Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Appuntamento per lunedì 18 giugno dalle 21 all'una!
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antico
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Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 19 giugno 2018, 1:55

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BENVENUTI ALLA ESPERIAN EDITION, LA QUARTA DELLA SESTA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 117° ALL TIME!

Questo è il gruppo AKHENATON della ESPERIAN EDITION con il collettivo VALERY ESPERIAN nelle vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo AKHENATON dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo TUTANKHAMON.

I racconti di questo gruppo verranno invece commentati e classificati dagli autori del gruppo CHEOPE.


Questo è un gruppo da SETTE racconti, pertanto saranno i primi TRE racconti ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati dal collettivo VALERY ESPERIAN. Altri racconti ritenuti meritevoli dal moderatore dell'Edizione, IL DOTTORE, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro già in possesso di punti RANK DELLA SESTA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che ancora non hanno punti rank d'Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo AKHENATON:

Lasciate sognare i bambini, di Linda De Santi, ore 00.32, 3327 caratteri
La stanza di Baudelaire, di Diego Martelli, ore 00.17, 3161 caratteri
Metodo innovativo per l’apprendimento della matematica, di Raffaele Marra, ore 00.19, 3206 caratteri
C’è un mostro, di Viviana Tenga, ore 23.28, 2928 caratteri
La topaia del signor Benjamin, di Emiliano Maramonte, ore 00.28, 3315 caratteri
Nessuna colpa, di Salvatore Stefanelli, ore 01.00, 2901 caratteri
La mia stanza segreta, di Giuseppe De Micheli, ore 23.50, 2739 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 28 GIUGNO per commentare i racconti del gruppo TUTANKHAMON. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 29 GIUGNO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i SETTE racconti del TUTANKHAMON e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete VENTUNO (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo TUTANKHAMON.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA ESPERIAN EDITION A TUTTI!



alexandra.fischer
Messaggi: 2009

Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » martedì 19 giugno 2018, 16:29

Buon pomeriggio, ecco i miei commenti e relativa classifica.

LASCIATE SOGNARE I BAMBINI di Linda De Santi Mi piace questa stanza segreta che rimanda al Mondo dell’Isola che Non c’è. Il protagonista, Piumino, è uno dei ragazzi sperduti di Peter Pan, e ha rinunciato alla fantasia per avere in cambio una sistemazione nel mondo adulto, ma non del tutto, di qui la stanza dei sogni che diventa anche la prigione di un’invecchiata Campanellino, colpevole di aver rinunciato a Peter Pan e tanto spenta che Piumino non la uccide neppure. Storia malinconica e amara sull’importanza di una stanza segreta nella quale coltivare i propri sogni.

ATTENZIONE:
a lavoro (si scrive al lavoro)
Non gli verrebbe (scriverei: non verrebbe loro)

LA STANZA DI BAUDELAIRE di Diego Martelli Trovo molto affascinante la storia di questa stanza segreta situata in una villa lontana dalla Francia, eppure rimasta intatta dopo oltre un secolo dalla morte del Poeta Maledetto completa di libri e poesie scritte da lui. L’atmosfera del tuo racconto è decadente e gotica al punto giusto e gli sarebbe piaciuta, come pure la sorpresa finale: all’orripilato acquirente della villa compare di fronte anche il poeta, in versione morto vivente. Mi è piaciuta anche la poesia sulla morte e la decomposizione.

METODO INNOVATIVO PER L’APPRENDIMENTO DELLA MATEMATICA di Raffaele Marra
Il metodo del professor Ruffin non è proprio alla portata di tutti: il suo vantaggio consiste nell’avere una camera segreta con tanto di cabina munita di pressa, nella quale chiude gli allievi assillati da problemi di apprendimento della matematica (e con il soffitto che si abbassa minacciando di schiacciarli, ovvio che riescano a imparare in tre ore ciò che non hanno assimilato in un quadrimestre!). Racconto di ironia molto caustica. Bello davvero.

C’E’ UN MOSTRO di Viviana Tenga Mi piace molto questa madre-maga dalle maniere grintose con i mostri piccoli e neri che le infestano la casa e fanno stare male sua figlia Laura (di fatto sono le manifestazioni fisiche dei dolori che le tormentano, a partire da quello della morte del capofamiglia…li trovo uno spunto davvero profondo). Mi è piaciuta anche la camera segreta nascosta dalla libreria girevole.

ATTENZIONE:
voi altri (si scrive: voialtri)
Non me ne frega un cazzo se a me state lasciando in pace (correggere: a me con mi)
A mala pena (si scrive: a malapena)




LA TOPAIA DEL SIGNOR BENJAMIN di Emiliano Maramonte La casa del signor Benjamin non è propriamente da rivista patinata, ma contiene una camera segreta dalle funzioni istruttive: ossia mostrare in via di avvertimento al curioso di turno uno scorcio del futuro che lo attende (e di certo c’entrano i poteri dello schivo e disordinato signor Benjamin). Mi piace anche la tecnica che hai scelto per il racconto…il lettore si immerge parecchio nel mondo che hai creato sentendo parlare i personaggi come se si trovasse con loro.


ATTENZIONE:
Porche (si scrive: Porsche)


NESSUNA COLPA di Salvatore Stefanelli Storia dall’inizio amaro, la morte della sorella del protagonista, uccisa per errore bambina (e quindi senza colpa) durante un regolamento di conti fra cosche. Il protagonista, diventato adulto, ha una figlia e diventa molto apprensivo con lei quando la piccola raggiunge l’età nella quale è morta la zia (si vede nella scena delle motociclette e in quella delle angurie, dove una visita nella via delle botteghe dei presepi assume un ritmo al cardiopalma). La sua camera segreta, nella quale non gioca più, è di sicuro la stanza che condivideva con la sorellina.

ATTENZIONE: casci (si scrive: caschi)



LA MIA STANZA SEGRETA di Giuseppe De Micheli La camera segreta del tuo racconto è mentale, mi ricorda molto la stanza di Goethe, intesa da lui anche come archivio mentale per riporre ciò che si apprende. Il paragone ispirazione-casa dalle molte stanze è molto affascinante, come anche il riferimento ai generi letterari che dovrebbero stimolarla (invece sono il punto di arrivo, mentre l’ispirazione è quello di partenza): realismo, SF, favola. Mi piace l’uovo mitologico come allegoria dell’ispirazione e anche il riferimento a Propp e alla “Morfologia della Fiaba”.


ATTENZIONE: trenatasei (si scrive: trentasei)



LA MIA CLASSIFICA (soffertissima, siete tutti ottimi scrittori) è:

LA STANZA DI BAUDELAIRE di Diego Martelli

METODO INNOVATIVO PER L’APPRENDIMENTO DELLA MATEMATICA di Raffaele Marra

NESSUNA COLPA di Salvatore Stefanelli

LASCIATE SOGNARE I BAMBINI di Linda De Santi

C’E’ UN MOSTRO di Viviana Tenga

LA MIA STANZA SEGRETA di Giuseppe De Micheli

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SalvatoreStefanelli
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Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » martedì 19 giugno 2018, 16:37

Alessandra, manca un titolo alla tua classifica.

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CaterinaDP
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Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » martedì 26 giugno 2018, 0:02

Ciao a tutti.

Sono alla mia prima partecipazione e mi sto divertendo molto.
Scusate se mi affretto a dare la classifica prima di aver dato tempo a tutti di rispondere ai commenti, ma non so se nelle prossime sere avrò tempo di inviarla.
Spero di aver fatto tutto bene.

1) La topaia del signor Benjamin
2) Nessuna colpa
3) Metodo innovativo per l’apprendimento della matematica
4) Lasciate sognare i bambini
5) C'è un mostro
6) La stanza di Baudelaire
7) La mia stanza segreta


La topaia del signor Benjamin di Emiliano Maramonte

Angosciante!La stanza segreta è il futuro del protagonista, che ha una esistenza priva di significato con una tragica fine.
Un pessimismo così alto mi dà un po’ fastidio quando leggo, ma è reso molto bene. E, anche se in genere preferisco lettura di altro genere, devo
oggettivamente mettere questo racconto al primo posto.

Nessuna colpa, di Salvatore Stefanelli

É decisamente chiaro il concetto che un trauma lascia il segno per tutta la vita. E questa angoscia è resa molto bene.
Chi legge riesce a vivere le emozioni, le paure e il sollievo con i tempi del protagonista della storia. Nulla è prevedibile in anticipo.
Complimenti.
Anche tu Salvatore ami le frasi bevi come me e sono adatte alla storia. Forse sono un po' troppe, e questo rischia addirittura di annoiare. Alternarle con frasi più articolate renderebbe la narrazione più armonica.

Metodo innovativo per l’apprendimento della matematica di Raffaele Marra

Quando un ragazzo si sente quella frase:”È solo una questione di giusta motivazione, inizialmente ci crede e spera di trovarla. Ma se non la trova, fa esattamente lo stesso sogno che Raffaele ci ha raccontato!
Bell’idea.
Hai chiuso il racconto con sarcasmo, escludendo ogni speranza di poter trovare quella giusta motivazione. È realistico, ma a volte i miracoli capitano.

Lasciate sognare i bambini di Linda De Santi

Mi piace molto come scrivi Linda.
Complimenti anche per l'idea di rinchiudere Wendy nella stanza segreta, dopo aver rovinato la vita a uno dei bambini perduti. Mi piace il rimorso di chi si accorge che per vivere ha sbagliato a pensare che fosse necessario uccidere la propria felicità. Il tema del male dell'uomo prigioniero della società di oggi però mi sembra un po' scontato.

C'è un mostro di Viviana Tenga

Ho trovato molto interessante la prima parte e avevo delle aspettative che però sono state smorzate dal finale. Ci voleva di più di una formula magica: metti in campo un problema esistenziale anche importante (come affrontare le paure) in un racconto che è allegorico sotto le mentite spoglie del fantastico, ma poi manca una risposta che chiuda l'allegoria.

La stanza di Baudelaire di Diego Martelli

Il racconto è scritto molto bene, con termini evocativi e molta atmosfera. Ma, e forse è colpa mia, non credo di aver colto per bene ciò che volevi trasmettere. Perché introdurre Baudelaire in un racconto horror che sembra parlare di vampiri? Mi sembra che metti insieme un tuo interesse specifico (quello per il poeta francese) in un racconto in cui poteva esserci un qualunque altro personaggio. O forse c'è qualche aspetto simbolico che non sono riuscita a cogliere


La mia stanza segreta, di Giuseppe De Micheli

Bel racconto, l’avventura della mente di uno scrittore, che viaggia per risolvere il suo problema fondamentale: come trovare l’idea che darà vita a un mondo.
Il viaggio dell’eroe scrittore.
Manca, però, quel piccolo sconvolgente evento che accompagni l’eroe scrittore, cioè te stesso, a cambiare l’ottica iniziale e ad avere quella illuminante scoperta che lo porti a risolvere il problema. Infatti il problema rimane senza soluzione.

Buona notte

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Paola B.
Messaggi: 70

Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » martedì 26 giugno 2018, 22:34

Buonasera a tutti, ci siamo, ecco i miei commenti:

C’È UN MOSTRO
Una storia semplice, lineare. I mostri visti come paure per grandi e piccoli. Difficoltà della vita con cui combattere giorno dopo giorno. I mostri hanno ragione quando dicono che prima o poi, aumentando, riusciranno a rompere le barriere della stanza segreta… che proprio segreta non è.
A parte il messaggio che i dolori, i dispiaceri vanno affrontati e non nascosti o imprigionati dentro di noi (che ho apprezzato molto), non ho trovato qualcosa che mi prendesse e mi trascinasse nella lettura. Piacevole.


LA TOPAIA DEL SIGNOR BENJAMIN

Mi piace molto la partenza: forte, vivace, colorata e anche il finale. A un certo punto ti sei distaccato dallo stile utilizzato per poi tornarci. È il momento in cui dai le spiegazioni, quando dici:” Quella stanza malefica mi sta mostrando chi sono davvero e infierisce…”. Ecco, secondo me a queste conclusioni ci deve arrivare chi legge. Un’altra cosa: per favorire la lettura vai a capo un po’ più spesso, così come è impostata la pagina appare un mattone di parole.
Comunque, mi è piaciuto: l’ho trovato molto frizzante.


NESSUNA COLPA

Tra la prima parte e la seconda non trovo nessuna differenza. Eppure, all’inizio chi parla è un bambino di cinque anni e dopo è un adulto. Le descrizioni, i termini che usa, l’attenzione ai particolari non sono da bimbo di cinque anni. Questa è la cosa che stona di più, da subito. Andava impostata diversamente la prima parte o sennò utilizzare parole più semplici… qualcosa che immedesimi il lettore in un bambino che racconta. Prova a rileggerlo e ti accorgerai di questa incongruenza.
Comunque ho molto apprezzato come hai descritto il dolore nell’ambiente.


LA MIA STANZA SEGRETA

Dividerei il tuo “racconto” in due parti. La prima mi ha molto rilassato: delle belle immagini, ipotesi divertenti. Ho apprezzato il camino, la legna che farà un bel fuoco e quindi una bella storia. Le matafore…
La seconda parte diventa poi una lezione di come si scrive e si deve strutturare una storia. Mi ha dato l’idea che tu non sapessi come andare avanti e trovare una conclusione a questo tuo particolare testo. Questa mi è piaciuta meno.


LASCIATE SOGNARE I BAMBINI

Bella scrittura, bella storia anzi direi più: proseguimento di una storia, per niente banale e anche attendibile. L’unica cosa che torna poco è quando scrivi: “Di fianco al nostro appartamento doveva essercene un altro… Tutto ciò che ne rimane è una piccola stanza…”. Andava trovata una spiegazione e probabilmente nel gestire l’insieme della storia ti è sfuggita. Nel senso che: come ha fatto un appartamento a diventare una piccola stanza? Quali pregressi ha avuto? Queste sono sottigliezze, lo so, e non inficia sul tuo bel lavoro.
Brava, complimenti. Ottima penna e già l’avevo notato in altri tuoi racconti precedenti.


LA STANZA DI BAUDELAIRE

Mi è piaciuta questa storia l’ho trovata molto originale. Non ho disdegnato la cura e la ricerca letteraria per rendere più realistico il tutto. Ci sono alcuni passaggi dove andrebbe rivista la punteggiatura. C’è quel “muffite” che stona molto ;) meglio ammuffite. Per il resto la trovo una buona prova; bellissimi i versi di Emilio Praga che danno un respiro gotico/chic al racconto.


METODO INNOVATIVO PER L’APPRENDIMEDNTO DELLA MATEMATICA

La Montessori avrebbe da ridire, però… L’ho trovato divertente e ironico, ma ho i miei dubbi su l’attendibilità… E, di questi tempi, i ragazzi non stanno zitti e tanto meno i genitori.
A parte questo è un’idea carina, spassosa anche se non mi convince molto: non è proprio una camera segreta, tu la chiami cabina, ma forse il termine più giusto è box e da come il protagonista ne descrive i passaggi: trasparente. Ricapitolando: nell’insieme non è male, ma mi ha convinto poco…




1 - LASCIATE SOGNARE I BAMBINI
2- LA STANZA DI BAUDELAIRE
3 - METODO INNOVATIVO PER L’APPRENDIMEDNTO DELLA MATEMATICA
4 - LA TOPAIA DEL SIGNOR BENJAMIN
5 - NESSUNA COLPA
6 - C’È UN MOSTRO
7 - LA MIA STANZA SEGRETA

Fabio84
Messaggi: 170

Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » mercoledì 27 giugno 2018, 16:48

COMMENTI

Lasciate sognare i bambini di Linda de Santi

Un racconto dolce e malinconico allo stesso tempo.
Nel primo pezzo si vede quasi sorridere il protagonista per via dei ricordi, tanto quanto si sente il suo disagio nella seconda parte, alle prese con una realtà su cui è stato imbrogliato.
Anche se Wendy rimane viva non c’è un lieto fine ne per lui nè per lei.
Stile molto adatto alla storia narrata!

La stanza di Baudelaire di Diego Martelli

Un horror con poeta. Purtroppo conosco molto poco Baudelaire, la sua storia e le opere, quindi penso di perdermi qualche chicca che magari uno piu esperto è in grado di cogliere.
Mi piace molto il crescendo finale contrapposto a un inizio pacato. Forse si poteva tralasciare la parte della compravendita iniziale. Molto azzeccato la scelta della poesia e i termini evocativi che utilizzi.
Ben fatta

Metodo innovativo per l’apprendimento della matematica di Raffaele Marra

Proporrò a un paio di amici che insegnano e fanno ripetizioni se vogliono aggiungere questo metodo al loro programma di insegnamento! Chissà se tutti sarebbero così bravi come il ragazzo della tua storia.
Scherzi a parte sono dell’idea che ogni persona ha un suo modo d’imparare che digerisce di più rispetto ad altri.
Il racconto è molto ben orchestrato con uno stile è un ritmo piacevole.
Ben fatta

C’è un mostro di Viviana Tenga

È una bella storia familiare di magia dove una ragazzina sta per fare i suoi primi passi a difendersi dai mostri. Reali, fantastici o mentali che siano.
Mi domando se ci sia una seconda chiave di lettura (solo una?), perché ho questa sensazione che non riesco a togliermi di dosso.
In ogni caso mi pare di capire che a riguardo la mamma riesca a darle una mano e a insegnare come difendersi per il futuro. Per fortuna!
Dal punto di vista stilistico impeccabile, il racconto scorre molto sciolto!

La topaia del signor Benjamin di Emiliano Maramonte

Tecnica di scrittura molto coinvolgente che tiene il lettore inchiodato a ogni parte e dettaglio della storia.
Non ricordo al momento di averla vista da altre parti anche se mi viene in mente qualche frazione e strofa di canzoni in cui c’era uno stile simile.
È un horror che direi più di tipo psicologico, nel senso che frantuma proprio la psiche del protagonista. Mi sono domandato cosa avrei visto io al posto del protagonista.
Bel lavoro!

Nessuna colpa di Salvatore Stefanelli

Bel racconto.
Mi piace il ritmo e la progressione delle scene, dal dramma iniziale visto in maniera esterna a quando si interiorizza nel protagonista.
Si passa dal dramma a, per fortuna, un bel lieto fine. Il protagonista si porta dentro di se la sua esperienza da piccolo e fatica ancora a lasciarla andare del tutto.
Seppur di per se molto bella l’immagine delle parche, non la trovavo molto adatta alla prima parte.
Per il resto tutto benone!

La mia stanza segreta di Giuseppe De Micheli

Racconto interessante che va alle origini e alle motivazioni di un’idea e di un racconto.
Dal punto di vista stilistico molto solido e posato, in tema con la storia e il concetto che si vuole narrare.
Mi sarebbe piaciuto un lieto fine in cui si riusciva a trovare la storia da raccontare o almeno il suo abbozzo.

CLASSIFICA
Tutte storie molto belle e ben gestite.
In questo caso metto al primo posto il racconto che più di tutti mi ha colpito per tipo di stile.

1)La topaia del signor Benjamin, di Emiliano Maramonte
2)Lasciate sognare i bambini, di Linda de Santi
3)Nessuna colpa, di Salvatore Stefanelli
4)Metodo innovativo per l’apprendimento della matematica, di Raffaele Marra
5)C’è un mostro, di Viviana Tenga
6)La stanza di Baudelaire, di Diego Martelli
7)La mia stanza segreta, di Giuseppe De Micheli

Daniel Travis
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Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » mercoledì 27 giugno 2018, 23:00

Un tema che, mi è sembrato di vedere, forse proprio per la sua apparente semplicità.
Ecco la mia classifica.

1. La topaia del signor Benjamin di Emiliano Maramonte
2. La stanza di Baudelaire di Diego Martelli
3. Lasciate sognare i bambini di Linda de Santi
4. Metodo innovativo per l'apprendimento della matematica di Raffaele Marra
5. Nessuna colpa di Salvatore Stefanelli
6. C'è un mostro di Viviana Tenga
7. LA MIA STANZA SEGRETA di Giuseppe de Micheli

Ed ecco i commenti.
1. La topaia del signor Benjamin di Emiliano Maramonte
Bell'idea, vista in ottimi prodotti d'intrattenimento in varie salse. Mi piace molto che il protagonista mi coinvolga direttamente, e il racconto nella sua semplicità funziona.
Il difetto più notevole è il lessico, che si abbandona a salti e ritorni che impediscono di inquadrare una personalità precisa per il protagonista, tanto meno coerente con la sua persona e la situazione per come le presenti.
Per il resto, bella prova.

2. La stanza di Baudelaire di Diego Martelli
Buona l'idea della stanza segreta di Baudelaire, sia in sé che riguardo il tema.
Mi convince un po' meno il Baudelaire mediatore.
Oltretutto, avrei preferito che mostrasse un tratto della personalità che, a posteriori, lo connettesse in qualunque maniera al poeta. Altrimenti, la "sorpresa" è gratuita (se non per l'aspetto mortifero, che però connette solo alla morte, non al Baudelaire che tu stesso poni come centro del titolo e del racconto) e quindi meno soddisfacente.
Buono l'aspetto raggrinzito del mostro, originale rispetto ai cadaveri semoventi e senzienti più aitanti che si vedono più facilmente in giro.
Nel complesso, il tono è un po' altalenante e rende lo svolgimento meno maturo rispetto al suo potenziale.

3. Lasciate sognare i bambini di Linda de Santi
Un grande classico rivisitare Peter Pan o estenderlo, dalla strizzata d'occhio del Peter Punk di Dylan Dog al Pan di Francesco Dimitri, passando per Hook.
Ha funzionato? Sì e no.
Sì nel grigiore imperante, nella stanca, passiva punizione finale di Wendy (e del narratore); no, nel senso che in così pochi caratteri il tono finisce per non caricarsi abbastanza dal punto di vista emotivo. Fossi in te lo riscriverei lungo il doppio, sfruttando lo spazio per generare un pezzo più carico e crudo.

4. Metodo innovativo per l'apprendimento della matematica di Raffaele Marra
Un divertissement potenzialmente buono che però si perde nell'assoluta inverosimiglianza. In certi racconti, scrivere surreale è positivo o persino necessario; non qui.
Il fascino del genere sta nel "potrebbe capitare ovunque", che rende il pezzo stuzzicante e/o ansiogeno.
Qui mi ritrovo un "metodo" che funzionerebbe nella metà dei casi a essere generosi (stress = prestazione alta non è un'equivalenza valida per tutti, tutt'altro, e in condizioni di vita o di morte ci sono un sacco di studenti che finirebbero per restarci secchi tra reazioni psicofisiche, sconforto e simili), con alunni che, in assenza di un contesto istituzionale e di una cornice di omertà motivata, stanno zitti perché sì dopo un'esperienza che non solo è estremamente traumatica, ma è anche epica e imposta da genitori ignoranti (non responsabilità dei ragazzi). Tutto questo dopo essere entrati nella cabina senza tentare di scappare.
Tutto ciò per guadagnare la paga che si fa dalle lezioni private? Levando le spese di manutenzione della cabina, il protagonista va in perdita sereno con tutte le probabilità... Ipotizzerei che lo faccia per passione malsana, se non avesse l'atteggiamento opposto (un'interazione attiva tra il prof e lo studente avrebbe potuto salvare il tutto).
Mi riesce difficile arrivare alla fine credendo che questo sia più di una fantasia di un professore stressato, di quelle che si smontano mentre le fai, e il paradosso sta proprio lì: come fantasia da burnout funziona che è una meraviglia. Con la giusta conclusione in cui usciamo dal sogno a occhi aperti e torniamo alla schiacciante realtà, sarebbe stato tra i miei preferiti.

5. Nessuna colpa di Salvatore Stefanelli
Il tuo racconto sembra partire da una buona ispirazione, ma ho l'impressione che si perda inseguendo toni distinti, dallo spezzato quasi incoerente delle prime battute alla coppia di "equivocI" finali infilati con un ritmo quasi comico. Non sono riuscito a connettermi emotivamente alla storia. Non aiuta la prima persona di un narratore innamorato della spiegazione: un po' più show e un po' meno tell avrebbero fatto miracoli per il pezzo.

6. C'è un mostro di Viviana Tenga
Vedo due linee di commentatori per questo racconto: una che lo legge in senso letterale, e una che cerca una chiave allegorica. In entrambi i casi mancano guizzi al testo: non c'è alcuna rivelazione interessante riguardo ai mostri, né il fatto che i mostri esistano davvero è un colpo di scena; la trama non lascia spazio ad alcun conflitto, e il tono non affonda in profondità emotive che portino il lettore con sé.
Si tratta di un buon incipit, ma manca di sugo.

7. LA MIA STANZA SEGRETA di Giuseppe de Micheli
Il viaggio nel proprio io, quando è più letterale che allegorico (che non vuol dire che non apprezzi i simboli), mi appassiona sempre molto.
Mi fa storcere un po' il naso la processione verso l'ispirazione che procede in quello che s'implica sia un crescendo dell'immaginazione dal realistico alla fantascienza al fantastico, il che semplifica in maniera, credo, enormemente impropria il rapporto tra fantasia e verosimiglianza: How I Met Your Mother scoppia d'immaginazione nei suoi primi passi, mentre Sanctuary è scritto usando tutto tranne la capacità di sognare, per dire.
Il Crocicchio è un punto tra le cose. Qui si incontrano Dei e Diavoli e si stringono patti. Qui, dopo aver trapassato i vampiri e averli inchiodati a terra, decapitati, bruciati, si gettano al vento le loro ceneri.
Il Crocicchio è un luogo di possibilità.

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Andrea Partiti
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Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » mercoledì 27 giugno 2018, 23:37

Commenti in ordine canonico e classifica in fondo!

Lasciate sognare i bambini, di Linda De Santi
► Mostra testo

La stanza di Baudelaire, di Diego Martelli
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Metodo innovativo per l’apprendimento della matematica, di Raffaele Marra
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1. La stanza di Baudelaire, di Diego Martelli
2. C’è un mostro, di Viviana Tenga
3. La topaia del signor Benjamin, di Emiliano Maramonte
4. Lasciate sognare i bambini, di Linda De Santi
5. Nessuna colpa, di Salvatore Stefanelli
6. Metodo innovativo per l’apprendimento della matematica, di Raffaele Marra
7. La mia stanza segreta, di Giuseppe De Micheli

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Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » giovedì 28 giugno 2018, 13:35

Eccomi!

1) La topaia del signor Benjamin, di Emiliano Maramonte
Racconto molto particolare, di sicuro ben condotto nonostante la difficoltà elevata implicita nella tua scelta narrativa. Mi ha infastidito un pelo solo quando affronti il tema della sua vita vuota e priva di stimoli, però ci sta, considerato che il narratore è il protagonista stesso. Mi è piaciuto, ma non mi ha esaltato, di sicuro lo metto nella schiera dei racconti riusciti. Perché non mi ha esaltato? Perché penso tu lo possa rendere assai più graffiante e sporco di quanto non sia nella forma attuale, forse troppo pulita e ordinata nel suo svolgersi.
2) Metodo innovativo per l'apprendimento della matematica, di Raffaele Marra
Parto da una considerazione che ho visto che altri non hanno fatto, ma che, personalmente, mi ha rallentato parecchio: ho trovato il primo paragrafo troppo lento e anche un pelo confuso nella sua presentazione. Poi, una volta partito, prosegue tutto liscio e senza ulteriori tentennamenti. Per il resto, a ben vedere, avresti potuto lavorare di più sul rapporto con gli studenti a partire dalla questione: perché arrivano già con gli occhi bassi? Se i loro compagni avessero spifferato, il suo metodo difficilmente sarebbe rimasto segreto. In effetti, qualche spiffero nel tessuto narrativo c'é, ma la resa finale è comunque valida e di piacevole lettura.
3) Nessuna colpa, di Salvatore Stefanelli
Anche per me il problema sta nella prima parte. So che il narratore è ormai adulto, ma leggendolo ho pensato "Ehi, ma sono troppo articolati per essere i pensieri di un bimbo!". Sbagliavo perché non era il bimbo a raccontare, ma l'adulto, però credo sia significativo del fatto che la combinazione tra le due parti necessiti, a mio parere, di una revisione perché non sembrano ben oliate. Molto bene la seconda. E le terrei entrambe perché l'assenza della'intro potrebbe ridurre l'incidenza emotiva sul lettore dell'arrivo degli uomini con il casco nero. In ultimo, credo sarebbe buona cosa lavorare ancora un po' sul messaggio positivo che traspare per renderlo più efficace. In ogni caso, bel lavoro.
4) Lasciate sognare i bambini, di Linda De Santi
Sai che questa volta sono piuttosto incerto? Non tanto per lo stile, sempre sicuro e piacevole, quanto per ciò che hai deciso di raccontare. Il fatto è che i racconti con Peter Pan o Campanellino o tutti i bimbi sperduti che sono tornati alla realtà e che ci si scontrano ormai sono da me considerati alla stregua di quelli in cui un Dio bimbo crea un bellissimo gioco chiamato Terra... Insomma scontati. Per renderli appetibili serve allora variare sul tema, renderli spettacolari con qualche idea che va a ribaltare il banco, però qui mi sei sembrata rimanere sul classico. Per concludere: lettura sì piacevole, ma non la tua solita brillantezza (ma questo è solo il mio parere, sia chiaro).
5) La stanza di Baudelaire, di Diego Martelli
Interessante la tua scelta per questa edizione. Premetto che la resa finale non mi sembra essere uscita "col buco", ma gli spunti sono tanti e in una versione più allargata ne potrebbere uscire un piccolo gioiellino horror, al patto di:
- giocare maggiormente sul modo utilizzato da Baudelaire per attirare le sue nuove vittime
- dare un senso più compiuto al perché lui debba nutrirsene proprio in quella stanza
- trovare dei versi di Baudelaire e non di Praga e questo perché il racconto tutto dovrebbe essere un omaggio dal meccanismo perfetto al poeta maledetto.
Insomma, c'è da lavorare, ma secondo me ne vale la pena.
6) C'è un mostro, di Viviana Tenga
Uno spaccato di vita quotidiana in cui fai passare per normale amministrazione, anche se non lo è per la bambina, la presenza di mostri nella casa. Non fornisci informazioni sul contesto se non che il padre è stato ucciso presumibilmente da quelle creature e che la madre ha stretto una forma di patto che per loro, peró, non include la figlia. Sai che c'é? Mi sembra più un estratto o un esercizio su qualcosa di più allargato su cui stai lavorando. Di sicuro fai benissimo a testarlo, ma nell'ottica del racconto compiuto, pur avendolo apprezzato, devo valutarne la resa rispetto. Agli. Altri e questo potrebbe penalizzarlo un pelo.
7) La mia stanza segreta, di Giuseppe De Micheli
Bell'esperimento, un esercizio sicuramente interessante anche se nel finale sembra scoppiare in una bolla di sapone e la chiusa "al prossimo contest" mi sembra scelta sbagliata. Verò è che la lettura procede man mano in modo sempre più lento e proprio questo suo rallentare fa pensare a una chiusa più incisiva che porta alla delusione nel momento in cui la si scopre mancante. Direi che è proprio il caso di dire: "Ti aspetto al prossimo contest!"

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megagenius
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Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » giovedì 28 giugno 2018, 16:17

Segnalo la mancanza del mio racconto nella classifica finale di Alexandra Fischer.
Buona Esperian Edition a tutti!

Emiliano.

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jimjams
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Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#11 » giovedì 28 giugno 2018, 23:42

C'è abbondanza di racconti buoni qui. Probabilmente finirà che rimarrà fuori un bel racconto.

1) La stanza di Baudelaire, di Diego Martelli
2) Metodo innovativo per l’apprendimento della matematica, di Raffaele Marra
3) Lasciate sognare i bambini, di Linda De Santi
4) C’è un mostro, di Viviana Tenga
5) La topaia del signor Benjamin, di Emiliano Maramonte
6) Nessuna colpa, di Salvatore Stefanelli
7) La mia stanza segreta, di Giuseppe De Micheli

1) La stanza di Baudelaire, di Diego Martelli
"Non serve scrivere che la cravatta è troppo stretta, dici già che rischia di strangolarlo (oh qui i caratteri risparmiati sono oro).
Passiamo alla storia. Bella l'idea e bella la struttura. Ovviamente ci aspettiamo tutti la sorpresa, e la sorpresa arriva puntuale. E insomma mi sorprende abbastanza nonostante sia chiamata. Buona, molto buona la tensione del tutto e resi molto bene i sentimenti del ricercatore. Qualche cosina da sistemare, ma insomma è già una bella prova."

2) Metodo innovativo per l’apprendimento della matematica, di Raffaele Marra
Temo che nella realtà (o forse anche nella storia, nella parte che non si vede della storia), nella casa del professore ci sia una stanza segreta dove tiene dei cubetti di vetro con dentro i cadaveri compressi di quelli che, davvero, non riescono a superare il blocco matematico/didattico. Storia molto originale, ben raccontata, come sempre. Insomma bravo :-) (Allargala e dopo il primo finale che c'è già, dai retta, aggiungi quello con la stanzetta piena di cubetti... Unico appunto, tecnicamente doveva essere una stanza, non una cabina :-)

3) Lasciate sognare i bambini, di Linda De Santi
Nelle prime righe avrei eliminato un paio di mia/miei. Un racconto che di fatto non inventa molto, riprende una storia ben nota e, inserita una coda al finale, la mostra da un punto di vista particolare. Si fa leggere piacevolmente, senza provocare scossoni o sorprese. Buono lo stile. Riesce a tenere in piedi l'attenzione e provoca un minimo di tensione, che si attenua nel finale amaro.

4) C’è un mostro, di Viviana Tenga
Racconto quasi perfetto. Dico quasi perché non mi piace la sfumatura finale. Parlo di sfumatura perché dopo un crescendo di tensione presente in tutto il racconto, alla fine la sdrammatizzazione è credo eccessiva. Avrei preferito una chiusura più drammatica, con la mamma che coinvolge la bambina nella difesa, più o meno lo stesso finale, ma con una nota di urgenza e stanchezza della mamma (sei ancora piccola per questo ma devi darmi una mano, qualcosa del genere).

5) La topaia del signor Benjamin, di Emiliano Maramonte
Non sono un appassionato del flusso di coscienza, però riconosco che ha dei meriti. Qui tecnicamente va bene, è ben realizzato e si adatta alla situazione. Noto solo una lievissima dissonanza tra la trivialità del linguaggio (cazzata, pallosissimo, ci hanno preso per il culo, cazzo, fottutissimo) e l'uso di termini più ricercati, ma potrebbe essere considerata una caratteristica del personaggio. Alla fine mi convince più la parte tecnica che la trama in sé. Tema centrato.

6) Nessuna colpa, di Salvatore Stefanelli
"""Sono giorni che questa guerra non finisce"" non mi piace, meglio ""va avanti"", ""continua"" etc.
Ci sono cose da sistemare qui e lì in questo racconto, ma è una maledizione del poco tempo a disposizione. C'è una storia completa, c'è una buona struttura, e mi piace lo sforzo di voler affrontare un tema di questo tipo piuttosto che scegliere la strada più facile del divertimento, del gioco a sorpresa. Ci hai inserito anche un po' di tensione e hai ceduto nel finale al lieto fine. C'è ottimismo, c'è speranza. Mi piace."

7) La mia stanza segreta, di Giuseppe De Micheli
Non sono un amante della metanarrativa (a dire il vero non amo quasi nessun "meta"). Qui ti fai un giro tra i crucci dello scrittore al lavoro. Sarebbe anche un bel giro, volendo, ma ti stai rivolgendo a una platea di scrittori o presunti tali e... be' quel giro lo conosciamo bene e non ci è nuovo. Per renderlo interessante avresti dovuto come minimo dargli un taglio spiritoso, brillante, magari con richiami alla realtà di minuti contati. Insomma in questo girone il tuo non èuno dei racconti che mi hanno impressionato.

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antico
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Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#12 » venerdì 29 giugno 2018, 0:23

Alexandra Fischer è stata da me personalmente avvisata oltre che taggata nel gruppo già un paio di giorni prima della chiusura. Purtroppo non avrà avuto modo di leggere e devo procedere penalizzandola. Non avendo mai previsto l'eventualità di tutti i commenti postati con classifica monca direi di procedere nel seguente modo:
- la classifica di Alexandra verrà ovviamente invalidata (se non correggerà entro l'una), ma lei non verrà squalificata, ma solo penalizzata (il lavoro di commento l'ha fatto per tutti)
- penalizzazione pari al numero di autori presenti nel suo gruppo (quindi, nel caso specifico, di 8 punti).

Provvederò a riportare questo aggiornamento anche in tutte le prossime edizioni.

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Il Dottore
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Re: Gruppo AKHENATON: Lista racconti e classifiche

Messaggio#13 » lunedì 2 luglio 2018, 22:40

Ciao, a tutti, Eretici.

Eccomi qui con la mia classifica. Per distinguermi dall'Antico, anziché il suo antiquato pollice, userò il concetto di racconto promosso (se a pieni voti, è equivalente a un pollice su), rimandato a settembre e bocciato (in verità non ho bocciato nessuno, perché nessun racconto lo ha meritato).
Trovate qui la mia classifica e, sotto, i miei commenti.

1) La topaia del signor Benjamin
2) Metodo innovativo per l'apprendimento della matematica
3) Lasciate sognare i bambini
4) Nessuna colpa
5) C'è un mostro
6) La mia stanza segreta
7) La stanza di Baudelaire

La topaia del signor Benjamin, di Emiliano Maramonte

Bel racconto che si distingue soprattutto per il particolare approccio alla narrazione: il protagonista parla con un amico che fa solo da sponda per i suoi pensieri (senza mai attivamente nella storia), dando la sensazione al lettore di essere sul luogo insieme a lui. Ne viene fuori una sorta di ibrido fra narrazione in prima persona e la seconda, che prende i vantaggi di quest’ultima senza risultare altrettanto stucchevole. Insomma promosso a pieni voti.
Per fare il pignolo ti faccio notare due passaggi che sembrano spezzare la magia di questo approccio stilistico: “All’improvviso lo spazio angusto sembra espandersi, pulsando come un organismo vivente” e a frase finale “Fuggo disperato”. Sembrano troppo “formali” e costruite a posteriori e non danno quella sensazione di “presa diretta” del resto del racconto.

Metodo innovativo per l'apprendimento della matematica, di Raffaele Marra

Il racconto estremizza un po’ l’idea che i ragazzi di oggi sono troppo coccolati e per questo non abbiamp voglia di studiare, trasformando in concetto di “stress” da metafora a realtà fisica. Idea pungente e divertente e ben scritta. Racconto promosso.

Lasciate sognare i bambini, di Linda De Santi

Il racconto è scritto bene, come sempre. Sembra dare ragione a Peter Pan e alla sua scelta di non crescere mai, ma il protagonista è uno psicopatico disadattato. Sarà davvero colpa di Wendy oppure il suo è l’effetto più nefasto di una sindrome di Peter Pan irrisolta?
Aggiungo una cosa: forse il mio è un gusto personale. Non amo eccessivamente i racconti che hanno la necessità di appoggiarsi a un immaginario esterno (anche se in un paio per MC è capitato anche a me di scriverli anche), perché non sono apprezzabili autonomamente (per quanto Peter Pan faccia parte ormai a buon diritto dell’immaginario comune). Ma questo è giudizio più personale. Oggettivamente il racconto è buono e quindi promosso senz’altro.

Nessuna colpa, di Salvatore Stefanelli

C’è chi dice che gli scrittori scrivano sempre la stessa storia: in effetti in diversi tuoi racconti recenti ho ritrovato questo tema ricorrente del rapporto padre figlia segnato dalla perdita (in questo caso temuta, in altri vendicata). Il racconto trasmette bene l’idea della vita vissuta nella paura, dello stato continuo di perdita vissuta in quanto attesa (una traslazione del concetto che chi non ha paura di morire, muore una volta solo, applicato però alla morte altrui). Il primo periodo però mi è sembrato troppo aulico, considerando che sono i pensieri di un bambino di cinque anni: secondo me questo aspetto è da rivedere. In ogni caso una buona prova. Racconto promosso.

C'è un mostro - di Viviana Tenga

Spunto classico, quello del mostro nella stanza del bambino, in questo caso giocato sul fatto nessuno dubita della loro presenza, ma sono certamente esistenti. Forse questa mancanza di ambiguità rivelata quasi subito, appiattisce un po’ il racconto togliendogli interesse. Insomma pure essendo scritto bene, manca un elemento forte che lo caratterizzi e aggiunga al testo un motivo di coinvolgimento (butto qualche idea lì: il mostro che rischia di sopraffare la madre, il dubbio che la madre stia facendo solo finta per tranquillizzare la figlia o magari il padre che cerca di fuggire dalla stanza segreta ma viene ricacciato dentro).
Insomma, promosso ma con un sei. Conoscendoti, puoi fare molto di più

La mia stanza segreta, di Giuseppe De Micheli

“Racconto” (lo metto fra virgolette perché, come dici tu stesso nel testo, non è una storia, perché ne mancano tutti gli elementi), fuori dei canoni, più un esercizio di consapevolezza sulla scrittura, un po’ freddo e razionale, per quanto interessante. Sarebbe bastato un elemento forte per dare più potenza alla metafora e quindi dare compiutezza al componimento. Ti faccio qualche esempio per spiegare quel che intendo: immagina che avessi rotto quell’uovo e, invece che una delle lezioni classiche della scrittura creativa, avessi trovato un elemento dissonante, per esempio un drago immenso pronto a mangiarti (metafora della potenza dell’ispirazione che prende il sopravvento sulla razionalità) oppure un mondo in miniatura pieno dei personaggi delle storie che hai scritto o scriverai che vivono la loro vita indipendentemente dalla tua volontà. I miei sono esempi banali, ma ciò che mi sarebbe piaciuto, sarebbe stato un elemento spiazzante e personale, rappresentativo del tuo rapporto con la scrittura. Il testo ne avrebbe guadagnato molto.
Racconto rimandato a settembre (si dovrà ripresentare alla commissione con un finale più convincente :)

La stanza di Baudelaire, di Diego Martelli

Racconto horror poetico, in cui una sorta di vampiro (che poi sembra essere lo stesso Baudelaire) usa una leggenda su una stanza nascosta del poeta per adescare le sue vittime. Dal dettaglio della cravatta stessa è molto chiaro ed è evidente che l’agente immobiliare è il mostro che lo attende nel buio. Quello che non mi è chiaro è perché l’essere/Baudelaire abbia bisogno di portare le vittime nella stanza, invece di limitarsi a ucciderle quando vanno a visitare la villa.
Insomma, dal mio punto di vista, pur essendo scritto con un bello stile curato e non banale, l racconto necessita di qualche revisione. Per questo lo rimando a settembre.

A rileggerci,
Il Dottore
Sono pronto a vivisezionare i vostri racconti... soffriranno, ma sarà per il vostro bene!

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