Otumba

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DavidG
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Otumba

Messaggio#1 » martedì 20 febbraio 2018, 1:21

Gli archibugi fecero esplodere le teste dei guerrieri del giaguaro che aprivano le fila nemiche.
Ma altri presero il loro posto subito dopo.
E finirono impalati sulle picche spagnole.
Ma ne arrivaron altri. E altri ancora.

E ancora.

Nella pianura di Temalcatitlan i pochi archibugi levavano la voce contro il boato assordante dell’alleanza di Tlalnepantla, Cuautitlán,Tenayuca, Otumba y Cuautlalpan sotto il comando del cihuacóatl Matlatzincatzin, risoluto una volta per tutte a mettere fine alla presenza spagnola nel proprio territorio.

«Siamo come una piccola isola sperduta nel mare» commentó Hernán Cortes a frate Bernardín.
«Quattrocento spagnoli, tremila alleati tlaxcaltecas e quaranta cavalli contro centomila guerrieri aztechi»

Una nuova ondata di guerrieri indigeni con il simbolo dell’aquila si infranse contro il muro di fanteria spagnola: i “rodoleros” dagli scudi rotondi che precedevano picchieri.
Balestrieri e Archibugieri chiudevano la formazione.
Alcuni fanti caddero in mano nemica, ma gli spagnoli riuscirono a ucciderli prima che fossero portati via, sapendo che destino li avrebbe attesi in caso contrario: il sacrificio rituale seguito dal cannibalismo.

Dalla pianura, dal bosco, da ogni parte si levava una marea infinita di indigeni dalla pelle scura, che con odio e con la follia di chi è accecato dalla religione, continuavano a lanciarsi con accanimento contro gli invasori e i loro alleati tlaxcaltecas che si ribellavano al dominio azteca.

Cortés si pulí la faccia dal sudore e dal sangue secco.
Il suo respiro era affannoso per lo sforzo e per l’umidità che impregnava l’aria. Portare un’armatura in un clima tropicale non era affatto facile.

Frecce solcarono l’aria in una direzione, diversi tlaxcaltecas caddero a terra.
Dardi volarono in direzione opposta trapassando le inesistenti armature indigeni e lasciando altri numerosi cadaveri al suolo.

«Gonzalo, Cristobal, Alvarado!» chiamó.
I luogotenenti accorsero velocemente.
«Il fronte dei tlaxcaltecas sta cedendo. Se si lasciano travolgere è la fine» disse.
«Tutti stanno dando il massimo, la resa non è un’opzione,» disse Gonzalo de Sandoval,
«ma nonostante le incursioni della cavalleria non credo che possiamo resistere a lungo.»

«Resistere è inutile, dobbiamo attaccare» disse Cortés «non abbiamo altra scelta.»
«È impossibile, non ha senso, siamo quattrocento contro centomila.» disse Alvarado.
«Non è impossibile. Gli Aztechi sono terrorizzati dai cavalli che considerano demoni immortali, perché ne abbiamo sempre occultato i cadaveri. Hanno paura dei mastini, cosa comprensibile dato che per loro i cani sono quelli di cihuahua. Si spaventano per il rumore degli archibugi. Usiamo queste armi. A noi basta arrivare a quel pagliaccio lá» disse Cortés indicando al capo del bando nemico: vestito di nero, con lunghi artigli e in testa un elmo a forma di serpente Matlatzincatzin era facilmente riconoscibile.
«Per gli aztechi, se muore il comandante la battaglia è persa.»

Pochi minuti dopo sei cavalieri in armatura: Pedro de Alvarado, Alonso de Ávila, Cristóbal de Olid, Rodrigo de Sandoval e Juan de Salamanca seguirono Hernán Cortés in una carica contro l’orda di centomila aztechi facendosi largo a colpi di spada e archibugio.

«Santiago y cierra España!» gridó Cortes.

Zoccoli e lame falcidiarono la guardia del cihuacóatl. Gli artigli del suo costume non furono sufficienti a fermare il fendente di Cortés che gli squarció la spalla un attimo prima che la spada di Juan de Salamanca lo trafigesse uccidendolo.

Gli spagnoli issarono il vessilo nemico conquistato.

D’un tratto vi fu il silenzio. Totale e assoluto. La pianura intera era rimasta attonita.
E poi, centomila aztechi dettero la battaglia per persa e fuggirono volta a Tenochtitlán.

“E con quella morte cessó la guerra” scrisse Cortés a Carlo I.

Dopo qualche mese e settantacinque giorni di assedio, il vaiolo decimó Tenochtitlán, mettendo la parola fine all’impero azteca e spalancando all’europa le porte del “Nuovo Mondo”.



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antico
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Re: Otumba

Messaggio#2 » martedì 20 febbraio 2018, 1:26

Ciao David! Tutto ok con i caratteri, hai un malus minimo per il tempo. Buona Materia Oscura Edition!

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alessio.cecchin
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Re: Otumba

Messaggio#3 » domenica 25 febbraio 2018, 10:29

Praticamente è romanzo storico! Sei in tema e in fondo puoi dire che non c'erano esplicite limitazioni di genere da nessuna parte.

Scherzi a parte: hai il coraggio di mostrare un Cortés condottiero invece che macellaio, come ormai viene interpretata la sua figura storica con il senno d'oggi. Non va mai scordato il contesto in cui si muovevano gli uomini, anche quando si sono macchiati di crimini come il genocidio.
Non ho approfondito ma, se le meccaniche di guerra degli Aztechi erano quelle che hai descritto, è da applaudire la tua conoscenza storica.

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diego.martelli
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Re: Otumba

Messaggio#4 » lunedì 26 febbraio 2018, 11:58

Premetto che quando mi raccontano una battaglia io sono sempre e comunque conquistato subito.
Bella l'azione, accurato l'affresco storico (ho Googlato, tutti i dettagli tornano), all'inizio ho storto il naso a questa interpretazione del tema "Mondo Nuovo" ma ripensandoci devo dire che non ci vedo nulla di male, se non che siamo lontani dai temi e dagli argomenti della Le Guin. Stilisticamente niente da dire, se non che il finale arriva molto improvvisamente, e avrei preferito esservi accompagnato più dolcemente; è però una questione di mero gusto, perché mi pare che tutto torni e nulla manchi.

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DavidG
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Re: Otumba

Messaggio#5 » lunedì 26 febbraio 2018, 12:59

Ciao Alessio,
ti ringrazio per il tuo commento. Potresti essere (molto) piú cattivo e dirmi ció che non va o non ti ha convinto?
:)
( A parte l'essere scivolato in un eccesso di spiegoni e raccontato per mancanza di tempo e caratteri. Volevo raccontarla dal punto di vista azteca ma c'erano troppe cose da spiegare)
Le mie conoscenze sul tema risalgono ormai a piú di 20 anni fa, agli esami di Storia Moderna e Storia del Sudamerica all'Universitá, e devo dire che ormai mi ricordo poco,ma ai tempi mi colpí molto la figura di Hernán Cortes.
All'arrivo, si fece l'amante indigena a cui insegnó lo spagnolo ed ebbe sin dall'inizio una traduttrice, un ponte tra i due mondi, che permetteva a lui di capire l'"altro", mentre per gli aztechi il condottiero rimaneva un mistero assoluto (l'inquadramento nella figura di Quetzalcoatl in realtà fu successivo, in quanto per gli indigeni era impensabile che qualcosa non rientrasse nella loro visione ciclica del tempo e dovettero forzosamente scovare la corrispondenza con le loro credenze religiose)
Poi seppe sfruttare l'odio dei popoli sottomessi per gli aztechi ( che , in realtà , eran dei grandi pezzi di merda, diciamolo), e il timore che le popolazioni locali avevano per i cavalli ( di cui non trovavano mai cadaveri ) e dei mastini da guerra ( comprensibile, dato che l'unico canide era il chihuahua :D ). Pensare che inoltre ricorrevano a trucchi tipo mandare messaggeri da una parte all'altra con messaggi tipo "questo messaggero ha mangiato una mela per strada", "questo messaggero si chiamava Tizio"; ci volle poco perchè gli indigeni credessero che gli spagnoli avevano dei rotoli di carta magici che raccontavano loro cose. Ed in un certo senso era vero. A questo ci aggiungi la polvere da sparo, che usavano per messinscena "scenografiche", lucenti armature e hai un po' il quadro.
In realtà , quando arriviamo alla battaglia di Otumba già buona parte dell'inganno era stato svelato. Gli spagnoli erano in fuga, e gli indigeni avevano ucciso molti cavalli, quindi su questo il mio racconto è inaccurato ma, appunto, in 4k che vuoi fa'?

Non ti sbagliare, Cortés fu un grande condottiero e un grande stratega, che alla fine dei conti fece ben pochi morti per una guerra di conquista. Il vaiolo fece il resto, ma non fu un epidemia voluta, difatto colpí anche e per primi, ovviamente, gli spagnoli.
Ma non possono esserne considerati moralmente responsabili, come non sono considerate responsabili le popolazioni sudamericane per l'epidemia di siiflide che negli anni seguenti alla scoperta dell'America si diffuse per il Vecchio Continente nella sua variante letale e fece strage di europei.

E attento a non cadere vittima del mito del "Buon Selvaggio": gli aztechi erano piú sanguinari e feroci degli spagnoli, solo che erano culturalmente inferiori, e sopratutto, chiusi nella loro visione religiosa della realtá e non seppero reagire efficacemente.

Beh, volevo fare due osservazioni, invece ho scritto un saggio :D

Comunque, stronzo o no, insieme ad altri cavalieri si fece veramente largo tra centomila guerrieri nemici e realmente sconfisse il capo avversario ( in costume da carnevale) mandando allo sbando l'esercito nemico e scrivendo la storia cosí come la conosciamo, e a me sembrava che meritasse la pena raccontarlo ( anche male, ma insomma )

Se ti interessa ti consiglio questo libro, bellissimo, del filosofo Cvetan Todorov : "https://it.wikipedia.org/wiki/La_conquista_dell%27America._Il_problema_dell%27altro"

E poi basta la smetto.

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DavidG
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Re: Otumba

Messaggio#6 » lunedì 26 febbraio 2018, 13:03

Ciao Diego,
non conosco la Le Guin (ahi ahi ahi). Avevo chiesto a Spartaco se potevo scrivere della conquista dell'America e dato che mi ha risposto "un bel massacro fa sempre piacere" io ho provveduto...

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erika.adale
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Re: Otumba

Messaggio#7 » martedì 27 febbraio 2018, 0:01

Ciao David, il principale difetto del tuo racconto te lo sei detto da te: argomento da romanzo pigiato in un racconto breve. Le peculiarità che rendono succoso l'argomento arrivano tramite spiegone. E, nella battaglia, non ho empatizzato abbastanza con i personaggi da tenere per loro. Ma so che c'è chi è contento anche solo con la descrizione dei morti che rotolano, quindi può essere una (mia) esigenza relativa.
IL tema è affascinante. Mi è piaciuta l'idea di uscire dai cliché che ci hanno abituato a un Cortes brutto sporco e cattivo, come mostrato nei murales di Diego Rivera. Il punto di vista azteco ha già venduto troppe copie (Jennings) per rappresentare un vero ribaltamento del POV. Meglio vedere le ragioni degli spagnoli, opinabili ma utili per calarsi con un briciolo di stupore in quello che era il Nuovo Mondo.
Ampliare no?

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DavidG
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Re: Otumba

Messaggio#8 » martedì 27 febbraio 2018, 0:39

Eh cara mia,
lo so lo so lo so...
Ma questa cosa dei 4k e dei minuti contati a me mi va proprio stretta :D
Il lunedi arrivo a casa alle 10:30, fra cucinare e cenare e cazzi e mazzi sono le 23:30.
Buttare giú qualcosa di decente in un'ora e mezza in 4k per me è un casino, sfondo il tempo e poi mi tocca fare gli spiegoni.
Infatti ci sono anche refusi a go go.
Ma altrimenti il Nucera mi tormenta perchè partecipi e non so quale dei due mali sia peggiore. :D
Almeno cosí non mi sento in colpa perchè non scrivo. Scrivo male ma scrivo :D
Magari levo un po' di ruggine...
Si, mi piacerebbe approfondire il tema, in realtà è proprio affascinante, e poi per la storia moderna ( nonostante abbia preso un 28 perchè litigai sia con l'assistente che col professore) è probabilmente uno dei periodi storici piú fighi in assoluto.

Va beh a poi.Baci.

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giulio.marchese1
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Re: Otumba

Messaggio#9 » martedì 27 febbraio 2018, 19:58

Ciao Davide,
Premetto che avevo pensato anch'io di declinare il tema in questo modo ma non l'ho fatto perché non avevo le competenze storiche per farlo. Vista la mia ignoranza commenterò come se si trattasse di una scena di guerra fantasy o comunque totalmente inventata. Chiedo venia per la mie lacune.
Vista in questi termini mi piace molto come sono descritte le armi il modo di combattere e le strategie adottate, però mi mancano i personaggi. Di solito in questo tipo di racconti c'è una sorta di ribaltone, inizialmente i "buoni" stanno perdendo, il personaggio di cui mi sono affezionato rischia la vita e poi succede qualcosa e i buoni vincono. Qui mi è mancato questo, non ho percepito tensione, il finale della battaglia era già scritto. Anche se trattandosi di fatti storici è di fatto così nel raccontarlo si poteva comunque creare pathos, magari approfondendo i personaggi. Poi essendo un opera di fantasia non era necessario riportare i fatti in maniera giornalistica anzi addirittura si poteva cambiare il finale. Per questa mancanza di "domanda drammaturgica" la lettura mi è risultata un po' pesante.

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Peter7413
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Re: Otumba

Messaggio#10 » mercoledì 28 febbraio 2018, 20:23

Dunque, il testo è un po' da ripulire, ma viste le condizioni in cui hai scritto già è tanto che ci sia stata la prima stesura. Poi, vero, merita un ampliamento perché anche se molte delle cose che hai spiegato mi erano già arrivate è pur vero che senza un approfondimento il racconto rimane "lontano". Ma questo è sia un male che un bene perché, ti assicuro, se non avessi letto il tuo post successivo avrei di sicuro googlato perché sì, hai titillato la mia curiosità. Quindi bene perché con questi tanto vituperati 4k hai avuto comunque la possibilità di interessare e incuriosire un pubblico che altrimenti non avrebbe avuto possibilità di avvicinarsi alla tematica. Direi che, alla fine, la bilancia penda più dal lato della positività. Bel lavoro e spero di vederti più spesso qui su mc.

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DandElion
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Re: Otumba

Messaggio#11 » giovedì 1 marzo 2018, 0:27

punti di forza: accurato, ben scritto, dinamico: ha ritmo
punti di debolezza: troppa troppissima carne al fuoco da infilare in quattromila caratteri.. è come voler dipingere Guernica su un francobollo. Ci vedo dietro un bel capitolo di un romanzo storico (genere che non amo, ma non sto qui a giudicare la tua scelta!) senza tanti fronzoli pur pieno di riferimenti, ma in così poco spazio è molto sacrificato. Peccato!
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Andrea Partiti
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Re: Otumba

Messaggio#12 » giovedì 1 marzo 2018, 19:22

Avevo pensato all'uso del tema per indicare l'America, durante il brainstorming, e sono felice di trovare un racconto che ha puntato in quella direzione!
Il difetto, per me, sta nella mancanza di un personaggio chiaro da seguire nella narrazione. C'è Cortes, certo, ma è come lontano dalla scena che racconti, che è molto asettica nella sua crudeltà. Ci racconti un momento chiave, una sconfitta simbolica, ma senza darci delle ragioni emotive per seguirla.
Poi ho la sensazione che usi molto poco l'italiano abitualmente, se dovessi fare un'ipotesi vivi all'esterno o interagisci principalmente in altre lingue, suppongo spagnolo per via di alcune costruzioni che mi sembrano terribilmente innaturali, come se fossero tradotte. Non aiutano gli accenti che ogni tanto fanno cose strani, quell'"azteca" usato come aggettivo maschile, alla spagnola, al posto di azteco, quel "fuggirono volta a" nel finale di cui non capisco però l'origine, ma se dovessi dire suona come un "vuelta a", che confermano questo problema che magari resterebbe solo sullo sfondo altrimenti.
Purtroppo va a pesare molto sulla scorrevolezza del racconto. Sospetto che sia quello che viene percepito come "tono da romanzo storico tradotto" :D

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Re: Otumba

Messaggio#13 » giovedì 1 marzo 2018, 22:10

Un pezzo di storia che conosciamo bene e che qua è riproposto in maniera attenta, con qualche dettaglio e dialogo che ci fanno assistere alla scena da vicino. Forse però mi sarei aspettato qualcosa di più, perchè la storia raccontata così sembra quasi un documentario di quell'evento e i personaggi restano anonimi sullo sfondo, non si prova empatia per nessuno e per questo non viene scatenata nessuna emozione nello spettatore, che si limita ad apprendere alcune nozioni storiche, comunque affascinanti e interessanti come sempre.

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jimjams
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Re: Otumba

Messaggio#14 » giovedì 1 marzo 2018, 23:15

Un mini romanzo storico. L'interpretazione del tema ci sta comunque. Gli spagnoli ci fanno una gran bella figura, d'altra parte non abbiamo molte testimonianze se non le loro. Ben scritto, con un minimo di epicità esagerata ma non sgradevole. Mi piace la chiusa finale che sottolinea come in realtà, a parte la disfatta iniziale raccontata qui, il vero alleato che ha impedito agli aztechi di sterminare gli spagnoli è stato l'insieme delle malattie che questi si portarono dietro, vaiolo, ma anche morbillo e le altre.

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