L'ultima ragazza - Diego Martelli

Appuntamento per lunedì 16 luglio dalle ore 21 all'una per una Special di Minuti Contati! Moderatrice e organizzatrice dell'edizione: Eleonora Rossetti, la vincitrice dell'unica altra edizione simile nella storia di Minuti Contati!
Partenza alle ore 21.00 con la prima parte del tema. Alle ore 22.30 arriverà la seconda parte e alle 00.00 la terza e ultima. Gli autori che vorranno cimentarsi nella prova dovranno dare dimostrazione di flessibilità nel modificare e adattare in corsa il proprio racconto oltre che di grande controllo nel riuscire a gestirlo e a farlo rientrare nel numero di caratteri che verrà a sua volta aggiornato a ogni step!
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diego.martelli
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L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#1 » martedì 17 luglio 2018, 0:59

Riprese i sensi e subentrò immediatamente il panico. Scalciò, ma le caviglie si mossero insieme, legate da una corda. Urlò, ma il suono della sua voce venne attutito dallo straccio che aveva in bocca. Aprì gli occhi e alla luce di una flebile luce al neon scoprì uno scantinato ampio e dimesso, senza finestre... e persone, ragazzi e ragazze, come lei intenti a contorcersi, tutti prigionieri.

Il locale. Il ragazzo, quello bruno. No, il suo amico. Le ultime ore le tornavano come un flash mentre cercava freneticamente di mettersi diritta, di portare le mani legate alla bocca, per rimuovere il bavaglio. Al terzo tentativo ci riuscì. "...AIUTO! AIUTO! Cazzo, cazzo... AIUTO! CHIAMATE QUALCUNO! Chiamate... qualcuno..." disse, gridando e gemendo, mentre lunghe lacrime di paura le solcavano le guance. Tremava, ora, mentre con i denti si liberava le mani, quindi i piedi. Si tirò su. Si avventò verso la persona più vicina e scostò il bavaglio che impediva al ragazzo di parlare. "Dio! Grazie. Grazie, grazie, grazie..." ripetè quello fra le lacrime. "Ero al Blue Star, alla festa delle matricole..."

Blue Star. Gli shottini al bar. O la birra al tavolo? Aveva freddo, e si sentiva male, ma si costrinse ad andare avanti. Bende, corde, bavagli. Doveva aiutarli... non poteva scappare! Dopo qualche momento di febbrile lavoro, tutti erano liberi. Erano in dieci. Alcuni piangevano, altri si guardavano intorno controllando febbrilmente i cellulari o usandoli come torcia. Si avvicinò al ragazzo che aveva liberato per primo. Anche lui tremava, e stava armeggiando con il cellulare. "Mi chiamo Gwendaline."

"M-Mark. Mi chiamo Mark. Non c'è campo. Dove cazzo siamo?"

Scosse la testa: non lo sapeva. Un attimo dopo, alcune ragazze gridarono, indicando una porta metallica arrugginita illuminata dalla torcia di un cellulare. BENVENUTI AL MIO GIOCO, c'era scritto su di essa, con irregolari lettere rosse.
Mark scoppiò a ridere. "E' come nei film!" disse, sollevato. "E' tutto uno scherzo. Come negli slahser movie: la casa isolata, il pazzo assassino, il nero che muore per primo..." ("...Ehi!" protestò una formosa cheerleader di colore, dal fondo della stanza) "...chi fa sesso muore, tutti si dividono e il maniaco li uccide uno a uno... cose così. Dai! Ci prendono per il culo!" Con passo esitante si avvicinò alla porta e l'aprì, mal illuminato dai cellulari. Ci fu uno scatto, uno spruzzo di sangue, e Mark iniziò a urlare. Si reggeva il moncherino della mano proprio davanti a una sorta di grossa, incrostata lama metallica che aveva mancato la sua testa di pochi centimetri. Mentre si accasciava urlando, altre nove persone gli fecero eco e presero a correre, a urtarsi, a cercare febbrilmente un'altra uscita.

"NON DIVIDIAMOCI! SUCCEDE SEMPRE CHE CI SI DIVIDE, E..." gridò la cheerleader, ma nessuno le diede retta. Gwen corse verso unaltra porta, girò la maniglia, e si ricordò del fato di Mark: gridò e saltò indietro terrorizzata, urlando ancora e urtando qualcuno dietro di lei. Nulla accadde: la porta si aprì. Singhiozzando vi si infilò, correndo fuori dalla stanza praticamente alla cieca. Il lungo corridoio era illuminato solo da una luce d'emergenza lampeggiante, e terminava in una nuova porta. Non trovava la maniglia. Battè contro di essa, con i pugni, con i calci. Niente!

Arrivarono di corsa altri ragazzi dietro di lei, un biondo e un moro, e una alta ragazza con le lentiggini dall'aria terrorizzata. La fecero sobbalzare... ma non quanto l'altissimo, agonizzante grido che si sentì risuonare al piano di sopra, seguito da una risata satanica. "Non è uno scherzo... è... è un pazzo, un un pazzo vero! Vieni!" le disse il moro, prendendola per mano e conducendola nella direzione opposta. Corse, corse, corse: gridò, pianse, pregò. Sentì un movimento dietro di sé, udì il biondo gorgogliare e il moro urlarle "CORRI, CORRI!" Non si voltò indietro. Altre grida. Alcuni schianti. Scale che salivano. Corridoi! Un colpo d'arma da fuoco. Un'altra risata! Stavano girando in tondo? Quanto era grosso questo fottuto edificio!?

Il moro sparì nel nulla con un suono sordo, come se fosse stato afferrato, buttato a terra e trascinato via. Anche la ragazza cadde a terra, proprio davanti al portone d'ingresso del piano terra. Gridava! Non c'era luce, ma Gwen poteva quasi vedere l'angolo sbagliato del piede di lei. Voleva aiutarla, ma aveva troppa paura. Paura... di rimanere lì. Che... che qualcosa uscisse dal buio, per colpirla, per mutilarla. "Non mi lasciare... non mi lasciare!" piagnucolava quella, ma Gwen non riuscì a costringersi a soccorrerla. Aveva orrore di lasciarla lì, ma la porta era un richiamo troppo seducente. Doveva solo... uscire. Solo uscire. Doveva smettere di tremare, spingere la porta e uscire, e sarebbe andata...via. Via da lì. Sarebbe andata a casa...

Spinse la porta e vide Mark. Era in piedi in un cortile, fuori dalla porta, illuminato da un falò. Aveva entrambe le mani. C'erano anche il biondo e la cheerleader. C'erano tutti. Le sorridevano. Alcuni battevano le mani. Gwen, senza sapere bene perché, ridacchiò. "E' uno scherzo? Era tutto uno scherzo?" balbettò, con il sollievo che combatteva contro il sospetto. Avrebbe voluto sembrare più sicura, ma tremava troppo, e una caviglia le faceva male. "Va bene. Forte! Haha! Adesso andiamo via?"

Mark scosse la testa. "Gwendaline! Devi essere orgogliosa! Sei stata bravissima: sei stata proprio l'ultima ragazza. Non ci viene mai così bene: di solito, voi puttanelle uscite prima che noi muoriamo tutti..." Fischi, risate, altri applausi. Uno dei ragazzi si tolse da dosso uno spuntone metallico che in teoria l'aveva trapassato. Una ragazza strappò con un gesto teatrale una finta ferita di lattice che le attraversava sanguinolenta il collo. Al suo fianco, distante qualche passo, arrivò la ragazza con le lentiggini, lunghi lacrimoni sul volto. Camminava benissimo e cercava il suo sguardo, desolata. "Ho dovuto farlo. Mi dispiace... mi dispiace così tanto..."

"E' un vero peccato non poterti lasciare andare." riprese Mark, avvicinandosi a Gwen. "Non lo sai che le ragazze cattive, quelle che assumono droghe e che fanno sesso, negli slasher movie muoiono sempre?"

Gwen si aggrappò a quella residua speranza: gridò "...NO! Io... io non..."

Mark sogghignò: alzò le mani, come a chiedere un applauso dagli altri. Lo ottenne.

"No, Gwen, lo so che non l'hai fatto stasera. Non ancora."

La ragazza con le lentiggini la colpì alla nuca con il calcio di una pistola.



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antico
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#2 » martedì 17 luglio 2018, 1:12

Ciao Diego! Tutto ok con i parametri, buona edizione!

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megagenius
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#3 » mercoledì 18 luglio 2018, 17:03

Ciao Diego!

Allora: mi è venuta in mente almeno una decina di titoli di film horror e slasher movie che direttamente o indirettamente hai citato, ed è evidente l'intento di omaggiarli o quantomeno di "sbeffeggiarli".
Dopo un faticoso avvio alla Saw - L'enigmista, la storia decolla ed è scritta benissimo, con una parte centrale che gioca sui luoghi comuni del thriller e dell'horror, sulla tensione e sulla suspense, soprattutto alla maniera di Venerdì 13, o Scream.
Nonostante il tentativo di parodiare il genere, però la storia sa troppo (e dico troppo) di già visto, già sentito. Addirittura già vent'anni fa ci pensò un gigante dell'horror moderno (Wes Craven) a "irridere" se stesso con il terzo capitolo di Scream dove esaminava le regole delle trilogie horror e si divertiva a parodiarle nel suo stesso film!!
Qui, nel tuo racconto, il tentativo è gradevole, ma la storia a tratti tende alla parodia, a tratti si prende troppo sul serio, e questa via di mezzo la sminuisce, la declassifica.
E a nulla vale il colpo di scena finale, interessante ma abbastanza prevedibile, a dare un'impronta forte alla storia.
Dicevo, un faticoso inizio.
Ti segnalo alcuni inconvenienti:
- "Riprese i sensi e subentrò immediatamente il panico". Brutto incipit. Potevi esordire così: Riprese i sensi e precipitò nel panico. "Subentrò" è un termine più da relazione tecnica e l'avverbio "immediatamente" messo lì, indispettisce il lettore.
- Terzo paragrafo: ripetizione di "febbrile, febbrilmente".
Su altri refusi sorvolo e li considero con forti attenuanti perché il contest era difficile e con parametri severi.
Complessivamente non so se il racconto possa raggiungere la sufficienza.

Comunque, in bocca al lupo!!

Emiliano.

Giuseppe Patti
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#4 » sabato 21 luglio 2018, 10:10

Ciao!
Non so davvero come commentarlo, visionarlo: testo parodia o abbastanza serio? Troppi gli sbalzi tra il prendersi sul serio e il parodiare sul genere stesso. Ammetto che non conosco il genere horror, o gli slasher movie su cui andrò a informarmi un po', però ho trovato il racconto e tutta la trama leggermente noiosa, come un qualcosa di già visto e non poche volte.

viviana.tenga
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#5 » sabato 21 luglio 2018, 19:54

Ciao Diego,
Ammetto di conoscere troppo poco il genere horror/slasher movie per apprezzare a pieno il tuo racconto. Probabilmente è anche per questo, ma ho trovato la narrazione un po' piatta, non sono riuscita a sentire più di tanto la tensione perché il finale era prevedibile e ho trovato un po' debole l'aspetto della parodia (ma, ripeto, forse perché non conosco abbastanza il genere e non ho colto tutto quello che c'era da cogliere).
Sulle specifiche ci siamo, forse si potrebbe sindacare giusto sul fatto che nessuno viene "costretto" a dire bugie (nemmeno in senso lato).
Nel complesso, l'esecuzione non è male, ma ho trovato l'idea alla base un po' debole.

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jimjams
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#6 » sabato 21 luglio 2018, 23:31

Faccio un po' fatica a valutare il tuo racconto, leggendo il mio capirai perché :-) Detto questo, come al solito affronto i tre aspetti, la tecnica della scrittura, la storia e l'attinenza al tema. Lo stile di scrittura mi piace, si fa leggere, c'è qualche imprecisione, ma sulla mia pelle so quanto è stato complesso tirare fuori un racconto decente questa volta. La storia somiglia un po' alla mia, e credo ci fosse da parte tua l'intenzione di canzonare un po' il genere, infatti tutta la prima parte mi ha divertito con il repertorio di splatterume. L'unica cosa che non mi ha convinto è il finale. OK, ci sta che fosse tutta una montatura, mi può anche piacere il doppio schiaffo (era tutto uno scherzo, siamo salvi... oddio sono fottuta). Però avrei preferito... mi sarebbe sembrato più giusto, un finale tra il surreale e il comico, un'esagerazione, un'iperbole... Intendiamoci, così va bene, ma se volevi essere cattivo lo sei stato poco e se volevi divertire sei stato troppo cattivo :-)

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Andrea Partiti
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#7 » martedì 24 luglio 2018, 12:39

Inizialmente ho apprezzato il tema "siamo dentro a un cliché horror in maniera consapevole". Non è nuovo, ma ci si può giocare molto. Purtroppo il non prendere posizione in maniera netta tra l'autoconsapevolezza completa di tutti i personaggi e l'horror vero non ha funzionato bene. Resta sulla linea tra il serio e il faceto, ci guida nella fuga e alla fine da lettore so che potrebbe andare tanto verso lo scherzo quanto verso una fine cruenta per la protagonista, ma a quel punto non mi importa più davvero, per tutta l'ambiguità che c'è stata.
Per chiarezza, mi piace molto come scrivi, e il racconto ha dei ritmi impeccabili. I flashback sono calati perfettamente per rallentare la scena nello scantinato e tecnicamente non ho nulla da criticare. Però nonostante questo il racconto non mi convince, gli manca ancora qualcosa.

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DandElion
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#8 » mercoledì 25 luglio 2018, 20:56

Sceneggiatura possibile per un american horror movie di serie b. Tutto molto molto molto scontato.. Inizia il filone de "non so chi sono non mi ricordo" che è diventato un tormentone di questa edizione.. Non lo so, ho trovato tutto eccessivamente banale, anche il fatto che fosse una messa in scena, non so.. insomma un sequel mal riuscito dell'Enigmista.. andrà meglio la prossima volta.
#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
#LicenzaPoeticaGrammatica
Adoro le critiche, ma -ve prego!- che siano costruttive!!

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Peter7413
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#9 » giovedì 26 luglio 2018, 15:40

Non si capisce il perché del tutto e forse è proprio qui il problema. Che sia un cliché, poco importa, tutti scriviamo qualcosa di già scritto, ma la differenza sta nel come, nella strategia che decidiamo di seguire. Qui manca l'approfondimento del contesto, cosa che potevi inserire durante la fuga della ragazza seminando qua e là elementi che potessero aiutare il lettore a dipingersi un quadro generale che desse una personalità al tutto. Invece ti sei "adagiato" sul primo livello, quello dell'azione nuda e cruda lungo un corridoio dritto dritto che sul finale non stende. Un esercizio di scrittura in qui dimostra una volta di più la tua grande abilità, ma si sente la mancanza di un quid che lo porti a essere qualcosa di imprescindibile.

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Gennibo
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#10 » giovedì 26 luglio 2018, 22:09

Mi è piaciuto molto il ritmo, e se anche è roba già stata scritta, cosa che io non ho notato perché non leggo di horror, direi che funziona. Non posso dire che mi sia piaciuto, ma perché non amo il genere. Trovo sia scritto molto bene.

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Linda De Santi
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#11 » giovedì 26 luglio 2018, 23:00

Ciao Diego!
L’ambientazione horror è un escamotage efficace per mettere insieme persone sconosciute in un posto sconosciuto. Nel tuo racconto c’è anche la parodia di tutta una serie di luoghi comuni del genere che ho molto apprezzato (mi ha ricordato un film che mi ha divertito un sacco, “Cabin in the wood”, che dà forma concreta a questo tipo di umorismo :)).
Il racconto mi piace, ma più per lo stile e il ritmo che per la storia in sé.
La vicenda, nonostante la parodia dei cliché, è comunque abbastanza tipica e il ribaltamento finale non mi ha sorpreso.
Ho l’impressione che ci sia anche un problema con il punto di vista: all’inizio è quello di Gwendaline, mentre nei paragrafi successivi si sposta verso un narratore onnisciente che sembra quasi seguire dall’alto gli spostamenti dei personaggi.
Nel complesso, un buon racconto che però non mi ha convinto del tutto. Alla prossima!

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lordmax
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Re: L'ultima ragazza - Diego Martelli

Messaggio#12 » venerdì 27 luglio 2018, 0:07

Idea che mi piace molto, doppia inversione o forse nessuna. La trama è semplice, scontata e banale esattamente come deve essere la trama di uno slasher movie e tanto più lo è maggiore è la sua originalità. Ho visto tantissimi riferimenti al genere che solo contarli sarebbe impossibile e ho visto nicchiare più di una volta al gdr di cui siamo entrambi appassionati.
In sè la storia è godibilissima. La struttura e l'esecuzione zoppicano un po' di più, soprattutto all'inizio è difficile nell'uso di termini troppo pesanti per il tipo di racconto. I temi sono invece il punto debole del racconto, il primo punto è mancato, la protagonista non conosce gli altri e il luogo ma gli altri conoscono bene lei e molto bene il luogo. Il secondo punto va a interpretazione, la convenzione che viene violata è l'omicidio? la norme morali? E le conseguenze sono solo per la protagonista? Il terzo punto è invece azzeccato, la bugia della protagonista, che si intuisce all'inizio e si definisce al termine e la bugia della situazione.
In sostanza il racconto è degno di una revisione e una estensione, sono certo che con più caratteri a disposizione potrebbe diventare un vero gioiellino.

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