Lei è - di Salvatore Stefanelli

Appuntamento a lunedì 19 novembre con Stefano Paparozzi e il suo tema per una nuova serata all'insegna della scrittura!
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SalvatoreStefanelli
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Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#1 » lunedì 19 novembre 2018, 22:27

Lei è la madre di tutte le mie tragedie. Lei è Morte.
«Ma come cavolo hai fatto a ridurmi così? Come sono stato io a permetterlo?».
«Angelo, smettila! Così mi fai paura!»
«Ti faccio paura, mamma? TI faccio paura?». Tiro fuori la pistola da sotto il giubbino. «Adesso cosa dici, eh?» le grido in faccia, mentre le punto la pistola alla tempia. È diventata all'improvviso muta, gli occhi che guardano verso il basso. «Avessi saputo che bastava una pistola a farti zittire, l'avrei usata da tempo. Te la stai facendo sotto dalla paura, dillo!».
Lei alzo lo sguardo e mi fissa.
«Cos'è? Mi sfidi?». Premo più forte la pistola contro la sua testa. So che le sto facendo male, ma lei non grida e continua a fissarmi. Il suo sguardo è freddo, impassibile. Sembra aspetti qualcosa. Tace, ma è come se mille domande mi trafiggessero: le sue, le mie. Domande a cui non so rispondere. Osservo le sue mani, tese lungo i fianchi, non abbandonate ma lasciate pendere come se nulla avessero a spartire con il resto del corpo. I piedi, immobili, attaccati al pavimento, come se nulla potesse staccarli da lì. Osservo il suo corpo, ancora vivo, bello, pieno di passione, e penso a mio padre, che ora giace nella terra, senza più nulla di bello se non la pace… Ma quale pace? La morte non appacifica con la vita, è solo uno stato del nulla; però, se così non fosse, lui da un pezzo si starebbe rivoltando nella tomba. Lei l'ha ucciso. Poco alla volta, con l'indifferenza, con la trascuranza, con i rifiuti… con il tradimento. Lei è la morte.
Rivedo il momento, quando ho perso tutto in un colpo di pistola, nel sangue che colava lungo il viso, in quegli occhi che piangevano.
«Madre, ora morirai! Lo sai questo, vero? È quello che meriti!».
Nulla. Non reagisce.
Il manrovescio la scardina dal suo piedistallo, gettandola a terra. Si rialza e torna nella stessa posizione. In piedi, davanti a me, con lo sguardo fisso. Un sottile rivolo di sangue le si riversa dal labbro.
Perché mi guardi senza dire nulla? Mi odi così tanto?
Vorrei fuggire da qui, da questa stanza intrisa di ricordi. Stringo la pistola sino a quasi farmi male. Cosa mai posso aspettarmi dal futuro? Rido! Non c'è futuro per me e lo sa anche lei.
Non voglio farlo.
Il male scorre nelle mie vene e non c'è cura per l'anima malata.
È l'unica scelta che ho.
Accarezzo il suo viso con il gelido tocco dal ferro, le passo la canna sulle labbra, sopra le palpebre alzate. Rido!
«Maledetta te!»
Sparo. Il colpo penetra tra la mandibola e il palato, verso il cervello. È assordante. Poi, più nulla ha suono.
Il pavimento è gelido, mentre il rosso cola via.
Gli occhi, spalancati, osservano il tuo volto: finalmente piangi.
Di gioia.
«Bravo! Eri perfetto! È proprio così che devi recitare, domani. Su, alzati. Mettiamo tutto in ordine e ricominciamo, giusto per le ultime sbavature».
«Perdonami per lo schiaffo, era troppo forte».
«Non è nulla» dici, passandoti la lingua sulle labbra. «Non eri tu quello».
Lei è la mia mentore: mia madre!



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antico
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#2 » lunedì 19 novembre 2018, 23:13

Ciao Salvatore! Sbaglio o era da qualche edizione che mancavi? :) Tutto ok con i parametri, buona Paparozzi Edition!

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SalvatoreStefanelli
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#3 » lunedì 19 novembre 2018, 23:22

Non ricordo bene, ma credo tu abbia ragione. Meglio ogni tanto che mai (me lo ripeto, spero che serva).

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maurizio.ferrero
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#4 » giovedì 22 novembre 2018, 11:22

Ciao Salvatore,

Il tuo racconto è scritto bene, e lo dico pur non amando le storie che si soffermano troppo su pensieri e dettagli osservati dal protagonista. Il colpo di scena finale è molto carino, peccato che l'ultima frase stoni un po' con lo stile del resto del racconto. Quella puntualizzazione, con tanto di punto esclamativo finale, alleggerisce fin troppo la narrazione oscura che è stata fatta fino a quel momento. Avrei concluso il racconto una riga prima, oppure, per dargli un finale ambivalente, si sarebbe potuto chiudere con un "sì, ero io invece", che avrebbe lasciato tantissimo da pensare.

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megagenius
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#5 » giovedì 22 novembre 2018, 15:40

Ciao Salvatore!
Ho letto il tuo lavoro con piacere. Il testo scorre via alla grande, essendo scritto benissimo (salvo alcune imperfezioni che ti segnalerò...) almeno fino a quattro righe dalla fine. Ho vissuto un'angoscia pesantissima, facendomi tante domande e temendo per la vita della madre: il pazzo che le vuole sparare è un figlio tossico che vuole i soldi? Hanno dei conti in sospeso? E perché lei resta imperturbabile? Interessante il sottotesto della vendetta per l'uccisione del padre. Tutto questo ha composto una specie di storia thriller ad alta tensione.
Parliamo del finale: non so come inquadrarlo nel contesto, nel senso del peso specifico rispetto all'economia generale della trama. Potrebbe anche andar bene così, però da un lato mi sembra uno scioglimento troppo facile dei nodi della storia, un po' come qualche scrittore principiante che usa l'espediente del sogno o della realtà virtuale per giustificare una sequela di fantasticherie. Non sto dicendo che il colpo di scena sia banale, cerco solo di dargli il giusto peso in un racconto che per tre quarti, per me, funziona molto bene.
E tenderei a essere d'accordo con Maurizio quando dice che la frase finale guasta un po' la resa generale, in quanto, se proprio dovevi adottare un colpo di scena così stravolgente, allora anche l'ultima parola avrebbe dovuto concorrere a produrre un effetto destabilizzante, lasciando il lettore a macerarsi in dubbi e domande.
In buona sostanza: pollice su per lo sviluppo, un "ni" per il colpo di scena finale.
Alcune imperfezioni:
1) "Come sono stato io a permetterlo?" - Brutta costruzione. Io avrei scritto: "Come ho potuto permetterlo?"
2) "Trascuranza". Io avrei trovato un altro termine, ma mi sembra desueto e dissonante durante la lettura.
3) "Stringo la pistola sino (a) quasi (a) farmi male."
4) "Accarezzo il suo viso con il gelido tocco dal ferro." - Immagino che al posto di "dal" debba esserci "del".

In bocca al lupo!
Emiliano.

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SalvatoreStefanelli
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#6 » giovedì 22 novembre 2018, 15:48

Attendevo i primi commenti con curiosità. In effetti, sul principio l'ultima frase non l'avevo messa, poi mi son fatto prendere dal voler spiegare troppo.
Il suggerimento che dai, Maurizio, è interessante e non ci avevo pensato. Però, devo dirti, che non lo avrei usato lo stesso.
Qualche errore capita sempre, Emiliano. Mi spiace che il finale ti abbia un po' deluso. Mi ero fissato su un finale positivo e non ho voluto provare (in realtà, non mi è proprio venuta in mente una scena diversa) che potesse continuare sulla falsariga di quanto accade precedentemente. Ci rifletterò, se dovesse andare avanti, per le opportune modifiche. Grazie a entrambi.

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Wladimiro Borchi
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#7 » venerdì 23 novembre 2018, 13:19

Idea molto carina.
Racconto carico di angoscia con finale a sorpresa che spiazza e fa riprender fiato al lettore.
Lo stile, però, è assolutamente migliorabile.
Ci ho trovato davvero troppe ripetizioni involontarie.
Cerco di segnalartene il più possibile.

Tiro fuori la pistola da sotto il giubbino. «Adesso cosa dici, eh?» le grido in faccia, mentre le punto la pistola alla tempia.
...
«Avessi saputo che bastava una pistola a farti zittire, l'avrei usata da tempo. Te la stai facendo sotto dalla paura, dillo!».
...
Premo più forte la pistola contro la sua testa.

...

Osservo le sue mani, tese lungo i fianchi, non abbandonate ma lasciate pendere come se nulla avessero a spartire con il resto del corpo. I piedi, immobili, attaccati al pavimento, come se nulla potesse staccarli da lì. Osservo il suo corpo, ancora vivo, bello, pieno di passione, e penso a mio padre, che ora giace nella terra, senza più nulla di bello se non la pace… Ma quale pace? La morte non appacifica con la vita, è solo uno stato del nulla; però, se così non fosse, lui da un pezzo si starebbe rivoltando nella tomba. Lei l'ha ucciso. Poco alla volta, con l'indifferenza, con la trascuranza, con i rifiuti… con il tradimento. Lei è la morte.

Come vedi è poca cosa e il rimedio lo trovi in tre balletti.
Complimenti ancora
Wladimiro
IMBUTO!!!

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SalvatoreStefanelli
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#8 » sabato 24 novembre 2018, 0:36

Cavoli! Non ci avevo fatto caso. A volte il ripetere è congeniale, in altre storpia. Rifletterò anche su quanto mi hai fatto notare tu, Wladimiro, e se potrò, aggiusterò tutto.

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White Duke
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#9 » sabato 24 novembre 2018, 13:25

Tema centrato, prosa e punteggiatura buoni, si legge con piacere.
La storia si presenta come un bel thriller angosciante, poi alla fine diventa chiaro che è tutta una recita, ma questo colpo di scena secondo me non funziona per niente e penalizza tantissimo un testo altrimenti pregevole. L’ho trovato un espediente davvero di basso livello del tipo “era tutto un sogno” oppure “era realtà virtuale” o cose simili.
Inoltre questo finale cozza un po’ con i passaggi mentali del protagonista, è vero che un attore deve immedesimarsi nella parte ma qui sta un po’ esagerando. Consapevole di questo finale io avrei introdotto più dialoghi (parte della scena) che pensieri del protagonista.
Portate dei fiori sulla tomba di Algernon

Emiliani Dominici
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#10 » sabato 24 novembre 2018, 14:54

Buona l’idea dell’odio tra madre e figlio, buona la tensione che si sviluppa fino al finale a sorpresa, ma asciugherei alcune cose nello stile, togliendo delle ripetizioni e cambiando alcune espressioni. Il dialogo iniziale non è abbastanza convincente, non trovo credibili alcune battute come «Ma come cavolo hai fatto a ridurmi così? Come sono stato io a permetterlo?» e «Te la stai facendo sotto dalla paura, dillo!». E poi, visto che il finale rivela che è tutta una finzione, non torna il fatto che lui descriva la traiettoria dello sparo e il sangue per terra. Anch’io toglierei o cambierei l’ultima frase.

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SalvatoreStefanelli
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#11 » sabato 24 novembre 2018, 15:23

Questo è quando non pensi di avere idee e ti butti sulla prima che viene, volendo a forze un finale positivo; succede che sbagli il finale, lo rendi banale, come un facile escamotage per chiudere in poche righe. Visto come stanno le cose, di sicuro non riuscirò a entrare tra quelli che passano il turno. Quindi, deciderò più in la se metterlo nel laboratorio. Grazie dei preziosi commenti.

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Linda De Santi
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#12 » domenica 25 novembre 2018, 20:33

Ciao Salvatore!
Bello il tuo racconto, mi è piaciuto.
All’inizio avevo delle perplessità sulle battute: quel «Madre, ora morirai! Lo sai questo, vero? È quello che meriti!» è veramente troppo teatrale e stava per partirmi la penna rossa, poi però sono arrivata alla fine e ho scoperto che era davvero una recita :)
Ho avuto qualche dubbio anche sulla quantità di pensieri del protagonista durante le prove, ma alla fine, vista al rallentatore, la scena ha una sua plausibilità: l’attore potrebbe stare rivivendo in un flash tutte le cose che si è ripetuto per entrare nel suo personaggio.
Per me è un racconto che funziona e che ho letto con piacere.
Alla prossima!

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SalvatoreStefanelli
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#13 » martedì 27 novembre 2018, 11:57

Linda, GRAZIE! Il tuo è il primo commento che non trova negativo il finale e quindi resta nel positivo generale per tutta la storia. Un piccolo sollievo, nonostante comprenda che ci sarebbe da lavorare sul testo. Alla prossima.

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mircalla
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#14 » giovedì 29 novembre 2018, 22:13

Ciao!
Racconto giocato con il classico spiazzamento generato da un colpo di scena nel finale che disvela al lettore un piano di realtà differente da quello intuibile nell’incipit. Non sono una fan sfegatata di questo tipo di racconti, però c’è da dire che la tua scrittura è convincente e piacevole e, la prima parte molto coinvolgente. Il “trucco” riesce alla perfezione e la tensione accumulata si scioglie nel finale.

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antico
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Re: Lei è - di Salvatore Stefanelli

Messaggio#15 » domenica 2 dicembre 2018, 23:09

Forse lo preferirei ancora più teatrale. La via di mezzo, il non eccedere, può confondere perché lascia il dubbio sullo sbaglio di registro da parte di chi scrive. Il pressare sulla cosa, invece, rende chiaro che è voluto e, a quel punto, il finale, paradossalmente, può avere ancora più risonanza perché il lettore ci arriva senza avere dubitato di ciò che sta leggendo. Ma è solo il mio punto di vista, risultante dal fatto che in prima lettura mi è piaciuto poco e solo in seconda ho potuto apprezzarlo di più. Detto questo, per me è un pollice ni che tende verso l'alto.

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