11.725 chilometri

Appuntamento a lunedì 17 dicembre 2018 dalle 21.00 all'una con un tema del team di Fantascientificast. Contrariamente rispetto al solito, sarà caldamente consigliato partecipare con racconti di genere fantastico (scifi o fantasy anche nelle loro accezioni più allargate).
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Linda De Santi
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11.725 chilometri

Messaggio#1 » lunedì 17 dicembre 2018, 23:30

Mio caro,
è con la mano tremante e l’emozione nel cuore che ti scrivo questo messaggio.
Questo pezzo di carta ti sembrerà una cosa all’antica, magari un po’ eccentrica, ma sai, sono sempre stata un po’ vecchio stile. Del resto, questa lettera è per farti una dichiarazione come quelle di un tempo: io ti amo.
“Ma se nemmeno ti conosco!” starai pensando.
È vero, non ci conosciamo. Ma sappi che il momento del nostro incontro si avvicina, è questione di giorni, no, di ore.
Quando leggerai questa lettera, io mi troverò a quattordici ore d’aereo da te. Quattordici ore e 11.725 chilometri di distanza.
Non puoi immaginare la voglia che ho di abbracciarti, di stringere le tue mani e baciarle. Adoro il modo in cui sei, il tuo essere così gentile e attento. La prima volta che ti ho visto ho pensato che fossi un atleta, tanto eri forte e slanciato.
È successo durante un sogno. Eri seduto nel giardino della tua casa in Argentina e fissavi un cespuglio di rose selvatiche. Sembravi ammirarne la forza, il vigore nato dalla terra arida. Eri bellissimo.
Ti ho sognato anche la notte seguente e quella dopo ancora. Sono mesi che ti sogno, e ogni volta l’immagine di te è sempre più nitida. Ormai non c’è più dubbio, presto ci incontreremo.
Però, anche se sei stato il sogno ricorrente più bello che abbia mai fatto, ti confesso, mio amato, che non sei stato il primo.
Ce ne sono stati altri prima di te. La prima volta è stata con un amico, il più caro che abbia avuto. Avevo quattordici anni e lui si chiamava Fluffy. L’ho sognato per un anno intero prima che lui arrivasse. Ricordo il suo aspetto, un pupazzo a forma di elefante viola grande come un portone, con le cuciture di spago. Le immagini di lui nel mio sogno si sono fatte nitide, sempre di più, finché Fluffy non è comparso davvero in questo mondo. Stoffa, spago e tutto.
Lo ha fatto in una foresta argentina, lontanissimo da me. Lo ha trovato un ragazzino, e visto che un pupazzo gigante in una foresta è una visione alquanto strana, gli ha scattato delle foto e le ha messe su internet. Le immagini sono diventate virali e sono arrivate anche a me. L’ho riconosciuto subito, ma non mi spiegavo perché fosse comparso in un luogo così remoto. Non ho mai visto Fluffy dal vivo: l’hanno messo prima in un museo e poi in un magazzino. Credo sia ancora lì. Non l’ho mai più sognato.
La seconda volta è successo con una ragazza. Ho sempre voluto una sorella, e quando Giulia è comparsa nei miei sogni, bionda e giocosa, ho capito che non poteva essere che lei. È comparsa dopo solo due settimane da quando l’avevo sognata per la prima volta. Ritrovata bimba italiana, si cercano i genitori, scrissero i giornali locali. Anche lei in Argentina, nello stesso punto di Fluffy.
Mi sono documentata, ho trovato il luogo preciso, ma mentre ero in procinto di partire mi dissero che Giulia era rimasta vittima di un incidente d’auto mentre veniva portata in un orfanotrofio.
Sapessi quante lacrime ho pianto, amore mio! Ma ho dovuto accettarlo, proprio come ho dovuto accettare questa cosa che fa parte della mia vita, i miei affetti più preziosi che sono sempre nei miei sogni o lontani da me, irraggiungibili!
Ma stavolta sarà diverso. Stavolta sto per raggiungerti, ho organizzato tutto, sto correndo da te, dalle tue braccia forti, dalla tua intelligenza e da tutte le cose meravigliose che faremo assieme.
Ti chiedi perché proprio l’Argentina? Non lo so nemmeno io. Ma è lì che si compirà il mio, il nostro destino. Sai perché ne sono così sicura? Perché il numero 11.725 ha un significato: 11 è la data del mio compleanno, mentre il 25 luglio, amore, è il primo giorno in cui ti ho sognato.
Appena avrò terminato di scrivere questa lettera, mi addormenterò. Ancora pochi sogni, poi diventerai realtà. A quel punto farò le valigie e salterò sul primo volo per Buenos Aires.
Questa lettera, che spedirò domani all’indirizzo di casa tua nella foresta, ti raggiungerà prima di me. Così saprai che sto arrivando, saprai che voglia che ho di baciare le tue labbra deliziose.
Ti amo, ti voglio, non riesco a fare altro che pensare a te. Sono tua come tu sei mio.
Solo quattordici ore di volo, amore mio.
Poi staremo insieme per sempre.



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antico
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Re: 11.725 chilometri

Messaggio#2 » lunedì 17 dicembre 2018, 23:53

Linda, buonasera! Non potevi mancare e infatti eccoti qui! Molto bene! Tutto ok con i parametri, buona Fantascientificast Edition!

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maria rosaria
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Re: 11.725 chilometri

Messaggio#3 » martedì 18 dicembre 2018, 20:07

Ciao, Linda.
Il racconto è sicuramente ben scritto, molto scorrevole e accattivante.
Ho letto con curiosità fino all'ultima riga sperando di trovare una risposta e magari dare un volto a questa enigmatica donna che vive solo di sogni.
Purtroppo sono arrivata alla fine con il mio desiderio non esaudito, peccato.
Forse è colpa mia che sono un po' tonta ma, in tutta sincerità, non sono riuscita a capire il significato del racconto.
Ho pensato anche a qualche fatto di cronaca che magari non conosco e dal quale possa essere scaturita la tua suggestione, ma non mi è venuto in mente nulla.
A parte questo, la scrittura è ottima e anche il ritmo avvincente.
Maria Rosaria

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megagenius
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Re: 11.725 chilometri

Messaggio#4 » martedì 18 dicembre 2018, 23:16

Ciao Linda, ben(ri)trovata!
Premessa/1: nessuna donna mi ha mai scritto una lettera d'amore così!
Premessa/2: ...se una donna mi avesse scritto una lettera d'amore simile, io per primo mi sarei sciolto, e avrei preso il primo aereo per andare io da lei!!
Fatte queste dovute premesse, dico che il racconto mi è piaciuto, ed è al top. Riga dopo riga, mi dicevo che era impossibile che fosse una semplice missiva di una donna cotta d'amore, e infatti, poi, l'elemento fantastico ha fatto irruzione. Giunto alla metà del testo, ho più o meno capito quale sarebbe stata la direzione, ed è proprio questo che mi è piaciuto. Mi ha fatto venire in mente esempi di artifici narrativi simili (ma non uguali), come quello di Stephen King in "22/11/63" o quello di "Timeline" di Crichton, dove il trasferimento temporale conduceva sempre allo stesso punto geografico o allo stesso momento cronologico della storia. E questo determinava implicazioni di trama interessantissime. Come nel caso del tuo racconto. Adoro l'idea che tutto ciò che sogno possa concretizzarsi da qualche parte, con la conseguenza che io possa inseguire l'oggetto dei miei desideri. Intelligente l'elemento di disturbo della perdita di ciò che la protagonista sogna: introduce un po' di giusta apprensione nel lettore. E poi il colpo da maestro: la corrispondenza numerologica tra i chilometri e la data!
Tutto perfetto, allora?
Se proprio devo rimproverarti qualcosa, è il finale. Alquanto sopra le righe! Vabbe' l'innamoramento, ma la protagonista sembra un po' su di giri con gli ormoni!! Poi, non so, a fine lettura ho avuto una strana sensazione di incompiutezza.
Nel complesso, però, racconto da podio.

In bocca al lupo!!
Emiliano.

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maurizio.ferrero
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Re: 11.725 chilometri

Messaggio#5 » mercoledì 19 dicembre 2018, 11:05

Ciao Linda,

Bel racconto, davvero! Ho una vera passione per le storie in cui la forza dell'immaginazione è in grado di trasformare la realtà che ci circonda. Non ho veramente molto da dire su questo racconto, se non che mi è piaciuto molto.
Avrei forse inserito una punta di timore in più nelle parole della protagonista, che dopo aver perduto i suoi primi due sogni potrebbe essere molto spaventata dal perdere anche il terzo... Ma anche così ci sta. L'amore, dopotutto, è quella cosa che ci impedisce di ragionare lucidamente.
Complimenti!

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roberto.masini
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Re: 11.725 chilometri

Messaggio#6 » mercoledì 26 dicembre 2018, 13:57

Ciao, Linda.
I sogni son desideri che difficilmente si realizzano. Qui invece, in questo racconto fantastico sì, ma sono, come dici, irraggiungibili. la protagonista non ha toccato con le sue mani l'elefante viola; non ha raggiunto Giulia. E allora perché non ha dubbi questa volta? Certo la leva dell'amore è potente ma forse potrebbe essere insufficiente. E perché l'Argentina? Le domande si affastellano senza risposta e mi lasciano un vuoto che impedisce a me di comprendere e quindi di apprezzare!

Fabio84
Messaggi: 170

Re: 11.725 chilometri

Messaggio#7 » giovedì 27 dicembre 2018, 15:33

Ciao Linda,
ero su Wikipedia e alla voce "Lettera d'amore" c'è una tua foto.
Ora capisco perché.
Complimenti (eufemismo) per il racconto, lo stile e il tono usato.
Il nome Fluffy è l'unica cosa che mi lascia un po' perplesso. Ero rimasto un po' sul "vecchio stile" e questo nome mi risultava un po' fuori posto.
Spero che la protagonista arrivi in tempo, ancora prima della lettera. Penso che all'argentino possa fare ancora più piacere vedere lei per prima.

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antico
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Re: 11.725 chilometri

Messaggio#8 » domenica 30 dicembre 2018, 20:15

Un racconto perfetto nel suo essere atipico. Non si risolve, ma non credo fosse questo il tuo intento. Si tratta di un evento straordinario, una magia che si svolge nella realtà o solo nella mente della protagonista, questo non è dato sapere. Certo, le domande rimangono lì, ma le risposte non sono necessarie. Perché l'Argentina? Chissà. Lei trova una spiegazione, ma può essere un qualcosa legato a chissà quale suo ricordo. In altri contesti mi avrebbe dato fastidio, ma qui devo dire che si trasforma in un punto di forza: la ragazza che sognava l'Argentina... Un po' come la protagonista di quel film di cui non ricordo ora il nome che, se messa in un particolare giardino, diveniva un mostro in una città asiatica, senza accorgersene. O ancora, come i protagonisti di YOU NAME che si incontrano pur appartenendo a epoche diverse. Per me un pollice tendente all'alto, in modo brillante. Perché non di più? Perché mi sei sembrata arrivare con il fiatone nel finale, meno ispirato rispetto a quanto precedeva.

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