Il pianeta - di Maurizio Bertino

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Peter7413
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Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#1 » martedì 19 giugno 2018, 0:37

Il pianeta

La vita sa essere meravigliosamente beffarda. Tu cerchi per tutta la tua esistenza e poi arrivi su questo pianeta e ti arriva l’epifania.
ANCHE SE NON PROPRIO QUANDO TE L’ASPETTI.
Arrivai che ero già leggenda, nessuna via mi era preclusa e non c’erano porte che mi potessero dividere, qualunque esso fosse, da un tesoro. Così su Roma, il cui nome suggerii io stesso dopo aver rinvenuto l’artefatto indicato dai loro antichi codici digitali come L’UNICO, il supremo detentore del potere utilizzato per assoggettare i pianeti limitrofi. Era celato in una montagna pregna di trappole come neppure nella mitologia narrante le gesta di Indiana Jones. Così sull’inospitale Cina, in cui mi addentrai all’interno di ognuna delle Muraglie per recuperare i pezzi della storia di un popolo perduto e glorioso.
Ero leggenda, dove arrivavo portavo scoperta e conoscenza e quando rinvenni la mappa di questo pianeta, lontano da ogni via battuta, lo catalogai nel mio database tra le cose da fare e passai oltre, alle Torri di Nuovi States, alte come e forse più di quella di Babele.
Su Pacifico, nei loculi che rinvenni nascosti nei fondali delle fosse più profonde, trovai nuove tracce di questo maledetto: una riproduzione treddì senza particolari sconvolgenti che attirassero l’attenzione, se non il fatto che si trattava di un MCD, un minimo comune denominatore, che in parole povere sta per pianeta sconosciuto che però era conosciuto a due diverse civiltà agli angoli opposti dell’universo conosciuto. Un pianeta conosciuto che a me risultava sconosciuto e questo era più che sufficiente per portarlo al primo posto della mia top ten di imprese da compiere e di misteri da svelare. Dovevo cercarlo, trovarlo e scardinarne i segreti. Dovevo regalarlo all’umanità, dovevo donarlo a me stesso.
Venni qui.
Cominciai a scavare.
Passò il tempo.
Cercai ovunque, ma non trovai mai neppure una porta da aprire, neanche la più piccola delle camere segrete. Non dico che mi aspettassi faraoniche piramidi, ma una mastaba, anche la più piccola e insignificante, quello sì. E mentre il tempo scorreva, la mia leggenda esigeva nuove scoperte per essere nutrita e mantenuta in vita. Inviai la mia squadra e rimasi solo sul pianeta, non sono mai stato uno che può arrendersi all’insuccesso e la domanda continuava ad attanagliarmi: cos’aveva di speciale questo pianeta così vuoto, senza una storia, senza segreti nascosti nell’ombra, senza il minimo segno di una storia che potesse essere catalogata e registrata? Dedicai me stesso e scommisi il mio futuro, dovevo trovare.
TROVARE.
E venni dimenticato.
Del resto è tutto una ruota che gira e se ti desincronizzi non è che si ferma per farti risalire a bordo. Lasciai crescere la barba e divenni il naufrago galattico per eccellenza.
Continuai a cercare, a cercare, a cercare.
E quando venne il momento e sentii che la mia storia era giunta al suo epilogo e ragionai sul fatto che sì, sarei stato immortale per il tempo che le mie gesta, perlomeno fino al capitolo precedente il mio arrivo su questo pianeta, sarebbero state tramandate a imperitura memoria… Ecco, in quel momento compresi.
E ora, anche se queste parole sono scritte nel vento, anche se il mio corpo è confuso nel tutto, anche se il mio ricordo è disperso ai più e presto anche a me stesso, ecco che comprendo prima di dissolvermi in nuova vita.



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Il Dottore
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#2 » martedì 19 giugno 2018, 0:40

Ciao, Maurizio.

Tutto ok con i parametri, buona Valery Esperian Edition!

PS Puoi modificare il racconto fino all’una, sempre rimanendo nei parametri. In caso di modifiche nell’intervallo compreso tra le 01.01 e le 01.33 verrà assegnato un malus tempo.
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

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Massimo Tivoli
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#3 » martedì 19 giugno 2018, 17:39

Il racconto prende il lettore sin dalle prime battute. Il finale mi è piaciuto parecchio. Ho gradito molto l’idea e il PdV originale. Il dare voce e vita a un rover spaziale(?) o robot esploratore(?) e quindi alla leggenda che aleggia intorno alla ricerca, alla scoperta di luoghi e civiltà sconosciute o che il tempo ha ormai cancellato. Se ho saputo decifrare il racconto, alla fine, quando ormai abbandonato e forse neanche più ricordato, il robot prende coscienza di sé e del suo triste ma glorioso, e forse immortale, destino. Molto bello!

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White Duke
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#4 » mercoledì 20 giugno 2018, 8:11

Questo racconto è il più difficile da giudicare nella mia (breve) carriera su MinutiContati....
L'inizio mi ha gasato a mille, non puoi saperlo ma io adoro la fantascienza e soprattutto questo genere di fantascienza. Ho trovato geniale l'idea di parlare di cose attuali come di un remoto passato archeologico. Poi però inizia la seconda parte e non ci ho capito più nulla. Parli di "disconnettersi" quindi mi sono detto "allora il protagonista è una macchina". Poi "lasciai crescere la barba", ah no quindi allora è un umano?
Il finale complica ulteriormente con frasi come "corpo confuso nel tutto", "dissolvermi in nuova vita". Forse hai voluto disegnare una allegoria che io per quanto mi sia sforzato non sono stato in grado di comprendere, e questo penalizza moltissimo il testo nella mia classifica.
Da quando sono su MC mi sono dato la regola di non leggere i commenti altrui prima di aver postato i miei per non rimanerne influenzato. Probabilmente quando leggerò gli altri commenti (o la tua risposta a questo mio commento) riuscirò a capirne il significato e mi mangerò le mani per non averlo compreso prima.
Portate dei fiori sulla tomba di Algernon

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Peter7413
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#5 » mercoledì 20 giugno 2018, 8:37

Visto che mi ha chiamato in ballo, rispondo a White.
Sono sinceramente sorpreso che il protagonista possa essere preso per una macchina, ma è vero che essendomi tenuto molto sul vago il racconto sia soggetto, com'è giusto che sia, a interpretazione, quindi non metto dito e osservo l'evolversi invitando però a non leggere i commenti precedenti e a farsi un'idea propria perché mai come in questo caso potrebbero rivelarsi fuorvianti. E se non arriva al lettore, pace, ma preferisco, lo ripeto IN QUESTO CASO, una lettura personale che una filtrata attraverso quella che è stata l'interpretazione di altri.

Ps: contentissimo che tu abbia apprezzato la mitologia legata a Indiana Jones, è un colpetto che speravo arrivasse :D

Pps: grazie a tutti per i commenti!

Ppps: un consiglio che posso dare, mancando più di una settimana, è di attendere a postare la classifica in modo da fare depositare i racconti e permettere il confronto. Ho notato che il nostro gruppo ha già ricevuto tre classifiche su sette e se questo è fantastico per chi, tutti, le attende, in certo modo rischia di eliminare la fase dello scambio reciproco. Sia chiaro, ognuno di noi fa come ritiene più giusto e magari si deve postare prima perché nei giorni successivi si hanno impegni.

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White Duke
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#6 » mercoledì 20 giugno 2018, 8:54

Peter7413 ha scritto:Visto che mi ha chiamato in ballo, rispondo a White.
Sono sinceramente sorpreso che il protagonista possa essere preso per una macchina, ma è vero che essendomi tenuto molto sul vago il racconto sia soggetto, com'è giusto che sia, a interpretazione, quindi non metto dito e osservo l'evolversi invitando però a non leggere i commenti precedenti e a farsi un'idea propria perché mai come in questo caso potrebbero rivelarsi fuorvianti. E se non arriva al lettore, pace, ma preferisco, lo ripeto IN QUESTO CASO, una lettura personale che una filtrata attraverso quella che è stata l'interpretazione di altri.


Ciao. Infatti io non ho letto il commento precedente (cioè l'ho letto dopo aver postato il mio) e la mia interpretazione è solo frutto della mia testa...però anche Massimo Tivoli ha avuto il mio stesso sospetto (ognuno indipendentemente dall'altro) sulla natura del protagonista...
Portate dei fiori sulla tomba di Algernon

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Peter7413
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#7 » mercoledì 20 giugno 2018, 8:57

Certo, White, però ho preso la palla al balzo per sottolineare la cosa :)

Definisco meglio la mia richiesta perché non voglio rischiare di offendere nessuno. Gradirei tantissimo commenti al netto dei commenti precedenti per avere un quadro più chiaro della situazione, proprio in rapporto al fatto che il racconto sembra presentarsi aperto a svariate interpretazioni che vorrei, a questo punto, non nascessero influenzate o venissero rinforzate da quelle di chi ha già commentato.

Insomma, il modo migliore per me di capire come intervenire sta proprio nel ricevere letture pure e non influenzate, più in questo caso che in altri.

Grassie a tutti!

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Massimo Tivoli
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#8 » mercoledì 20 giugno 2018, 9:39

Eccomi :-) Ovviamente, ho capito solo ora di aver interpretato il racconto in modo non aderente alle intenzioni dell’autore. Ci sono alcune cose che mi hanno portato a pensare a una macchina:

- catalogai nel mio database
- riproduzione treddì
- l’essere dimenticato solo sul pianeta, come fosse un oggetto
- la sensazione che il protagonista è vissuto un tempo molto lungo
- quel comprendere finale, mi ha fatto pensare alla comprensione di chi/cosa realmente fosse

Certo, sul dettaglio della barba ho sorvolato (mea culpa) tanto mi ero convinto ormai fosse una macchina, pensando che la cosa fosse sfuggita di mano (in un contest dove appunto si scrive in velocità e magari non si ha tempo di rivedere può pure succedere, ho pensato).

Detto questo, ci sono racconti più espliciti e racconti meno espliciti. Nel secondo caso, che tra l’altro io preferisco, è un po’ come un rebus: il lettore diventa parte attiva e ci deve mettere del suo. Questo significa pure che l’autore ammette che ci possano essere diverse interpretazioni che però non dovrebbero andare a inficiare le suggestioni/emozioni che il racconto vuole trasmettere. E, almeno per me, in questo caso è proprio così. L’aver scoperto di aver interpretato in modo differente dall’autore, o l’aver scoperto che il protagonista è un umano, non cambia le suggestioni profonde che il racconto mi ha dato. In fin dei conti, il mio giudizio rimane lo stesso.

Sulla questione di votare subito, da un lato, come già sottolineato, può essere legato a questioni pratiche di vita quotidiana e professionale, dall’altro, come nel mio caso, lo si potrebbe fare proprio per non venire influenzati da altri commenti. Tanto mi sembra che questo non prevenga la possibilità di discutere sui racconti.

In definitiva, data anche la natura del racconto (volutamente criptico, detto in senso buono) da lettore, mi sento di giudicare il racconto per quella che è la mia interpretazione, per le emozioni che il racconto ha saputo evocare in me, sebbene magari erronee dal punto di vista dell’autore.

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Peter7413
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#9 » mercoledì 20 giugno 2018, 11:54

Grazie Massimo, questo è proprio il tipo di confronto per cui amo i contest come Minuti Contati.

Concordo su praticamente ogni cosa che hai scritto e attendo con grande curiosità i prossimi commenti proprio per vedere come verrà interpretato il racconto :)

Stefano Pastor
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#10 » domenica 24 giugno 2018, 12:28

Non ho compreso, mi dispiace. E l’ho pure riletto tre volte. È troppo criptico, lascia il lettore a ragionare su quesiti filosofici, ma in realtà non spiega niente. O più probabilmente sono io che non ci sono arrivato. Due pianeti, ai lati opposti dell’universo, conoscono questo pianeta, in cui non c’è assolutamente niente che li colleghi. Il protagonista in quel pianeta si perde, cercando ciò che non esiste, fino a scomparire. Potrebbe essere proprio lui il collegamento. No, preferisco non fare supposizioni, potrebbe esserci una spiegazione del tutto diversa. Oppure nessuna spiegazione. Se è un rebus ammetto la sconfitta. A meno che per “universo conosciuto” tu non intenda la terra e i “pianeti” siano invece luoghi. Ma anche così il finale mi è incomprensibile. Basta, sto degenerando. Allora ho anch’io un dilemma: una storia che ti fa impazzire ha raggiunto il suo obiettivo? È bella o brutta?
PS: Anche l’attinenza col tema non mi è chiara. O forse è proprio lì il mistero?

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Peter7413
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#11 » lunedì 25 giugno 2018, 11:06

Cribbio, Stefano, mi spiace.
Vorrei definirlo e spiegarlo, ma attendo gli altri commenti per evitare di influenzarli.
Penso comunque che riaffronterò l'impresa ne IL CAMALEONTE, è un messaggio, quello di questo racconto, cui tengo molto.

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eleonora.rossetti
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#12 » lunedì 25 giugno 2018, 20:34

Ciao Maurizio, finalmente ci si vede ^^
Che dire, il tuo racconto è condotto magistralmente (un po' zoppicante tuttavia nella parte in cui ripeti "conosciuto-sconosciuto", magari una migliore punteggiatura avrebbe aiutato a dare un po' di respiro) fino alla fine. La tua camera segreta c'è e non c'è, ovvero, il tema è quantomeno rispettato (è l'obiettivo del protagonista) ma non la vediamo perché non esiste.
Ecco, sulla rivelazione finale avrei preferito leggerla anziché intuirla, anche perché sarò sincera, ci sono diverse interpretazioni alla morale della storia. Non so se sia voluto, o se tu invece avessi focalizzato una sola interpretazione, in tal caso sarei curiosa di conoscerla.
L'unico dubbio è un po' sulla motivazione del protagonista: trova menzione di questo pianeta anonimo su due pianeti distinti e quindi suppone già che nasconda qualcosa quando invece può essere più anonimo di un asteroide, e ci dedica tutta la vita... Forse ci fosse stato qualche indizio in più, anziché la semplice menzione, avrei colto di più il senso della sfida.
Alla prossima!
Uccidi scrivendo.

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roberto.masini
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#13 » mercoledì 27 giugno 2018, 23:28

Ciao Maurizio. Non ho pensato per un momento che il protagonista fosse una macchina semplicemente perché io sono barbuto! E' stato definito da alcuni un racconto criptico, addirittura filosofico. Sicuramente all'inizio c'è la situazione classica nei racconti di fantascienza dell'astronauta solo su un pianeta inospitale. Solitudine. Tanto di psicologico forse meno di filosofico. Forse il finale lo è nella misura in cui (e qui è il lector in fabula che parla), poiché non si trova niente e il suo corpo e confuso nell'universo, ci riporta al siciliano Gorgia che affermava che nulla esiste. Un bel racconto di fantascienza con finale aperto a varie spiegazioni!

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DandElion
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#14 » giovedì 28 giugno 2018, 19:39

Ciao caro,
All'inizio era palese per me che fosse un essere umano, anche un po pieno di sè: "ero già leggenda". Tipo quesgli uomini urticanti, autocelebrativi ai quali, senza un bicchiere di vino ad addolcirmi direi:
"Nino, vola basso che tra un minuto ci siamo scordati che sei".
Poi tutt'a una serie di fattori mi hanno fatto pensare- e ho sbirciato gli altri commenti scoprendo il sentimento comune- che invece fosse una macchina, più o meno gli stessi elementi sparsi che ha segnalato Massimo Tivoli. Ho mollato tutto e l'ho riletto pensando ad un macchina. Non mi tornava però il dettaglio delle varie missioni perchè i Finder generalmente si abbandonano sul pianeta di turno, oppure si semidistruggono con rocamboleschi tentativi di rientro. Ma allora forse è per questo che é leggenda, mi sono detta. Finché su "lasciai crescere la barba" ho mollato tutto di nuovo e ho riletto da capo visualizzando una persona. Ma come vive solo e abbandonato senza cibo un "naufrago spaziale"? Vale la pena sacrificare tutto cercando qualcosa che forse nemmeno c'è, abbandonando tutto il resto? Ha senso? Quanto tutto ciò è metafora della nostra vita? Invece di 10 giorni ogni volta che mi imabatto in un tuo racconto ho bisogno di sei mesi per sviscerarlo..!!
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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megagenius
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Re: Il pianeta - di Maurizio Bertino

Messaggio#15 » giovedì 28 giugno 2018, 23:02

Ciao Maurizio!
La fantascienza è il mio genere d'elezione, leggo e scrivo fantascienza da quando ero ragazzino, ecco perché ho letto questo racconto con forte curiosità.
Non so che pensare. Ci sono tutti gli elementi per affermare che è un ottimo racconto, ma allo stesso tempo l'impronta che gli hai dato può essere il suo fallimento.
Si parla di esplorazione, di un qualche tipo di entità che "è leggenda" perché ha compiuto delle mirabili gesta. Va bene, ma cosa? Forse non è importante ma io, come incallito lettore di FS e di buone storie in generale, vorrei che si focalizzassero meglio i contorni della figura che è il motore della trama. Okay, non sei costretto a spiegare proprio tutto, ma le informazioni sono vaghe e frammentarie e causano poca immedesimazione e poco coinvolgimento nella lettura.
Troppa carne al fuoco e poche pietanze complete offerte al fruitore del testo.
Ribadisco: il modo in cui è scritto questo racconto può essere la sua gloria ma, per come la vedo io, può rappresentare il suo fallimento. Secondo me, non sei riuscito a renderlo compiuto ed efficace.
Comunque in bocca al lupo!!

Emiliano.

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