In Lontananza - Mario Pacchiarotti

Appuntamento a lunedì 17 dicembre 2018 dalle 21.00 all'una con un tema del team di Fantascientificast. Contrariamente rispetto al solito, sarà caldamente consigliato partecipare con racconti di genere fantastico (scifi o fantasy anche nelle loro accezioni più allargate).
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jimjams
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In Lontananza - Mario Pacchiarotti

Messaggio#1 » lunedì 17 dicembre 2018, 22:43

Il maledetto telefono squillò. La sveglia sul comodino segnava le quattro. Riconobbi il viso sul cellulare e risposi.
«Marco, che diavolo succede? Sono le quattro.»
«Lo so, Stefano, lo so. Ma devi venire qui.»
«Sei scemo? Perché?»
«Non te lo posso dire al telefono. Vieni, per favore.»
Imprecai tra me, ma indossai qualcosa e andai di corsa al Centro. Quando raggiunsi Marco nella sala di controllo ci trovai il pienone.
«Che cazzo succede?»
Indicò i monitor.
«Che diavolo è? Uno sciame di meteoriti?»
Marco scosse la testa. «Non lo sappiamo, ma…» si tolse gli occhiali e li pulì con il bordo della maglietta. «Sono in formazione.»

Sei mesi trascorsero veloci. Quanto basta per passare dalla disperazione di ‘gli alieni invaderanno la Terra’, al più completo disinteresse. Lo stesso che lo sciame sembrava provare nei nostri confronti. In maggio ci ritrovammo in un vertice decisivo.
«È evidente che non sono diretti qui» disse a un certo punto Marco. «Probabilmente non sanno nemmeno che esistiamo. La loro meta deve essere altrove, molto distante da qui.»
«E questo è un bene. Se passeremo inosservati potremo dire di essere stati fortunati.»
C’erano più o meno due fazioni, e quello che aveva parlato, il Cinese, apparteneva all'altra.
«Ma è un’occasione unica per entrare in contatto con una civiltà aliena. Potrebbe non capitare mai più.»
Quello fece una smorfia di fastidio.
«Sono… quante? Sessantamila? Settantamila navi? Non siamo nemmeno riusciti a contarle. Ognuna grande come un pianetino. Non è una sonda, o una nave esplorativa. Quella è un’armata di invasione.»
La discussione andò avanti senza fare progressi, un dialogo tra fazioni che non condividevano la stessa visione dell’universo. Ma in quella del Cinese c’erano tutti i governi.
Marco però era un cavallo matto. Lanciammo il segnale il sette di giugno.

Gli alieni risposero subito.
«La buona notizia» disse il Cinese, con la faccia arcigna di chi non ha smaltito la rabbia «è che lo sciame non ha cambiato rotta, né velocità. Nessuna nave si è separata. L’unica reazione sono i segnali di risposta.»
Marco invece sprizzava energia ed entusiasmo. Sventolava delle carte.
«Abbiamo decodificato la trasmissione. Ci inviano informazioni matematiche, geometriche, simboliche. È un metodo. Lo stiamo seguendo e sono convinto che in breve saremo pronti per una comunicazione vera e propria tramite questo pseudo linguaggio.»
Il Cinese batté con violenza la mano sul tavolo.
«Lei è un pazzo» urlò. «Non dobbiamo rispondere. Fingiamo di essere stupidi. Sperando che non sia troppo tardi. L’unica speranza è che non ci considerino interessanti.»
Marco ridacchiò e scosse la testa.
«Lei non capisce vero? Ci sono migliaia di impianti sul pianeta in grado di rispondere e non sono tutti sotto il controllo delle autorità qui riunite. Qualcuno risponderà, tanto vale che lo facciamo noi per primi, almeno avremo il controllo della comunicazione.»
Il Cinese ebbe un malore e lo portarono via. Subentrò il suo vice, un canadese.
«Cerchiamo di parlare con questi alieni» disse «e speriamo bene.»

Ci volle un mese per completare la conoscenza dello pseudo linguaggio. Lo sciame, una volta completata la trasmissione della ‘lezione’ l’aveva ripresa da capo. Toccava a noi far capire che eravamo pronti a parlare. Per decidere cosa trasmettere ci volle un’intera febbrile settimana.
«Capiranno?» mi chiese Marco, prima di inviare il nostro messaggio.
«Non ne ho idea. Lo spero, anche se avrei preferito qualcosa di più semplice, senza i distinguo, le spiegazioni…»
Lui rise. «Temo fosse inevitabile, visto il numero di persone che ha voluto rivedere il testo.»
«In ogni caso, lo sapremo presto.»
Il pulsante venne premuto, il messaggio inviato.
Sei giorni dopo arrivò la risposta, mentre le navi continuavano imperterrite sulla loro rotta.
Ricordo bene Marco e gli altri che analizzavano il breve messaggio, la discussione sulle possibili traduzioni.
Alla fine si misero d’accordo.
«Scappate, dietro di noi i nemici» diceva il messaggio.

È passato molto tempo, siamo invecchiati. Molti si sono convinti che ci sia stato un equivoco, che non stia arrivando nessuno.
Ma io passo tutte le sere al Centro, e da lì scruto il cielo.
Aspetto il giorno in cui li vedremo arrivare.
In lontananza.



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antico
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Re: In Lontananza - Mario Pacchiarotti

Messaggio#2 » lunedì 17 dicembre 2018, 22:46

Bentornato Mario! Bello rivederti qui. Passando al racconto: tutto ok con i parametri! Divertiti in questa Fantascientificast Edition!

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jimjams
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Re: In Lontananza - Mario Pacchiarotti

Messaggio#3 » lunedì 17 dicembre 2018, 22:47

antico ha scritto:Bentornato Mario! Bello rivederti qui. Passando al racconto: tutto ok con i parametri! Divertiti in questa Fantascientificast Edition!


Grazie mille, stasera è venuta via facile facile. Spero di aver fatto una cosa degna della serata. Non potevo mancare.

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maria rosaria
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Re: In Lontananza - Mario Pacchiarotti

Messaggio#4 » mercoledì 19 dicembre 2018, 9:00

Ciao, Mario.
Bella questa tua storia, ben scritta, anche se su questo non avevo dubbi.
Mi è piaciuto molto come hai costruito tutta l'attesa intorno a questo sciame misterioso, ai tentativi di entrare in comunicazione con loro e alle scaramucce di chi deve prendere le decisioni.
C'è l'entusiasmo di chi vede nell'ignoto qualcosa di positivo e chi invece reagisce solo con paura e strategie di difesa.
L'unica cosa che mi ha lasciato un po' perplessa è stato il finale: un finale aperto che forse a pensarci bene ci sta pure, anche se quella risposta degli "alieni" (dietro di noi i nemici) lascia pensare che qualcosa debba ancora accadere.
Ma, chissà, magari poi accade anche.
Ad ogni modo, bravo!
Maria Rosaria

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maurizio.ferrero
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Re: In Lontananza - Mario Pacchiarotti

Messaggio#5 » mercoledì 19 dicembre 2018, 13:27

Ciao Mario,

La tua storia mi è piaciuta un sacco. Hai preso un classico topos della fantascienza (l'arrivo degli alieni) e l'hai infarcito di uno humour leggero e a tratti surreale, senza però perdere un fondo di realismo.
Il finale aperto, con una possibile minaccia ben più grande in arrivo, è ciò che mi ha entusiasmato di più. I nemici arriveranno, o il messaggio è stato tradotto male? Cosa può essere così pericoloso da spaventare una flotta di settantamila navi?
In sostanza: doppio pollice in su e complimenti davvero.

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megagenius
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Re: In Lontananza - Mario Pacchiarotti

Messaggio#6 » mercoledì 19 dicembre 2018, 16:07

Ciao Mario!

Che dire? Grande racconto! Tenta di rivisitare alcuni temi superclassici della fantascienza, in primis quello dell'invasione. Sembra che sia stato detto tutto e invece, qui, c'è una scintilla inedita che rende gradevolissima la trama. Ho apprezzato molto il sottotesto della difficoltà di capirsi (tipica di noi terrestri...), problema che potrebbe essere addirittura universale!! Intelligente la scelta finale di accennare a una minaccia in arrivo: lascia il lettore con un piacevole interrogativo.
Ovviamente nulla da dire sullo stile, sulla narrazione e sulla tecnica... tutto liscio come l'olio!!
Per fare il guastafeste, l'unica vera perplessità è la seguente: non è proprio chiarissimo cosa sia questo consesso in cui agiscono i personaggi. Sono scienziati? Esperti? Si intuisce che ci sono di mezzo pure politici o rappresentanti governativi, però, almeno su questo punto, il testo è un po' nebuloso. Ma si tratta di pignoleria.
Pollice sicuramente tutto su!!

In bocca al lupo!!
Emiliano.

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roberto.masini
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Re: In Lontananza - Mario Pacchiarotti

Messaggio#7 » mercoledì 26 dicembre 2018, 12:49

Ciao, Mario.
Bellissimo, classico racconto di fantascienza.
Prima esaminiamo i refusi.
Quando raggiunsi Marco nella sala di controllo... manca la virgola. Utilizzare pseudo linguaggio secondo me è errato perché pseudo significa falso, apparente e invece qui è semplicemente alieno e cioè diverso.
Detto questo, a me è sembrata una storia bel congegnata con moltissimi elementi ben amalgamati tra loro. Ci sono gli alieni; c'è il comportamento di chi ne ha paura e vuole sfuggire alla loro attenzione; c'è invece l'atteggiamento scientifico di chi vuole comunicare con loro a rischio dell'annientamento.
Il finale aperto è veramente entusiasmante. Che cosa impaurisce quella impressionante flotta astrale? Arriverà una minaccia ancor più spaventosa o più semplicemente alla base di tutto c'è una falsa decodifica del linguaggio alieno? Ai posteri...

Fabio84
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Re: In Lontananza - Mario Pacchiarotti

Messaggio#8 » giovedì 27 dicembre 2018, 14:33

Ciao Mario,
complimenti! Applausi e bis!
Questo è un racconto che mi fa tornare indietro di qualche anno a quando leggevo le prime raccolte di premi Hugo.
Riprende il sempre valido dibattito sul fatto che sia giusto o meno comunicare con civiltà extraterresti o passare in sordina.
Trama che prende in tutto lo suo svolgimento, con un finale aperto e ironico, che lascia molta attesa!

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antico
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Re: In Lontananza - Mario Pacchiarotti

Messaggio#9 » mercoledì 2 gennaio 2019, 16:24

Gran bella idea, resa più che bene. Finale perfetto, non me l'aspettavo proprio. Eccezionale la sottolineatura sul fatto che si pensi sia stato un equivoco e pertanto non si faccia nulla, molto attuale. Bello anche che ci siano degli italiani in questo contesto internazionale (amo poco l'utilizzo di nomi stranieri per racconti scritti in italica lingua). Insomma, pollice su, senza alcun dubbio.

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