DITHERIA

Per partecipare alla Sfida basta aver voglia di mettersi in gioco.
Le fasi di gioco sono quattro:
1) Il primo novembre sveleremo il tema deciso da Angelo Frascella e Massimo Lunati. I partecipanti dovranno scrivere un racconto e postarlo sul forum.
2) Gli autori si leggeranno e classificheranno i racconti che gli saranno assegnati.
3) Gli SPONSOR leggeranno e commenteranno i racconti semifinalisti (i migliori X di ogni girone) e sceglieranno i finalisti.
4) Angelo Frascella e Massimo Lunati assegneranno la vittoria.
Avatar utente
Wladimiro Borchi
Messaggi: 258

DITHERIA

Messaggio#1 » martedì 6 novembre 2018, 13:30

Immagine

DITHERIA

La superficie desertica di Cronos era battuta da venti gelidi, questo significava che i varchi si stavano aprendo e tutto era in ordine per la missione. Ditheria si approssimò al margine del dirupo, tenendo gli olatrhrin ben serrati nelle mani. Il suo corpo nudo vibrava di tensione e paura.
La giovane, però, volle raccontarsi che era solo il freddo.
Il sacerdote le appoggiò un delicato bacio sulla fronte, senza indugiare nemmeno un secondo sui seni rotondi della futura regina. Non c'era spazio per la passione su Cronos. Tutta la femminilità che esplodeva in quelle forme era un dono che nessun uomo avrebbe mai desiderato.
«Torna vincitrice e prendi il tuo posto sul trono!»
La fanciulla si limitò ad annuire e si gettò oltre il limite dell'Abisso.
Planando contro le correnti calde che la respingevano, si portò senza paura sulla schiena del rectilius, che strisciava rapido sul fondo del baratro e quasi non si avvide dell'impatto. Solo quando infilò a forza gli olatrhin nelle carni della bestia, la testa del serpente gigante si impennò con violenza verso l'alto, con l'intento di disarcionare la sgradita ospite. Fu inutile. Dopo pochi secondi i due congegni infilati del cranio della cavalcatura ne fiaccarono ogni anelito di ribellione.
Ditheria gettò l'animale a forte velocità verso il varco, oltre il quale le increspature nello spazio-tempo rendevano il panorama un'orgia di macchie nere che fluivano le une nelle altre in un continuo divenire.
Chiuse gli occhi mentre i detriti sollevati dal vento le graffiavano la pelle fino a farla sanguinare.
Durò solo un secondo, poi la quiete calda di una notte primaverile la avvolse.
La futura regina scese dal rectilius sulla riva del fiume Inn e, con il corpo illuminato dalla pallida luce della luna, lavò le proprie ferite.
Quando considerò presentabile la propria immagine riflessa nelle acque, la donna si incamminò verso il Brücken Park, dando licenza al serpente, che l'avrebbe attesa nascosto sul letto del gigantesco corso d'acqua.
Una volta al parco, si adagiò su una panchina a margine del viale per per esibirsi sotto il tenue chiarore di un lampione a olio.
Come sapeva, Alois passò da lì pochi minuti più tardi.
«Che vi è successo, signora?»
Ditheria fissò le iridi verdi in quelle dell'uomo che si era chinato sul suo corpo ferito.
«Sono stata derubata... anche delle vesti. Oh mio dio che vergogna...»
Le mani mani subito si spostarono a coprire le nudità, mostrando una pudicizia innaturale a un'abitante di Cronos.
«Non temete, prendete il mio impermeabile. La mia casa dista pochi passi. Mia moglie Klara avrà senz'altro degli abiti da prestarvi, in modo che possiate tornare sana e salva alla vostra casa.»
Com'era facile indurre gli umani al proprio volere!
E ancor di più i maschi di quella specie. Bastava un corpo nudo e una giovane vittima di un pericolo immaginario perché l'uomo compisse una dopo l'altra tutte le scelte attese.
Se avesse potuto farlo senza tradirsi, Ditheria avrebbe riso.
Si alzò, invece, e finse uno svenimento, in modo che l'uomo si potesse sentire autorizzato ad abbracciare le sue rotondità per sostenerla.
Mentre si avvolgeva nell'impermeabile, la futura regina sentiva le mani del giovane indugiare in zone inutili a tenerla in piedi, ma che senz'altro donavano voluttà a chi le accarezzava.
Così si fece condurre fino a casa.
Ad aprire venne una ragazzona bionda, col ventre ispessito da una gravidanza giunta quasi al termine.
«Aiutami con questa fanciulla, Klara. È stata derubata e chissà cos'altro nei pressi del Brücken.»
«Sarà meglio avvisare la polizia, Alois!»
La moglie appariva senz'altro la più sveglia della coppia.
«Lo faremo non appena si sarà ripresa. Ho paura che possa svenire ancora.»
Come chiamata a esaudire un desiderio dell'uomo, la futura regina di Cronos finse di perdere i sensi e fu adagiata su un divanetto nei pressi dell'ingresso.
Da lì, la viaggiatrice del tempo udì la furibonda lite tra i due coniugi nella stanza attigua.
La spuntò l'uomo di casa: l'avrebbero ospitata fino a quando non fosse stata in forze per lasciare la casa e, solo allora, l'avrebbero accompagnata dalla polizia per far denuncia di quanto le era accaduto.
Dopo poco si sentì sollevare e stendere su un letto, mentre sul suo corpo venivano adagiate morbide coperte di lana.
Attese quindi il silenzio della notte inoltrata.
Alois, intanto, non riusciva a prendere sonno per l'eccitazione che quella bellissima fanciulla gli aveva messo addosso. La sua mente restava vigile a immaginare amplessi con quella ospite inattesa. Si alzò, stando ben attento a non destare la moglie, per scendere in sala.
Avrebbe preso due gocce di estratto di valeriana e finalmente si sarebbe abbandonato al torpore .
I suoi progetti però erano destinati a essere interrotti.
Ditheria lo accolse nuda in mezzo al corridoio, prendendolo per mano come in un sogno e conducendolo con sé nella camera degli ospiti.
La minima resistenza dell'uomo si diradò non appena le labbra carnose della futura regina del tempo si appoggiarono sulle sue e così la colpa, di cui la fanciulla aveva bisogno, poté essere lanciata con dolcezza nel suo grembo.
L'uomo tornò appagato nel proprio letto, mentre il seme marcio poteva germogliare.
Tra convulsioni e dolori lancinanti la regina partorì il draco. Il serpente figlio del peccato del padre. L'unico che, secondo le leggi di Cronos, poteva distruggere il figlio.
Le gambe della donna finalmente si schiusero per far passare il rettile, che strisciò in silenzio verso la camera dei due sposi.
La regina pulì alle coperte il liquido verde che le imbrattava le cosce e lasciò la casa, diretta al fiume.
Mentre il piccolo rettile si arrampicava sul letto di Klara e si infilava lento fin dentro al suo ventre per divorarne il frutto ormai maturo, la nuova regina saliva sul gigantesco serpente, la cui testa era appena spuntata dalle acque dell'unico fiume di Braunau am Inn.
La missione era compiuta, il potere di Ditheria non sarebbe più stato messo in discussione, per lungo tempo sarebbe stata l'unica regina di Cronos.
Non appena le sue mani afferrarono gli olatrhin conficcati nel capo della bestia, il rectilius prese a inabissarsi verso la prima increspatura dello spazio-tempo.
Proprio in quel momento Alois fu svegliato dal sangue che usciva copioso dal grembo della moglie.
Dopo aver perso il piccolo Otto, pochi giorni dopo la nascita, e aver dovuto assistere inerme alla morte di Gustav e Ida, uccisi dalla difterite, l'emorragia presagiva che anche Adolf, l'ultima possibilità per gli Hitler di avere una discendenza, era perduto per sempre.
Il medico arrivò in tempo per salvare la vita di Klara, ma l'aborto spontaneo ne aveva compromesso l'utero in modo irreversibile.
Il mondo avrebbe dovuto fare a meno di un Adolf Hitler.
...
«Dalia, smettila di sognare a occhi aperti! Dobbiamo metterci in fila per la doccia.»
La bambina con la divisa a righe seguì la mamma nel fiume di donne che scomparivano oltre la soglia di un immobile grigio.
«Mamma, ho immaginato una storia bellissima. Ero la regina del tempo e impedivo a Hitler di nascere. Ti rendi conto? Non saremmo mai state arrestate e papà non sarebbe morto.»
La madre fissò la piccola con gli occhi che si gonfiavano di lacrime.
«Continua a sognarlo, amore mio... Continua sempre a sognarlo...»
La porta in metallo fu chiusa alle loro spalle e il gas cominciò a bruciare negli occhi e nelle gole.
Tutto intorno la gente tossiva sangue.
La bambina chiuse gli occhi, battendo la testa sul pavimento freddo.
...
Quando li riaprì il sacerdote le tendeva una mano per aiutarla ad alzarsi.
«Ditheria, mia regina, prendete il vostro posto sul trono!»
La fanciulla entrò nella grande sala luminosa e, fasciata da vesti d'oro, salì sullo scranno più alto del regno di Cronos.
La bambina era divenuta donna.
Aveva vinto la prova.
Il suo potere non sarebbe mai venuto meno.
Ultima modifica di Wladimiro Borchi il venerdì 23 novembre 2018, 12:36, modificato 2 volte in totale.


IMBUTO!!!

Avatar utente
Wladimiro Borchi
Messaggi: 258

Re: DITHERIA

Messaggio#2 » martedì 6 novembre 2018, 13:41

Bonus
2 serpenti rilevanti per la trama (doppio bonus?)
1 Azione riprovevole a fini benefici (bimbo divorato nel ventre della madre... ci metterei una X)
1 Scena di seduzione (ce l'abbiamo!)
IMBUTO!!!

Avatar utente
ceranu
Messaggi: 738

Re: DITHERIA

Messaggio#3 » martedì 27 novembre 2018, 23:22

Punto, set, partita.
Che ti posso dire: complimenti. Partiamo dalla bellissima storia di una viaggiatrice del tempo che sfocia in un'agghiacciante parentesi della nostra di storia, per poi rimbalzare nel sogno eterno di una bambina. E tutto questo lo fai pochissime battute. Lo stile è ottimo, onestamente vedo un balzo in avanti notevole dalle tue prime uscite già buone.
Ci sono un paio di parole ripetute: un Per Per e un Mani Mani ma per il resto la narrazione è impeccabile.
Finale molto forte.
L'unico appunto, che poi è più la richiesta di un lettore che vuole sempre di più, usa un po' di battute nella prima parte per descriverci meglio il rectilius e gli olatrhin. Già che ci sei spiega meglio questo concetto che è un po' contorto e poco bambinesco:
Il sacerdote le appoggiò un delicato bacio sulla fronte, senza indugiare nemmeno un secondo sui seni rotondi della futura regina. Non c'era spazio per la passione su Cronos. Tutta la femminilità che esplodeva in quelle forme era un dono che nessun uomo avrebbe mai desiderato.

Nel complesso è un racconto che, per tema e argomenti trattati, è uno dei più belli che io abbia mai letto su La Sfida a… (compresi i miei ;) )

Bonus tutti presenti

Ciao e alla prossima

Avatar utente
Eugene Fitzherbert
Messaggi: 419

Re: DITHERIA

Messaggio#4 » mercoledì 28 novembre 2018, 0:24

Ciao, Wlad,
alla fine ci troviamo sempre qui e come sempre, per quel che mi riguarda, l'incontro è piacevole e pieno di sorprese.
Il racconto è bello come costruzione e come idea centrale, un fantasy creato ad hoc per superare i momenti terribili, tanto potente da sopravvivere alla sua stessa creatrice.
Una cosa che mi ha richiamato un po' train de vie, anche se lì la chiave era comica e diventava amara nell'ultima drammatica inquadratura.
Nulla da dire sullo stile, sulla cadenza e sul ritmo, a parte forse qualche passaggio avaro di particolari: un mondo fantasy è bello perché puoi metterci dentro di tutto, con un minimo di coerenza, e forse avrebbe giovato qualche riga per spiegare il concetto del sacrificio per salvare Cronos. Forse, avrei affidato la spiegazione delle azioni della principessa non a un passaggio un po' da spiegone ma magari a un dialogo che tra lei e il sacerdote, seminando le informazioni tra il prima e il dopo il viaggio temporale. Ma queste sono cazzatine buone solo per rompere le palle a te, ché tanto so che mi vuoi bene lo stesso.

TI segnalo le stesse piccole imperfezioni post editing che già ti ha detto il buon Ceranu.
Bravo, davvero! (TU, non ceranu... Cioè anche Ceranu, ma in questo caso, tu... insomma, hai capito. FUUUCK!)

Avatar utente
Wladimiro Borchi
Messaggi: 258

Re: DITHERIA

Messaggio#5 » mercoledì 28 novembre 2018, 10:33

Come siete belli!!!!!
Ma belli, belli, belli!!!!!
W
IMBUTO!!!

Avatar utente
roberto.masini
Messaggi: 320

Re: DITHERIA

Messaggio#6 » domenica 2 dicembre 2018, 12:12

Caro Wlad,
bellissimo racconto. Qualcuno ha parlato di fantasy ma io non sono d'accordo. Questa storia, che tra le tue mi sembra la migliore, tocca non solo il fantasy ma anche la storia e che storia! In pochi tratti abbiamo leggenda, storia, epica, tragedia e commedia. Incastrare tutti questi generi in un'opera sola mi è sembrata una bella impresa che i refusi individuati non scalfiscono minimamente. Naturalmente il valore del racconto riguarda, come sempre nel tuo caso, lo stile: scorrevole e avvincente. Non volendo apparire affettato, ti faccio i miei SINCERI compimenti!
Bonus tutti presenti!

Torna a “La Sfida a Cleopatra la Divina”

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite