I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

La Sesta Era si apre nel segno di Federico Guerri! Appuntamento per lunedì 19 marzo dalle 21.00 all'una!
Luca Occhionorelli
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I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#1 » martedì 20 marzo 2018, 0:28

Lorenzo era seduto sull’enorme tappeto persiano che copriva quasi interamente il pavimento del soggiorno. Intorno a lui la sorellina e il cagnolino scorrazzavano intorno all’altissimo albero di Natale che i genitori avevano comprato per festeggiare l’ingresso nella nuova casa. Era molto felice perché finalmente era arrivato il periodo dell’anno che preferiva, l’aria si riempiva delle gioiose canzoni natalizie e tutto era intriso di quella magia che solo in Natale riesce a portare. Tutta la casa sfavillava allegra di mille colori e tutti, in famiglia, erano gioviali e cortesi. La mamma entrò all’improvviso nella sala destando il ragazzo dai suoi pensieri, teneva in mano un grosso rocchetto nero su cui si attorcigliavano metri e metri di nastro rosso, adatto per le decorazioni natalizie. << E adesso l’ultimo tocco ragazzi, sarà il più bell’albero di sempre >>, esclamò la mamma raggiante. << No, no, lo voglio io il nastro rosso mamma. Dallo a me! Dallo a me! >>, piagnucolò la bambina aggrappandosi alle gambe della donna.
La mamma impietosita dalle richieste della figlia consegnò il nastro alla bambina, non prima però di averle fatto promettere che l’avrebbe restituito non appena la mamma ne avesse avuto bisogno. La bambina, felice, cominciò a giocare con il gomitolo. Si divertiva ad attorcigliarlo attorno ai polsi del fratello, finché lui stufo del gioco iniziò a tirare per liberarsi. Ma mentre lui tirava da una parte la sorellina tirava dall’altra e così i nastri si serrarono intorno ai polsi del ragazzo che per il dolore esplose in un grido selvaggio. Cadde supino sul pavimento e proprio quando il dolore sembrò arrivare al culmine ultimo, una scossa violentissima sconquassò il corpo del ragazzo. Lorenzo aprì gli occhi e tre sagome vestite di bianco, con mascherine sul volto, gli si materializzarono davanti. Uno dei tre reggeva in mano una sorta di enorme pinza che gli aveva appena staccato dalle tempie. Provò a muoversi, ma si accorse che era legato mani e piedi a un lettino d’ospedale, le cinghie lo stringevano così violentemente da farlo sanguinare copiosamente. Si guardò intorno e d’un tratto ricordò tutto. Non era più un bambino felice che adorava il natale. Era un adulto ormai, internato da anni in quell’inferno plumbeo fatto di celle e carnefici in camice bianco, camicie di forza e elettroshock annichilenti. Non aveva fatto niente, era uno sbaglio, non doveva essere lì lui, lo ripeteva da anni ai dottori. Cominciò a piangere e ad agitarsi febbrilmente, urlava e piangeva, scalciava e sbavava. << Dov’è la mia mamma? Dov’è il mio papà? >>. Poi ancora una volta, la scarica lo colpì all’improvviso e lo portò a volare alto nei sogni.



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antico
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#2 » martedì 20 marzo 2018, 0:35

Ciao Luca e benvenuto a Minuti Contati! Tempo e caratteri ok, divertiti in questa Guerri Edition!

Ps: se usi fb, puoi contattarmi? Abbiamo anche un gruppo dedicato dal quale ci si può godere l'edizione come dalla prima fila ;)

alexandra.fischer
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#3 » martedì 20 marzo 2018, 20:32

I SOGNI DI LORENZO di Luca Occhionorelli L’atmosfera natalizia suggellata dal nastro rosso tipico del periodo si spezza sul finale: Lorenzo non sta festeggiando il Natale con la sorellina e i genitori, la sua infanzia infelice è diventata un inferno adulto fatto di elettroshock, infermieri e psichiatri. Da lacrime il suo appello ripetuto: lui non dovrebbe essere lì, c’è un errore. Sì, di un destino funesto.
Attenzione a:
Intorno a lui (manca la virgola dopo lui e ce ne vuole una dopo albero di Natale)
La mamma impietosita (manca la virgola dopo mamma e ce vuole una dopo figlia)
Non appena la mamma (scriverei non appena lei, mamma lo hai già scritto prima)
Uno dei tre reggeva (scriverei una delle tre, il soggetto è: le sagome).
Nel finale: natale lo scriverei Natale.

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angelo.frascella
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#4 » martedì 20 marzo 2018, 23:19

Ciao, Luca e benvenuto.

Devi dirti, purtroppo che il racconto, pur se scritto in modo pulito, non funziona. I motivi principali sono due: hai scelto di narrarlo usando un narratore onnisciente che, in maniera molto fredda, ci spiega cosa succede. Questo elimina qualunque trasporto emotivo nel lettore, che non viene coinvolto in modo attivo nelle vicende dei personaggi. Il secondo motivo è l'effetto "mi sono svegliato ed era tutto un sogno". Il racconto infatti si divide in maniera netta in due parti: la scena natalizia in casa e la scena in cui lui si sveglia nel manicomio (anche se sembra più una casa delle torture). Fra le due non c'è alcun legame. Io mi aspettavo, per esempio, che si fosse svegliato in ospedale perché, a causa di ciò che aveva fatto la sorella, lui aveva sbattuto la testa perso i sensi ed era finito in coma (magari trovandosi davanti, al risveglio, la sorella ormai, a chiedergli perdono per gli anni di vita che gli aveva fatto perdere). Invece, per come l'hai strutturato tu, non ottieni un colpo di scena, ma uno iato nella narrazione, con conseguente effetto di straniamento del lettore: "perché mi sono dovuto leggere tutta quella storia all'inizio, se era tutto un sogno senza legami con la sua realtà?"

A rileggerci,
Angelo

Luca Occhionorelli
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#5 » giovedì 22 marzo 2018, 20:50

CIao Alexandra e grazie delle correzioni. Scrivendo mi sono concentrato più sulla storia che sulla punteggiatura e non ho riletto con attenzione dopo aver finito. A ciò aggiungiamo il fatto che ho combinato un casino con i caratteri, tanto che alla fine me ne risultavano 500 in meno rispetto a quelli che mi segnalava Word. Alla fine, con l'orario che mi angosciava, ho inviato dopo aver controllato velocemente il testo dal punto di vista grammaticale e mi sono lasciato sfuggire degli errori.

Luca Occhionorelli
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#6 » giovedì 22 marzo 2018, 21:04

Ciao Angelo e grazie dei suggerimenti. Per quanto riguarda il primo motivo, non posso fare altro che darti ragione, scritto così non coinvolge il lettore che rimane quindi un osservatore esterno della storia. Quanto al secondo motivo non sono d'accordo. Tra le due parti esiste assolutamente un legame, la terapia elettroconvulsivante fa cadere il protagonista in questa sorta di sogni legati al suo passato. Il giudizio che esprimi tu riguarda la storia in sé, tu scrivi che l'avresti sviluppata in un altra maniera infatti. Il fatto di non ottenere un colpo di scena è legato al primo motivo secondo me. Solo per il fatto di essere un sogno non vuol dire che non merita di essere raccontato.

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angelo.frascella
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#7 » giovedì 22 marzo 2018, 22:37

Ciao, Luca.

Provo a spiegarmi meglio: quando parlo di legame, non parlo di legame logico, ma narrativo. Lui a causa dell'elettroshock sogna una scena dell'infanzia (se sia un ricordo o semplicemente un sogno non ci è dato saperlo), ma poteva sognare qualunque cosa, visto che ciò che sogna non è legato alla sua situazione attuale. Questo mi da la sensazione di due pezzi che non si incastrano fra loro a formare un puzzle riuscito.

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DandElion
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#8 » giovedì 22 marzo 2018, 23:25

Bello schiaffo!
Allora la prima parte fila molto bene, è ben descritta ha un senso in tutti i suoi passaggi, MA è un sogno o un ricordo? perchè non si capisce e a questo non capire contribuisce il fatto che i due avvenimenti sono separati: la sorella gli stringe i polsi, sente dolore, cade. poi c'è un buco di "x" anni e la caduta non c'entra niente con gli avvenimenti della seconda parte. secondo me se risolvi il passaggio in qualche modo risolvi il racconto.
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
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Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

Luca Occhionorelli
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#9 » domenica 25 marzo 2018, 0:31

Grazie del commento Dand. Rispondo a te e a Angelo. Il punto cruciale è il passaggio tra le due parti quindi. Manca un nesso narrativo che leghi i due pezzi. In realtà avrei voluto collegare il nastro che si stringe intorno ai polsi, con le cinghie che glieli lacerano e poi a causa dell'elettroshock, il ritorno alla realtà, ma non sono riuscito a esplicarlo bene. Quanto ai sogni/ricordi potrebbero essere entrambi, potremmo chiamarli reviviscenze oniriche.

Daniel Travis
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#10 » domenica 25 marzo 2018, 10:21

Ciao e complimenti.
Una prima osservazione d'impeto concedimela: un racconto composto di due periodi, uno di nove righe e uno di quattordici, vuole che io lo legga con rabbia e senza voglia.
Consigli di getto, con una divisione in paragrafi veramente minima, giustificata tematicamente, senza ancora pensare al ritmo:
[Introduzione]
Lorenzo era seduto sull’enorme tappeto persiano che copriva quasi interamente il pavimento del soggiorno. Intorno a lui la sorellina e il cagnolino scorrazzavano intorno all’altissimo albero di Natale che i genitori avevano comprato per festeggiare l’ingresso nella nuova casa.
[Il Natale a casa di Lorenzo]
Era molto felice perché finalmente era arrivato il periodo dell’anno che preferiva, l’aria si riempiva delle gioiose canzoni natalizie e tutto era intriso di quella magia che solo in Natale riesce a portare. Tutta la casa sfavillava allegra di mille colori e tutti, in famiglia, erano gioviali e cortesi.
[L'ingresso della mamma]
La mamma entrò all’improvviso nella sala destando il ragazzo dai suoi pensieri, teneva in mano un grosso rocchetto nero su cui si attorcigliavano metri e metri di nastro rosso, adatto per le decorazioni natalizie.
[Dialoghi]
<< E adesso l’ultimo tocco ragazzi, sarà il più bell’albero di sempre >>, esclamò la mamma raggiante.
<< No, no, lo voglio io il nastro rosso mamma. Dallo a me! Dallo a me! >>, piagnucolò la bambina aggrappandosi alle gambe della donna.
[La decisione]
La mamma impietosita dalle richieste della figlia consegnò il nastro alla bambina, non prima però di averle fatto promettere che l’avrebbe restituito non appena la mamma ne avesse avuto bisogno.
[Il gioco e la sua fine]
La bambina, felice, cominciò a giocare con il gomitolo. Si divertiva ad attorcigliarlo attorno ai polsi del fratello, finché lui stufo del gioco iniziò a tirare per liberarsi. Ma mentre lui tirava da una parte la sorellina tirava dall’altra e così i nastri si serrarono intorno ai polsi del ragazzo che per il dolore esplose in un grido selvaggio. Cadde supino sul pavimento e proprio quando il dolore sembrò arrivare al culmine ultimo, una scossa violentissima sconquassò il corpo del ragazzo.
[Shock, per Lorenzo e per il lettore]
Lorenzo aprì gli occhi e tre sagome vestite di bianco, con mascherine sul volto, gli si materializzarono davanti. Uno dei tre reggeva in mano una sorta di enorme pinza che gli aveva appena staccato dalle tempie. Provò a muoversi, ma si accorse che era legato mani e piedi a un lettino d’ospedale, le cinghie lo stringevano così violentemente da farlo sanguinare copiosamente. Si guardò intorno e d’un tratto ricordò tutto.
[Consapevolezza]
Non era più un bambino felice che adorava il natale. Era un adulto ormai, internato da anni in quell’inferno plumbeo fatto di celle e carnefici in camice bianco, camicie di forza e elettroshock annichilenti. Non aveva fatto niente, era uno sbaglio, non doveva essere lì lui, lo ripeteva da anni ai dottori. Cominciò a piangere e ad agitarsi febbrilmente, urlava e piangeva, scalciava e sbavava. << Dov’è la mia mamma? Dov’è il mio papà? >>.
[Finale]
Poi ancora una volta, la scarica lo colpì all’improvviso e lo portò a volare alto nei sogni.

Detto questo.
La trama è semplice, pulita, snocciolata bene.
La forma, però, ha molte lacune, dalla punteggiatura incerta (ad esempio Intorno a lui la sorellina e il cagnolino scorrazzavano intorno all’altissimo albero di Natale che i genitori avevano comprato per festeggiare l’ingresso nella nuova casa tutto senza un segno d'interpunzione che dia respiro) alle ripetizioni (cinque mamma in sette righe, molti superflui, per dire) a qualche typo tutto sommato di poco conto.
Gli darei una bella revisione per poi rimetterlo in carreggiata.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

Canadria
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#11 » domenica 25 marzo 2018, 16:54

Ciao, Luca!
Anch’io mi aggiungo a chi ha detto che trova le due parti del racconto troppo slegate tra loro. Leggo tra i commenti che avresti voluto collegare il nastro che stringe i polsi del bambino alle cinghie che legano l’adulto al lettino di un ospedale, ma questo accostamento di idee non è immediato e proverei a lavorarci di più.
Perché un bambino diventa poi un adulto a cui viene fatto un elettroshock? Perché continua a ripetere che c’è uno sbaglio? Farnetica o è la verità? Sembrano due parti di due differenti storie ed entrambe potrebbero avere un inizio e una conclusione differenti. Credo che il limite di caratteri ti abbia penalizzato un po’.
Infine anch’io consiglierei – per la prossima volta – una suddivisione in paragrafi che aiuti la lettura anche “visivamente”.

Rick
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#12 » martedì 27 marzo 2018, 10:20

Lo stile e la forma non mi hanno trascinato e purtroppo nemmeno la sostanza, nel senso che tutto è lasciato molto vago, sospeso. Alla fine si scopre che lui sta vivendo una situazione terribile, che si sente vittima di un disturbo ora più grande di lui, ma non se ne percepisce il dramma. Cosa lega il nastro rosso, oltre ai polsi di Lorenzo? Il collegamento tra il Natale passato e la situazione presente è labile, non si percepisce il nesso logico e poi il contrasto emotivo. Comunque grazie per tutta la parte iniziale, fino al cambio di ambientazione, lì trascina di più e ci si può immergere nel racconto!

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diego.martelli
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#13 » mercoledì 28 marzo 2018, 6:27

I sogni di Lorenzo, di Luca Occhionorelli, ore 00.28, 2493 caratteri

Ci sono un po' di problemi tecnici sul fronte refusi che lasciano intendere una rifinitura frettolosa. La storia è chiara e si comprende benissimo, ma credo che un maggiore ritmo o una differente maniera di introdurre lo stacco fra sogno e realtà avrebbe giovato. Ho apprezzato la scena iniziale e il suo tono, ma la transizione a quella successiva non mi ha convinto moltissimo.

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Gimmi
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#14 » mercoledì 28 marzo 2018, 12:52

Ciao Luca.
Ti chiedo già scusa in anticipo. Non me ne volere male ^^

*mode Stronzo: on*

È un passabile riassunto di un racconto mediocre con spoiler finale.
Come già detto da altre parti, è facile raccontare storie già raccontate. È il come lo facciamo che fa la differenza. E qui è fatto male. Al di là della scrittura che va bene - ma diciamo anche che per scrivere male ci vorrebbe un bambino senza sette dita (critica a tutti quelli che nei commenti mettono: il racconto è scritto bene, il racconto è pulito. Ci mancherebbe!) - hai fatto tutta una descrizione di una situazione. Raba pesante per chiunque legga.
Ma soprattutto ha detto come finisce. Potevo sentire le grida della gente che: "Noooo! Mi hai detto come finisce!".
Non mi viene nemmeno da definirlo racconto se non nel senso stretto della parola.

Cambia completamente approccio. Fai capire che è Natale dagli addobbi e non "è Natale". Descrivi la serenità con i particolari. Portami al finale facendomi capire dov'è senza scriverlo. Fai queste cose o quelli che ne ricaverai saranno solo critiche di un ragazzo troppo presuntuoso!

*mode Stronzo: off*

Ciao :)

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DandElion
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Re: I Sogni di Lorenzo di Luca Occhionorelli

Messaggio#15 » mercoledì 28 marzo 2018, 19:52

Luca Occhionorelli ha scritto: In realtà avrei voluto collegare il nastro che si stringe intorno ai polsi, con le cinghie che glieli lacerano e poi a causa dell'elettroshock, il ritorno alla realtà, ma non sono riuscito a esplicarlo bene.

Ecco già così assume un senso che invece si è perso.. next time will be better ;)
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
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Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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