Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Appuntamento a lunedì 17 dicembre 2018 dalle 21.00 all'una con un tema del team di Fantascientificast. Contrariamente rispetto al solito, sarà caldamente consigliato partecipare con racconti di genere fantastico (scifi o fantasy anche nelle loro accezioni più allargate).
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antico
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Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Messaggio#1 » martedì 18 dicembre 2018, 2:04

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BENVENUTI ALLA FANTASCIENTIFICAST EDITION, L'OTTAVA DELLA SESTA ERA DI MINUTI CONTATI, LA 123° ALL TIME!

Questo è il gruppo HOGWARTS della FANTASCIENTIFICAST EDITION con OMAR SERAFINI, MASSIMO DE SANTO e MARCO CASOLINO nelle vesti di Guest Star.

Gli autori del gruppo HOGWARTS dovranno commentare e classificare i racconti del gruppo IT.

I racconti di questo gruppo verranno commentati e classificati dagli autori del gruppo FONDAZIONE.


Questo è un gruppo da SEI racconti e saranno i primi DUE ad avere diritto alla pubblicazione immediata sul sito e a entrare tra i finalisti che verranno valutati da OMAR SERAFINI, MASSIMO DE SANTO e MARCO CASOLINO. Altri racconti ritenuti meritevoli da me, l'Antico, verranno a loro volta ammessi alla vetrina del sito, ma non alla finale. Ricordo che per decidere quanti finalisti ogni gruppo debba emettere cerco sempre di rimanere in un rapporto di uno ogni tre approsimandolo all'occorrenza per eccesso. In questa edizione, inoltre, il migliore terzo classificato tra i tre gruppi, a mia preferenza, otterrà la pubblicazione diretta sul sito e la settima posizione finale nell'Edizione.

Per la composizione dei gruppi ho tenuto conto del seguente metodo: per primi ho assegnato ai raggruppamenti coloro già in possesso di punti RANK DELLA SESTA ERA (il primo nel gruppo A, il secondo nel gruppo B, il terzo nel gruppo C, il quarto nel gruppo A e così via), coloro che ancora non hanno punti rank d'Era sono stati assegnati a seguire (primo a postare gruppo X, secondo a postare gruppo Y, terzo a postare gruppo BETA, quarto a postare gruppo X e così via).

E ora vediamo i racconti ammessi nel gruppo HOGWARTS:

Primo impiego, di Fabio Aloisio, ore 01.29, 3936 caratteri MALUS 3 PUNTI
Tornare, di Emiliano Maramonte, ore 01.00, 4189 caratteri
Contaminazione, di Maurizio Ferrero, ore 22.54, 4146 caratteri
Lontano da qui, di Maria Rosaria Del Ciello, ore 23.24, 3093 caratteri
Vagar in Lontananza, di Paola B. Rossini, ore 00.15, 2623 caratteri
Un pianeta insignificante, di Roberto Masini, ore 00.54, 3751 caratteri

Avete tempo fino alle 23.59 di giovedì 27 DICEMBRE per commentare i racconti del gruppo IT. Le vostre classifiche corredate dai commenti andranno postate direttamente sul loro gruppo. Per i ritardatari ci sarà un'ora di tempo in più per postare le classifiche e i commenti, quindi fino alle 00.59 del 28 DICEMBRE, ma si prenderanno un malus pari alla metà del numero di autori inseriti nel gruppo approssimato per difetto. Vi avverto che sarò fiscale e non concederò un solo secondo in più. Vi ricordo che le vostre classifiche dovranno essere complete dal primo all'ultimo. Una volta postate tutte le vostre classifiche, posterò la mia e stilerò quella finale dei raggruppamenti.
NB: avete DIECI giorni per commentare e classificare i SEI racconti del IT e so bene che sono tanti. Ricordatevi però che Minuti Contati, oltre che una gara, è primariamente un'occasione di confronto. Utilizzate il tempo anche per leggere e commentare altri racconti, ne avete DICIASSETTE (escluso il vostro) a disposizione e se la guardate in quest'ottica, ve lo assicuro, DIECI giorni sono anche troppo pochi. E ancora: date diritto di replica, tornate a vedere se hanno risposto ai vostri commenti, argomentate, difendete le vostre tesi e cedete quando vi convinceranno dell'opposto. Questa è la vostra palestra, dateci dentro.

Eventuali vostre pigrizie nei confronti dei commenti ai racconti (che devono avere un limite minimo di 300 caratteri ognuno) verranno penalizzate in questo modo:
– 0 punti malus per chi commenta TUTTI i racconti assegnati al suo gruppo con il corretto numero minimo di caratteri.
– 13 punti malus per chi commenta tutti i racconti assegnati al suo gruppo, ma senza il numero minimo di caratteri.
– ELIMINAZIONE per chi non commenta anche solo un racconto di quelli assegnati al suo gruppo.


Vi ricordo che i racconti non possono essere più modificati. Se avete dubbi su come compilare le classifiche, rivolgetevi a me.
Potete commentare i vari racconti nei singoli thread per discutere con gli autori, ma la classifica corredata dai commenti deve obbligatoriamente essere postata nel gruppo IT.
Altra nota importante: evitate di rispondere qui ai commenti ai vostri lavori, ma fatelo esclusivamente sui vostri tread.

BUONA FANTASCIENTIFICAST EDITION A TUTTI!



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Wladimiro Borchi
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Re: Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Messaggio#2 » mercoledì 19 dicembre 2018, 13:28

CLASSIFICA:
1) Un pianeta insignificante;
2) Lontano da qui;
3) Primo impiego;
4) Tornare;
5) Contaminazione;
6) Vagar in lontananza.



UN PIANETA INSIGNIFICANTE
Ciao Roberto,
Un racconto divertentissimo.
"Bastardi alieni fottuti! Ci hanno schifato perché involuti ai loro occhi e siamo stati noi a conquistarli!"
Questa l'emozione con cui sono arrivato al termine.
Poi ho riflettuto se sia davvero un bene essere in grado di soggiogare gli altri con la violenza, ma questo riguarda la sfera intima e personale del sottoscritto.
Non guasta l'utilizzo di espressioni gergali del pianeta ostile o, comunque, di oscuri macchinari alieni o che la formula utilizzata per il calcolo del teletrasporto sia oscura ai più.
Nella fantascienza lo si trova spesso ed è il suo bello.
Trovo azzeccato anche lo stile e i personaggi.
Il racconto è molto carino, con un bel cambio di visuale alla fine che, sinceramente, è quello che apprezzo di più nei racconti brevi.
Stavolta hai fatto centro, almeno a modesto parere del sottoscritto.
A rileggerci presto.
Wladimiro

LONTANO DA QUI
Ciao Maria Rosaria,
Penso che sia la prima cosa tua che leggo, se non è così perdonami l'indelicatezza.
Il racconto è moooooooolto carino.
È l'unico dispotico che ho letto in vita mia in cui si respira una leggerezza squisitamente femminile.
Hai immaginato un mondo in cui è vitato scrivere (l'incubo più grande per noi che frequentiamo questo forum) e la tua protagonista, alla quale non possiamo che sentirci affini, decide di partire per l'oltre, di affrontare ignoti pericoli pur di liberare la propria creatività.
Oltre ad essere ben scritto, mi pare che il racconto abbia una forza metaforica notevole.
Nell'incipit del racconto (nel racconto) ci sono un paio di avverbi di troppo e dei termini (secchezza degli orifizi) che mi avrebbero fatto storcere il naso per l'inadeguatezza al contesto, ma immagino fossero voluti.
Se in una società è vietato scrivere è normale che non si sia più abituati a farlo.
Concludendo un buonissimo scritto, che mi ha lasciato gradevoli sensazioni al palato.
Complimenti
Wladimiro Borchi

PRIMO IMPIEGO
Ciao Fabio,
mi sembra che sia la prima volta che ti leggo, se non è così ti chiedo scusa: l'età avanza e la memoria tende a decadere alla velocità dell'uranio 238.
Il racconto si fonda su un'idea assolutamente geniale.
Mi riferisco al finale.
!!!ATTENZIONE SPOILER NON LEGGETE OLTRE SE NON AVETE LETTO IL RACCONTO!!!
Il protagonista che rinuncia alla propria umanità pur di trovare un lavoro... Pur di poter campare.
Metaforicamente ci vedo un sacco di roba: il non essere accettati nella propria diversità fino al punto di essere costretti ad omologarsi. Una critica velata e ferocissima a un'Italia in cui non riusciamo più a rivederci, abitata da mostri, a cui alla fine decidiamo di assomigliare per quieto vivere.
Insomma l'idea è ottima e la scrittura molto attenta.
Unica pecca, hai voluto strafare!
Infarcire di mostri a quel modo e di freddurine nemmeno troppo sapide (propaGandalf!) ha fatto perdere forza al racconto.
Se fossero stati solo vampiri, il gesto finale del protagonista sarebbe stato ancor più evidente, ad esempio.
Nel complesso un buon lavoro.
A rileggerci presto.
Wladimiro

TORNARE
Ciao Megagenius,
Davvero un bel racconto.
Scritto con padronanza evidente della materia e, soprattutto, dell'ambientazione data.
Ci sono le tematiche più care alla fantascienza: la macchina con componenti neuronali umane che acquista coscienza di sé e decide di fare quanto in suo potere per aiutare i propri creatori è davvero un classico del genere.
Non c'è assoluta chiarezza su tutti i marchingegni che ti sei inventato, ma è una cosa che a me non dispiace, anzi, è quel non detto che fa la differenza in positivo, a mio modo di vedere.
L'unico limite è, forse, la trama.
Alla fine accade quello che ci si attende fin dall'inizio, senza alcun cambio improvviso di visuale, che è quello che mi piace nei racconti brevi, come quelli che di solito si leggono in questa competizione.
Forse hai sprecato tutta la vis creativa nell'ambientazione a scapito del plot.
In ogni caso un ottimo lavoro.
(Come sempre mi pare di aver notato nelle tre edizioni a cui ho partecipato)
A rileggerci presto!
Wladimiro

CONTAMINAZIONE
Ciao Maurzio!
"Boh, bah, bih, beh..."
Questo è il mio pensiero alla fine del racconto.
Non saprei davvero cosa dire.
È scritto molto bene, con immagini forti e suggestive: il rituale orgiastico, i litri di sangue, i bambini sgozzati, i morsi sulla faccia, "sacrifici umani, cani e gatti che dormono insieme, masse isteriche" (cit.).
Da una parte del portale la freddezza matematica e dall'altro lo sfrenato dionisiaco della fede blasfema in divinità di morte.
Le due realtà entrano in contatto.
Inizia il contagio...
È un bene? È un male? È quel doveva accadere? È quello che mai sarebbe dovuto avvenire?
Non ce lo spieghi.
Bada bene: non mi piacciono i racconti che svelano troppo. Io stesso cerco sempre di chiudere lasciando qualche dubbio nella testa del lettore.
In questo racconto, però, manca proprio una chiusa chiara che, seppur me lo abbia fatto apprezzare da un punto di vista stilistico, mi ha lasciato non totalmente appagato.
A rileggerci presto.
Wladimiro

VAGAR IN LONTANANZA
Ciao Paola,
piacere di conoscerti.
Il racconto è estremamente poetico, forse troppo!
Mi spiego meglio, la tematica è filosofica e profonda e questo ci sta.
Non trovo congrui i personaggi, soprattutto in relazione al loro parlar forbito.
Non discuto che i capitani di vascello fossero persone colte, ma nessuno parlerebbe mai così.
Sono laureato, ma non mi esprimerei mai dicendo: "Per me è diventata una carezza velata dopo una giornata di estenuante vagare".
Il mio interlocutore si domanderebbe il nome del mio spacciatore.
E io passo le giornate nei tribunali, non in mezzo a marinai ubriachi che sudano tirando funi e bestemmie.
Insomma, secondo me andrebbe rivisto mantenendo le tematiche, ma modificando un po' il i pensieri e le parole troppo auliche sprecate dai protagonisti.
Nel complesso un racconto carino, seppur coi limiti evidenziati.
A rileggerci presto.
Wladimiro
IMBUTO!!!

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Andrea Partiti
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Re: Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Messaggio#3 » lunedì 24 dicembre 2018, 14:43

Commenti in ordine di distribuzione, classifica al fondo!


Primo impiego, di Fabio Aloisio
► Mostra testo

Tornare, di Emiliano Maramonte
► Mostra testo

Contaminazione, di Maurizio Ferrero
► Mostra testo

Lontano da qui, di Maria Rosaria Del Ciello
► Mostra testo

Vagar in Lontananza, di Paola B. Rossini
► Mostra testo

Un pianeta insignificante, di Roberto Masini
► Mostra testo



1. Tornare, di Emiliano Maramonte
2. Lontano da qui, di Maria Rosaria Del Ciello
3. Contaminazione, di Maurizio Ferrero
4. Primo impiego, di Fabio Aloisio
5. Un pianeta insignificante, di Roberto Masini
6. Vagar in Lontananza, di Paola B. Rossini

Stefano Pastor
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Re: Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Messaggio#4 » mercoledì 26 dicembre 2018, 16:04

Salve a tutti, ecco la mia classifica. Complimenti a tutti.

1) PRIMO IMPIEGO
2) TORNARE
3) VAGAR IN LONTANANZA
4) LONTANO DA QUI
5) UN PIANETA INSIGNIFICANTE
6) CONTAMINAZIONE

PRIMO IMPIEGO

Racconto interessante e in parte divertente. Cerchi di ricreare un intero universo in poche righe e quasi ci riesci. Forse cosa fosse quel mondo andava spiegato meglio. Il regno della fantasia, forse, dove persino lui è precipitato, preferendola alla realtà. Riuscita invece la storia, in cui pur di trovare un lavoro il protagonista è disposto a perdere la propria umanità. I riferimenti satiro-politici sono parecchi e non stonano. Forse hai voluto mettere un po' troppo, ma il risultato è comunque ottimo.

TORNARE

La storia c'è e funziona bene. Un'unità robotica, abbandonata in un pianeta deserto, acquista coscienza di sé e, in situazione di pericolo, avvisa l'umanità di questa minaccia e riesce pure a mettersi in salvo. L'ambientazione è un po' vaga, ma del resto non c'era lo spazio per creare qualcosa di più definito. Forse a mancare sono i personaggi, tutti appena accennati, ma non erano loro il fulcro della storia. IL finale non riserva grandi sorprese, ma non era questo l'intento del racconto. Un'ottima prova.

CONTAMINAZIONE

L'intera storia è un po' sopra le righe. Metti a confronto due mondi, uno retto dalla carne e dal sangue, l'altro dall'intelletto puro. E quando i mondi entrano in contatto... OK che i finali possono essere aperti, ma questo lo è un po' troppo. Sì, certo, il lettore può immaginarsi il finale che vuole, ma non dovrebbe essere questo il suo compito. Dovrebbe apprezzare o meno una storia. E questo purtroppo sembra solo un prologo. Oltretutto proprio l'incontro tra due menti così opposte avrebbe dovuto rivelarsi la parte più interessante.

LONTANO DA QUI

Benvenuti su Fahrenheit 451, il mondo dove la lettura è proibita. E la scrittura anche. E anche lì, purtroppo, c'è l'affannosa ricerca di qualcuno disposto a pubblicarci, e i rifiuti non mancano. La storia è carina, ma a difettare è proprio l'incipit, piuttosto banale. L'idea, invece, anche se non originalissima, è comunque simpatica. Nel triste finale s'intravede comunque una speranza. Buona storia, anche se non memorabile.

VAGAR IN LONTANANZA

Delicato e poetico, il vascello dell'infinito, che vaga tra mari e stelle. Insegue i sogni e deve combattere la dura realtà. Proprio quella realtà che si riprende infine il mezzo marinaio, che ha rinunciato ai sogni. La scrittura è anche troppo elaborata, l'ambientazione molto vaga, però riesce comunque a trasmettere emozioni e desideri. Quello di lasciarsi andare ai sogni e non svegliarsi mai. Non è perfetto però mi è piaciuto.

UN PIANETA INSIGNIFICANTE

Ridotto ai minimi termini: una civiltà progredita rinuncia a invadere la terra perché non ci sono forme di vita intelligente, ma saranno proprio i terrestri (un giorno) a invadere loro. La storia c'è, ma è la costruzione a essere un po' confusa. La prima parte si dilunga troppo cercando di essere divertente (e anche ci riesce), ma la chiusura è affrettata. I personaggi troppo simili a macchiette e l'intera storia è farcita di particolari inutili. Sufficiente, non di più.

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invernomuto
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Re: Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Messaggio#5 » giovedì 27 dicembre 2018, 5:22

Classifica:

1) Tornare, di Emiliano Maramonte
2) Lontano da qui, di Maria Rosaria Del Ciello
3) Contaminazione, di Maurizio Ferrero
4) Un pianeta insignificante, di Roberto Masini
5) Primo impiego, di Fabio Aloisio
6)Vagar in Lontananza, di Paola B. Rossini

Commenti in ordine di presentazione:

Primo impiego, di Fabio Aloisio

Ciao Fabio! Odio dover ripetere cose che ti sei già sentito dire, ma il punto debole del tuo racconto è quello e ci siamo agganciati tutti al bersaglio come missili tomahawk sulla fonte di calore: hai la ReadyPlayerOnite.
Come il film, infatti, hai cercato di infarcire più citazioncine ed esseri fantastici possibili nel poco spazio a disposizione e lo spettacolo che hai messo in piedi non solo distrae dal tema centrale, ma gli rema contro apertamente.
Se il tema è una critica sociale (pur leggera e risolta da un twist finale un po' tragicomico), l'inizio sembra invece non seguire regole sociali effettive (mi riferisco all'elfo, razza "magica", spinto e fatto esplodere per conseguenza delle azioni di un umano, il pariah della situazione, senza alcun timore di ripercussione).
Ovviamente questo non significa che il tuo non sia un buon racconto, anzi, lo trovo divertente e ritmato. Il tema della lontanaza è presente nell'alienazione del protagonista lontano dal suo "mondo natale".
A rileggerci!


Tornare, di Emiliano Maramonte

Ciao, Megagenius!
Sono sinceramente impressionato dal fatto che dietro tutto quello che può sembrare il più tipico technobabble si nascondano invece un po' di citazioni alle frange più estreme della scienza "plausibile", dal Costruttore Universale (citazionona di Von Neumann, poi ribadita con l'unita disertrice) che accumula e riarrangia i materiali, alla "mente emergente". Non ho grandi appunti da fare, lo stile mi è piaciuto e la storia scorre e funziona anche nel suo formato così compresso, ottima prova.


Contaminazione, di Maurizio Ferrero

Ciao Maurì. Pur utilizzandola per intrecci decisamente diversi, abbiamo avuto un'idea molto simile, che è un tropo della fantascienza ma non è stato utilizzato spesso quanto meriterebbe.
Naturalmente parlo della venerazione inconsapevole di macchinari, qualcosa che vediamo anche nella vita reale con i cosiddetti "cargo cult", che vedono popolazioni isolate e tribali costruire effigi e venerare gli aerei di passaggio, scambiati per divinità in terra.
Ad essere sincero, la tua versione del culto sciamanico (più estrema, "pulp, molto pulp, pure troppo!") mi piace decisamente più della mia, e le descrizioni dei riti orgiastici e sacrificali stridono al punto giusto con il linguaggio-macchina.
Unica nota dolente è, secondo me, l'adesione al tema, provvidenzialmente fornita dall'apertura di un portale spazio-temporale (che implica una lontananza, certamente) che però è poco centrale rispetto al resto della storia.


Lontano da qui, di Maria Rosaria Del Ciello

Ciao, Maria Rosaria!
Arrivato alla secchezza degli orifizi ho sperato con tutte le mie forze che tutto il racconto proseguisse così, con una perculata a denti stretti alla letteratura rosa "di cassetta" che infesta certi scaffali. Per fortuna il mio desiderio non è stato esaudito, perché l'idea che va a formare il vero "corpo" del racconto è ancora migliore, con il suo concetto un po' "meta" di parlare di una distopia del genere proprio su un forum di scrittura. Un po' debole il legame con il tema, che però sei riuscita a inserire in modo abbastanza naturale. Ottima prova!


Vagar in Lontananza, di Paola B. Rossini

Ciao, Paola!
Ti sarai stancata di sentirlo, ma effettivamente nel tuo racconto rappresenti una ciurma davvero fin troppo particolare, tanto che potrebbe dar vita a delle scenette comiche non male. Non oso immaginare cosa succeda nel caso il capitano debba dare un ordine perentorio (e magari sgradito) a uno dei suoi uomini, non riesco a non immaginarlo che chiede sottovoce, gentilmente, di andare a "far risplendere magnificamente gli stupendi ottoni che adornano il nostro bel vascello"!
Sia ben chiaro, lo stile mi piace, trovo che lo usi con naturalezza e che tu riesca a comunicare la malinconia del capitano in modo fantastico, è solo che, come un bellissimo colier pieno di gemme sul collo di un generale in unifome, stona con la storia.
Mi piace molto, invece, come tu abbia deciso di aderire doppiamente al tema: una volta con il senso di nostalgia e distaccamento, e una seconda volta con il gioco riguardo al nome della nave.
Spero davvero di rileggerti presto e di vedere il tuo stile al servizio di una storia più adatta!


Un pianeta insignificante, di Roberto Masini

Ciao, Roberto!
Ti hanno detto che sei vintage, ma io voglio strafare e dirti che il tuo racconto sembra sfilato direttamente dalla Cyberiade di Stanisław Lem, e che Kroom ricorda davvero da vicino lo scienziato Trurl protagonista di alcune delle storie più spassose di quella collezione. Sia ben chiaro, però, che questo non vuole essere un rimprovero o un'accudsa di plagio, ma piuttosto un complimento sincero e un invito a leggerti Cyberiade se non hai avuto il piacere di farlo. Alla fine del racconto, poi, sfoderi (quasi sprechi) uno dei temi con più potenziale nello scenario fantascientifico: e se noi terrestri non fossimo così deboli e indifesi come ci vuole far sembrare la "fantascienza horror"? Se invece fossimo noi, così violenti e bastardi e infingardi da essere una seria minaccia per gli altri alieni?
Una buona prova, fatto salvo per la lontananza, sicuramente presente ma ridotta a un mero riferimento alla distanza tra sistemi.

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Eugene Fitzherbert
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Re: Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Messaggio#6 » giovedì 27 dicembre 2018, 16:11

Sarò pleonastico, ripetitivo, ma stavolta fare la classifica è stato davvero una sofferenza. Tutti bravi e brave, tutti in vena, tutti ispirati. Ma che vi succede? Vi drogate di congiuntivi scaduti? Assumete anabolizzanti creativi? Siete in contatto con qualche jin della scrittura?
Venendo a noi, questi i commenti.

Primo Impiego
Ciao, Fabio,
ben trovato. Il racconto è originale e fa delle citazioni e delle intersezioni tra decine di universi letterari e immaiginifici in senso lato il suo punto di forza, per raccontare poi una storia di disoccupazione. Fa sorridere, indubbiamente, ed ha alcune trovate interessanti, ma alla fine, il concetto di lontananza e il cuore stesso del racconto (la ricerca del lavoro) sembra un po' annegare nelle invenzioni che tiri fuori a ogni rigo.
Il finale però è bello e amaramente divertente.
TI faccio i complimenti per aver messo in piedi questo piccolo carosello.

Tornare
Ciao, Megagenius,
il racconto è stato una bella lettura, con due linee narrative che convergono verso il finale che è stato leggermente troppo lineare. Sarebbe stato bello se fossero arrivati gli alieni divoratori di materia sulla terra, invece che l'unità dispersa sulla stella. Ma questi sono piccoli commenti a margine di una storia divertente (in senso lato), ben scritta e molto curata, nonostante i pochi minuti a disposizione per scriverla.
Bravo davvero, e complimenti!

Contaminazione
Event Horizon.
È la prima cosa a cui ho pensato mentre leggevo il racconto. Non che siano attinenti, per niente, solo che il connubio tra tecnologia e sacrifici umani mi ha portato proprio lì.
La scrittura è molto precisa e il ritmo è ben sostenuto, con i due universi contrapposti che arrivano a collidere. Purtroppo non sapremo mai a cosa condurrà la contaminazione, anche se si intuisce dai processi logici alterati della unità RH-1 che saranno i cyborg a malfunzionare, visto che gli umani dall'altra parte sono già abbastanza rovinati.
TI faccio i complimenti per l'idea e per la realizzazione. È stata una lettura piacevole.

Vagar in Lontananza
n racconto che scorre senza grossi sobbalzi. Il problema del lessico che è stato sollevato un po' da tutti sta nel fatto che non c'è contrasto. Mi spiego: possiamo capire che il capitano sia un uomo di cultura, che possa parlare scegliendo con cura le parole quelle difficili, possa anche lanciarsi in ardite metafore. Questo lo posso accettare.
Non mi va però che un mozzo o un marinaio qualsiasi abbia lo stesso piglio poetico artistico. Sembra che sia una nave piena di eruditi e non capisco perché. Poi probabilmente non sto interpretando le cose come si deve. Illuminami.

Un pianeta insignificante
Ciao, Roberto,
che bel racconto.
Divertente, deliziosamente vintage, sembra di leggere una vecchia rivista di una volta, tradotta qualche lustro fa.
Le fantabubbole mi sono piaciute, anche perché rientrano nel vecchio modo di scrivere fantascienza, sono coerenti con lo stile scelto (che sia involontario o voluto a me non interessa.)
E il finale è altrettanto ben calibrato. Tra l'altro il fatto che sia stato un commando italiano a conquistare il Mondo di Kroom mi ha fatto sorridere ancora di più. Chissà cosa stanno pensando i classici Bruce Willis della situazione...
Chiudo come ho iniziato.
Che bel racconto.

Lontano da qui
Maria Rosaria, davvero un bel lavoro!
Mi sono divertito al primo cambio di registro, e sono arrivato tutto d'un fiato al finale, forse la parte più debole ma comunque ben calibrato. SI respira aria di Farheneit 451, come non ricordarlo, ma lo vediamo (e questo è il tocco di classe geniale) dagli occhi di chi i libri vorrebbe scriverli e non solo leggerli. Certo, è drammatico quanto la realtà che pennelli in pochi tratti sia dannatamente plausibile, e quanto la paura della censura sia così serpeggiante di questi tempi... Chissà perché, poi...
Complimenti!

Buon 2019 anche a te!

E ora, a malincuore la classifica:
1 - Un pianeta insignificante
2 - Lontano da qui
3 - Tornare
4 - Contaminazione
5 - Vagare in lontananza
6 - Primo impiego

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mircalla
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Re: Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Messaggio#7 » venerdì 28 dicembre 2018, 20:43

(Nota dell'Antico: questa classifica non verrà conteggiata per generare quella finale del gruppo in quanto giunta dopo il tempo massimo)

Salve a tutte e a tutti qui sotto la mia classifica e i commenti. Buon 2019!


1. Lontano da qui di M.R. Del Ciello
2. Un pianeta insignificante di Roberto Masini
3. Primo impiego di Fabio Aloisio
4. Vagar in lontananza di Paola Rossini
5. Tornare di Emiliano Maramonte
6. Contaminazione di Maurizio Ferrero


Lontano da qui di M.R. Del Ciello
Ciao!
Racconto estremamente godibile nonostante i due cambi di registro che proponi. Dei tre spezzoni forse quello meno convincente è il dialogo, per le espressioni gergali tipo “fare il vago” che segnano una differenza per me disarmonica con il passo degli altri due. Detto questo, non so se posso perdonarti di non essere andata avanti quando si trattava di rivelare la magia che avrebbe permesso alla non più pulzella di superare il grigiore delle chiome e il resto.

Un pianeta insignificante di Roberto Masini
Ciao!
il tuo racconto scorre e si legge in pochissimi otl. Sembra scritto parecchi bunt fa e faccio fatica a credere che ti sia uscito nel solo greg del contest.
Se vuoi scoprire anzitempo in che posizione lo metterò in classifica basta che risolvi: (x+a)^n=∑_(k=0)^n▒〖(n¦k) x^k a^(n-k) 〗. Non sarà forse il racconto più bello dell’impero trolare ma a me è piaciuto.

Primo impiego di Fabio Aloisio
Ciao!
Racconto divertente, amaramente divertente. Non so se era tua intenzione scrivere qualcosa di sociale o politico, in ogni caso il racconto si regge in piedi perfettamente. Condivido quanto detto già da altri e cioè che ti sei fatto prendere un po’ troppo la mano dal crossover di personaggi, facendo perdere energia e credibilità alla narrazione complessiva.

Vagar in lontananza di Paola Rossini
Ciao!
Non starò qui a ripetere quello che chi mi ha preceduto ti ha già fatto notare. Mi sono divertita a entrare in questa tua particolare declinazione del fantastico e credo che tu debba continuare a sperimentare in questa direzione, magari cercando di trovare il giusto equilibrio tra elementi poetici e attenzione alla sospensione dell’incredulità da parte del lettore.

Tornare di Emiliano Maramonte
Ciao!
Devo ammettere la mia difficoltà. Non ho capito il tuo racconto. O meglio, alla fine l’ho capito leggendo i commenti. Il che mi dispiace perché odio il cliché secondo il quale la fantascienza sarebbe appannaggio del sesso maschile. Il problema probabilmente è il mio e quindi, non essendoci la possibilità di non classificare un racconto sono costretta a metterti in fondo alla classifica

Contaminazione di Maurizio Ferrero
Ciao!
Mi rispecchio pienamente in alcuni dei commenti di chi mi ha preceduto.
La lontananza dei due mondi descritti (sul tema ci sei alla grande) non viene colmata da nessun passaggio del racconto intellegibile. Il finale non chiarisce, anzi complica. L’efferatezza del mondo di Howa cede al manierismo, mentre quello che accade nel mondo delle varie sigle (SD4, RH1,) è per me incomprensibile.

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antico
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Re: Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Messaggio#8 » venerdì 28 dicembre 2018, 22:49

Mircalla, sei arrivata con quasi un giorno di ritardo. Bene che hai postato comunque classifica e commenti, ma da regolamento devo squalificarti e pertanto la tua classifica non verrà contabilizzata per calcolare quella generale del gruppo.

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mircalla
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Re: Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Messaggio#9 » venerdì 28 dicembre 2018, 22:57

Cavolo! non ne ho fatta una giusta questa volta. Destino! Non avrei dovuto partecipare. Mi dispiace ero convinta fosse oggi. Mi dispiace.

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antico
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Re: Gruppo HOGWARTS: Lista racconti e classifiche

Messaggio#10 » mercoledì 2 gennaio 2019, 20:09

Eccomi! Scusate per il ritardo e complimenti a tutti!

1) Tornare, di Emiliano Maramonte
Beh, qui c'è materiale per un romanzo. Più che materiale, è proprio il prologo. Detto questo, fai venire voglia di approfondire i termini che usi e questo è un bene. Certo, la lettura non è facile e necessita di un paio di passate, non tanto per una certa sua difficoltà di fondo quanto per come la metti in scena richiedendo una costante attenzione al lettore. Per dire: alla prima tornata mi sono perso il portale iperspaziale e, arrivato in fondo, mi sono chiesto come diavolo avesse fatto a tornare così in fretta. Niente di grave, però, forse, una maggiore semplicità potrebbe aiutare anche chi è lontano da queste tematiche. In sostanza: pollice tendente all'alto in modo brillante.
2) Lontano da qui, di Maria Rosaria Del Ciello
Ho apprezzato, molto, però mi manca qualcosa: la sfrenata necessità di comunicare, creare, scrivere. Vero, tutto il racconto è incentrato su quello, ma quello che mi è arrivato del tuo protagonista è che lo fa per andare contro le regole e non per necessità. Mi è sembrato, insomma, troppo posato in questo suo tentativo. Come si risolve? Concentrandoti ancora di più su di lui dandoci più particolari, lavorandoci in modo da farci percepire la forza della sua necessità e quindi andando oltre il semplice raziocinio. Per me un pollice tendente all'alto, ma ha ancora tanto da dare, questo racconto.
3) Un pianeta insignificante, di Roberto Masini
Al netto dei refusi che, però, possono capitare in un contesto come il nostro, mi sembra che il difetto maggiore del racconto stia in un finale troppo affrettato il rapporto a quanto precede. Certo, si capisce e il messaggio arriva, ma rilevo un disequilibrio che andrebbe, a mio parere, sistemato. Detto questo, divertente di sicuro, ma farei più attenzione anche al contrasto interno tra scienziato e sovrano e scienziato e scienziato: credo si potrebbe trovare un modo per manifestarlo meglio. Pollice tendente all'alto per me, anche se magari non in modo brillante.
4) Primo impiego, di Fabio Aloisio
Guarda, non vedo l'ora di leggere il tuo romanzo che, lo sono convinto, sarà ambientato proprio in questo mondo qui. Molti dei tuoi racconti, quelli che ho letto, mi sembrano utili allenamenti per testare un contesto fantastico in tutto e per tutto, sia per l'ambientazione che per la qualità. Tornando al racconto in esame, mi sembra che ti sia lasciato troppo andare proprio nell'esplorazione del tuo contesto e che questo ti abbia portato a uno squilibrio interno tra quella che è la storia qui raccontata e quello che è tutto ciò che la circonda. In particolare, tutto il finale mi risulta veloce e meno curato. Pollice ni tendente verso l'alto, questa volta, e questo è il mio giudizio sul testo. Pollice su straconvinto per la tua ambientazione e i tuoi personaggi, che trovo assolutamente vincenti nella loro freschezza, leggerezza e capacità di interpretare i nostri stessi tempi.
5) Contaminazione, di Maurizio Ferrero
Sai che c'è, Maurizio? Questo è un racconto che mi ha tenuto "lontano". Non so come mai, ma ho pensato per tutto il tempo che questi sacrifici rituali avvenissero con successo da tempo (forse perché Howua accenna al fatto che mai si erano spinti a tanto). Certo è che, magari, si erano spinti a tanto proprio per ottenere il risultato, e allora girerebbe. Non avrebbe una logica, invece, il fatto che gli androidi sbuchino proprio lì. Mi sembra di aver inteso che ci sia una qualche correlazione tra i sacrifici e i segnali mandati ai loro macchinari, ma non sono riuscito a capirla. Insomma, tutto rimane piuttosto fumoso e quello che rimane sono le forti immagini dei sacrifici mentre la parte dedicata agli androidi ha decisamente meno verve. Un racconto, a mio parere, che necessita ancora di qualche lavoretto per farne sprizzare tutte le potenzialità. Allo stato attuale gli assegno un pollice ni, pur positivo.
6) Vagari il Lontananza, di Paola B. Rossini
Non penso che il problema stia nel gergo usato. Ho capito le tue intenzioni e penso che il racconto vada rivisto in un'ottica diversa. Lontananza rappresenta il sogno, il marinaio sceglie la vita reale abbandonando quella parte di meraviglia, ma continuando ad anelarla e a cercarla scrutando l'infinito. Benissimo, il finale è perfetto. Il problema sta prima, a mio parere, perché la scena è troppo statica e il meraviglioso viene mostrato solo attraverso lo sbuffo della balena mentre è il narratore stesso che fa spiegare al capitano la sua natura. Ecco, dovresti provare a movimentare un po' mostrandoci. Credo che, seguendo questa linea guida, il racconto potrebbe sbocciare veramente. Pollice ni, questa volta, ma positivo.

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