Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

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jimjams
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Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#1 » martedì 20 febbraio 2018, 0:47

La donna era stanca. Sfinita, chiuse gli occhi e sentì il sonno subito arrivare. Poi li aprì di nuovo.
Che bel sogno, pensò.
Fluttuava nell’aria, o forse in un liquido leggero come quella, intessuto di luminescenze iridate, soffici come fumo, ma apparentemente palpabili, mobili, animate di vita.
Bellissime.
Dove sono? Chiese in silenzio, più per ribadire un bisogno a se stessa che perché venisse esaudito.
«Nel passaggio» le rispose la Voce, o qualcosa che nella sua mente tale sembrava. Dolce, profonda, gentile.
Stava per chiedere: quale passaggio, ma capì prima ancora di esprimersi.
«Non è poi così terribile, vero?» chiese ancora la Voce, il tono divertito.
La donna annuì, non era affatto male.
«Penso ancora sia un sogno» rispose.
La Voce rise e lei, ascoltando quella lunga risata, priva di malizia, si chiese chi o cosa fosse quella creatura. Una risposta le balenò nella mente e cercò invano di cacciarla.
«Quindi esisti?» chiese, quando si arrese all’esigenza di sapere.
«Non amo le certezze definitive, ma d’altra parte se non esistessi non potrei pormi questo problema. Quindi, sì, esisto. Ma naturalmente la domanda è un’altra.»
Un sogno davvero strano, pensò la donna, ma decise di goderselo.
«Chi sei?»
«Vieni, scoprilo da sola.»
Prima di poter chiedere: da che parte, dove? Si rese conto che i riccioli di arcobaleno intorno a lei non vagavano a caso, ma parevano avere una meta. Si mosse in quella direzione e nel momento stesso in cui lo fece capì di essere come loro, sbuffo di luce boreale tra gli altri. Volò come un migratore in formazione disordinata finché in lontananza si cominciò a vedere una forte luce, e all’interno una massa scura in movimento. Man mano che si avvicinava si rendeva conto delle dimensioni immense dell’essere che lo stava attendendo.
Quando fu abbastanza vicina da poterne distinguerne chiaramente le forme, si fermò sconcertata. C’era una donna, o meglio, un simulacro di donna ideale, tribale, una venere africana: con i grandissimi seni rigonfi, la pancia tesa, i fianchi larghi che sorreggevano un culo pingue e sporgente…
Non è possibile, pensò.
«Ti aspettavi un vecchio con i fulmini tra le mani? Un grasso cultore della meditazione? Un vecchio barbuto e vendicativo? Quello che vedi è solo l’aspetto che nella tua mente rende meglio ciò che sono.»
«Non mi aspettavo un bel niente» rispose lei, scrollando le spalle.
«E allora? Che ne pensi? Quello che hai trovato è soddisfacente?»
La donna esitò qualche attimo, quindi annuì.
«Una Dea Madre» concluse. «Sì, per me è molto soddisfacente.»
«Madre, è vero, perché partorisco mondi» la Voce lo disse carezzandosi il ventre. «Ma anche padre, perché io dopo averli partoriti pianto in loro i semi migliori affinché diventino a loro volta creatori fertili di vita nuova.»
La donna sobbalzò. «Ahaaah! Lo vedi che sei frutto del mio subconscio? È proprio un sogno. Viene da me questa idea del doppio genere…»
La Voce rise brevemente, poi si fece seria.
«Io ho partorito il tuo mondo, che ti ha generata, e gli ho imposto un nome. Io ero prima di te, da sempre sono, sempre sarò.»
Lo disse con solennità e forza. Era verità, senza spazio per controbattere. Ci fu dunque silenzio, finché la Voce non parlò di nuovo.
«Ora è il tempo, un nuovo mondo sta per nascere. E anche il tuo momento è venuto, il passaggio si compie.»
Allungò una mano e intanto il ventre enorme pulsava.
La donna si lasciò prendere senza timore e tacque, mentre la dea, o il dio, o quello che era, si apprestava a partorire un intero pianeta.
Se lo vide venire incontro quando quello finalmente uscì fuori da quel corpo immenso e sformato, eppure bello. La mano, con un gesto veloce la fuse dentro di lui.
Fu tutt’uno con quello e provò un moto di gioia, prima di perdere la propria coscienza. Allora la Voce sorrise bonaria e impose il suo nome a quella creazione.
Quindi sollevò Ursula Centauri con un gesto misurato e solenne, e la/lo collocò al suo posto nel cielo.
Ultima modifica di jimjams il martedì 20 febbraio 2018, 0:51, modificato 3 volte in totale.



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antico
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#2 » martedì 20 febbraio 2018, 0:49

Ciao Mario! Tutto ok con i caratteri e sei in tempo quindi BUONA MATERIA OSCURA EDITION!

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jimjams
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#3 » martedì 20 febbraio 2018, 0:53

antico ha scritto:Ciao Mario! Tutto ok con i caratteri e sei in tempo quindi BUONA MATERIA OSCURA EDITION!


Dai è andata, ero partito con un racconto, poi ci ho ripensato, mi sono sentito un po' in colpa di fare una cosa spiritosa per lei, almeno per ora, e ho scritto questo. Ma crash del PC 5 minuti fa, per fortuna scrivener salva di continuo...

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alessio.cecchin
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#4 » domenica 25 febbraio 2018, 9:31

Originale e ben scritto. Una visione metafisica dell'aldilà che rimette tutto in gioco ma senza escludere ciò che fino a oggi abbiamo considerato divino. Finisce al contrario per includere tutto e concentrarlo in una scintilla di pensiero.
Se è vero che siamo polvere di stelle in fondo il tuo racconto altro non è che un'allegoria del destino riservato a ogni singolo atomo che compone i nostri corpi.

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erika.adale
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#5 » domenica 25 febbraio 2018, 17:50

Un omaggio ben scritto all'autrice. Immagino ci siano varie allusioni stilistiche e tematiche che mi sfuggono perché, mea culpa, non ho mai letto nulla della Le Guin. Nonostante ciò, mi sono goduta le descrizioni e ho apprezzato la Dea Madre. Mi è venuta (più) voglia di conoscere la scrittrice, dunque un obiettivo, magari involontario, è stato raggiunto.

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diego.martelli
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#6 » lunedì 26 febbraio 2018, 11:31

Poetico, delicato, e potente insieme. Viene mostrato il trapasso e la rinascita attraverso una divinità che è ad un tempo psicopompo e creatrice, rappresentata visivamente dalla fantasia della protagonista. Il colpo di scena finale, la protagonista che diviene nuovo pianeta e la divinità che la pone solennemente nel cielo è semplicemente bellissimo. Rispettato il tema, ottima la scrittura, ritmo e aspettative del lettore vanno in crescendo, riga dopo riga.

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giulio.marchese1
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#7 » martedì 27 febbraio 2018, 20:11

Ciao Mario,
Una gradevole interpretazione del tema, il ritmo è ben gestito e, non so come, il riassunto risulta al tempo stesso rilassante ma calzante e tiene incollati fino alla fine. La morte di ognuno è la genesi di un nuovo mondo, affascinante. Forse a tratti un po' troppo descrittivo, ma niente di che. Ci sta. Complimenti, anche se non è il mio genere.

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Peter7413
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#8 » mercoledì 28 febbraio 2018, 20:40

Di solito rifuggo questo tipo di racconto, ma sei riuscito a rendermelo godibile e mai eccessivo o banale, pur nel suo eccesso e banalità. E l'hai riempito di luci, colori, immagini vivide e forti che rimangono e contrassegnano il ricordo della lettura. Doppiamente bravo, dunque perché la sfida che ti eri posto era irta di insidie che, a mio parere, sei riuscito a evitare.

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DandElion
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#9 » giovedì 1 marzo 2018, 0:23

jimjams ha scritto:«Una Dea Madre» concluse. «Sì, per me è molto soddisfacente.»

c'è un raccontino di Bruno Ferrero, dove lui conclude con "Lei, è negra" la ricerca di un Dio fiero, maschio e fobico da parte di un omuncolo.. Mi si inceppa un po', è ampolloso, ma il tema che hai trattato mi piace, forse snellendolo un po' sarebbe più godibile. Non che non mi piaccia in assoluto, ma so che puoi fare di meglio!
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Andrea Partiti
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#10 » giovedì 1 marzo 2018, 19:19

Sono stato in dubbio fino alla seconda rilettura, se il racconto mi stesse piacendo davvero tanto o davvero poco, ma alla fine ho scelto la prima ipotesi. Sicuramente non può lasciare indifferente.
Le immagini sono incalzanti, oniriche. Sono stato sospeso tra il trip da allucinogeni e la morte fino alla fine, perché non c'è nulla di concreto a cui aggrapparmi, da lettore.
Vorrei criticarti qualcosa perché sono qua per questo, ma trovo davvero azzeccato il Dio che prende la forma attesa da chi accoglie e quel senso di "spiritualità individuale e rimestata" tipica di chi è stato esposto a così tante teorie, culture e religioni da restarne colpito e influenzato pur senza adottarne una specifica.
Spesso scrivere di fretta e senza aspettative riesce a sbloccare ottime idee :)

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DavidG
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#11 » giovedì 1 marzo 2018, 20:51

Ciao Mario,
il tuo racconto è poetico, delicato e visionario. Molto ben scritto. Ma l'ho trovato un po' banale nella sua idea di fondo. Non c'è niente che non vada in realtà, solo che alla quinta riga già si intuisce un po' tutto, e dopo aver letto "Senza esclusione di colpe" io mi aspettavo di tutto di piú, invece è stato molto lineare come sviluppo.
A rileggerti presto spero!

andrea.carbone
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Re: Ursula Centauri - Mario Pacchiarotti

Messaggio#12 » giovedì 1 marzo 2018, 22:00

uno dei racconti scritti meglio, di quelli che leggi tutto d'un fiato e in cui riesci a immaginare per bene le immagini e i suoni. Atmosfere metafisiche, paradisiache, una visione dell'aldilà che si sposa con quella comune e di una divinità generatrice di nuovi mondi. Si arriva alla fine senza grossi scossoni, come un viaggio pilotato, sicuro e (forse fin troppo) lineare.

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