Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Ultima Special Estiva di Minuti Contati. Appuntamento per lunedì 20 agosto dalle 22.00 alle 00.00 con la moderatrice Eleonora Rossetti che svelerà il tema. I racconti non dovranno superare i 1500 caratteri!
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Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#1 » martedì 21 agosto 2018, 0:42

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BENVENUTI ALLA SPECIAL HOT SHO(R)T EDITION, LA 119° ALL TIME!

Questo è il gruppo SHO(R)T della SPECIAL HOT SHO(R)T EDITION con Eleonora Rossetti nelle vesti di MODERATRICE.

Gli autori del gruppo SHO(R)T dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo HOT.

I racconti di questo gruppo verranno invece commentati e classificati dagli autori del gruppo HOT.


Questo è un gruppo da SETTE racconti, pertanto saranno i primi TRE racconti ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare nel gruppo finale in cui verranno chiamati a una nuova fase di commenti e classifiche. E questa è la prima volta in assoluto in cui testiamo questo tipo di formula. Eleonora Rossetti, la moderatrice, produrrà una sua classifica (di valore normale) per ogni singolo gruppo e una nuova classifica (di valore doppio) per il gruppo finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo per eccesso.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro già in possesso di punti RANK ALL TIME (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che ancora non hanno punti rank All Time sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo SHO(R)T:

Il dilemma del dannato, di Andrea Partiti, ore 23.01, 1498 caratteri
Bentornato all’Inferno, di Mario Pacchiarotti, ore 22.55, 1499 caratteri
Sinistri, di Adriano Muzzi, ore 23.46, 1495 caratteri
Tonio della trincea, di Maria Rosaria Del Ciello, ore 22.36, 1444 caratteri
Ultima frenata, di Emiliano Maramonte, ore 23.45, 1468 caratteri
Ascensione, di Francesco Cristaudo, ore 23.18, 1394 caratteri
Il Sommo, di Luca Occhionorelli, ore 23.51, 1169 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 30 AGOSTO per commentare i racconti del gruppo HOT. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 31 AGOSTO, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, Eleonora Rossetti posterà la sua classifica e stilerò quella finale dei raggruppamenti.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 200 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo HOT.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA HOT SHO(R)T EDITION A TUTTI!



alexandra.fischer
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Re: Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#2 » martedì 21 agosto 2018, 8:51

Buondì, ecco i miei commenti:

IL DILEMMA DEL DANNATO di Andrea Partiti un benvenuto all’inferno che sa molto di doposcuola estivo: la mia impressione è questa, leggendo del foglio e della matita sulla quale il dannato deve segnare nuovi tipi di tortura e farli pervenire a un comitato apposito (e a ogni tortura azzeccata si guadagna una sessione di riposo). Mi piace come racconto, è scritto bene e rende l’atmosfera claustrofobica di chi è costretto a cercare nuove idee in dodici ore (la preparazione del tormento è tormento essa stessa).

BENTORNATO AL’INFERNO di Mario Pacchiarotti Racconto molto particolare. Già nel titolo, controcorrente rispetto al tema (che è il benvenuto all’inferno), qui c’è un bentornato, dunque è ancora più da paura. L’Inquisitore, i Colonizzatori, l’uomo che si ribella a un ordine sociale infernale (lavoro da schiavi in miniera, matrimoni combinati dall’Autorità) venendone schiacciato (vedi gli aghi con la sostanza cancella memoria) ha qualcosa di kafkiano (penso alla “Sentenza”) che trovo molto ben reso. Bravo.

SINISTRI di Adriano Muzzi Il benvenuto all’inferno del tuo racconto è nel dialogo fra i due scafati organizzatori di incidenti stradali a bella posta (cosa non si fa pur di non lavorare e fare la bella vita) contrapposto al protagonista finito sotto terra dopo l’incidente causato da loro (io la vedo così), il cui inferno è la coscienza post-mortem, rimasta intatta (si ricorda della donna amata, Lisa, e dei problemi di lei con una collega di lavoro, del brutto tratto di strada, del ponte, della pioggia). La trovo una storia indovinata.

TONIO DELLA TRINCEA DI M.R. DEL CIELLO racconto paradossale. Il benvenuto all’inferno qui lo è davvero, per Tonio, cecchino nel carnaio della prima guerra mondiale e ben contento di esserlo (diserzioni e stragi a parte, lui sente rispetto e cameratismo nei compagni di sventura: non lo considerano scemo, come invece lo hanno sempre considerato al paese, prima della guerra, la sua vera vita è nella trincea). Tonio si sente morire quando la guerra finisce e torna al paese, sapendo di essere considerato uno “scemo di guerra” (ecco una variazione del tema “benvenuto all’inferno”…il vero inferno per Tonio è la vita borghese). Ottima storia.


ULTIMA FRENATA DI EMILIANO MARAMONTE Racconto molto attuale, su basi realistiche (purtroppo). Il protagonista, uomo d’affari super efficiente, muore in un incidente d’auto (eccessiva velocità sulla strada resa viscida dalla pioggia…la sua frenata, uguale a quella degli altri veicoli sul ponte, è inutile, visto che il ponte crolla di lì a breve e il volo di novanta metri in piena coscienza è un vero benvenuto all’inferno per il protagonista, lo è già, da vivo, schiacciato nella sua auto in attesa di soccorsi che non arriveranno mai a salvarlo). Il finale con il protagonista che vaga fra macerie e lamiere contorte in preda ai rimpianti è l’inferno stesso.

ASCENSIONE di Francesco Cristaudo Racconto onirico. Mi piace questo benvenuto all’inferno espresso nel finale (l’inganno della scala dorata, che nasconde per il protagonista un baratro sotto il quale si vede una città in fiamme con vittime urlanti) e anche l’aria di purgatorio dell’inizio (ascensione in montagna tutto sommato sopportabile per il protagonista, malgrado le di lui preferenze marine e la presenza del sessantenne obeso e sudato nella fiumana di gente impegnata ad ascendere la vetta. Qui, il purgatorio è una beffa: il sessantenne sale la scala dorata incoraggiato da un personaggio in bianco e lui no).

IL SOMMO di Luca Occhionorelli L’idea che il Sommo Poeta finisca all’inferno in un girone preparato da Lucifero apposta per lui è accattivante. La porta che si spalanca nella terra mentre lui vaga morto dentro nella foresta notturna è un benvenuto all’inferno degno di nota. Unico punto da rivedere (secondo me) è la sua depressione riguardo alla vedovanza (io avrei aggiunto anche la presa di coscienza di aver amato un’ombra nella Donna Angelicata…vedi la Beatrice venerata da lui in tutta la vita. Sua moglie Gemma Donati, non so, la vedo meno incisiva per caratterizzare i suoi sentimenti). Il racconto è buono, ma ci sono delle parti da aggiustare.

Attenzione a:
era da un po’ che camminava (scrivere: che andava avanti, che proseguiva, per evitare la ripetizione)
un anima (un’anima)
Subito gli si rivolse (togliere il punto e mettere i due punti, visto che il mostro parla).

La mia classifica (Che pena infernale, siete tutti bravissimi) è:

TONIO DELLA TRINCEA DI M.R. Del Ciello
BENTORNATO AL’INFERNO di Mario Pacchiarotti
ULTIMA FRENATA DI Emiliano Maramonte
IL DILEMMA DEL DANNATO di Andrea Partiti
ASCENSIONE di Francesco Cristaudo
SINISTRI di Adriano Muzzi
IL SOMMO di Luca Occhionorelli

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Massimo Tivoli
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Re: Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#3 » martedì 21 agosto 2018, 13:30

Intanto complimenti a tutti. Scrivere qualcosa di coinvolgente in poche battute è già un impresa, figuriamoci in poco tempo. Nonostante le difficoltà intrinseche della prova, ho trovato tutti bei racconti. È stato difficile tirare fuori una classifica. In particolare, per i primi tre, ci ho pensato e ripensato e, per me, sarebbero tutti e tre sul gradino più alto del podio. Ma ahimè non si può fare. Di seguito la mia classifica personale più i commenti ai racconti in ordine di apparizione. Buona edition a tutti!

––– CLASSIFICA –––
1. Tonio della trincea – di M. R. del Ciello
2. Il dilemma del dannato - di Andrea Partiti
3. Ultima frenata – Emiliano Maramonte
4. Bentornato all’inferno - di Mario Pacchiarotti
5. Sinistri - di Adriano Muzzi
6. Ascensione – di Francesco Cristaudo
7. Il Sommo – di Luca Occhionorelli

––– COMMENTI –––
Il dilemma del dannato - di Andrea Partiti
Questo micro mi è piaciuto parecchio. Nella sua brevità racchiude aspetti che credo siano essenziali per fare colpo con poche battute: l’idea e l’effetto.
L’idea di un inferno tenuto di fatto in piedi dalle perversioni, egoismi e difetti della vecchia natura umana che le anime dannate hanno lasciato mi ha stuzzicato non poco. Come a dire che, se fossimo tutti un po’ più altruisti e guardassimo al bene comune, l’inferno non esisterebbe. Ma ahimè non è così, è intrinseco nella nostra natura, meglio metterci una pietra sopra.
Per quanto riguarda l’effetto, secondo me, Andrea è stato astuto a dare al testo una parvenza epistolare, come se il lettore fosse la povera anima appena giunta, che si ritrova sulla sua scrivania questo “bel” bigliettino di benvenuto.
Che dire. Diabolico!

Bentornato all’inferno - di Mario Pacchiarotti
Bel racconto, scritto bene, e lascia intuire un’ambientazione che va al di là di questo scorcio. Il “bentornato all’inferno” è emblematico. In una società in cui la dignità e la libertà umana e i diritti vengono costantemente messi sotto i piedi (non si può neanche più pensare in libertà) non vale tanto la pena vivere, perché tutto sommato sarebbe un inferno. La ciclicità della situazione raccontata, poi, non lascia scampo, un contrappasso eterno.

Sinistri - di Adriano Muzzi
Altro bel racconto che fa riferimento ai recenti fatti di cronaca. L’inferno non è poi così lontano. Ci si vive dentro, tra i loschi interessi di chi manovra determinati fili (vedi dialoghi introduttivi), tra chi si arrabatta quotidianamente per campare, e magari rimane pure vittima di una tragedia annunciata. Insomma, non c’è speranza. L’inferno è già qui.

Tonio della trincea – di M. R. del Ciello
Anche questo racconto mi è piaciuto parecchio. Mi piace molto lo stile e il modo immediato e cinico con cui è scritto, che va a braccetto con Tonio, il protagonista. È un gran bel personaggio che, nonostante le poche battute, rimane impresso proprio per quell’elemento distonico che lo rende fuori dall'ordinario e che è il fulcro centrale della storia. Alla fine, Tonio è carnefice e vittima al tempo stesso. Tonio, lo scemo, ma che sa sparare come nessun altro sappia fare, e che gli piace pure. Il ritorno all’inferno qui va interpretato dal PdV di Tonio e, nel farlo, il lettore ne sente tutto l’effetto. Ottima trovata. Come detto già in un altro racconto del gruppo, per racconti così brevi, l’idea e l’effetto sono determinanti. E qui ci sono entrambi, più uno stile che personalmente mi piace un sacco.

Ultima frenata – Emiliano Maramonte
Altro bel racconto del gruppo che fa riferimento ai recenti fatti di cronaca. In questo micro c’è una declinazione diversa dell’inferno che ho trovato interessante: il rimpianto. Il rimpianto logora, per l’eternità. Perché riguarda sia le vittime e sia chi rimane in vita. Ma c’è anche un altro aspetto, appunto infernale: il rimpianto lascia in un limbo, sia i morti e sia i vivi. Un racconto scritto in modo chiaro e pulito, che sul finale trasmette un bel brivido lungo la schiena e un senso di impotenza soffocante. Bello!

Ascensione – di Francesco Cristaudo
Il protagonista rimane beffato, del resto per “un’ascensione" all’inferno non poteva essere altrimenti. Il racconto è scritto bene, si segue e fila liscio, e si lascia leggere. Magari sbaglio, ma mi sembra che si sia voluto puntare soprattutto sull'effetto sorpresa finale che, almeno a me, non è arrivato. Sarà che il tema influisce e, quindi, quando è apparsa la scalinata e l’uomo vestito di bianco, la beffa iniziava già a farsi intuire. Comunque, nel complesso, una bella prova.

Il Sommo – di Luca Occhionorelli
Ma che bella idea! Il Sommo Poeta alla fine ci finisce davvero all’inferno, e gli hanno anche creato un girone esclusivo. Sebbene l’idea sia davvero sfiziosa, non sono convintissimo sulla resa finale. Da un lato, come già sottolineato da Alexandra, anche io penso che la vedovanza sarebbe stato un buono spunto per un approfondimento emozionale. Dall'altro, c’è la questione del “girone apposito”. Forse gestire meglio il limite di battute per sacrificare un po’ di preambolo introduttivo e mostrare un minimo scorcio di questo girone esclusivo poteva essere un ulteriore tentativo di rendere il racconto più accattivante.

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diego.martelli
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Re: Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#4 » mercoledì 22 agosto 2018, 8:04

Il dilemma del dannato, di Andrea Partiti
Semplice e divertente omaggio al celebre problema del dilemma del prigioniero, è impeccabile nel ritmo e nella stesura. Ho particolarmente apprezzato le scelte di registro, il tono da pamphlet pubblicitario di un centro vacanze orribilmente rovesciato, e le chicche di humor nero. Non ho significativi appunti da fare, se non che in un racconto normalmente apprezzo l'esistenza di un personaggio e di un intreccio esplicitati: dato il limite di caratteri di questa prova, tuttavia, trovo che la scelta di avere un protagonista implicito (colui che, magari per la prima volta, legge il testo) sia gradevole e adeguata.

Bentornato all’Inferno, di Mario Pacchiarotti
A livello tecnico o di registro, noto solo uno strano diminutivo ("testolina", che nel contesto di dove è usato mi appare non del tutto calzante - potrebbe essere benissimo, tuttavia, una mia personale preferenza) e una frase costruita in modo particolare ("Persino i pensieri controllate con le vostre macchine del cazzo", dove avrei visto meglio "Controllate persino i pensieri con le vostre macchine del cazzo"; se c'è un preciso intento in questa scelta non l'ho compresa).
Relativamente alla trama in sé, mi pare di intendere che dopo ogni sessione di tortura la memoria della vittima viene cancellata (o meglio, è ciò che intendo da "«Pulizia memoria e riciclo» ordina l’Inquisitore."). Qual è, dunque, lo scopo della tortura ripetitiva? Mi sembrerebbe che ai fini dichiarati dell'inquisitore (rieducare un ribelle) il ricordo continuo del dolore subito sarebbe uno strumento utile, e un "tormento infernale" ben peggiore.
In generale è scritto benissimo, ma il mio non comprendere alcuni passaggi me ne ha limitato l'apprezzamento.

Sinistri, di Adriano Muzzi
Ci sono quattro personaggi identificabili: una coppia di individui avidi, uno sfaticato menefreghista, e un poveraccio che rimane ucciso in un incidente stradale. Penso che forse si poteva legare in modo più chiaro ed esplicito i protagonisti e le loro vicende: si arriva a intuire l'intreccio solamente dando per scontato che l'incidente mortale sia stato causato dall'avidità dei primi e dalla sciatteria del terzo, ma in realtà non è mostrato, spiegato nulla della relazione fra di essi: potrebbero benissimo essere tre vicende del tutto scollegate.
Nessun problema in merito a ritmo, stesura e registro, e anche l'aderenza al tema mi pare sia stata sostanzialmente centrata.

Tonio della trincea
Il riscatto di un disagiato, di un emarginato, che passa attraverso l'orgoglio del sapere uccidere molto bene e l'appartenenza a un luogo di morte e orrore; e il rammarico di doversi allontanare da tale orrore per tornare a essere "lo scemo del paese". Mi è piaciuto moltissimo! Personalmente avrei calcato la mano anche di più su Tonio, rendendolo ancora più disadattato in qualche modo esplicito (che so, usando il registro e la composizione delle frasi per lasciare intendere che soffre di ritardi mentali o di qualche altra grave patologia che lo rendono, lontano dalla trincea in cui si distingue come cecchino, un paria): rileggendo noto che non v'è moltissimo nel testo per capire perché egli sarebbe "lo scemo", rendendo semmai il testo più vicino al tema della cosiddetta "banalità del male". Un appunto su una scelta: il nome Tonio, la trincea, il concetto di cecchino, mi fanno pensare a un racconto ambientato sul fronte Austriaco durante la Prima Guerra Mondiale, ma la cosa male si accorda con la scritta che Tonio trova tornando dal fronte, "Welcome" (difficilmente avrebbero scritto in inglese - oppure semplicemente non ho compreso l'intento dell'autore).
Malgrado ciò, come detto, mi è piaciuto parecchio.

Ultima frenata, di Emiliano Maramonte
Buona l'idea, avuta anche da altri, di aggiungere sale al testo scrivendo di temi d'attualità; interessante il tema dei rimpianti, evocato all'inizio e richiamato alla fine. Ovviamente nulla da dire sullo stile e sull'aderenza al tema: il racconto, però, poteva forse essere più duro e incisivo insistendo sul tema del rimpianto e della pietà per coloro che, come il protagonista, a eterni rimpianti venivano condannati.

Ascensione, di Francesco Cristaudo
Tema rispettato, testo scorrevole, nessuna difficoltà o inciampo nella realizzazione. L'unico problema che ci vedo è che, dato titolo e tema, il contesto e l'esito mi sono apparsi da subito estremamente evidenti e un po' scontati. Anche San Pietro che fa gli scherzoni mettendo la porta per l'Inferno proprio in cima alla fila per il Paradiso mi ha fatto un po' strano (sebbene lo abbia trovato divertente).

Il Sommo, di Luca Occhionorelli
L'incipit ha qualche problema, a mio avviso: non solo "oscurità abbacinante" è un ossimoro non giustificato (viene spiegato, nella riga dopo, che è tramontato, e quindi non ci si vede: ma "abbacinante" è un termine che fa riferimento inequivocabile alla luminosità, non alla mera cecità). In effetti, tutta la prima frase non è che una ripetizione di ciò che viene poi meglio spiegato nelle due successive e poteva, a mio avviso, essere semplicemente tagliato.
La parte centrale dove parla del suo turbamento morale mi sembra la parte più interessante ma è tagliata un po' corta. Il colpo di scena finale che rivela l'identità del protagonista viene abbastanza bene, ma avrei rifinito di più la descrizione dell'incontro con la bestia, e la bestia stessa ("con tre facce in testa" mi è suonata un po' strana come descrizione); sarebbe forse stato interessante spiegare quale faccia ha parlato, o se lo hanno fatto tutte e tre, o che fine hanno fatto i corpi che venivano divorati nella frase precedente...
Ci vedo molte ottime idee ed elementi interessanti, che forse avrebbero beneficiato di un maggiore riordino.


Classifica personale
1. Il dilemma del dannato, di Andrea Partiti
2. Tonio della trincea, di Maria Rosaria Del Ciello
3. Bentornato all’Inferno, di Mario Pacchiarotti
4. Ultima frenata, di Emiliano Maramonte
5. Ascensione, di Francesco Cristaudo
6. Il Sommo, di Luca Occhionorelli
7. Sinistri, di Adriano Muzzi

Stefano Pastor
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Re: Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#5 » giovedì 23 agosto 2018, 10:31

Salve a tutti, ecco la mia classifica. Davvero ottimi i primi due, ma anche gli altri non sono affatto male. Complimenti!

1) TONIO DELLA TRINCEA
2) IL DILEMMA DEL DANNATO
3) BENTORNATO ALL’INFERNO
4) ULTIMA FRENATA
5) SINISTRI
6) ASCENSIONE
7) IL SOMMO

TONIO DELLA TRINCEA
Davvero ottimo. Creare una storia compiuta, presentare un personaggio, farlo conoscere, creare empatia per lui, il tutto in poche righe. Suscitare emozioni nel lettore, far percepire la tristezza del finale. Dov'è l'inferno, in realtà? È la trincea o la normalità?

IL DILEMMA DEL DANNATO
Carino, un tipico dépliant di benvenuto. Che siano gli stessi uomini a scegliere le proprie punizioni attraverso una tipica gara di produttività aziendale è assai originale. Classico umorismo diabolico.

BENTORNATO ALL'INFERNO
L'idea è buona. Resettare la mente degli oppositori per avere di nuovo cittadini modello. Non è originalissima ma ci sta. Il dialogo però è un po' legnoso, forse per la necessita di fornire troppi dati al lettore. Un giudizio comunque più che positivo.

ULTIMA FRENATA
Il ponte crollato continua a mietere vittime anche qui, su Minuti Contati. Ben scritto, ma non riesce a essere memorabile. Che l'Inferno sia il rimpianto, le cose non fatte, gli sbagli commessi, in fondo è inevitabile. Di sicuro più realistico del fuoco infernale.

SINISTRI
Forse non era l'argomento più adatto da trattare in una storia tanto breve. In tre brevi flash si sintetizza una tragedia assai simile a quella di cui tutti i giornali parlano. In parte funziona, perché il lettore comprende subito di cosa si sta parlando, ma semplifica un po' troppo il problema. Per una storia del genere necessitava più spazio.

ASCENSIONE
Simpatico, ma un po' prevedibile. Dato il tema non poteva finire in altro modo. Un aldilà piuttosto iconografico, con tanto di scala per il Paradiso. Accidenti, mi ha ricordato la pubblicità della Lavazza.

IL SOMMO
L'idea era ottima, ma la costruzione difetta. Prosa tutt'altro che leggera e strani accostamenti non del tutto logici. "con tre facce in testa" che significa? "con tre teste" non era meglio? L'idea avrebbe meritato uno sviluppo migliore.

viviana.tenga
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Re: Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#6 » lunedì 27 agosto 2018, 10:01

Ciao a tutti,
Classifica molto ardua, a questo giro c'erano veramente tanti racconti belli. Anyway:

CLASSIFICA

1)Tonio della trincea, di Maria Rosaria Del Ciello
2)Il dilemma del dannato, di Andrea Partiti
3)Sinistri, di Adriano Muzzi
4)Bentornato all’Inferno, di Mario Pacchiarotti
5)Ultima frenata, di Emiliano Maramonte
6)Il Sommo, di Luca Occhionorelli
7)Ascensione, di Francesco Cristaudo

COMMENTI
1)Tonio della trincea, di Maria Rosaria Del Ciello
Bella l'idea di un doppio inferno, uno apparente (la guerra), ma in cui il protagonista si sente realizzato e uno più infido, il paese dove tutti lo considerano lo scemo del villaggio.
Ho come unico appunto quello già sollevato da Emiliano, la scritta "Welcome" in inglese con cui viene accolto Tonio al suo ritorno. A parte che, da come lo descrivi e supponendo che l'ambientazione sia la prima guerra mondiale, non sono nemmeno convinta che sia verosimile che Tonio sappia leggere, ma di sicuro un "Benvenuto" in italiano sarebbe stato più naturale.
A parte questo dettaglio, un racconto veramente bello.

2)Il dilemma del dannato, di Andrea Partiti
Bella l'idea della rivisitazione 'infernale' del dilemma del prigioniero.
Personalmente, ho immaginato un altoparlante collocato nella camera con un annuncio che accoglie i nuovi arrivati.
Dovendo fare un appunto, forse è un po' forzato che la voce narrante spiega tutto invece che, per esempio, lasciare che le vittime scoprano da sole che accordarsi per scrivere punizioni blande non è possibile. Visto il poco spazio, però, lasciarlo implicito era rischioso e far emergere quest'aspetto in altri modi molto difficile.

3)Sinistri, di Adriano Muzzi
Credo che l'unico problema del tuo racconto sia il fatto che si fa un po' difficoltà a mettere insieme i pezzi.
Ti dico la prima soluzione che viene in mente a me per rimediare: si poteva, per esempio, nominare un generico "ponte" in ognuno dei tre spezzoni, creando un po' più di filo conduttore (es: "Hai capito quanto ci guadagnamo con il ponte?", "Se il ponte è andato bene fin'ora...", "quel ponte mi ha sempre fatto paura"). Ovviamente, di sicuro c'erano tante altre soluzioni possibili.
A parte questo, una volta messi insieme i pezzi il racconto ha davvero un impatto forte. Forse l'ultimo spezzone occupa un po' troppo spazio rispetto agli altri, ma poca roba. Bella anche la riflessione che suggerisci: l'inferno è già qui, ed è fatto di avidità e menefreghismo.

4)Bentornato all’Inferno, di Mario Pacchiarotti
Sei riuscito a creare un'ambientazione distopica (o, per lo meno, farla discretamente intuire) in pochissimo spazio e senza rendere i dialoghi degli infodump forzati, e questo è senz'altro un merito. Considerato il poco spazio, però, avrei preferito che l'"Inquisitore" fosse indicato con un termine diverso. Complice anche il tema, per le prime righe ho immaginato la scena in un contesto storico e in un racconto così breve le prime 4 righe sono comunque parecchie. A parte questo dettaglio, giudizio assolutamente positivo.

5)Ultima frenata, di Emiliano Maramonte
Racconto di impatto, molto cupo e malinconico. Forse avrei dato meno spazio a descrivere come è avvenuta la morte e un po' di più a descrivere l'Inferno in cui il protagonista si muove (mi sembra di capire che in realtà sia più un fantasma che si aggira nel luogo dove è morto, ma mi sarebbe comunque piaciuto un approfondimento maggiore). In ogni caso, di sicuro un bel racconto.

6)Il Sommo, di Luca Occhionorelli
Comincio con il segnalarti un paio di refusi: "un anima" e "un orribile bestia", entrambi senza apostrofo. Inoltre, ha fatto storcere un po' il naso anche a me la descrizione "con tre facce in testa" (credo di aver capito cosa intendessi, ma la visualizzazione non è stata immediata).
Per quanto riguarda la storia in sè, avrei preferito sapere qualcosa di più sul "girone apposito". O, in alternativa, che non venisse nemmeno nominato e la creatura infernale dicesse qualcosa di più vago (es: "la aspettavamo da tanto, le abbiamo riservato un'accoglienza con i fiocchi"). Così, lasci la curiosità di sapere com'è fatto il girone apposito, ma poi non hai spazio per raccontarlo.
L'idea di base però mi è piaciuta, così come la parte introspettiva all'inizio e il colpo di scena sull'identità del protagonista.

7)Ascensione, di Francesco Cristaudo
L'idea è carina, ma la mia impressione è che manchi un po' di mordente. Conoscendo il tema, il finale era molto prevedibile. Secondo me poi ci dici troppo poco del personaggio, non permetti al lettore di farsi un'idea se meriti l'inferno o meno e non crei nessun tipo di empatia. Di sicuro con così poco spazio a disposizione non era semplice, ma così com'è il racconto è a mio avviso un po' piatto.

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Gennibo
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Re: Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#7 » martedì 28 agosto 2018, 10:03

È stata una scelta difficile, ma alla fine sono giunta a una classifica. Comunque, bravissimi tutti!


Il dilemma del dannato, di Andrea Partiti
Ciao Andrea, il racconto parte con una spiegazione breve, concisa ed efficace, noi lettori siamo subito in quella stanza. Insieme al protagonista cerchiamo una scappatoia, ma lì sotto conoscono molto bene le dinamiche umane e si viene subito scoraggiati dall’intraprendere giochetti al ribasso.
Perfetto anche il finale che non promette nulla di buono.
Bravissimo!

Tonio della Trincea, di Maria Rosaria Del Ciello
Molto efficace questo racconto, è chiaro, diretto. Bella la contrapposizione tra il protagonista e i compagni soldati che cercano di fuggire da una situazione che lui trova congeniale. Mostra la guerra in uno scenario diverso da quello che di solito viene raccontato e che ho trovato molto umano. In più, quello che per tutti era un inferno per Tonio era la riscossa di una vita. Bravissima!

Ultima frenata, di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano, del tuo racconto ho apprezzato l’idea del rimpianto, molto condivisibile. Quando ci succede qualcosa di spiacevole ci chiediamo: ma cosa avrei potuto fare di diverso?
Non condivido le critiche sulla scelta del fatto di cronaca, penso che sia una cosa che ci ha colpito profondamente, e d’ora in poi, quando passeremo su di un ponte non saremo più così tranquilli come lo siamo stati prima del quattordici di agosto. Il racconto mi sembra equilibrato, forse solo un po’ sbrigativo sul finale, ma con i tempi superstretti ci sta e comunque va benissimo anche così. Ho da poco letto “Il ponte di San Luis Rey”, per questa ragione, se lo vuoi arricchire, il mio consiglio è quello di dare importanza al Ponte come collegamento, un collegamento che cadendo si spezza, potrebbe essere semplice, come la vita che si spezza, o qualsiasi altra idea collegabile. Per me il racconto è più che buono!

Bentornato all’inferno, di Mario Pachiarotti
Ciao Mario, l’ho riletto qualche volta per capirne appieno la storia. Trovo che sia ben scritta e l’idea funziona alla grande. Bravo!
Mi chiedo, e se il tipo non fosse lì per la prima volta? Il cervello potrebbe non cancellarsi del tutto, potrebbe rimanere il seme della dissidenza che lo costringerebbe a vivere questa esperienza continuamente.

Ascensione, di Francesco Cristaudo
Bello il finale e l’idea di salire la montagna come sorta di purgatorio per capire alla fine dove si è veramente diretti, mi è piaciuta l’incertezza che cresce man mano che si sale, forse non è destinato all’inferno come credeva, forse, quello che ha fatto non è stato giudicato negativamente, magari potresti spiegare di un’azione terribile compiuta dal protagonista che però prima di morire si è pentito, e lasciare i lettori con l’incertezza dell’efficacia del pentimento.

Sinistri, di Adriano Buzzi
In così poche battute sei riuscito a far vivere tre situazioni diverse, i primi tirano i fili, i secondi non si oppongono e i terzi subiscono, in effetti dai una buona interpretazione di un inferno in terra e anche della desolazione che vive la vittima caduta dal ponte prima di riaddormentarsi. Complimenti!

Il Sommo, di Luca Occhionorelli
Carina l’idea di trovarsi in una “selva oscura” e che sia proprio Dante a finirci, facendoci notare che è proprio come lui l’aveva immaginato, e che gli hanno riservato un girone apposito.
Accorcerei la prima parte e come altri hanno detto ho trovato la vedovanza come un’idea poco accennata, e poco spiegato anche il girone a lui dedicato, in sostanza trovo bella l’idea ma ci lavorerei sopra.

Classifica:

1 Il dilemma del dannato Andrea Partiti
2 Tonio della trincea di Maria Rosaria del Celio
3 Ultima frenata di Emiliano Maramonte
4 Bentornato all’Inferno di Mario Pachiarotti
5 Ascensione di Francesco Cristaudo
6 Sinistri di Adriano Muzzi
7 Il sommo Di Luca Occhionorelli

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Peter7413
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Re: Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#8 » mercoledì 29 agosto 2018, 17:08

Non ho trovato racconti brutti, semmai ce ne sono alcuni che vanno ancora revisionati o sistemati per scelte strategicamente non ottimali. Per quanto mi riguarda, vi ringrazio tutti per la bella edizione che mi ha fatto capire che è tempo di rimettermi un po' in senso sulla scrittura, cosa che potrebbe portarmi a partecipare più spesso in futuro cercando qualcuno che possa sostituire, di volta in volta, l'Antico :)

Ecco a voi la mia classifica.

1) Il dilemma del dannato, di Andrea Partiti
Stupendo. Ben scritto, arguto, non banale, bastardo all'infinito. In più, una riflessione sull'umana natura che non può lasciare indifferenti. In pratica, intrattiene e fornisce spunti di riflessione, cosa poter volere di più da millecinquecento caratteri? Promosso a pieni voti.
2) Ascensione, di Francesco Cristaudo
L'immagine dell'ascesa rimane impressa per bene in testa e così anche la beffa finale con il ben marcato contrasto tra inferno e paradiso. Vero, mancano indizi sul perché lui finisca all'inferno, ma nell'economia del racconto non mi sembra grave, anche perché vuole essere un divertissement e, in quanto tale, riesce perfettamente nel suo obbiettivo.
3) Tonio della trincea, di Maria Grazia Del Ciello
Idea assolutamente vincente, questa. Titolo azzeccatissimo. Confezione, insomma, perfetta. Lo svolgimento è buono, ma meno brillante del resto, penso che una revisione potrebbe renderlo decisamente più "accordato" al protagonista e al tutto in generale. Rimane un pezzo più che buono, sia chiaro, ma, a mio parere, con ancora netti margini di miglioramento.
4) Bentornato all'Inferno, di Mario Pacchiarotti
Racconto che si fa leggere con piacere, ma che non riesco a valutare con il massimo della valutazione. Un po' perché la società che impone e controlla è un vero e proprio cliché (quindi manca di quell'originalità che farebbe esclamare WOW) e un po' perché alcune scelte nei termini non mi hanno convinto (dalla TESTOLINA alla scelta di chiamare il protagonista come INQUISITORE, che mi è parsa forzata nel contesto). Buono, sia chiaro, ma non eccellente.
5) Ultima frenata, di Emiliano Maramonte
Il fatto di cronaca si fagocita il tuo racconto perché inevitabilmente nel breve periodo devia il pensiero del lettore sulle presunte mancanze che hanno portato alla tragedia (allontanando in tal modo il lettore dal tuo protagonista e dai suoi sensi di colpa) mentre nel lungo periodo, lontano dai fatti, porta il lettore stesso a domandarsi "ma di cosa sta parlando?". In entrambi i casi, l'evento appare non congiunto con quanto accade e con il tema che vuoi trattare, almeno in questa forma attuale. Ma sia chiaro, il racconto è buono, la mano che lo ha scritto è capace, ma le ombre sopra descritte gli impediscono di raggiungere, ovviamente a mio parere, il suo obbiettivo.
6) Sinistri, di Adriano Muzzi
Ecco, questa è davvero una prima stesura. Mancano alcuni raccordi per aiutare il lettore a contestualizzare e indirizzare i propri pensieri. Personalmente, ho fatto fatica a "entrarci" proprio perché non trovavo raccordi tra la prima e la seconda parte e questo è un problemone quando si tratta di testi così brevi. Poco male, c'è da sistemarlo, ma la struttura già c'è.
7) Il Sommo, di Luca Occhionorelli
Non mi ha convinto. Alcuni refusi e quella brutta ripetizione "sotto i piedi... sotto i piedi" rallentano la lettura bloccando il fluire del racconto. Poi il finale con l'idea sicuramente brillante, ma trattata troppo velocemente. Forse avresti dovuto concentrarti solo sulla sua caduta agli inferi e sul dialogo con la belva byepassando tutta la prima parte. Questo ti avrebbe permesso di dare spazio al dialogo e giocare comunque con l'identità del protagonista, forse anche in modo più incisivo.

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roberto.masini
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Re: Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#9 » giovedì 30 agosto 2018, 17:15

"La gatta frettolosa ha fatto i gattini ciechi" Questa è la premessa alla mia personale classifica. Solo oggi ho potuto leggere i racconti e. buon ultimo o cattivo ultimo, ho cercato di non farmi condizionare dai giudizi già dati dagli altri. L'impresa è stata ardua perché per me, questa volta, dover giudicare racconti scritti in così breve tempo, li poneva un po' tutti sullo stesso piano proprio per la loro sinteticità forzata. In così poco tempo mi sono lasciato guidare dalle impressioni e dall'aderenza la tema del contest. Così facendo mi sono certo sfuggite alcune suggestioni, alcuni riferimenti impliciti che avrebbero potuto farmi cambiare parere. A prescindere dai risultati finali mi riprometto di rileggerli tutti per scoprire le mia lacune di comprensione.Forse "Benvenuto all'Inferno" è anche il commento ai miei giudizi! Ecco dunque la mia classifica seguita dai commenti.

CLASSIFICA
1) IL DILEMMA DEL DANNATO DI ANDREA PARTITI
2) TONIO DELLA TRINCEA DI M.R. DEL CIELLO
3) ULTIMA FRENATA DI EMILIANO MARAMONTE
4) SINISTRI DI ADRIANO MUZZI
5) ASCENSIONE DI FRANCESCO CRISTAUDO
6) IL SOMMO DI LUCA OCCHIONORELLI
7) BENTORNATO ALL'INFERNO DI MARIO PACCHIAROTTI

COMMENTI
Il dilemma del dannato
Un bellissimo racconto che mi ha ricordato gli episodi di Ai confini della realtà. Un fenomenale lettera di presentazione di questo resort infernale dove le pene non sono inflitte seguendo regole non umane ma neppure utilizzando le leggi del contrappasso dantesco: qui è proprio l'uomo l'unico depositario di una mente diabolica nel senso letterale del termine. Come diceva Schopenhauer:"Il mondo è appunto l'inferno e gli uomini sono, da una parte, le anime tormentate e, dall'altra, i diavoli." Non ho trovato errori e, dato il tempo limitato, ciò mi è sembrato particolarmente lodevole.

Bentornato all'Inferno
Bel racconto di fantascienza: mi ha ricordato quelli di Dick. Qui però non si ricorda tutto come nel film Atto di forza, tratto da un suo racconto: qui non si ricorda più niente. E allora dove sta l'inferno? L'inferno, anche terreno, è sofferenza infinita. Per parafrasare Leopardi: "l'ignoranza del male produce addirittura felicità". Un ben strano inferno in cui la vittima non solo non ricorda ma non ricorderà mai nulla della sua sofferenza. Solo il lettore, forse! Secondo me il tema del contest non è stato perfettamente centrato.

Sinistri
Sono stato condizionato da tutto ciò che è successo in Italia con il crollo del ponte Morandi. Perciò mi è sembrata la tua una facile scorciatoia che non può che attirare l'attenzione del lettore. Scontato. Detto questo nulla da dire sullo stile. Aggiungo che certo la brevità del tempo a disposizione è stata certamente la causa vincolante ma lo è stata per tutti.

Tonio della trincea
Se, come diceva Platone, il male è il non essere qui invece abbiamo il protagonista che è pienamente in una situazione oggettiva in cui il male(la guerra) impera. In quella trincea Tonio si sente realizzato: è il cecchino infallibile. Il ritorno alla vita borghese (in borghese!)è il suo inferno, la sua completa depersonalizzazione, in una situazione oggettiva dove il bene (la pace) ha, per lo meno momentaneamente, trionfato. Un classico esempio di relativismo culturale ed etico.

Ultima frenata
Anche qui si parla del crollo di un ponte. Scontato, dopo tutto quello che è successo a Genova, e perciò non mi ha particolarmente colpito. Certo l'Inferno è il dispiacere, gli errori che si potevano evitare, il rimpianto per le cose che non si sono fatte. Anche queste cose scontate ma lo stile con cui sono narrate le rende tuttavia degne di nota. Ben scritto!

Ascensione
Certo il finale potrebbe sorprendere perché, secondo il modo letterario di pensare, ci si aspetta che quella sia la montagna del purgatorio da dove al massimo si sale in Paradiso e non si discende all'Inferno! Ma quello che avrebbe sollevato le sorti di questo racconto dantesco sulle anime e cioè il finale, viene vanificato dal tena del contest. Il paradosso vuole che, centrato il tema, si perda l'originalità del finale. Nessuna sorpresa dunque!

Il Sommo
L'idea mi è piaciuta molto anche se errori grammaticali gravi mi hanno fatto vacillare e ossimori arditi mi hanno sbigottito. Certo io, personalmente, non ho ancora visto i commenti sul mio racconto e non so quanto errori ho fatto io in così poco tempo, lo stesso poco tempo che il contest ci ha consentito di utilizzare. Posso solo commentare che penso che la mia predica sia giusta ma fatta da un pulpito vacillante (Il mio!).

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eleonora.rossetti
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Re: Gruppo SHO(R)T: Lista racconti ammessi e classifiche

Messaggio#10 » venerdì 31 agosto 2018, 15:41

Eccomi! Scusate l’attesa. Il format della sfida era certamente arduo, spero davvero che vi siate quantomeno divertiti a sfidare i limiti delle possibilità umane ^_^ e per quanto mi riguarda (credo sia un discorso che si dovrebbe SEMPRE tenere a mente, in ogni edizione) chiunque abbia postato è un vincitore a prescindere ;-)
Rispetto alla scorsa edizione ho dato più peso alle sbavature lessicali e ortografiche, anche se non ho calcato troppo la mano come al mio solito (sono nota per essere una bacchettona).

Classifica e a seguire i commenti!

1. Tonio della trincea
2. Bentornato all’inferno
3. Il dilemma del dannato
4. Ultima frenata
5. Sinistri
6. Ascensione
7. Il Sommo



IL DILEMMA DEL DANNATO
Mi è piaciuta questa idea di inferno che declina il noto “dilemma del prigioniero”, trovo efficace sia l’idea sia la resa. Tutto è strutturato in una sorta di “formula di benvenuto” che mi sono immaginata in diverse versioni: un manifesto, la tipica voce agli altoparlanti nei villaggi-vacanze, una mail di lavoro alla postazione. Il tutto con quel tono caloroso che “stona” con la situazione dei dannati. Simpatico, frizzante, con quella frase finale di falso incoraggiamento “imparerai presto” che è tutto un programma. Ottima prova.

IL SOMMO
Povero il nostro Dante :) in effetti “non giudicate o sarete giudicati”, così sta scritto no?
Al di là dei commenti di pancia, trovo che il tema sia ben centrato, ma mi lasci col dubbio di come sia il girone apposito: forse partendo a descrivere quel posto anziché partire col preambolo della passeggiata avrebbe coinvolto ancora di più, proiettandoci direttamente nella condanna. La rivelazione finale forse avrebbe colpito ancora di più. Prendilo come un suggerimento su cui riflettere ;)
Lato stile ci sono un paio di zoppicature (ho trovato un paio di ripetizioni “terra...terra” e “che che”) mentre invece non capisco l’“oscurità abbacinante”... “abbacinante” significa che abbaglia, come è possibile..? XD
Anche il “tre facce in testa” mi è parso un po’ ridondante, bastava forse un “a tre facce”.

ASCENSIONE
Questo racconto parte bene, ma sul finale perde di mordente a mio avviso. Già quando leggo del ciccione che ascende ho già capito (a prescindere dal tema) che il protagonista finirà giù, ma non sapendo però i motivi (lui dice che si è comportato bene, magari qualche tassello in più avrebbe potuto dare le armi al lettore per capire se così fosse) non riesco a empatizzare con lui e quindi “sorprendermi” di quella sua condanna. Apprezzo comunque l’originalità di piazzare la porta dell’inferno al termine della lunghissima scala per il Paradiso: ti illude fino alla fine e poi ti dà la mazzata.

BENTORNATO ALL’INFERNO
Bello! Mi è piaciuto soprattutto perché sei riuscito a dare un’ambientazione distopica in così poco spazio (anche se all’inizio mi hai confuso col termine Inquisitore, sono partita immaginando un contesto storico per poi trovarmi spiazzata). Qui l’Inferno è nella vita e non nella morte, e da esso non c’è sollievo, dato che le persone vengono uccise, viene fatto il lavaggio del cervello (ecco, qui ho trovato il mio unico dubbio: ma c’è bisogno davvero di farlo in una persona morta? ) e poi rispedito a lavorare. Un ciclo senza scampo che ricalca appeno il concetto di ripetitività dell’Inferno.
Nessun difetto rilevante a livello di stile. Ben fatto.

ULTIMA FRENATA
Racconto che si sposa con i più recenti fatti di cronaca, un riferimento che amplifica il senso d’amarezza che mi lascia in bocca. Mi è piaciuta anche la tua idea personale di Inferno: una punizione che non è sofferenza fisica, ma psicologica, condannati a un eterno rimpianto (ecco, forse avrei eliminato la seconda frase e avrei dato più spazio ai rimpianti anche dopo la morte, ma è un gusto personale: forse temevi che non sarebbe stato compreso il senso del tuo Inferno?). Riesci a trasmettere bene il senso di rassegnazione del protagonista, che vaga in questo stato di fantasma. Bravo/a.

SINISTRI
Ho dovuto rileggerlo un paio di volte per capire chi fossero i protagonisti di questo racconto. La mancanza di riferimenti a cose e persone mi ha confuso, all’inizio pensavo che la voce narrante fosse sempre la stessa, poi mi sono dovuta ricredere e ricominciare da capo, e questo ha penalizzato un po’ il mio giudizio. Una volta inteso, anche se a fatica, chi dice cosa (se non ho inteso male ci sono 4 voci: la coppia di imprenditori “furbetti”, un manager (? credo) che se ne lava le mani, e la vittima di tutte le negligenze), capisco il significato del racconto: la tua visione dell’Inferno è l’insieme delle avidità, dei menefreghismi e dei sotterfugi che gira e rigira, purtroppo, finisce per portare all’altro mondo gente che non c’entra. Di sicuro i recenti fatti di cronaca ti hanno ispirato (non solo te, pare). Sistemate le criticità che ti ho segnalato, secondo me ne verrebbe fuori un gran bel racconto, IMHO.

TONIO DELLA TRINCEA
Mi piace il paradosso che hai creato. Laddove tutti crederebbero di essere all’Inferno, coinvolti negli orrori della guerra, il tuo protagonista, un cecchino infallibile, si sente davvero qualcuno, davvero capace, l’eroe della situazione. Il suo inferno personale è invece la vita comune, dove non è nessuno. Mi hai fatto tornare in mente una frase della serie Sherlock su Watson: “Lei non è tormentato dalla guerra, dottor Watson, ne ha nostalgia.”
A livello di stile, la prima persona è stata sfruttata sapientemente. Mostri senza raccontare il contesto della tua storia amalgamandolo bene con le riflessioni del personaggio. Molto belle le descrizioni, tratteggi appieno l’inferno (relativo, in questo caso) delle trincee. La chiusa la trovo arguta e geniale. Se proprio devo trovarci un difetto è la scritta Welcome: finora mi sono figurata un protagonista italiano, complice anche il nome, perché la scritta di “bentornato” è in inglese?
Al di là delle puntualizzazioni, secondo me questo si conquista il podio. Bel lavoro!
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