Gruppo Cristiana Astori

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Le fasi di gioco sono quattro:
1) Il primo settembre sveleremo il tema deciso da Aislinn. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum.
2) Gli autori si leggeranno e classificheranno i racconti che gli saranno assegnati.
3) Gli SPONSOR leggeranno e commenteranno i racconti semifinalisti (i migliori X di ogni girone) e sceglieranno i finalisti.
4) Aislinn assegnerà la vittoria.
Avatar utente
Spartaco
Messaggi: 848

Gruppo Cristiana Astori

Messaggio#1 » lunedì 1 ottobre 2018, 8:33

Immagine

Questo è il gruppo Cristina Astori de LA SFIDA A Né a Dio né al Diavolo con Cristina Astori come giudice.

Gli autori del gruppo Cristina Astori dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo Andrea Atzori.

I racconti di questo gruppo verranno commentati dagli autori del gruppo Andrea Atzori.

I 2 migliori racconti di questo raggruppamento accederanno alle semifinali e saranno valutati da Cristina Astori che deciderà quale dovrà finire al vaglio di Aislinn.

Al girone verrà assegnato un lettore esterno che stilerà una classifica che si sommerà a quelle degli altri.

I gruppi sono stati formati seguendo l'ora di consegna.

Ricordatevi di segnare, in risposta ai vostri racconti, i bonus a cui aspirate.
Nei commenti dovrete segnare i bonus che individuerete.


E ora vediamo i racconti ammessi:

La stanza al primo piano, di Francesco Cristaudo, 10271 caratteri, consegnato l' 09/09 alle 22:02.
Un viaggio nel passato, di Salvatore Stefanelli, 18852 caratteri, consegnato il 21/09 alle 20:30.
Ritagli, di Sara Ronco, 11589 caratteri, consegnato il 29/09 alle 16:16.
Regressione, di Marco Travaglini, 17414 caratteri, consegnato il 01/10 alle 01:33.


Avete tempo fino alle 23.59 di martedì 09 ottobre per commentare i racconti del gruppo Andrea Atzori.
Chi non postasse anche solo un commento verrà squalificato.
Chi non postasse la classifica verrà squalificato
Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Vi avverto che saremo fiscali e non accetteremo classifiche postate anche solo alle 00.00 a meno che problemi improvvisi vi ostacolino all'ultimo, ma in quel caso gradiamo essere avvertiti, sapete come trovare i moderatori. Vi ricordiamo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo.

I racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a SPARTACO.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo Andrea Atzori.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA SFIDA A TUTTI!



Avatar utente
Wladimiro Borchi
Messaggi: 258

Re: Gruppo Cristina Astori

Messaggio#2 » lunedì 8 ottobre 2018, 17:06

Un viaggio nel passato - Salvatore Stefanelli
Ciao Salvatore,
ormai ci siamo letti tante volte, per cui passo rapido alle mie impressioni, senza troppi salamelecchi!
Il racconto si fonda su un idea molto buona, ma ho notato molte imperfezioni dal punto di vista stilistico.
Ci sono una pluralità di frasi fatte. A mero titolo esemplificativo ti evidenzio: "Pallida come le lenzuola", "vita di merda", "anima in pena".
Come ho già avuto modo di dire ad altri, scrivere per frasi fatte toglie al lettori il gusto di vedere qualcosa scritto solo per lui. Se possibile dovrebbero essere evitate.
Nella prima parte c'è un lungo pezzetto un po' didascalico: "...nemmeno il pensiero di lei è riuscito a trattenermi dal cercare la morte...". Roba davvero un po' ottocentesca e poco empatica, che sa molto di già sentito (e nemmeno piaciuto troppo la prima volta).
Qua e là ci sono degli aggettivi che nulla aggiungono al nome che gli accompagna e che servono solo a rallentare inutilmente il ritmo (Es. "mute acque", "lungo corridoio").
Il racconto, di per sé molto accattivante, meriterebbe di essere ripensato con un robusto editing.
A rileggerci.


La stanza al primo piano - Francesco Cristaudo
Ciao e benvenuto all'inferno!
Buon racconto, scritto con sobrietà e con uno stile snello e lineare.
Nulla da eccepire sulla penna, che pare sicuramente buona e, a tratti, professionale.
Diversamente devo condividere con Eugene la nota critica circa la paura dei Clown, che resta un po' fine a sè stessa.
Potresti legarla alla trama in qualche modo, ove possibile.
A rileggerci presto.


Ritagli - Sara Ronco
Ciao, Sara,
Intanto piacere di conoscerti.
La tematica era delle più complesse e hai trovato un modo assai originale per giocarti tutti i bonus.
Il tuo stile è notevole, limpido e snello.
Forse l'unico momento in cui mi sono sentito tirar fuori dal flusso di coscienza del protagonista è con la locuzione: "Mi reciderò la carotide". Molto meglio un più semplice: "Mi taglierò la gola!".
Non so perché, ma il proposito suicidario mi ispira un parlare più atecnico.
La pecca più grossa del racconto, dovuta proprio alla difficoltà del tema affrontato, sta nel non averci fatto sentire tutta la disperazione che ha condotto il protagonista alla sua insana scelta, che appare solo contestualizzata e non sentita.
A rileggerci presto.
I bonus ci sono tutti!


Regressione - Marco Travaglini
Ciao, piacere di conoscerti e di leggerti.
Mi è sembrato proprio un buon racconto.
La penna mi sembra ottima, non mi pare ci siano eccessi né di aggettivazione, né con gli avverbi.
Non ho trovato frasi fatte, né refusi.
La trama e i personaggi ci sono, anche se il protagonista diventa un po' grottesco per quanto è bacchettone.
Capisco che sia necessario per arrivare all'eclatante gesto finale, ma forse necessiterebbe di qualche sfumatura ulteriore.
L'unica pecca sta nelle didascalie che sei stato costretto a inserire nel dialogo post "regressione", per spiegare appunto di che diamine si tratti.
Nel complesso un buonissimo lavoro.
I bonus dichiarati ci sono tutti.
A presto


Davvero difficile stavolta stilare una classifica.
Sarò, quindi, assolutamente soggettivo nella mia valutazione, premiando le idee più originali e i racconti che mi sono rimasti più in mente (alcuni confesso di averli letti ormai da qualche giorno):
1) Regressione;
2) Un viaggio nel passato;
3) Ritagli;
4) La stanza al primo piano.

Baci e abbracci!
IMBUTO!!!

Avatar utente
Eugene Fitzherbert
Messaggi: 466

Re: Gruppo Cristina Astori

Messaggio#3 » martedì 9 ottobre 2018, 19:49

Ormai fare la classifica è sempre più difficile, e non posso neanche vendicarmi su Wladimiro chè sta nel mio stesso gruppo, dannazione!
Comunque, turandomi il naso, questo è l'ordine di arrivo:
1 - Regressione
2 - Un viaggio nel Passato
3 - Ritagli
4 - La stanza al primo piano

Regressione
Ciao, Marco,
piacere di conoscerti!
Beh, inizio subito a farti i complimenti per il racconto, per l'idea e per come hai costruito le diverse scene, reinterpertando lo stesso concept album dei Dream Theater. A proposito di Portnoy, non so se hai visto le selezioni dopo la sua partenza: come cazzo suonano, quei quattro figli di puttana! E Mangini era l'unico che potesse raggiungere il tecnicismo dell'ex batterista...

Ok dopo questa regressione o digressione, torniamo al tuo racconto. Bello, sicuramente, ma un po' da limare, colpa soprattutto il limite maledetto dei caratteri, che ti hanno chiaramente obbligato a scorciare qua e là. Soprattutto nella prima regressione, quella che dovrebbe sorprendere il lettore, il cambio di prospettiva (obbligato, lo capisco perfettamente) sembra quasi fatto al buio. Però, devo ammettere che dopo poche righe, tutto si rimette in carreggiata, e l'azione e la storia riprendono quota.
La rivelazione finale, poi, è di quelle che distruggono la psiche e le certezze del protagonista che è giustamente bigotto al limite del bigotto.

Devo rilevare alcune sbavature, qualche virgola mancante qua e là (esempio: "Come desiderate madonna.", sarebbe più corretto "Come desiderate, madonna"; e altri analoghi esempi sparsi per il testo) e una o due lettere maiuscole che si sono perse per strada.
La citazione della canzone tradotta in italiano è una introduzione alla regressione ben congegnata (anche se indirizzata ai veri amanti dei dream theater che conoscono le parole con cui si apre l'album...)

Beh, basta, così, ho scritto pure troppo, maledett'a me! Bravo ancora, spero di leggere altro di tuo! E ancora benvenuto in questi lidi.

Ritagli
Ciao, Sara,
credo che questa sia la prima tua storia che leggo, e devo dire che è stata una lettura parecchio gloomy e angosciante. D'altronde, quello era il tuo scopo, quindi va bene così!
È sempre interessante trascorrere con un potenziale suicida i suoi ultimi istanti di vita, ha quel sapore voyeuristico dello spiare dal buco della serratura della testa di una persona. Ecco, forse questa è le più grande mancanza nella storia che hai scelto di raccontare. Riesco a vedere il protagonista, secco, un po' allampanato, con il cappuccio della felpa calato sulla testa, le cuffiette di metallo e spugna, vintage, attaccate al walkman (io ne avevo uno, quanti ricordi!), isolato dal resto del mondo. Lo immagino mentre cammina tra le altre persone cercando di essere invisibile. È proprio davanti a me proprio perché in un momento della loro vita, quasi tutti gli adolescenti sono stati più o meno così. Allora, cosa manca? Manca la motivazione, la spinta per cui LUI, il nostro non-eroe è differente, tanto da decidere di andare fino in fondo. Mancano quei retroscena privati, distorti, che gli fanno odiare la vita, la società e il futuro. Hai citato la madre, come fulcro: ecco, ti dovresti concentrare di più su quella figura per renderla tanto cattiva da fargli odiare tutto il resto, da rendere il suicidio l'unica via possibile.

Dal punta di vista tecnico, ho trovato alcuni refusi, alcune ripetizioni e in una frase è saltata un'intera parola (credo che fosse 'fortuna'). Ultimo appunto: si dice Mesdames et Messieurs, per intendere Signore e Signori in francese.
Ti rinnovo i complimenti e spero che di leggere tanto altro di tuo, prossimamente!

Per i bonus: mi pare ci siano tutti! WOW, En Plein!

Un viaggio nel passato
Ciao, Salvatore,
a quanto pare hai tirato fuori l'artiglieria pesante, sfoderando il tuo personaggio seriale Apollinaire. Beh, ero curioso di leggere qualche storia su questo 'benedetto ragazzo', ed eccomi accontentato.
Il racconto ha una bell'ambientazione parteneuropea (se mi permetti), con un substrato soprannaturale non indifferente. Ho trovato delle piacevoli similitudini tra il buon Apollinaire e il duo di cacciatori Winchester della serie Supernatural (non me ne avere, sono uno dei pochi fan del Family Business dei fratelli americani!). Purtroppo accanto a tante belle trovate, ho trovato il racconto un po' incasinato: il fatto che tu abbia dovuto presentare Apollinaire a un pubblico che probabilmente non lo conosce, yi ha obbligato a diventare un po' didascalico e a inseguire la necessità di spiegare cosa fosse il Black Sabba e tutta la pletora di personaggi secondari ma comunque seriali. Questo ha appesantito la narrazione (forzatamente ma purtroppo inevitabilmente).
Poi i salti temporali e i cambi di prospettiva tra narratori (talvolta seguiamo il punto di vista di Apollinaire, tlavolta quello dell'anima defunta) è troppo ubriacante.
Dal punto di vista stilistico, devo essere solidale con Wlad e fare miei anche i suoi appunti.
Resta comunque una buona prova, divertente e piena di invenzioni. Bravo!

La stanza al primo piano
Ciao, Francesco,
benvenuto in questa gabbia di matti!
Ho letto un paio di volte il tuo racconto: da una parte ho molto apprezzato il tuo stile sobrio, con dialoghi ben cadenzati e parti descrittive scorrevoli. La protagonista emerge pian piano dalle righe, mentre la co-protagonista (la madre, intendo) resta sempre nell'ombre, chiusa appunto nella sua stanza.
D'altro canto, il racconto non riesce a chiudere tutto quello che apre. Soprattutto, la cosa che più mi ha lasciato perplesso è l'accenno all'inizio ai CLOWN. Ora, onestamente, mi è sembrato che fosse un appunto cruciale, una metonimia narrativa che sarebbe riemersa successivamente, a far quadrare tutto, che si sarebbe spiegata 'meglio' e che avrebbe messo dentro anche la figura della madre.
Invece purtroppo, questo hint che hai lanciato a me, lettore, è rimasto sospeso. Peccato: dovresti ristudiare l'economia del racconto per dare anche più risalto alla psicologia di Elena e a quanto sia stata modificata/alterata/rovinata dalla presenza ingombrante di una madre psichiatrica.

Tecnicamente non rilevo refusi, né errori di consecutio.
Buona prova, decisamente, che ha bisogno di qualche limata! Continua così!

Per inciso: tutti i bonus dichiarati sono stati rilevati. Bravi a tutti!

Avatar utente
Spartaco
Messaggi: 848

Re: Gruppo Cristina Astori

Messaggio#4 » martedì 9 ottobre 2018, 22:43

In attesa dell'ultima classifica, posto quella del Lettore Anonimo.
Vi ricordo che il Lettore Anonimo è quell'animale in vi d'estinzione che legge senza avere nessuna velleità letteraria. Insomma, quelli di chi ha comprato una vostra opera e ne sta parlando con gli amici.


Commenti:

Regressione: Il tuo racconto mi è piaciuto molto: i personaggi sono ben costruiti così come le ambientazioni. Hai gestito molto bene i diversi salti nel tempo a cui hai dato una spiegazione vagamente accennata, ma in uno scritto così breve non se ne sente particolarmente la mancanza. Rebecca vien fuori un po’ stronzetta, ma probabilmente è una cosa voluta quindi va benissimo. Bonus: tutti e 6.

Un viaggio nel passato: Il tuo racconto mi è piaciuto. Sei stato bravo a gestire i numerosi personaggi e soprattutto i salti nel tempo. Visto il ristretto numero di caratteri sei anche riuscito a raccontare degli avvenimenti complessi e legati tra loro. A guardarla con uno sguardo critico direi che la parte che mi è piaciuta di meno è la descrizione di pensieri di Ann-Marie quando si sta per suicidare, mi sono sembrati un po’ macchiettistici e hai lasciato indietro la parte del motivo per cui lei ha scelto di suicidarsi al posto che allontanare sua figlia da quel tipo di influenza. Tutto sommato per me è un ottimo lavoro, anche adeguato, se ne hai voglia, ad essere allungato un po’ descrivendo meglio il rapporto tra Caronte e il Cacciatore.
Il tuo racconto mi è piaciuto. Sei stato bravo a gestire i numerosi personaggi e soprattutto i salti nel tempo. Visto il ristretto numero di caratteri sei anche riuscito a raccontare degli avvenimenti complessi e legati tra loro. A guardarla con uno sguardo critico direi che la parte che mi è piaciuta di meno è la descrizione di pensieri di Ann-Marie quando si sta per suicidare, mi sono sembrati un po’ macchiettistici e hai lasciato indietro la parte del motivo per cui lei ha scelto di suicidarsi al posto che allontanare sua figlia da quel tipo di influenza. Tutto sommato per me è un ottimo lavoro, anche adeguato, se ne hai voglia, ad essere allungato un po’ descrivendo meglio il rapporto tra Caronte e il Cacciatore. Bonus: a me sembra manchi il numero 2.



Ritagli: Non sono una grande fan de tuo racconto: hai fatto un buon lavoro nel mostrare le immagini del racconto, che di conseguenza è facile da seguire, ma si sente un enorme mancanza durante tutto il racconto che è il fattore scatenante del suo suicidio. Fai un estratto all'inizio in cui fai capire che il protagonista non è ben integrato nella società e che il suo rapporto con la nonna lo ha portare ad avere un macabro gusto dell’horror, ma non sembra abbastanza per provocare un suicidio, per giunta così ben programmato. Ti consiglio di analizzare meglio il suo rapporto materno e quello con la nonna, se le rendi tragici a sufficienza il racconto avrebbe basi più solide. Bonus: a me sembra manchi il numero 3.



La stanza al primo piano:
Ad essere onesti non mi ha fatto impazzire. Tu scrivi bene e il racconto scorre piacevolmente ma sembra più un estratto (un flashback per raccontare il passato di qualcuno in una storia più ampia) piuttosto che un racconto creato per stare in piedi da solo. Visto che non è un racconto con molti avvenimenti e tutti prevedibili, dal mio punto di vista, l’unico modo per renderlo interessante è analizzare e descrivere alla perfezione le reazioni emotive della protagonista. Tu però non ti sei mai fermato a descriverle: lei ha scoperto di avere un fratello morto di cui non era mai venuta a conoscenza e tu hai solo scritto un dialogo, peraltro scarno. Questo mi ha completamente impedito di avere alcun tipo di legame con la protagonista e quindi con la tua storia. Bonus: solo il 5.


Classifica:

1) Regressione
2) Un viaggio nel passato
3) Ritagli
4) La stanza al primo piano

Alessandro Calvi
Messaggi: 5

Re: Gruppo Cristina Astori

Messaggio#5 » martedì 9 ottobre 2018, 23:39

As always arrivo ultimo e sul filo di lana, scusate.
Scusate anche le mie critiche, cerco di essere sempre molto dettagliato, quindi spero vorrete leggerle come consigli per migliorare o correggere e non come "critiche" tout-court. Mi rendo infatti conto che, soprattutto in una occasione come questa, spazio e tempo sono tiranni, quindi è ovvio che qualcosa scappi (io ne sono il primo esempio, sia chiaro).
Vado, in ogni caso, a cominciare, i racconti sono commentati in ordine di gradimento:

1) Ritagli - Breve, ma incisivo. Mi sono piaciuti molto l'asciuttezza e al contempo il tentativo di calarci nella mente del ragazzo. Come sottolineato da altri, però, manca un po' il fattore scatenante, l'elemento a monte che l'ha spinto verso quella decisione così estrema. Viviamo benissimo le sue emozioni nel momento, ma non riusciamo fino in fondo a comprendere il motivo per cui le prova, come è arrivato fin lì. Trovo, inoltre, che ci siano un paio di passaggi che andrebbero un po' sistemati nella parte centrale, ho avuto l'impressione di una eccessiva (benché probabilmente voluta) confusione nell'esposizione.

2) Regressione - Buonissima l'idea iniziale e un plauso al modo in cui hai inserito la canzone dei Dream Theater. Diversi momenti del racconto, però, non mi hanno convinto del tutto. Viene detto che il protagonista ha vissuto durante la regressione alcuni momenti di sue vite passate, precedenti incarnazioni della sua anima. Ecco, per quanto sia utile alla trama e al raccontare ciò che vuoi raccontare, a me stona che proprio lui sia non tanto Flavia Guiderocchi, quanto il centurione responsabile del falso su Cristo. Lì la mia sospensione dell'incredulità è andata in pezzi. Se già è difficile mantenerla intatta quando il protagonista di una vicenda è sempre al posto giusto nel momento giusto, ancor peggio è se un tizio a caso che per caso ha questo evento di regressione spontanea, risulta essere proprio quello responsabile di un evento che ha cambiato la storia dell'umanità. Uno ci stà (Flavia), due diventa già un po' troppo. L'ho trovato un po' troppo tirato per i capelli, ecco.
Accanto a questo, inoltre, ho trovato eccessivamente caricaturale sia la sua fede che soprattutto il prete. Mi rendo conto che sia difficile caratterizzare i personaggi in pochissime righe come in questo caso, ma entrambi non sono riusciti a convincermi e mi sono suonati finti. Tutti e due sono "troppo": troppo credenti, troppo bacchettoni, troppo ottusi.
Allo stesso modo non mi hanno convinto le motivazioni finali al suicidio: di fronte a una rivelazione che lo vede lui stesso protagonista, afferma che la sua vita è solo una menzogna e per questo si suicida, anzi afferma di dover espiare il danno fatto. Ecco, non mi torna. Forse perché mi sembrava finto il suo essere beghino fino al midollo, al contempo non ne seguo il percorso logico. Se Cristo è una menzogna, allora non c'è nulla da espiare, i concetti di paradiso, inferno e peccato dedadono. Oltretutto è lui stesso ad aver "architettato" la menzogna, scoprirlo dovrebbe dargli una maggiore consapevolezza di tutto e metterlo al centro di tutta la storia umana, portarlo a farsi domande. Invece sembra che questa scoperta non intacchi minimamente il suo beghismo e, anzi, lo spinga a diventarlo ancora di più. Boh, non so, non sono molto convinto.

3) Un Viaggio nel Passato - Ho apprezzato molto il tentativo di creare e presentare un intero mondo, seppur in un racconto molto breve, ma temo tu abbia messo troppa carne al fuoco. Come anche evidenziato da altri ci sono molte frasi fate che capisco siano state usate per cercare di far calare subito il lettore nella storia, al fine di risparmiare battute per farci stare tutto. Il risultato, in più passaggi, però, è quello di appiattire tutta la narrazione trasformandola in un riassunto. Si elencano solo i fatti, le informazioni necessarie, e si dimentica l'atmosfera perché non ci sono battute a sufficienza per tutto. Probabilmente avresti dovuto evitare di scendere nel dettaglio su tutto il mondo, il background del protagonista, il suo lavoro, i personaggi di contorno, limitandoti a dare dei semplici accenni. Lasciare intuire al lettore che c'è di più, molto di più, ma senza rivelarlo esplicitamente. Ovviamente è più facile a dirsi che a farsi, perché sembra che se non si dicono certe cose, poi il resto non funziona o non è comprensibile al lettore, eppure ci si può riuscire. Anche se è molto difficile.
Una tale complessità nel rendere il mondo, poi, ha anche inficiato parte della storia, che risulta forse fin troppo semplice e scontata. Mi è piaciuto come hai risolto il desiderio di vendetta della madre, anche se ho trovato un po' forzato che il bis-bis-etc. nipote del fratello stia assieme proprio alla bis-bis-etc. nipote della figlia.

4) La Stanza al Primo Piano - Faccio mie le critiche espresse anche da altri sui clown. Si tratta di un elemento messo lì in maniera talmente forte che necessita di essere ripreso in seguito, altrimenti perde di significato, appare slegato e non funzionale alla storia.
Mi permetto, inoltre, un altro appunto, riguardante il punto di vista. Nel primo spezzone abbiamo una terza persona non onnisciente, che segue solo i pensieri della maestra, poi alterniamo una terza persona non onnisciente che segue solo i pensieri della protagonia e una terza persona onnisciente, che ci racconta cose. Uniformerei il tutto solo sulla terza persona non onnisciente, che segue la protagonista. Girerei quindi il dialogo iniziale e magari farei parlare dei clown a qualcun altro, mentre lascerei alla bambina, in una sorta di innaturale maturità dovuta alla situazione che vive a casa, la riflessione sulla paura di perdere coloro che ama.

Avatar utente
Spartaco
Messaggi: 848

Re: Gruppo Cristina Astori

Messaggio#6 » mercoledì 10 ottobre 2018, 0:36

Ecco a voi la classifica finale con i bonus assegnati:

1) Regressione, di Marco Travaglini = (5 - 12 per i bonus) -7 punti
2) Un viaggio nel passato, di Salvatore Stefanelli = (9 - 12 per i bonus) -3 punti Squalificato per non aver consegnato la classifica
3) Ritagli, di Sara Ronco = (10 - 12 per i bonus) -2 punti
4) La stanza al primo piano, di Francesco Cristaudio= (16 - 3 per i bonus) -13 punti


Accedono alla semifinale e verranno giudicati da Andrea Atzori: Marco Travaglini e Sara Ronco.
Marco e Sara avranno tempo fino a venerdì 12 ottobre alle 23:59 per revisionare il racconto da sottoporre allo SPONSOR.

Complimenti a tutti!

Avatar utente
SalvatoreStefanelli
Messaggi: 278

Re: Gruppo Cristina Astori

Messaggio#7 » giovedì 11 ottobre 2018, 10:46

Ok, è andata così. Sono sicuro, però, di averla postata giorni fa, dopo aver commentato i tre racconti del gruppo. Adesso che avrei potuto passare il turno e mi capita questo, proprio ora che ho enormi difficoltà di collegamento e non ho visto l'avviso (avrei potuto riproporla). Mi sa che è il mio destino. Già so che non potrò partecipare nemmeno lunedì. Arrivederci a momenti migliori e grazie.

P.s. Comunque, la mi classifica era questa: 1)The Thing that Should Not Be; 2)Letheion; 3)Buon appetito

Torna a “La Sfida a Né a Dio né al Diavolo”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite