L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Ultima Special Estiva di Minuti Contati. Appuntamento per lunedì 20 agosto dalle 22.00 alle 00.00 con la moderatrice Eleonora Rossetti che svelerà il tema. I racconti non dovranno superare i 1500 caratteri!
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Massimo Tivoli
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L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#1 » martedì 21 agosto 2018, 0:00

L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Mia corre, inciampa, cade ginocchioni. Ma la corsa del cuore non si arresta.
Affonda le mani in un miscuglio di terra e carbone. Ogni fumata forma un pulviscolo cancerogeno che sembra assumere la forma di un artiglio.
Sente gli occhi svuotarsi di lacrime, ma nessuna goccia s’infrange sul terreno. Vengono tutte assorbite dal fondotinta di fango e sangue.
Alza lo sguardo al cielo, e gli viene voglia di affondarci le mani, se non fosse per quella falce di luce che trafigge la coltre di nuvole nere.
Tutt’intorno, dietro lo scheletro carbonizzato dei palazzi, inizia a sentirli. Grugniti. E tuffi di saliva sulle lingue di asfalto che ancora resistono.
Si alza. Corre. Si volta a destra, a sinistra, dietro. Solo nero.
I grugniti aumentano. La terra vibra a ogni passo.
La falce luminosa squarcia il manto delle tenebre che la sovrastano, inseguendola. Le gambe tremano.
Scorge una voragine tra le crepe di quella terra martoriata. Non c’è tempo per capire quanto è profonda, dove termina. La falce la lambisce e, a giudicare dalle staffilate di saliva dietro la schiena, stanno per saltarle addosso.
Si tuffa, e prega. Che la caduta non si fermi, di raggiungere l’inferno. Ma i talloni toccano terra, si spaccano, e le ginocchia si piegano, e così la schiena, e sbatte il culo per terra, e il dolore e la disperazione sono così forti che la bocca si spalanca in un urlo sordo.
No. Purtroppo non è l’inferno. Il cuore batte ancora.
E loro la cercano, e non la uccideranno.



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antico
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#2 » martedì 21 agosto 2018, 0:04

Ciao Massimo! Tutto ok con i parametri, buona Edizione!

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Massimo Tivoli
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#3 » martedì 21 agosto 2018, 6:24

Grazie, antico. Mi scuso per lo strafalcione sulla concordanza: “gli viene voglia” -> “le viene voglia”. Sono arrivato allo scadere senza poter rileggere.

Buona edizione a tutti!

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megagenius
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#4 » martedì 21 agosto 2018, 16:19

Ciao Massimo.
Che dire? Meraviglioso. Questo racconto avrebbe potuto tranquillamente chiamarsi "Il supplizio di Mia", spalancando perfettamente una finestra su una storia assolutamente visionaria e scritta alla grande!
Un inferno di cui non si sa quasi nulla (un'ambientazione postatomica? Un Aldilà metafisico? Un incubo sospeso nel tempo?), ma che è efficacissimo. Come è efficace la descrizione dell'inseguimento in un mondo malato, morente, tossico e cancerogeno.
Inedite le figure degli inseguitori, i quali, poi, saranno gli artefici del supplizio: sono belve avide di morte che, in un certo senso sono a noi familiari (maiali? cinghiali?) eppure danno la sensazione di essere demoni infernali implacabili.
Di forte impatto il finale che regala un sussulto al solo pensiero che tutto possa ricominciare. Il peggiore degli inferni è una tortura che non ha mai fine...
Poco da rilevare, dal punto di vista tecnico:
- "Gli viene voglia", "LE viene voglia"
- "Tutt’intorno, dietro gli scheletri carbonizzati dei palazzi", meglio il plurale... suona meglio.

Bene così! Sicuramente un racconto sul mio podio personale.
In bocca al lupo!
Emiliano.

P.S.: Piccolissima perplessità. Cosa può voler dire la frase "Purtroppo non è l'inferno"? messa alla fine?

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Massimo Tivoli
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#5 » martedì 21 agosto 2018, 18:12

Ciao Emiliano. Grazie del bel commento e dell’analisi accurata. Quella frase alla fine si sarebbe dovuta riallacciare al pezzo appena precedente, dove lei spera di cadere in una voragine talmente profonda da farle “raggiungere l’inferno” nel senso di morire. Dal suo PdV dopo la morte c’è solo l’inferno. Considerata la realtà che vive, non crede più nel paradiso.
Invece, la voragine non è così profonda e dopo qualche metro caracolla a terra, si fa molto male ma è ancora viva, purtroppo non è morta, non ci è andata all’inferno (come lo intendiamo comunemente in senso spirituale). Ma continuando a vivere, rimane nell’inferno peggiore della realtà distopica in cui si svolge la storia.
Un’altra cosa che, in poco tempo e in poche battute, forse, non sono riuscito a chiarire bene è che significa quel “non la uccideranno”. Attendo gli altri commenti prima di dirlo.
In ogni caso, sono felice che tu abbia apprezzato.

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megagenius
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#6 » martedì 21 agosto 2018, 18:55

Massimo Tivoli ha scritto:Un’altra cosa che, in poco tempo e in poche battute, forse, non sono riuscito a chiarire bene è che significa quel “non la uccideranno”. Attendo gli altri commenti prima di dirlo.


In realtà la frase "incriminata" mi è piuttosto chiara. Credo che tutto faccia parte del supplizio. Non la uccideranno perché la lasceranno andare per ricominciare la caccia e provocarle altro dolore e altro terrore... Almeno credo di poter interpretare così...

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Massimo Tivoli
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#7 » martedì 21 agosto 2018, 20:41

Sì, Emiliano. Interpreti bene. Alla fine la lasceranno andare per riniziare tutto da capo. Certo, il suo terrore non sta solo nell’essere la preda della caccia. Sta più in quello che c’è tra l’essere scovata e l’essere di nuovo liberata. Una tortura? Quale specificatamente? Sebbene io in mente ce l’avessi, nell’economia della prova e dei suoi vincoli ho pensato non fosse così determinante specificare precisamente che tipo di martirio sarà inflitto a Mia. L’importante è che si capisca, oltre al reiterare di una situazione angosciante, che lei considera l’essere trovata peggio della morte.

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megagenius
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#8 » martedì 21 agosto 2018, 23:01

A me è parso tutto chiarissimo. ;-)

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jimjams
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#9 » mercoledì 22 agosto 2018, 21:11

Ecco, se fosse un film sarebbe uno di quelli che non guardo. Perché, lo confesso, io gli horror, ma anche light eh, non li guardo volentieri, mi fanno paura, e non mi piace. Detto questo, capperi. Mi piace perché c'è tanto non detto, tanto che il lettore pià completare. Ma ben sistemato, come uno schema in cui puoi colorare ma hai dei contorni definiti. Vampiri, mannari, che altro, zombie? Tutto può essere, come inquietante e sospesa è quella "non mi uccideranno", disperazione pura. Bravo.

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Andrea Partiti
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#10 » giovedì 23 agosto 2018, 9:19

Bello, molto bello.
Piccoli difetti già notati a parte, e perfettamente perdonabili, non ho davvero critiche da fare.
Non credo sia importante sapere perché non la uccideranno, ci basta sapere che per la protagonista morire è meglio che essere ripresa. Che sia perché la trasformeranno in qualcosa di diverso (nella mia mente vampiri, zombi o analighi che inseguono l'ultimo umano da convertire, ma c'è piena libertà) o ci siano ragioni ancora più sadiche come l'usarla come preda che proponi.
L'unico dubbio che mi viene leggendo, è perché se desidera così tanto la morte, l'inferno, non lo cerchi più attivamente. Spera di morire cadendo, perché non tentare di uccidersi in modo diretto? Una città in rovina sembra un posto dove non dovrebbe essere facile ferirsi mortalmente, se ci si mette abbastanza intenzione!

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Massimo Tivoli
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#11 » giovedì 23 agosto 2018, 9:54

Andrea Partiti ha scritto:L'unico dubbio che mi viene leggendo, è perché se desidera così tanto la morte, l'inferno, non lo cerchi più attivamente. Spera di morire cadendo, perché non tentare di uccidersi in modo diretto? Una città in rovina sembra un posto dove non dovrebbe essere facile ferirsi mortalmente, se ci si mette abbastanza intenzione!


Ciao Andrea. Grazie del bel commento, mi fa piacere che in parte ti sia piaciuto. Il dubbio che sollevi è più che lecito. Purtroppo nel poco tempo e poche battute non sono stato in grado di trasmettere i retroscena. Ho sperato nel titolo (in combinazione col testo) ma, in effetti, mi fai notare che è davvero poco per il lettore. Fino a questo momento, Mia era una superstite (non nel senso di sopravvissuta alla morte, ma rispetto alla violenza che subirà da parte dei mostri - carnale nelle mie intenzioni, ma il lettore può immaginarsi un altro tipo di martirio che non la uccida fisicamente, sebbene nell’anima lo faccia), i mostri non l’avevano mai scovata e quindi inseguita (era sempre riuscita a nascondersi). È la prima volta che si trova braccata e a scappare da loro. Ed è quindi la prima volta che desidera di morire. Ci prova mentre fugge, ma non c’è più tempo. Dalle altre prima di lei sa che verrà violentata/torturata/o altro che immagini il lettore. Da questo punto in poi, Mia potrà ritrovare il coraggio di uccidersi oppure no (del resto non è una decisione che si prende con leggerezza) e rivivere ciclicamente altre violenze/torture, non è importante. L’importante è adesso che per lei è la prima volta. Mi rendo conto che il testo, così come è uscito per la fretta (si era fatta mezzanotte e ho preferito postarlo piuttosto che rinunciare), non è in grado di mostrare tutto questo. Quindi ti ringrazio per il commento che mi ha dato modo di spiegarmi meglio, e di capire come e dove migliorare il testo.

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maria rosaria
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#12 » venerdì 24 agosto 2018, 14:34

Bel racconto. Scritto bene, con un buon ritmo e la giusta dose di non detto che lascia moltissimo all'immaginazione. Soprattutto nel finale. Ecco, io me la sono immaginata come la scena di un gruppo di famelici zombie che rincorrono e alla fine agguantano la preda. E quel "non la uccideranno" l'ho interpretato nel senso che lei diverrà una di loro.
Però mi rendo conto, rileggendolo, che le interpretazioni possono essere diverse.
Una buona prova. Bravo.
Maria Rosaria

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Adry666
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#13 » lunedì 27 agosto 2018, 15:38

L’unica superstite, di Massimo Tivoli

Ciao Massimo,

tema centrato. Buon racconto “da paura”  Il ritmo è molto buono, un crescendo che nella scena finale fa venire i brividi. La chiosa finale con minaccia è il vero inferno per la protagonista, non la invidio…
Nel complesso ottima prova con una buona idea di fondo descritta molto bene da termini e ritmo appropriato.

Ciao
Adriano

Luca Occhionorelli
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Re: L’unica superstite – di Massimo Tivoli

Messaggio#14 » venerdì 31 agosto 2018, 0:08

Ciao Massimo, bella prova.
Mi è piaciuta molto la tensione che hai dato al racconto e la fuga ansiosa e disperata di Mia. Bello anche il finale che ci lascia in un sospeso indefinto. Perché non la uccideranno però? Me lo sono chiesto alla fine. Si vogliono solo divertire? Sono mostri sadici. O è una parentesi onirica dove non si arriva mai all'evento funesto.

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