Gruppo POLVERE: Lista racconti e classifiche

Appuntamento per lunedì 17 settembre 2018 dalle 21.00 all'una con un tema della guest star del mese ENRICO PANDIANI!
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Gruppo POLVERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 18 settembre 2018, 2:03

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BENVENUTI ALLA PANDIANI EDITION, LA QUINTA DELLA SESTA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 120° ALL TIME!

Questo è il gruppo POLVERE della PANDIANI EDITION con ENRICO PANDIANI nelle vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo POLVERE dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo LES ITALIENS.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo LES ITALIENS.


Questo è un gruppo da NOVE racconti e saranno i primi QUATTRO racconti ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da ENRICO PANDIANI. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo per eccesso, quindi in questa occasione ho deciso di ammettere un racconto in più rispetto al solito.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro già in possesso di punti RANK DELLA SESTA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che ancora non hanno punti rank d'Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via). Inoltre ho provveduto a posizionare i due racconti con MALUS MINIMO in modo che fossero uno per gruppo.

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo POLVERE:

L’isola, di Stefano Pastor, ore 23.55, 3654 caratteri
E’ tornato, di Emiliano Maramonte, ore 01.00, 3813 caratteri MALUS 4 PUNTI
Risveglio a Birda Domo, di Alexandra Fischer, ore 21.47, 2984 caratteri
Purificazione, di Francesco Cristaudo, ore 00.08, 2285 caratteri
Zhang 7 su 7, di Patty Barale, ore 00.57, 3221 caratteri
L’antro di Cibele, di Giuseppe De Micheli, ore 00.11, 3340 caratteri
Paradiso, di Laura Cazzari, ore 22.42, 3774 caratteri
Tutti i Colori Sorridono, di Nena75, ore 23.48, 3769 caratteri
Giustizia va fatta, di Isabella Valerio, ore 00.49, 3541 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 27 SETTEMBRE per commentare i racconti del gruppo LES ITALIENS. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 28 SETTEMBRE, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i NOVE racconti del LES ITALIENS e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete DICIASSETTE (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo LES ITALIENS.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA PANDIANI EDITION A TUTTI!



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Marco Travaglini
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Re: Gruppo POLVERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » giovedì 20 settembre 2018, 13:46

Ecco la mia soffertissima classifica finale, davvero complimenti a tutti:

1. L’isola
2. Purificazione
3. E’ tornato
4. Risveglio a Birda Domo
5. Paradiso
6. Zhang 7 su 7
7. Giustizia va fatta
8. L’antro di Cibele
9. Tutti i Colori Sorridono

Nello stilare la classifica ho cercato di valutare tecnica, aderenza al tema, originalità, ambientazione, caratterizzazione e solo alla fine il gusto personale. Le prime quattro posizioni se la sono giocata ad armi pari fino ad un secondo prima di pubblicare il post. Di seguito, in ordine di lettura e non di classifica, metto solo un riassunto dei commenti che ho già espresso in maniera molto approfondita nei relativi thread.

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L’isola - Stefano Pastor

Ottimi i dialoghi, naturali e scorrevoli, il fatto che in qualunque momento io fossi in grado di capire chi fosse a parlare lo considero un ottimo punto.
Il punto di vista lo reputo l’unico punto un pochino debole di tutto il racconto, l’immersione sarebbe potuta essere più profonda per aumentare l’empatia con il protagonista.
Perfetta aderenza al tema e non solo. La questione viene affrontata in maniera molto approfondita, non riducendosi al mero scontro culturale, ma analizzando le differenze tra razza e cultura, tenendo conto del limbo che si crea quando le due cose non coincidono con le culture tipiche di una particolare etnia. Forse il miglior racconto da questo punto di vista.
Secondo me la trovata dell’isola, in questo contesto, è molto originale. Ed è interessante e spunto di riflessione anche il modo in cui nella nuova società che per ragion d’essere è forzatamente multietnica, si trovi comunque il modo di emarginare qualcuno.

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E’ tornato - Emiliano Maramonte

Ci sono due cose che mi sono piaciute moltissimo di questo racconto.
La prima è il modo in cui è stata inserita in maniera molto ben dosata la sensazione che stesse succedendo qualcosa di molto più importante sullo sfondo della vicenda personale tra Wael e il poliziotto: lo reputo davvero il punto di forza di tutto il racconto, quello che mi ha tenuto incollato dall’inizio alla fine, e devo fare i miei complimenti all’autore.
La seconda è la resa dell’ambientazione: non sono mai stato a Gerusalemme, eppure prima ancora che venisse nominato il Santo Sepolcro, sapevo di trovarmi lì. Con poche immagini vivide, si è introdotto subito il lettore nell’ambiente, e per tutto il resto del racconto lo si è portato in giro per la città.
Quello che invece mi è piaciuto meno è l’episodio della ressa, in cui il punto di vista di Wael si perde. Anche lo specificare sempre la provenienza dei turisti mi è sembrata un po’ una forzatura per rimarcare il tema, e non credo fosse necessaria.

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Risveglio a Birda Domo, di Alexandra Fischer

Quando si deve creare un mondo fantastico in pochi caratteri è sempre un enorme problema. Ma in questo racconto i particolari sono molto significativi e importanti. C’è una frase che da sola riesce già a darci l’idea di un mondo con scarsità d’acqua. Oltre a questo c’è la trovata geniale dei dipinti e dei mosaici, che non compaiono ad uso e consumo, ma sono presenti a più riprese, diventando caratteristiche della civiltà stessa.
La caratterizzazione della razza è fornita tramite dettagli fisici e comportamentali: un modo che adoro di evocare immagini senza spiegarle.
La nota negativa sono i dialoghi iniziali: l'infodump in un racconto breve fantascientifico/fantasy sono quasi impossibili da evitare, ma alcuni dialoghi si potevano tagliare senza togliere nulla al racconto.
In generale un bel racconto che ci rende una chiara idea di un mondo esotico, con il tema di un’etnia che viene prima accantonata e che poi torna per reintegrarsi e ripianare le cose.

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Purificazione – Francesco Cristaudo

La caratterizzazione del “dottore” è magnifica. Lo stile eccellente, la scena è descritta perfettamente e con ritmo, ben pochi particolari sono lasciati all’immaginazione e dal mio punto di vista è una cosa ottima. C’è una parte di raccontato all’inizio della seconda parte, ma non rallenta, non sminuisce, insomma è inserita molto bene. Devo confessare però che ho trovato difficoltà nel vedere una vera aderenza al tema: più che città multietnica vedo un mondo in contrapposizione tra “agiati” e “reietti”. Peccato perché se non ci fosse stata questa "penalità" sarebbe stato sicuramente in cima alla mia classifica.
In generale breve e intenso, riuscire a generare una sorta di empatia per un personaggio del genere non è da tutti.

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Zhang 7 su 7, di Patty Barale

Quattro mini racconti, il centro commerciale come filo conduttore. Uno spaccato di una società multietnica, qui addirittura in un agglomerato molto più piccolo di una città, ad essere multietnico è il condominio+centro commerciale.
Il tema è centrato grazie al modo in cui Zhang ha raggirato il sistema sfruttando le diversità religiose di ogni etnia. L’unica etnia che realmente non conta è proprio la sua.
Le caratterizzazioni pagano un po’ la scelta di spezzettare in quattro un racconto breve.
Tra tutti i racconti direi che quello un po’ più tirato e forzato è l’ultimo, principalmente per la parte finale: il particolare del viaggio in Thailandia rovina tutta la credibilità della scena. Peccato.

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L’antro di Cibele, di Giuseppe De Micheli

Di sicuro in questo racconto si va dritti al tema, forse anche in maniera troppo diretta. Sono un po’ in difficoltà nel farmi un’opinione sulla prima parte: sembra un flusso di coscienza ma quel “pardon” mi fa pensare invece a un discorso diretto col lettore, e mi spiazza. Se il racconto fosse partito dal conteggio reale degli “stranieri”, dalla falsa percezione di essere minoranza, e successivamente fosse partito il flusso di coscienza, con il mentire a sé stessi anche sui reali sentimenti di razzismo, l’avrei considerato più organico e realistico. Così invece il monologo iniziale sembra messo lì solo perché il tema lo richiedeva, non ha un vero aggancio, non c’è qualcosa che lo scatena.
Alla fine non sappiamo se la mano fosse effettivamente quella del senegalese, e questo è un punto a favore del racconto.

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Paradiso, di Laura Cazzari

I racconti di fantascienza sono tanto belli quanto difficili da scrivere. Il progetto di Laura è ambizioso (un intero sistema addirittura in mutamento), forse troppo per un racconto così breve. Da amante della fantascienza comunque apprezzo la costruzione di un’ambientazione così articolata. La mia curiosità però reclama particolari, invece Vitala si muove in ambienti troppo neutri.
Il finale a sorpresa tragico viene ben seminato nelle righe precedenti, ed è quello che più si richiama al tema di attualità dell’accoglienza, facendomi riflettere non poco su come sia facile e pericoloso spostare quella barra etica che ci fa sembrare accettabile che alcuni vengano salvati a discapito di altri. Anche se il proiettile che spunta dal nulla mi ha lasciato perplesso.

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Tutti i Colori Sorridono, di Nena75

Il modo in cui il racconto viene presentato non può essere questo, gli spazi e i ritorni a capo eliminati per guadagnare caratteri non sono un buon punto di partenza (a meno di avere un reale significato poetico).
La descrizione dell’ambiente è a mio avviso troppo carente.
I personaggi sono abbozzati fisicamente, ma non sono affatto caratterizzati.
A livello di tema ci siamo, ma non c’è originalità e lo svolgimento mi sembra un pochino forzato.
L’unica cosa che differenzia in positivo questo racconto da tutti gli altri, è che credo sia l’unico in cui la protagonista affronta un arco di trasformazione completo.

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Giustizia va fatta, di Isabella Valerio

Alla prima lettura il racconto mi ha lasciato una sensazione di smarrimento. L’ho riletto diverse volte e purtroppo non riesce a generare in me empatia con i personaggi. Non so spiegarne il motivo, forse il narratore onnisciente influisce, il saltare dentro la desta dei vari personaggi o il fatto che Zara e Martina vengano trattate quasi come fossero una sola persona di fatto spersonalizzandole. L’unico personaggio per cui riesco a provare qualcosa è Vera, l’intuizione di contrapporre la sua vicenda a quella di Zara e Martina era buona, peccato che non sia stata sviluppata meglio. Mi piace molto il modo in cui viene trattato Edoardo: sappiamo che è uno stronzo, sappiamo che se il fratello di Vera e Zara sapesse ciò che ha fatto lo massacrerebbe, ma sul giornale leggiamo che sono indagati dei marocchini. Non sappiamo se la polizia si sia sbagliata o se Edoardo abbia incasinato la vita anche di una ragazza marocchina, entrambe le soluzioni sono verosimili, è la parte che più mi piace del racconto, anche perché intrecciata con la tematica da trattare e con una serie di ragionamenti che si innescano automaticamente.

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Massimo Tivoli
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Re: Gruppo POLVERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » giovedì 20 settembre 2018, 22:05

Anche questa volta ho trovato molti racconti validi. Buona Edition a tutti!

—- CLASSIFICA —-
1. Purificazione
2. È tornato
3. Risveglio a Birda Domo
4. L’isola
5. Zhang 7 su 7
6. L’antro di Cibele
7. Paradiso
8. Giustizia va fatta
9. Tutti i colori sorridono.

—- COMMENTI —-
L’isola – di Stefano Pastor
Il fantomatico colore della pelle torna ad assumere la connotazione di un marchio indelebile. Quindi, costruendo su questo, si arriva a capire che anche i marchiati ragionano allo stesso modo di chi li marchia. E poi c’è il peso e l’importanza dell’etnia. E il destino di chi non le dà questa importanza. Chi ignora la questione etnica vive in un limbo dove non è nessuno, emarginato da tutti. In definitiva la multi-etnia, che dovrebbe tendere al limite all’assenza di etnia, all’inclusività di tutti, diventa invece un concetto di un’esclusività implacabile, dove si vive tutti insieme, ma separati in gruppi. E chi non appartiene a nessun gruppo, perché multi-etnico intrinsecamente, è tagliato inesorabilmente fuori. I dialoghi funzionano molto bene e veicolano tutto questo in modo interessante. Bel racconto.

È tornato – di Emiliano Maramonte
Il racconto è scritto molto bene. Mi piace il fatto che sia scenografico. Sembra di vedere un film, e questo permette al lettore di vivere ogni scena con trasporto, di emozionarsi. Il finale non è ovvio, non è facile da decifrare. Nella mia mente si sono subito aperte un po’ di alternative. Ne pesco una tra le tante, non dico che sia quella giusta, anzi, probabilmente non lo è: un diluvio universale dove magari comparirà un’arca di Noè occupata da persone, due per ogni etnia? Forse è l’unico modo per ricominciare. In ogni caso, bel racconto. Mi ha tenuto incollato fino alla fine e mi ha stuzzicato sul finale :-)

Risveglio a Birda Domo – di Alexandra Fisher
L’idea di questa razza che rappresenta una forma intermedia tra uomo e uccello mi è piaciuta, come mi è piaciuto il fatto che fosse una razza dimenticata perché a un certo punto divenuta “passata”, anacronistica, non più al passo con i tempi e con i “nuovi rimedi”. La storia è molto tenera e la sua tenerezza risiede nel personaggio bambino e nel perdono finale da parte della dominatrice che, spinta dal gesto del bimbo, si pente ricredendosi. Proprio a trovare il pelo nell’uovo, la scansione diretta con l’obiettivo di mostrare cosa dicesse una parte dei nove, e quindi caratterizzare meglio la razza che furono, sembra una sequenza di teste parlanti nel vuoto. È evidente che questo è dovuto al fatto che avendo poche battute a disposizione si è dovuto rinunciare ai movimenti di scena necessari a mostrare come sono i cinque che parlano e a rendere quei dialoghi più "tridimensionali”.

Purificazione – di Francesco Cristaudo
Sarà che è il tipo di racconti che io adoro, sarà che ho trovato lo stile ottimo, come anche la scrittura, in particolare come hai gestito il RUE, sarà pure che vince il premio brevità nel senso che nonostante le poche battute l’ho trovato molto efficace, ma per me è il migliore che ho letto sinora. Per l’attinenza al tema, su di me, quel “di chi era in regola” ha funzionato alla grande: ho immaginato una baracca di immigrati irregolari dove quel folle del protagonista ha trovato terreno fertile. Insomma, qui la scelta che si è fatta non è stata mostrare la città etnica da un grandangolo ma piuttosto da uno zoom su uno specifico flash/episodio. E penso che questo aspetto non solo gli conferisca originalità ma è anche accettabile nei termini della Edition. Sono d’accordo che la frase “Si udì il gemito...” stona col resto della narrazione, ma è pure trascurabile considerate le modalità dei contest di MC: si va sempre di fretta. Complimenti davvero e spero di rileggerti nelle prossime Edition.

Zhang 7 su 7 – di Patty Barale
Bel racconto, uno spaccato di vita reale in una città multi-etnica dove può capitare un mini-condominio eterogeneo e un datore datore di lavoro, anche lui, straniero. Mi è piaciuta l’ironia intelligente e amara che il racconto trasmette, come l’idea sul finale: il datore sfrutta le differenze etniche per i suoi interessi (è un’idea simile a quella che ho cercato di portare sul finale del mio racconto ma già so che sul finale sono arrivato poco lucido). Come “minor”, rivedrei la frase:
“Marta, Mohamed, innanzitutto, è un marocchino e poi si alza a quest’ora perché deve andare a lavorare!”
Credo che “Marta” possa essere eliminata, come anche “innanzitutto”. Ma è davvero un dettaglio trascurabile.

L’antro di Cibele – di Giuseppe De Micheli
Il racconto centra il tema. Mi piace l’idea alla base, il non vedere, il non razionalizzare in base a convinzioni, dogmi e quanto altro, contro il sentire, contro il condividere emozionalmente una situazione in cui l’altro, qualsiasi persona essa sia, può rappresentare un valido aiuto. A tale scopo, è significativa la frase: "Però, per un attimo, non mi era importato se fosse bianco, nero, giallo o marrone”. Non mi ha particolarmente entusiasmato la prima parte perché, ovviamente credo per il limite di battute, si è scelto di andare per un flusso di coscienza abbastanza “raccontato”. La seconda invece l’ho trovata molto più efficace, anche nel modo con cui il messaggio arriva diretto sul finale che è emozionante. In definitiva, un altro bel racconto.

Paradiso – di Laura Cazzari
La forza del racconto sta nel finale che arriva come un pugno nello stomaco (in senso positivo). Un altro aspetto che credo si possa apprezzare è, nella parte centrale (escluso il finale chiaramente), l’analogia con molte situazioni reali di profughi che leggiamo sul giornale o che possiamo vedere al telegiornale. Insomma, un piccolo ma efficace esempio di come la narrativa fantastica può toccare il mainstream. Non mi ha convinto invece la parte iniziale. Si capisce che il racconto richiede un minimo di contesto, altrimenti la parte centrale e il finale non stanno in piedi. E avere poche battute a disposizione, in questo caso, è un grande ostacolo da superare. Però tutto il pezzo:
"I Grun avevano vissuto pacificamente per secoli, prima che iniziassero con la smania di conquista.
Il loro pianeta era il più vicino ai soli gemelli della galassia Wex, ma il calore delle due stelle lo bruciò fino alla morte, così i Grun furono costretti a chiedere asilo agli altri tre pianeti del sistema.
All’inizio la convivenza aveva portato ottimi risultati. Le più grandi invenzioni trassero le loro origini in quel periodo.
Per celebrare l’unione dei quattro popoli, i Rot, i Grun, i Blau e i Gelb costruirono una città spaziale dove le migliori menti lavoravano per il benessere di tutti.
I Grun, però, poco alla volta, cominciarono a desiderare l’indipendenza e iniziarono a rivendicare territori sempre più grandi e a dettare le loro leggi.
Il passo verso la guerra fu quasi scontato.
I Grun avevano già conquistato il pianeta dei Blau e adesso anche i Rot erano caduti.”
sa un po’ troppo di infodump.
Anche la frase: “La morte le stava col fiato sul collo”, per me, sa di cliché.
Peccato perché sistemata la prima parte credo che sia, con quel finale, proprio un bel racconto.

Tutti i Colori Sorridono – di Nena 75
Ciao Nena. Ok, sugli spazi e la punteggiatura ti hanno già allertato, quindi evito di ripeterlo anche io. Supponendo gli spazi al posto giusto, comunque il racconto non prende più di tanto. Il tema è centrato, questo sì. Però la situazione narrata è davvero un po’ troppo scontata, così il finale. Inoltre la narrazione è in stile “raccontato puro” e di conseguenza non trasmette le emozioni come per esempio la rabbia iniziale, il rimorso centrale, e infine la gioia sul finale. Tutto è didascalico, ovvio, e un po’ piatto.
Veterani o no, MC è una prova dura: delle volte si sta più in forma, delle volte si è sottotono. Da quello che vedo, capita anche ai veterani. Quindi hai fatto bene a partecipare e farai ancora meglio se continuerai a partecipare :-)

Giustizia va fatta – di Isabella Valerio
Concordo nel fatto che, se gestito meglio, il racconto avrebbe potuto avere una presa maggiore sul lettore.
Anche tu come in un altro racconto che ho letto, quasi sicuramente perché costretta dal numero limitato di battute, nei dialoghi sei andata per la scansione diretta con pochissimi o nessun movimento di scena. All’inizio, quando il lettore ancora non conosce i personaggi, questo tipo di soluzione nei dialoghi ha alta probabilità di essere recepita in modo poco efficace, perché i personaggi (ripeto: non ancora noti nei loro comportamenti, nel loro carattere) appaiono come teste parlanti perse in un vuoto senza nessun tipo di coordinata. Questo limita l’empatia del lettore.
Il finale mi ha lasciato un po’, come dire, neutro. Edoardo potrebbe essere stato picchiato senza nessuna relazione con le sue azioni ignobili o, altrimenti, è stata una vendetta per quello che ha fatto. Il primo caso sarei per non considerarlo, altrimenti non capisco proprio il quid del racconto. Il secondo caso mi sembra leggermente scontato. Alla fine, quindi, penso che ci sia almeno un terzo caso, ma non l’ho capito.

Cose minori:
1) “- Tuo padre è ancora senza lavoro? - Martina annuisce.
- Sì, ormai è da tanto che sta cercando...”

Andrebbe editato come:

“- Tuo padre è ancora senza lavoro?
Martina annuisce. - Sì, ormai è da tanto che sta cercando...”

Altrimenti il dialogo rischia di confondere. “Martina annuisce” è un movimento di scena del personaggio che parla nel secondo dialogo, non nel primo.

2) va prenderle -> va a prenderle

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maria rosaria
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Re: Gruppo POLVERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » venerdì 21 settembre 2018, 19:14

Ciao a tutti e bravi tutti.
Di seguito la mia classifica con i relativi commenti.

1) Zhang 7 su 7, di Patty Barale
Brava, brava, brava.
Mi unisco ai complimenti di chi mi ha preceduto.
Ottimo racconto, veloce, ritmato, poche pennellate e il condominio è descritto. Ma insieme a esso è descritta un po' tutta la nostra società. La successione dei personaggi, ognuno nel suo appartamento, muove verso un epilogo che, man mano che si legge, incuriosisce sempre di più.
E la zampata finale è semplicemente geniale: la multietnicità sfruttata per i propri interessi da chi di quella multietnicità è parte integrante.
Non ho veramente nulla da dire oltre al fatto che questo racconto mi è piaciuto tantissimo.

2) E’ tornato, di Emiliano Maramonte
Ciao Emiliano.
Il tuo racconto è molto serrato e cinematografico. Sei stato molto bravo a trascinarmi nella lettura, facendomi rimanere attaccata a Wael nel suo percorso di ribellione che poi si conclude in un'occasione di redenzione.
Ottima la rivisitazione in chiave moderna del ritorno del Messia.
Il tema è, a mio avviso, centrato.
Alla prossima

3) L’isola, di Stefano Pastor
Ciao Stefano.
Mi è piaciuta l'idea di considerare un problema non la multietnicità in quanto differenza di etnia tra persona e persona, bensì quella del singolo: il protagonista è italiano ma ha la pelle scura, questo lo fa automaticamente essere un diverso ma non perchè è nero, ma perchè il colore della sua pelle non coincide con la categorizzazione che questo colore genera nell'altro. Come se la sua dualità non gli permetesse di integrarsi in un gruppo ben preciso.
Molto interessante.
Ottimi i dialoghi anche se, come Marco prima di me ti ha fatto notare, ho avuto qualche difficoltà di comprensione nel passaggio:
“Non cambia niente, anche ce lo avessi non ti riprenderebbero lo stesso. Sono troppi, non li vuole più nessuno. No, io sto parlando dell’isola.”
Anche io non ho compreso quel troppi a chi si riferisse.
Nel complesso una buona prova.

4) Paradiso, di Laura Cazzari
Ciao Laura.
Rimango sempre sbalordita e affascinata quando leggo racconti fantascientifici in cui con grande abilità vengono creati interi mondi, intere società dense di dettagli e particolari.
Sei stata brava e ho seguito con piacere la storia, tra l'altro scritta molto bene, fino all'epilogo drammatico.
L'unico punto in cui ho un po' inciampato, ma confesso di non essere una grande lettrice di fantasy/fantascienza, è stato l'inizio quando descrivi le varie popolazioni e le dinamiche tra loro.
Concordo con chi ha scritto che forse i caratteri a disposizione, per un racconto del genere, erano troppo pochi.
Alla prossima

5) Risveglio a Birda Domo, di Alexandra Fischer
Ciao Alexandra,
come al solito con le tue storie riesci a catapultarmi in questi mondi magici e fantastici che tu sai abilmente costruire.
Lo sai, perchè già mi sembra di avertelo detto in passato, che invidio moltissimo questa tua capacità di creare atmosfere e personaggi quasi onirici.
Questa storia è interessante, vorrei segnalarti solo, a mio avviso, un salto di PdV nella parte finale:
alexandra.fischer ha scritto:Le due creature entrarono nel corridoio illuminato, notando appesi alle pareti disegni dai soggetti via via più tragici: lotte, uccisioni, pire che bruciavano cadaveri.
Arrivati nell’ultima stanza, videro una donna vecchissima a letto, divorata dalla febbre.
Udendoli arrivare, si era rialzata debolmente sui cuscini.
«Voi, siete evasi?»
«No. Ci hai dimenticati e la nostra gabbia si è rotta, permettendoci di tornare.»
La dominatrice di Birda Domo mosse la testa con grande sforzo: «Di voi ho tenuto solo il nome della città. Ufficialmente siete estinti. Il vostro tempo è passato e anche il mio. Dobbiamo lasciare spazio…»
La vecchia riprese: «…agli orrori causati dal tuo cattivo governo? No. Resteremo per rimettere tutto in ordine.»
Il piccolo si avvicinò alla dominatrice di Birda Domo dandole da bere un po’ dell’acqua raccolta nella vasca della gabbia.
Gli occhi spenti di lei ripresero luce e i suoi movimenti si fecero più agili.
Accarezzò la testolina piumata del piccolo: «Perdonatemi. Vivrete con tutti noi.»


All'inizio sei nel punto di vista delle due creature che entrano nel corridoio e notano i disegni alle pareti.
Poi cambi e passi al punto di vista della vecchia che li sente arrivare.
In questa parte finale mi sono un po' persa anche perchè solo con una seconda lettura ho compreso che le vecchie sono due: quella dei gruppetto e la dominatrice, giusto?


6) Giustizia va fatta, di Isabella Valerio
Ciao Isabella.
Il tuo racconto prende spunto da episodi che spesso leggiamo sui giornali, storie di vita vissuta, di dolore, in cui diverse problematiche si intrecciano: disoccupazione, razzismo, condizione femminile.
Hai messo dentro tanta roba, quindi, e comunque il tema mi sembra tutto sommato abbastanza centrato.
Ci sono dei problemi, a mio avviso, nella gestione dei dialoghi, soprattutto quando entra in ballo la sorella Vera. Ho fatto un po' di confusione con i pensieri dei vari personaggi.
Non capisco bene il passaggio in cui scrivi "Vera parla e fissa la strada come un automa, come se non potesse permettersi le emozioni che Zara e Martina possono solo immaginare, come quelle che provi davanti a un film."
Credo ci sia un salto nel punto di vista di Vera che fa un po' confusione con il resto. Ma potrebbe essere solo una mia impressione.
Nel complesso un racconto sufficiente che meriterebbe una revisione per rendere meglio le sue potenzialità.

7) Purificazione, di Francesco Cristaudo
Ciao Francesco.
Questo è uno di quei casi in cui io mi sento in profonda difficoltà.
Il racconto è scritto bene, su questo non c'è che dire, però ci sono alcune cose che mi piacerebbe capire.
Il tema, innanzitutto. Io non ce lo ritrovo ma, spesso, è capitato a anche a me di dare una interpretazione molto personale al tema del contest. Quindi forse io non ho compreso l'aderenza al tema che invece, dal tuo punto di vista, c'è. E mi farebbe piacere conoscerlo.
Inoltre, sempre colpa mia che sono un po' lenta, o magari anche un po' superficiale, ma non ho afferrato l'idea centrale del racconto. C'è una sorta di pazzo furioso che viene scambiato per medico e uccide e mutila le donne. Fin qui mi sta bene. Quello che non capisco è chi sono queste donne, chi sia il protagonista: un folle sì, ma mi sarebbe piaciuto che fosse meglio caratterizzato così come l'ambientazione.
Alla prossima

8) L’antro di Cibele, di Giuseppe De Micheli
Ciao.
Il messaggio che trasmetti con questo racconto è chiaro e, come ti ha fatto notare chi ha commentato prima di me, è racchiuso proprio nella parte finale.
Il pregiudizio è il motivo che, spesso, ci fa avere paura del diverso e quindi anche della multietnicità.
Detto questo, quello che secondo me non va è la stesura del brano.
La prima parte, che sono i pensieri del protagonista, potevi metterli in corsivo (sulla punteggiatura non mi esprimo perché, ahimè, nella fretta, qualche omissione ci sta).
Potevi fare uno stacco, una riga vuota, quando passi alla visita della grotta per dare appunto meglio il senso del passaggio dai pensieri ai fatti.
Ci sono anche delle cose che cambierei nella forma. Ad esempio, quando scrivi:
"Diversi come si muovono, come parlano, come pensano."
io avrei preferito:
"Diversi nel modo di muoversi, di parlare, di pensare"

9) Tutti i Colori Sorridono, di Nena75
Ciao cara.
Sorvolo su spazi e punteggiatura. Credo il concetto sia arrivato forte e chiaro. :D
Il racconto denota una scrittura acerba, ma questo non significa che con l'esercizio non possa migliorare.
Devi lavorare di più sui personaggi, fare in modo che non siano delle sagome piazzate lì a dire le loro cose, ma che escano fuori dal foglio (dallo schermo), in modo che chi legge le veda, le possa immaginare e vivere con loro la scena descritta.
Lo so, non è facile, ci si sbatte la testa di continuo, ma i commenti di chi legge sono oro colato.

Vorrei provare a riscrivere l'incipit del tuo racconto per mostrarti come lo avrei scritto io, che non è che faccio tanto testo, però almeno come sarebbe piaciuto a me e anche per provare a guadagnare i caratteri che avresti perso con gli spazi aggiuntivi.
Diciamo che provo a fare io un esercizio di riscrittura.

La tua versione:

Nena75 ha scritto:Sembrava un giorno come tanti, eppure quello sarebbe stato solo il primo di una serie di giorni catastrofici.Era quello che pensò Elle,una ragazzina di quattordici anni che,come tutti gli adolescenti di quell'età,odiava tutto e tutti.I genitori si erano separati da poco e quell'estate avevano deciso di mandarla in un campeggio,una sorta di "escamotage per toglierla di mezzo" sosteneva lei.


La mia:
Nena75 ha scritto:Poteva sembrare un giorno come tanti, invece era solo il primo di una lunga serie di giorni catastrofici.
Questo pensò Elle, quattordici anni appena compiuti, un odio sviscerato contro tutto e tutti.
I genitori, separati da poco, quell'estate avevano deciso di mandarla in un campeggio ed Elle era sicura che fosse un modo per liberarsi di lei.


Al di là del gusto, puoi notare che nella parte che ho riscritto ci sono 50 caratteri (circa) in meno.
Quindi, aggiungendo gli spazi che non hai messo, se lavori sul testo puoi rientrare benissimo nel limite del contest.
Buon lavoro e alla prossima.
Maria Rosaria

Rouge_Rogue
Messaggi: 4

Messaggio#5 » sabato 22 settembre 2018, 1:25

Ecco qui la mia classifica. Ho letto più volte i racconti e cambiando idea sulle prime posizioni, alla fine ho deciso in base a quello che avrei voluto rileggere prima rispetto ad altro.
In bocca al lupo a tutti!
1. ZHANG 7 SU 7
2. PARADISO
3. PURIFICAZIONE
4. L’ISOLA
5. RISVEGLIO A BIRDA DOMO
6. È TORNATO
7. L’ANTRO DI CIBELE
8. GIUSTIZIA VA FATTA
9. TUTTI I COLORI SORRIDONO

1. ZHANG 7 SU 7
Visto che la mia più grande paura, una volta letto il tema, era che nascessero una serie di racconti buonisti e pieni di buone intenzioni, la tua idea mi è piaciuta molto. Il fatto che la multietnicità dei lavoratori venga sfruttata dal padrone per il proprio tornaconto porta tutti sullo stesso piano e anche questo è una spetto dell'integrazione. Ho apprezzato il tuo cinismo, che era per me sufficiente anche senza menzionare il turismo sessuale. La struttura fatta da microracconti che poi trovano una precisa dimensione grazie a quello finale dà un buon ritmo alla lettura. Brava!

2. PARADISO
Questo racconto mi è piaciuto molto perché l’ho trovato un ottimo mezzo per raccontare una storia contemporanea, anzi quotidiana. È vero che il genere fantascientifico è uno di quelli che più necessita di spiegazioni e della creazione di un universo dettagliato e coerente, in un racconto così breve avrei preferito una parte iniziale ancora più leggera, contenente le sole informazioni fondamentali, e un approfondimento maggiore del viaggio di questa donna. Il finale lascia con l’amaro in bocca e con qualcosa su cui riflettere. È il classico caso in cui, con un po’ più di respiro, avremmo un ottimo racconto.

3. PURIFICAZIONE
Se in alcuni racconti ho criticato il mancato approfondimento di alcuni personaggi, questo qui sicuramente non accade. Il protagonista del racconto è magnetico, in poche righe pieno d'identità anche se realmente non abbiamo idea di chi sia, né di cosa lo spinge a fare quello che fa. La scrittura è corretta, fluida e le immagini potenti. Ammetto che alla prima lettura l'ho trovato molto bello, ma non riuscivo ad individuare il tema. Rileggendo, ho capito che il dottore non può che esistere se non in una società in cui esistano delle minoranze costrette a ricorrere alle sue cure.

4. L'ISOLA
Anche in una società multietnica per definizione, che include tutti a prescindere, si sente il bisogno di fare una classificazione, di un'etichetta e nascono gruppi estremamente chiusi. Davanti un vizio di forma però si viene esclusi in un paese nato per l'inclusività totale. Il racconto scorre bene e questo paradosso lo trovo un'idea intelligente. Non sono riuscita molto ad empatizzare con il protagonista che subisce, secondo me, troppo passivamente quello che gli succede.

5. RISVEGLIO A BIRDA DOMO
Il punto forte del racconto è sicuramente la creazione di questo universo particolare. Mi è piaciuta molto la caratterizzazione degli ambienti della narrazione, così tanto che avrei voluto che tu caratterizzassi altrettanto i protagonisti della storia, perché così è come se mi mancasse qualcosa. Mi pare forzato che questa etnia sia stata eliminata perché capace di creare un'acqua salvifica, se l'intenzione era quella di creare una città rigogliosa e florida: è vero che le motivazioni che i dittatori adducono per eliminare una minoranza spesso sono pretesti, ma le minoranze in questione sono ben consapevoli di quale sia invece la realtà. Nel complesso il racconto scorre bene e l'idea è originale.


6. È TORNATO
Il racconto è ben scritto e apprezzo che ci venga raccontato quello che sta succedendo davanti ai nostri occhi, come se il narratore fosse una macchina da presa, lasciando che le emozioni che arrivino al lettore non siano imposte dal narratore stesso. In alcuni punti la narrazione è più confusa, ma questo ha aumentato la mia empatia con il ragazzino. Tuttavia sul finale il fatto che arrivi proprio a Gerusalemme un personaggio così legato all’iconografia tradizionale della figura del Messia, sia dal punto di vista estetico che espressivo ha fatto sì che per me il pathos precedentemente creato perdesse di potenza.


7. L'ANTRO DI CIBELE
Di fronte a una difficoltà o un ostacolo chi è pronto a offre aiuto diventa essenziale e imprescindibile, qualsiasi sia la sua origine, anche per qualcuno che fino a un minuto prima non avrebbe mai potuto pensarla così. Mi è piaciuto molto l'uso del buio, della difficoltà, per poter svelare quella che è la realtà dei fatti, così come l'idea di ambientare tutto in una grotta dedicata a una divinità che è appunto madre di tutti, dei e uomini. Il fluire della narrazione è un po' faticoso, ma l'idea mi è piaciuta.

8. GIUSTIZIA VA FATTA
Se all'inizio trovavo calzante, al fine della tematica da affrontare, il fatto che le due ragazzine fossero così simili, nonostante provengano da famiglie molto diverse, andando avanti col racconto questo a fatto sì che risultasse tutto molto piatto. L'assenza della loro caratterizzazione ha portato a confondermi anche in alcuni momenti, facendomi tornare indietro nella lettura per vedere chi stesse parlando. Anche il finale dubbio, in cui non si capisce chi sia stato in realtà a massacrare Edoardo, amplifica questa mia sensazione di smarrimento.

9. TUTTI I COLORI SORRIDONO
Eviterò commenti già fatti sulla punteggiatura e sui caratteri. Mi dispiace, ma questo racconto rappresenta un po' tutte le paure che ho avuto quando ho appreso il tema della sfida. Tutti i personaggi sono stereotipati, piatti e le emozioni che provano non traspaiono dalla narrazione, ma ci vengono imposti dal narratore. L'idea di far incontrare persone completamente diverse e chiuderle in un luogo poteva funzionare, anche se già utilizzata, ma i personaggi avrebbero dovuto appunto avere un carattere. Il lieto fine segue la scia del buonismo generale. Il mio consiglio è quello di continuare a partecipare alle varie competizioni e di approfondire la caratterizzazione dei personaggi e delle situazioni, andando oltre gli stereotipi da sterile telecronaca.

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diego.martelli
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Re: Gruppo POLVERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » sabato 22 settembre 2018, 13:21

1. E’ tornato, di Emiliano Maramonte
2. Risveglio a Birda Domo, di Alexandra Fischer
3. L’isola, di Stefano Pastor
4. Zhang 7 su 7, di Patty Barale
5. Paradiso, di Laura Cazzari
6. Purificazione, di Francesco Cristaudo
7. Giustizia va fatta, di Isabella Valerio
8. L’antro di Cibele, di Giuseppe De Micheli
9. Tutti i Colori Sorridono, di Nena75


L’isola, di Stefano Pastor
Affresco malinconico di una persona qualsiasi travolta dalla violenza della storia e rinchiusa in ghetti concentrici, sempre più piccoli: il proprio paese, poi l'isola, poi il ghetto dei senza patria sull'isola... il protagonista è un po' povero, non lo "sento" in modo particolare: mi sembra ci si concentri di più sul descrivere l'ambientazione e sul sottolineare l'assurdità dell'appiglio legale impiegato per arrivare sull'isola. La forma è come consueto ottima, ma il racconto in sé non mi ha molto emozionato.

E’ tornato, di Emiliano Maramonte
Ottima la struttura, il ritmo, il modo in cui il protagonista viene mosso negli spazi descritti, descrivendo in modo vivido l'ambientazione: credo sia la cosa più indovinata del racconto in assoluto. Mi è piaciuto molto anche il finale che lascia intendere un nuovo diluvio universale. Cercando un difetto, ho trovato che il pezzo "Sarebbe tornato da suo padre per riferirgli orgogliosamente del suo gesto coraggioso. E lo avrebbe detto anche ai suoi amici perché lo ammirassero e cominciassero a provare per lui vero rispetto." contrasti un po' con il resto: mi sembra uno "spiegone" in mezzo a mille cose che invece vengono "mostrate".

Risveglio a Birda Domo, di Alexandra Fischer
Bellissimo nelle atmosfere, interessante l'intreccio e i personaggi, l'ho apprezzato molto. Alcuni passaggi della trama mi tornano fino a un certo punto: le motivazioni per cui i poteri taumaturgici delle creature sono di ostacolo alla società multietnica non mi convincono, oppure non li ho compresi, per esempio. Altresì, la società multietnica viene citata, ma non ha una centralità tematica nel racconto; la regina della città poteva desiderare qualsiasi altra cosa e tutto avrebbe funzionato nello stesso modo.

Purificazione, di Francesco Cristaudo
Il racconto è scritto bene e con un buon ritmo, tuttavia non trovo in nessun modo l'aderenza al tema proposto, e la poca trama annega nelle descrizioni truculente. Le immagini evocate sono molto potenti e questo è senza dubbio un pregio e la parte migliore del racconto. Ho creduto, ad un certo punto, che la donna vittima fosse la chiave per l'evoluzione della situazione, ma persino lei rimane sullo sfondo della descrizione delle malefatte del protagonista: credo che avrei gradito un maggiore sviluppo della vicenda.

Zhang 7 su 7, di Patty Barale
Le descrizioni temporali/spaziali all'inizio di ogni paragrafo aiutano molto a dare senso e contesto... insomma, funzionano benissimo. Il primo racconto l'ho trovato dapprima un po' noioso, con la classica figura della moglie rompiscatole a vessare un marito progressista; quando però si sono dipanati i racconti successivi l'ho rivalutato. Mi è piaciuto tutto, tranne la doccia fredda dell'ultima riga del finale: il tono del racconto era leggero, comico, brillante pur nel raccontare la realtà contemporanea, e la "sintesi cinese" di usare le differenze culturali per organizzare i turni era già divertente di suo; evocare il turismo sessuale su minori mi ha brutalmente distaccato da tale atmosfera, danneggiando il mio gradimento del racconto.

L’antro di Cibele, di Giuseppe De Micheli
La premessa, la struttura e il contesto della grotta funzionano benissimo! La grotta detta Antro di Cibele, dea creatrice e distruttrice della Natura, "fa paura" con il suo improvviso buio al protagonista, così come le naturali diversità della Natura gli fanno normalmente paura. L'esecuzione sul finale diviene a mio avviso un po' incerta: "Anche lui ha paura! Non sarà il senegalese? Allora lui è come me." rende bene il concetto ma ha un qualcosa di zoppicante, di telefonato, simile alla chiosa finale "Mi stacco con ribrezzo, Però, per un attimo, non mi era importato se fosse bianco, nero, giallo o marrone." Non credo sia solo un problema di punteggiatura: ci vedo della frettolosità nell'arrivare alla spiegazione del concetto, che invece avrebbe richiesto maggiore analisi: per esempio, mi sarebbe piaciuto sapere in che modo il protagonista concilia la prima epifania ("Allora lui è come me!") con la seconda (la reazione di ribrezzo). Il tema "Città multietnica" viene affrontato ma solo sfiorato: c'è la multietnicità, ma non la città.

Paradiso, di Laura Cazzari
Concordo con il problema dell'infodump sollevato da altri. Il world building nella fantascienza è spesso difficile, e mi sono domandato il perché, in un contesto di caratteri così limitati, hai scelto di darci tutti i dettagli che ci hai dato (es. il sangue bianco, la pelle rossa). Qua e là "ti vai a cercare" alcuni guai, a mio avviso: la protagonista inciampa e si ferisce ma tale azione passa come qualcosa di superfluo: credo che l'intento fosse di suscitare curiosità per il contenuto dello zaino (che ella controlla "immediatamente"), ma non credo che la cosa sia riuscita fino in fondo: l'importanza del contenuto emerge solo successivamente, dentro la nave in partenza. Il colpo di scena finale funziona, ma è un po' improvviso, senza che nulla prepari il lettore o lo faccia sospettare, riducendo un po' l'impatto emotivo. La città multietnica viene citata, sebbene il vero tema del racconto sia un altro. In generale penso sia una buona prova che avrebbe beneficiato di più caratteri e un po' più di tempo per limare alcuni aspetti e approfondirne altri.

Tutti i Colori Sorridono, di Nena75
La punteggiatura va necessariamente sistemata: la forma è sostanza. Il racconto così presentato genera ansia nel lettore, che non sa dove prendere fiato, dove fermarsi a riflettere, se e come i periodi sono legati in qualche modo...
Il mio consiglio, nell'ottica di migliorare, è dunque di prestare una grande attenzione a questo aspetto.
Parliamo del tema: c'è la multietnicità ma non c'è la città, ottenendo quindi di centrare il tema proposto solo in parte. Personalmente io prendo molto sul serio il rispetto del tema proposto, perché trovo irrispettoso della giuria e degli altri candidati l'andare fuori tema, e per questo tendo a sottolineare quella che mi sembra una adesione più o meno corretta nei miei giudizi.
Venendo al racconto in sé, lo trovo piatto, più che ingenuo: l'intento percepibile è interessante (la crescita della protagonista che nelle disgrazie e nelle differenze delle altre scopre di essersi potuta permettere arrabbiature meschine, e se ne pente), ma credo che le rivelazioni delle ragazze e la loro vicinanza avvengano in modo un po' forzato e didascalico, senza che nulla le spinga davvero ad aprirsi di fronte a delle bambine sconosciute, in un contesto che deve essere nuovo per tutte loro: insomma, mi piace l'idea, ma credo avrebbe beneficiato di un po' di lavoro sulle motivazioni, sulle reazioni, insomma sulla psicologia delle protagoniste.

Giustizia va fatta, di Isabella Valerio
C'è la città e c'è la multietnicità, per cui tema rispettato! Ho trovato un po' lunga la parte iniziale del dialogo fra Zara e Martina, tale da rubare spazio alle vicende successive, e soprattutto alle vicende di Vera. Il finale poteva essere chiarito meglio, beneficiando di una rilettura, ma può succedere. Il racconto mi è piaciuto molto, l'ho trovato fresco, immediato, con la durezza della quotidianità che viene mostrata senza troppi artifizi.

Filippo De Bellis
Messaggi: 60

Re: Gruppo POLVERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » lunedì 24 settembre 2018, 0:15

Classifica, commenti e tanti complimenti a tutti, davvero!


1. Zhang 7 su 7 – Patty Barale
2. Giustizia va fatta – Valerio Isabella
3. E’ Tornato – Emiliano Maramonte
4. L’antro di Cibele – Giuseppe De Micheli
5. L’isola – Stefano Pastor
6. Risveglio a Birda Domo – Alexandra Fischer
7. Purificazione – Francesco Cristaudo
8. Paradiso – Laura Cazzari
9. Tutti i Colori Sorridono – Nena75


1. Zhang 7 su 7 – Patty Barale

Gran bel lavoro. Dinamico, originale, godibile, sintetico. I dialoghi sono ben strutturati ed anche visivamente i paragrafi riescono a dare l’idea del condominio.
Centrato perfettamente il tema. E’ il racconto che, più di tutti, dà l’idea della multi-etnicità. Il fatto di avere un tema assegnato rischia di condizionare chi scrive, tanto da far venire fuori un racconto che può sembrare scritto “su commissione”. Magari perfetto, ma affettato, poco autentico e significativo. Invece dietro questo racconto c’è un’idea forte, c’è sostanza. Qualcuno decide di piegare perfino la diversità ai fini del lavoro. Il capitalismo che si serve di qualsiasi cosa. Come è reale il signor Zhang! E come sono reali tutti gli altri personaggi. Complimenti davvero, un lavoro mirabolante.

2. Giustizia va fatta – Valerio Isabella

Un ottimo lavoro, soprattutto per l’idea. Riesce a restituire al meglio l’immagine della sommarietà di certi giudizi. E’ facile per l’opinione pubblica prendere posizione ed etichettare come “sporco” lo straniero che picchia l’italiano (senza prove peraltro). Però questa storia dimostra che dietro ogni fatto di cronaca che rischia di apparire come mero gesto c’è una storia. Anche le vittime sono uomini e, certe volte, capita che nella vita non abbiano avuto comportamenti integerrimi.
Lo stile è buono, forse a tratti un po’ piatto. Non mi sarebbe dispiaciuto un tocco di colore in più che descrivesse le protagoniste. Complimenti comunque.

3. E’ Tornato – Emiliano Maramonte

Narrazione che si distingue per l’ottimo ritmo narrativo. La storia si fa leggere d’un fiato ed è ben dosata con i tempi. Nei momenti di massima concitazione, non amo espressioni che sottolineino il ritmo concitato (che già sei stato bravissimo a creare): ad esempio “scoppiò una ressa paurosa” (è solo un gusto personale).
Quanto alla storia raccontata, è ottima l’ambientazione: senza descrivere troppo i luoghi sei riuscito a farmeli vedere; così come sei riuscito a farmi intuire la presenza di tante etnie sul territorio Palestinese.
La vicenda narrata non mi ha emozionato fino in fondo, pur avendo grandi potenzialità. Raccontare del Cristo che ritorna può far tremare gli animi. Ma l’hai descritto secondo un’iconografia abbastanza canonica e gli hai fatto pronunciare frasi imbevute di un vago moralismo “bacchettatore”. Bellissimo, però, il fatto che prenda con sé il protagonista, che è un rivoluzionario rispetto al sistema.

4. L’antro di Cibele – Giuseppe De Micheli

Una buona idea. Forse è facile, ma funziona l’immagine che al buio siamo tutti uguali. Ha tante implicazioni, tra cui la fallacia dei cinque sensi: il finale sembra suggerire che discriminazione non ci sarebbe senza la vista, senza l’udito e l’olfatto. Che la diversità è qualcosa che passa soltanto dalla percezione materiale.
Ho visto molta multi – etnicità e poca città, ma poco male!
Piuttosto l’unico particolare leggermente stonato mi è parso questo: non ho sentito il luogo come legato all’azione. L’antro di Cibele non sembra essere un palcoscenico costruito su misura per le mosse dei tuoi personaggi. Probabilmente è solo una mia sensazione, ma il luogo è avulso dall’azione (in realtà non è un difetto, ma solo un fatto di gusto).
Buono lo stile, veloce, divertente, non si fa fatica ad arrivare in fondo.


5. L’isola – Stefano Pastor
Un racconto che spicca per diverse qualità: l’aderenza al tema, la capacità di sfruttare i caratteri fino in fondo (sintomo di grande senso delle misure nella narrazione), l’agilità nei dialoghi e soprattutto l’idea che c’è dietro. L’intuizione magari non è nuova, però è sviluppata al meglio. Il risultato è un racconto che ha peso e resta impresso. Nel leggerlo mi è venuto in mente Samuel L. Jackson in Django, il nero che odia i neri. Il segregato che a sua volta segrega legge molto bene una certa tendenza dell’uomo, non solo contemporaneo.
Stile agile e pulito. Forse soltanto un po’ piatto, senza troppe variazioni (ma è solo una sensazione). In un paio di occasioni sono ritornato su qualche battuta per capirla meglio, ma nell’ottica di un dialogo che si srotola sotto i piedi del lettore ci sta perfettamente.


6. Risveglio a Birda Domo – Alexandra Fischer

Mi piace l’idea di una razza dimenticata. Mi piace anche l’idea che sia proprio quella razza, prima ripudiata, a dare nuovamente speranza alla città. Mi piace che alla fine ci sia un personaggio capace di tornare sui propri passi.
Ci sono degli elementi che restano volutamente vaghi (ad esempio la natura delle creature protagoniste, che, dal nome e dalle piume parrebbero assomigliare ad uccelli) e la cosa non dispiace.
In alcuni punti (ma è solo una sensazione) la narrazione si fa leggermente più involuta e, in generale, per poter apprezzare appieno il tutto ho dovuto rileggerlo (alla seconda lettura tutto torna).
La narrazione nel finale accelera e questo mi piace. Non sono riuscito però a farmi coinvolgere fino in fondo: mi è parso che i protagonisti (lasciami passare l’espressione) non “bucassero lo schermo”. La loro capacità di raccogliere l’acqua a scopo curativo non è riuscita a farmeli entrare nel cuore, e quindi a farmeli sentire determinanti per la rinascita.
Bello e poetico, infine, il fatto che la gabbia si rompa quando loro vengono dimenticati.

7. Purificazione – Francesco Cristaudo

La scrittura è buona, il racconto si fa leggere fino in fondo. L’aderenza al tema si rintraccia nella riflessione che il protagonista fa a proposito degli irregolari. E’ un po’ allentata, ma a me importa poco, perché interpreto il tema assegnato soltanto come uno spunto di partenza.
L’idea del folle purificazionista non è nuova e non è riuscita a coinvolgermi fino in fondo. Purtroppo il poco spazio impedisce uno sviluppo più massiccio delle idee. Sentivo come il bisogno che la storia si evolvesse, che la presenza di un serial killer trovasse giustificazione in una storia più ampia e non rimanesse fine a se stessa. Certo, si può raccontare un fatto per il solo gusto di raccontarlo. Si può decidere di riportare i pensieri di un folle e nient’altro, se si vuole. Ma io lo avverto sempre come un piccolo esercizio di stile, che rischia di non trovare altro sbocco che se stesso (esercizio di stile peraltro perfettamente riuscito).
Il racconto ha infine il merito di essere evocativo. Sono riuscito a vedere i luoghi anche senza che tu li descrivessi in maniera analitica.


8. Paradiso – Laura Cazzari

Premessa: si tratta, secondo me, del genere più difficile da scrivere in poche righe. Ha bisogno di spazio, una narrazione del genere, di aria che faccia vedere al lettore l’universo siderale, di tempo perché si possa entrare nelle meccaniche della vicenda, negli usi di un popolo del futuro.
Il racconto ha buoni spunti, ma dà l’idea dell’estrema contrazione. Tutto succede di fretta, i fatti e i personaggi si schiacciano come sardine. E’ bella la psicologia dei popoli di cui narri, è bello l’animo della protagonista ma è tutto troppo insieme.
Il finale è indovinato, anche se qualcosa me lo lasciava prevedere. Oltre ai popoli di pace e a quelli di guerra, mostra che ci sono popoli a metà, ragionatori tanto da divenire spietati.
Il ritmo narrativo è buono. Lo stile anche, solo leggermente piatto.

9. Tutti i Colori Sorridono – Nena75

L’idea potrebbe essere carina, ma forse necessiterebbe di più spazio, per dare ai personaggi più corpo, più sostanza e magari renderli tutti dinamici. Dalla lettura appaiono invece figure di cartone, un po’ ferme sul loro stereotipo. Anche l’unico personaggio che cambia lo fa in maniera leggermente letteraria e poco autentica.
Lo stile è pulito, però un po’ troppo didascalico. Qualche azzardo, qualche volo o troncamento improvviso potrebbero starci bene.
Attenzione ad espressioni tipiche della tastiera di telefonino come “ke”. C’era un periodo in cui capitava anche a me di cadere in tentazione! Nel caso in cui una simile espressione fosse voluta, invece, potrebbe essere interessante. Il linguaggio contrassegna il personaggio. Lo stesso segno grafico parla di lui.

Alexia
Messaggi: 125

Re: Gruppo POLVERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » martedì 25 settembre 2018, 22:12

Una bella gara davvero. Mi piacerebbe che fossimo tutti intorno a un tavolo a parlare dei nostri racconti, a darci consigli, a commentarci... sfidandoci mentre fuori il temporale rieccheggia maestoso... ma sebbene uniti dalla passione della scrittura, siamo lontani. Per fortuna ci sono luoghi come questo!
Le classifiche sono sempre cosa sgradita, è davvero difficile giudicare... ma fa parte del gioco!
Vi abbraccio tutti e speriamo di rivederci alla prossima gara!

L’isola, di Stefano Pastor
Pulito, chiaro, preciso. La lettura è molto scorrevole e la curiosità è ben calibrata per trasportare il lettore fino alla fine. Non ho trovato sbavature. Mentre leggevo, ho immaginato finali diversi, avendo visto molti film su isole sperdute dove si veniva deportati… mi hai stupito. Una trama che calza a pennello con il tema e un finale un pizzico ironico, tragicomico.
Complimenti, la tua scrittura è matura, a tratti cinematografica, è davvero un piacere leggerti.

E’ tornato, di Emiliano Maramonte
Mi piace leggere un racconto dal ritmo serrato e non capire in che direzione sto andando… seguire il protagonista, sentire il suo affanno, le sue ansie. Il testo è molto valido, e l’idea che hai avuto mi è piaciuta molto. Rimangono però in sospeso dei pezzi… troppe domande. Sembra un incipit, non un racconto a tutto tondo. Chi sono Ismael e Ayman? Sono forse delle citazioni? Ismaele di Abramo? Ayman il terrorista? E il padre… lo manda in giro a fare cosa? Poi la fine, non scontata di certo, però mi lascia tutto a metà, e mi dispiace… che sta succedendo?
Ma forse era proprio questo il tuo intento… smuovere le acque, far riflettere…
Ti segnalo un refuso:
«Sei tornato!» gridò in inglese qualcuno da lontano.
In ogni caso un ottimo lavoro!

Zhang 7 su 7, di Patty Barale
Gran bel lavoro. Molto originale e ironico. Hai un modo di scrivere che ti cattura, ti coinvolge. I personaggi li caratterizzi benissimo in poche righe.
L’idea degli appartamenti uno sopra l’altro mi ha affascinato, una Spoon River dei vivi!
Il tema è ovviamente più che azzeccato. Ti dirò che avrei letto ancora, e ancora… mi incuriosiscono le dinamiche di questo condominio, fin troppo vicine alla realtà quotidiana.
Unico neo la conclusione… non ho compreso come mai il proprietario debba essere un pedofilo.

Risveglio a Birda Domo, di Alexandra Fischer
L’idea è bellissima e originale. Leggendo ho sentito un gran silenzio mentre camminavano verso la casa rossa. Li ho seguiti e ascoltati. Di sicuro lo stile non manca, la qualità nell’esporsi è buona.
L’infodump iniziale non mi ha disturbato, a volte è necessario in testi brevi.
Solo che all’inizio, con “accarezzò le piume” e poi “lo prese per mano” ho perso il pov, perché non avevo capito che stava succedendo e sono dovuta tornare indietro a leggere.
Forse se il pov fosse stato sul piccolo avremmo vissuto tutto dai suoi occhi, con maggior enfasi.
La fine poi non l’ho capita, manca di pathos. Dopo anni di clausura finisce tutto così a tarallucci e vino? Niente vendetta o pentimento…
In ogni caso è un buon lavoro, molto originale… mi mette curiosità e vorrei saperne di più di queste creature.

L’antro di Cibele, di Giuseppe De Micheli
Tema centrato in pieno.
Sono rimasta affascinata dall’inizio, un flusso di coscienza molto diretto, parole crude di razzismo che purtroppo molte persone ancora sentono dentro.
Il personaggio è solido, e in un attimo lo si detesta per la sua pochezza.
Poi a metà del testo ti stacchi dalla sua coscienza e diventa un racconto descrittivo… e qui ci sai fare. Rendi affascinante anche le pietre ma stavo così bene nella testa di quel tizio, mi incuriosiva...
Poi con il buio torni su di lui, ma i tempi sono troppo lunghi. Dopo l’infodump siamo ancora lì che vediamo la scena e se davvero tutto diventa scuro allora dovrebbero esserci gridolini, voci in apprensione, rumori, ma hai concentrato tutto su di lui… invece io mi chiedo cosa stia accadendo a quella cinquantina di persone intorno a lui.
La chiusa calza a pennello con la pochezza del tuo personaggio…
Unico appunto che ti faccio:
“del contatto fisico colla ringhiera”
Il “colla” evita di usarlo. Meglio “con la”

Paradiso, di Laura Cazzari
Da curatrice e scrittrice di scifi ho trovato il testo un po’ acerbo, ma è normale. Un testo di fantascienza è complesso, molto di più di ciò che si pensi. Infilare un mondo, diverse etnie, culture, e riuscire a spiegarle al lettore in poche righe, fa cadere spesso nell’infodump. Errore che troviamo anche negli epicfantasy.
Ma è il genere che amo di più, e rimango sempre affascinata. Quindi è per me facile appassionarmi al personaggio. Vitala mi piace. E la fine che le fai fare è perfetta per un racconto breve scifi, che spiazza il lettore.
Tema azzeccato e bella trama.
Unico neo… la d eufonica. Lo so, le odio terribilmente!

Purificazione, di Francesco Cristaudo
Di sicuro è un testo intenso e toccante. Crudo al punto giusto, con descrizioni asciutte e macabre. Non lasci nulla alla fantasia se non sul contesto in cui si svolge, l’ambientazione quasi assente. Tutto è focalizzato sull’azione folle del personaggio che si sente un purificatore.
Non ho trovato sbavature nella scrittura ma avrei voluto qualcosa di più, sul motivo, su cosa ha spinto il protagonista a comportarsi così.
L’unica cosa strana, se vogliamo, è la storia del marchio a fuoco sui genitali… un po’ bizzarro e non molto chiaro… Però nella sua follia ci può stare.

Giustizia va fatta, di Isabella Valerio
Un racconto molto realistico e di certo attuale. Il tema è azzeccato.
Mi è piaciuto l’inizio, molto secco e asciutto, però avrei continuato il racconto senza troppo dialogo, che mi ha fatto smarrire un po’ la strada. Il testo è diventato troppo secco, privo di emozione.
Purtroppo è diventato uno scambio di battute e non ho più sentito né visto cosa accadeva. Cercavo solo di capire chi parlava e dove si trovavano
Il dramma della situazione, l'ansia... mi sono sfuggite.
Avrei voluto sentire di più. Forse un racconto in prima persona sarebbe stato più forte ed empatico, cosa ne pensi?

Tutti i Colori Sorridono, di Nena75
Baipassiamo l’impaginazione. Devi farti ancora le ossa e continua a scrivere, vedrai che imparerai le regole!
Il testo è acerbo nella forma, nello stile e nella trama, ma nella sua ingenuità hai colto il segno.
Ovvio, è un po’ forzato, e ti renderai conto delle pecche se lo leggerai fra un mesetto. Fidati, funziona per vedere da soli i propri errori, che a caldo, quando si è appena finito è quasi impossibile se non dopo anni di scrittura feroce.
Impara a gestire il pov (point of you-punto di vista) per evitare il narrato piatto. Ti basterà allenarti scrivendo racconti dove la “telecamera” è posta sulla spalla di uno dei protagonisti, così, anche se scrivi in terza persona, è quasi come vivere la situazione con i suoi occhi e si instaura maggio empatia.
Una buona partenza… continua così!

1. L’isola, di Stefano Pastor
2. E’ tornato, di Emiliano Maramonte
3. Risveglio a Birda Domo, di Alexandra Fischer
4. Zhang 7 su 7, di Patty Barale
5. L’antro di Cibele, di Giuseppe De Micheli
6. Purificazione, di Francesco Cristaudo
7. Paradiso, di Laura Cazzari
8. Giustizia va fatta, di Isabella Valerio
9. Tutti i Colori Sorridono, di Nena75

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Linda De Santi
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Re: Gruppo POLVERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » giovedì 27 settembre 2018, 21:15

Eccomi anch'io con la classifica e i commenti!
Complimenti a tutti per i bei racconti e buona edizione :)

I commenti in ordine sparso:

L’isola - Stefano Pastor

Ciao Stefano, leggerti è sempre un piacere.
Lo stile è diretto e pulito, i dialoghi naturali e ben costruiti.
Efficace, anche se triste, l’idea della discriminazione basata sull’etnia che si riproduce in un luogo composto interamente da persone che questa discriminazione l’hanno subita per primi.
Un po’ confuso il dialogo iniziale: alcune battute mi fanno pensare che in origine fosse più lungo, poi sia stato accorciato e nell’operazione di taglio sia andata persa qualche informazione.
Da riformulare la frase “Sull’isola, nell’ufficio per la registrazione dei nuovi abitanti.”, che suona didascalica, quasi un'intromissione dell’autore nella storia.
Nel complesso è un ottimo racconto. Alla prossima! :)

E’ tornato - Emiliano Maramonte

Ciao Emiliano! Ormai padroneggi una tecnica ineccepibile per quanto riguarda la narrazione adrenalitica. Molto bello, in questo racconto, l’inseguimento che viviamo dal punto di vista di Wael, con le scene che si susseguono una dopo l’altra a ritmo serrato. La vicenda in sé è avvincente e il tema della città multietnica è più che centrato.
Il racconto perde un po’ di potenza nel finale, con l’arrivo del Cristo salvatore. Lo caratterizzi in una maniera stereotipata che me lo fa risultare subito antipatico :D Avrei preferito sembianze e affermazioni meno scontate, ma mi piace il fatto che porti con sé Wael (che è un bambino ma di certo non è un santo: la “ripartenza” inizierà dunque proprio dagli imperfetti).
Ti è sfuggito qualche refuso (ad esempio “Scoppiò una ressa paurosa”), ma considerando che hai scritto in quaranta minuti, ci può stare.
Nel complesso, una buonissima prova.

L’antro di Cibele – Giuseppe De Micheli

Tema declinato in maniera chiara e diretta. Siamo all'interno di un microcosmo turistico, dove si mescolano etnie e pregiudizi. Finché tutto funziona come deve, ognuno si tiene stretta la propria identità sociale e culturale, ma quando succede qualcosa che getta le persone in una sorta di caos primordiale, emergono i bisogni più umani e a quel punto il colore della pelle non conta più.
Buona anche la forma con cui si esprime il protagonista: un filo irritante e poco curato dal punto di vista stilistico, ma realistico e diretto, il tipo di linguaggio che mi aspetto dal classico “tizio qualunque”, che in questo caso calza a pennello.
Una bella prova.

Zhang 7 su 7 – Patty Barale

Geniale. Credevo che fosse un racconto circolare e che alla fine tornasse dov’era iniziato, quando ho intuito che non sarebbe stato così sono rimasta perplessa, poi ho capito dove volevi andare a parare e mi sono esaltata.
Una serie di storie che ritraggono ciascuno un microcosmo diverso, tre diverse realtà fatte di persone in difficoltà che sfogano le proprie frustrazioni le une e sulle altre, collocandosi nel macrocosmo di chi, molto più in alto, guadagna sulla loro povertà e sul loro disagio.
Ho poco da dire, per me è un ottimo racconto. Brava! :)

Risveglio a Birda Domo – Alexandra Fischer


Ciao Alexandra! Come sempre dimostri un’enorme creatività e capacità d’inventare situazioni e personaggi memorabili. Mi piace molto il fatto che tu abbia creato una società immaginaria per declinare il tema.
Avrei trovato una motivazione diversa per la reclusione dei clandestini: se l’intenzione della dominatrice era quella di far diventare Birda Domo una città ricca di animali e uomini, delle creature in grado di procurare acqua sarebbero state utilissime, non da rinchiudere.
Inoltre, ho qualche dubbio sulla caratterizzazione dei personaggi: me li immagino simili a uccelli antropomorfi, con ali e artigli, ma poi scrivi che l’anziana “prese il piccolo per mano”.
Nel complesso, un racconto piacevole.

Paradiso - Laura Cazzari

Ciao Laura!
Un bel racconto del genere letterario che preferisco ;)
Credo anch’io che sarebbero serviti più caratteri a disposizione: condensati in così pochi caratteri, le informazioni sul contesto sembrano un po’ compresse e tendenzialmente didascaliche. In un racconto più lungo, invece, potresti dare il giusto spazio alla bellissima ambientazione che hai creato: mi è piaciuta molto, ad esempio, la caratterizzazione fisica della protagonista (pelle rossa e sangue bianco). Mi piacerebbe che ci fosse stata una caratterizzazione di questo tipo anche per i membri delle altre razze aliene.
Il finale mi ha colpito, anche se forse avrei preferito che, anziché riservare la morte ai Rot arrivati sul pianeta dei Gelb, questi ultimi decidessero di rimpatriare i Rot senza sporcarsi le mani: una sorte perfino più crudele della morte (ma anche così com'è credo che raggiunga il suo scopo).
Insomma, un buon lavoro che, come già altri hanno scritto, ha bisogno di un po’ più di spazio per raggiungere la sua forma migliore. Spero di poterne leggere presto una versione più estesa. Alla prossima!

Tutti i colori sorridono - Nena75


Ciao Serena!
Sull’effetto “muro di testo” senza nemmeno un a capo si sono già espressi in molti, quindi non mi ci soffermo.
In generale, la narrazione è un po’ acerba. Al di là di quel “ke hai fatto al viso?” che ti è sfuggito, un esempio è l’espressione “chiaccherando vistosamente”. Rimpiazzerei il “vistosamente” con “rumorosamente” o “concitatamente”: se due persone chiacchierano in maniera vistosa mi aspetto che chi lo pensa si trovi a una distanza in cui non può sentire le loro voci e sa che stanno parlando dalla loro mimica, mentre invece Elle si trova vicino alle due ragazze.
Devi lavorare sullo stile, ma l’idea secondo me c’è: mi piace quest’incontro tra ragazze, la confidenza che si crea tra loro e il contrasto tra colori che sorridono/pianto liberatorio. Con più caratteri a disposizione riusciresti anche a dare più spazio alle loro personalità e alle loro storie, togliendo quella vaga sensazione di “dottrinale” che si avverte.
Insomma, lavoraci su, credo che ne valga la pena!
Alla prossima :)

Giustizia va fatta - Isabella Valerio

Ciao Isabella!
Il tema è sicuramente centrato e la vicenda che racconti è più che mai attuale.
Manca un po’ la caratterizzazione delle tre ragazze, probabilmente a causa del fatto che le loro battute vanno sempre dritte all’informazione principale. Diciamo che questo le porta ad esprimersi in maniera abbastanza simile, e almeno nel mio caso ho fatto un po’ di fatica a distinguerle (soprattutto Martina e Zara).
Il finale mi lascia perplessa: il fatto che gli aggressori di Edoardo potrebbero essere dei marocchini mi fa pensare che la storia preveda un piccolo "plot twist" in cui si scopre che il mascalzone si è comportato male con più di una ragazza, ma il tutto giunge un po’ troppo all’improvviso perché la chiusura della vicenda faccia davvero presa.
In ogni caso è un racconto che ho letto con piacere. Alla prossima!

Purificazione - Francesco Cristaudo


Ciao Francesco!
Racconto scritto ottimamente e con un bel ritmo.
L’intento della storia, però, sembra essere più quello di costruire una scena truculenta che quello di raccontare una vicenda che abbia a che fare con una città multietnica.
Il contesto si coglie a grandi linee: c’è una città in cui le persone irregolari vanno da un finto dottore che in realtà è uno psicopatico sanguinario. La donna del racconto sembra improbabile che possa sopravvivere, ma se questo individuo fa sempre così, perché la gente continua ad andarci?
Insomma, un racconto forte e ben scritto, che però è quasi più un’immagine che una vicenda fatta e finita.
In ogni caso ho apprezzato la magnifica caratterizzazione del personaggio principale, un cattivo da brivido: non è facile caratterizzare così bene un personaggio in così pochi caratteri.

La classifica:

1. Zhang 7 su 7 di Patty Barale
2. L‘isola di Stefano Pastor
3. E’ tornato di Emiliano Maramonte
4. L’antro di Cibele di Mezzomatto
5. Purificazione di Francesco Cristaudo
6. Paradiso di Laura Cazzari
7. Giustizia va fatta di Isabella Valerio
8. Risveglio a Birda Domo
9. Tutti i colori sorridono di Nena75

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Re: Gruppo POLVERE: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » martedì 2 ottobre 2018, 12:28

Ecco a voi la mia classifica per il vostro gruppo! Entro domani sera avrete anche la news ufficiale con classifica e finalista, ma sappiate che Enrico Pandiani li sta già leggendo!

1) L’isola, di Stefano Pastor
Un racconto capace di originare molte riflessioni sul tema dell'edizione, ottimo sotto questo punto di vista. Il problema, piccolo, è che per qualche ragione il protagonista rimane lontano da chi legge non permettendogli di empatizzare più di tanto. Credo che il motivo sia da rintracciare nella grande mole di contenuti che sei riuscito a introdurre. Poco male perché penso che, proprio per questo, la tua prova sia particolarmente riuscita. Racconto ottimo, pollice quasi su.
2) L’antro di Cibele, di Giuseppe De Micheli
Mi è piaciuto. Un racconto strano, stilisticamente migliorabile, ma stai dando voce a un LAQUALUNQUE e quindi ci sta. Mi ha colpito in particolar modo questa costante tensione tra ciò che pensa e ciò che dovrebbe pensare, mixata con ciò che pensa che dovrebbe pensare, davvero a effetto. Non c'è una città, è vero, ma in questo caso vedo il tema come allargato e lo accetto perché la città è là fuori, nella normalità mentre quin siamo in un ambito tiristico. Pollice quasi su per me e un invito a sistemarlo nel Laboratorio per portarlo sul sito.
3) E’ tornato, di Emiliano Maramonte
Una prova davvero buona. La storia si legge bene, il lettore segue il bambino in questa "città multietnica" e il finale, pur non giungendo così a sorpresa, chiude bene la riflessione. Forse il tempo limitato (per te in particolar modo, avendone avuto ancora meno degli altri) non ti ha permesso di lavorare meglio sulle dosi d'odio da disseminare nel testo perché, giunto alla fine, mi è sembrato che ce ne fosse stato di più non sarebbe stato un male e in quella direzione tenderei a indirizzare un'eventuale revisione. Detto questo, pollice tendente all'alto, in modo più che brillante.
4) Purificazione, di Francesco Cristaudo
Gli irregolari e poi un maniaco ossessionato dalla missione di non far proliferare gli stranieri, al punto da intervenire per uccidere i neonati (truffandoli) e rendere non più fertili le donne. Il tema c'è, a mio parere. Per il resto, racconto molto duro: l'immagine di lui che mangia i polmoni del neonato è un doppio pugno nello stomaco. Certo, con maggior respiro avresti potuto affinarlo, ma lo spazio era limitato, come sempre, e si deve scendere a compromessi. Per me è un pollice tendente all'alto.
5) Zhang 7 su 7
Buon racconto, idea più che buona. Forse troppa roba tutta insieme per renderlo un lavoro coeso perché la frammentazione, pur risultando funzionale all'idea, tende ad allontanare il lettore, perlomeno il sottoscritto. E se Zhang fosse stato usato da contenitore? Se tu l'avessi presentato fin da subito interrompendo i suoi pensieri inserendo gli spaccati dagli appartamenti? In questo modo avresti potuto immergere il tutto in un brodo comune e contemporaneamente tratteggiare ancora meglio questo protagonista tanto mefistofelico e così ben rappresentante della situazione descritta. Pollice tendente all'lto, per me, ma mi vedrei bene una revisione nel senso sopra descritto.
6) Risveglio a Birda Domo, di Alexandra Fischer
Grande tua capacità solita di tratteggiare immagini che riempiono di colori la testa del lettore, è un dono davvero prezioso. Di contro, mancano i passaggi logici, dal capire il perché questa razza sia stata segregata in una società che vuole essere ricca di uomini e animali a tutti i punti di svolta che hanno portato i protagonisti a trovare la reggente (le gabbie aperte, il guasto nei giganteschi portoni, la porta aperta della casa rossa... In più con l'aggravante di non incontrare anima viva per tutto il tempo). Molto bello il messaggio finale, anche se mi sembra eccessivamente repentino il cambiamento della dominatrice. Concludendo, per me questo è un pollice ni che però tende più verso il positivo proprio per le atmosfere che riesci a tratteggiare.
7) Paradiso, di Laura Cazzari
Molto spiegone, ma era inevitabile considerando il respiro che volevi dare al racconto, condizione necessaria per poter affrontare il tema. Di conseguenza, rispetto ad altri racconti questo fatico un pelo di più perché stenta a fare entrare il lettore e quando ci riesce ecco l'epilogo. Non mi è dispiaciuto, anche se il nome delle razze fa pensare a Guida Galattica e questo stona con il tono che invece vuoi dargli. Da sistemare, semmai allargare, affinare. Al momento è, a mio parere, un pollice ni tendente più verso l'alto perché c'è tanta potenzialità che però ha necessariamente bisogno di un altro formato per potersi esprimere in pieno.
8) Giustizia va fatta, di Isabella Valerio
Sicuramente da revisionare, anche perché il racconto ha grandi potenzialità. Mi sembra che la decisione di dare ampio spazio al dialogo tra Zara e Martina vada a toglierne alla reale protagonista: Vera. Questo porta il lettore a "non prenderla sul serio" al suo ingresso in scena, cosa che provoca spiazzamento e difficoltà nell'inquadrare l'obbiettivo della storia. Anche io, infine, ho trovato spiazzante la questione dei marocchini e aggiungo al tutto una considerazione personale: la descrizione di Zara mi ha fatto pensare a una ragazzina africana e non albanese, cosa che ha aumentato il mio spiazzamento finale. Pollice ni che però guarda più verso il positivo. Il Laboratorio ti attende!
9) Tutti i colori sorridono, di Serena Brega
Non sto a ripeterti quanto già scritto dagli altri, però sottolineo il fatto che vedo grandissime potenzialità nella tua scrittura. Non so quanto ci vorrà, ma se avrai la perseveranza di continuare imperterrita nonostante i piccoli, a volte piccolissimi, passi, ti renderai conto che, d'un tratto e quasi all'improvviso ti ritroverai a scrivere racconti dalla struttura più complessa e ben organizzati. Il mio giudizio per questa prova specifica? Un pollice ni e non giù perché nonostante il "muro di testo" e l'estrema linearità della storia, come già detto, vedo un bel vocabolario e la capacità innata di raccontare. Al prossimo mese :)

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