Girone Elia Banelli

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Le fasi di gioco sono quattro:
1) Il primo luglio sveleremo il tema deciso da Giovanni Lucchese. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum.
2) Gli autori si leggeranno e classificheranno i racconti che gli saranno assegnati.
3) Gli SPONSOR leggeranno e commenteranno i racconti semifinalisti (i migliori X di ogni girone) e sceglieranno i finalisti.
4) Giovanni Lucchese assegnerà la vittoria.
Avatar utente
Spartaco
Messaggi: 838

Girone Elia Banelli

Messaggio#1 » mercoledì 1 agosto 2018, 0:34

Immagine
Questo è il gruppo Elia Banelli de LA SFIDA A QUESTO SANGUE NON È MIO con Giovanni Lucchese come giudice.

Gli autori del gruppo Elia Banelli dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo Begoña Feijoó Fariña.

I racconti di questo gruppo verranno commentati dagli autori del gruppo Elia Banelli.

I 2 migliori racconti di questo raggruppamento accederanno alle semifinali e saranno valutati da Elia Banelli che deciderà quale dovrà finire al vaglio di Giovanni Lucchese.

Visto il periodo dell'anno, nei prossimi giorni vi farò sapere se al girone verrà assegnato un lettore esterno che stilerà una classifica che si sommerà a quelle degli altri.

I gruppi sono stati formati seguendo l'ora di consegna.

E ora vediamo i racconti ammessi:

EVERYBODY NEEDS A SAM di Nicola Digirolamo, 16727 caratteri, consegnato il 14/07 alle 10:26.
Surfin' Bird di Fabio Gimignani, 19849 caratteri, consegnato il 31/07 alle 13:47.
Una sera e... di Giuseppe patti, 4015 caratteri, consegnato il 31/07 alle 21:49.

Avete tempo fino alle 23.59 di domenica 12 agosto per commentare i racconti del gruppo Begoña Feijoó Fariña.
Chi non postasse anche solo un commento verrà squalificato.
Chi non postasse la classifica verrà squalificato
Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che saremo fiscali e non accetteremo classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradiamo essere avvertiti, sapete come trovare i moderatori. Vi ricordiamo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo.

I racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a SPARTACO.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo Begoña Feijoó Fariña.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA SFIDA!



Avatar utente
Wladimiro Borchi
Messaggi: 258

Re: Girone Elia Banelli

Messaggio#2 » mercoledì 1 agosto 2018, 9:04

Purtroppo da domani sarò in luogo in cui la rete arretra...
Stante quanto sopra, per non restare fregato, per sicurezza, vi commento e classifico subito.
Poi se riesco a connettermi, meglio...

EVERYBODY NEEDS A SAM
Il racconto fila abbastanza liscio e si fonda su un'idea molto carina, ma ho trovato la prosa un po' ingenua.
In primo luogo vi sono almeno un paio di "didascalie" assolutamente evitabili. La peggiore è quella che chiude il racconto: "Sam non c'era più, nel tentativo di salvare Tom aveva sacrificato se stesso".
Non dobbiamo pensare che il lettore sia un ritardato. La paura di non essere capiti c'è e scava nella nostra anima, impedendoci di essere perfettamente lucidi, mentre scriviamo, ma dobbiamo soggiogarla se volgiamo scrivere dei lavori buoni. Non importa spiegare quello che può essere reso evidente da una scena. Ricordiamo sempre: "Show don't tell". Facciamo vedere, non spieghiamo.
Altra didascalia, questa davvero inutile (anche perché nel racconto il tutto era ormai assolutamente chiaro) si trova poco prima del finale: "Lui era caduto in una spirale autodistruttiva". Cavolo! Abbiamo appreso che Tom ha perso la donna che amava e che si trova in una vasca con i polsi recisi. C'è davvero bisogno di sottolineare che è il frutto di una "spirale autodistruttiva"?
All'inizio, peraltro, veniamo sommersi dalla fiera delle frasi fatte: "panorama mozzafiato", "gambe lunghe e sinuose", "seno generoso". Il lettore vuol leggere qualcosa che è scritto solo per lui, qualcosa di nuovo e meraviglioso, creato per il suo diletto e sollazzo. Prova a trovare delle tue locuzioni originali, inventati roba mai sentita! Fallo, anche se sembra stupido o complicato. Serve a trovare la tua voce.
Se posso permettermi di darti un consiglio: "Non avere paura! Buttati in locuzioni avventurose! Non spiegare troppo, lascia a noi lettori il sacrosanto diritto di capire dove vuoi andare a parare. Dopo ci sentiremo più intelligenti e appagati.".
In ogni caso un buon racconto, ma che per decollare necessita di un po' di maquillage!



SURFIN' BIRD
La prosa di Fabio è ridondante e carica di particolari che, per la maggior parte dei lettori, potrebbero apparire evitabili. Il racconto non ci nega niente, dal modello al funzionamento delle armi utilizzate. Il problema è che è una prosa che adoro così com'è.
Seppur debba ammettere che, a una lettura critica, il perdersi nei predetti particolari e nell'eccesso di informazioni possa apparire distraente e rallentare il ritmo del racconto, non toglierei una virgola. Fabio è uno dei miei autori preferiti e quello di cui ho letto quasi tutto, per cui è assai complicato per me dare un giudizio scevro da condizionamenti.
Nel complesso il racconto si fonda su un'idea ottima, ben sviluppata e in cui tutti i bonus prendono il loro posto alla perfezione.
La narrazione, al solito, è cinematografica, avvincente e ben congegnata e la conclusione sorprendente.
Davvero un buon lavoro.




UNA SERA E...
Racconto carino, senza troppe pretese, scritto molto bene, in cui però appare ben poco se non l'aver messo in fila il tema con i bonus. Seppur abbia apprezzato molto la prosa asciutta e lo stile sicuramente più maturo e curato di altri del girone, l'idea di fondo è davvero troppo più debole delle altre.
Questo almeno a parere del sottoscritto.


CLASSIFICA
1) SURFIN' BIRD
2) EVERYBODY NEEDS A SAM
3) UNA SERA E...
IMBUTO!!!

Avatar utente
Milena
Messaggi: 40

Re: Girone Elia Banelli

Messaggio#3 » mercoledì 1 agosto 2018, 18:16

Ciao a tutti! Ecco i miei commenti "a caldo", ho letto oggi tutti i racconti e ho subito scritto i commenti, in modo da non farmi influenzare né dal passare del tempo né dagli altri commentatori ;-)

La classifica è questa:

1. Surfin'Bird
2. Everybody needs a Sam
3. Una sera e...


Surfin'Bird di Fabio Gimignani

Ciao Fabio, piacere di incrociarti qui. Piccola premessa: quando hai nominato Surfin'Bird sono andata a cercare la canzone e ho letto tutto il resto del racconto con quella nelle orecchie (tra l'altro, non ero a conoscenza della versione dei Ramones; non si finisce mai di imparare!). Questo mi ha permesso di "entrare" ancora di più nel tuo racconto, che già da solo mi aveva comunque catturato. Parto dai dettagli da migliorare, che sono poi delle quisquilie: mi sei sembrato in alcuni punti un po' tirchio con le virgole, mentre ho notato qua e là un po' di "d" eufoniche che, se non richieste, inceppano un po' la lettura. Come vedi, sono sciocchezze.
Per il resto mi devo complimentare con te; mi è piaciuto praticamente tutto: lo stile, la storia, il finale. Hai una scrittura molto "visiva" ed evocativa. Per esempio quando racconti di come il primo ragazzo viene ucciso e sfrutti la maglietta e i volti dei Ramones per descrivere la scena in maniera originale; mi sembrava di esserci e di vedere con i miei occhi quel truce spettacolo.
Insomma, bravo davvero, è stato un piacere leggerti. Alla prossima!

Bonus:
- sposa: rispettato (anche se un po' di striscio)
- pezzo di vetro: rispettato pienamente!


Everybody needs a Sam di Nicola Digirolamo

Ciao Nicola, piacere di incrociarti qui. Allora, del tuo racconto mi sono piaciute molte cose, quasi tutto, direi... tranne la cosa fondamentale: il finale! Accidenti, con quell'unica, ultima riga si è sciupato un po' tutto... dare una spiegazione come questa è un po' come spiegare il finale di una barzelletta a qualcuno che ne sta già ridendo perché già l'aveva capito... non so se rendo l'idea. Ci sono altri punti, qua e là, in cui il "tell" si fa un po' gradasso e prevarica lo "show" (anche se questo del finale è il peggiore), per esempio quando Sam ripensa alla litigata e alla rottura fra l'amico e la moglie: sarebbe meglio vederla, questa litigata, assistere alla caduta di Tom nella spirale autodistruttiva che nomini; tutto questo non toglie che ci siano dei momenti davvero interessanti e ben scritti nel racconto; ad esempio la dichiarazione sulle cascate o l'utilizzo della citazione dal buon vecchio Samwise Gamgee come estremo saluto del povero iBF.
Insomma, un'idea intrigante come base per una storia che, con una sistematina, può diventare davvero bella. Alla prossima!

Bonus:
- sposa: rispettato pienamente
- pezzo di vetro: rispettato pienamente


Una sera e... di Giuseppe Patti

Ciao Giuseppe, piacere di incrociarti qui. Nel mio commento parto subito da quello che, a mio avviso, è il punto di forza del tuo racconto: lo stile. Sarà che io sono una fanatica dei dialoghi (io stessa ne uso sempre parecchi), ma leggere il tuo racconto è stato come accendere il televisore e vedere la scena di un film. Nessun problema di sovrabbondanza di "tell", qui, tutt'altro, il racconto è uno "show" continuo, cosa per cui meriti i miei complimenti.
Questo però mi porta al punto debole (almeno secondo il mio giudizio), vale a dire la storia. Per tornare al paragone di poco fa, con il tuo racconto io vedo per l'appunto solo uno spezzone di film, già iniziato e che a un certo punto viene interrotto dalla pubblicità. Per intendersi, la storia si percepisce ed è chiara, ma non cattura, scivola via senza lasciare nulla o poco più. Un immenso peccato vista la tua bravura. La scena della donna, per esempio, così com'è, messa lì quasi di sfuggita, a mio parere è abbastanza superflua; sembra quasi creata appositamente solo per poterci "infilare" il pezzo di vetro ;-) Anche i personaggi sono poco approfonditi, non arriviamo a conoscerli abbastanza da provare empatia (forse un po' per il protagonista, ma gli altri sono silhouette senza volto nè spessore).
Insomma, per farla breve. Un racconto che ha una buona idea di base e scritto con uno stile secondo me molto buono, ma che andrebbe rivisto e "rimpolpato" un po'. Alla prossima!

Bonus:
- sposa: rispettato
- pezzo di vetro: rispettato
Ultima modifica di Milena il sabato 4 agosto 2018, 13:03, modificato 1 volta in totale.

Avatar utente
Spartaco
Messaggi: 838

Re: Girone Elia Banelli

Messaggio#4 » giovedì 2 agosto 2018, 15:40

Ricordatevi di segnare se nei racconti sono presenti i bonus.

Avatar utente
roberto.masini
Messaggi: 333

Re: Girone Elia Banelli

Messaggio#5 » mercoledì 8 agosto 2018, 0:22

Questa è la mia classifica:
1) Surfin'Bird di Fabio Gimignani
2) Everybody needs a Sam di Nicola Digirolamo
3) Una sera e... di Giuseppe Patti

Surfin'Bird

Ciao, Fabio.
Se volessi essere pedante direi che il tema era UNA VOCE NELLA TESTA e non UNA MUSICA e che c'è qualche refuso nella punteggiatura. Comunque, leggendo anch'io ho pensato a un'ottima prova di hard boiled (copio Eugene!). Qualche descrizione di troppo ma, del resto, non tutti i lettori sono trafficanti d'armi. Non mi ha invece sorpreso il finale che mi aspettavo così come l'hai scritto. Tutto ciò però non scalfisce lo stile e il plot che mi sono piaciuti.
La scelta della musica con un testo assurdo com'è assurda la guerra( Full Metal Jacket) e com'è assurda la vita ( il tuo racconto) mi ha favorevolmente colpito.
OK per entrambi i bonus.

Everybody needs a Sam


Ciao Nicola.
Cominciamo con i refusi che solitamente trovano i lettori(quando scrivo io li scopro raramente).
Parole come parlarsi e parlare sulla stessa riga.
Quando arrivarono a Tokio VIRGOLA
...la maggior parte di loro VUOLE (secondo me è meglio anche se è concessa la concordanza con il complemento di specificazione!)
Un punto esclamativo dopo Scrivile"
Un punto dopo... un altro po' di tempo.
Concordo con quanto detto dagli altri lettori.Nonostante ci siano molti dialoghi, molto è raccontato e non mostrato. Io non sono sempre d'accordo con l'assioma SHOW DON'T TELL ma in questo caso l'aspetto esplicativo nuoce al risultato. Il finale è veramente pleonastico.
Detto questo grande è l'idea dell'iBF e non della solita voce nella testa degli schizofrenici.Efficaci sono le pennellate paesaggistiche e il dolore atroce dei riferimenti matematici come il teorema di Fermat.
I bonus ci sono entrambi. Un labor limae renderebbe il racconto veramente originale e gradevole. Ma questo è un consiglio che in realtà può essere applicato a tutti i racconti delle sfide. Quindi, tutto sommato, complimenti!

Una sera e...

Ciao, Giuseppe
Sei riuscito dove io molte volte fallisco e cioè a mostrare ( a me piace invece raccontare e così non do spazio al lettore).
Ma se si mostra troppo, il lector in fabula può dare mille interpretazioni e mille sono troppe.
La storia non mi ha acchiappato. Certo la brevità non aiuta: bisogna essere geni per fare un capolavoro in poche righe.
Quindi allargando la trama e approfondendo la psicologia e il carattere del protagonista forse il risultato diventerebbe eccellente.
Bonus presenti ma un po' appiccicati.

Avatar utente
Eugene Fitzherbert
Messaggi: 443

Re: Girone Elia Banelli

Messaggio#6 » mercoledì 8 agosto 2018, 16:58

Procedo alla mia personale classifica, dopo aver fatto questa bella scorpacciata di storie. Grazie agli autori, ovviamente, sono sempre contento quando leggo qualcosa di interessante.

1. Surfing Bird
2. Everybody Needs a Sam
3. Una sera e...

Una sera e...
Ciao, Giuseppe!
Ti confesso che la scrittura 'cinematografica', con tanti dialoghi, verbi al presente, etc etc, non mi fa impazzire, ma la leggo volentieri, perché è sempre intrigante. Mi impone di "essere" I personaggi, non solo leggerli.
E questo forse è il passo più difficile, quando si scrive in questa maniera.

Nel tuo caso, la repentinità delle azioni e gli eccessivi sottintesi da estrapolare dal contesto rendono tutto troppo fumoso. Una cosa importante che manca all'interno della tua storia è la motivazione del protagonista, cosa lo spinge a comportarsi così? Ok, é l'amore, si evince, appunto, dal contesto, ma non emerge davvero.
Sicuramente l'idea c'è, forse spendere altri caratteri per scavare a fondo nella psiche del personaggio principale avrebbe giovato.

Tecnicamente, non rilevo nulla di grossolano, sai usare le parole e si vede. Continua così e non lasciare perdere questa storia, ne hai appena scalfito la superficie!

Surfin' Bird
Ciao, Fabio,
complimenti per la storia. Davvero.
È un bel racconto hard boiled, che ha dentro gli echi dissonanti di Altieri. Mi è piaciuta la disgregazione psicologica del poliziotto, con la deriva musicale, anche se sembra arrivare davvero out of the blu. D'altronde, non è così che si perde il senno?
Non so perché ma a leggere Surfin' Bird, ho prima pensato a Peter Griffin (puntata oltremodo mitica), ma poi è riemersa la ben più nota scena di Full Metal Jacket (versione dei Trashmen) e tutto si è rimesso in carreggiata: una colonna sonora a dir poco travolgente.
Non condivido lo stesso entusiasmo di Wladimiro per lo stile un po' troppo descrittivo, ma d'altronde, non mi hai annoiato quindi, nonostante tutto, il parolame si è tenuto sotto il livello di guardia. Per quel che riguarda la parte tecnica, ogni tanto manca qualche virgola, ma niente di che.
Ti rinnovo i complimenti!

Everybody needs a Sam
Ciao, Nicola,
ho apprezzato il tuo racconto, che per certi versi mi ha richiamato alla memoria quel bellissimo film di qualche anno fa, HER. Sono solo reminiscenze, ovviamente, punti di contatto puramente concettuali, laddove le svolte narrative nella tua storia prendono tutta un'altra direzione. Mi è piaciuto il largo respiro 'geografico' con i due protagonisti che si spostano in continuazione per il globo, beati loro!, a cominciare dal Giappone che io adoro e che ho pure visitato. Spero per te che tu abbia visto di persona questi luoghi e comunque, la loro descrizione non sembra affatto fittizia! Bravo.
Purtroppo, esattamente come hanno già fatto altri prima di me, devo sottolineare l'aspetto didascalico della narrazione, che rende tutto un po' troppo paludoso, con un senso di overload costante. Nel complesso, con qualche limatura e un finale più incisivo, meno 'spiegato', il racconto può solo migliorare!

Ti rinnovo i complimenti, per l'idea e la messa in scena!
I bonus li ho trovati tutti e due.

Torna a “La Sfida a Questo sangue non è mio”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite