifiutata a Eracle la figlia Iole, dall'eroe lealmente vinta ad una gara di tiro con l’arco.
Il sogno è funzionale alla delazione!

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Re: La camicia

Messaggio#10 » mercoledì 28 marzo 2018, 12:16

Grazie Roberto della spiegazione si 50 amplessi, ti confesso la mia ignoranza in materia.
Ma tu sei un professore? mi piace come spieghi i miti antichi, mi puoi suggerire qualche lettura?
Grazie Roberto :-)

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Re: La camicia

Messaggio#11 » giovedì 29 marzo 2018, 0:09

Sonia Lippi ha scritto:Grazie Roberto della spiegazione si 50 amplessi, ti confesso la mia ignoranza in materia.
Ma tu sei un professore? mi piace come spieghi i miti antichi, mi puoi suggerire qualche lettura?
Grazie Roberto :-)


Professore mancato: sono laureato in lettere classiche ma sono un funzionario di un Ufficio pubblico. Su internet ci sono centinaia di libri. Questi sono i miei consigli ( i libri sono datati ma il primo è particolarmente esaustivo e di facile lettura anche se ponderoso):
"I miti greci" di Robert Graves, Longanesi
"Gli dei e gli eroi della Grecia" di K. Kerenyi, Garzanti
"Le nozze di Cadmo e Armonia" di Roberto Calasso, Adelphi
Siccome invece tu sei studiosa del Medioevo, mi pare, data l'ambientazione di alcuni tuoi racconti, suggeriscimi qualche libro che ti ha particolarmente colpito.
Grazie

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Sonia Lippi
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Re: La camicia

Messaggio#12 » giovedì 29 marzo 2018, 22:44

Grazie Roberto,

beh professore mancato o no... per me da qui in poi sarai "il professore" :-)

io sono un appassionata di storia in genere, ovviamente il medioevo è un periodo che mi piace molto, ma amo molto anche l'antico egitto, gli etruschi, e l'antico tempo del matriarcato e del paganesimo.

un libro che mi èpiaciuto è quello della de Angelis, "dalla parte delle streghe" e sempre suoi i libri "Amazzoni", "le streghe" e "il libro nero della caccia alle streghe" sono letture scorrevoli.
una invece un pochino più complessa è "l'inquisizione in Italia".
per quanto riguarda gli Etruschi ti consiglio tutti i libri di Giovanni Feo, lo adoro, lui è un archeologo che ha il coraggio di andare contro l'archeologia ufficiale che spesso è cieca e sorda.
per l'Egitto, beh...sono troppi... comuque hanno un punto di vista particolare i libri di Pincherle ...
un abbraccio e spero di esserti stata utile :-)

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ceranu
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Re: La camicia

Messaggio#13 » giovedì 29 marzo 2018, 23:24

Buonasera Roberto "Marco" Masini.
Il racconto è valido, ma ho dei dubbi sullo stile usato. Rimane troppo fedele allo stile antico, avrei preferito se tu avesi osato di più. Non pretendo la rivisitazione in stile americano della guerra di Troia, però un tocco di modernità non avrebbe guastato. Un po' più di Show ci sarebbe stato bene.
Ormai ho capito che questo è il tuo stile e lo apprezzo, ma ti "Sfido" per le prossime edizioni a provare qualcosa di nuovo. Qualche dialogo in più e credo che la tua narrazione farebbe un gran balzo in avanti. È chiaro che potrei aver detto una cazzata, io sono il primo a dire che ogni autore deve cercare la "sua voce", ma ci sono dei compromessi a cui dobbiamo scendere per compiacere anche il lettore becero come me :D
Come già detto da altri si intuisce che il racconto è stato scritto di fretta, in alcuni punti sembra di leggere un riassunto ciò nonostante il racconto è incalzante.
Nel complesso è una lettura piacevole.
Ciao e alla prossima.

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DavidG
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Re: La camicia

Messaggio#14 » venerdì 30 marzo 2018, 19:14

Ciao Roberto,
piacere di conoscerti.
Devo dire che in vari punti ho fatto fatica a seguire. La mia impressione è che manchino dei pezzi a volte, si passa da una scena a un’altra troppo in fretta, e anche i dialoghi sono troppo frettolosi.
Credo che tu abbia bisogno di un po’ piú di spazio e di calma per elaborare al meglio questo pezzo.

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