Contaminazione

Appuntamento a lunedì 17 dicembre 2018 dalle 21.00 all'una con un tema del team di Fantascientificast. Contrariamente rispetto al solito, sarà caldamente consigliato partecipare con racconti di genere fantastico (scifi o fantasy anche nelle loro accezioni più allargate).
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maurizio.ferrero
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Contaminazione

Messaggio#1 » lunedì 17 dicembre 2018, 22:54

Contaminazione

Il sommo Howua affondò la punta del coltello sacrificale nel sottile polso della ragazzina. Lei gli sorrise, drogata dai fumi dell’oppio, poi osservò meravigliata lo splendore del fiore rosso che stava crescendo sul suo braccio.
“A Coloro Che Dimorano Oltre, noi ti offriamo in sacrificio. Muori nel sangue, rinasci nel dolore”, cantilenò Howua. Con uno scatto repentino fece saettare la lama lungo il braccio della bimba, raggiungendo la giugulare e recidendola. Morì senza smettere di sorridere, e il suo corpo venne accumulato sugli altri cadaveri dagli schiavi di piacere.
“Nessun sacrificio si era mai spinto a tanto! Coloro che Dimorano Oltre, dateci un segno!”, esclamò Howua, alzando le mani imbrattate di sangue infantile verso la volta della caverna, subito imitato dalle centinaia di accoliti del dolore presenti al rito sacro, che durante il sacrificio dei bambini si erano dilettati in riti orgiastici. Chiuse gli occhi, facendo appello alla sua fede più oscura. Capì che qualcosa stava accadendo quando l’eco di un vociare colmo di stupore si diffuse nella grotta. Senza aprire gli occhi, sorrise.

“SD4, il sistema segnala una risposta positiva”, disse l’androide scientifico, un umanoide sintetico di metallo allo stato semiliquido del tutto privo di tratti somatici.
“SD3, la sequenza codificata numero 17.779 è stata reiterata 16.455.463 volte. In tutti i casi precedenti l’esito è stato negativo. Segnalare immediatamente variazioni”, rispose un secondo androide del tutto identico al primo.
“Nessuna variazione.”
“Impossibile. Ricalcolare o chiamare personale tecnico per ricalibrazioni.”
“Ricalcolo effettuato. Confermo esito positivo senza alcuna variazione significativa. Il tunnel-spazio temporale è aperto e stiamo ricevendo segnali. Ipotesi: le condizioni sono variate dall’altro lato.”
SD3 osservò attraverso il plexiglass di sicurezza il portale, dischiusosi dopo interi cicli di vita inorganica. La più grande sfida della Simiglianza Sintetica aveva raggiunto il suo scopo. Aprire una porta che conduce lontano, in un altro tempo, in un altro luogo. Forse persino in un altro universo. Gli androidi conoscevano ogni più minuscolo dettaglio degli 0 e degli 1 che li regolavano. Era giunto il momento di conoscere il 2.
“Chiamate l’esploratore RH1.”


“Coloro Che Dimorano Oltre hanno accolto la nostra offerta! Gli dèi sono tra noi!”, esultò il sommo Howua. Davanti a lui, oltre il cumulo di fanciulli insanguinati, una porta rilucente si era spalancata sul grande altare delle ossa. “Insanguinate questa caverna! Esigete piacere! Prostratevi agli dèi e accoglieteli con dovizia!”
Gli orgiasti, in preda a una furia incontrollata, si abbandonarono all’agonia estatica. Chi si flagellava, chi violentava, chi uccideva. L’aria era colma dell’afrore del sangue. Il sommo Howua afferrò per il collo una delle schiave di piacere al suo fianco e affondò i denti nel suo volto con tale forza da brutalizzarglielo per il resto della vita. La scagliò a terra e a braccia aperte si avvicinò alla porta per accogliere l’arrivo degli dèi.
Dèi del sangue. Dèi del piacere. Dèi della morte.
Per un istante, la sua fede vacillò. E se gli dèi fossero stati differenti da quelli che suo il popolo aveva celebrato per eoni? Scosse la testa, promettendo di automutilarsi per il suo istante di impudenza.
“Venite a noi!”

RH1, la cui nuca era stata collegata a un cavo di supporto vitale bioplastico, si avvicinò al tunnel spazio-temporale. I suoi analizzatori cognitivi elaborarono un lieve malfunzionamento, un processo mentale inatteso che ogni tanto si insinuava nel sistema. Gli scienziati la chiamavano emozione. Mandò il processo in quarantena, giudicando l’errore computazionale come cosa da poco.
“Per la prima volta, la Simiglianza Sintetica si trova di fronte all’ignoto”, comunicò ai suoi simili.
Non appena il cervello sintetico elaborò l’informazione, i processi di malfunzionamento di amplificarono.
RH1 allungò le dita di metallo attraverso il tunnel.


Howua allungò le dita insanguinate oltre la porta.

Dita calde e viscide incontrarono dita fredde e immobili. L’ignoto pervase la fede, la paura pervase la logica. La contaminazione era iniziata.



Maurizio Ferrero



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Re: Contaminazione

Messaggio#2 » lunedì 17 dicembre 2018, 22:59

Ola Maurizio! Terza di fila per te! Grande! Tutto ok con i parametri, buona Fantascientificast Edition!

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Wladimiro Borchi
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Re: Contaminazione

Messaggio#3 » mercoledì 19 dicembre 2018, 11:53

Ciao Maurzio!
"Boh, bah, bih, beh..."
Questo è il mio pensiero alla fine del racconto.
Non saprei davvero cosa dire.
È scritto molto bene, con immagini forti e suggestive: il rituale orgiastico, i litri di sangue, i bambini sgozzati, i morsi sulla faccia, "sacrifici umani, cani e gatti che dormono insieme, masse isteriche" (cit.).
Da una parte del portale la freddezza matematica e dall'altro lo sfrenato dionisiaco della fede blasfema in divinità di morte.
Le due realtà entrano in contatto.
Inizia il contagio...
È un bene? È un male? È quel doveva accadere? È quello che mai sarebbe dovuto avvenire?
Non ce lo spieghi.
Bada bene: non mi piacciono i racconti che svelano troppo. Io stesso cerco sempre di chiudere lasciando qualche dubbio nella testa del lettore.
In questo racconto, però, manca proprio una chiusa chiara che, seppur me lo abbia fatto apprezzare da un punto di vista stilistico, mi ha lasciato non totalmente appagato.
A rileggerci presto.
Wladimiro
IMBUTO!!!

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maurizio.ferrero
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Re: Contaminazione

Messaggio#4 » giovedì 20 dicembre 2018, 9:03

Ciao Wladimiro, grazie per il commento.

Ho la tendenza a lasciare i finali aperti, specie quando scrivo genere fantastico. Mi piace guidare l'immaginazione del lettore fino a un punto cruciale, per poi lasciarla andare da sé.
In questo racconto non vuole esserci una conseguenza precisa alla contaminazione perché vorrei che sia il lettore a immaginarla, ma temo di aver esagerato con la cosa. Avevo questa sensazione già poco prima di inserirlo sul forum, e tu l'hai confermata. Poco male, la prossima volta tenterò di definire di più il finale.

A presto!

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Andrea Partiti
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Re: Contaminazione

Messaggio#5 » lunedì 24 dicembre 2018, 13:15

Confermo abbastanza le impressioni di Wladimiro. Il racconto è scritto molto bene, ma manca un punto di arrivo, anche piccolo, che unisca davvero i due lati del portale. E l'effetto che crei alternando i racconti e aumentando il ritmo verso la fine, contribuiscono a rendere ancora più spiazzante la sensazione.
Tra i due lati, mi sembra venuto decisamente meglio quello dei sacrifici umani. Forse perché usi immagini più vicine a noi (per quanto possano esserlo :D ) e che vanno a pescare delle risposte emotive a sangue, violenza, deliri religiosi.
Riequilibrare il racconto puntando più sul lato dei sacrifici a discapito del lato artificiale penso avrebbe un buon effetto, perché ora alterni scene concitate in cui "succede" tanto a scene estremamente statiche e introspettive, di un universo di cui sappiano molto poco, che è intrinsecamente distante e funzionano bene nel creare pause e tensione, ma se c'è troppo di questa atmosfera non concreta, finiscono per perdere il lettore, per far vagare lo sguardo superficialmente alla ricerca del cambio di paragrafo.

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Eugene Fitzherbert
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Re: Contaminazione

Messaggio#6 » lunedì 24 dicembre 2018, 18:55

Event Horizon.
È la prima cosa a cui ho pensato mentre leggevo il racconto. Non che siano attinenti, per niente, solo che il connubio tra tecnologia e sacrifici umani mi ha portato proprio lì.
La scrittura è molto precisa e il ritmo è ben sostenuto, con i due universi contrapposti che arrivano a collidere. Purtroppo non sapremo mai a cosa condurrà la contaminazione, anche se si intuisce dai processi logici alterati della unità RH-1 che saranno i cyborg a malfunzionare, visto che gli umani dall'altra parte sono già abbastanza rovinati.
TI faccio i complimenti per l'idea e per la realizzazione. È stata una lettura piacevole.

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invernomuto
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Re: Contaminazione

Messaggio#7 » giovedì 27 dicembre 2018, 5:19

Ciao Maurì. Pur utilizzandola per intrecci decisamente diversi, abbiamo avuto un'idea molto simile, che è un tropo della fantascienza ma non è stato utilizzato spesso quanto meriterebbe.
Naturalmente parlo della venerazione inconsapevole di macchinari, qualcosa che vediamo anche nella vita reale con i cosiddetti "cargo cult", che vedono popolazioni isolate e tribali costruire effigi e venerare gli aerei di passaggio, scambiati per divinità in terra.
Ad essere sincero, la tua versione del culto sciamanico (più estrema, "pulp, molto pulp, pure troppo!") mi piace decisamente più della mia, e le descrizioni dei riti orgiastici e sacrificali stridono al punto giusto con il linguaggio-macchina.
Unica nota dolente è, secondo me, l'adesione al tema, provvidenzialmente fornita dall'apertura di un portale spazio-temporale (che implica una lontananza, certamente) che però è poco centrale rispetto al resto della storia.

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maurizio.ferrero
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Re: Contaminazione

Messaggio#8 » giovedì 27 dicembre 2018, 9:11

Grazie a tutti per i commenti, mi sono molto utili. Vorrei solo puntualizzare una cosa su questa specifica parte del commento di invernomuto

invernomuto ha scritto:Unica nota dolente è, secondo me, l'adesione al tema, provvidenzialmente fornita dall'apertura di un portale spazio-temporale (che implica una lontananza, certamente) che però è poco centrale rispetto al resto della storia.


Visto che non era specificato se il tema della lontananza dovesse essere inteso in uno specifico senso, ho cercato nel racconto di giocare su diverse sfumature. C'è una lontananza fisica (come dici tu, le diverse dimensioni), ma anche di specie (una organica e l'altra inorganica), emozionale (istinto vs logica), comprensiva (fede vs scienza). Insomma, tante chiavi di lettura.
Dal tuo commento però mi pare che la cosa non sia così ovvia. Vorrei chiedere quindi se il mio intento era chiaro, oppure sono stato troppo nebuloso nello sviluppo.

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invernomuto
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Re: Contaminazione

Messaggio#9 » giovedì 27 dicembre 2018, 16:32

Potrei fare lo splendido e dirti che l'avevo notato alla prima lettura, ma in realtà devo confessarti che nel mio caso - pur notando l'opposizione tra le due forze in gioco - non ho associato le loro differenze al concetto di lontananza in modo istintivo.
In realtà potrebbe essere un problema mio, che sin dall'inizio mi sono impuntato su "lontananza" come sentimento di nostalgia o desiderio per un luogo remoto e non sulla grandezza fisica (o come nel tuo caso, distanza ideologica o naturale), e magari agli altri è stato immediatamente chiaro il tuo intento.
Spero di leggere altre opinioni a riguardo, anche perché una volta rivelato il tuo proposito mi appare piuttosto chiaro, ma non saprei proprio come renderlo più evidente a una prima lettura.

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mircalla
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Re: Contaminazione

Messaggio#10 » venerdì 28 dicembre 2018, 20:49

Ciao!
Mi rispecchio pienamente in alcuni dei commenti di chi mi ha preceduto.
La lontananza dei due mondi descritti (sul tema ci sei alla grande) non viene colmata da nessun passaggio del racconto intellegibile. Il finale non chiarisce, anzi complica. L’efferatezza del mondo di Howa cede al manierismo, mentre quello che accade nel mondo delle varie sigle (SD4, RH1,) è per me incomprensibile.

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antico
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Re: Contaminazione

Messaggio#11 » mercoledì 2 gennaio 2019, 19:05

Sai che c'è, Maurizio? Questo è un racconto che mi ha tenuto "lontano". Non so come mai, ma ho pensato per tutto il tempo che questi sacrifici rituali avvenissero con successo da tempo (forse perché Howua accenna al fatto che mai si erano spinti a tanto). Certo è che, magari, si erano spinti a tanto proprio per ottenere il risultato, e allora girerebbe. Non avrebbe una logica, invece, il fatto che gli androidi sbuchino proprio lì. Mi sembra di aver inteso che ci sia una qualche correlazione tra i sacrifici e i segnali mandati ai loro macchinari, ma non sono riuscito a capirla. Insomma, tutto rimane piuttosto fumoso e quello che rimane sono le forti immagini dei sacrifici mentre la parte dedicata agli androidi ha decisamente meno verve. Un racconto, a mio parere, che necessita ancora di qualche lavoretto per farne sprizzare tutte le potenzialità. Allo stato attuale gli assegno un pollice ni, pur positivo.

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