Mezze stagioni

La Sesta Era si apre nel segno di Federico Guerri! Appuntamento per lunedì 19 marzo dalle 21.00 all'una!
clalupo
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Mezze stagioni

Messaggio#1 » martedì 20 marzo 2018, 0:58

Erano gli ultimi giorni di marzo e tutti aspettavano la primavera; nei giardini, si vedevano già da tempo i mandorli e i peschi fioriti ma il cielo era grigio, l'aria era fredda, i cappotti ancora neri. Ogni giorno si usciva pensando che il giorno dopo ci sarebbe stato il sole, il caldo, quella luminosità che faceva sentire leggeri e sereni ma tutto era grigio.
Pioveva la sera in questione, ma ormai... la compagnia era simpatica il tempo in ogni caso passa, l'ora era sempre più tarda e alla fine dovettero tornare verso casa. Passeggiando senza fretta, il suo amico parlava con aria serena del fastidio che davano l'umidità e la pioggia sottile.
Si salutarono sul portone, all'interno l'aria era più asciutta, l'androne del palazzo illuminato, l'ascensore bloccato chissà dove, faceva spesso le scale a piedi ma già al primo piano la luce si spense, continuò a salire nella penombra sempre più scura, arrivava un po' di luce dall'androne per cui non riaccese.
Era arrivata, la borsa che scivolava giù dalla spalla, doveva trovare le chiavi ma forse erano in tasca! No, dovevano essere nella borsa, intanto l'ombrello le aveva bagnato tutto il fianco destro e delle chiavi nessuna traccia, i capelli le cadevano sugli occhi, decise di legarli e, sollevando la testa, proprio sul pianerottolo davanti alla sua porta d'ingresso, c'era qualcosa: un grosso corpo accucciato, forse aveva la testa ripiegata sulle ginocchia, non la stava guardando...riuscì ad accendere la luce.
Sul pianerottolo davanti alla sua porta qualcuno aveva posato un grosso scatolo incartato d'azzurro scuro con un'enorme fiocco rosso sulla sommità, posò ombrello e borsa in terra, per guardare quei colori,l'azzurro opaco e il fiocco lucido di un rosso luminoso, a ogni ricciolo un riflesso diverso. Nella casa accanto abitava un bambino e qualche giorno prima era stato il suo compleanno, a lei sarebbe bastata la scatola col fiocco, era posato sul coperchio, chissà se si poteva prendere (forse avrebbero buttato tutto la mattina dopo), magari solo un pezzo di carta con il nastro, era di un rosso quasi aranciato, non ne aveva mai visti così grandi, per lo meno lei non aveva mai trovato una cosa del genere; una volta aveva comprato una grossa fragola di zucchero, anche quella era rossa, ma il fiocco era più bello,aveva i colori di alcuni tramonti quando si vede il sole. Stava sorridendo, era una scatola molto elegante ma soprattutto allegra, sarebbe restata a guardare quel fiocco sullo sfondo azzurro per chissà quanto tempo, era un regalo per un bambino nato all'inizio della primavera.



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antico
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Re: Mezze stagioni

Messaggio#2 » martedì 20 marzo 2018, 1:04

Ciao Claudia e bentornata! Tutto a posto con i parametri, divertiti in questa Guerri Edition!

alexandra.fischer
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Re: Mezze stagioni

Messaggio#3 » martedì 20 marzo 2018, 20:54

MEZZE STAGIONI di Claudia Lupo Per la tua protagonista, di ritorno dall’incontro con un amico, l’inizio della primavera è suggellato dal misterioso regalo avvolto in un elegante nastro rosso. Forse il destinatario è il bambino dei vicini. Almeno, lo ipotizza lei, gioendo della nota di colore che spezza una primavera piovosa. Ecco, nel finale avrei messo qualcosa in più (l’arrivo del bambino che prende il dono e chiarisce l’equivoco o un biglietto che invece indica il regalo come destinato a lei. Così la storia sarebbe un po’ più compiuta).

Attenzione a:
la compagnia era simpatica il tempo in ogni caso passa (la riscriverei così: la compagnia era simpatica, ma il tempo, in ogni caso, era passato).
scatolo (scriverei: scatolone e poi specificherei nel testo grossa scatola)

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angelo.frascella
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Re: Mezze stagioni

Messaggio#4 » martedì 20 marzo 2018, 23:25

Ciao, Claudia.

Sarà sincero: il tuo racconto mi ha lasciato piuttosto perplesso. Inizia con una frase sulle previsioni del tempo piuttosto generica (perché non introdurre da subito la protagonista e descrivere quelle sensazioni attraverso i suoi occhi?). Prosegue con un altro paragrafo in cui dici qualcosa di più sulla situazione della protagonista, senza però parlare ancora di lei: la compagnia era buona, il suo amico parlava... sì ma la compagnia di chi? Amico di chi? Finalmente nel terzo paragrafo introduci esplicitamente la protagonista. Dai un po' di dettagli sul comportamento che aiutano a delinearla, ma la storia ancora non c'è (siamo in un racconto brevissimo, devi acchiappare subito il lettore e non perderti nei dettagli). In ogni caso almeno si crea un'atmosfera di attesa. Finalmente qualcosa accade: c'è un corpo rannicchiato per terra. Bel colpo di scena. Poi però lei accende la luce e vediamo una scatola. Qui rimango spiazzato. Non era un corpo? (attenzione, prima non hai detto che era una sua impressione. Sei stata piuttosto netta).
Però c'è ancora un po' di attesa in me, lettore: man mano che i dettagli si accavallano, mi aspetto un colpo di scena finale. Cosa ci sarà davvero in quella scatola? E...
Niente. Arrivo alla fine e non succede niente. Un colpo di scena ben piazzato sul finale avrebbe salvato il tutto, ma così il racconto è davvero poco interessante. Non capiamo nemmeno perché per la ragazza sia così importante quel fiocco. Non posso nemmeno pensare, perciò, volessi scrivere un racconto psicologico.

Comunque non ti abbattere: con un po' più d'impegno sono certo che tu possa scrivere racconti migliori.

A rileggerci

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DandElion
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Re: Mezze stagioni

Messaggio#5 » giovedì 22 marzo 2018, 23:28

Bella la narrazione, ma non c'è un finale. il bellissimo climax che descrivi ascende per non arrivare da nessuna parte. Carina l'idea che la sua attenzione sia attirata da un oggetto che non è per lei, ma così rimane un pacco con un fiocco su uno zerbino. a voler essere fiscali un fiocco non necessariamente richiama un nastro, ma vabbè.
il modo in cui scrivi mi dice che puoi fare di molto meglio, magari trovando una conclusione anche non sensazionale, ma compiuta.
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

Daniel Travis
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Re: Mezze stagioni

Messaggio#6 » domenica 25 marzo 2018, 10:33

Ciao e complimenti.
Siccome ho osservazioni sostanzialmente formali sul pezzo, le metto direttamente in fila.
Tra leggeri e sereni e ma tutto era grigio servirebbe una pausa.
Tra la compagnia era simpatica e il tempo in ogni caso passa(va?) serve una pausa.
Nella frase Si salutarono sul portone, all'interno l'aria era più asciutta, l'androne del palazzo illuminato, l'ascensore bloccato chissà dove, faceva spesso le scale a piedi ma già al primo piano la luce si spense, continuò a salire nella penombra sempre più scura, arrivava un po' di luce dall'androne per cui non riaccese la sensazione incombente dell’anacoluto impera.
Discreto il pezzo della ricerca delle chiavi, trasmette l’ansia, l’urgenza. Il resto del periodo, però, è accartocciato su se stesso, andrebbe disteso e ritmato.
Un grosso scatolo? Una sostanza chimica di notevoli dimensioni?
Il nastro rosso da regalo è un’accezione tematica stranamente poco usata nei racconti che ho letto finora, non male. Anche la sua descrizione è ben fatta.
Da lì in poi, però, il muro di testo assassina qualunque interesse per il finale con crudeltà.
Consiglio finale: appoggiati al tuo talento per le descrizioni, aggiungi ritmo e intensità drammatica.
A presto.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

Canadria
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Re: Mezze stagioni

Messaggio#7 » domenica 25 marzo 2018, 17:07

Ciao!
L’idea di utilizzare il nastro rosso di un regalo come fonte di attenzione e curiosità è un’ottima idea per un racconto il cui tema è proprio “il nastro rosso”: un’idea semplice, genuina e particolare. Il racconto, però, si apre con la descrizione di una scena che parla più delle condizioni metereologiche che dei personaggi presenti. Credevo che la protagonista e l’amico avrebbero creato un episodio una volta raggiunto il portone, immaginavo che da lì sarebbe iniziato qualcosa. Invece no, l’amico va via senza dirci altro di lui, così come non sappiamo nulla della compagnia se non che era simpatica.
Infine, quando attendevo il colpo di scena, il colpo di scena risulta essere che il colpo di scena non c’è. In genere questo tipo di scelta per la conclusione di un racconto breve mi piace: credi che ci sia qualcosa di strano e invece è tutto normale. In questo caso, però, non succede proprio nulla. Ci racconti di un grosso corpo accucciato e poi all’improvviso c’è solo un grosso regalo con un nastro rosso. Così l’unico collegamento tra la storia fuori dal portone e la storia dentro il portone resta la primavera grigia interrotta da una scatola color azzurro opaco e da un fiocco rosso. A mio parere non basta per reggere un intero racconto.
Mi sembrano efficaci sia le descrizioni dei luoghi che le descrizioni delle azioni e dei movimenti. Proverei a rivedere il racconto aggiungendo delle pause e qualche spazio bianco tra un paragrafo e l’altro.
Ciao, alla prossima!

Rick
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Re: Mezze stagioni

Messaggio#8 » martedì 27 marzo 2018, 10:21

C’è stato il momento in cui la protagonista cerca le chiavi di casa in cui ho provato angoscia e apprensione, non riuscivo a capire cosa stesse per succedere e questa è una bellissima sensazione durante la lettura, ma tutta la sezione precedente e la successiva non mi hanno conquistato quanto speravo. L’inizio è quotidiano, ma per me anche un po’ noioso, non sono riuscito a calarmi in questa mezza stagione. La fine mi è risultata un po’ complessa da capire a primo impatto, ma è bastato un secondo per sciogliere l’equivoco che però non veniva sciolto nel testo. Insomma, grazie per il momento di suspense!

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diego.martelli
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Re: Mezze stagioni

Messaggio#9 » mercoledì 28 marzo 2018, 6:28

Mezze stagioni, di Claudia Lupo, ore 00.58, 2569 caratteri

Lo stile potrebbe essere rifinito nella punteggiatura e nel ritmo, ma sono cose minori: il problema principale è dovuto al fatto che l'unico abbozzo di colpo di scena (il corpo rannicchiato) non viene impiegato per davvero, e che sostanzialmente non accade nulla. Sono molto confuso, perché non ho capito cosa il racconto voleva suscitare: azzardo a dire che il tema è il sollievo dello scoprire qualcosa di gradevole quando il tempo atmosferico, la tarda ora e il buio ci portano a pensare a qualcosa di sinistro?

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