Lea

Appuntamento a lunedì 17 dicembre 2018 dalle 21.00 all'una con un tema del team di Fantascientificast. Contrariamente rispetto al solito, sarà caldamente consigliato partecipare con racconti di genere fantastico (scifi o fantasy anche nelle loro accezioni più allargate).
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DandElion
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Lea

Messaggio#1 » martedì 18 dicembre 2018, 0:20

Era strano. Eppure lei era sicura che, dalla morte del nonno, nessuno fosse mai entrato in quella casa, se non lei il giorno del funerale, l’unica rimasta a portare il cognome, a mandare avanti tutto.
Sola.
Quello specchio enorme, a figura intera, con la cornice barocca, scrostata: non c’era mai stato prima.
Due maschere da teatro ben distinte tra i numerosi fregi: la commedia e la tragedia. Il vetro macchiato, usurato dal tempo e brunito dalla polvere. Possibile che in tutti gli anni in cui aveva vissuto e amato quei luoghi non l’avesse notato?
Faceva freddo, nel salone del castello di famiglia, eppure il metallo del telaio sembrava tiepido, come fosse stato a contatto, fino a poco prima, con qualcosa di vivo.
Lea toccava lo specchio con la sinistra, un brivido direttamente sul cuore, mentre teneva con l’altra mano sollevato il lenzuolo polveroso che lo copriva.
Con l’indice carezzò i due puttini alati, che sembrarono farle l’occhiolino e mise le dita attorno al gambo di un fiore. Sfiorò con i polpastrelli la superficie riflettente e trasalì.
Come gocce di sangue la punta delle sue dita rimase impressa arrossando specchio che sussultò. Fece un passo indietro, qualcosa le si insinuò tra le caviglie, sfiorandole.
Gridò, ma subito sorrise.
Era Bastian, il norvegese delle foreste di suo nonno, che iniziò un festoso ronron di saluto, strusciandosi, felinamente contento, su di lei.
Lea lo coccolò, dimentica dello specchio è solo dopo essersi saziata del benessere del contatto si guardò allo specchio scoprendo i denti.
Quello che vide la stupì, ma non la sorprese del tutto: non la donna decadente, vecchia, sola che ormai ben conosceva, ma la ragazzina che amava giocare col gattone, che adesso, dopo averle fatto la pasta su una gamba, si rotolava ai suoi piedi.
Quanti anni erano passati? Trenta? Quaranta forse?
Capì che finalmente era arrivata, dopo una vita intera alla ricerca di un percorso che nessuno può dire dove ti porti.
Nessun posto è così lontano come quello dove vorresti essere.
Mise entrambe le mani sullo specchio, mentre il gatto ci passava attraverso.
Pensò a quell’uomo dolce, che le mancava tanto.
“Non sono lontano, sono solo dall’altra parte.”
Chissà se ci avrebbe messo ancora molto a ritrovare il nonno.


#AbbassoIlTerzoPuntino #NonSmerigliateLeBalle
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antico
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Re: Lea

Messaggio#2 » martedì 18 dicembre 2018, 0:26

Ciao Dand! Bene, felice di vederti qui nonostante la stanchezza! Tutto ok con caratteri e tempo, divertiti in questa Fantascientificast Edition!

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DandElion
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Re: Lea

Messaggio#3 » martedì 18 dicembre 2018, 12:43

Mi permetto di segnalare io stessa dei seri errori di battitura da mancanza di sonno.
DandElion ha scritto:Come gocce di sangue [,]la punta delle sue dita rimase impressa arrossando specchio che sussultò.
(...)
Era Bastian, il norvegese delle foreste di suo nonno, che iniziò un festoso[“] ronron [“] di saluto, strusciandosi, felinamente contento, su di lei.
Lea lo coccolò, dimentica dello specchio è E (congiunzione) solo dopo essersi saziata del benessere del contatto si guardò allo specchio scoprendo i denti.
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maria rosaria
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Re: Lea

Messaggio#4 » martedì 18 dicembre 2018, 20:20

Ciao, Dand.
Molto poetico il tuo racconto.
A parte i refusi che tu stessa hai segnalato, e che nella scrittura di Minuti Contati ci stanno, l'unica cosa che mi ha fatto pensare è stata l'età del gatto. Deve essere un gatto molto longevo se vive ancora dopo tutti quegli anni! Ma siccome sono una gattara, la cosa non può che farmi piacere :-)
E poi la storia è una storia fantastica, quindi... ;-)
Delizioso il finale con lei che attraversa lo specchio magico per raggiungere il nonno. Piacerebbe tanto anche a me.
Maria Rosaria

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megagenius
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Re: Lea

Messaggio#5 » martedì 18 dicembre 2018, 23:31

Ciao Dand!
Nonostante tutti gli inconvenienti da te segnalati, però il racconto non è male. Ben narrato, poetico al punto giusto, che suggerisce delle immagini davvero suggestive. Sei stata brava a farmi visualizzare il gatto che gioca con la protagonista, vuole le sue attenzioni, le suggerisce qualcosa... Senza contare che, proprio il gatto, è l'"innesco" per la parte fantastica del racconto; in fondo ogni felino reca in sé un'aura mistica e magica.
Stupenda la frase: "Non sono lontano, sono solo dall’altra parte.".
Finale in qualche modo aperto alle interpretazioni, ma preciso, che richiama una ricerca instancabile di un affetto, di qualcuno che si è perso ma che non si smette mai di cercare.
Peccato per la brevità. Un'altra manciata di righe, e il testo sarebbe stato ancora più incisivo.
Piena sufficienza!

In bocca al lupo!
Emiliano.

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maurizio.ferrero
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Re: Lea

Messaggio#6 » mercoledì 19 dicembre 2018, 13:43

Ciao Dand,

Il tuo racconto riesce ad essere tremendamente immersivo, mentre lo leggevo mi è sembrato di essere dentro quella stanza, davanti allo specchio. Il racconto si regge interamente su sensazioni e ricordi e, per quanto lo faccia egregiamente, un po' più di movimento non avrebbe guastato. Il finale lascia un retrogusto dolceamaro molto in linea con il resto del racconto.
Peccato per i molti refusi che tu stessa hai segnalato. In ogni caso, un buon lavoro.

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DandElion
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Re: Lea

Messaggio#7 » mercoledì 19 dicembre 2018, 21:47

Le condizioni psicofisiche in cui l’ho scritto purtroppo non erano un granché: post copertone esploso, post viaggio in treno, post lavoro.. Insomma se non mi fosse ronzata persistentemente in testa questa idea, tanto da non farmi dormire nonostante il sonno bestiale, non avrei proprio partecipato.. il racconto è stato buttato giù in 32 minuti da tablet (maledetto il T9 ora è sempre)
Grazie dei commenti, @MR, il gatto non è longevo, è il tramite tra il mondo dei vivi e quello dei morti! Passa attraverso lo specchio!
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roberto.masini
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Re: Lea

Messaggio#8 » mercoledì 26 dicembre 2018, 13:04

Ciao, Dand.
La descrizione della stanza del castello e poi dello specchio rende fiabesco il racconto e ci induce a valicare con la protagonista quella porta su un altro modo che tanti racconti hanno identificato appunto nello specchio.
La stessa location sospende la nostra dimensione del tempo: la protagonista è ancora giovane come lo è il gatto.
Una bella fiaba che mi ha favorevolmente colpito.

Fabio84
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Re: Lea

Messaggio#9 » giovedì 27 dicembre 2018, 14:47

Ciao Dand,
il racconto è molto poetico e hai utilizzato delle belle espressioni per renderlo tale.
L'unica cosa su cui mi sono un pelino incastrato è la prima frase.
Opinione personalissima è che avrei preferito un po' più movimento nella storia.
La parte del racconto che preferisco è quella finale, cioè da quando il gatto "felinamente contento" (trovo quest'espressione geniale) fa il suo ingresso in scena.

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antico
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Re: Lea

Messaggio#10 » domenica 30 dicembre 2018, 20:27

Ho un appunto: il cambiamento della protagonista mi sembra un po' troppo repentino. L'arrivo del gatto porta magia nel tutto, ma il suo irrompere a distanza di (tanto?) tempo dalla morte del nonne è eccessivo. Del resto, quel gatto arrivava dallo specchio e allora il fatto stesso di vedercelo dentro potrebbe dare più movimento alla scena: lei lo vede, si volta e non lo trova, lo sente strusciarsi sulle sue gambe. Detto questo, ho come l'impressione che servano più elementi di raccordo per permetterle di entrare nel mood giusto e ritrovare quella "magia" ormai persa. Il finale, con le che non varca (o che ancora non l'ha fatto) è perfetto. T'invito a rivederlo nei punti indicati perché potrebbe migliorare davvero tanto. Pollice tendente all'alto per me.

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