Paradiso

Appuntamento per lunedì 17 settembre 2018 dalle 21.00 all'una con un tema della guest star del mese ENRICO PANDIANI!
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Laura Cazzari
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Paradiso

Messaggio#1 » lunedì 17 settembre 2018, 22:42

La terra tremò.
Una bomba era stata sganciata vicino alla capitale.
Gran parte dell’esercito dei Rot si trovava in quel punto.
Vitala correva agile per le vie della città che un tempo chiamava casa. La morte le stava col fiato sul collo. La capitale era caduta e con essa il suo pianeta.
I Grun avevano vissuto pacificamente per secoli, prima che iniziassero con la smania di conquista.
Il loro pianeta era il più vicino ai soli gemelli della galassia Wex, ma il calore delle due stelle lo bruciò fino alla morte, così i Grun furono costretti a chiedere asilo agli altri tre pianeti del sistema.
All’inizio la convivenza aveva portato ottimi risultati. Le più grandi invenzioni trassero le loro origini in quel periodo.
Per celebrare l’unione dei quattro popoli, i Rot, i Grun, i Blau e i Gelb costruirono una città spaziale dove le migliori menti lavoravano per il benessere di tutti.
I Grun, però, poco alla volta, cominciarono a desiderare l’indipendenza e iniziarono a rivendicare territori sempre più grandi e a dettare le loro leggi.
Il passo verso la guerra fu quasi scontato.
I Grun avevano già conquistato il pianeta dei Blau e adesso anche i Rot erano caduti.
Vitala inciampò e cadde rovinosamente a terra. Il bracciò sfregò contro la terra secca e sangue bianco cominciò a sgorgare sulla sua pelle rossa.
Si rimise in piedi controllando immediatamente il contenuto del suo zaino. Sembrava tutto a posto, ma la sua caviglia non era in grado di reggere il suo peso.
La terra tremò ancora, ma questa volta erano le scosse che preannunciavano la partenza della nave spaziale.
Vitala riprese a correre saltellando su una gamba sola.
Quando finalmente raggiunse la nave, lo sportello si stava chiudendo.
- Aspettatemi - urlò.
Il portellone non interruppe la sua corsa.
La donna diede fondo alle sue ultime energie e riuscì ad infilarsi nell’apertura prima che si chiudesse del tutto.
La nave decollò subito.
Non appena Vitala fu di nuovo in grado di muoversi, notò che attorno a lei c’erano gli ultimi Rot sopravvissuti e il loro numero era inferiore al centinaio.
Un intero popolo spazzato via in una notte.
La donna si sistemò vicino a un oblò ed estrasse con dolcezza il contenuto dello zaino. Una neonata, di appena una settimana, stava dormendo serenamente, ignara del massacro che si stava consumando intorno a lei. L’aveva avuta in tarda età, ma era il suo bene più prezioso.
- Guarda - disse alla figlia, indicando la città spaziale che ormai avevano quasi raggiunto - stiamo arrivando a casa. Questa è l’unica città dove tutte le razze possono convivere in pace. Lì, insieme a quello che rimane dei Blau, aiuteremo i Gelb a contrastare i Grun. Lì verremo accolti a braccia aperte, ci daranno da mangiare, una casa e si occuperanno di noi. Vedrai staremo bene -
La bambina di tutta risposta aprì gli occhioni rossi e pianse per la fame.
La nave approdò alla città spaziale pochi istanti dopo. I profughi vennero fatti scendere e sistemati in una sala di attesa.
I corridoi erano pieni di vita. Giovani di tutte le etnie chiacchieravano e passeggiavano insieme. A Vitala sembrò il paradiso.
Gli esuli vennero fatti entrare a turno nella stanza accanto. La donna venne chiamata per ultima. L’esaminatore era un anziano Gelb dalla pelle gialla e dall’aria arcigna. Riempì Vitala di domande: età, malattie, parenti ancora in vita e, infine, chiese il nome della bambina mentre la sollevava dalle braccia della madre.
- Regen - disse orgogliosa.
- Bene abbiamo finito - disse il vecchio dirigendosi verso la porta.
- Aspetti, dove sta andando? -
L’esaminatore si voltò verso di lei.
- Mi spiace, ma qui diamo asilo solo a giovani e bambini -
Mentre la porta si chiudeva alle spalle del vecchio, Vitala vide per l’ultima volta il viso di sua figlia, prima che un proiettile raggiungesse il suo cuore.


Laura Cazzari

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Re: Paradiso

Messaggio#2 » lunedì 17 settembre 2018, 22:48

Ciao Laura! Sbaglio o era da un sacco di tempo che non ti si vedeva nell'Arena? Bentornata! Caratteri ok e anche il tempo, buona Pandiani Edition!

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Laura Cazzari
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Re: Paradiso

Messaggio#3 » lunedì 17 settembre 2018, 22:49

Ciao, si sono latitata un po' per mancanza di tempo, ma sono contenta di essere riuscita a partecipare questa volta! :)
Laura Cazzari

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Marco Travaglini
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Re: Paradiso

Messaggio#4 » giovedì 20 settembre 2018, 5:17

Ciao Laura, di seguito le mie impressioni.

I racconti di fantascienza sono tanto belli quanto difficili da scrivere. Il tuo progetto è ambizioso (un intero sistema addirittura in mutamento), ma tutte le informazioni, e tutti gli avvenimenti che accadono prima della vicenda narrata, è complicatissimo farli arrivare al lettore. Anche in questo racconto troviamo l’infodump, e temo che la cosa sia inevitabile. Non è un problema, ci passo sopra. Qui ne troviamo due: il primo inizia alla terza riga e va avanti quasi per un terzo del racconto, il secondo invece è il dialogo tra Vitala e la sua bimba neonata. Il primo ci serve a capire l’ambientazione, mentre le informazioni del secondo credo fossero un deducibili da come gli eventi sono narrati. Da amante della fantascienza comunque apprezzo la costruzione di un’ambientazione così articolata. Sempre da amante della fantascienza però, la mia curiosità reclama particolari: com’è fatto il pianeta dei Rot? Come sono fatte le case? Com’è la vegetazione? Com’è fatta l’astronave? Sono particolari che in teoria possono e devono venir fuori dalla vicenda narrata, quantomeno un accenno, invece Vitala si muove in ambienti “neutri”. Sulle 4 razze gli unici particolari che troviamo sono colore della pelle: rosso per Rot (con sangue bianco) e giallo per Gelt, un giocare con nomi assonanti al loro significato che ritroviamo anche nei nomi dei personaggi e che ho apprezzato.
Il finale a sorpresa tragico viene ben seminato nelle righe precedenti, ed è quello che più si richiama al tema di attualità dell’accoglienza: quando ad esempio sentiamo al telegiornale che il governo italiano dichiara che i bambini (e i malati gravi) vengono fatti sbarcare e salvati, che fine fanno gli altri? In questo caso la vicenda viene portata all’eccesso con la separazione madre figlia, facendomi riflettere non poco su come sia facile e pericoloso spostare quella barra etica che ci fa sembrare accettabile che alcuni vengano salvati a discapito di altri. Anche se il proiettile che spunta dal nulla mi ha lasciato perplesso.

In conclusione quindi un racconto che più di tanti altri mi ha lasciato qualcosa su cui riflettere anche dopo la lettura, ma a cui non riesco a non rimproverare un po’ la mancanza di esplorazione vera di un ambientazione che invece mi aveva intrigato.

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Laura Cazzari
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Re: Paradiso

Messaggio#5 » giovedì 20 settembre 2018, 8:10

Marco Travaglini ha scritto: Sempre da amante della fantascienza però, la mia curiosità reclama particolari: com’è fatto il pianeta dei Rot? Come sono fatte le case? Com’è la vegetazione? Com’è fatta l’astronave? Sono particolari che in teoria possono e devono venir fuori dalla vicenda narrata, quantomeno un accenno, invece Vitala si muove in ambienti “neutri”. Sulle 4 razze gli unici particolari che troviamo sono colore della pelle: rosso per Rot (con sangue bianco) e giallo per Gelt, un giocare con nomi assonanti al loro significato che ritroviamo anche nei nomi dei personaggi e che ho apprezzato.


Ciao Marco, ti ringrazio molto per le tue osservazioni e per aver notato il gioco dei nomi delle razze. Concordo con te sul fatto che il mio racconto sia parco di dettagli. Pensa che mi sono "fatta violenza" nel restringere le descrizioni al minimo per poter stare all'interno dei caratteri. Mi sono trovata di fronte alla scelta di raccontare meglio l'ambiente circostante o di cercare di arrivare al mio messaggio senza che sembrasse "incollato". Purtroppo forse ho esagerato nella scelta di creare un'ambientazione così complicata in poche righe.
Laura Cazzari

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Marco Travaglini
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Re: Paradiso

Messaggio#6 » giovedì 20 settembre 2018, 11:47

Ciao Laura, grazie della risposta. Sì capisco quello che dici, dosare certi particolari è difficile anche in un romanzo, figuriamoci in un racconto brevissimo. Comunque credo sia anche una questione di gusti personali: a me ad esempio, quando leggo, piacciono i dettagli, anche non spiegati, e da lì immaginare il resto con qualche leggero aiutino ogni tanto. Altri magari possono preferire il contesto generale e immaginare il dettaglio.
Ad ogni modo mi sono affezionato a Vitala, che ho immaginato fin da subito come un'attempata Rey di Star Wars, con la pelle rossa.
Toglimi l'ultima curiosità però: dando per scontato che i Blau siano blu, i Grun sono grigi o verdi? :D

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Laura Cazzari
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Re: Paradiso

Messaggio#7 » giovedì 20 settembre 2018, 11:55

Marco Travaglini ha scritto:Ciao Laura, grazie della risposta. Sì capisco quello che dici, dosare certi particolari è difficile anche in un romanzo, figuriamoci in un racconto brevissimo. Comunque credo sia anche una questione di gusti personali: a me ad esempio, quando leggo, piacciono i dettagli, anche non spiegati, e da lì immaginare il resto con qualche leggero aiutino ogni tanto. Altri magari possono preferire il contesto generale e immaginare il dettaglio.
Ad ogni modo mi sono affezionato a Vitala, che ho immaginato fin da subito come un'attempata Rey di Star Wars, con la pelle rossa.
Toglimi l'ultima curiosità però: dando per scontato che i Blau siano blu, i Grun sono grigi o verdi? :D


Ciao Marco, mi serve molto capire anche i punti di vista di chi legge quindi ritengo prezioso il tuo consiglio! Ti svelo un segreto :): il nome delle razze sono i colori in lingua tedesca (ho scelto colori che in tedesco non sembrassero troppo complessi): Grun vuol dire verde :). Un'altra piccola "chicca": il nome della bimba è l'abbreviazione di arcolabeno in tedesco!! :)
Laura Cazzari

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Marco Travaglini
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Re: Paradiso

Messaggio#8 » giovedì 20 settembre 2018, 12:19

Laura Cazzari ha scritto:Ciao Marco, mi serve molto capire anche i punti di vista di chi legge quindi ritengo prezioso il tuo consiglio! Ti svelo un segreto :): il nome delle razze sono i colori in lingua tedesca (ho scelto colori che in tedesco non sembrassero troppo complessi): Grun vuol dire verde :). Un'altra piccola "chicca": il nome della bimba è l'abbreviazione di arcolabeno in tedesco!! :)


Ahh ecco! Fin da subito mi era sembrato che i nomi indicassero qualcosa, ma non capivo bene cosa. Poi quando ho collegato Rot-rosso e Gelt-giallo tutto ha acquisito un senso, ma non parlando una parola di tedesco pensavo più a una specie di dialetto Klingon ahahah
Bella come cosa però, ho notato che nella narrativa straniera è una cosa che si fa moltissimo mentre in quella italiana è più raro.

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Massimo Tivoli
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Re: Paradiso

Messaggio#9 » giovedì 20 settembre 2018, 14:21

La forza del racconto sta nel finale che arriva come un pugno nello stomaco (in senso positivo). Un altro aspetto che credo si possa apprezzare è, nella parte centrale (escluso il finale chiaramente), l’analogia con molte situazioni reali di profughi che leggiamo sul giornale o che possiamo vedere al telegiornale. Insomma, un piccolo ma efficace esempio di come la narrativa fantastica può toccare il mainstream. Non mi ha convinto invece la parte iniziale. Si capisce che il racconto richiede un minimo di contesto, altrimenti la parte centrale e il finale non stanno in piedi. E avere poche battute a disposizione, in questo caso, è un grande ostacolo da superare. Però tutto il pezzo:
"I Grun avevano vissuto pacificamente per secoli, prima che iniziassero con la smania di conquista.
Il loro pianeta era il più vicino ai soli gemelli della galassia Wex, ma il calore delle due stelle lo bruciò fino alla morte, così i Grun furono costretti a chiedere asilo agli altri tre pianeti del sistema.
All’inizio la convivenza aveva portato ottimi risultati. Le più grandi invenzioni trassero le loro origini in quel periodo.
Per celebrare l’unione dei quattro popoli, i Rot, i Grun, i Blau e i Gelb costruirono una città spaziale dove le migliori menti lavoravano per il benessere di tutti.
I Grun, però, poco alla volta, cominciarono a desiderare l’indipendenza e iniziarono a rivendicare territori sempre più grandi e a dettare le loro leggi.
Il passo verso la guerra fu quasi scontato.
I Grun avevano già conquistato il pianeta dei Blau e adesso anche i Rot erano caduti.”
sa un po’ troppo di infodump.
Anche la frase: “La morte le stava col fiato sul collo”, per me, sa di cliché.
Peccato perché sistemata la prima parte credo che sia, con quel finale, proprio un bel racconto.

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Laura Cazzari
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Re: Paradiso

Messaggio#10 » giovedì 20 settembre 2018, 15:13

Massimo Tivoli ha scritto: Non mi ha convinto invece la parte iniziale. Si capisce che il racconto richiede un minimo di contesto, altrimenti la parte centrale e il finale non stanno in piedi. E avere poche battute a disposizione, in questo caso, è un grande ostacolo da superare. Però tutto il pezzo sa un po’ troppo di infodump.


Ciao Massimo, ti ringrazio per il tuo commento. Effettivamente mi rendo conto che per far stare la storia in piedi ho dovuto "buttare" un po' di informazioni all'inzio a discapito di un'introduzione più lineare. Forse mi sono buttata su un racconto che non poteva stare in 3.777 caratteri :)
Laura Cazzari

Filippo De Bellis
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Re: Paradiso

Messaggio#11 » venerdì 21 settembre 2018, 0:38

Premessa: si tratta, secondo me, del genere più difficile da scrivere in poche righe. Ha bisogno di spazio, una narrazione del genere, di aria che faccia vedere al lettore l’universo siderale, di tempo perché si possa entrare nelle meccaniche della vicenda, negli usi di un popolo del futuro.
Il racconto ha buoni spunti, ma dà l’idea dell’estrema contrazione. Tutto succede di fretta, i fatti e i personaggi si schiacciano come sardine. E’ bella la psicologia dei popoli di cui narri, è bello l’animo della protagonista ma è tutto troppo insieme.
Il finale è indovinato, anche se qualcosa me lo lasciava prevedere. Oltre ai popoli di pace e a quelli di guerra, mostra che ci sono popoli a metà, ragionatori tanto da divenire spietati.
Il ritmo narrativo è buono. Lo stile anche, solo leggermente piatto.

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Laura Cazzari
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Re: Paradiso

Messaggio#12 » venerdì 21 settembre 2018, 7:56

Filippo De Bellis ha scritto:Il ritmo narrativo è buono. Lo stile anche, solo leggermente piatto.

Ciao FIlippo ti ringrazio per il tuo commento e concordo sullo schiacciamento che mi hanno segnalato un po' tutti. Volevo solo chiederti cosa intendi con "stile leggermente piatto".
Laura Cazzari

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diego.martelli
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Re: Paradiso

Messaggio#13 » venerdì 21 settembre 2018, 12:24

Concordo con il problema dell'infodump sollevato da altri. Il world building nella fantascienza è spesso difficile, e mi sono domandato il perché, in un contesto di caratteri così limitati, hai scelto di darci tutti i dettagli che ci hai dato (es. il sangue bianco, la pelle rossa). Qua e là "ti vai a cercare" alcuni guai, a mio avviso: la protagonista inciampa e si ferisce ma tale azione passa come qualcosa di superfluo: credo che l'intento fosse di suscitare curiosità per il contenuto dello zaino (che ella controlla "immediatamente"), ma non credo che la cosa sia riuscita fino in fondo: l'importanza del contenuto emerge solo successivamente, dentro la nave in partenza. Il colpo di scena finale funziona, ma è un po' improvviso, senza che nulla prepari il lettore o lo faccia sospettare, riducendo un po' l'impatto emotivo. La città multietnica viene citata, sebbene il vero tema del racconto sia un altro. In generale penso sia una buona prova che avrebbe beneficiato di più caratteri e un po' più di tempo per limare alcuni aspetti e approfondirne altri.

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Laura Cazzari
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Re: Paradiso

Messaggio#14 » venerdì 21 settembre 2018, 12:31

diego.martelli ha scritto:Concordo con il problema dell'infodump sollevato da altri. Il world building nella fantascienza è spesso difficile, e mi sono domandato il perché, in un contesto di caratteri così limitati, hai scelto di darci tutti i dettagli che ci hai dato (es. il sangue bianco, la pelle rossa). Qua e là "ti vai a cercare" alcuni guai, a mio avviso: la protagonista inciampa e si ferisce ma tale azione passa come qualcosa di superfluo: credo che l'intento fosse di suscitare curiosità per il contenuto dello zaino (che ella controlla "immediatamente"), ma non credo che la cosa sia riuscita fino in fondo: l'importanza del contenuto emerge solo successivamente, dentro la nave in partenza. Il colpo di scena finale funziona, ma è un po' improvviso, senza che nulla prepari il lettore o lo faccia sospettare, riducendo un po' l'impatto emotivo. La città multietnica viene citata, sebbene il vero tema del racconto sia un altro. In generale penso sia una buona prova che avrebbe beneficiato di più caratteri e un po' più di tempo per limare alcuni aspetti e approfondirne altri.


Ciao Diego ti ringrazio per il commento. I dettagli che ho messo erano per far capire che si trattava di razze diverse. Inoltre non trovavo necessario preparare il lettore al finale, il mio scopo era proprio che non se lo aspettasse sennò perdeva il suo impatto. Qual è il tema che hai percepito tu?
Laura Cazzari

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diego.martelli
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Re: Paradiso

Messaggio#15 » venerdì 21 settembre 2018, 12:50

Laura Cazzari ha scritto:Qual è il tema che hai percepito tu?


Il tema che ho percepito è la fragilità della speranza, il modo in cui ci lasciamo ingannare, a volte per fiducia, altre volte per disperazione, da illusioni che ci sembrano salvifiche: in questo caso una città "buona", straniera ma apparentemente ospitale, che invece si dimostra un nuovo inferno.

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maria rosaria
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Re: Paradiso

Messaggio#16 » venerdì 21 settembre 2018, 17:58

Ciao Laura.
Rimango sempre sbalordita e affascinata quando leggo racconti fantascientifici in cui con grande abilità vengono creati interi mondi, intere società dense di dettagli e particolari.
Sei stata brava e ho seguito con piacere la storia, tra l'altro scritta molto bene, fino all'epilogo drammatico.
L'unico punto in cui ho un po' inciampato, ma confesso di non essere una grande lettrice di fantasy/fantascienza, è stato l'inizio quando descrivi le varie popolazioni e le dinamiche tra loro.
Concordo con chi ha scritto che forse i caratteri a disposizione, per un racconto del genere, erano troppo pochi.
Alla prossima
Maria Rosaria

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Linda De Santi
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Re: Paradiso

Messaggio#17 » lunedì 24 settembre 2018, 22:10

Ciao Laura!
Un bel racconto del genere letterario che preferisco ;)
Credo anch’io che sarebbero serviti più caratteri a disposizione: condensati in così pochi caratteri, le informazioni sul contesto sembrano un po’ compresse e tendenzialmente didascaliche. In un racconto più lungo, invece, potresti dare il giusto spazio alla bellissima ambientazione che hai creato: mi è piaciuta molto, ad esempio, la caratterizzazione fisica della protagonista (pelle rossa e sangue bianco). Mi piacerebbe che ci fosse stata una caratterizzazione di questo tipo anche per i membri delle altre razze aliene.
Il finale mi ha colpito, anche se forse avrei preferito che, anziché riservare la morte ai Rot arrivati sul pianeta dei Gelb, questi ultimi decidessero di rimpatriare i Rot senza sporcarsi le mani: una sorte perfino più crudele della morte (ma anche così com'è credo che raggiunga il suo scopo).
Insomma, un buon lavoro che, come già altri hanno scritto, ha bisogno di un po’ più di spazio per raggiungere la sua forma migliore. Spero di poterne leggere presto una versione più estesa. Alla prossima!

Alexia
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Re: Paradiso

Messaggio#18 » martedì 25 settembre 2018, 21:25

Da curatrice e scrittrice di scifi ho trovato il testo un po’ acerbo, ma è normale. Un testo di fantascienza è complesso, molto di più di ciò che si pensi. Infilare un mondo, diverse etnie, culture, e riuscire a spiegarle al lettore in poche righe, fa cadere spesso nell’infodump. Errore che troviamo anche negli epicfantasy.
Ma è il genere che amo di più, e rimango sempre affascinata. Quindi è per me facile appassionarmi al personaggio. Vitala mi piace. E la fine che le fai fare è perfetta per un racconto breve scifi, che spiazza il lettore.
Tema azzeccato e bella trama.
Unico neo… la d eufonica. Lo so, le odio terribilmente!

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antico
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Re: Paradiso

Messaggio#19 » domenica 30 settembre 2018, 19:04

Molto spiegone, ma era inevitabile considerando il respiro che volevi dare al racconto, condizione necessaria per poter affrontare il tema. Di conseguenza, rispetto ad altri racconti questo fatico un pelo di più perché stenta a fare entrare il lettore e quando ci riesce ecco l'epilogo. Non mi è dispiaciuto, anche se il nome delle razze fa pensare a Guida Galattica e questo stona con il tono che invece vuoi dargli. Da sistemare, semmai allargare, affinare. Al momento è, a mio parere, un pollice ni tendente più verso l'alto perché c'è tanta potenzialità che però ha necessariamente bisogno di un altro formato per potersi esprimere in pieno.

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