Credetemi

Appuntamento per lunedì 15 ottobre dalle 21.00 all'una con il tema della guest star ENRICO PANDIANI!
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leonardo.marconi
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Credetemi

Messaggio#1 » martedì 16 ottobre 2018, 1:32

Mi aggrappo ad un palo all'angolo, barcollo: sento la bocca arsa, il cuore scoppiare, il fiato mancare...eppure tutto intorno scorre come ogni notte: taxi, clacson, papponi, prostitute, clochard, pushers, travestiti, negri altezzosi con occhiali da sole, delinquenti comuni, imbelli e dagli sguardi sprezzanti.

Madre, dove sei? Sono un figlio di cagna, odoro oramai il sangue del marciapiede come cibo quotidiano e so d'aver venduto menzogne a me stesso e agli altri come uno spacciatore appena affrancato dalla vita in un compound di periferia. La giacca strappata e le scarpe sporche di fango. In questa "bara metallica" che chiamano metropoli sento i sensi scemare e il dolore fare breccia ovunque.

E io, chi sono? Ho davvero costruito tutto questo? Vaga ancora da qualche parte, in qualche notte serena per il mondo, il mio ricordo benevolo? Ad una vetrina , con la vista offuscata dalle botte prese prima, vedo un televisore a colori ( a colori...Che incredibile e stupida invenzione, come se gli umani credessero di poter replicare il reale e la sua infinita complessità, che ingenui! ). Il Napalm incendia case, palafitte, zattere, foreste e inghiotte il cielo e le anime tutte: poveri Viet Cong, non sanno che resistere a quest'esercito d'invasati e fottuti killers psicopatici non sarà lasciapassare a nessun lieto futuro.

Ho creduto d'essere qualcuno, anzi, meglio: d'essere al di sopra di qualsiasi giudizio, di non essere tacciabile di nulla, neanche di una giornata senza sole. Ho creduto troppo in me, ho creduto troppo in loro, forse. La mia fama ha raggiunto tutti i continenti ma in fondo la mia sete di potere aveva la stessa sete che ho adesso. E ora?

Nel frastuono di quest'angolo della 66esima strada, in questa putrida città che andrebbe rasa al suolo o spedita come avamposto di rifiuti umani in una costellazione lontana anni siderali, non ho più tempo neanche per redimermi. Eppure per milioni di anni ho chiesto e fatto inginocchiare chiunque mi fosse passato davanti. Ero, sono, e sarò sempre il grande Demiurgo.

Anche ora, qui, mentre mi stendono su una barella e mi caricano in quest'ambulanza al neon piena di tubi e camici verdi: portatemi dove volete, morto un Dio, se ne fa un altro. A me non resta che...

Con la coda dell'occhio vedo un ago avvicinarsi al braccio e..puff! Nero, poi luce, Sole, poi bianco lattiginoso. E alla fine Lui. - Ehi socio, come stai? Tocca a te, sei contento? Ma la figura luminosa non parla: si avvicina, mi carezza il capo e io non posso che abbandonarmi al sonno, finalmente. Per milioni di anni o per un giorno, che importa! Folle folle mondo. E pensate che il manicomio sia meglio?

Leonardo Marconi



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antico
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Re: Credetemi

Messaggio#2 » martedì 16 ottobre 2018, 1:36

Leonardo, bentornato! E proprio sul suono della sirena! Molto bene, ovviamente hai il malus minimo per avere consegnato in extra time, ma sei a posto con i caratteri. Buona Arona Edition!

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maurizio.ferrero
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Re: Credetemi

Messaggio#3 » martedì 16 ottobre 2018, 19:08

Racconto interessante, molto belle ed evocative le descrizioni del marciume iniziali. Interessante l'interpretazione del tema come l'antitesi tra due divinità gemelle, secondo me hai colto nel segno (Il Demiurgo e Dio? Dio e il Diavolo? Sono combattuto). Credo che l'unico problema sia il ritmo: nella parte iniziale e centrale il racconto è lento, descrittivo, ma poi si chiude in pochissime frasi.

Un ultimo appunto: la frase Sono un figlio di cagna, odoro oramai il sangue del marciapiede come cibo quotidiano e so d'aver venduto menzogne a me stesso e agli altri come uno spacciatore appena affrancato dalla vita in un compound di periferia. è veramente troppo lunga, lascia senza respiro e si fa fatica ad assimilarla. L'avrei spezzata in due.

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leonardo.marconi
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Re: Credetemi

Messaggio#4 » mercoledì 17 ottobre 2018, 0:33

appunto onestissimo, grazie Maurizio !!!

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Marco Travaglini
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Re: Credetemi

Messaggio#5 » mercoledì 17 ottobre 2018, 10:51

Ciao Leonardo, piacere di conoscerti e leggerti.

Commentare questo racconto per me è stata la parte più difficile di questa edizione e me lo sono lasciato per ultimo. L'ho riletto più di una volta per essere sicuro di non essere superficiale nel commento, ma tutte le volte ne sono uscito con la stessa sensazione. A mio personale parere vengono evocate davvero troppe immagini. Un esempio su tutti: “taxi, clacson, papponi, prostitute, clochard, pushers, travestiti, negri altezzosi con occhiali da sole, delinquenti comuni, imbelli e dagli sguardi sprezzanti”. L’immagine che volevi dare credo che fosse già chiara dalle prime quattro parole. In generale tutto il racconto trabocca di molte immagini e sensazioni, passiamo dai fedeli inginocchiati in un non meglio identificato passato, a una metropoli del XX secolo, per finire un manicomio, con una puntatina in un avamposto spaziale... sono davvero tante immagini: ho notato anche dai commenti che è il tuo stile, sei molto poetico, e ci sta, a molti può piacere, ma io sono un lettore che purtroppo in mezzo a tutto questo si perde.
Quello che comunque mi piace è che nonostante si tratti prevalentemente di un monologo interiore, gli hai dato molto movimento, con questo personaggio che barcolla, si aggrappa a un lampione, si affaccia a una vetrina (ottima la descrizione del Vietnam per farci capire in che anno siamo, un po’ meno, secondo me, i commenti contro la tv), riconosce la 66esima strada, finisce in un ambulanza e si perde nell’oblio mentre gli viene fatta l’iniezione.
Anche per questo racconto, come per quello di LordMax, credo che l’attinenza al tema sia molto molto debole: una frase attaccata alla fine di un lungo monologo che non aveva di fatti nulla a che fare con il tema, anche se ci sono alte probabilità che io non abbia colto qualcosa o frainteso tutto, e nel caso mi spiace.

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Wladimiro Borchi
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Re: Credetemi

Messaggio#6 » mercoledì 17 ottobre 2018, 12:22

Ciao Leonardo, piacere di conoscerti.
Non avendo l'ansia da classifica, essendo il tuo racconto estraneo a quelli che devo valutare, mi sono potuto abbandonare a una lettura scevra dalla caccia al tecnicismo che contraddistingue il dover dare un giudizio di "valore".
Ho trovato il racconto molto interessante, ma viziato da un eccesso di immagini e da un utilizzo di vocaboli che ho trovato non consoni al protagonista tratteggiato.
Mi spiego.
La carrellata iniziale: "papponi, prostitute, clochard, pushers, travestiti, negri altezzosi".
"Un figlio di cagna" che odora "il sangue del marciapiede come cibo quotidiano" si esprimerebbe così?
O direbbe più semplicemente: "papponi, mignotte, morti di fame, spacciatori, travestiti e negri dall'aria sprezzante".
Nel complesso un racconto molto interessante.
Complimenti.
Wladimiro
IMBUTO!!!

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leonardo.marconi
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Re: Credetemi

Messaggio#7 » mercoledì 17 ottobre 2018, 18:53

grazie ragazzi per la lettura e i commenti!! Il linguaggio vaga tra il decadente e il mistico per addossare i connotati mistici ma anche denigranti al protagonista. Sì, è vero, c'è un sovraffollamento d'immagini necessario alla capitolazione frenetica dello stesso che altro non è che il doppelganger dell'Assoluto ( Dio se non si capisce). O forse solo un pazzo, anche perchè solo un pazzo può costruire un mondo simile!!! Alcune citazioni, spero non siano passate inosservate, provengono dal mondo di Scorsese. Anche se il protagonista, purtroppo, non si chiama Travis. Ma dall'inizio alla fine ho pensato a lui.

Per quanto concerne la televisione, de gustibus no est disputandum: sono sociologo e ho le mie idee: non credo sia il caso di dipanarle qui, annoierei tutti.Buone lettura!

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Massimo Tivoli
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Re: Credetemi

Messaggio#8 » mercoledì 17 ottobre 2018, 20:52

Ciao Leonardo. Ho letto il racconto incuriosito dai tuoi commenti ai racconti :-) Non è tra quelli che devo valutare quindi ho letto con serenità e commenterò con altrettanta serenità. Prima impressione: molto difficile commentarlo, davvero. Seconda impressione: è un racconto(?) coraggioso, perché si è scelto di ignorare “le regole” e, come si dice dalle mie parti, scrivere di “corata”. E io ammiro chi è capace a scrivere di corata, perché la scrittura è anche questo. Il tentativo qui riesce in parte, e in parte fallisce. Mi è piaciuta molto l’immagine del Dio, Demiurgo, regolatore dell’universo, insomma ci siamo capiti, decaduto e decadente come lo stesso mondo a cui quasi inconsapevolmente ha dato origine, che infine incontra l’altro sé (il diavolo? anche io qui ho gettato la spugna) e gli passa la palla. Immagine potente, e per me che non ho ancora capito se e che cosa ci può essere dall’altra parte anche piuttosto in linea con il mio immaginario. Quindi fin qui ho apprezzato molto, e sono uno che cancellerebbe i flussi di coscienza dalla faccia della terra. Poi, però, ci si scontra inevitabilmente con la scrittura di corata (è un’espressione pessima, lo so, ma rende l’idea). A tratti si entra in pezzi bellissimi stilisticamente ma semanticamente poco efficaci, almeno per i lettori “pop” come me. Nel tuo commento parli di citazioni, e allora mi sono sentito meno incapace (o meglio ho capito perché non capivo). Il guaio delle citazioni, secondo me, eh, è che in generale danno davvero poco: chi non le riconosce (ignorante lui/io) non può apprezzare, chi le riconosce non legge nulla di nuovo. Poi, c’è la voce dell’autore che, forse per le considerazioni tra parentesi, ho avvertito tanto e purtroppo per quanto bello e innovativo possa essere un testo di narrativa, al lettore (di narrativa) i pensieri dell’autore interessano poco, contano più quelli dei personaggi. In sintesi, per me lettore di narrativa da intrattenimento, stile e background culturale notevoli ma poca attenzione verso il lettore. Peccato perché, mi ripeto, hai uno stile davvero potente che in testi meno involuti credo possa dare origine a bellissime storie, da un punto di vista emotivo/suggestivo. Comunque, mettendo tutto sulla bilancia, il racconto si fa apprezzare.

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megagenius
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Re: Credetemi

Messaggio#9 » venerdì 19 ottobre 2018, 0:15

Ciao Leonardo. Non sono da molto a Minuti Contati, ma credo che sia la prima volta che ci incrociamo.
Dunque: di fronte a questi "esperimenti" letterari mi pongo sempre in maniera un po' prevenuta, soprattutto a causa della mia forma mentis come autore, tutta votata al dinamismo e alla ricerca del metodo più efficace per catturare il lettore. Flussi di coscienza come questo hanno un senso, secondo me, solo se ben congegnati; se invece sono lasciati un po' all'impulso del momento e al meccanismo del "scrivo quello che mi viene in mente", diventano dei calderoni pieni di tutto e di niente, con l'unico risultato di indispettire chi legge. Tutto sommato, lo stile è interessante, è come un fiume in piena, che, però trasporta con sé anche tanti detriti. Con questo voglio dire che a tratti si ha voglia di farsi trascinare dalla corrente, ma più spesso, durante la lettura, se ne vorrebbe uscire. Almeno è questa la sensazione che ho avuto io.
Come pure ho avuto la sensazione di una scrittura funzionale all'autocompiacimento. E in parte lo hai ammesso parlando di citazioni e illustrando brevemente un aspetto filosofico che sicuramente è lampante nella tua testa, ma molto meno al lettore il quale si interroga sul senso di alcuni passaggi.
Superfluo tornare sul discorso del sovraffollamento di immagini, visto che è un aspetto già ben sviscerato da altri prima di me, tuttavia non posso negare che alcune visioni suggerite sono molto suggestive e visionarie.
Anche il tema, purtroppo, non emerge in modo chiaro. Un pazzo? Una divinità sdoppiata? Boh. In altri contesti avrei pure apprezzato questo gioco del detto/non detto, ma qua aggiunge confusione ad altra confusione.
Un paio di annotazioni tecniche:
- Elimina le "d" eufoniche non necessarie; ormai non si usano più ("ad un", "ed un", e similari);
- fai più attenzione all'uso degli spazi prima e dopo i segni d'interpunzione. Lungi da me dare lezioni di grammatica, ma dopo i puntini sospensivi ci va uno spazio, e dopo la parentesi aperta e prima di quella chiusa no.
Se si è trattato di sviste dovute alla fretta di consegnare il racconto, mi scuso per avertele fatte notare.

In ogni caso, in bocca al lupo!!!!
Emiliano.

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Marco Travaglini
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Re: Credetemi

Messaggio#10 » venerdì 19 ottobre 2018, 0:29

leonardo.marconi ha scritto:Per quanto concerne la televisione, de gustibus no est disputandum: sono sociologo e ho le mie idee: non credo sia il caso di dipanarle qui, annoierei tutti.Buone lettura!


Ciao Leonardo, ovviamente io parlavo dell'economia del racconto, tu sei liberissimo di pensarla come vuoi (e chissà, magari io potrei anche essere d'accordo con te).

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Il Calmo
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Re: Credetemi

Messaggio#11 » venerdì 19 ottobre 2018, 0:59

Ciao, piacere di leggerti per la prima volta.
Non lo so, vado subito al punto. Non mi ha convinto molto questo racconto. Non sono tanto le immagini in successione che mi lasciano interdetto ma lo stile nel suo complesso. Probabilmente sono io che non ci sono entrato, ma l’ho trovato molto (forse troppo) ampolloso.
Il finale poi mi ha spiazzato ma non in positivo, perché non riuscivo più a capire di cosa si stava parlando, se di Dio, o di un pazzo davvero al manicomio.
Sono solo miei gusti personali ovviamente, nulla di più, ma essendo comunque una gara, non penso di collocarlo tra i primi

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giancarmine trotta
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Re: Credetemi

Messaggio#12 » venerdì 19 ottobre 2018, 22:18

Ciao Leonardo,
forse mi ripeterò perché non ho letto tutti i commenti prima del mio, ma sono certo che qualcuno ti abbia fatto notare l'eccessivo uso di termini in alcune frasi, tra cui quella iniziale, in cui si arriva stanchi al punto. Questo racconto che sembra una disamina interiore è certamente interessante: a me non dispiace affatto la parte descrittiva, evocativa; mi è piaciuta meno la chiusa, che sembra affrettata, forse per tempo e per spazio, o forse per avvicinare il racconto al tema. Quanto hai scritto, devo sottolinearlo, non passa certo inosservato perché il racconto lascia un segno.
Alla prossima,
G.
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diego.martelli
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Re: Credetemi

Messaggio#13 » martedì 23 ottobre 2018, 8:52

Il racconto è fantastico! Il racconto usa un registro sporco e un ritmo trascinante per raccontare la storia di un Demiurgo caduto e perso in uno scenario urbano degradato. Prima critica che mi sento di muovere: non ho "visto" il doppelganger, se non nella figura vista nel finale, che è un po' poco. Seconda critica: il registro mi pare che qua e là "sbandi", usando termini dallo stile troppo differente.
Rimane comunque una ottima prova.

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invernomuto
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Re: Credetemi

Messaggio#14 » giovedì 25 ottobre 2018, 1:44

Ciao Leonardo!
La tua è una prova coraggiosa che con me colpisce piuttosto nel segno: sono un avido lettore di autori beat (nel Pasto Nudo di Burroughs troverai lunghe e liriche descrizioni di marciume, simili a quelle utilizzate da te, soprattutto nella fase iniziale) e sono sempre incuriosito dai registri quasi "deliranti" come quello che hai deciso di utilizzare per il tuo racconto - per cui "stilisticamente" non ho rimproveri da farti.
Dal punto di vista tecnico, invece, ci sono alcune sbavature che mi hanno fatto storcere il naso: la declinazione al plurale di parole straniere (pushers, killers) andrebbe evitata in ogni caso, anche nel caso tu avessi utilizzato volutamente la forma incorretta per farci "sentire" la confusione nella mente del Demiurgo, inoltre l'utilizzo dei puntini di sospensione (specialmente per cercare di imporre al lettore il ritmo di narrazione) non è propriamente un errore ma è sgradevole, e infatti raramente vedrai quell'espediente venire utilizzato da scrittori professionisti (o meglio, magari li usano anche, ma gli editor glie li asportano subito dal testo).
Altra nota dolente, a parer mio, l'adesione al tema del contest: comprendo l'idea che teoricamente debba essere il doppelganger dell'Assoluto, ma questa "dualità" è presentata poco e trova mordente solo nel collasso finale che fa da chiusura al racconto.
In definitiva, hai uno stile che personalmente trovo molto d'impatto e comunicativo, pur con qualche incertezza tecnica ancora da smussare, ma la storia di cui si fa vettore non è all'altezza - almeno questa volta.
Spero di rileggerti ancora, a presto!

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antico
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Re: Credetemi

Messaggio#15 » venerdì 2 novembre 2018, 14:35

Questa caduta, questa sconfitta... Ecco, nonostante l'impianto del racconto non sono riuscito a viverla e tutto mi è sembrato quindi poggiare su fondamenta fragili. Il motivo scatentante della crisi del protagonista non mi è arrivato, anche se posso immaginarlo, ma da elementi esterni al racconto, elementi che fanno parte della comune cultura che unisce me, il lettore, e te, l'autore. Se posso suggererire una possibile revisione al testo, ti direi di andare più in profondita, ancora di più, andando a infrangere la superficie: cosa voleva questo demiurgo? In cosa si è dichiarato sconfitto? E perché? Ok, potrebbe (e quasi di sicuro è) essere una semplice rappresentazione di noi tutti: un individuo etichettato come "matto" e quindi messo ai margini. Benissimo, ma anche qui mi mancano gli stessi ingredienti: un qualcosa che mi mostri come questo individuo si è automaticamente escluso dalla società fino alla sua sconfitta definitiva. Per ora, per me, è un pollice ni.

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